Dal 28 al 31 agosto si sarebbe dovuto tenere il Mugello dance festival, primo grande festival di musica elettronica in Italia, annunciato qualche mese fà in pompa magna con una line up stellare.
Tuttavia forse già dal fatto che il sito internet del suddetto fosse avido d’informazioni si doveva intuire una probabilissima fregatura, ed infatti ad un mese dall’evento (e con la prevendita dei biglietti iniziata da un pezzo) vengono fuori tutte le falle della nave: inizialmente gli Underworld vengono sostituiti con i Fisherspooner (non sono proprio la stessa cosa eh?), quindi saltano Danny Tenaglia, Stacy Pullen, Josh Wink, Juan Atkins e tanti altri. Il line up definitivo? Eccolo qui (già messo on line dagli amici di Technobar):
sabato 30 agosto 2008
the orb live concert
boy george special performance
ilario alicante
joseph capriati
cadenza showcase:
thomas melchior
mirko loco
alejandro vivanco
domenica 31 agosto 2008
fischerspooner live concert
coldcut live concert presents “journey trought vjs”
speedy j live
dave clarke
chris liebing
adam beyer
rino cerrone & markantonio “4 deck and 2 mixers”
lucio Aquilina
Come potete vedere si passa da 4 a 2 giorni di festival (per la gioia di chi preventivamente aveva acquistato l’abbonamento per tutte le serate) e chissà che le sorprese non siano ancora finite…
ah, tra l’altro il loro sito, http://www.moojay.eu/, non solo non è ancora funzionante ma non annuncia nemmeno le modifiche alla durata dell’evento…
28
13-14/09 Torino Synth Clinic
Il primo corso di sintesi audio organizzato a TORINO.
All’interno della quattro giorni musicale del FUORI STAGIONE FESTIVAL presso EL BARRIO abbiamo pensato di inserire una clinic della durata di 12 ore suddivise in due giorni dedicata alla sintesi del suono. Il corso sarà tenuto dal docente Gianni Vallino del KARIBU STUDIO all’interno della struttura EL BARRIO utilizzando le seguenti macchine messe a disposizione da NOISECOLLECTIVE:
MOOG PRODIGY (analog)
KORG MS-20 (analog)
CLAVIA MICRO MODULAR (virtual modular)
ROLAND JP8000 (Virtual analog)
SOFTWARE VARI
E’ consigliato ma non obbligatorio per i partecipanti, l’utilizzo di un proprio computer portatile con cuffia.
Ecco il programma del corso:
1° giorno:
1) Sintesi e strumenti musicali elettronici: cenni storici
2) Struttura dei generatori sonori
3) I sintetizzatori analogici: la sintesi sottrattiva
4) Il mondo digitale: cenni sul principio di funzionamento
5) Sistemi digitali e sintesi “Storiche” (L.A., PCM, AFM, AWM, vettoriale)
6) Q&A
2° giorno:
1) La sintesi FM
2) La sintesi per modelli fisici
3) Il virtual analog
5) I VST instruments
6) Creazione di timbriche originali modificando presets e partendo da zero
7) Problematiche di combinazione e somma delle timbriche (cenni di arrangiamento basato su suoni elettronici)
8) Q&A
Il costo del corso è di 25 euro e comprende l’ingresso al FUORI STAGIONE FESTIVAL per le giornate di Sabato 13 e Domenica 14 Settembre. Il termine per le iscrizioni è il 7 settembre. Il corso avrà luogo al raggiungimento minimo dei partecipanti fissato a 15.
Per iscriversi al corso inviare una mail a info@noisecollective.net
Il Docente:
GIANNI VALLINO
E’uno dei giovani sound engineer italiani riconosciuti di maggior talento ed originalità. Ha collaborato con alcuni tra i produttori ed arrangiatori più importanti (E.Ruffinengo, L.Barlera, D.Ballo…) in molti progetti italiani ed internazionali (G. Faletti, F. Osorio, Emmanuel, Buen Color, Havana Mambo…) oltre che in produzioni di MUSICA CLASSICA e JAZZ (Filarmonica di Praga, Casa Editrice Scomegna, L.Tessarollo, A.Rolle, D.Deidda…).La sua carriera professionale, dopo essersi diplomato presso la SCUOLA DI ALTO PERFEZIONAMENTO MUSICALE di SALUZZO, è cominciata nel 1996 nello studio SYNERGY di B.CROVELLA, per proseguire poi nello studio REM di R.MACCAGNO e ALTAVOX di E.RUFFINENGO, presso i quali si è fin dal principio distinto per il notevole orecchio musicale e tecnico e per l’impronta personale impressa ai lavori. Queste doti, unite ad una grande passione per il suo lavoro, lo hanno spinto ad occuparsi anche della PRODUZIONE ARTISTICA di progetti musicali con risultati riconosciuti in tutto il mondo.
E’ molto impegnato anche nella didattica, tenendo corsi per Tecnici del Suono e per Arrangiatori sia privatamente che presso Agenzie Formative accreditate presso la Regione Piemonte.
Collabora attivamente con i più importanti studi di mastering del mondo (Nautilus-Milano, Sterling Sound-New York, Metropolis-Londra) dove viene considerato uno dei migliori ed originali fonici di mix, in grado di creare un sound veramente “internazionale” per le produzioni di qualsiasi genere musicale.
Apprendiamo da Resident Advisor che Aril Brikha ha accusato il producer israeliano Shlomi Aber (alla ribalta negli ultimi anni per le sue uscite su label del calibro di Ovum e Cocoon) di aver plagiato la sua “Groove La Chord” per realizzare il bside “Efrat”.
Aril ha sfogato la sua frustrazione in un lungo post sul suo myspace andandoci anche giù pesante come sottolineato dalla redazione di RA. Ecco alcuni passaggi:
apparently, as so nicely written in his bio…not only has dance music chosen israel for its vacation. it has apparently also lost its integrity there.
La risposta dell’accusato non è comunque tardata ad arrivare:
The sound may be a bit sounds on the same idea , but i guess he also used the same preset . I can say the same about million other tracks I found on the net which contains sounds From my tracks, which means , that if we using preset we don’t Owens them , if you check carefully you can find million other tracks Which used with the same preset, though non of them is tagged as “Shlomi Aber” and didn’t pull the fire in. I wonder what of the german producers wav will say about it , as they all use the same moog’s bass and machines.
Ci saranno conseguenze sul piano legale? Ancora non è dato saperlo, anche se speriamo per il bene di tutti che intervenga il Pippo Baudo di turno a calmare le acque donando ai due litiganti un premio di consolazione ( placet della Bertè permettendo).
technorati tags: aril+brikha, shlomi+aber, plagio
Con la sesta edizione il Green and Blue di Francoforte chiude la sua avventura presso lo Waldschwimmbad ad Obertshausen, il quartiere che ha dato i natali al suo ideatore, Sven Vath.
Per chi ha già partecipato a questo incredibile party sarà sicuramente l’occasione di festeggiare ricordando i bei momenti trascorsi sui quei prati, mentre per i neofiti sarà una piacevole cotta di fine estate.
Green Floor:
Sven Väth
Extrawelt live (official Album Release)
Onur Özer
Raresh
Blue Floor:
Ricardo Villalobos
Tolga Fidan live
Loco Dice
Tobi Neumann
Chris Tietjen
technorati tags: green+and+blue, sven+vath, cocoon,ricardo+villalobos
«Lo senti? Non c’è niente al mondo che abbia quest’odore.»
Soffia forte, il vento, sul cielo di Amsterdam. Le raffiche di suono squarciano l’aria di prima mattina e si protraggono fino a notte fonda, mentre gli eserciti asserragliati nei cinque avamposti sputano fuoco dalle torrette.
Oltre sessanta i cecchini: armati di vinili, cd, laptop e controller dominano il campo dall’alto delle loro consolle.
Ma come in ogni grande guerra, le ferite più profonde sono quelle psicologiche: minuto dopo minuto, per quattordici ore, dedichi anima, udito e cuore ad un unico artista ed alla sua musica, consapevole che nello stesso istante stai lasciando naufragare nell’etere altre quattro esibizioni.
Il mio Festival inizia senza compromessi: Area Y, Stacey Pullen. Le presentazioni ovviamente non servono per uno dei capostipiti della second wave di Detroit. Avvolgenti melodie deep si alternano a ritmi di stampo funky: la folla balla e riempie il tendone, il clima è perfetto e Stacey non delude.
Sono ormai alcuni anni che l’Awakenings offre il proprio tributo a quel primo filone techno concepito due decadi fa tra le ventose fabbriche della contea del Wayne, ed anche in quest’occasione un piccolo spicchio di terra olandese diventa ambasciata statunitense. Narcisista per definizione, Kenny Larkin ha stile da vendere. Suoni caldi e scuri scuotono l’intero stage per un’ora e mezza trasportando l’Area Y sulle sponde dei Grandi Laghi nordamericani.
Una sagoma in controluce si affianca a Larkin e in caserma scoppia un boato. E’ un viaggio a ritroso nel tempo, dalla seconda alla prima generazione, dagli eleganti eredi dell’impero ai padri fondatori della dinastia. Sedici e quindici, tocca a Derrick May. L’inizio è energico, una techno spedita e brillante, accompagnata da una manipolazione feticista del mixer. L’ex ragazzo di Belleville ha ormai qualche annetto d’esperienza alle spalle e sa come tenere in mano la pista, regalando alla truppa una performance di livello.
Il sole fa capolino al dì fuori del tendone e ne approfitto per avventurarmi sul terreno di battaglia. Raggiungo il quartier generale nemico, situato su una collinetta denominata Area V. Un ectoplasmico Joris Voorn e il tenente colonnello Edwin Oosterwal danno vita a Rejected Live. Dalle prime file si domina la vallata e i suoni acidi del duo smuovono l’intero esercito.
Decido di concedermi una pausa: quattro minuti e tredici secondi per il rancio sono più che abbondanti. Il tempo è denaro da queste parti.
Mauro Picotto prende in mano il timone del vascello, proponendo una techno di matrice elettronica più che godibile. Tutt’intorno fioccano i bombardamenti: The Youngsters & Scan X Live si avvicendano con Joel Mull nel sommergibile nucleare, Felix Krocher cede il panzer ai fratelli Remus, mentre Villalobos spallina e strombetta all’estremità occidentale del Festival.
Solenne e irrevocabile arriva la chiamata alle armi: Derrick May porta a termine la propria missione, quando il generale Kevin Saunderson si appresta a pronunciare il discorso alla Nazione. Non capita tutti i giorni di ascoltare uno in fila all’altro due terzi di Storia della techno. The Elevator traghetta la truppa in una crociata elettronica ricca di groove, a cavallo tra vibrazioni nere e profonde e l’house dei primordi, concedendo sul finale un prolungato Big Fun.
Sale in regia DJ Bone, mr. Subject in carne e cuffie. E’ bello sentirsi a Detroit. La sua è una techno veloce, acida e pungente, affilata e tagliente: sono i sobborghi di una città industriale che emergono e sconvolgono il mondo intero.
Otto di sera, è turno di ronda. I sempre romantici coniugi Pet Duo capovolgono allegramente l’Area Z, mentre Steve Rachmad governa la V con un sound non eccelso.
Sopraggiungono notizie di un attacco in corso sul versante nord-ovest, nei pressi del lago (sì, se ve lo state chiedendo, dentro l’Awakenings c’è un lago!). L’armata Drumcode non risparmia cartucce e da buon condottiero Adam Beyer è in prima fila. Anfibi ben stretti e passo pesante, per una techno corposa lontana anni luce da qualsiasi amnesia pseudo-minimale.
Sul far della sera l’offensiva si intensifica. Una doppia raffica di missili si abbatte sull’Area Y, scagliata dagli impietosi Christian Wünsch ed Oscar Mulero. Potente ed aggressivo, il loro è un sound che non fa prigionieri.
Sono le nove e mezza ed il sole è ormai tramontato quando faccio ritorno alla piattaforma X, per quello che forse può esser considerato il miglior set del Festival. La flotta Drumcode manda in campo l’artiglieria pesante: Ortin Cam Live. Impossibile la fuga, inutili i rifugi antiaerei. L’onda d’urto del muro di casse sgretola all’istante qualsiasi barriera, lasciando esplodere in tutta la sua potenza l’arsenale bellico del bombardiere belga. Bassi profondi come il fondo dell’oceano, ritmo alienante, ossessivo e violento. In una parola: techno. Dura e cruda.
Dieci di sera, ultimo atto.
Mentre Kvitta&Ranieri radono al suolo l’intera Area Z, Ben Sims mette a ferro e fuoco la Y. Il rastrellamento finale nel quartiere X è affidato a Cari Lekebusch, che non si lascia certo pregare e travolge la pista con raffiche di groove. Come se non bastasse, oltre il danno la beffa: Joel Mull sbeffeggia le vittime indossando una maschera raffigurante Beyer, mentre il suddetto Adam ingoia il microfono e lancia alle truppe segnali subliminali. Gente strana quelli della Drumcode.
Cinque minuti in zona W bastano e avanzano per l’estrema unzione a un ex simbolo della musica techno: ombra di se stesso e di quel passato in cui la sua musica incarnava il futuro, Richard Michael Hawtin pare ormai accecato da lustrini e paillettes e dalle troppe bollicine dei calici di champagne. Da icona della sperimentazione ad animatore di villaggi vacanze ibizenchi: non certo il migliore dei finali.
Resta un proiettile in canna, l’ultima cartuccia. La linea sottile che separa il terreno di battaglia dal ritorno in patria. Dall’alto della sua postazione Dave Clarke incendia la valle. War on the saints esplode nell’aria accompagnata da razzi infuocati. Cinque laser si rincorrono sullo sfondo verde del parco disegnando geometrie di incredibile bellezza, mentre il comandante inglese trasporta le truppe in un viaggio old-school, all’interno dei più acidi ed oscuri meandri della techno.
I fuochi d’artificio illuminano la notte dell’Awakenings.
«Lo senti? Non c’è niente al mondo che abbia quest’odore.
Mi piace l’odore del Napalm al mattino.
Profuma come… come di vittoria»
Andrea Pregel
technorati tags: awakenings, amsterdam
Il 15 Agosto con un sontuoso party in quel di Colonia Herr Michael Mayer lancerà la compilation annuale di casa Kompakt, TOTAL 9.
Questa la tracklist del classico doppio cd (è comunque disponibile la versione in vinile).
CD1
01. Justus Köhncke – Thanks For The Add
02. DJ Koze – Zouzou
03. Superpitcher Vs. The Congosound – Say I’m Your Number One (Superpitcher Remix)
04. Jürgen Paape Feat. Alison Degbe – Come Into My Life
05. Matias Aguayo – Minimal
06. Supermayer – Hey Hotties!
07. Jörg Burger – Modernism Begins At Home
08. Superpitcher – Disko (You Don’t Care)
09. Partial Arts – Telescope
10. Thomas Fehlmann – With Wings
11. Burger / Voigt – Wand Aus Klang
CD2
01. Dubshape – Droplets – Early Night Mix
02. Jonas Bering – I Can’t Stop Loving You
03. Robert Babicz – Don’t Look Back
04. Nightguy – Pretty Face
05. Gui Boratto – Annuciacion
06. The Rice Twins – The Signifier
07. Nicolas Stefan – Time Is Over
08. Kaito – Everlasting Dub
09. Scsi-9 – Another Day Acid
10. Maxime Dangles – Tulipa
11. Freiland – Geduld
technorati tags: kompakt, michael+mayer, colonia,
Ashley, Rocky e Diesel sono tre produttori che hanno scritto pagine veramente importanti della storia della house inglese; di questi tempi in cui suonare e ascoltare house è estremamente à la page, un greatest hits che faccia da lezione di storia per le nuove leve e da piacevole amarcord per i più anziani capita proprio a fagiuolo.
Quasi tutte le tracce contenute nel primo dei due cd sono state anthem al momento dell’uscita: su tutte svetta, come traccia più famosa di tutti i tempi del trio, la storica collaborazione con David Byrne, “Lazy”, che è entrata di diritto nel ristrettissimo novero delle produzioni dichiaratamente danzerecce che riescono a sfondare anche presso il pubblico mainstream, diventando una megahit planetaria, ma non ci vuole una memoria storica esagerata per aver sentito almeno una volta nella vita tracce come “Muzikizum” o “Smoke machine” e per vedere la lampadina che si accende risentendole ora.
La cosa che lascia piacevolmente sorpresi di questo greatest hits, tuttavia, è la scoperta di come la stragrande maggioranza delle tracce siano invecchiate benissimo: non solo le tracce già citate, ma anche altre perle storiche come “Muzik xpress” o “AC/DC” si incastrano alla perfezione in mezzo ai dischi neohouse recenti, e non a caso sono ricomparse nelle borse dei top dj capitani del revival house come Luciano o gli RPR, oltre che nella borsa del sottoscritto :)
Come se un palmares così invidiabile non fosse abbastanza, poi, i tre inglesotti danno prova di essere ancora in grado di sfornare tracce valide: “Kill 100″, dell’anno scorso, ne è un ottimo esempio, nonostante la versione originale sia stata praticamente oscurata da quel capolavoro che è il remix di Carl Craig (ma c’è anche una versione dei Lost heroes che a mio avviso vale più delle altre due, unendo il meglio delle altre versioni ad atmosfere latine alla Villalobos), ma anche l’inedito, ovviamente presente come in ogni greatest hits che si rispetti, è validissimo.
Tenendo fede alla tradizione che li vede collaborare con vocalist d’eccezione come il già citato David Byrne, per la traccia di quest’anno hanno tirato in mezzo uno degli artisti universalmente accreditati tra gli inventori del movimento legato alla musica elettronica da ballo, Afrika Bambaataa: a voler essere onesti, “Fire” è una spanna sotto le altre tracce, ma c’è da scommettere che una produzione pubblicata come “X-press 2 feat. Afrika Bambaataa” diventerà automaticamente una hit.
Ad ogni modo, questo “Raise your hands” vale assolutamente l’acquisto, non solo per la lezione di storia contenuta nel primo cd, ma anche per l’ottimo secondo cd di remix :)
Tracklist:
CD1
1.Lazy
2. London Xpress
3. Smoke Machine
4. Kill 100
5. AC/DC
6. Muzikizum
7. Give It
8. Muzik Xpress
9. Rock 2 House
10. Fire
11. Witchi Tai To
CD2
1. Lazy (Freeform Five Remix)
2. Kill100 (Carl Craig Remix)
3. Supsasong (Soul Mekanik Remix)
4. Call That Love (Radioslave Remix)
5. Muzikizum (Superchumbo Remix)
6. Give It (Switch Remix)
7. Lazy (Norman Cook Remix)
8. Don’t Make Me Wait (Diesel Remix)
9. Enjoy The Ride (Ashley Beedle Remix)
10. Fatboy Slim – Star 69 (X-Press 2 Remix)
11. Missy Elliot – We Run This (X-Press 2 Remix)
12. Nitzer Ebb – Join In The Chant (X-Press 2 Remix)
13. Kelis – Milkshake (X-Press 2 Remix)
Raibaz
http://www.raibaz.blogspot.com/
technorati tags: xpress2, dance, greatest+hits,hands+up
13
Meat Katie “Cracks” (Lot49)
Chiunque di voi abbia mai avuto a che fare con James Lavelle e la sua gang di evasi dai breaks, sa molto bene che quando si parla delle produzioni di Mark Pember alias Meat Katie le parole d’ordine sono: tribalismi assortiti, bassi cavernosi e sudata da maratoneta assicurata. Ed anche questa sua nuova uscita su Lot49, “Cracks”, non fa alcuna eccezione alla regola.
Mark come sempre pone al primo posto la ricerca di punti di contatto tra i generi elettronici undreground, servendosi dell’intensità del beat come comun divisore per arrivare ad un crossover ibrido di grande impatto sul dancefloor.
Negli anni ‘90 sono molti i gruppi che hanno seguito questa strada e, in particolare, Prodigy e Chemical Brothers (i cui electronic battle weapon possono essere considerati i fratelli maggiori di “Cracks”) sono riusciti ad imporsi come fenomeni pop arrivando in vetta alle classifiche di vendita e contemporaneamente diventando headliners dei più grossi festival rock mondiali.
E proprio al popolo dei festival e dei clubs sono rivolte le attenzioni di Meat Katie, anche se sotto quel pesante cappotto di cassa e tamburi c’è un potenziale Tony Manero che non vede l’ora di dare spettacolo in città: tanto è aggrssivo il tipo di synth usato, quanto il funk batte forte i piedi.
Sul disco inoltre trovano spazio le versioni di Madox e Moguai, che per quanto di buona fattura non sono incisivi come l’orginale.
Il Tribal Gathering ha trovato il suo anthem.
Federico Spadavecchia
technorati tags: lot49, meat+katie, cracks
MOOD. (mu:d, punto) – umore, stato d’animo: to be in a good -, essere di buon umore; punto.
MOOD. non si ferma e propone guest internazionali anche nel mese di luglio. La stagione dei venerdì notte elettronici del Fluido proseguirà infatti per tutta l’estate, senza soluzione di continuità, per poi terminare il 31 ottobre prima della consueta pausa nel mese di novembre. L’11 luglio, infatti, notte particolarmente calda per la concomitanza del Traffic Free Festival, MOOD. ospiterà il dj e produttore tedesco Markus Fix, indicato come uno dei più validi rappresentanti della emergente scena minimal-deep-house europea, che reintroduce melodie, strumenti e voci laddove la minimal “tout court” aveva negli ultimi anni raffreddato i suoni proposti sui dancefloor di tutto il mondo.
Per Markus Fix tutto ha avuto inizio del 1992, quando il fratello gli regala un mixer Behringer a tre canali: fortemente influenzato da artisti come Kraftwerk, Yello e Off, Markus incomincia a frequentare i club della sua Francoforte proprio negli anni dell’esplosione di dj come Sven Vath e Franck Lorber. Nel 1996, inspirato dalla scena cittadina, decide di avviarsi alla carriera di dj e nel 2000 diventa resident del bar Helium e dell’U60311, dove si avvicina ai suoni di etichette come Pokerflat, Perlon e Tuning Spork.
Dal 2004, con lo pseudonimo J.R. Fix Junior suona al fianco di artisti internazionali come Dj T, Tiefschwarz, Dinky, Cassy, Booka Shade, Dominik Eulberg, Loco Dice, Ewan Pearson… e, diventato resident del celeberrimo Monza Club, inizia a esibirsi anche nelle discoteche di tutta la Germania. Nel 2007 fonda la propria etichetta Cecille, che fa della nuova filosofia minimal-house il suo credo, portando calore laddove la musica era ormai diventata troppo fredda. Venerdì 11 luglio Markus porterà questo calore anche sul dancefloor del Fluido, per una lunga notte di vibrazioni positive e suoni raffinati.
technorati tags: fluido, markus+fix, mood.
detroit techno master room1:
Kevin Saunderson (kms-innercity/detroit-usa)
nato a brooklyn nel 1964 , kevin saunderson è considerato , insieme a derrick may e juan atkins, uno dei padri della techno . dopo essersi trasferito all’età di 9 anni a detroit, kevin incomincia ad appassionarsi all’arte del dj’ing diventando ben presto uno dei più richiesti dj sul suolo americano. a 23 anni , saunderson decide di fondare la kms , etichetta discografica tra le più influenti nell’ ambiente house e techno , che vanta tra i suoi nomi , artisti del calibro di carl craig, matthew johnson, samuel l session e molti altri. il suo stile inconfondibile è caratterizzato da una marcata influenza house e dance con ritmiche legate alla detroit techno, generando così un mix di vari stili musicali che lo hanno reso uno dei migliori dj al mondo sia per tecnica che per scelta dei dischi. tra le sue produzioni più famose, citiamo «big fun» e «good life» (sotto lo pseudonimo inner city) considerate dalla critica due delle tracce che hanno segnato la storia della dance.
plus dj’s:
machine (movement-darkhouse music-jumbotrax/ita)
bhonz live! (movement-logos/ita)
drs606 (movement-logos/ita)
xbeat+gabgato live! (the villains inc./ita)
ghisla (movement/ita)
tr live! (movement-logos)
grey area showcase room2:
the selph (grey area-sunplay-renovatio/ita)
tobi c. (grey area/ita)
naph (grey area-beatbank/ita)
john seber (multivitamins-igloo-grey area/ita)
zagor (basebog-exp.zoo/ita)
vjs:
sade – videotech-ilcanedipavlov
expo:
box vision crew-large-rekam-knif-luky
infoline:
34975 011 64
3355936925/3408295970
technorati tags: kevin+saunderson, detroit, magazzini
Turin Quality Clubbing & MOOD. proseguono la loro collaborazione, che negli ultimi tempi ha portato a Torino alcune tra le nuove leve più promettenti dell’elettronica europea, con una maratona dal pomeriggio fino a notte fonda. Domenica 6 Luglio dalle ore 17.00, nella settecentesca cornice di Villa Capriglio, oramai giardino elettronico restituito ai ballerini sabaudi, Step e Rills accompagnati da Breezo e Victor faranno gli onori di casa a Johnny D e Krakatoa.
Eccezionalmente, in occasione del Sunset Party, la consolle verrà montata nella terrazza/anfiteatro della Villa al piano superiore dove Gaia, la LovetheDj, proverà a raccogliere i fuochi del tramonto per trasmettere l’energia all’artistarivelazione dell’ultima stagione: Johnny D. Nato da immigrati eritrei, cresciuto a Manheim, fin da piccolo viene a contatto con una gran quantità di stili musicali: dal Tigrinya, la musica del suo patrimonio eritreo, passando per l’hip-hop fino a influenze funk e soul. All’età di tredici anni viene travolto dall’ondata Breakbeat del delta del Reno-Neckar e decide di comprarsi il primo mixer. Nel 1999 incontra Ray Okpara, Federico Molinari e Nekes: i quattro fondano il Manheim Zoo club. La sua versatilità musicale rende difficile definire il suo stile, ma si può tranquillamente collocare la sua musica e i suoi set in un misto di deep-house, minimal e techno. Le sue due prime release, Manipulation e Guala, sono uscite su Oslo records; il 5 Aprile del 2008 al Timewarp, ha lasciato a bocca aperta il pubblico di mezza Europa.
All’ora del tramonto un ricco banchetto coi più prelibati frutti, veri e musicali, verrà messo a disposizione di tutti gli amici che accorreranno in Villa.
Immagina il fiume al tramonto e un prato verde all’inglese. Mille fiori colorati, quattro chiacchiere tra amici, una comoda sdraio, il mojito ghiacciato e lo sfrigolio del barbecue. Il dj è la colonna sonora dal tramonto all’imbrunire, la consolle all’aperto, un angolo di spiaggia, un clima di festa a bordo fiume. Tutto questo è Body & Soul, il nuovo appuntamento del sabato della terrazza “River Side” del Fluido.
Sabato 4 luglio continuano gli appuntamenti con i nuovi aperitivi “lungo fiume” del Fluido. Ogni sabato, infatti, la terrazza che si affaccia direttamente sul Po ospiterà Body & Soul, lungo aperitivo sonorizzato dai dj Gandalf, Alexxei, Nig, passEnger e xluve a rotazione. Questa settimana, in occasione del compleanno di Marco “xluve”, la consolle proporrà il suo live al fianco di passEnger oltre al dj-set di Gandalf.
L’intento di questo nuovo appuntamento è quello di ricreare una vera e propria “spiaggia urbana” dove poter rilassarsi al tramonto, ascoltare buona musica all’aperto, gustare ottimi cocktail o anche cenare. L’intera zona verrà completamente riallestita: da un lato una zona relax con un prato finto, ombrelloni e sdraio, oltre a una ricca decorazione floreale; dall’altra un vero e proprio Mojito Bar e, oltre al buffet, una griglia argentina gestita dal ristorante Volver, dove si potranno consumare ottimi piatti a base di carne e verdure grigliate. Nel mezzo la vera protagonista della serata, ovvero la consolle open air che proporrà sonorità elettroniche da aperitivo che spazieranno dall’electronic jazz alla detroit, dalla house alla deep, per scaldare gli animi prima delle due notti elettroniche del Fluido.
BasstationCrew è lieta di annunciare la prima edizione del festival STAY UP! Sardinian Techno Festival, che si svolgerà nei giorni 13 e 14 agosto 2008 presso l’ex villaggio minerario di Montevecchio in Sardegna. STAY UP! Sardinian Techno festival intende coinvolgere artisti e pubblico appassionati di musica techno per condividere due giorni di musica, arte e video performance, con l’obiettivo di illustrare la centralità e la vitalità del movimento musicale e culturale legato alla musica techno ed elettronica in Sardegna, e di proporre un evento unico nell’isola ma affine alle numerose manifestazioni e realtà già esistenti nel resto dell’Europa. Durante i tre giorni del festival STAY UP! Sardinian Techno Festival si esibiranno alcuni tra i più prestigiosi artisti del panorama mondiale della scena techno insieme ai djs e producers Basstation, nel suggestivo paesaggio immerso tra mare e miniere della costa sud est della Sardegna. Tra gli international guest i nomi di The Advent, Cari Lekebusch, Dj Murphy, Pet Duo,Sven Wittekind, Master of Disaster, Marco Nastic, Dejan Milicevic, Frank Kvitta, DjBold, Virgil Enzinger, Patrick Dsp saranno accompagnati sul palco dalle performance live e dj set di Andrea Ferlin, Alessio Mereu, VR + Barbers, Saimon, Mezmeric e Minimal Cadets, mentre gli allestimenti video saranno curati dalla vj Creme Brulée. L’area del festival STAY UP! sarà facilmente raggiungibile attraverso i maggiori servizi di trasporto pubblico quali autobus e treni dai principali centri della Sardegna,
mentre un servizio autobus fornito direttamente dall’organizzazione garantirà un collegamento diretto dalla città di Cagliari. La location del festival sarà allestita in diverse aree per il pubblico, tra le quali Food Area, Energy drink, Chill Area e Merchandising, mentre un servizio bus gratuito per il pubblico servirà i transfer dall’area festival all’area camping durante le giornate della manifestazione.
Ticket – Online:
goticket.it – rndpomotion.com – electronic-community.com – antidote303.co.uk
2 NIGHTS (PREVENDITA) : 45 euro + comm. (FREE CAMPING INCLUSIVE)
1 NIGHT (ALLA PORTA) : 35 euro (FREE CAMPING INCLUSIVE)
Prevendita disponibile sino a Martedi 12 Agosto 2008
Official website
technorati tags: festival, cagliari, basstation
Frequencies
Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?
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