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BeatbankPer il mese di febbraio, Beatbank tiene fede alla propria linea e propone un altro artista per la prima volta a Milano: Dario Zenker.
Nativo di Monaco di Baviera, ha sempre avuto “in casa” la musica elettronica: già durante l’infanzia prende contatto con il mondo underground grazie alla zia che gestisce un club, l’Ultraschall, di cui diventerà resident a soli 18 anni.
Sempre a 18 anni, Dario conosce il proprio padre naturale, un tecnico del suono, che diventa il suo primo maestro nell’arte della produzione i cui frutti hanno iniziato a maturare nel 2006 su etichette come Num Records, Telegraph, Balkon ed Esperanza e nei set dei massimi esponenti della scena techno/minimale (su tutti, Richie Hawtin e Troy Pierce).
Dal 2005 è resident dello storico Harry Klein club di Monaco, dove propone dj set che spaziano dalla minimale più raffinata a una techno in grado di scuotere anche le pareti, risultando variegati come il suo percorso di formazione musicale.
In definitiva, quindi, lo stile di Dario Zenker è estremamente personale e si differenzia dallo stereotipo della musica di provenienza teutonica, spesso eccessivamente astratta e “squadrata”: il suo motto è “movement is the key to power”, e le sue selezioni sono orientate proprio a far muovere il pubblico, con pattern ritmici rapidi e guizzanti che lo avvicinano alla scuola glitch/click e basslines cupe che richiamano la Techno con la T maiuscola.

Resident djs Raibaz, naph, carlo.c

Cantiere Delirio
Via Alserio 3
Ingresso €4

www.beatbank.it
www.dario-zenker.de

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Questo venerdì era presente al Circolo Culturale 010 di Genova (club che settimana dopo settimana sta conquistando sempre di più il pubblico e la critica) una delle leggende del panorama techno-elettronico italiano. Stiamo parlando di Lory D, un artista vero a 360 gradi, che dalla fine degli anni ‘80 ad oggi ha contribuito, e continua tuttora a farlo, all’evoluzione della scena nel nostro Paese. Parlando di Lory D nella sua veste di Dj/producer mi limito a ricordarvi che è stato uno dei fondatori della prima label techno della Penisola, la Sounds Never Seen ed uno dei primissimi Dj a fare un album per una major come la BMG. Lory ha inoltre musicato i film Scarlett Diva di Asia Argento e Almost Blue di Alex Infascelli. In queste righe che precedono la nostra bella chiaccherata (non ho mai riso tanto) vi voglio però parlare della persona Lory D, un ragazzo molto cordiale che, all’età di 38 anni, praticamente un adulto, ancora prova piacere a suonare e a vedere la gente che si diverte senza mai rincorrere il successo a tutti i costi.
Ecco com’è andato l’incontro:

Ciao Lory che ne dici di raccontarci dei tuoi inizi?
Non si può ( ride )…è una storia troppo lunga…
Ve bene allora visto che sei stato uno dei primi Dj Techno italiani dicci in che modo hai scoperto la questo genere musicale e come questo è arrivato nel nostro Paese…
Ma tanto prima o poi sarebbe comunque arrivata….
Sicuro?
Assolutamente
Quando hai iniziato a fare il Dj?
A 17 anni.
E suonavi?
A casa..ahhahahahah
Ok, ma cosa proponevi?
Guarda, fino al 1987 suonavo rap nelle feste della scuola, poi nell’88 ho iniziato a mettere la prima house, quella più deep però, perché la Garage non mi piaceva tanto. E comunque prima di arrivare alla Techno mi piaceva la New Beat belga, subito dopo l’Acid e tutta la Chigago Trax.
In definitiva sei riuscito a seguire tutta l’evolzione musicale statunitense restando a Roma…
Sostanzialmente sì, poi comunque nel 1988 abbiamo iniziato ad organizzare le prime feste con l’influenza dei Warehouse inglesi proponendo appunto Acid, Deep e New Beat.
Insieme ad AndreaBenedetti hai fondato una delle primissime etichette Techno del panorama italiano, la Sounds Never Seen. Ci puoi raccontare come è nata questa avventura?
Mah, così….sentivo il bisogno di provare a comporre qualcosa di mio e mi sono appoggiato al loro studio per i primi due dischi. In seguito con escamotage con la BMG sono riuscito ad avere un po’ di soldi per mettere su il mio studio personale.
Ah ti riferisci al tuo primo album Antisystem che oggi è un oggetto di culto tra i collezionisti?
Ahah sì esattamente, pensa che non ne ho neanche una copia per me.
Ecco parlaci del tuo esordio da produttore, come sei entrato in conatatto con i vari macchiari da studio?
Sin dagli anni ’80 a Roma c’è sempre stato un mercato di sintetizzatori analogici quindi è stato un passaggio abbastanza naturale. Pian piano mi sono procurato tutti gli struimenti di cui avevo bisogno.
Torniamo allora ad Antisystem: come ti ha scovato la BMG?
Eh, è tutta una storia…meglio che te la racconto un’altra volta ahahah
L’incontro con Aphex Twin:
Ciao ciao ( ridiamo tutti )
Ok, ma ci piacerebbe sapere qualche dettaglio in più: quando vi siete incontrati per la prima volta?
Aphex è venuto a Roma la prima volta nel 1992 e siamo stati nel mio studio. Poi non so perché ci siamo rivisti solo dopo dieci anni, anche se più che altro con Grant ( il socio di Aphex n.d.g.) piuttosto che con Richard che sta sempre chiuso in studio. Come tutti sanno è un personaggio un po’ strano. Sono seguiti alcuni contatti via mail ed infine si è giunti a stanpare il disco su Rephlex.
Farai altre collaborazioni con la scuderia di Aphex?
Per il momento sono fermo con le produzioni discografiche e mi limito a fare live in giro. Quando finirò il mio nuovo studio allora vedremo.
Tu hai musicato anche dei film ( Scarlett Diva di Asia Argento e Almost Blue di Alex Infascelli), come ti sei trovato in questa nuova veste?
No comment, dico solo: Un grosso bacio e saluto ad Asia!!
Ma come! Non è stata forse un’esperienza positiva?
Sìsì, è stata positiva ma ripeto: no comment
E rispetto a fare musica da club come ti sei trovato?
Bene perché è stato divertente. Certo fare musica da suonare nei clubs è diverso: lo stimolo sta appunto nel fare dei dischi che poi ti metti in borsa per suonarli in giro.
Da un paio d’anni, dopo un periodo di “appannamento”, il tuo nome è tornato ad essere sulla bocca di tutti come ti trovi a stare nuovamente davanti al grande pubblico?
Beh qui c’è da fare un po’ di chiarezza: inizialmente a Roma con tutti i parties che organizzavamo la nostra fama ha raggiunto un apice per cui ci conoscevano ovunque, poi dopo quella fase c’è stato un naturale calo di popolarità. Ma non sono scomparso, ho passato un anno e mezzo in Veneto ed in Svizzera, dove con degli amici mettevamo su delle feste incredibili. Ti dico roba da grandi numeri ma senza mai una deriva commerciale. Le organizzavamo giusto per il gusto di suonare.
Sai si tratta del classico problema di suonare nei posti giusti. Come sai, c’è stato un periodo di ritorno alla Techno e all’Acid, che inizialmente però era troppo scolastico per i miei gusti. Questo mi ha spinto a cercare luoghi più stimolanti. A Roma comunque abbiamo aperto un sacco di clubs di successo, regitrando punte di 1500 persone ogni venerdì. Nel 1997 abbiamo dato vita ad una situazione chiamata Electro Acustic Music agli ex Magazzini, e proponevamo appunto Electro Techno andando avanti fino al ’98…
Quando nel resto d’Italia e d’Europa l’Electro avrebbe conquistato i dancefloors soltanto dal 2003…
Esattamente, ma sai se ti piace suonare te ne freghi di certi meccanismi, e poi c’è sempre tempo per fare le feste grosse…anche perché questo attuale è uno dei periodi migliori degli ultimi dieci anni.
Davvero?
Sì, perché finalmente che è diventato un fenomeno, non ti dico di massa, ma accettato dalla massa…ricercato evoluto…I “pischelli” stanno totalmente in fissa sia con le cose nuove che con le vecchie storiacce di ‘sta musicaccia e vogliono sapere tutto di tutto. Continuiamo quindi a divertirci molto.
Da dove continui a prendere ispirazione per i tuoi set?
Beh, io viaggio molto e quello che sento che mi piace poi lo propongo.
E a Roma com’è adesso lo scenario del clubbing?
Devi sapere che Roma è sempre stata una città molto attiva sin dal lontano 1988. Poi ci sono tanti Dj’s, alcuni dei quali sono diventati organizzatori di serate, per fare un esempio gente come Giankarlino e Coccoluto che hanno fornito con il Goa un contributo importante a tutto il movimento. Inoltre c’è pure tutto il discorso attorno ai centri sociali: c’era la Filtek, situazione un po’ estrema, poi il Brancaleone. Insomma a Roma ci sta un po’ di tutto, cosa abbastanza naturale essendo la Capitale.
Attualmente c’è un Dj che ti piace particolarmente?
Guarda ora come ora ci sono due Dj’s che mi piacciono molto che però sono ancora sconosciuti. Il primo si chiama Jack ed è scozzese di Glasgow, il secondo invece si chiama Dan. Questi ragazzi sono iper forti!!
Parliamo della serata che stai per affrontare. Come è strutturato il tuo live act?
Guarda uso ableton sul mio Mac con l’aiuto di un controller. Sostanzialmente suono le tracce che produco in studio.
In studio invece cosa usi di più? Software o Hardware?
Tutti e due indistintamente, sia singolarmente che gli uni insieme agli altri.
Un’ultima domanda di rito: quali sono i tuoi prossimi progetti?
Intanto voglio finire di allestire il mio nuovo studio, quindi produrre e stampare dei dischi nuovi.
Su quale etichetta?
Ci sono molti amici a cui mi piacerebbe dare una mano con i miei pezzi quindi vedremo.
E’ arrivato il momento di salutarci. Lory, credimi, è stato davvero un piacere grazie!
Grazie a voi.

Federico Spadavecchia

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La dj che ha rubato il nome Pippi Langstrumpf alla celebre eroina scandinava è nata a Roma nel 1979, ha passato la sua gioventù tra fumetti, fanzine e punk/noise, ma un giorno ha rinnegato tutto in nome del pianeta Drexciya.
Ispirata dal lato horror della Clone Records di Rotterdam, dal maximalismo finlandese e dall’ironia dei romani Jollymusic, crea missaggi di nostalgie italo e space disco alternate ai lati più sporchi e oscuri dell’elettro-techno contemporanea.
Nota per la sua terror-disco intransigente quanto per la sua lingua tagliente nei confronti della dance nazionale, è un membro dell’armata Female Pressure di Electric Indigo e suona regolarmente in vari club italiani e stranieri. E’ legata ai Lust Minute di
Milano, alle serate Moondays di Bruxelles e attualmente è resident al Tiffany di Wengen (CH).Nel 2006 ha suonato in occasione dell’Impulse di Pechino e collabora con la defunta e poi risorta Phantom Records.
Mai stata ad Ibiza.

Giovanni Verrina (Kristal Connection)

basement : Robottino&Modus (Flexible Audio)

INGRESSO CON TESSERA ARCI

www.0dieci.org
www.myspace.com/zerodieci
info@0dieci.org

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Nato a Roma nel 1969, Lory D inizia a suonare nel 1987, quando, a casa si divertiva a sckretchare sull’hip-hop.
A partire dal 1988, inizia a coltivare la sua passione per le sonorità elettroniche a partire dall’house, dall’acid, fino alla techno, subendo le influenze di quelli che, ormai,possono essere considerati i”classici” delle scuole di Chicago e di Detroit.
Ormai,considerato storico dj di Roma, Lory D inizia a suonare negli Acid Party insieme a Mauro Dandini, suona anche nei primi raves italiani di fine anni ’80. Da qui inizia la sua la sua attivissima storia di dj che lo porta a suonare in tutti i templi dell’electro e della techno,italiani,ma non solo, il suo sound arriva anche nei locali Olandesi,a New York, in Svizzera, in Francia.
Incide per l’Electronic out Broading Caste e per la Adrena Chrome , la stessa etichetta di The Moover.
Ma è con “Antisystem” disco inciso con la BMG, venduto e apprezzato in tutto il mondo che attira su di sé l’interesse.
Nel 1990, fonda con la collaborazione di Andrea Benedetti, la SNS “SOUNDS NEVER SEEN” la prima etichetta techno sperimentale italiana, che lo ha portato ad essere definitivamente considerato una della pietre miliari della scena elettronica mondiale.
Tra le sue varie produzioni da ricordare le colonne sonore dei film “Scarlet è viva” di Asia Argento e di “AlmostBlue” dove le immagini di Alex Infascelli, scorrono impastate al suono, alla musica dei massimo volume e di Lory D in un gioco di stridore, morbidezza e spigolosità. I suoi dj set sono una continua esplorazione di tecniche e ricerca nell’universo electro e techno, ricerca di formule sconosciute che sappiano ancora suscitare emozioni. Dj resident della precedente stagione di Metaverso, quest’anno ha suonato al Rephle Doisco Assault System, il mini tour italiano
della Rephlex che ha visto la partecipazione di mad Dog Wallace e Aphex Twin.

Resident Dj’s:

S.Baroffio (Zerodieci resident)

basement: Seaside Commando

Visual by Foia

INGRESSO CON TESSERA ARCI

www.0dieci.org
www.myspace.com/zerodieci
info@0dieci.org

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FabbrikaDopo l’indimenticabile serata “celebrativa” del duo resident del Fabbrika SHADOW SYNC, Sabato 27 Gennaio torna l’appuntamento con Spectrum (ogni secondo e quarto sabato del mese e in eventi speciali) la nota one night del Fabbrika dedicata alla musica elettronica più “colta” che, in questa occasione ospiterà uno dei più grandi esponenti della scena nudisco Italiana ed Europea: GUGLIELMO MASCIO fresco ospite del mitico FABRIC di Londra , città dove Guglielmo è ormai di casa grazie anche alle ospitate in altri locali di culto come il The End e il Nodisko.

Questa la line up completa della serata:

MAIN ROOM (Electronic and more)

Special guest star from Fabric club e The End -London
GUGLIELMO MASCIO (Nufunkclan crew)

Le sue prime comparse dietro il mixer , risalgono agli inizi degli anni 90, periodo in cui vivevano ancora le sfumature dell’acid e della techno e si andava via via affermando il fenomeno dell’House Music !! La sua maniacale passione per il vinile ( la sua collezione ne conta circa 20.000 ),lo ha spinto all’ascolto ed alla conoscenza della Musica nella sua totalità,Rock, Hip Hop, Jazz, Funk, Afro, Pop,Disco, per poi arrivare ad identificare il suo particolarrismo sound nella NU FUNK MUSIC dei nostri tempi, tanto da essere considerato da molti, uno dei piu’ interessanti djs della scena underground Italiana !! Dopo una breve ma significativa esperienza radiofonica in una radio locale,house party e piccoli club della sua citta’,nell’inverno del 1993 e fino al 2002, Guglielmo diventa il dj resident dell’Underground City di Pescara, locale tra i più significativi nella club culture italiana con affluenze di pubblico da ogni parte della penisola ! Da ricordare le one night 12 ore no stop ( 24:00 to 12:00 )! Il suo sound e’ caratterizzato da spiccate influenze old school disco sapientemente mixate con le piu’ recenti ed innovative sonorita’ electro house il cui risultato e’ una miscela unica ed esplosiva. Negli ultimi 6 anni, e’ stato ed e’ tutt’ora il dj resident dei party NUFUNKLAN ,dividendo la consolle con numerosi dj-producers internazionali come Andy Fletcher (Depeche Mode), Bjorn Torske, Chicken Lips (Andy & Dean), Claudio Coccoluto, Dirt Crew, Francisco, Fuzz Against Junk ,Glenn Gunner, Harvey, Headman, Idjut Boys, Francisco, Leo Young, M.A.N.D.Y., Marco Passarani, Pigna People, Rhytm Doctor, Saturnino, Stefano Fontana, Tuttomatto, Zak Frost…. Tutto cio’ lo ha portato ad essere considerato uno dei piu’ interessanti talenti della scena underground Italiana con esibizioni in club esclusivi come il GOA ed L-Ektrica di Roma, il “primo” Link di Bologna e templi dell’elettronica internazionale come il Fabric, The End, No Disko, Turnmills e Cargo di Londra ed un dj tour in Norvegia !!

Special guest
MAX CASITY

Resident djs
DAX DJ
SEBA KIODIN

THE HOLE (Techno)

Djs
SHADOW SYNC aka Max vu & Leinad
ELECTRO RIDER
PAOLO TAMONI
HOFFMAN
MAURO PICCO

Videoinstallazioni – Vj set
BRAINSAVER

Organizzazione: Fabbrika, Family-House

Partner: Mystic Pharm

Media partner: www.technobar.splinder.com , www.frequencies.it

Location: c/o Fabbrika (circolo Arci) via dell’industria 8 Torri di Quartesolo (VI)

Info tel: 347/5495627 (Samuele)

info mail: info@fabbrika.org, info@kroda.org

info web: www.fabbrika.org , www.myspace.com/fabbrika

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Anche per oggi stavo per perdere la speranza di trovare un buon disco da recensire, cosa che in questo inizio di 2007 stava diventando una triste routine, quando girando svogliatamente le pagine di un noto webshop di mp3, concentrato più sulla mia psp che non sulla lunga lista di novità settimanali, ecco che mi si para davanti questo disco edito dalla celeberrima Primate.
“Cazzo! La Primate fa uscire un disco nuovo?!..Impossibile, deve essere una qualche ristampa!”. Così pensando, butto il videogame da una parte e con riacceso interesse inizio ad osservarlo incredulo, con l’impressione di trovarmi di fronte ad uno di quegli oggetti messi in una sfera di latta e sottorrata in giardino da una scolersca da telefilm americani per essere poi ritrovata vent’anni dopo.
Questa sensazione deriva non soltanto dal fatto che la maggior parte delle persone (che avrei voglia di definire stupide perchè danno per scontate le cose senza mai approfondirle e verificarne il reale stato, e tra le quali, più spesso di quanto vorrei ammettere in questo momento, si trova pure il sottoscritto) considerava la Primate una label bella e finita a causa di tutti i problemi finananziari passati, ma anche e soprattutto per i suoni contenuti in questo Ep, che s(u)on(an)o completamente alieni rispetto ai suoi compagni di scaffale.
Ma andiamo con ordine: dalla descrizione a margine scopro che dietro lo pseudonimo Infamous Players si celano Ignition Technician e Jon Nuccle, e mentre del primo sappiamo tutto e di più (come dimenticare le sua collaborazioni con l’etichetta Drumcode di Adam Beyer?) del secondo, faccio pubblica ammenda, mea culpa mea culpa mea grandissima culpa, non avendo proprio idea di chi fosse, mi metto a cercarne notizie in rete. Scopro allora che gli Infamous Players altro non sono che un collettivo techno nato all’inizio del nuovo millennio in UK, il cui obiettivo è quello di “liberare i loro beats gravemente malati sotto un’unica bandiera, come un’unica forza che è più grande della somma di tutte le sue parti. Così senza nè faccia nè nome, di modo da sottolineare la reale qualità della label senza rilegarla alla già affermata reputazione dei suoi fondatori”. Ora capite che un team di Dj e producers che si presenta in questo modo, con un motto molto vicino alla fiolosofia degli UR ma nato quasi dieci anni più tardi nella patria di Clash e Sex Pistols, e per di più mandando a fanculo i puristi del genere, si guadagna di diritto tutta la mia simpatia ed il mio rispetto.
E quindi, come da manifesto (che invito a leggere all’inidirzzo http://www.infamousplayer.com/start.htm), ecco che il qui presente Detroit avenue Ep è formato da 4 tracce ognuna diversa dall’altra, ciascuna col suo fascino particolare.
La canzone che apre il disco si intitola missing channel e a mio avviso è il pezzo più bello dell’extended playin’: giro di basso stretto, cassa leggera con hit hat marcati e melodie che ci riportano in piena atmosfera new wave, sono gli ingrendienti di una produzione colta e raffinata (mi vengono in mente alcuni lavori dei Yello) ma al tempo stesso colonna sonora di oscuri viaggi notturni. A riportare la luce nei nostri sogni da clubbers è what would we do, caratterizzata da una ritmica detroitiana, samples vocali tagliati e una melodia così happy e funky a cui è impossibile resistere. Il vinile si chiude con sirens e lose control, le due tracce più simili di tutto l’Ep: si tratta di un ritorno ai suoni della techno americana/nord europea dei primi anni ‘90 con ritmiche ossessive, anche se mai noiose, campioni di sirene da rave (sirens) e virili voci profonde alla Blake Baxter (lose control).
The future promises much more than from Inafmous.
Y’all just seen the tip of the iceberg so far.

Federico Spadavecchia

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Il prolifico Til Kerlen è un giovane musicista berlinese che ha prodotto anche musica per cinema e balletto ed è coinvolto nell’arte contemporanea grazie alle sue numerose collaborazioni con video-artisti e ”performers” (ad esempio: Tomi Paasonen, Eleonora Chiesa, Ron908, Tom Neubauer).Sotto in nome Dieb realizza materiale più assimilabile al “dance-floor” caratterizzato da un elegante stile di house con forti influenze minimali e “ambient”. Il suo ep di debutto Unit Injector Drive realizzato per l’etichetta romana Citymorb Music (www.citymorb.net) è stato pubblicamente acclamato e sostenuto da nomi come Ricardo Villalobos, Antony Shake Shakir, Magda ed il famoso negozio di dischi di Berlino Hardwax. Ha partecipato a numerose compilations delle etichette Ojodeapolo, Antmanuv_Micro and Transition Music. Nel 2006 a realizzato l’EP Concept per la netlabel di Amsterdam Redevice. La sua più recente uscita è il disco diviso con l’artista cileno Receptor per l’etichetta Ojodeapolo. Ha remixato tracce per artisti come Bern, Receptor, Gui.tar, Bo o Tiemu e cooperato con la cantante Lisa Bassenge.

G.Foglino (Zerodieci resident)

basement : Tantotempo (Flexible Audio)

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Settima uscita per la Stockholm LTD di Par Grindvik, ad opera di entrambi i fratelli Linzatti, Staffan e Mathias, che si confermano come i nomi nuovi del panorama techno svedese, oltre che come due dei produttori più in forma del momento.
Degno follow-up dell’uscita precedente su Stockholm LTD ad opera dello stesso Mathias Linzatti, Monikers, l’ep si apre con la title track, prodotta da entrambi i fratelli, che dura 12 minuti in cui succede di tutto: i patterns percussivi, belli pieni in stile svedese, si intrecciano, vanno e vengono per tutta la durata del disco, riuscendo a evitare che si abbia la sensazione di eccessiva ripetitività nonostante la lunghezza della traccia.
Per movimentare ulteriormente il discorso, inoltre, la traccia ha veramente tante pause brevi e ripartenze che, si sa, soddisfano la pista, più una pausa molto lunga esattamente a metà, con annessa ripartenza esplosiva che rende il disco adatto ai momenti in cui un set richiede un cambio di marcia.
Sull’altro lato, i fratelli Linzatti hanno una traccia ciascuno: la prima delle due, Quasar, ad opera di Mathias, è quella che più si avvicina allo stile delle altre uscite della Stockholm LTD, con un forte accento sulle frequenze basse dato da una cassa molto cupa e da una linea di basso estremamente “rotolante”, il che però unito a percussioni alte molto rapide fa in modo che la traccia non appaia statica come il grosso delle produzioni recenti di stampo minimale.
Ciliegina sulla torta è un synth ossessivo e ripetitivo che viene messo in secondo piano dalle percussioni per quasi tutta la durata del disco, ma che diventa preponderante durante le pause, aggiungendo loro un feeling ipnotico che fa si che le ripartenze scuotano ancora di più gli ascoltatori.
L’ultima traccia, Jaralaacs C di Staffan Linzatti, è quella che osa di più nel proporre sonorità diverse da quelle canoniche della techno svedese, aggiungendo un vocoder e riducendo drasticamente i bpm, e il risultato è una traccia dall’atmosfera molto ipnotica e ossessiva, anche grazie a questa sua lentezza e a synth lunghi e molto ripetitivi: l’uso migliore di questa terza traccia, quindi, secondo chi scrive, è a mattina inoltrata, per fare presa sulle menti ottenebrate da una lunga serata.
In definitiva, quindi, l’ep si distingue per qualità, oltre che per essere in grado di soddisfare un ampio spettro di palati che va dai patiti delle sonorità minimali cupe ed ossessive a coloro che invece apprezzano la techno più movimentata.

Raibaz

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dj gio mc 505Conosciuto nel web come Giosuè Impellizzeri, il producer – dj e giornalista Dj Gio Mc 505, è famoso prima per la sua intensa opera giornalistica nelle maggiori riviste e siti web di musica elettronica e poi, per la sue produzioni. Lavori che non sono da sottovalutare, usciti su etichette come Gas, H*Plus, Vokuhila Records, 38db Tonsportgruppe, che al loro interno contengono remix curati da artisti di fama mondiale come Ural 13 Diktators, Dariush, Hong Kong Counterfeit, Maxx Klaxon e per finire, Chris Kalera.
Fa il suo esordio su frequencies.it, con il suo ultimo show radiofonico Electro Remote Controller, giunto alla fine dopo ben venticinque puntate. La sua selezione è varia, come ormai ci ha abituato, ma non risulta essere il solito minestrone, bensì un viaggio tra sonorità che sembrano uscite dal commodore 64 e da quel fantastico decennio che lo ha contraddistinto: gli anni ‘80.

NEO FILIGRANTE “How Can I Feel”
APPLEGARDEN “Twentyfive 6 Four” [Putsch '79 remix]
PADDED CELL “Theme From Friday 13th”
SAN SERAC “Tyrant” [Polygamy Boys remix]
ROMA MINIMALE featuring RAM “Campvs Florvm”
BEAT BANDIT “Turn On The Alarm” [Lexy remix]
AVIDA “Il Grillo E La Formica”
LEGOWELT “Bonn 1978″
ALDEN TYRELL featuring NANCY FORTUNE “La Voix” [Elitechnique remix]
ELITECHNIQUE “We Shall Control”
FPU “Eastside Protection”
MONDWEST “Westworld”
SASSE featuring MALTE SCHLORF “Up To You” [Filippo 'Naughty' Moscatello remix]
PERSPECTS “Autobody”
C-34 “Caimano Bianco”
MACHO CAT GARAGE “Nightbirds”
MARCO DOS SANTOS featuring ZITA LOTIS “Not On The Guest-List”
2000 AND ONE “Tropical Melons”
FILIPPO ‘NAUGHTY’ MOSCATELLO “California”
BLACKPLOID “Photographic Photogenic”
BAUCHAMP “Lully In The Middle”
DYNAMIK BASS SYSTEM “Autobass”
JET LAG “9:15 To Nowhere”
FANCY & SPOOK “We Had The Technology”
DATAFREQ “I Desire”
PERU “Oriental”
ALPHAVILLE “Big In Japan”

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Mercoledi allo Zerodieci si susseguiranno dalle h 21:00 gli slideshows di fotografi tra cui Michael Ackerman e Lorenzo Castore.

La serata, curata da Giovanni Verrina vedrà la ricerca fotografica interagire con quella musicale dando vita a una one night di sperimentazione e creatività dove le suggestioni visive e sonore creeranno un’atmosfera insolita e avvolgente nel nome dell’arte e delle sue contaminazioni.

INGRESSO CON TESSERA ARCI

www.0dieci.org
www.myspace.com/zerodieci
info@0dieci.org

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transmedialePrenderà il via alla fine del mese la ventesima edizione della berliner Transmediale, festival dell’arte e della cultura digitale, che vedrà tutti i migliori rappresentanti dell’avanguardia elettronica dare spettacolo per le strade della capitale tedesca.
Come sempre lo scopo della Transmediale è quello di esplorare quanto l’arte e la società stanno cambiando sotto l’influsso dei media e della tecnologia che ogni giornno che passa diventa sempre più dominante, mentre il tema conduttore di quest’anno è “unfinish“, il non finire, vale a dire la possibilità di riaprire processi considerati ormai chiusi o meglio ancora è il grido di battaglia e la maledizione del lavorare in digitale che non conosce fine, ma solo evoluzioni consecutive.
Non ci resta dunque che prenotare volo e albergo per andare a trascorrere le nostre giornate tra esposizioni futuristiche, spesso allestite nelle case degli stessi artisti, video arte e soprattutto tanta buona musica elettronica: chi, infatti, può innaugurare una manisfetazione del genere se non il collettivo Techno più famoso al mondo ovvero gli Underground Resistence?
I ragazzi di Detroit daranno il via alla lunghissima maratona del Maria Am Ostbahnhof, che dalla sera del 31 Gennaio alla sera del 3 Febbraio non darà tregua ai clubbers proponendo una ricca consolle formata sia da star internazionali che da giovani talenti. Per il gran finale sono previsti: Sten, Vladislav Delay e Onur Oezer…titolo della serata infinite beats naturlisch!!

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FabbrikaDopo il successo dei primi 3 eventi, torna al Fabbrika ENCRYPTED la one night dedicata al sound techno piu’ spinto; pura adrelina sopra 140 bpm con i migliori artisti della scena nazionale ed internazionale. In questo quarto appuntamento andrà in scena una consolle targata al 100% Italia con i migliori artisti della scena Techno -Schranz del Veneto.

Questa la line up completa della serata:

MAIN ROOM (Techno -Schranz)

Resident djs
CARLO BARDINI (technomusic.it – encrypted)
STEFANO CARPI (macross – encrypted)
ROBIN ANGEL (encrypted)
TONY GLAMOUR (htt group – encrypted)
STE VS SYNC

FABBRIKA privee (Electronic and more)

Resident djs
PAOLO TAMONI
ELECTRO RIDER
SAMBA
ERIK
ELIX
NICONI

Location: c/o Fabbrika (circolo Arci) via dell’industria 8 Torri di Quartesolo (VI)

Info tel: 347/5495627 (Samuele)

info mail: info@fabbrika.org, info@kroda.org

info web: www.fabbrika.org , www.myspace.com/fabbrika

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zappalàConsiderato uno dei nomi storici dell’elettronica italiana, Francesco Zappalà si appresta a celebrare il suo compleanno e, parallelamente, i venti anni di carriera all’interno del mondo della musica. Idolatrato grazie alla passione e al carisma che da sempre infonde nel suo lavoro, il dj siculo di nascita ma capitolino d’adozione è considerato un vero fenomeno soprattutto
se si pensa ai leggendari successi raccolti ai campionati mondiali del DMC che gli offrirono la giusta occasione per mostrare una tecnica invidiabile mai andata scolorendosi nonostante l’incessante trascorrere degli anni. Il dj-producer, che sta per varcare la soglia dei quaranta, è ormai un personaggio di riferimento nel panorama elettronico italico e non solo visto
che nel suo curriculum figurano esibizioni presso clubs come il Pacha e l’Amnesia di Ibiza nonchè una ricca serie di apparizioni in discoteche inglesi, svizzere ed addirittura americane e venezuelane. Partendo dalla techno-rave dei primi anni novanta esternata in progetti come Net Runner ed R.F.T.R. si passa all’hypno-trance di Shadow Dancers e Virtual Age transitando per hits consacrate a livello internazionale come “I Need You”, “We Gotta Do It” e “No Way Out” e finendo al progetto Tractorecords (che
Zappalà porta avanti assieme agli amici Francesco Passantino e Giosuè Impellizzeri aka Dj Gio MC-505) che riguarda l’evoluzione della musica dance elettronica vissuta all’interno delle sue moderne sfaccettature. Sarà proprio sotto il nome Tractor che il dj festeggerà i venti anni d’amore per la musica elettronica in due date ormai ufficiali: appuntamento venerdì 19
gennaio al Cafe Atlantique di Milano e sabato 20 all’Eden Club di Parma. In entrambe le occasioni, decretate come showcase di Tractorecords e fondate su un curioso mix tra dj-set e live-act, si potranno ascoltare alcune delle
nuove produzioni che il team della label del trattore sta per lanciare attraverso una serie di nuove uscite discografiche. Auguri.

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Innanzitutto lo staff si scusa per i piccoli problemi tecnici che si sono susseguiti in queste ultime ore, ma ci sono stati degli inconvenienti dovuti all’implementazione della nuova newsletter.
Da oggi le iscrizioni sono aperte, ma il servizio di invio partirà più in la. La data sarà comunicata al più presto sulle pagine del blog.
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Inoltre nei prossimi giorni annunceremo altre novità tecniche, fatte per rende migliore il servizio e per venire incontro alle vostre esigenze.

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minilogueIl duo, che in questo momento sta sfornando più dischi, è sicuramente quello composto da Marcus Henriksson & Sebastian Mullaert, in arte conosciuti come i Minilogue. I loro pezzi sono finiti su prestigiose etichette come la Traum, la Crosstown Rebel e il prossimo vinile è in uscita sulla Wagon Repair, la stessa label che stampò la famosa “Marionette” di Mattew Johnson.
Ovviamente si sa anche, che quantità raramente è sinonimo di qualità, infatti “Elephant’s parade” non eccelle certo, per originalità e non è neanche un disco che rimarrà nella storia, ma in un mercato molto ampio, ci possiamo accontentare anche di dischi buoni.
La prima traccia, cioè il lato A, è anche quella che da il nome al disco. Il loro è un esperimento, molte volte effettuato ma anche quasi mai riuscito, di unire le tipiche sonorità minimal, come il groove, a synth e bassline più electro. Non si può dire che ci siano riusciti nei migliori modi, il bassline a volte tende a sonorità già sentite ed a volte scade nella mediocrità. Buono invece è il riff che entra nella pausa centrale, suoni stridenti che danno voce ad una buona melodia.
Sul lato opposto, è stampata “Bird song”, traccia sicuramente di fattura più elevata, rispetto al pezzo precedente. Come suoni e stile di composizione, ricorda molto i prodotti di Kalkbrenner, usciti sulla Bpitch Control, ma tirando le somme rimane un buon disco da atmosfera. In un certo senso aderisce a quella corrente techno melodica, che a volte trae ispirazione dalle sonorità di Detroit e che è portata avanti dalla già citata, Bpitch Control, di Ellen Allien.
Il disco, che vedrà la luce verso fine mese, non è di certo un prodotto che farà rimanere la gente a bocca aperta, ma non è neanche un progetto da buttare via.

Fabrizio Gattuso

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Frequencies

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