Apprendiamo da Resident Advisor che Aril Brikha ha accusato il producer israeliano Shlomi Aber (alla ribalta negli ultimi anni per le sue uscite su label del calibro di Ovum e Cocoon) di aver plagiato la sua “Groove La Chord” per realizzare il bside “Efrat”.
Aril ha sfogato la sua frustrazione in un lungo post sul suo myspace andandoci anche giù pesante come sottolineato dalla redazione di RA. Ecco alcuni passaggi:

apparently, as so nicely written in his bio…not only has dance music chosen israel for its vacation. it has apparently also lost its integrity there.

La risposta dell’accusato non è comunque tardata ad arrivare:

The sound may be a bit sounds on the same idea , but i guess he also used the same preset . I can say the same about million other tracks I found on the net which contains sounds From my tracks, which means , that if we using preset we don’t Owens them , if you check carefully you can find million other tracks Which used with the same preset, though non of them is tagged as “Shlomi Aber” and didn’t pull the fire in. I wonder what of the german producers wav will say about it , as they all use the same moog’s bass and machines.

Ci saranno conseguenze sul piano legale? Ancora non è dato saperlo, anche se speriamo per il bene di tutti che intervenga il Pippo Baudo di turno a calmare le acque donando ai due litiganti un premio di consolazione ( placet della Bertè permettendo).

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2 Comments to “In principio erano Micheal Jackson e Albano”

  • Effettivamente la traccia di Shlomi Aber assomiglia molto a Groove la chord, ma è vero anche che quando produci un anthem senza tempo come ha fatto Aril Brikha devi rassegnarti che prima o poi qualcuno faccia qualcosa di molto simile :)

  • La struttura “ritmica” del suono del moog di entrambe le tracce è una delle strutture più inflazionate della storia della techno, direi che non ha proprio nulla da lamentarsi, visto che a sua volta ha pescato anche lui nel consueto.

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