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Mal(r)umore
L’Italia è fuori dal giro che conta. Pallonaro o musicale non importa, siamo stati tagliati via come un ramo secco e quel che è peggio è che la sega elettrica nelle mani del boia-boscaiolo ce l’abbiamo messa noi stessi con scelte drammaticamente sbagliate!!!
Il campionato così come i clubs ed i Dj del Bel Paese hanno esaurito tutto il loro appeal, non sono più capaci di inventare gioco; e mentre vetusti mettitori di dischi si limitano a fare da babysitter a ragazzi di cui potrebbero essere i padri andando dietro a mode senza senso (spiegatemi perchè uno come Ralf anziché salire in cattedra e impartire lezioni di HOUSE MUSIC butta sul piatto l’ultimo Dettmann con cui non ha niente a che vedere), i mister/promoter, incapaci di riconoscere il vero talento, non sanno far altro che affidarsi alla stella straniera di turno oppure pompando discreti mestieranti come fossero gli eroi di quella che più che ad una rivoluzione rassomiglia ad una pubblicità.
Le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di tutti: i locali di fama sono dimezzati, gli ospiti internazionali considerano l’Italia alla stregua di un bancomat impazzito (siamo l’unica nazione a pagare parcelle triple), ed il pubblico straniero giustamente ci snobba perchè ormai sa bene che da noi c’è sempre la fregatura (anyone said Maximal?), danneggiando però anche situazioni di pregio come ad esempio Club to Club e Dissonanze (dai quali comunque mi piacerebbe sapere quanti clubbers foresti riescono ad attirare).
Come se non bastasse non abbiamo nemmeno una scena in cui riconoscerci, nè undreground nè mainstream, perchè certo non possiamo considerare tale il giro fidget che, al di là dell’apprezzarlo o meno (la seconda che ho detto: meno!!!), se non fosse esploso dapprima all’estero da noi non se lo sarebbe cagato nessuno. Siamo rimasti al tempo dei Comuni quando ognuno pensava per sé e per definizione odiava il borgo confinante, di collaborare per crescere insieme neanche a parlarne.
Proseguendo nel paragone col calcio anche l’Italia dei nottambuli ricicla i medesimi schemi e luoghi comuni: Cocoricò, Sonar, Ibiza, Goa, Fabric, la solita Berlino (di cui bellamente si ignora il resto), il Dj Clinic (su cui stendiamo un velo pietoso perchè infierire è crudele) e così via sono come Cannavaro & co. giganti che ormai vanno avanti per inerzia ma ai quali basta una bava di vento (o un’ordinanza sulla limitazione degli orari) per farli crollare come castelli di carte; alla fine anche in vacanza ricerchiamo la banalità come a casa, rinchiudendoci in un club/villaggio ben reclamizzato.
E intanto Germania e Inghilterra continuano la loro sfida secolare per il predominio in Europa, confrontandosi su più livelli coltivando nel sottobosco e rivendendo fuori prodotti stramaturi.
Dubstep e minimal techno erano partiti come generi di nicchia ed oggi sono sulla bocca di tutti, presenti in qualsiasi line up ma in patria già si pensa al futuro.
I rigorosi tedeschi hanno allargato la portata del sound di south London oltre i confini del post garage (paradossale il caso di Scuba che è dovuto andare a Berlino per affermarsi liberamente triangolando le proprie influenze dubstep, d’n'b e techno) trovando una nuova dimensione dub, mentre gli Inglesi, presi dal dibattito sull’hardcore continuum, sfoderano un sound scintillante che mescola Uk Funky, dubstep e 8 bit pronto per diventare la colonna sonora dei prossimi teenagers.
A noi altri non restano che gli avanzi: prima di tutto la loopy house bollita da Francoforte e dalla Romania (che motivo c’è di fare un pezzo basato principalmente su un sample house anni ‘90 ripetuto all’infinito? Perchè campionare Louie Vega quando puoi suonare l’originale che fa sempre e comunque la sua porca figura?), quindi l’ableton minimal stile M-nus per la quale c’erano un qualcosa come 12.000 ragazzi ad affollare il Palazzo dei Congressi di Roma in occasione dell’ultimo Dissonanze alla faccia del povero Moritz Von Oswald.
Infine per rispondere a coloro che (senza rendersi conto di star parlando di nomi, Villalobos e i suoi fratelli, in voga da almeno dieci anni!!!!) indicano nella scomparsa dell’underground la causa di tutti i mali moderni , vorrei riprendere una metafora cara all’indimenticabile Tony Wilson (il fondatore della Factory records scomparso nel 2007 n.d.r.): la musica Pop si muove come una doppia elica e nel momento in cui la prima compie un movimento discendente la seconda risale per poi ricadere a sua volta.
L’abilità degli adetti ai lavori sta nel passare da un trend all’altro quando le due onde si incrociano.
E’ chiaro però che non può trattarsi di un salto nel buio, ma ci si deve arrivare per gradi, magari costruendo una piccola situazione, perchè tanto velocemente l’underground diventa mainstream e conquista la top ten quanto nella sua fase calante è altrettanto rapido a portare con sé nell’abisso tutto ciò che lo circonda; vi ricordate della progressive? Non c’è rimasta nemmeno una lapide su cui lasciare i fiori!
Detto questo datemi un buon motivo per pensare che con l’housetta dei Vagabundos, dei Curly, degli Olandesi o dei Rumeni non debba accadere la stessa cosa, i presupposti ci son già tutti. Quando il nome di Luciano cominciò a circolare con una buona insistenza anche in Italia le sue performance erano circoscritte a pochi club d’avanguardia ed il suo seguito si aggirava attorno a qualche centinaio di persone. Adesso, sette anni dopo circa di scalata Pop, basta una foto di Lucien su un flyer in Times New Roman per riempire gli stadi e i dischi Cadenza si ascoltano pure al supermercato.
E’ la fine dell’underground? No, semplicemente lo si deve cercare in altri lidi e suoni, perchè lo svizzero/cileno è troppo impegnato ad accontentare le masse per trovare il tempo per far ricerca ed innovarsi; le sue produzioni attuali sono tools da pista funzionali al divertimento di una notte perfette per i migliaia di ragazzi in costume da bagno che nelle disco just wanna have fun.
Ora, dopo l’eliminazione dell’Inghilterra e con essa dell’ultimo riflesso italiano, aspetto solo qualcuno che lanci la Vuvuzelas house!
Federico Spadavecchia
technorati tags: vecchiazza, situazione demoralizzante
Sabato 10 luglio al Forte di Exilles, Musica 90 e Xplosiva presentano l’evento “World Sounds Better! Un forte ideale di uguaglianza“, che vedrà protagonisti artisti che rappresentano la più innovativa musica elettronica prodotta oggi nel mondo, affiancati da alcuni fra i migliori talenti della scena torinese.
Il mese di luglio 2010, nel pieno svolgimento dei mondiali di calcio in Sudafrica, offre un’occasione imperdibile per un evento proiettato sul ruolo della musica, dello sport e della convivialità come strumenti di crescita culturale e sociale, come esempi evidenti di uguaglianza delle persone nel creare cultura e nel condividerla.
Lo spazio dell’evento, il suggestivo Forte di Exilles, già teatro nel 2009 di “Ich Bin Ein Berliner” (“Io Sono Un Berlinese”) curata da Musica 90 e Xplosiva, ben si presta per la sua funzione storica di baluardo e difesa a interpretare in una visione globale e contemporanea il nuovo compito di spazio aperto alla cultura, alle persone, agli ideali da difendere con convinzione.
L’evento si svolgerà nella giornata di sabato 10 luglio, a partire dal tardo pomeriggio alle ore 18. L’orario, più esteso rispetto alla precedente edizione, ha lo scopo di proporre un cartellone artistico più ampio, rappresentando idealmente la scena elettronica mondiale e sollecitando il pubblico a trascorrere una giornata nel nostro territorio montano.
La manifestazione in dialogo con le principali associazioni locali impegnate sul fronte dei diritti di uguaglianza ospiterà l’iniziativa Biblioteca Vivente, Living Library realizzata con l’Associazione GIOSEF-UNITO.
Il pubblico sarà invitato a utilizzare un servizio di navetta creato appositamente sulla tratta Torino – Forte di Exilles. Tale servizio è stato ideato per incentivare le politiche sul trasporto sicuro e per diminuire lo sviluppo di CO2 da parte dei veicoli privati. Al Forte sarà predisposto un efficiente servizio di ristorazione con approccio glocal.
Il cartellone artistico vedrà alternarsi sul palco protagonisti di rilievo mondiale a sottolineare come la validità della composizione creativa e di quella performativa siano valori diffusi e universali, creando un’ironica squadra worldwide musicale in cui l’unica vittoria da perseguire sarà l’apprezzamento del pubblico.
La manifestazione World Sounds Better! è organizzata dalle associazioni Musica 90 e Situazione Xplosiva, è parte della rassegna Assedio 2010 ed è nel calendario attività di Torino European Youth Capital.
Main stage:
FLYING LOTUS (North America, Warp) audiovisual live set -unica data italiana-
RICARDO TOBAR (South America, Border Community) dj set
CULOE DE SONG (South Africa, Innervisions) dj set
AD BOURKE (Italy, Citinite) live set
XPLOSIVA feat. SERGIO RICCIARDONE + GIORGIO VALLETTA (Italy) dj set
Indoor stage:
We Play the Music We Love feat. MARCELO TAG, RILLS, STEP
China Surprise feat. THELICIOUS
LOSER DJ’s
Secret Mood feat. GANDALF
Prevendite: Infopiemonte Piazza Castello angolo Via Garibaldi – Torino
technorati tags: fying lotus, xplosiva
Secondo album per Quentin Harris, anello di congiunzione tra Detroit, Chicago e New York, che ritorna sulle scene a due anni da No Politics e con un titolo ancora più impegnativo ed eloquente: Sacrifice.
Il sacrificio, come spiegato nella preziosa prefazione di Frankie Knuckles (vedete che bisogna ancora comprarli i cd?), è il tempo da dedicare alla musica, la volontà di scegliere un particolare stile di vita che a volte ti porta ad isolarti lontano da amici e parenti per sfogare un tuo intimo bisogno che non coincide certo con l’avere successo a tutti i costi, aumentandone così il valore ed il peso. Per non dimenticarlo mai Quentin se l’è pure fatto tatuare!!!!
L’incipit è uno spoken words dark con archi e campane a morto, la tensione è già alle stelle!
Ma siamo pur sempre in una produzione Strictly Rhythm ed ecco allora che l’oscurità si tramuta in un beat house sensuale e felino su cui la voce di Denise Henderson inizia a smuovere il nostro basso ventre (Wait) in perfetto stile Chicago.
Lampi di luce nella notte ed erotismo sono il fil rouge di un disco sublime che rimarrà nella storia del genere.
In Baby gets high siamo in pieno Body and Soul, un’assolata domenica pomeriggio a Tribeca (NYC) con il cantato disco di Drew Vision e una 303 che ci ipnotizza nascosta dietro ad un’imponente sezione ritmica.
Paradise segna il ritorno a Detroit con un discorso sulle origini africane della musica House degna dell’orgoglio latino degli UR.
Jason Walker, quindi, viene chiamato a prestare la voce per una cover degli Atlantic Starr, Circles, in chiave New York House.
Si va avanti con The sacrifical lamb col prezioso feat di Dave Morales per due minuti di R&B ad altissimo livello, con un basso torcibudella ed una voce che è un’iniezione di puro testosterone.
A cantare la title track c’è nuovamente Drew Vision; il risultato è una sicura hit da ballare scalzi sulla sabbia con gli occhiali da sole a trasformare il sole nella luna.
Il lavoro di Quentin con i vocalist è davvero impressionante anche perchè non si limita ad usarli come meri strumenti ma li tiene al suo stesso livello, e così Why me (con Cordell al microfono) è il Pop che vorremmo sempre sentire alla radio.
Ma è quando a entrare in cabina è una diva che l’uomo si esalta e, dato un fat beat di house classica, inizia a costruire autostrade verso il mondo dei sogni. Inaya Day intona Do the right thing e i ballerini diventano devoti house soldiers.
Apologise con AAron Carl è una questione spirituale, è la magia del suono di Chicago, è la vendetta della scintillante disco music che nell’underground ha trovato una forza tale da convertire al verbo della danza tutti i sui detrattori.
Unico pezzo strumentale dell’album è Silence giocata su un sample di telefono che squilla a vuoto e che man mano diventa un raggio laser. Per quanto riguarda i cuts vocali la risata inserita potrebbe essere un’omaggio a Don’t laugh di Josh Wink, un artista che ha sempre flirtato molto sia con l’house che con la techno.
Give it 2 you entra elegantemente malinconica su un tappeto d’archi come se gli anni ‘70 non fossero mai finiti, ma sul primo rintocco di campana (stile feel it dei Jackson 5) parte un modernissimo 4/4 sul quale a regnare incontrastata è lei, Ultra Natè, unica regina dell’House!!! Quentin seguirà anche la produzione del suo album solista e qui stiamo già contando i giorni.
C’è anche un tocco di Italia nel candidato principale a disco dance dell’anno, si tratta della giovane Georgia Cee (Don’t U worry) una goccia di limpido talento soul mediterraneo.
A soffiare sulle ultime candele rimaste accese in questa notte buia ci pensa Jason Walker: Home parte lenta, il primo minuto e mezzo solo voce, pad e pianoforte, con i lacrimoni già a bagnarci il volto (and when the world just makes no sense I turn to you) e quando parte la cassa migliaia di clubbers sono ormai un’unica grande famiglia. Personalmente credo di aver trovato la traccia no, la Canzone con cui chiudere tutti i miei set per i prossimi 10 anni.
Rispetto a tutto il ciarpame che oggi si spaccia per house (o peggio deep) Quentin Harris ci ha dimostrato coi fatti qual’è la differenza tra il sesso a buon mercato e fare all’amore.
Federico Spadavecchia
technorati tags: quentin harris, sacrifice
L’assassino torna sempre sul luogo del delitto e non fa eccezione Anthony Rother, l’uomo macchina già erede designato dei Kraftwerk, che a sei anni dalla svolta Pop del fortunato album Popkiller, un contenitore quasi inesauribile di hit tra cui Father e Back home, esce nei negozi con un nuovo lp dal titolo manifesto Popkiller II.
Il produttore di Francoforte si attiene scrupolosamente alla regola fondamentale dei sequel ovvero dare al pubblico del primo episodio esattamente ciò che esso si aspetta, vale a dire i medesimi personaggi, una trama lineare che metta a dura (ma neanche troppo) prova l’eroe, e l’immancabile lieto fine.
L’apertura di Night non lascia dubbi: appena un minuto e mezzo a riassumere in toto il Rother pensiero fatto di beats electro in 4/4 e grandi melodie malinconiche suonate rigorosamente con synth analogici.
Tocca poi a Disco Light farsi carico del giro di basso e del cantato tutto buoni sentimenti a la Back Home (close your eyes and dream about the day/the day that was the best time in your life…Remember me/ remeber you/remember all the others/and think about the great moments in love) per caricare l’ipnotica electro house di Crushing da ballare all’aba con le mani al cielo e saltando sul ritornello finale.
Il consueto omaggio ai padri di Dusseldorf sta in Cinema con qualche bpm in più.
Il ruolo che fu di Punks spetta invece a Big Boys (that playin’ in the big games/that usin’ the big toys…) cantata in vocoder e melodia in crescendo.
Per sognare continuando a ballare c’è Skyline, lunga suite electro trance per gambe e sinapsi.
Ed eccoci al momento clue ovvero a quella traccia cui spetta il difficilissimo compito di confrontarsi con l’anthem Father il cui titolo beh non poteva che essere Mother, e anche nei fatti siamo davanti alla Viva la mamma della Techno che col suo ritornello You’re always there sicuramente scioglierà i cuori anche dei clubbers più duri (e non oso immaginare l’effetto per chi è calato…).
Meno male che a squoterci ci pensa l’intramezzo Gates!
Finale con l’edonismo ’80’s di Rotation e l’imperiosa Grab your life, per un album che ad un pubblico esigente non suonerà altro che come una raccolta autoreverenziale di poprie cover (senza il potenziale da hit maker del numero uno) mentre i fans più accaniti lo accoglieranno con estrema gioia.
Federico Spadavecchia
technorati tags: anthony rother, popkiller II
Il 2008 è stato segnato da una questione scottante rimasta senza risposta: Who Killed Sparky?
Oggi, dopo due anni di attesa, il caso può dirsi risolto perchè l’unico uomo a sapere ha rivelato tutto.
Sasha ha infatti annunciato che SparkyLives!!!
SparkyLives è la nuova traccia del Dj inglese Sasha ed è disponibile in download gratuito sul suo sito http://www.djsasha.com./ nel V_rtek Mix la versione realizzata appositamente per il Galstonbury Festival.
Particolarità della V_rtek Mix è la collaborazione con i video artisti Picnic Electronic e Immersive la cui anteprima era stata realizzata al Big Day Out in Australia dopo una preparazione di ben 8 mesi.
Il progetto vede coinvolto un gigantesco schermo a led su cui sono sincronizzati tutti i suoni prodotti dal Dj di modo da riprodurre un assalto sensoriale.
technorati tags: sasha, sparkylives
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20 Years of Joey Negro
L’house music è sempre meno un genere per ragazzini con i suoi mostri sacri ormai ben al di là degli anta.
Joey Negro quest’estate compie 20 anni di onorata carriera e per festeggiare come si deve pubblica un triplo cd su Z-Records di cui i primi due mixati dai suoi amici Grant Nelson e Dj Spinna mentre il terzo avrà nuovi contenuti esclusivi.
Tracklist
CD 1 – Joey Negro Mixed by Grant Nelson
1. Erro – Change For Me / MAW – Backfired (Accapella)
2. Mistura – Think Positive
3. Doug Willis – Spread Love / Joey Negro – Can’t Get High Without You (Accapella)
4. Z Factor – We’ll Keep Climbing
5. Joey Negro – Can’t Get High Without You
6. Joey Negro – Love Hangover (DJ Spen Remix)
7. Joey Negro – Ride The Rhythm
8. Raven Maize – Forever Together (Grant Nelson Remix)
9. The Sunburst Band – Fly Away
10. Dave Lee feat. Ann Saunderson – You’re Not Alone
11. The Blackbyrds – Mysterious Vibes
12. Joey Negro – Must Be The Music (Nicola Fasano Remix / Grant Nelson Re-Fix)
13. Nova Fronteira – Baila Conmigo
14. Dave Lee – Latronica
15. MAW feat. India – Backfired (Joey Negro Remix / Grant Nelson Special Edit)
16. Z Factor – Makes You Crazy
17. Yolanda Wyns – I Know You, I Live You (Joey Negro Remix / Grant Nelson Re-visit)
18. Jakatta – Scattering Stars
19. Akabu – I’m Not Afraid Of The Future
20. Grant Nelson Epilogue
CD 2 – The Sunburst Band Mixed by DJ Spinna
1. Searching
2. What’s Your Sign?
3. Do You Really Love Me?
4. Moving With The Shakers
5. U Make Me So Hot (Yam Who? Mix)
6. We Can Live Forever
7. Shabadowah
8. Far Beyond
9. Everyday
10. Dusk
11. Twinkle (Idjut Boys Remix)
12. Turn It Out (IG Culture Mix)
13. Atlantic Forest
14. Survivin’ feat. Leroy Burgess
15. For All Eternity
16. Journey To The Sun (Dennis Ferrer Mix) / I’ll Be There For You
17. Man of War (Henrik Schwarz Mix)
18. He Is (Ian Friday Tea Party Mix)
19. He Is (Album Mix)
20. Until The End of Time
21. I Know U Care
22. Fly Away
technorati tags: joey negro, house
La Techno, come insegna il collettivo Underground Resistance, non è solo un mezzo per la danza ma è anche il veicolo per esplorare il cosmo senza per forza salire su uno shuttle.
La Techno è la colonna sonora che avrebbe voluto Jules Verne per le sue avventure fantastiche.
La Techno è il linguaggio scelto da Fabio Battistetti, in arte Eniac, per raccontarci di un mondo alieno e lontano in sette tracce e due remix; una lingua sconosciuta sì, ma che non ha bisogno di parole nè tanto meno di melodie perchè bastano le vibrazioni, ritmiche ed armoniche, per renderla universalmente comprensibile.
La via maestra è chiaramente quella tracciata dai pionieri minimalisti tedeschi della label Raster Noton (degnamente omaggiata nell’ April’s Riga Remix di December), ma Eniac dimostra di essere capace di saper affrontare un percorso personale: suoni utilizzati a mo’ di ingranaggi di una claustrofobica navicella.
Tintinnii metallici fungono da radar sensoriale per orientarci su paranoici pad abbandonati nell’abisso siderale a vagare senza meta come asteroidi.
Gli accenni alla melodia sono quanto resta del sentimento umano infranto dall’alienazione urbana, per cui ci si può trovare nel centro della città più popolosa ma sentirsi comunque isolati, incapaci di comunicare con gli altri.
Ed allora ecco che si rivela l’importanza di una sinfonia all’apparenza astratta, in cui perfino la voce è
filtrata dalle macchine, ma in grado di entrare in sintonia con la nostra essenza più intima sincronizzandoci sulle medesime frequenze.
Il suono che emerge da questo gelido e malinconico rigore nasconde però nel profondo una flebile fiammella funky che ancora brucia e che potrebbe addirittura far ballare i neuroni in cortocircuito.
D’altronde in un mondo governato dall’algida perfezione digitale cosa c’è di più umano e caldo dell’errore?
Il disco è disponibile in download all’indirizzo http://www.chewz.net.
Federico Spadavecchia
Ultime mosse prima dell’ibernazione del progetto per i finlandesi Pan Sonic che escono con un singolo intitolato Corona (sì avete letto bene!!!) proprio per sonorizzare le scene dell’ormai famoso documentario Videocracy Erik Gandini dedicate al controverso personaggio italiano.
Il Comitato Italia 150 e il Festival Club To Club presentano il Premio “La musica elettronica italiana nel 2061”.
Il Premio è realizzato nell’ambito di Esperienza Italia, la grande festa per i 150 anni dell’unità d’Italia (Torino, 17 marzo-20 novembre 2011) che guarda al passato, al presente ma soprattutto al futuro del Paese. Ed è proprio in questo ambito che si inserisce “La musica elettronica italiana nel 2061”: un’occasione per immaginare come sarà l’Italia del prossimo domani e in particolare la sua musica.
Saranno premiati undici brani e altrettanti artisti o gruppi italiani che ne saranno autori e/o esecutori e che rappresentino la migliore e più avveniristica musica elettronica italiana.
Il premio è dedicato alla musica elettronica di qualsiasi stile o matrice ed è aperto con iscrizione gratuita a tutti gli artisti o gruppi di nazionalità italiana, che siano residenti in Italia oppure all’estero. Le iscrizioni saranno aperte il 14 giugno 2010 al sito www.premio2061.it e si chiuderanno il 31 luglio 2010.
I brani scelti dopo la prima fase di selezione (realizzata da alcuni dei più prestigiosi operatori del settore nazionali) verranno pubblicati nel mese di settembre sul sito www.clubtoclub.it/premio2061, in modalità streaming. Ai nove brani preferiti dal Comitato Tecnico si aggiungeranno i due più votati dal pubblico, a raggiungere il totale di undici brani che comporranno la compilation digitale “La Musica Elettronica Italiana nel 2061”.
La lista degli undici brani vincitori verrà annunciata ufficialmente nel novembre 2010, in occasione della decima edizione del Festival di Musiche, Arti e Culture Elettroniche “Club To Club”. La premiazione dei vincitori e la presentazione della compilation saranno protagonisti di un appuntamento di Esperienza Italia nel 2011.
Inoltre in novembre saranno annunciati anche un premio alla carriera dedicato a uno dei più grandi e influenti musicisti italiani che nei decenni trascorsi ha saputo creare musica innovativa e dalla visione rivolta al futuro, e un premio per la miglior etichetta discografica italiana legata al mondo della musica elettronica.
Ad assegnarli sarà lo stesso Comitato Tecnico, formato da alcuni fra i più prestigiosi operatori nazionali del settore, ovvero:
Alessio Bertallot (B Side – Radio Deejay)
Fabio De Luca (Rolling Stone Italia)
Marco “peeDoo” Gallerani (P Playground)
Dino Lupelli (Moremedia, Elita)
Giorgio Mortari (Dissonanze)
Giorgio Valletta (DJ Mag Italia, Associazione Culturale Situazione Xplosiva)
Per maggiori informazioni su Esperienza Italia:
www.italia150.it
Per tutte le notizie sul festival Club To Club:
www.clubtoclub.it
technorati tags: xplosiva, esperienza italia
A causa di ragioni contrattuali lo show degli Interstellar Fugitives from UR previsto per il Maximal Festival di Novegro è stato cancellato.
Ecco di seguito il comunicato ufficiale:
3D – DNA Dance Department and Alter Ego Management regretfully announce the cancellation of UNDERGROUND RESISTANCE presents INTERSTELLAR FUGITIVES live set, at Maximal Festival scheduled on the 12th June 2010.
It’s with great disappointment that the UR artists and their management – who have always respected and admired the strong relationship with their Italian fans – have come to withdraw from the Festival after a long discussion with the Maximal Festival organizers. Unfortunately, contractual conflicts have led to this drastic circumstance which saddens all fans and professionals involved.
3D – DNA Dance Department and Alter Ego Management are currently working towards presenting the next UR show in the near future for the italian fans. Looking forward to seeing you there!
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Maximal Festival
Anima – Materia – Energia – Desiderio: MAXIMAL !!
Il Maximal festival cambia registro ed organizzatori. Si è evoluto, diventando un MOVIMENTO formato da migliaia di persone sparse in tutto il mondo. Quest’anno non sarà solo un festival, sarà un percorso sensoriale attraverso le dimensioni e l’immaginario delle arti digitali e della musica elettronica. Partendo dall’esperienza dell’opera letteraria di Italo Calvino, Le Città Invisibili, abbiamo ideato un evento totalmente innovativo, con lo scopo di coinvolgere la realtà giovanile, in un cammino che esca dagli schemi del divertimento passivo delle discoteche; trasformando così la periferia in un nuovo spazio di scambio culturale.Il testo letterario di Calvino sarà lo scheletro del festival: Anima, Materia, Energia, Desiderio i nomi degli stage; blu, giallo, verde, rosso i loro colori. Vi aspettiamo sabato 12 giugno!
:::ANIMA MAXIMAL STAGE:::
Detroit Techno masters: dove la storia della musica elettronica e lo scenario metropolitano prendono il sopravvento; immersi in una giungla urbana di grattacieli, graffiti, parkour e arti di strada.
:::Line up:::
UNDERGROUND RESISTANCE – Interstellar Fugitives live show !
JUAN ATKINS(Tresor I Detroit – USA)
SCAN 7 live ( Cratesavers | Detroit – USA )
ALAN OLDHAM aka DJ T-1000 ( Puresonik | Detroit – USA )
DJ SEOUL (Detroit Techno Militia | Detroit -USA )
MARCO PASSARANI (Final frontier | IT )
DJ MACHINE ( Maximal | IT )
BHONZ live ( Maximal | IT )
THE SELPH ( Apnea | IT )
THE ELECTRICALZ ( Thisorder | IT )
:::MATERIA – MAXIMAL STAGE:::
Progresso, digitalizzazione, robotica, artificio. Un mondo futuristico all’ insegna della tecnologia.
La miscela tecnologia-arte, creerà un ambientazione totalmente innovativa, all’insegna dell’ interattività tra il pubblico e l’ ambiente circostante.
:::Line up:::
MONIKA KRUSE ( Terminal m. |DE )
DANILO VIGORITO ( Orion Muzik – Plus8 | IT )
RENATO COHEN ( Sino rec. | Brazil )
SPACE DJZ ( Jackstar | UK )
ALESSIO MEREU live ! ( Amam | IT )
PAOLO TAMONI( Orion Muzik, Fabbrika | IT )
NAPH b2b CARLO C. (Beatbank | IT)
P.GOD ( Prototypes | IT )
DEH b2b MARK MORRIS (Naked Lunch | IT)
FRANKYEFFE (Frequenza | IT)
SAE live class ( S.a.e| IT )
:::ENERGIA – JUNGLE VIBES:::
Acqua, terra, vento, fuoco. il nostro pianeta, la nostra natura da salvaguardare.
L’ ecosotenibilità, lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente, senza compromettere il nostro ecosistema e quello delle generazioni future.
:::Line up:::
PLAY PAUL / daft punk crew (gigolo – kitsune | FRA)
INVASIAN KREW KILLAH from ASIAN DUB FOUNDATION
NOISIA (vision – division | NL)
DJ KRUST (rebel instinct | UK)
DJ DP b2b PROMENADE (G recordings | IT)
TOMMY TUMBLE b2b NARCO ( indipendent | IT)
LELE PROX (microplatform | IT)
MOTHER inc. (mother inc sound | IT)
DARS & BUZZ (indipendent | IT)
:::DESIDERIO – WE ARE PARTY PEOPLE:::
Liberi di essere sexy. Esibizioni, gadgets e materiali informativi, “scherzeremo” sul concetto di sessualità fra noi giovani promuovendo una riflessione sugli aspetti psicologici, sociali e culturali del comportamento sessuale umano, nel rispetto del prossimo e del universo femminile in primo piano.
::Line up:::
EDDIE HALLIWELL (Goodgreef | UK)
RICHARD DURAND ( Black Hole | NL )
SEAN TYAS b2b SIMON PATTERSON ( Spinnin’ | CH – UK )
WOODY VAN EYDEN ( Fenology | NL )
W&W ( Armada | NL )
MANUEL LE SAUX ( Trance Gate | IT )
LORENZO ( WAPP | IT )
ALBERT KEYN ( Tranceforlife | IT )
WILLIAM P. ( ArtOfTrance | IT )
MARCO PUPILLA. ( WAPP | IT )
DJ SHY ( Waves of Freedom | IT)
:::HARD FACTORY – MAXIMAL STAGE:::
La parte più “dura” del panorama techno internazionale, qui rappresentata dall’organizzazione napoletana Hardfactory che all’interno dei suoi eventi, propone i migliori artisti hardtechno internazionali.
:::Line up:::
DAVE THE DRUMMER (hydraulix – apex | UK)
LUKAS ( Trivial – Brazil )
MOTOMORFOSES ( Trivial | Brazil )
KILLSWITCH & RESET ( Puresonik | Detroit – USA )
WEICHENTECHNIKK vs WALDHAUS live ! ( Artillery | Germany )
RANDY ( R909 | IT )
NITROX b2b T.ONE ( Hardfactory | IT )
FABIO AGOSTINI ( Hardfactory | IT )
ONIKS (FunkYou | IT )
:::UNCONVETIONAL AREA:::
Uno spazio di festa risevato, per chi cerca un clima “più intimo” nel mezzo del maximal festival. Il tutto organizzato e animato da Unconventional party, organizzazione che da anni propone gli eventi più esclusivi della città.
:::MAXIMAL KNOWLEDGE AREA::
All’ interno del festival ci si muoverà tra impianti audio e luci di ultima generazione, attori vi coinvolgeranno in performance teatrali improvvisate. Live paintings, proiezioni cinematografiche, gallerie d’arte temporanee, spettacoli di danza miscelati ad installazioni audio/video e performance avanguardistiche;.formando così un villaggio multimediale. Vi saranno aree di ristoro con cibi di origine controllata, provenienti dalla nostra penisola e cibi dai mercati equosolidali, provenienti da tutto il mondo. Maximal, un movimento che unisce nella musica e nella passione per la produzione artistica e culturale il popolo dei giovani creativi e di chi non vede città grigie e tristi attorno a sè, ma luoghi da personalizzare e reinventare..
Info: http://www.maximalfestival.com
Location: c/o Parco fiera esposizioni Novegro – Milano (MI)
Un giorno di multitasking culturale con due eventi che si incrociano e si fondono insieme per un unica grande festa che vedra’ all’opera giovani artisti, performance mostre e sopratutto tantissima ottima musica con tanti ospiti della scena bolognese e nazionale e l’eccezionale presenza di “Dj Hatcha” inventore della dubstep music.
Si terra’ al Link il 12 giugno il Launch party italiano dell’Outlook Festival, il festival di riferimento della scena mondiale “dubstep” “nu garage” “dub” “hip hop” e “drum’n’bass”, vera e propria celebrazione della street culture londinese che ogni anno raduna migliaia di persone all’inizio di settembre sulle bellissime rive della vicina Croazia e che nell’edizione 2010 sara’ ospitata nel Fort Christ di Pula con una line up mozzafiato troppo lunga per essere citata ma che vedra’ la presenza di Skream Roots Manuva live DMZ Martyn Mala Shakleton Plastician ed una incredibile serie di artisti a rappresentare il meglio della scena mondiale.
Street culture, dubstep, grime, garage, dub, drum’n’bass e tutto quello che l’immaginario londinese piu’ fertile e vero si ricreano ogni anno in questo bellissimo festival che offre la possibilita’ di vedere un numero cosi’ incredibile di artisti ad appena 5 ore da Bologna e sdraiati su bellissime spiagge appoggiate sull’Adriatico.
Per il Launch party oltre ad una folta rappresentanza di artisti nostrani come Ganji Killa, Numa Crew, Dubash, Basement Universe, Link d’n’b Arena, Alex:ino&McDef, Spiko, Audioground, Dropfellas,Bum Bros, Qwark Dub Engine e molti altri vedra’ l’eccezionale presenza di dj Hatcha, vero e propria leggenda, l’inventore della dubstep Londinese, colui che all’inizio degli anni 2000 ha coniato il termine e lo stile in compagnia di personaggi come Skream Benga Burial Kode9, un set irresistibile profondo per conoscere finalmente questa musica grazie al suo inimitabile stile ed alla sua miniera di dubplates e tracce inedite che ne fa uno dei migliori e piu’ divertenti dj in circolazione del panorama mondiale. L’evento del 12 giugno sara’ un evento multiplo che si fondera’ con il festival Wonderl& che proprio al Link celebrera’ la sua data finale, la Bonus Date dopo un lungo percorso che ha attraversato moltissimi luoghi e locali della citta’. Organizzato e promosso dal BUM, ovvero “Bologna Underground Movement” come si definisce un folto gruppo di giovani artisti performer musicisti ed agitatori che porteranno al Link una serie di attivita’ ed installazioni artistiche in collaborazione con studenti del Dams e dell’accademia delle belle arti con performance di pittura installazioni, una vera e propria ventata di freschezza culturale celebrazione della street art, un meltin pot culturale che prende forma grazie al Bum.
Il tutto sara’ giocato su due spazi interno ed esterno, con lo spazio esterno per dipingere, e l’interno per le installazioni e le mostre.
The Outlook Festival Italian Launch Party:
Indoor Dubstep:
Dubash live
Dub Engine live
Lapo (Numa Crew/Elastica)
Special guest from UK:
Dj Hatcha (Tempa Rec.-UK)
GanjiKilla (Dubspencer Sound-Sub Fm)
Basement Universal Production feat. Cixxj Warmhole & Elle solo
Outdoor Garden dnb breakbeat Arena:
Alex::Ino + Mc Def
Dj Spiko (Modulate Rec.)
Link dnb Arena (DBOX Rec.)
Audioground
W.C.Set
|Bum Sound Factory|
Bum Bros
QWARK (LIL PITCH RECORDS)
Visuals: Pandro
Ingresso: 5 E + 5 E tessera (oblligatoria)
technorati tags: outlook festival, link
7
Nothing else Matter
Ci ha messo davvero poco tempo la notizia della messa in vendita del Fabric a sconvolgere le giornate dei clubbers continentali che, in preda al panico, iniziano a chiedersi se questa sciagura non sia l’inizio dell’ultimo disco sul piatto.
Per quello che mi riguarda non penso che il destino del club inglese possa segnare anche quello della scena elettronica internazionale, quanto piuttosto mette in luce ancora una volta come il mondo dei Dj rimanga sempre vittima dei medesimi errori.
L’avevamo già visto dapprima con la progressive, poi con l’house e quindi con l’electroclash (qui meno evidente perchè la minimal stava già incalzando): quando un trend termina il suo ciclo il pubblico, rimasto privo di punti di riferimento, diserta i locali (chiaramente stiamo parlando di discoteche commerciali) ai quali, avendo speso una fortuna in cachet spropositati per accaparrarsi il nome del momento, non restano che due vie: riconvertirsi, intuendo la prossima tendenza, oppure chiudere bottega.
La crisi internazionale ha soltanto impedito il solito teatrino dei pagherò a 5 anni (e delle serate a base di ospiti internazionali + veline) perchè le banche a corto di liquidi hanno tirato i cordoni della borsa e di conseguenza messo in difficoltà un sistema che per sua natura non può basarsi sulla razionale gestione d’azienda.
Nel caso specifico il Fabric era emerso alla fine degli anni ‘90 proprio grazie al fallimento dei Superclubs stile Cream e Home (costretti a tirar giù la serranda proprio perchè doppiamente incapaci: da una parte di sostenere le spese di mantenimento e dall’altra di generare introiti sbagliando le residenze (preferendo la prog house ai grooves techno/breaks ed alla ben più mainstream trance che stava per impossessarsi delle charts britanniche)), ed alla sua programmazione all’avanguardia.
In altre parole l’organizzazione aveva capito che per imporsi come punta di diamante della scena era necessario consolidare la propria reputazione nell’underground di modo da poter sempre contare su uno zoccolo duro di fans.
Prima di pagare fior di sterline Dj dal nome altisonante sarebbe stato meglio investire in buoni residents capaci di attrarre costantemente il pubblico senza far sentire la necessità dell’ospite a tutti i costi.
Questa politica ha fatto sì che il Fabric diventasse il simbolo della Techno inglese, meta di migliaia di dance tourists, dove gli artisti di fama fanno la fila per potervi suonare.
Ma adesso, dopo il club, le famosissime compilations e la label avranno pensato, secondo una mentalità tipica degli anni ‘90, che era giunto il momento di fare il passo definitivo nel mondo dei businessmen con una nuova struttura tutta dedicata ai mega eventi senza però aver compreso che li stavano GIA’ facendo.
Il Matter è finito per essere la copia di quello che fu l’Home (ironia della sorte il primo rivale del Fabric) con gli stessi pregi (design, impianto, location) e difetti (costi, ubicazione, problemi amministrativi e di direzione artistica).
Morale della storia: siccome il Regno Unito non è l’Italia, dove le imprese indebitate continuano a vivere come zombie, ai ragazzi è toccato mettere in vendita il ramo d’azienda produttivo per sanare i puffi contratti con l’altro locale.
La prospettiva di chiusura di questi due clubs, unita ad un giro di vite sui permessi rilasciati dalle autorità cittadine, non deve però far pensare al canto del cigno per un mondo come il nostro da sempre in crisi (quando mai discografici e promoter si sono detti soddisfatti?!) e regolato da cambiamenti strutturali velocissimi.
Quello che deve far riflettere, come scritto nell’articolo del Guardian, è che a far sballare del tutto i conti siano i compensi dei Dj saliti ormai al di sopra di ogni ragionevolezza, in ragione del fatto che basta il loro nome sulla locandina per riempire una serata che a parità di proposta artistica con un Dj meno conosciuto sarebbe stata vuota.
Di qui è facile comprendere la responsabilità del pubblico, unico elemento indispensabile in un ambiente in cui si è riusciti a fare a meno persino dei dischi, cui spetta decretare il successo di un party con la propria presenza.
Lasciate perdere quindi i discorsi su vinile contro mp3, underground contro mainstream ecc…quanto piuttosto concentratevi su voi stessi per divenire consapevoli di cosa volete veramente ascoltare perchè a forza di farsi guidare dal marketing andremo incontro ad un collasso dopo l’altro fino a quello mortale: i gestori non vorranno più investire in attività poco redditizie ma molto dispendiose, i Dj venderanno direttamente via internet sia le tracce che i djset, e andare a ballare non sarà più un bisogno così importante.
Federico Spadavecchia
La celeberrima Deutsche Grammophon dopo le precedenti collaborazioni con Armann Matthias, Jimi Tenor, Mortiz Von Oswald e Carl Craig per la rielaborazione del Bolero di Ravel torna nel mondo dell’elettronica per affidare a Matthew Herbert il compito di reinterpretare la decima sinfonia di Mahler.
Particolarità della suddetta composizione, avente come tema portante la morte, è che rimase incompiuta proprio per la scomparsa dell’autore nel 1911.
Il Dj inglese ha accettato la sfida portando all’estremo le sue teorie su sampling e originalità recandosi a registrare addirittura sulla tomba di Mahler stesso.
“My version will not only constitute the fascination of death, but an exaggeration of the awkward balance that Mahler produced between light and dark. It is the joy of conflict between the fear and the glory”
L’artista inoltre ha pubblicato un video sul suo myspace per spiegare il progetto:
Il disco è disponibile nei negozi dal 28 maggio.
technorati tags: herbert, recomposed
Frequencies
Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?
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