Da circa 10 anni, Erik Wiegand produce clubmusic nel senso più largo del termine; in coppia con “amici” nei progetti MMM e Smith’n’Hack, e da solo, come Errorsmith. Artista tra i più originali della scena elettronica, Errorsmith è uno dei pochi, oggi, che stia davvero innovando la techno. Poiché non capita facilmente di poterlo beccare da queste parti, le due tappe italiane, prima a Firenze giovedì 30 Novembre (Screen Music @ Festival della Creatività) e poi a Genova il 2 Dicembre (Zerodieci), sono un’occasione preziosa per chiunque abbia seriamente voglia di fare un’esperienza nuova sul dancefloor.
Erik a Genova si offrirà in una veste ancora più inedita per il pubblico italiano, ovvero come dj. Invenzione e sorpresa sono gli ingredienti del suo approccio al dancefloor, dove Errorsmith mostra un’apertura mentale a 360 gradi e un senso del divertissement e dell’eclettismo che non mancherà di elettrizzare la pista dello 010 e spiazzare anche coloro che pensano di conoscerlo bene: disco music, jack house da Chicago, dancehall, techno, grime, dubstep, pop, soca…and much more.
INGRESSO CON TESSERA ARCI
www.0dieci.org
www.myspace.com/zerodieci
info@0dieci.org
technorati tags: 010+club, errorsmith, genova
Da 2 anni a questa parte, la musica Elettronica in Italia sta vivendo un periodo di grazia che probabilmente non ha precedenti nel nostro territorio, questa musica ormai è praticamente ovunque, dai piccoli privee dei locali commerciali ai centri sociali ma, è una vera e popria rivoluzione o l’ennesimo fenomeno modaiolo che una volta esaurito lascia solo terra bruciata? A chi felice come un bambino davanti ad un regalo di Natale mi fa presente che finalmente può ascoltare i più grandi djs anche nel locale sotto casa , io rispondo sempre che finchè siamo in tempo dobbiamo goderci questa “pacchia” perchè da un momento all’altro potrebbe finire tutto.
Sia chiaro, nessuno vuole gufare e non ho nessuna aspirazione a diventare un uccello del malugurio , tuttavia, chi segue come il sottoscritto la scena da un pò di tempo, non può che rendersi conto che nonostante questa abuffata di musica elettronica e grandi nomi , in realtà alla base (quella base che anche in periodi difficili tiene in piedi un movimento) manca ancora la cosa più importante ed essenziale: la “cultura”.
Certo, forse davanti a tanto ben di dio qualcuno si starà finalmente convertendo non solo alla moda ma anche alla buona musica ma, purtroppo si parla sempre di una minoranza , in realtà parafrasando una celebre frase del “Gattopardo” è stato cambiato tutto per non cambiare nulla.
La gente va sempre nel locale “figo” e un artista (che magari nel resto del mondo è già consdierato un idolo) diventa cool solo nel momento in cui viene ospitato nel posto “giusto”.
Un esempio classico potrebbe essere quello del locale udergound di turno che ospita un grande nome straniero (magari per la prima volta in Italia) e riesce a malapena a rientrare nelle spese per poi vedere magari lo stesso artista ospitato 6 mesi dopo dal locale di “moda” (che lo propone con un prezzo di ingresso anche 3,4 volte superiore) che si esibisce davanti ad un pubblico infinitatamente più numeroso entusista dell’ospite e pronto a ricordare “quanto avanti” sia questo locale di moda che ha avuto la grande intuizione di ospitare quel grandissimo artista che fino a 2 settimane prima che uscisse il flyer non si cagava nessuno.
Certo, niente di nuovo è un film già visto tante e tante volte, in realtà la gente che grida al genio vedendo le line up dei grandi locali create da direttori artistici che si limitano a contattare senza alcun lavoro di ricerca gli artisti nei primi posti nelle varie classifiche di gradimento, proabilmente è anche in buona fede, ed è convinta davvero che ciò che propone il proprio locale preferito sia quanto di migliore e “avanti” si possa trovare sulla piazza tuttavia, se ciò avviene è proprio perchè appunto il fenomeno purtroppo è solo di carattere modaiolo e non si regge su una solida base.
Se ci fosse veramente cultura la gente sarebbe più curiosa, cercherebbe di continuo il nuovo e non si limitarebbe ad ascoltare e ballare i soliti 10 nomi triti e ritriti.
E’ invece come le playlist degli artisti anche le consolle dei locali sono sempre più o meno le stesse , con gli artisti che provengono più o meno dai soliti 3,4 circuiti più in voga. Nel frattempo, questi pseudo direttori artistici (il 90% delle volte semplici ex PR convertiti improvvisamente all’elettronica in gnere dopo un recentissimo passato a base delle peggior house cantatona commerciale) riescono anche ad avere il “coraggio” di definirsi paladini della cultura uderground, quella cultura che non scende a compromessi e non si vende per denaro.
Purtroppo però queste losche figure predicano bene ma razzolano male visto che l’unica cultura che appartiene a loro è quella del locale dove l’immagine (nel senso più povero e meno creativo del termine) è l’unica cosa che conta.
In ogni caso,il vero problema è che visto che questo benedetto “uderground”è diventato di moda ora anche i localoni mainstream cominciano a proporre musica e artisti (per quanto già inflazionati e spesso addirittura commercializzati) che fino a poco tempo fa erano di competenza solo dei localini del
“sottobosco”. (quelli dove la scena è nata ed sempre rimasta viva anche nei momenti più bui) Fanno a gara tra di loro per aggiudicarsi gli artisti prima della concorrenza (e questo fa lievitare di conseguenza i cachet) li inflazionano proponendoli di continuo e come se non bastasse li fanno esibire in contesti spesso e volentieri inadatti con il “supporto” di resident quasi mai all’altezza.
Tutto ciò oltre a daneggiare indirettamente i “localini” che si ritrovano ad operare in una scena che di fatto è diventata “commerciale” con costi di gestione assurdi e impronibili, tende pure ad inflazionare l’intero movimento, purtroppo qui in Italia si vuole tutto e subito e così dopo poco si brucia tutta la baracca per passare ad altro.
Peccato però che se nel frattempo quelli che la scena l’avevano creata e tenuta viva quando si trattava solamente di un discorso di “nicchia” sono costretti a chiudere i battenti , quando l’ondata moadaiola sarà esaurita purtroppo ci ritroveremo con il tanto temuto deserto.
E’ già successo in qualche modo con la progressive… Miki l’ha inventata (e in quel momento era pure godibile) poi è diventata la “nuova” commerciale con locali e artisti progressive ovunque e relativo inflazionamento della scena… risultato?? visto che con la progressive mangiavano un pò tutti , sono nate un’infinità di situazioni create da organizzatori incompetenti che sono riusciti in pochissimo tempo (dopo aver mangiato la loro bella fetta di torta) a distruggere completamente la scena portandosi “all’inferno” anche quel poco che c’era di buono.
Chiaramente una volta esaurito il filone “progressive” nessuno si è preso la briga di tentare di rifondare qualcosa , tutti si sono adattati al nuovo trend (l’house) e chi si è visto si è visto.
La mia paura è che succeda la stessa cosa anche stavolta, ora c’è una grande abuffata ma ricordatevi che dopo un’abuffata spesso c’è anche una bella indigestione.
All’estero per fortuna questo non succede , certo nemmeno oltreconfine sono esenti da fenomeni modaioli ma lì appunto esiste anche una base di cultura e quando c’è una base solida la moda può anche cessare ma il movimento resta sempre vivo. Un pò come il calcio qui in Italia.. possono succedere tutte le catastrofi che volete ma questo sport non morirà mai, perchè il calcio, a differenza della musica elettronica gli Italiani ce l’hanno nel sangue!!
Alla fine sempre lì si torna .. solo creando una vera base si può far sopravvivere la scena.
Voglio confidarvi una cosa: un pò di anni fa quando ero ancora uno studentello sbarbato avevo chiuso il mio tema di maturità scrivendo che la cultura ha salvato l’uomo e che anche nel futuro sarà sempre “lei” a salvarci il culo… certo allora mi riferivo a tematiche ben più importanti tuttavia, se mi è concesso credo che anche nel nostro piccolo sarà ancora una volta la cultura (sempre se la faremo nostra) a far sopravvivere il nostro localino preferito, quello piccolo piccolo, oscuro con 5 euro di ingresso, quello dove senti la musica che “sarà” con quache anno di anticipo, quello dove magari tra un djset e l’altro senza per forza cercarlo, riesci pure a conoscere (per caso) l’amore della tua vita.
Samba
http://technobar.splinder.com/
technorati tags: mainstream, underground, samba
Dopo il successo dei primi 2 eventi, torna Encrypted la one night del Fabbrika dedicata al sound techno piu’ spinto; pura adrelina sopra 140 bpm con i migliori artisti della scena nazionale ed internazionale. A curare la consolle del locale vicentino insieme ai resident in questo terzo appuntamento saranno 2 guest speciali speciali: direttamente dal MEGANITE tour , dal PRIVILEGE di IBIZA e dai migliori Techno festival internazionali RICCARDO FERRI live e il solito intramontabile GABRY FASANO.
Questa la line up completa della serata:
MAIN ROOM (Techno)
Special guests :
RICCARDO FERRI live ! (Meganite – Alchemy rec)
GABRY FASANO (Meganite – Alchemy rec)
plus djs
CARLO BARDINI (Technomusic)
PSYCHIC CAMERA (Autobahn)
ROBIN ANGEL (Encrypted)
PAOLO TAMONI (Fabbrika)
PRIVEE (Schranz)
djs
TONY GLAMOUR
CHRIS POWER
STEFANO CARPI
EDDIE MORAVIA
FRANCIS
SINTEK
Location: c/o Fabbrika (circolo Arci) via dell’industria 8 Torri di Quartesolo (VI)
Info tel: 347/5495627 (Samuele)
info mail: info@fabbrika.org
info web: www.fabbrika.org, www.myspace.com/fabbrika e www.kroda.org
technorati tags: riccardo+ferri, gabry+fasano, fabbrika, encrypted
If we could choose a club as symbol of the new electronic scene in Europe, the Fabric club in London is very likely to be our choice. Its no limits music conception has brought these guys to win the challenge with the commercial superclubs in England; but we must say thanks to the Fabric crew especially for one reason: they have shown to the people how techno music is cool.
And if you’re so unlucky that you can’t go to London for enjoying the sound of the best world Dj’s on the Fabric dancefloor, don’t worry: you can always travel with your mind listening to one of very good compilation mixed by their consolle Superstars.
In these days will be out the cd n°31 that is runned by one of the finest Italian talent: Marco Carola from Napoli. I think that this artist doesn’t need presentation: pioneer of tribal tech before, innovator of minimal beats now, this is the very first time that he makes a compilation. His selection is a trip into his prospective about the evolution of the techno music, there’s no space for scure club hits but only for good music that you can listen to everywhere you want.
The tracks chosen have all intricate beats and ipnotic synth but the difference with other minimal cd mix is in the funky soul that Marco puts into his works. The bass so slapped is actually the real reading key of this compilation: it gives energy for dancing and at the same time confers a taste of melody for enjoying it just sitting on your favourite armchair.
Federico Spadavecchia
technorati tags: marco+carola, fabric
Prosegue il successo del Maximilian Caffè, ex Nautilus, che con la nuova gestione, ripropone ai suoi clienti un programma ricco di di music all’avanguardia, miscelata dai resident Bettosun, Ness, Scam & Ramon, supportati dalle videoinstallazioni del vj o00o. Tutti i resident fanno parte della Bleep Tone, nuova organizzazione per le serate elettroniche, artefice delle serate del venerdì intitolate “From minimal to electro”, che da questa settimana avranno per un mese, un nuovo ricco programma di ospiti. Si parte venerdì 24 novembre, col dj produttore Andrea Ferlin, artefice di numerosi successi discografici legati al progetto Duoteque, uscito su etichette come la Freak N Chic e la ben più famosa, Boxer. Si proseguirà il 1 dicembre, con un nuovo interessantissimo gioiello del panorama minimal techno sardo, all’anagrafe Claudio Prc, resident della discoteca Ovest Club di Oristano. L’8 dicembre, scenderà in campo Matteo Spedicati, anch’egli apprezzatissimo per i suoi carismatici dj set e per le nuove produzioni legate alla Gumption Records. Nell’ultima serata sarà la volta di Dj Zimbra, noto proprietario dell’omonimo negozio di dischi e ancora più noto per l’ecletticita dei suoi caldi dj set. Vi aspettiamo come ogni venerdì, per vivere insieme, il mese di dicembre, all’insegna della pura musica elettronica.
Ingresso libero – 10 euro tre drink
Maximilian Cafè
Via Basilicata 33
Cagliari
technorati tags: maximilian+cafè, bleep+tone, cagliari
Dopo i primi 2 devastanti party e l’evento speciale di Sabato 18 Hardcore familia e Mystic Pharm crew ritornano sulla consolle del Fabbrika e presentano il quarto appuntamento ufficiale con D-TOX che in questa occasione ritornerà ad essere gestito interamente dalla consolle resident.
Come sempre le selezioni musicali dei djs divideranno il party in due sessioni distinte: una drum’n bass curata dagli artisti della Hardcore Familia crew e l’altra Industrial curata invece dai Mystic Pharm.
Questa la line up della serata:
**DRUM’N BASS SESSION**
From Hardcore familia
RUGE BOY
GNOGNO
**INDUSTRIAL -TEKNO SESSION**
From Mystic Pharm
MAURO PICCO
MARLIN
Michele HOFFMAN
KAWA (indipendent)
VJ set
HERO (Hardcore familia)
Organizzazione: Fabbrika, Mystic Pharm, Hardcore Familia
Partner: Skull.
Location: c/o Fabbrika (circolo Arci) via dell’industria 8 Torri di Quartesolo (VI)
Info tel: 347/5495627 (Samuele)
info mail: info@fabbrika.org info@kroda.org
info web: www.fabbrika.org , www.myspace.com/fabbrika , www.kroda.org
NB: Per qualsiasi chiarimento: ufficio stampa: 347/5495627 press@fabbrika.org
La Great-Stuff, ormai consolidata label tedesca, ci ha abituato a dischi alterni. Alcuni che scadono nella banalità della pseudoelectro e della pseudominimal a tracce ben curate.
Uno degli ultimi arrivati nella sede di questa etichetta, è Gregor Tresher, pupillo di Sven Vath. Abbandonate le sonorità che hanno contraddistinto per un lungo periodo il suo sound, prova a sperimentare nuove formule musicali, con l’israeliano Guy Garber. Il risultato non è sicuramente una delle migliori perle che si possono trovare sul mercato musicale, ma è da apprezzare l’impegno per le sue sperimentazioni in altri campi musicali. Nell’original mix, ottimo è il riff ipnotico, ricco di riverbero. Il bassline tende ancora verso l’electro più facile, ma l’atmosfera che creerà in pista non è da sottovalutare.
Prima si parlava di perle musicali e se non è propriamente una perla, la traccia sul lato opposto non gli si allontana di molto. L’unico remix, contenuto all’interno del vinile, è curato da uno degli artisti techno che stanno dimostrano un valore innato, il suo nome è Deetron. Il transalpino da una marcia in più all’original, la sua visione è un misto tra la rinascente influenza Detroit, alla scuola electro-techno francese, di The Hacker e Oxia. Da sottolineare è il lead devastante, che richiama sia le sonorità acid che quelle più vintage. Sicuramente la versione che fa fare il salto di qualità all’intero vinile, che vedrà la luce tra poco meno di un mese.
Fabrizio Gattuso
technorati tags: gregor+tresher, great+stuff, open+the+gites, guy+garber
And here we are again…it’s November, we are all lost in our usual winter life with days spent in gray, ugly offices ande classrooms rembering how we were happy during the summer.
So the Cocoon records, knowing how we feel, releases a new compilation every year in order to help us finding the perfect soundtrack for our memories.
For six years in a raw Herr Vath has got us used to an innovative type of compilation starting from the hard techno of the first season and passing trough the evolution of minimal electro beats. Moreover the Cocoon cd mix have introduced new approaches to the extra contents of the compiltations, as in the case of third one when Sven and Richie Hawtin mixed music and ground noises in order to tell us how is a day in Ibiza.
Today, however, the situation is different: this new cd surely contains fine music and the package is very nice too but…how can I say? It’s too ordinary for being a Cocoon creation: the tracks (as their producers) are all minimal electro hits without any surprise or new name and this time there’s no extra content that could justifing the purchase as already happened for the fifth compilation.
I hope that Sven Vath could find new ideas for his succesfull eight season but now this last work is only for all those guys who were at Amnesia in the summer and that couldn’t come back yet on the dancefloor.
Federico Spadavecchia
technorati tags: sven+vath, cocoon, compilation
Per il terzo appuntamento, Beatbank propone Le K, aka Sylvain Garcia, 28 anni, che nasce come chitarrista (caratteristica che lo accomuna a Cabanne ed [a]pendics.shuffle, altri ospiti Beatbank) e ricava quindi le sue prime influenze da mostri sacri della musica come Jimi Hendrix, Frank Zappa, Led Zeppelin, Pink Floyd e Funkadelic e, nell’ambito della propria personale ricerca, anche dalla scena Free Jazz e nella scena underground giapponese.
Nel periodo tra il 1994 e il 2003 approfondisce la propria formazione suonando come chitarrista in vari gruppi del sud della Francia (rock-fusion, blues-rock e afrobeat-electro-dub), ma parallelamente inizia a coltivare la passione per la musica elettronica seguendo la scena francese e quella spagnola e, dopo l’acquisto di un leggendario Korg MS20, producendo “electrotechnofolk” con un amico, con l’alias Caribousex.
Dopo qualche anno e dopo aver accumulato un po’ di esperienza suonando live, decide di chiudersi nel suo studio casalingo per produrre musica esplicitamente orientata al dancefloor, concentrandosi sul groove e seguendo il filone che più riconosce come proprio, quella techno tormentata e “sbilenca” vera e propria cifra stilistica di artisti come Ark e Cabanne (entrambi suoi amici), ma anche di Matthew Dear, Matthew Herbert e di etichette come Karat, Circus Company e Spectral.
Il sound che lo contraddistingue, quindi, attinge a piene mani da tutte le influenze che ne hanno formato il background, dando vita a uno stile estremamente eclettico, in grado di fondere elementi apparentemente estranei in una miscela unica: i suoi live, infatti, utilizzano un’enormità di strumenti, sia elettronici che tradizionali per costruire un suono estremamente organico e “vivo”.
Dal 2005, Le K è in tour col suo nuovo live show, da lui stesso definito “Freakyfunkytwistedminimaltech”, che fonde gli elementi principali del filone glitch/click della minimale francese con l’attitudine al dancefloor degli artisti spagnoli che attualmente dominano la scena elettronica e con una presenza scenica e un carisma davvero rari, in grado di trascinare chiunque in pista.
Resident djs Raibaz, Naph & carlo.c
Dalle 23 alle 4
Cantiere Delirio
Via Alserio 3
Milano
Ingresso € 4
www.beatbank.it
www.le-k.org
www.myspace.com/soulsoleilk
technorati tags: beatbank, le+k, cantiere+delirio
E’ da un po’ che nella mia testa è presente un pensiero forte, che mi perseguita, ancora non mi è noto come ragionino le masse. In particolar modo non riesco a comprendere come il calcio, amato e odiato sport, influenzi con così tanta forza la mentalità della gente. Esso può portare dell’astio fra due nazioni? Già astio, parola che non vorrei mai usare, ma che purtroppo in questo caso sembra così radicato. Vi ricordate come i più grandi settimanali tedeschi ci perseguitarono, prima e dopo, la semifinale fra Germania e Italia? Si disse che erano solamente i boss delle riviste a fomentare lo scontro e che la ruggine non era radicata nella gente. Ne siamo così sicuri?
La Germania è anche la patria della musica techno e di tutte le sue derivazioni, tra esse annoveriamo numerosi artisti come Paul Kalkbrenner.
I suoi più grandi successi sono tutti firmati BPitch Control, etichetta anch’essa tedesca che lo ha accolto e lanciato nel mondo della musica che conta. Recentemente uno dei suoi migliori ep come “Tatu-Tata” e in particolar modo la traccia omonima è stata inserita nella compilation “Avalon” firmata da Sasha.
Ciao Paul..questa è la tua prima intervista italiana?
Si, è la prima.
Parlaci delle tue origini musicali, quando hai scoperto la musica elettronica e successivamente quando hai cominciato a produrla?
Ho cominciato a fare il dj quando avevo quindici anni, suonavo al Berlino youth club insieme a Sascha Funke. Quando avevo diciotto anni cominciai a lavorare alla televisione tedesca come cutter e producer. Con i soldi ricavati da quell’esperienza ho cominciato a comprare l’attrezzatura e nel 1998 iniziai a produrre musica. Nel 1999 ho stampato il mio primo disco.
Sei conosciuto come un produttore eclettico, che non si abbassa mai ai compromessi del mercato.. nel 2004 quando l’electro andava di moda, tu hai pubblicato un album minimal e molto soft come l’ottimo “Self”. Adesso che la minimal techno ha preso piede hai rilasciato un disco come “Keule”, perché gli altri produttori preferisco seguire le regole del mercato? E’ così difficile produrre musica che piace allo stesso artista?
Io non sono un dj e quindi non ho quegli input, in un certo senso sono come un artista “autistic”. Ecco perché non seguo nessuna ondata musicale, non le conosco quasi per niente.
Ora possiamo parlare del presente. A Ottobre uscirai con “Reworks”, una raccolta di alcune hit del passato, remixate da producer come Joris Voorn, Ellen Allien & Apparat, Michael Mayer e molti altri. Hai scelto tu i remixer? Ci vuoi raccontare come è nato questo progetto?
Si, ho scelto io tutti i remixer. Questa idea mi è venuta un anno fa, ho chiesto a tutti i miei amici producer che stimo molto, di scegliere la loro traccia preferita e di remixarla. Il risultato è fantastico! Almeno io penso così!
Presto produrrai la colonna sonora per un film di Hannes Stoehr…secondo te la musica elettronica può aprirsi ai grandi media?
Sicuramente. Il film in questione è più un lavoro indipendente che un grande successo. Però penso che ci sia tanta gente che ascolta musica elettronica ed essa in un certo senso è già diventata tradizionale, aperta al grande pubblico.
Hai altri progetti a cui stai lavorando? E progetti per il futuro?
No, il film mi porterà via molto tempo e sarò concentrato solamente su esso. Inoltre suono ogni fine settimana.
Cambiamo argomento e parliamo di Paul Kaklbrenner nelle vesti di dj…tu vivi a Berlino, ci vuoi parlare della scena musicale della capitale tedesca?
La scena musicale di Berlino per adesso mi ha scocciato. Sono di questa città e sono stato coinvolto nella scena per un lungo periodo. Ho bisogno di un po’ di tempo da trascorrere fuori, infatti mi trasferirò per alcuni mesi in Francia e precisamente a Aix-en-Provence. Ma naturalmente qui ci sono delle serate che vanno avanti per tutto il periodo.
In questo momento hai degli artisti preferiti? Qualcuno italiano?
Adesso non ho nessun artista preferito e per com’è andata la Coppa del Mondo di Calcio non mi possono piacere artisti italiani :)
Parlando d’Italia, ho letto che ad ottobre suonerai al Goa di Roma, sei stato altre volte in Italia? Che ne pensi del nostro paese?
Capiscimi, non posso rispondere alla domanda. Nella mia testa c’è ancora la semifinale della Coppa del mondo.
Prima di lasciarci, vuoi lasciare scritto qualcosa ai lettori italiani? Grazie per il tuo tempo.
Venite al Goa!
Fabrizio Gattuso
(Si ringrazia la collaborazione di Krios)
technorati tags: paul+kalkbrenner, bpitchcontrol, interview
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Benvenuti!
Benvenuti ai primi visitatori di frequencies.it! Questo progetto non vuole fare la guerra ai numerosissimi siti e blog musicali, che esistono sparsi per il web. Frequencies è solamente un sito fatto per passione e che vuole portare la musica nei pc di tutti i suoi “amanti”.
Per ogni collaborazione o informazione ricordiamo la nostra email: info@frequencies.it.
Buona lettura!
technorati tags: welcome, frequencies.it
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