Settima uscita per la Stockholm LTD di Par Grindvik, ad opera di entrambi i fratelli Linzatti, Staffan e Mathias, che si confermano come i nomi nuovi del panorama techno svedese, oltre che come due dei produttori più in forma del momento.
Degno follow-up dell’uscita precedente su Stockholm LTD ad opera dello stesso Mathias Linzatti, Monikers, l’ep si apre con la title track, prodotta da entrambi i fratelli, che dura 12 minuti in cui succede di tutto: i patterns percussivi, belli pieni in stile svedese, si intrecciano, vanno e vengono per tutta la durata del disco, riuscendo a evitare che si abbia la sensazione di eccessiva ripetitività nonostante la lunghezza della traccia.
Per movimentare ulteriormente il discorso, inoltre, la traccia ha veramente tante pause brevi e ripartenze che, si sa, soddisfano la pista, più una pausa molto lunga esattamente a metà, con annessa ripartenza esplosiva che rende il disco adatto ai momenti in cui un set richiede un cambio di marcia.
Sull’altro lato, i fratelli Linzatti hanno una traccia ciascuno: la prima delle due, Quasar, ad opera di Mathias, è quella che più si avvicina allo stile delle altre uscite della Stockholm LTD, con un forte accento sulle frequenze basse dato da una cassa molto cupa e da una linea di basso estremamente “rotolante”, il che però unito a percussioni alte molto rapide fa in modo che la traccia non appaia statica come il grosso delle produzioni recenti di stampo minimale.
Ciliegina sulla torta è un synth ossessivo e ripetitivo che viene messo in secondo piano dalle percussioni per quasi tutta la durata del disco, ma che diventa preponderante durante le pause, aggiungendo loro un feeling ipnotico che fa si che le ripartenze scuotano ancora di più gli ascoltatori.
L’ultima traccia, Jaralaacs C di Staffan Linzatti, è quella che osa di più nel proporre sonorità diverse da quelle canoniche della techno svedese, aggiungendo un vocoder e riducendo drasticamente i bpm, e il risultato è una traccia dall’atmosfera molto ipnotica e ossessiva, anche grazie a questa sua lentezza e a synth lunghi e molto ripetitivi: l’uso migliore di questa terza traccia, quindi, secondo chi scrive, è a mattina inoltrata, per fare presa sulle menti ottenebrate da una lunga serata.
In definitiva, quindi, l’ep si distingue per qualità, oltre che per essere in grado di soddisfare un ampio spettro di palati che va dai patiti delle sonorità minimali cupe ed ossessive a coloro che invece apprezzano la techno più movimentata.

Raibaz

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