Quando sono partito per l’isla blanca già sapevo o almeno immaginavo che non sarebbe stata ciò che era una decina di anni fa, ma il desiderio di vivere il mito per una settimana mi allettava comunque tantissimo. Appena arrivato mi faccio subito un’idea del calendario della settimana e decido di scegliere solo in base ai dj e alla musica lasciando perdere altri aspetti. E’ così che mi ritrovo ad iniziare la settimana con l’appuntamento che probabilmente aspettavo di più, il Circoloco al Dc10: parliamo allora del locale, praticamente inesistente, un capannone nella zona desertica vicino all’aeroporto di eivissa, dove nella sala illuminata dalla luce del sole fa un caldo infernale e nell’altra ci sono 15° in meno, servizio di sicurezza assente, due banconi che fortunatamente non hanno i prezzi allucinanti riscontrati poi nei vari Privilege o Amnesia, sebbene di gran lunga più alti che in Italia. Il signor Cirillo ha comunque saputo benissimo come rimediare a queste carenze ed è riuscito a stampare un sorriso permanente tipo paresi sulle facce dei suoi clienti, per capire il motivo di ciò basti leggere l’elenco sterminato dei dj che di volta in volta si alternano nelle due consolle: una serie impressionante di nomi che spaziano da superstar come Timo Maas a personaggi magari meno conosciuti a livello internazionale come i System of Survival. Ogni lunedì una sorpresa diversa, ovviamente non annunciata, e spesso arricchita da guest auto invitatisi a quello che a detta di molti è il party più bello e genuino dell’isola. Il Circoloco potrebbero farlo anche in cima al monte cucco per quanto mi pare, conta solo la musica e il Circoloco è proprio questo: musica…e basta. Una menzione di merito oltre a Magda se la meriterebbe anche Luciano, ma da lui a queston punto non mi aspetterei mai nulla di meno.
Ibiza però non è solo Dc10 anzi, un altro appuntamento irrinunciabile è la serata di Sven Vath all’Amnesia, che quest’anno ha preso il nome di Freakshow. I protagonisti sono sempre loro: Sven, Richie, Ricardo più qualche nome che annaspa per farsi spazio tra questi veri e propri monumenti della scena dance mondiale. Il padrone di casa purtroppo è assente quindi decido di iniziare la serata con il set di Hawtin. Volete capire cosa vuol dire tecnica in un set, beh….provate ad ascoltare Richie Hawtin. Impressionante, il set fila via liscio senza una piega, come i suoi capelli, eppure manca qualcosa. Sembra quasi un prefabbricato, sarà forse un eccesso di maestria, o magari il fatto che il set paia costruito tutto sull’utilizzo del cannone per getti d’aria sulla folla (cosa che sebbene non dico sia una schifezza, mi ha impressionato ben poco)? Sinceramente sono interdetto ancora adesso. Decido allora di spostarmi nell’altra sala per ascoltare Villalobos: il volume stranamente è più basso che nello stereo di casa mia, ma almeno la qualità del suono, come del resto in tutto il locale, è decisamente alta. Ho ascoltato per anni i suoi set senza mai riuscire ad andarlo a sentire di persona e devo dire che il cileno è da sempre uno dei miei preferiti, ma, sarà il fato o la mia presenza nefasta, anche Villalobos delude le mie aspettative alquanto: set moscio e monotono. Sono le sei del mattino passate, sono più bombardato della germania nel ’46, me ne torno a casa. Il giorno dopo si và a testare il Bora Bora. Prima di partire ero venuto a sapere che il mitico inventore del party sulla spiaggia più famoso delle Baleari, Gee Moore, aveva deciso di abbandonare Ibiza perché gli sembrava che lo spirito dell’isola non fosse più quello di un tempo. Non mi dispero, il Bora Bora tour continua in giro per il mondo e comunque il nome scritto all’entrata dei bagni più affollati di plaja d’en bossa è immutato e quindi anche la speranza di poter comunque vivere la magia del Bora Bora. La gente non è moltissima ma alla fine siamo solo a metà luglio e la musica è carina. Se consideriamo la storia di questo locale è impossibile promuoverlo ora come ora, ma alla fine ci si diverte e si sorvola ben volentieri. Mercoledì è “Meganite” party al Privilege. Residents della serata sono due dei dj italiani più conosciuti all’estero, Picotto e Carola, accompagnati da Adam Beyer. Ovviamente, se non in casi speciali, non è possibile sentirli tutti nella stessa sera e quindi dei tre è presente solo il dj napoletano ormai di casa al Fabric di Londra, preceduto da John Aquaviva, sicuramente uno dei producer più in voga al momento. Il set di Marco si rivela ben presto essere la sorpresa più bella della settimana. Come ormai molti dj, vedi Chris Liebing, anche Carola riduce i bpm rispetto alle sue trasferte londinesi riuscendo a trovare un ottimo accordo tra sonorità decisamente techno e ritmi sicuramente più legati ai generi electro e tech-house. Marco guida la folla con maestria e non si può resistere all’energia della musica da lui selezionata. Verso le quattro e mezza cede la consolle a Mistress Barbara, alla quale viene affidato l’arduo compito di chiudere la serata. Altro giorno altro appuntamento, è giovedì e questa volta è Spinclub, la serata promossa in giro per il mondo da mister Chris Liebing. Ad aprire le danze è James Kameran che riscalda la pista a dovere prima di fare largo al sorriso a 74 denti del dj di Francoforte. Ovviamente mi ero già mentalmente preparato a non avere tregua per tutta la durata del set ma mai mi sarei aspettato di assistere ad uno show anche dietro la consolle: il tedesco salta, si sbraccia, balla, tira fuori trombette da stadio. Guardandolo ti accorgi di cosa voglia dire amare il proprio lavoro, la musica, la gente che viene a sentirti! Un genio.
Ultimo giorno di vacanza si fa ritorno all’Amnesia, per la serata “Made In Italy”. E’ pienone molto più che al “Freakshow” e stavolta il volume nella sala più grande è accettabile. Sinceramente non ricordo nemmeno chi suonava, ma poco importa, è l’ultima sera nell’isla blanca e si pensa solo a godersela il più possibile. Esco come ormai nelle ultime due sere con la testa che fra un po’ esplode, mentre Ellen Allien (l’unica che mi ricordi, ma era quasi impossibile non notarla!) continua a far tremare i muri sebbene siano le sette passate.
Il giorno dopo prendo il traghetto per Barcellona dove concludo le mie ferie. Per quanto riguarda Ibiza cosa vi devo dire…andateci almeno una volta nella vita perché vi divertirete sicuramente, discoteche come l’Amnesia meritano di essere viste e vissute almeno una volta, e i dj presenti nell’isola sono la crema della crema della scena internazionale. Il mio parere è però che nessuno dei presenti abbia mai spinto sull’acceleratore come avrebbe fatto davanti al pubblico di casa (vedi un Richie Hawtin al Cocoon Club). A Ibiza devi riuscire a mettere d’accordo migliaia di persone che vengono da tutto il mondo, di conseguenza alcune qualità come la creatività vengono soffocate. A parte tutto rimane un solo rimpianto, non essere andati a sentire Carl Cox martedì notte allo Space…ma chi lo sa, magari ci si rivede il prossimo anno…

Ariel Pilotto

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