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Tutto lo staff vi augura un felice 2007, sperando nei vostri feedback positivi e nelle vostre visite. Restate in linea.

BeatbankProsegue la linea degli ospiti per la prima volta in Italia: dopo Ryan Crosson, [a]pendics.shuffle e Le K, per Beatbank è la volta di Pär Grindvik, che il 6 gennaio si occuperà della selezione musicale assieme ai resident Raibaz, naph e carlo.c.
Considerato uno dei nomi di punta della scena techno svedese che fa capo ad Adam Beyer e che comprende nomi come Joel Mull, Henrik B, Cari Lekebusch e Hardcell, proprio con quest’ultimo approda alla notorietà stampando su Primate Recordings e sulla Drumcode di Beyer.
La serie di ep “Gainlane”, prodotta con Hardcell proprio su Drumcode, rappresenta alla perfezione il sound tipico di questo artista, costituito da pattern di percussioni molto secchi uniti a giri di synth aggressivi per costituire una techno molto carica ma allo stesso tempo molto ricercata e per palati fini.
Recentemente, inoltre, ha intrapreso un percorso di evoluzione musicale, sulla sua etichetta Stockholm LTD, che lo ha portato ad esplorare anche l’aspetto minimale dell’elettronica, dando vita a produzioni di altissima qualità oltre che estremamente attuali e fresche.
In grado di destreggiarsi egregiamente sia come dj che in live set con Ableton, proporrà al pubblico di Beatbank un ibrido delle due performance, intrecciando l’esecuzione live delle proprie tracce all’interno del dj set.

Resident djs Raibaz, naph & carlo.c

Cantiere Delirio
Via Alserio 3, Milano
Dalle 23 alle 4
Ingresso €5

Solitamente sulle pagine di un qualsiasi magazine musicale è raro trovare spazi dedicati alle questioni organizzative degli eventi perché si preferisce concentrarsi sugli artisti, la loro musica e soprattutto l’alone di glamour che li circonda. Noi di frequencies.it abbiamo invece deciso di parlarvi anche di questo aspetto della club culture, perché è bene sapere che uno staff con solide basi e progetti seri sta alla base della riuscita di ogni serata.
L’occasione per affrontare un argomento così delicato ci viene data dal circolo culturale Fabbrika di Vicenza, che festeggia il suo primo compleanno portando in Italia lo showcase dell’importante label tedesca Trapez. Il locale contrariamente alla fredda regione in cui è situato è molto caldo con un’atmosfera davvero familiare, e tutti i membri dello staff si danno un gran da fare per praparare la festa. A parlare con noi è Samuele Dalla Ave, meglio conosciuto come Samba, vice presidente del Club ma cosa più importante uno dei papà del progetto Fabbrika.

Ciao Samuele, allora per cominciare puoi spiegarci come nasce l’idea del Fabbrika?
Il progetto Fabbrika nasce nel 2000, quando Lele (Electro Rider, uno dei resident Dj) ed io abbiamo aperto la prima versione del Fabbrika sempre qui in provincia di Vicenza a Caldogno. Anche allora eravamo in un circolo culturale ma non avevamo la gestione del locale quindi, organizzavamo soltanto il sabato sera. In quel locale proponevamo Tech-house, Minimal, Hardgroove, Detroit.. e tutte quelle cose che si suonano anche adesso…la prima Schranz in Veneto per intenderci molto probabilmente l’abbiamo fatta lì …insomma, cose abbastanza inedite per quel periodo. La situazione però purtroppo è durata solo una stagione perché era ancora il tempo delle grandi mafie Venete, e i concorrenti ci hanno tagliato le gambe nonostante il buon inizio. In seguito abbiamo mantenuto il marchio perché nonostante tutti i guai la situazione ci era cmq piaciuta molto… Fabbrika è diventato poi un marchio itinerante che dava il nome sia al nostro staff sia alle one night che sempre io e Lele organizzavamo in giro prendendo in gestione artistica altri locali. Successivamente, grazie ad una collaborazione nata su Technobar per un party chiamato Overclock (ora riproposto una volta l’anno nel nuovo Fabbrika) con la partecipazione Peter Dundov, abbiamo conosciuto Max Vu e i ragazzi della sua crew (Kroda) con i quali abbiamo scoperto di avere gusti ed esperienze comuni e quindi è stato naturale domandarsi come sarebbe stato avere una situazione tutta nostra. Da lì è nato il progetto per questo locale che una volta realizzato ha adottato il marchio Fabbrika.
Da quello che ci hai raccontato il Fabbrika ha una visione della musica elettronica a 360°, ma dicci in un momento come questo dove tutti inseguono l’ultima tendenza qual è la linea che seguite nel proporre gli artisti?
Una linea che “purtroppo” non ha niente di imprenditoriale…ahahahha…andiamo semplicemente per gusto, poi certo magari ogni tanto per tirare avanti organizziamo una serata “commerciale” e buttiamo anche dentro il nome conosciuto, anche se chiaramente la “commerciale” come la intendiamo noi è considerata di tendenza da altre parti. Non ci svendiamo insomma….il metodo che usiamo fondamentalmente è quello della ricerca, proponendo nomi storici, (essendo grandi appassionati ci piace proporre artisti che han fatto la storia, come nel caso di Lory D che da 15 non veniva in Veneto, oppure di Mr Fingers che abbiamo portato per la prima volta in Italia,) affiancati a nomi inediti per l’Italia che riusciamo ad avere a prezzi sostenibili e che sarebbero impensabili da proporre una volta “esplosi”.
Ecco, voi riprendete artisti storici come Lory D, il cui pubblico originale ormai è bello che adulto. Come reagisce di fronte a questi mostri sacri l’attuale pubblico techno?
Guarda Lory D come sonorità è avanti vent’anni, e fa fatica ad essere capito persino dai ragazzini più proiettati al futuro. Comunque noi non ci poniamo alcun problema, semplicemente proponiamo l’artista…abbiamo il nostro pubblico che per fortuna è ricettivo…
Interessante, quindi non fate da filtro tra l’artista e il pubblico?
No assolutamente, noi lo presentiamo e l’artista viene buttato nell’arena… Il pubblico che frequenta il Fabbrika non ha idoli particolari, o almeno non lo dimostra, (giusto Fasano, che tra l’altro ha fatto un’ottima performance, quando è venuto si è portato dietro un po’ fans “effetti collaterali” dell’idolatria degli artisti tipico delle discoteche della scena “commerciale” italiana) quindi più semplicemente se la musica piace il pubblico balla se no non balla…Fortunatamente abbiamo avuto sempre artisti che han fatto ballare…
Parlando di discoteche abbiamo visto come l’esperienza dei megaclubs sia all’estero che in Italia sia fallita, come te lo spieghi queto ritorno al piccolo club?
Fondamentalmente il grande club una volta funzionava perché andare a ballare era di moda…
Ah dici che andare a ballare non piace più?
Probabilmente andare a ballare per un motivo o per l’altro non è più il passatempo preferito dei giovani, e quindi la crisi si avverte ovunque anche nei locali prettamente commerciali come per i latino americani, è un problema che riguarda tutta la musica dance non solo l’elettronica anzi riguarda il concetto stesso di discoteca che ritengo comunque superato inteso semplicmente come luogo di divertimento, visto che ormai ce ne sono tanti altri nuovi…
Ti riferisci ai lounge bar per trentenni?
Sì ecco, questo nuovo fenomeno dei discopubs, soprattutto in riferimento alla scena commerciale, ha influito moltissimo sulla chiusura delle discoteche. Una persona che va a ballare solo per le ragazze o giusto per divertirsi giustamente si chiede perché spendere 20 Euro per entrare in una discoteca quando può sentire la stessa musica gratis in un discopub….
Rimanendo sempre sulle discoteche, sappiamo bene come nel nostro Paese esse vengano sempre associate a fenomeni di disordine pubblico e al commercio di sostanze stupefacenti. Voi che siete un piccolo club come siete visti dalla gente? Come un circolo culturale o come una discoteca?
Purtroppo siamo visti come un grave problema…è il solito discorso della gente prevenuta, ora non nego che nei locali di questo tipo giri la droga ma questa c’è come in qualsiasi altro posto, soltanto che l’opinione pubblica ha sempre bisogno di trovare un capro espiatorio…
E perché sempre le discoteche?
Perché non è una lobby forte probabilmente, perché non se la prendono coi bar, le parrocchie o le società calcistiche visto che per esempio gli stadi sono ormai un luogo dove violenza e droga sono di casa?..le discoteche invece sono rimaste poche e con poche forze quindi sono la vittima ideale di politici e forze dell’ordine che devono sempre dimostrare qualcosa ad una popolazione sempre più impaurita. Un circolo come il nostro è poi il capro espiatorio per antonomasia: siamo associati all’ARCI e quindi, anche se non facciamo politica diretta , siamo comunque legati ad un contesto politico di sinistra in una regione come la nostra dove domina la destra, facciamo techno, che nell’immaginario collettivo è la musica degli sballati… cosa c’è di più perfetto come capro espiatorio?
Allora cos’è che vi fa andare avanti? I soldi che guadagnate sono pure pochi…
No no, nemmeno “pochi” noi siamo un ente non profit, personalmente non guadagnamo nulla se non il rifarsi delle spese sostenute, e se ci sono serate in attivo il ricavato va a finanziare i nuovi progetti oppure viene dato in beneficenza.Andiamo avanti solo per passione.
Ma ne vale la pena?
Mah, guarda siamo in un momento difficilissimo..ho mille dubbi: quando vedi che fan di tutto per farti impazzire, hai la polizia fuori ogni giorno, i vicini vogliono farti mandare via, l’opinione pubblica ti è contro, quando tu che ti muovi solo per passione non essendo quella la tua attività principale ti trovi a correre rischi non solo economici ma anche legali… diventa tutto estremamente pesante. Sul discorso stupefacenti, se mi permetti di fare un appunto, con la legge Fini-Giovanardi sulle droghe se la polizia trova sostanze all’interno del locale non importa se le hanno portate i clienti, il getsore risulta comunque responsabile e viene accusato di favoreggiamento. Uno può anche controllare all’ingresso (a parte che la legge impedisce di perquisire le persone), ma di fatto è impossibile denudare tutti…immaginati 300, 400, anche 2000 persone da spogliare completamente senza tenere conto del disagio che questo comporterebbe.
Comunque, quando la serata va bene ti passa tutto, ti diverti e la mattina c’è voglia di continuare, la passione e tutto. Quando però per tutta la settimana hai 1000 problemi tante volte ti viene voglia di mollare, ed è un sentimento terribile perchè contrastante: da un lato non vedi l’ora che sia sabato con la tua serata e dall’altro lato non vedi l’ora che il sabato finisca perché hai paura.
Cambiamo argomento e paraliamo di cose più felici. Qual’è stato il tuo momento di maggior soddisfazione al Fabbrika?
Ne ho diversi, sicuramente tra questi l’aver portato per la prima volta in Italia Mr Fingers, papà dell’acid house, e Chris Liberator, papà dell’acid techno. Vedere queste leggende che sono nel tuo locale fa uno stranissimo effetto.. è difficile alle volte rendersi conto che le hai portate tu e che il locale è il tuo. Gente che magari fino a qualche tempo fà vedevo come miti e che adesso sono qui a lavorare per noi…però le soddisfazioni migliori le abbiamo successivamente, quando per esempio un artista che noi abbiamo proposto per primi viene chiamato poi da tutti gli altri clubs.
E per il 2007 cosa ci dobbiamo aspettarci dal Fabbrika?
Intanto speriamo di proseguire l’attività ahahahahah
Seriamente, allora il 6 di Gennaio avremo Markantonio mentre il resto del mese lo stiamo ancora programmando. Forse ad Aprile ci sarà una grandissima sorpresa, ma il sogno rimane sempre Aphex Twin anche se magari andrebbe proposto in un’altra location molto più capiente…Ecco se portassi lui allora avrei raggiunto tutti i miei obiettivi.

Grazie di tutto Samba adesso andiamo a goderci la festa.

Federico Spadavecchia

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Marco Ligurgo ( aka Marco Pugliese dj dal 1995 al Kinki, Matis, Vipera.. ) e Toni Puglisi si uniscono nel progetto UNZIProject alla fine degli anni ’90 a Bologna legati dalla loro grande amicizia e passione per la musica elettronica. In un primo momento la loro attenzione si è rivolta soprattutto alla musica d’ascolto (chill-out e minimale), acquistando un ruolo di primo piano in città grazie alla conduzione dell’omonimo programma dagli studi di Radio Kappa centrale. Grazie a questo hanno subito incontrato il gradimento dei principali club della citta’ diventando tra i principali protagonisti della storica serata ZEN@ del mercoledi al Link di bologna e organizzatori e dj resident del mitico venerdi sera del Sushi Bar nella serata PLAYHOUSE vero e proprio appuntamento fisso delle notti bolognesi. Da ricordare in questo periodo anche la selezione dei brani per la raffinata compilation della NOSE in collaborazione con la IRMA Records. E’ nel 1999 che avviene la svolta musicale da parte dei due UNZIP: stanchi forse di ricercare esperienze in un genere, quello chill, che, diventato senz’altro troppo “modaiolo”, non riusciva più a stimolarli come nelle fasi iniziali, i nostri hanno iniziato a far vibrare i dance-floor con dj set di chiara matrice techno-minimale ed electro-house. Questo è il periodo delle prime produzioni musicali (“Let’s Rock” – W&W record) della partecipazione di successo alla competizione Diesel-U-Music e della conseguente inclusione del brano “Sushi Bar” nella compilation Diesel-U-Music Europe . Vengono anche subito notati dalla Telecom Italia che per ben 2 anni li sceglie come DJ ufficiali nelle fiere e nei party di presentazione di dischi di grandi musicisti italiani (Futurshow BO – Smau MI ,party di presentazione di A.C.A.U. disco di G.Maroccolo –Litfiba,C.S.I,Marlene Kuntz- a Venezia). Da Nord a Sud, un po’ tutti restano colpiti dalla loro profonda tecnica, dalla naturale professionalità oltre che da una raffinata ricerca tanto da riuscire a coagulare intorno ad essi uno pseudo movimento, raccolto sotto le insegne del progetto associativo SHAPE Ass (www.shape.bo.it). In questi anni iniziano anche ad organizzare un camion per la street rave parade (2003- 2005) che in somiglianza della piu’ famosa manifestazione berlinese e di zurigo coinvolge ogni anno a bologna circa 100000 persone .

Dalla profonda amicizia e unione di intenti che li lega a Dino Angioletti (Pasta Boys) dal 2002 i nostri diventano (insieme a D. Angioletti e M. Giordani ) resident del piu’ famoso happy hour estivo di tutta la riviera romagnola lo “ZANZIBAR BEACH” di Marina di Ravenna dove ogni domenica dal 1 maggio a fine settembre circa 4000 persone si riversano sulla spiaggia a ballare in questo vero evento cult della romagna e del movimento techno-house italiano… Grazie allo Zanzibar iniziano le collaborazioni con una serie di locali della riviera e di riccione dal Matilda di Marina di Ravenna allo Stork di Milano Marittima dal Moloko di Pesaro al Cocorico di Riccione . Diventano cosi resident un sabato al mese della serata “High Quality House” del Cassero di Bologna con una serie di collaborazioni con djs nazionali ed internazionali come A.Esu (Roma), Eclat (Pisa), Orbeat (Napoli), Drama Society, L.Sacchi (Milano) I.Marin, Le Chic (Spagna), Frankie, Reynold (Francia), Margaret Dygas, Italoboys (Londra) . Restano inoltre djs di riferimento del Link di cui essi sono soci nel LED (Link Elettronik Department- associazione specializzata nel promuovere ed organizzare eventi di musica elettronica in Italia) e grazie alle serate del Link gli UNZIP fanno da spalla ai piu’ famosi djs del mondo come E. Allien, R. Villalobos, R.Hawtin, Luciano, Miss Kittin, Aphex Twin, J.Tejada, S.Bug, Dj T, D.Eulberg, Magda, G. Schneider…. In questo fermento di serate vengono notati ed iniziano a suonare un po’ in giro per l’italia in importanti clubs e festivals ( Distorsonie, Flippaut – Bo- Muv –Fi- Kals art –Pa , Musica d’Alta Quota – Me ) sempre esportando il loro suono minimal-techno e ricevendo consensi e attenzioni ovunque.

Nell’estate 2005 c’e’ anche un primo vero e proprio salto di frontiera con un mini tour nell’est europeo al Depo in Lettonia e al Grinboedov a San Pietroburgo. Attualmente sono anche in collaborazione e djs di altre importanti realta’ italiane come il Doc Show (www.docshow.it) e il Selecta al Donnarosa e sono resident djs un sabato al mese nel Titilla del Cocorico a Riccione. Inoltre la loro serata Playhouse si e’ trasferita dal Sushi in una location ben piu’ grande il Kindergarten (ex estragon) e con cadenza quindicinale di venerdi gli Unzip ospitano grandi nomi della techno mondiale come Konrad Black, Audio Werner, Renato Figoli, Motoguzzi records……. Infine Marco continua a vivere tra Bologna e Berlino e presto le sue collaborazioni in terra teutonica porteranno novita’ discografiche per il duo Stay tuned !!!

INGRESSO CON TESSERA ARCI

www.0dieci.org
www.myspace.com/zerodieci
info@0dieci.org

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FabbrikaCapodanno davvero ricco quest’anno per il Fabbrika , gli artisti del noto locale Vicentino saranno presenti in ben 3 party tra cui 2 ufficiali!

Questo il programma completo:

INTERGALACTICA c/o TAG Club
(Capodanno ufficiale Fabbrika !!)

Dalle 01 alle 12:

FABBRIKA ROOM
(Electronic and more)

djs:
SHADOW SYNC aka Max vu & Leinad
CESARE vs DISCOVER
BETZY vs ONLY J
LUCRETIO
SEBA KIODIN
ELIX
HOFFMAN
and more…

TAG ROOM
(Elettro House)

djs:
ALEX TRIBAL
GIULIANO VERONESE
ANDREA B
ROBY SARTARELLI
and more…

Location: Via Giustizia, 19 Mestre (VE)
info: 349/5432192 info@fabbrika.org

FABBRIKA ON THE SNOW c/o HARRIS BAR ASIAGO
(Capodanno ufficiale Fabbrika- Ingresso libero !)

Dalle 22 alle 05

djs:
ELECTRO RIDER
LUKE DELUXE
SAMBA
Michele HOFFMAN
and more…

Location: Harris Bar – Piazza Carli -Asiago
info: 347/5495627 info@fabbrika.org

NEW YEAR EVE c/o TERRAZZO LAGO

Dalle 01 alle 10

from fabbrika
DAX DJ
SEBA KIODIN

plus djs:
ALAIN
PUNKA
MAX CASITY
OCKLEY
and more…

Location: Lago di Fimon – Vicenza
info: www.family-house.net

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RaibazDirettamente dallo staff Beatbank, famosi nella Milano notte, per le riuscitissime serate techno/minimal, sbarca Raibaz. Il suo sound è il giusto mix tra minimal, techno e classici da club, un set ricercato che non pare mai scontato come molti altri mixati contemporanei. Da radio ar2k fino alle nostre pagine, per farvi godere sonorità che sono si straniere, ma che gli italiani interpretano benissimo.

Placebo – Every me, every you (Elevator)
Dimbiman – Papa puffi’s secret (Perlon)
Agnes – Ambiguous behavior ep (Plak)
Leonel Castillo – El viaje de barrillete ep (Hometown)
Franco Cinelli – Twisted Machine (Alphahouse)
Gurtz – Like i like (Alphahouse LTD)
Franklin da Costa – Beat the bump (Franco Cinelli rmx) (Immigrant)
Barem – Nylon ep (Pariter)
Kabale und liebe – Simpossible (Pheek rmx) (Meerestief)
Loco Dice – Raindrops on my window (Cadenza)
Luciano & Serafin – Funk Excursion (Cadenza)
Frankie – Hunt ep (Frankierec)
Toni Vokado – Um die eigene achse ep (Electric avenue)
Andre Crom – Memo 5 (Memo)
SLG – Caffeine (Trapez)
Random Play – Just like that (Alex Under rmx) (Puzzle traxx)
Dolly la parton – Whenever (Enrico Palazzo rmx) (Bemysheep)
Adam Beyer – Swedish steel (Drumcode)
Marco Carola – Sun city (Do.mi.no.)
Dj Urban – You work it (Chris Finke rmx) (Flux)
Riccardo Ferri – You know what to do (Alchemy)
Plastikman – Spastik (Novamute)
Chemical Brothers – Star guitar (Virgin)

Link

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Un augurio di buone festa da parte di tutto lo staff di frequencies.it..proprio per questo motivo, in questi giorni, gli articoli non saranno numerosi come prima, ci scusiamo, ma quando l’ondata delle festività saranno passate ci saranno delle nuove e simpatiche novità. Restate collegati.

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Venerdì 23 Dicembre 2005 nella zona industriale di Torri di Quartesolo (Vicenza) nasceva il nuovo Fabbrika.

Oggi, dopo 365 giorni siamo qui a festeggiare il primo anno di vita di questo club che nel frattempo è riuscito a fare un bel pò di strada.

E’ strana e contrastante la sensazione che provo quando mi fermo un attimo a pensare a questi primi 12 mesi di attività, certe volte mi sembra solo ieri quando I madriema hanno “prodotto” i primi beat della storia del locale,altre invece, ho la sensazione che questo primo anno sia durato un’eternità.

Dicono che quando vivi intensamente qualcosa, un amore, un lutto, un cambiamento sia normale provare tutto ciò.

Non posso che essere daccordo, questo progetto l’ho vissuto e lo vivo intensamente, mi riempie l’esistenza, mi dona energia e nel contempo riesce anche a togliermela, si fa amare intensamente ma si fa anche odiare.

Lo so, forse è esagerato ma credetemi le sensazioni sono proprio quelle.. sì, avete capito..se il Fabbrika fosse una donna probabilmente potrei chiamarla amore.

Già.. amore… solo per amore puoi fare una follia come il progetto Fabbrika… partire completamente da 0 facendo debiti o sperperando i risparmi di mezza vita , il tutto senza la minima prospettiva di guadagno per un progetto assolutamente no-profit che nell’ipotesi migliore può permetterti al massimo di rientrare in parte nelle spese.

Sapete, è inutile tentare di spiegare questa cosa a qualcuno che non prova il tuo stesso sentimento, figuriamoci qua nel ricco Veneto, nella Vicenza del “miracolo del Nord est”.. dove tutto è finalizzato al profitto , dove tutto ha un prezzo e nessuno ti da niente per niente.

In virtù proprio di questo, se qualche mente “illuminata” mi definisce un grande sognatore i più ve lo assicuro, mi danno semplicmente del “mona” :P e non nascondo che probabilmente sono proprio loro ad avere ragione.

Cosa volete farci? se uno è innamorato diventa pazzo e io sono maledettamente innamortato di questo Fabbrika.

Tuttavia, ve lo assicuro , è faticoso essere innamorati è faticoso perchè è un continuo rincorrere di un sogno e sopratutto una continua paura di vederlo morire perchè si sa, non esiste nulla di più triste al mondo di un sogno che muore.

E sapete qual’è la cosa più triste? purtroppo sono in tanti a volerlo uccidere questo sogno; no! , questa volta non centra la concorrenza (o almeno spero) questa volta è la gente “normale” ad aver “paura” di noi.

Il grande Andrea Bendetti nel suo “utilissimo” Mondo Techno definisce la “techno” la più grande rivoluzione della storia della musica dopo il Punk e si sa le rivoluzioni creano caos, , rompono gli schemi, tolgono sicurezza e tutto questo nel Veneto bigotto, cattofascista dove i comandamenti sono ordine disciplina, lavoro e profitto, capite bene che è un fenomeno che fa moooooooooolta fatica ad essere accettato se poi, vengono a sapere che chi fomenta questa rivoluzione lo fa solo per “passione”: apriti cielo !!!, c’è per forza qualcosa di nascosto perchè non è incconcepibile per questo popolo pensare che dietro ad un ‘attività dove si investe tempo e denaro non ci sia qualche interesse particolare.

E allora ti odiano, sei “strano”, diverso, perchè porti casino, rompi la loro routine, loro lavorano e tu sei solo un “comunista parassita (perchè hai la “colpa” di essere affiliato all’arci) che non ha voglia di far nulla e passa la sua vita a rompere le scatole ai cittadini “onesti” e a spacciare droga.

Sei un criminale insomma, poco importa se poi questo Veneto colmo di onesti cittadini sia per esempio una delle regioni con il più alto tasso di evasione fiscale in Italia, le mele marce sono i ragazzini che ascoltano techno perchè si sa, ascoltare musica ripetitiva ad un volume alto è da pazzi criminali, mentre al contrario, rubare allo stato per questa gente non solo è normale ma è quasi un diritto…

Sapete, e’ dura inseguire un sogno come il Fabbrika a Vicenza nel 2006 , è dura perchè hai contro tutto e tutti, perchè anche se sulla carta sei un’associazione culturale che fa un servizio per la collettività sei visto come un grave problema che destabilizza la società, un problema da eliminare perchè la tua gente è strana “fa brutto” e rovina il paesaggio, aggrengaodosi e divertendosi alla luce del sole, senza nascondersi come i “peccatori eccellenti” (gli stessi che si scandalizzano della tua presenza e si riempiono la bcca con la morale cattolica) dietro i separè della miariade di lap dance /night club che popolano il nostro territorio.

E’ passato un anno e questa sera festeggiamo il nostro compleanno , forse dovevo scrivere un articolo celebrativo , fare la lista di tutte le “figate” che abbiamo fatto, riportare i commenti positivi del nostro pubblico e degli addetti ai lavori, potevo fare la lista dei tanti artisti che noi abbiamo proposto per primi e che ora ad un anno di distanza stanno spopolando nei più famosi locali della penisola ma, sarebbe stato scontato e tremendamente retorico ; Quello che abbimao fatto è sotto gli occhi di tutti e non ha bisogno di essere continuamente ricordato chi ci stima lo fa anche senza articoli celebrativi e ce lo dimostra rinnovandoci la fiducia ogni volta che il Fabbrika apre le porte.

Auspicando pur conscio delle 1000 difficoltà, che questo sia solo il primo di una lunga serie di compleanni , voglio ringraziare di cuore tutti quelli che hanno fatto diventare il Fabbrika una realtà grazie ai miei soci del consiglio direttivo,ai ragazzi delle pubbliche relazioni, grazie a tutti gli artisti e grazie sopratutto al nostro pubblico che ci sostiene anche nei momenti peggiori.

Il 23 dicembre 2005 nasceva il “Fabbrika “il locale che non c’era”… è passato un anno ed ora quel locale c’è: volevamo “nascere” e siamo nati, volevamo crescere e siamo cresciuti , volevamo diventare quello che gli altri “diventeranno” e ci siamo riusciti… ora, dopo 365 giorni il nostro nuovo obbiettivo è continuare ad essere quello che già siamo continuando ad esistere anzi… a “resistere resistere resistere come su una irrinunciabile linea del Piave”

Tanti auguri Fabbrika…di cuore.

“Samuele Dalle Ave (Samba)
vice president ass. cult. Fabbrika.”

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Ed eccovi anche il terzo episodio di Casa Hawtin

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Ecco la seconda puntata del video sui retroscena della celebre label minimal

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Il primo video della serie “connected”, creata dalla M_nus. Una sorta di viaggio all’interno della label americana, di artisti come Magda, Richie Hawtin, Marc Houle e molti altri. Da non perdere.

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FabbrikaIl 23 dicembre 2005 nasceva il “Fabbrika “il locale che non c’era”… è passato un anno ed ora quel locale c’è: volevamo “nascere” e siamo nati, volevamo crescere e siamo cresciuti , volevamo diventare quello che gli altri “diventeranno” e ci siamo riusciti… ora, dopo 365 giorni il nostro nuovo obbiettivo è continuare ad essere quello che già siamo. …e scusate se è poco.

Sabato 23 dicembre in occasione del primo anniversario di apertura e nell’ambito delle serate Spectrum (ogni primo e quarto Sabato del mese e in eventi speciali), Fabbrika presenta un mega party di compleanno che è destinato a rimanere nella storia del locale. A festeggiare il primo anno di vita del noto locale Vicentino punto di riferimento della scena udergound nazionale, saranno nientepocodimeno che OLIVER HACKE, RENATO FIGOLI e TRIPLE R che per l’occasione presenteranno per la prima volta in assoluta in Italia lo Show case ufficiale della mitica TRAPEZ rec, celebre etichetta Tedesca che ha lanciato veri e propri fenomeni della scena elettronica mondiale come ALEX UNDER e THOMAS BRINKMAAN. Ma non è tutto, insieme al trio Trapez saranno presenti anche la Countermoove crew (Maffia -Reggio Emilia) e direttamente dalla BOXER rec lo storico artista Fabbrika MAURO ALPHA, producer di fama Internazionale.

La serata avrà inizio alle 21 con un buffet offerto dalla direzione.

Questa la line up completa della serata:

MAIN ROOM (Electronic and more)

Per la prima volta in Italia Show case ufficiale TRAPEZ !!

International guests stars:

OLIVER HACKE (Trapez rec- Traum)

Artista di punta della Trapez/Traum, Oliver Hacke è attualmente uno dei producer più importanti d’Europa tra le sue innumerevoli relaese da segnalare il fortunato album “Subject Carrier” uscito proprio su Trapez rec.

RENATO FIGOLI live ! (Trapez rec- – Cocoon club -Green and blue)

Diplomato alla SAE, esponente di spicco della nuova scena minimal Italiana, autore del mitico ” E’ arrivato l’Arrotino” Renato Figoli ha prodotto per celebri etichette come Trapez, Lo-Fi Stereo e Gumption Records I suoi set a base di minimaltech, funky e groove si possono ascoltare nei migliori festival e locali Europei come il Cocoon di Francoforte, il Green and blue, il Registrator di Monaco e il club 11 di Amsterdam.

TRIPLE R (Trapez rec- -Traum)

Nato a Cologna (Germania), titolare della Trapez /Traum, Triple R inzia l’attività nel 1984 partecipando a una miariade di party in club e rave illegali insieme all’amico Sascha Kolsch. Nel 1999 l’artista Tedesco diventa il proprietario della Trapez etichetta destinata a lasciare il segno nella scena Techno-Minimal mondiale.

special guests
MAURO ALPHA (Boxer rec)

MOGDAX live ! aka Dax + Mog (Made in Italo rec)

resident
LEINAD
MAX VU
ELIX (Karmasonica)
DAX (Family-House)
SEBA KIODIN vs HOFFMAN

Dalle ore 21 Buffett offerto dalla direzione con sonorizzazione di “UNA TO(P)PA X L’OZONO”

THE HOLE (Eclectic)

Special guest
COUNTERMOOVE dj set (Maffia -Reggio Emilia)

resident
SAMBA
ELECTRO RIDER
KAWA
RUGE BOY (Hardcore-Familia)

Videoinstallazioni – Vj set
BRAINSAVER

Location: c/o Fabbrika (circolo Arci) via dell’industria 8 Torri di Quartesolo (VI)

Info tel: 347/5495627 (Samuele)

info mail: info@fabbrika.org, info@kroda.org

info web: www.fabbrika.org , www.myspace.com/fabbrika, http://www.family-house.net/

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Kompakt Pop AmbientCome ogni fine anno ecco la celeberrima etichetta di Colonia che rilascia la sua classica raccolta di musica d’ambiente, con l’intento, evidenziato già dal titolo, di anticipare quelli che saranno i suoni del prossimo anno.
Questo tipo di musica è sempre stato al centro delle attenzioni dei ragazzi capitanati da Michael Mayer e Reinhard Voigt, i quali hanno ad esempio realizzato versioni ambient dei loro stessi album, come nel caso di Kaito, oppure, come succede per i Russi Scsi-9, elaborato le sue tipiche struttuture melodiche per poi riarrangiarle su ritmi maggiormente dancefloor-oriented.
In tutti i casi però troviamo atmosfere idilliache, caratterizzate da synth aperti e riverberi, che fungono da comun denominatore, e che conferiscono ai pezzi una sensazione di serenità accompagnata da una forte carica emotiva.
Ma non vi venga in mente di trovarvi di fronte all’ennesima compilation da loungebar trendy stile Budda Bar; le produzioni Kompakt sono molto di più, infatti, il termine Pop contenuto nel titolo del cd non sta ad indicare la facilità del progetto, quanto piuttosto una scelta di suoni più morbidi rispetto ai tradizionali pezzi ambient acidi e paranoici alla Aphex Twin o alla Future Sound of London.
Le varie raccolte Pop Ambient ben rappresentano quindi una continua evoluzione delle teorie elaborate da Brian Eno: quest’ultimo ricercava la “musica degli ambienti”, ovvero quelle note che si potessero definire proprie del luogo in cui venivano riprodotte (un classico: “Music for the airports”), la scuola Kompaktiana, invece, da parte sua prova a fare un passo avanti e compone le sonorizzazioni degli stati d’animo, ma per certi versi anche del fisico, che si provano stando in determinati spazi.
E così se ci troviamo ad ascoltare questa nuova release in cuffia sdraiati sul letto, usufruiremo della perfetta soundtrack dei nostri sogni e pensieri, con le tracce che si susseguono una dopo l’altra come un unico movimento. Ma è solo in un club alla fine di una serata passata a ballare senza tregua che le canzoni qui proposte rivelano pienamente il loro potenziale: suonate al mattino come ultimo disco saranno un morbido veicolo di ritorno nel mondo reale, che vi faranno sentire l’emozione del sudore che si raffredda sulla pelle e delle pupille dilatate per le strobo (e magari per le “sostanze” assunte) tornare a riabituarsi alla naturale luce del sole.

Federico Spadavecchia

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florian meindl1. Client – lights go out (Koletzki & Meindl rmx) (out of line)
2. Robag Whrume – papptonikk (musik krause)
3. Koletzki & Meindl – eferding berlin (flash rec)
4. Luetzencraft – amplify (Craft Music)
5. Gui Boratto – gate7 (k2)
6. Sebastian Roya – compresion (connaiseur superieur)
7. Robosonic – yasmin (Koletzki & Meindl rmx)
8. Autotune – dirty (fumakilla)
9. Jens Bond & Benno Blohme – la sepia (sender)
10. Trashtalk – tank girl (Craft Music)

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Questo venerdì a Torino si è tenuta la prima grande manifestazione, delle due in cartellone, di chiusura dell’anno olimpico e per celebrare l’ottimo lavoro svolto nella Capitale italiana dell’automobile sono stati invitati Kevin Saunderson e Derrick May, artisti di spicco di quella che è universalmente riconosciuta come la città dei motori più famosa del Mondo, vale a dire Detroit.
Il luogo scelto per un evento così importante è il nuovo palazzetto dello sport PalaIsozaki, un’avveneristica struttura situata nel cuore del capoluogo piemontese, che per l’occasione ha visto trasformare il proprio atrio, un salone capace di ospitare comodamente oltre 2000 persone, in un futuristico club con tanto di palco per la consolle, giochi laser e animazione con ballerine/i ed acrobati su trampoli e trapezi.
L’organizzazione è stata davvero impeccabile, e a sottolineare la piena riuscita della festa è il pubblico: mai avevo visto in Italia un amalgama così vario di persone stare tutti insieme a divertirsi nella più completa armonia. C’era veramente gente di tutti i tipi: dai giovanissimi agli adulti in ugual misura, da elegantoni in giacca e cravatta a strampalati emuli dello stile degli anni ‘80 con tanto di baffoni alla Giorgio Moroder, e naturalmente gli immancabili nostalgici del Jaiss, senza contare la presenza davvero notevole di belle ragazze.
Ma iniziamo a parlare di musica…ad aprire le danze sono Federico Gandin e Lorenzo LSP che fanno subito capire alla pista quale sarà la direzione della serata: pura Techno made in Detroit senza fronzoli e compromessi, solo ritmo, archi e tanta passione.
Aprire le danze per mostri sacri come Saunderson e May non è propriamente una passeggiata, ma i due bravi Dj’s italiani dimostrano di essere all’altezza della situazione, e così quando Mister Innercity prende il comando delle operazioni (naturalmente dopo aver autografato la mia compilation Movement ‘04) il dancefloor è già bello carico e pronto ad andare avanti tutta la notte.
Saunderson, al quale si può muovere solo l’unico appunto di aver preferito il pc ai piatti, sfodera un set ricco d’intensità…inizialmente sembra quasi d’essere in un sambodromo…la 909 riecheggia potente tra le mura del palazzetto e gli intrecci melodici creano un’atmosfera bellissima dove tutti non possono fare altro che ballare felici col sorriso stampato sulle labbra. E’ interessante vedere come ognuno ne gode in maniera diversa: le ragazze si muovono scatenate, senza quegli atteggiamenti da top model ormai tipici della tradizionale scena discotecara della Penisola, piccoli Dj in erba che si schierano lateralmente al palco per cercare di capire i segreti di uno dei Padri Fondatori della musica Techno, e strambi individui che danzano con una corona in testa.
Il tempo passa veloce ed è ora il momento dell’ideatore del Movement festival della Motor City: Mr Derrick May.
Derrick, a differenza del suo amico, predilige la tradizione e opta per ben quattro giradischi, anche se certi “rimedi dei bei vecchi tempi” come il rialzare un piatto con delle bottigliette d’acqua fanno saltare continuamente una puntina…
La sua è una performance straordinaria, energica ma di gran classe, così coinvolgente che la folla non ha nemmeno il tempo, ma soprattutto il desiderio, di rifiatare.
Ormai è mattino e, sebbene l’oscuro cielo invernale torinese vorrebbe illuderci che la serata non finirà mai, è ora di tornare a casa, ma non siamo tristi perchè come recita il testo di “Kill 100″ degli X-Press 2, suonato nel delirio generale da Kevin, siamo consapevoli che per una notte ci siamo sentiti amati.

Federico Spadavecchia

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Frequencies

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