Sabato scorso approfittando della promettente serata organizzata al Link con i tre indiscussi protagosnisti della scena minimale spagnola, Alex Under, Damian Schwartz e Tadeo, ho deciso di farmi una bella gita in quel di Bologna e così alle 8 di mattina ero già in viaggio.
Il capluogo emiliano è davvero una città molto accogliente e sorvolando sui percorsi turistici assolutamente casuali intrapresi dal sottoscritto e dal suo compagno di viaggio che, per quanto a tratti esilaranti, non credo vi possano interessare più di tanto, preferisco parlarvi del bel negozietto di dischi in cui mi sono imbattuto.
Come credo voi tutti carissimi lettori di Frequencies sapete il djing è una malattia spietata e contagiosissima che, non soltanto costringe chi la contrae a sperperare intere fortune in cerchi di plastica nera, ma, ancora più subdolamente, li dota di uno speciale senso dell’orientamento che consente loro di individuare i negozi meglio forniti anche in città che non conoscono affatto.
Ecco questo è proprio ciò che mi è capitato: stavo cercando un bar dove consumare uno spuntino veloce, quando SBANG!! passo di fianco ad un negozio con un poster di Aphex Twin in bella mostra che in un attimo cattura tutta la mia attenzione.
Il posto si chiama Disco D’oro ed è situato nei pressi di via Galliera. Praticamente è la risposta emiliana ai negozi di dischi inglesi e tedeschi, con grandi scaffali pieni di cd per tutti i gusti e vasche olimpioniche di vinile, insomma una sorta di Spacehall tortellini remix!!!
E dopo questi sempre utili consigli per gli acquisti veniamo alla serata in questione con tre artisti che era da tempo che desideravo ascoltare.
Non è neanche mezzanotte che inizia a formarsi la coda davanti al mitico centro sociale bolognese che, a mio avviso, rappresenta la migliore situazione della Penisola.
Quanti altri locali italiani conoscete che offrono una programmazione così ricca a prezzi tanto abbordabili? Quali altri locali vi scontano il prezzo del taxi dal biglietto d’entrata?
Ecco cosa vuol dire fare le cose per pura e semplice passione ed il perchè del mio giudizio.
Una volta entrati notiamo come sul palco due Macbook dominano la scena, ed infatti ad aprire le danze è proprio un live act: Damian Schwartz.
Sonorità minimali ma al tempo stesso corpose, melodie latineggianti ed happy ma allo stesso tempo ipnotiche sono le caratteristiche principali di un set che ha portato tutti quanti in pista scaldando l’atmosfera sempre di più fino a quando dopo un’ora e mezza abbondante tocca all’ormai famosissimo Alex Under.
Under è uno dei pochi artisti che in questi ultimi anni è riuscito ad inventarsi un genere tutto suo facilmente distinguibile dagli altri. Il suo sound ben rappresenta infatti l’evoluzione minimale dell’hardgroove iberica: cassa scandita e profonda, percussioni latine e squillanti synth argentini.
E’ veramente difficili restare fermi e anche chi come il mio amico non è abituato a queste melodie elettroniche non può fare a meno che restare incollato al dancefloor estasiato da tanta arte e dalle bellissime ragazze che la frequentano.
Alex va avanti per ben due ore e alla fine riceve la giusta standing ovation mentre lascia il posto di comando di questo Link/Enterprise al giovane Tadeo, l’unico dei tre ad esibirsi in un classico dj set.
Tuttavia sono le 5 passate e se non voglio perdere l’unico treno diretto per Genova delle prossime 12 ore devo a malincuore andare via, ben sapendo però che un club come il Link rimane sempre lì ad aspettarti braccia aperte.
Federico Spadavecchia
technorati tags: link, alex+under, damian+schwartz, tadeo,
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Altroverso & frequencies.it

Sabato 3 Marzo, inizierà la collaborazione fra Altroverso, radio-show in onda tutti i sabato sera su Radio Onda Rossa, e il nostro portale. Ogni primo sabato del mese si alterneranno i migliori dj selezionati dalla redazione di frequencies.it, per passare un’ora con il sound più esclusivo della rete.
Il line-up della prima serata:
23:00 > 23:30 New Releases
23:30 > 24:30 Other Chart
24:30 > 01:00 Seven Selections
01:00 > 02:00 Dj Misk
02:00 > 03:00 Alex Costa
03:00 > 04:00 Fabrizio Gattuso
04:00 > 05:00 Oliver Klein
05:00 > 05:30 Chillout Zone
05:30 > 06:00 Altrisuoni
I set del dj di frequencies.it e quello dell’ideatore del programma, ovvero Dj Misk, saranno online il lunedì successivo su queste stesse pagine. Se invece volete ascoltare il programma in diretta, troverete Radio Onda Rossa, sulla frequenza 87.9 per Roma e provincia, per il resto d’Italia trovate il comodo link per ascoltare il programma online: http://www.ondarossa.info/playlist.pls
Per ulteriori informazioni potete andare su sito di Altroverso o restare collegati sul nostro sito.
technorati tags: altroverso, radio+onda+rossa, frequencies.it, dj+misk
RAMCHEZ (lofar-redevice)
Ramchez è nel panorama musicale Tedesco dal 1994. Dopo aver suonato per parecchi anni in clubs e caffè, nel 2001 fonda insieme a Frodo Willemsen e Pepijn van Waning la Lofar, una piattaforma multimediale. Hanno iniziato organizzandosi i parties e concentrandosi sui seguenti elementi chiave:
deep,underground,sexy,psychdelic e amore per il “click” . www.lofarmedia.com
La Lofar ottiene successo in molti progetti come gli eventi “Berlin Underground” e le serate “Get Perlonized” ad Amsterdam (showcase dell’etichetta berlinese PERLON)
Le produzioni multimediali della Lofar si sono evolute nel 2005 quando è stata data vita alla netlabel “Redevice”. Le loro uscite contano non solo nomi di produttori di fama internazionale come Jay Haze, Bern, Tomas Jirku or JPLS,ma anche artisti emergente come Dieb e David Labeij.
Nelle vesti di una piattaforma di scambio con artisti noti e non, Redevice è continuamente alla ricerca di innovazione nella musica elettronica, dando prova del talento dei suoi artisti con serate come ‘Berlin Underground’ . www.redevice.com
Per dare una nuova dimensione alla vita notturna di Amsterdam Ramchez ha fondato un colletivo di dj chiamato ‘Amsterdam Belang’. Nel 2005 hanno organizzato numerose serate in contesti alternativi come case occupate, club abbandonati e magazzini dismessi.
Dal 2001 Ramchez ha invitato e collaborato con :
Zip, Riccardo Villalobos, Sammy Dee, Magda, Troy Pierce, Ata, Jay Haze, Tom Clark, Daniel Bell, Audio Werner Melchior Productions, etc.
Il suo stile può essere definitivo come incontro tra house e minimal, il tutto su sfondi funk e forzando i limiti alla ricerca di nuovi orizzonti nel suono minimale e sinuoso del suo ‘beat’.
GIANLUCA FOGLINO (Zerodieci resident)
@basement DAVIDE DRAGOTTA
INGRESSO CON TESSERA ARCI
www.0dieci.org
www.myspace.com/zerodieci
info@0dieci.org
technorati tags: 010+club, ramchez, perlonized
Il giovanissimo e talentuoso Massimo di Lena nasce a Napoli il 18 ottobre del 1988. Sin da piccolo, ascolta musica di ogni genere, da Michael Jackson a Tupac, dagli Oasis a Madonna. All’età di 12 anni, molto prematuramente, inizia ad ascoltare la musica elettronica e le produzioni di Plastikman (Richie Hawtin). All’età di 14 anni, per meglio poter interagire con la musica, decide di comprare 2 cdj e un mixer e, in linea con il trend del momento, inizia a suonare musica hip hop. La passione per questa musica però svanisce rapidamente mentre aumenta sempre più l’interesse per la techno. Decide quindi di acquistare 2 piatti e di investire soldi in “vinili” lottando per avere qualche spazio a feste di amici o piccoli parties. All’età di 16 anni, grazie anche al suo innato orecchio, inizia ad utilizzare programmi per la composizione musicale e sin da subito ha la volontà di creare qualcosa che suoni veramente nuovo e diverso. Massi DL, questo il suo nome d’arte oggi, è stato contattato per errore in una chat della label multivitamins e come nelle migliori favole, ha colto l’occasione per far sentire ai label managers le sue tracce. L’etichetta inglese, positivamente colpita da queste tracce, ne ha stampate 2, multivitamins 04 e 05. Oggi si parla molto del piccolissimo talento partenopeo che avrà un’uscita su safari electronique in ottobre, una su casbah records in novembre ed una su frankie records in dicembre.
GIOVANNI VERRINA (Zerodieci resident)
@basement BIOZUNI PROJECT live
INGRESSO CON TESSERA ARCI
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www.myspace.com/zerodieci
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technorati tags: 010+club, massi+dl, giovanni+verrina
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TORINO: MOVEMENT & FLUIDO REPORT (tratto dalle avventure del più famoso Clubber italiano Simone KK)
T.T.T. ovvero Two Technodays in Turin oppure tutto cio’ che è assolutamente doveroso portarci nel 2007.E’ Febbraio ed è tempo di riflessioni e di buoni propositi per il nuovo anno come recita la solita tradizione. Vogliamo soffermarci sul fatto che dopo il festival club 2 club, Torino si ritrova ad esser capitale della musica elettronica nello specifico del genere techno, per la fine del 2006.
Il fuoco alle polveri viene dato da MOVEMENT, appuntamento di risonanza internazionale,dove per la prima volta dalle Olimpiadi, il Foyer del PalaIsozaki cioè il Palazzetto Olimpico viene allestito come big dance hall aperta al pubblico. L’occasione è la chiusura dell’anno dei XX Giochi Olimpici Invernali e lo scopo è creare la location italiana del mitico Detroit Music Festival, che con la città piemontese si rispecchia nel esser una motor city.
Partiamo: per l’Italia Lorenzo Lsp – Federico Gandin mentre per gli U.s.a. i fathers, Derrick May e Kevin Saunderson. Il primo noto nell’ambiente house dello Stivale poiché fondatore della Latin Superb Posse mentre Federico Gandin, resident della famosa serata “La Tana@Fluido”, dispensatore della techno tout court è la vera chiave di volta organizzativa e fattiva della due giorni sabauda.
L’ambientazione del PalaIsozaki non ha nulla da invidiare ai festivals e raves internazionali: impianto audio eccellente, attrezzatura video altrettanto,acustica buona, coreografia che fa il verso alla cerimonia d’apertura dei giochi. Spazi enormi tali da far apparire non cosi’tanta la folla di gente accorsa, costi di food&drink sufficientemente equi, il pubblico totalmente variegato ma con parecchia gente assolutamente adulta che banchetta festosa negli appositi privè e last but not least un sacco di girls. E gli artisti?Dopo un intro da opportuno cerimoniale di Lorenzo L.s.p. , è Gandin a fare gli onori di casa fino a tirare il set a Kevin Saunderson chiosando e facendoci volare con una frech kiss d lil Lousie evergreen. Precisa la tecnica, ampia la cultura musicale a riguardo.
Il primo però americano spiazza tutti:suona con il traktor (incredibile!) accenna ad un semi live ma soprattutto non lo si era mai sentito cosi’veloce, grintoso, squadrato, duro, un funk alieno centrifugato dall’albero a camme di un ipotetica monoposto guidata da M.schumacher dove x il groove ci sembra di esser al cospetto di un clone di Robert Hood! Scordatevi la soul- full alla Inner City! Un ora e mezza abbondante di scudisciate che in un crescendo da urlo terminano vorticosamente nel tris conclusivo Good Life, Big Fun, Traccione minimal techno pre 2000 di Richie.(Hawtin n.d.r.). Da evidenziare nel durante, una chicca come omaggio all’Italia:giro di sinth di another life di Kano.
Derrick May non segue il compagno,decidendo invece, sempre con la bravura che lo contraddistingue, di smorzare un po’ i toni e giocare con la sua tavolozza di suoni/ritmiche palesando il set a tratti più housy a tratti più techy alternando comunque suoni più old a ritmiche più fresche come “Rej” di Ame; sembra volesse dispensarci una “degustazione” sonora del suo operato e dei gusti musicali invece che prediligere la tecnica e l’unità di intenti rischiando tuttavia di dar l’impressione di non essere padrone dello scopo da raggiungere. Coi vinili è maestro, l’unica nota stonata è una puntina beffarda che all’incipit ha reso problematico il set.
2 Giorno
Prima di iniziare la descrizione della seconda serata è doverosa una digressione su tutto cio’ che l’ha generata; mi riferisco alla crew La Tana!ed al club Fluido. Orbene l’ospitalità riservatami è stata oltre qualsiasi rosea aspettativa tale da farmi sentire un reuccio alla Luzzato Fegiz al Festival di Sanremo. Cena presso il locale stesso con la presenza degli artisti guests e di tutto lo Staff compresi ovviamente i djs resident per poter agevolare al meglio il mio lavoro e darmi una panoramica piu’ampia di cio’ che poi ruota attorno all’esibizione. Clima cordiale e friendly, ottimo come inizio serata. Passiamo ora al Fluido.Posto in Viale Cagni 7 presso il Parco del Valentino oltre a ricordare il Watergate berlinese per la posizione, gode di una splendida visuale. Ed è suddiviso in tre sezioni: un music bar, il ristorantino ed infine la dance hall.
E’ da qui che si riparte con l’ottimo Gadalf che giocando in casa non fa altro che rafforzare lo sfoggio del suo talento ed il nostro giudizio su di lui; egli ha l’arduo compito di scaldare il non grande dance floor che via via si fa sempre piu’ gremito e prepararci al good clash. Obbiettivo centrato,tutti approvano. Sale in consolle Joris Voorne e l’aspetto che reputo evidenziare come fondamentale riguarda sia il suo essere a proprio agio e sia la sensibilità artistica, il “touch” nonostante io preferisca personalmente di gran lunga l’uso del vinile in confronto coi cdj. Stiamo parlando di un ragazzino (20enne?) olandese che sebbene sia cresciuto ascoltando e facendo musica, suona come un baby Kevorkian od un produttore/dj esperto di New York o Chicago. L’ atmosfera in cui è in grado di calarci è quella della house anglo/americana post Summer of Love dei Fab ‘90s, ricordando che l’humus musicale dei Paesi Bassi nel quale si muove è radicalmente differente, fatto dall’elettro/italo disco alla I_F dalla techno hard,dalla schranz e dal breack-core. Due ore esatte e poi ,mentre parte Deetron” a tre piatti” si compie il miracolo: Derrick May e Kevin Saunderson vengono ad omaggiarci della loro presenza, per assistere ai colleghi e a danzare con noi!!!
Sul set dello svizzero non si può dire nulla dato che il fatto che The Innovator ne approva tecnica e sonorità proposte: si sentono passare in rassegna tracce memorabili U.R. (J.Mills,Octave One) e tracce ottime di artisti affermati(A.Smoke,Ame), lasciandoci tutti a bocca aperta perché emula la stessa parte finale del set di venerdi’ di The Elevator come a voler contraccambiare il favore degli americani giunti al club e quando mi fa letteralmente staccar la lingua dalla bocca della tipa per urlare Blue Monday dei New Order.
Ecco che trascorse un altro paio d’ore, possiamo ben affermare che anche il pubblico è stato spettatore attivo e cooprotagonista: molti erano venuti per ascoltare gli artisti(cosa rara in Italia in discoteca), tanta voglia di divertirsi, ballare,scatenarsi senza stupidi eccessi ma con il pieno controllo di se ;persone adulte no fashion victims che si differenziano dall’attuale fotografia del tipico clubber italiano minorenne,attento solo alle griffe ed ad atti di bullismo gratuiti(le risse).
Insomma atmosfera berlinese in terra sabauda come non se ne trova!!!
Ma ormai travolti in un loop di sorprese,dobbiamo registrare gli oltre 45 minuti ulteriori,di back to back con tutti i supporti, dei due djs fino a culminare con J.Voorne che mette l’ultima fatica di Deetron.
Lascio il Fluido con gli addetti ai lavori, mentre i bagliori mattutini riflessi sul Po si palesano come fuochi fatui ricordandomi Rime of The Ancient Mariner di Coleridge. Grazie di tutto ed a tutti di cuore.
Per concludere, oltre i bagordi auditivi, Torino ha fornito la possibilità di far godere anche gli occhi,ospitando in quei giorni( precisamentedal 14 al 17 dicembre) Resfest , il Festival itinerante del cinema digitale che si svolge in più di 40 città sparse nei cinque continenti , manifestazione di riferimento internazionale per le ultime generazioni di filmmaker, talenti emergenti , appassionati di nuove tecnologie applicate all’ambito visivo. Presso il Museo Nazionale del Cinema alla Multisala Massimo,ho potuto assistere a Visual Muzik , viaggio nella produzione di artisti che hanno unito il concetto di musica visuale, di ricerca tra audio e video,spesso fruibile attraverso live-performance.Erano presenti le opere di Karl Kliem, Meta, Ryoichi Kurokawa, Tez, Jeffers Egan, Reline 2, Semiconductor.Il tutto pensato e realizzato da Digicult e dall’ottimo Marco Mancuso che mi ha offerto letteralmente la video colonna alternativa di questa due giorni di tecno-delirio. Laptop&Martini di Otto Von Schirack su ognicosa. Da segnalare la sezione di cortometraggi Fear and Trembling che considerail nuovo filone horror dilagante nella recente produzione cinematografica.
Special Thank’s to Simone KK Deambrogi
technorati tags: movement, torino, derrick may, simonekk
Direttamente da Rovigo vi presentiamo il dj set del giovane talento Marco Sarto già autore del pregevole “The monkey in my shoulder ep”.
TRACKLIST
1-Ripperton_Farra_(Connaisseur_11)
2-Pikaya_Grune Raufaser_(Cadenza Rec)
3-Dust Soldiers_Gray Sunset_Andrea Paganin
rmx_(Magnetic Disorder)
4-Efdemin_Lohn and Brot_(Cadenza Rec)
5-For Disco Only_*3* 430 U_(For Disco Only 03)
6-Audiofly X_4 play_(Get Physical Music)
7-Latex_The porcupine_(Rebelone)
8-Julian Jeweil_Air Conditionne_(Skryptom Rec)
9-M.Caro e F.Garcia_Far Away_J. Cardini_Shonky
Remix_(Crosstownrebels)
10-Barem_Cilindro_(Found Sound Rec)
11-Marco Sarto_Coscienza_(CDR)
12-Florian Meindl_Tamiflop 2_(Trapez)
technorati tags: marco+sarto, minimal
Alan Abrahams con la il suo doppio alter ego Portable/Bodycode è sicuramente l’artista più adatto ad esibirsi in una città ambigua come Genova dove nulla è mai come sembra.
Prendete il circolo culturale 010 ad esmpio: è situato nel cuore del centro storico, ai piedi della torre più antica della città (oltre che l’unica rimasta in piedi), eppure è un locale avanguardista che permette di assaporare il gusto di blasonati locali internazionali grazie ad un’organizzazione concentrata sulla musica prima di qualsiasi altra cosa.
E così sabato scorso tra le sue tinte bianche e rosse abbiamo avuto il piacere di partecipare ad un’altra bellissima festa.
Ad aprire le danze è Stefano Baroffio che, insieme a Gianluca Foglino, gestisce la residenza del Club e della sua pista che ormai conosce a memoria. Stefano, infatti, suona senza neanche guardare la pista ben sapendo e prevedendo le mosse dei suoi avventori. Il suo è un set minimale coinvolgente valorizzato da una tecnica pulitissima.
Sono quasi le due e mezza ed è finalmente ora di Mister Bodycode che ci proporrà il suo nuovo live act.
Armato di laptop scheda audio e un’interessante soluzione di mini controller (che paiono quasi fatti col Mekkano), Alan gestisce contemporaneamente ben 13 campioni alla volta per dare il via ad un’intensa performance.
Devo ammettere che la prima volta che lo avevo sentito dal vivo (ma nelle vesti di Portable) non mi aveva impressionato più di tanto, in fondo si trattava della solita minestrina minimal lievemente insaporita con un dado di aromi latini e nulla di più; ma questa volta, invece, in quanto Bodycode (e dimostrando tutta la sua follia) la storia è completamente diversa.
Si parte subito con una ritmica dura e incalzante e piano piano entrano in gioco elementi percussivi tribalistici e pads atmosferici cupi e viaggiosi. La gente è presa benissimo e oltre a ballare senza fermarsi e a battare le mani sui samples vocali di hit degli anni ‘80, si avvicina alla consolle per dimostrare tutto il suo gradimento.
Credo che il tutto si possa riassumere in un momento della serata quando una ragazza gli si è avvicinata per “provarci” parlando in Italiano quando Alan parla solo Inglese, eppure per un qualche legame empatico che si crea tra due persone fuori testa non solo l’ha capita ma gli ha pure risposto (in Inglese):” Scusa ma sono gay, però se mi trovi degli addictives potrei passarci anche sopra!!!”
A questa risposta scoppiano le risate di tutti quelli dietro e affianco la consolle e il party va ancora avanti, anche perchè Alan, basando la sua performance sui singoli loops e non su pezzi finiti, potrebbe davvero continuare in eterno cambiando i pezzi di un puzzle che ammette infiniti incastri.
La serata scivola veloce e alle quattro e mezza è putroppo arrivata l’ora di chiudere, ed essendo una buia domenica mattina non possiamo nemmeno consolarci con un pò di fugassa genovese appena sfornata….come dicevamo all’inizio tutto ha due facce, in questo caso il sogno e la fredda realtà.
Federico Spadavecchia
Sono passati esattamente 138 giorni dalla sua prima presenza genovese, che fu (lo diciamo con orgoglio) anche la sua prima apparizione in Italia. Fu lui il 30 settembre ad aprire la stagione allo Zerodieci, molti non lo videro e furono costretti a bivaccare in piazza embriaci per la gioia del vicinato, nell’attesa che qualcuno riportasse loro i resoconti del live strepitoso e coinvolgente che fece; molti lo applaudirono a fine set,lui ora ritorna,anzi, vuole ritornare, dice che lo ZERODIECI è uno dei club che gli ha dato più vibrazioni in assoluto e che la gente gli ha trasmesso tutto l’entusiasmo della sua musica.
Alan Abrahams, nato e cresciuto a Capetown/Sud Africa, per qualche tempo cittadino londinese e ora residente a Lisbona, è, con i suoi alter ego Portable e Bodycode, uno dei più entusiasmanti protagonisti della techno degli ultimi cinque anni.
Gli elementi futuristici di BODYCODE vivono tra le pieghe di un’impalcatura musicale complessa. Un ascolto superficiale farebbe immediatamente pensare al microfunk di Sutekh, con cui Bodycode ha indubbiamente punti in comune, tanto da aver pubblicato su Context il suo primo Ep. Nella musica di Bodycode, particelle sonore minuscole come atomi si aggregano e si disgregano, entrando e uscendo dalla trama nel tempo di una frazione di secondo, ma senza mai veramente fare il verso al micro-sampling di Sutekh o Akufen; il suo modello piuttosto è la ritmica della sua terra d’origine, poliritmia e sincope. A distinguerlo infatti è soprattutto la matrice arcaica del suo sound: una sfida per i corpi abituati a muoversi al 4/4 della techno. In Bodycode due, tre, o più ritmi differenti e distinti convivono in una perfetta organizzazione formale.
Tutti i lavori di Bodycode si basano su field recordings che riportano alla vita africana e ai suoi luoghi. Registrazioni fatte nei ’60, ’70 o ’80 in differenti località del vasto continente africano, suoni e voci che per generazioni hanno ispirato ritmi e balli. Abrahams ha ripreso queste voci e questi ritmi e li ha rilavorati digitalmente, e li ha integrati alla ritmica moderna, quella della dancefloor. Un sound inconfondibile il suo, un ibrido che combina elementi arcaici e futuristici, come fu la techno alle sue origini. Con Bodycode spesso si parte muovendo il corpo a un ritmo sincopato, con una vaga sensazione di dancehall, quando all’improvviso s’incasina (e ci incasina) con la matrice statica di una cassa dritta, a cui magari, tanto per gradire, si accoda un momento poliritmico. E’ indubbio che Bodycode abbia portato nella techno una nuova sensibilità, sicuramente spicca per personalità. Infatti è uno che non ha mai cavalcato l’onda, da sette anni lavora al suo sound e se è vero che ha pubblicato, dagli inizi ad oggi, su diverse etichette (Context, Background Records, Sud Electronic, Karat, Scape, Spectral), non si può certo dire che abbia in qualche modo snaturato il suo stile; ha semmai lavorato all’interno di certi schemi per sovvertirli, ricombinarli, dargli nuova luce. Version su Scape è morbido, avvolgente, organico, più d’ascolto che da ballo, mentre il suo ultimo album su Spectral, “The conservation of electric charge”, riflette l’esperienza dei suoi live, un flusso di acid house e techno incandescente a dispetto di poliritmia e tempi sincopati, il ritmo si fa forza psicofisica che trasforma il nostro ballo in esperienza psichica. Questa è vera Deep House!
S.BAROFFIO (ZERODIECI RESIDENT)
@basement : G.FOGLINO (ZERODIECI RESIDENT)
INGRESSO CON TESSERA ARCI
Sabato 17 Febbraio approdano al Fabbrika le selezioni nazionali di ELETTROWAVE il contest per djs-producer più imortante e prestigioso della penisola. A contendersi un posto per le prefinali nazionali saranno Keng e il duo Dash & Dot. A seguire animeranno il party i resident Fabbrika mentre il privee sarà targato 100% D-Tox con la musica Idustrial drum’n bass delle crew Mystic Pharm e Hardcore Familia.
ABOUT ELETTROWAVE CHALLENGE
Elettrowave Challenge “Digital Dream”, il concorso dedicato a Dj producers, Vj e progetti audio/video organizzato dalla Fondazione Arezzo Wave Italia [fAWI] è in tour! girerà tutta l’Italia tra Febbraio e Aprile, per concludersi a Maggio con la finale Elettrowave Italia a Rialto Sant’Ambrogio (Roma) durante la quale saranno decretati i vincitori per ciascuna categoria del concorso. Il miglior Dj, Vj e progetto Audio/Video si esibiranno a Luglio 2007 a Elettrowave, palco elettronico di “Italia Wave Love Festival”, il nuovo evento della Fondazione Arezzo Wave Italia che avrà luogo dal 17 al 22 Luglio nell’area fiorentina.
Questa la line up completa della serata:
In concorso per Elettrowave challenge
KENG
Keng~ ovvero Maurizio Caggiano, nasce il 27 gennaio 1980 Dai 16 anni in poi si interessa di Elettronica in tutte le sue forme, a 24 anni compone il suo primo EP (Wysiwyg – what you see is what you get) e lo autoproduce. A 25 anni inizia una piccola turn.. per i paesi lucani, con altri artisti del GAI, proponendo al pubblico varie forme di sperimentazione nella musica contemporanea. Sempre in quest’anno compone varie colonne sonore per vari cortometraggi, tra cui Piano-T di Giulio Giordano, e il Trailer del Potenza Film Festival a cura di Silvio Giordano. Il 27 dicembre 2006 keng~ si .. esibito per Epicentro Sociale con un live set IDB/dubstep al Centro sociale di Malvaccaro a Potenza. Dopo decine di collaborazioni, con Dj e Producer locali, artisti delle arti visuali e figurative tra cui Silvio Giordano, Giulio Giordano, Sacco & Vanzetti, keng~ si lancia in una nuova esperienza, l’allestimento di istallazioni interattive, che si creano ed alimentano per mezzo dell’interazione con il fruitore. La prima della serie si .. svolta nella galleria d’arte contemporanea Amnesiac Arts di Potenza, il 3 gennaio 2007. L’istallazione dal nome Cripto-suoni ha preso forma e vita grazie all’interazione del pubblico, articolandosi in due ambienti distinti, l’uno genitore dell’altro. Il primo ambiente, talk-box, era costituito da un box bianco sul quale prendeva posto la scritta Talk To Me Please (Xperimenting Sonaural Textures). In questo ambiente l’istallazione si plasmava per mezzo dell’interazione del pubblico con il box, nel quale, grazie a un microfono, confluivano suoni, rumori e voci. Il secondo ambiente diffondeva il risultato del trattamento delle fonti sonore del primo ambiente accompagnato dal live di keng~ e le clips video proiettate da Mimmo Rubino, in arte Knokia, in precedenza raccolte, selezionate e trattate da Maurizio.
In concorso per Elettrowave challenge
DASH & DOT live
Il progetto Dash & Dot nasce anzitutto dall’amicizia tra Riccardo e Matteo, sviluppatasi in ambiente universitario nel 2002. Dopo una lunga fase di incubazione, il progetto si manifesta nella volontà di ricreare sonorità minimali e atmosfere “sintetiche” nell’ambito di una performance live. Dash & Dot prendono così forma nell’arco di 6 mesi come “Duo Sperimentale Minimal/Tech-House”; si avvalgono di Pc e Controller MIDI per creare sia live performance digitali che serate in dj-set.
resident djs
SHADOW SYNC aka Max vu & Leinad
ELECTRO RIDER
D-TOX privee (Industrial -Drum’n bass)
resident djs
Michele HOFFMAN ( M.Pharm)
MARLIN ( M.Pharm)
MAURO PICCO ( M.Pharm)
KAWA
GNOGNO (Hardcore f.)
RUGE BOY (Hardcore f.)
Videoinstallazioni – Vj set
BRAINSAVER
Location: c/o Fabbrika (circolo Arci) via dell’industria 8 Torri di Quartesolo (VI)
Info tel: 347/5495627 (Samuele)
info mail: info@fabbrika.org, info@kroda.org
info web: www.fabbrika.org , www.myspace.com/fabbrika
technorati tags: elettrowave, fabbrika, d-tox
Ho sempre guardato con sospetto le produzioni minimal italiane ma, badate bene, non perché dubitassi in qualche modo della loro qualità sonora, quanto piuttosto della genuinità delle intenzioni degli artisti del nostro Bel Paese tanto abili a comporre quanto a sfruttare gli ultimi trends modaioli per riempire le loro tasche. Stesso discorso per gli emergenti che, per non vedersi continuamente oscurati dai soliti grandi nomi, il più delle volte scelgono di buttarsi nella produzione di facili hit da classifica.
Grazie al cielo, però, esistono le eccezioni e non mi riferisco soltanto a quegli artisti ormai affermati e di conseguenza svincolati dagli obblighi delle mode stagionali, ma anche ai tanti giovani producers che, come già da un po’ sta succedendo all’estero (ad esempio i ragazzi terribili della minimal argentina, o i protetti di James Holden), affrontano quaesto stile con passione, estro e personalità.
E’ questo il caso di Marco Sarto, un ragazzo poco più che ventenne proveniente da Rovigo, che ho conosciuto un paio di settimane fa in occasione dell’elettrowavechallenge allo 010 Club a Genova.
Marco si presenta come il classico compagnone veneto sempre pronto a fare festa e bere vino buono, e devo ammettere che è proprio questa sua attitudine che mi ha fatto sobbalzare dalla sedia quando a casa con calma ho ascoltato i suoi lavori: notturni, ipnotici fin quasi all’estremo, con ritmiche leggere (adatte quindi anche al semplice ascolto casalingo), giri di basso gelidi e melodie accennate dal sapore quasi spettrale. Insomma tutte caratteristiche che mai ti aspetteresti di trovare nelle composizioni di una persona così solare. Ulteriore aspetto di stupore e contrasto riguarda il suo metodo compositivo assolutamente diretto guidato dall’ispirazione del momento. Attenzione però a non confondere la spontaneità con la mancanza di basi, infatti, anche questa volta un ascolto attento ci rivela che il ragazzo non è per nulla uno sprovveduto. Le tre tracce contunute nel “The Monkey In My Shoulder Ep” (spring 1983, la title track The Monkey In My Shoulder, e third type) sono in definitiva l’esatta dimostrazione di come si possa “studiare” dai grandi del genere ( si possono nettamente distinguere certi echi di scuola Minus e Kompakt) e allo stesso tempo fare un qualcosa di veramente personale.
Molto spesso nel giornalismo musicale si (s)parla di cosa sia o debba essere l’arte, beh io ritengo che l’arte sia la forma più bella, la veste più elegante, che possiamo dare naturalmente ai nostri pensieri e sentimenti senza nulla di prefissato o scopi da raggiungere, ed è per questo che Marco Sarto è un artista.
http://www.myspace.com/marcosarto
Federico Spadavecchia
technorati tags: marco+sarto, minimal
12
Raibaz february chart’s
01 – Forteba – I’ll never die (Plastic city)
02 – Planet Funk – April (Luca Bacchetti rmx) (Bustin’ loose)
03- Sascha Krohn – Clowns in my head (Kiddaz)
04 – Kobbe – Dawn (Corachi)
05 – Cari Lekebusch – Rawedge ep (Kaun Trax)
06 – Seth Troxler – Love berzerker (Ryan Crosson rmx) (Beretta grey)
07 – Elektrochemie – Mucky star (Get physical)
08 – Tobias Freund – Dial (Logistic)
09 – VA – This is Hartchef (Hartchef)
10 – VA – Katapult compilation (Karat)
Trance Gate torna anche nel mese di Febbraio e vi presenta un altro ospite eccezionale proveniente direttamente dalla nazione madre della musica trance: direttamente dall’Olanda avremo il piacere di ospitare uno dei migliori produttori dell’ultimo anno Dj Six Senses. Ovviamente la consolle sarà in mano alla nostra guest e al nostro resident Manuel Le Saux, il Dj n°1 in Italia per la musica Trance!
Special guest from Holland: Dj Six Senses
Sebastian Spang aka Six Senses nasce nel 1979 a De Krim in Olanda. Facendo parte di una famiglia di musicisti esin da piccolo si lascia influenzare facilmente e impara ben presto ad utilizzare tastiere e organi elettronici! I primi veri artisti che lo hanno fatto avvicinare alla musica elettronica sono stati Jean Michel Jarre e i Vangelis anche se all’epoca Sebastian non immaginava di diventare un produttore di livello internazionale!! Grazie alle prime collaborazioni con artisti del calibro di Don Diablo si avvicina alla musica Trance Melodica e dopo aver assistito dal vivo a Dj set di Dj Tiesto, Ferry Corsten ed Armin van Buuren decide di iniziare a produrre anche lui musica cosi affascinante.. Il sogno di produrre pezzi suonati nei principali party del mondo si è realizzato bn presto e il 2006 è stato l’anno della consacrazione di questo nuovo talento con l’uscita di numerose Hit fra cui From The Heart su Conspiracy e Frantic nato dalla collaborazione con Will Holland (Dj e produttore inglese) che si è rivelato uno dei migliori dischi usciti nel 2006..
Resident Guest : Manuel Le Saux (Roma)
Warm Up by Dj Psycho (Svizzera) Happy B-Day
Infoline 328 96 50 326
www.trancegate.it
www.myspace.com/trancegate
www.manuellesaux.com
technorati tags: trance+gate, cantiere+delirio, six+senses
technorati tags: detroit, derrik+may, juan+atkins
technorati tags: detroit, sven+vath, juan+atkins
Grazie ai successi ottenuti nel corso della propria residenza mensile, Beatbank raddoppia la dose musicale per
il mese di febbraio, unendo le forze col Mikroklub di Cagliari, luogo di nascita della scena sarda che sta riscuotendo apprezzamenti all’estero. Il percorso di ricerca intrapreso da Beatbank, quindi, non guarda solo all’estero ma mantiene sempre un occhio puntato verso i talenti italiani, troppo spesso ignorati in patria anche quando ottengono importanti successi oltreconfine; e’ questo il caso della proposta Beatbank del secondo party di febbraio, Matteo Spedicati. Con gia’ all’attivo un’uscita su Gumption, una imminente su Leftroom ed una prossima su Trapez, si avvicina musicalmente ai suoi amici e capostipiti della scena sarda, Andrea Ferlin
aka Duoteque e Renato Figoli. E’ proprio merito di quest’ultimo se Matteo, gia’ appassionato di musica e con alle spalle un periodo di esperienza come chitarrista e produttore, entra in contatto coi principali software per produrre musica elettronica e
col mondo del djing, col chiaro intento di riuscire a riprodurre il suono dei propri dischi preferiti, di etichette come Perlon e Kompakt, aggiungendo loro il proprio personalissimo tocco.
E’ passato qualche anno, e finalmente arrivano le soddisfazioni come produttore, che consentono a Matteo di mostrare anche la propria ottima abilita’ come dj, data da una selezione estremamente personale e da una tecnica precisissima, il cui risultato e’ una linea musicale in grado di scuotere ogni dancefloor mantenendo sempre un buon grado di classe e raffinatezza.
Resident djs Raibaz, naph, carlo.c
Ingresso €4
Cantiere Delirio
Via Alserio 3
Milano
www.beatbank.it
www.myspace.com/matteospedicati
technorati tags: beatbank, mikroklub, matteo+spedicati
Frequencies
Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?
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