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010La più importante conferenza internazionale su musica e installazioni digitali sbarca allo Zerodieci ed il circolo,solitamente aperto solo ai propri soci,apre le porte pubblicamente a tutti coloro che vorranno meravigliarsi delle performances che si terranno sabato 7 giugno dalle ore 22.30.

FeedForward Cinema
L’informazione silenziosa fluisce , diventa un network per l’interazione. Tre strumenti sono integrati per produrre una risonante ed armonica esperienza e una possibilità di interazione per gli artisti. Un legame dove tutti i livelli di composizione sono soggetti ad un singolo cambiamento, sia questo creato da un immagine, un segnale sonoro o da altra fonte. Il relativo “piccolo disturbo” degli strumenti utilizzati espone la loro fragile natura e li trasforma in strumenti di espressione. I perfomers scelgono di limitare le loro possibilità espressive e trasmettono parte della loro liberà digitale. Attraverso ciò lo stretto spazio di espressione, che un così fragile strumento possiede, diventa sensibile alla manipolazione esterna. Piuttosto che tre separati strumenti, FeedForward Cinema unisce uno strumento per tre perfomers.

Luka Dekleva finisce gli studi di fotografia Fine Art nel 2000 al FAMU di Praga,lavora come fotografo freelance,vj performer ed artista multimediale. Recentemente ha iniziato ad esplorare l’interazione fra immagine e suono attraverso installazioni interattive e performances.

Luka Princic lavora nel campo del suono e della programmazione come performer e compositore,è un artista,web designer,dj,scrittore,critico,hacker part time e sviluppatore di software open source.

Miha Ciglar è un compositore e artista del suono che sta attualmente studiando alla University of Music and Drammatic Arts a Graz,Austria. A molto a cuore il problema della assoluta mancanza della percezione sonica che è direttamente connessa con la questione della leggittimita esistenziale dell’arte del suono.

The Control Group
I membri del Control Group suonano improvvisazioni melodiche derivate dai segnali fisiolgici dei loro corpi. Comunicando attraverso gli impulsi del loro sistema nervoso,il gruppo suona improvvisando in uno spazio descrittivo fatto di suono e video mediatici. Questa è una perfomances audio-visiva basata principalemnte sull’idea di proiettare la comunicazione del corpo al di fuori significato quotidiano del linguaggio del corpo. I performers interagiscono con i loro ritmi interni in un ritorno di loop osservando i dati visualizzati. Suonano uno strumento virtuale a testa,ognuno con il suo distinto spazio sonoro chiaro a sufficienza da garantire una comunicazione non confusa: ad es. sia il performer che coloro che ascoltano sanno chi sta suonando cosa.

Hannah Drayson è un artista ed una ricercatrice con un interesse nella scienza,nella tecnologia, e la loro integrazione nella realtà. Traduce grafica e produzioni audio in performances video.

Koray Tahiroglu è con l’Univesity of Art and Design di Helsinki, Finlandia. E’ un artista del suono,performer e ricercatore trapiantato a Istanbul. Ha collaborato con differenti artisti del suono.

Miguel Ortiz Perez è un compositore messicano ed artista del suono che vive a Belfast,Irlanda.Nato a Hermosillo Sonora è stato coinvolto in un vasto range di attività,musica ed arte del suono.Ha lavorato professionalmente come compositore,ingegniere del suono,scrittore,promoter e sound designer.

Thomas Greg Corcoran vive e lavora a Dublino,Irlanda. Ha un background di matematica/scize ed ora dipinge e si occupa di art applicata al computer.

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Erano la bellezza di otto anni che non andavo a Parigi, l’ultima volta fu per il capodanno del 2000 con tanto di parentame al seguito e maratone culturali forzate da un museo all’altro. E no, a darmi lo slancio per trascorre un weekend nella casa della Gioconda non è stata la lettura di quella cagata pazzesca del “Codice Da Vinci”, ma la festa di compleanno del Club più importante del Paese, quel Rex in rue de Poissonniere che venti anni fà vide muovere i primi passi di Laurent Garnier, divenuto poi suo direttore artistico e mattatore. Oggi dopo tutti questi anni spetta proprio a Garnier l’onore di chiudere una celebrazione portata avanti per ben un mese, che ha visto alternarsi ai piatti alcuni tra i nomi più importanti della scena internazionale, ognuno rappresentante una diversa sfumatura di musica elettronica, dando quasi l’impressione che Laurent scelga gli ospiti come fossero dischi da proporre nei suoi lunghissimi set.
A dimostrazione di ciò è il Dj invitato per la sera di venerdì, un artista che ha scritto non pagine ma enciclpodie circa la musica Techno: Jeff Mills.
Con la mia banda di allegri compari (un saluto doveroso al Subcomandante Simone KK, Mauro e Matteo) ci incontriamo direttamente a Parigi poco dopo l’ora di pranzo, e prima ancora di rimanere a bocca aperta davanti alla Tour Eiffel o Notre Dame, veniamo piacevolmente colti di sorpresa da un caldissimo sole estivo (la sera prima a Genova c’è stato un nubifragio) e dallo stile di vita estremamente rilassato dei Parigini, impossibile pensare che gente così tranquilla possa creare tutti quei disordini nelle periferie…
Senza alcuna fatica, tuttavia, ci adattiamo alle usanze locali e, tra una baguette al prosciutto e una birra chiara, trascorriamo il pomeriggio dapprima sui prati di Montmartre, quindi a goderci l’ombra dei giardini dietro Notre Dame, stando comunque attenti a non far tardi perchè al Rex le feste iniziano già prima di mezzanotte. Optiamo allora per una cenetta in un bistrò tradizionale, situato in un quartiere vicino al club dal nome a dir poco profetico: Belville, lo stesso di quello che diede i natali a Derrick May, Juan Atkins e Kevin Saunderson.
A mezzanotte siamo già davanti alla porta della nostra meta, e se non avessimo acquistato in rete il biglietto ci sarebbe toccata un’attesa di un’ora buona in coda.
Il Rex conserva ancora bene le sue origini da disco anni ‘80, essendo in pratica un unico spazio con divanetti e bar ai lati, soffitto basso, pista piccola in legno con inciso il proprio simbolo, e cabina a vetri del Dj, nella quale ha diritto di entrare solo l’artista e pochissimi membri dello staff.
Posate le giacche, e aver preso coscienza del fatto che i prezzi delle bevande (servite in eleganti bicchieri di vetro brandizzati) così come i giganteschi e severi buttafuori, sono tutt’altro che friendly, scopriamo che in consolle a colorare l’ambiente di funk è già Jeff Mills, attrezzato di piatti, cdj e l’immancabile batteria elettronica Roland Tr-909. Le prime ore di set sono un morbido viaggio tra le disco di New York e le note del Paradise Garage, per poi virare verso le atmosfere soulfull di quella Detroit che prima ancora di divenire la Motor City era la Motown. Non è nemmeno l’una che il locale è strapieno e il caldo tropicale è al limite della sopportazione, fortuna che l’impianto, perfetto e cristallino, ci permette di arieggiare vicino l’uscita godendoci la musica come fossimo in mezzo al dancefloor.
Mentre Jeff continua ad aumentare la tensione, comprimendo il funk come un proiettile e trasformando magicamente gli hit hat da coriandoli di carnevale a gocce di mercurio, il nostro sguardo cade sul pubblico del Rex: inanzitutto è composto esclusivamente da gente adulta con una percentuale femminile altissima; in secundis non esiste un vero e proprio zoccolo duro di Technomani, soltanto appassionati di musica senza alcuna voglia di manifestare il loro attaccamento ad una scena piuttosto che ad un’altra, oppure più semplicemente ragazze e ragazzi che si vogliono divertire anche senza conoscere la differenza tra un Axis e un Tomorrow.
The Punisher ha ormai il controllo su ogni singolo respiro dei ballerini, ed io fatico terribilmente a seguire con lo sguardo i suoi movimenti, con quelle dita sottili e le falangi leggermente ricurve all’insù che sembrano fatte apposta per far correre gli slider del mixer. La cassa, come il sudore, non ci da pace e quando Jeff attacca a suonare live la drum machine si scatena il delirio collettivo, mentre lui da dietro il vetro della cabina di regia conserva una flemma ascetica concendoci soltanto un sorriso accennato.
L’uomo di Detroit è al comando di uno tsunami di suoni e note, che talvolta rallenta e si abbassa lasciando tutti a boccheggiare prima di sferrare il colpo finale spingendo la barca ad infrangersi contro gli scogli. Siamo quasi all’alba e Mills ha ripercorso vent’anni di storia della musica, tutta l’evoluzione del genere Detroit, adesso tocca a quegli anni ‘90 che l’avevano visto teorizzare insieme a Richie Hawtin la nuova dimensione minimale e la rivoluzione del significato di dj set.
L’ultima ora e mezza, invece, è una samba veloce e allegra, con l’onda anomala ormai ridotta ad un leggero sobbalzo a lasciare sul bagnasciuga una schiuma fatta di soul e jazz.
Il sole è già alto sopra la Torre Eiffel quando il party finisce, e a noi non resta che andare a riposare in attesa della celebrazione finale alla corte di Laurent.

Federico Spadavecchia

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Venerdì 6 giugno la splendida cornice di Villa Capriglio ospita eccezionalmente la serata MOOD. a causa della provvisoria inagibilità del Fluido dovuta all’alluvione della settimana scorsa. La serata Kinky Afro si terrà regolarmente nella Velvet Room del piano superiore.
Questo venerdì MOOD. inaugura la propria stagione estiva con un guest internazionale d’eccezione, anche se forse poco conosciuto nel circuito “mainstream” della musica elettronica europea. Esistono infatti due categorie di dj: quelli che vogliono innanzitutto crearsi un nome e quelli il cui obiettivo principale è invece fare musica, e lasciamo che tutto il resto segua. Chris Carrier appartiene alla seconda categoria. Per oltre dieci anni infatti è stato una delle icone del movimento underground francese, collezionando oltre cento singoli e remix pubblicati su diverse importanti etichette. Troppo impegnato a lavorare per dedicarsi alla luce dei riflettori, Carrier viene comunque riconosciuto come uno dei più prolifici e talentuosi produttori della scena dance internazionale.
Troppo eclettico per affezionarsi a un solo genere, Chris nel corso della sua carriera è passato dalla house all’hip-hop, dalla drum’n’bass alla minimal, dalla techno all’electro. Invece di fondare una sola etichetta come la maggior parte dei dj, Chris ne ha fondate diverse, tra cui l’acclamata Adult Only, icona dell’house francese, oltre a Chronobrain, Combustible, Taka, X86 e Direct Art. Ha inoltre lavorato con più di quindici pseudonimi diversi.
“Sono cresciuto a Parigi”, racconta. “Mio padre era una tastierista ed è stato fondamentale nella mia formazione insieme a mostri sacri come Quincy Jones e AC/DC. Poi negli anni ’90 ho scoperto la scena techno-rave, ho cominciato a fare il dj e ho capito che quello era il mio destino”. Chris arriva a Torino per la prima volta per proporre il suo dj set fatto di sonorità piene ed estive, forte delle ultimi release su etichette culto come Get Physical, Brique Rouge, Robsoul e Freak N Chic.

Support djs: GIORGIONE & SANDRO (H.u.m.a.n.a.)

Velvet Room djs: KINKY AFRO feat. Andrea Pomini & Hartmann

Inizio ore 22.30 – Ingresso riservato ai soci

Villa Capriglio – Strada Traforo del Pino 67 – Torino

LISTE: per avere priorità d’entrata inviare una mail con oggetto “CHRIS CARRIER” all’indirizzo moodtorino@libero.it indicando nome e cognome di ogni partecipante.

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Frequencies

Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?

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