Più volte su queste pagine ci siamo interrogati su quali sarebbero potute essere le nuove strade di una scena elettronica ormai dispersa in un deserto minimale dove sono più i miraggi a prenderci in giro che non le oasi alle quali abbeverarci.
Così proprio quando, come nel più classico dei copioni, stavamo perdendo ogni speranza, ecco che si alza una voce, una voce profonda e scura a tratti tossica come quella di chi si è appena svegliato dal coma; ed effettivamente il paragone è calzante in modo quasi bizzarro, perchè il nuovo suono tanto atteso proviene dall’Inghilterra, un Paese che, dopo essere stato la patria della rave culture negli anni ‘90, si era dovuto inchinare alle divinità teutoniche. Questa sudditanza è durata fino al 2006, quando una piccola situazione, in principio apostrofata come “musica fatta con la playstation”, ha cominciato a crescere sempre di più coinvolgendo clubbers e producers di ogni credo e nazione: stiamo parlando del Dubstep.
A questo nuova corrente appartine Cyrus, uscito sulla prestigiosa label di Bristol Tectonic con il suo ” From the Shadows” Lp.
Come già prima di lui Kode9, famoso per il progetto Burial (sì, proprio quello di cui si è follemente innamorato l’alfiere della minimal Ricardo Villalobos), Cyrus non si limita a comporre un disco ma scrive un vero e proprio manifesto del genere: basato su una ritmica lenta (le battute sono quelle dell’hiphop circa) e con bassi ventosi e violenti capaci di far tremare i muri, s’intrecciano ipnotiche melodie lisergicamente malate, dai forti richiami etnici (l’orientaleggiante “Gutter” in apertura) ed acid.
In questo disco è possibile fare un viaggio nel passato con lo sguardo puntato al futuro, poichè in esso è condensata l’intera esperienza britannica circa il clubbing: dal primo dub all’estate dell’amore del 1987, dalle sirene rave alla d’n'b e al glitch, dall’extasy alla ketamina. I locali di punta non sono più i mastodontici Gatecrasher e Ministry of Sound, ma i piccoli clubs come il Corsica Studios e la sala 2 del Fabric.
E se dieci anni fà una produzione di questo tipo sarebbe stata smerciata di contrabbando dalle radio pirata londinesi, oggi invece viene divulagata con orgoglio nell’etere direttamente sulle frequenze di Bbc Radio 1 dalla popolare Dj Mary Ann Hobbs, come a dimostrare al Mondo la loro voglia di riscatto e la ferma volontà di uscire dall’ombra per riconquistare la vetta della scena.
Federico Spadavecchia
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