MOOD, il nuovo venerdì notte del The Beach°, è lieta di ospitare il 28 novembre il party ufficiale di pre-chiusura (il vernissage finale sarà infatti sabato 29) del 26° Torino Film Festival. Sarà l’occasione di presentare al pubblico, torinese e non, il primo ospite internazionale della stagione di MOOD, quel Dandy Jack che con il suo live esplosivo ha fatto impazzire i dancefloor di tutto il mondo.
Martin Schopf, aka Dandy Jack, è nato a Santiago de Chile per poi trasferirsi prima a Berlino poi nei pressi di Ginevra. È uno dei massimi rappresentanti della ormai celeberrima “scuola cilena”, che vanta tra i suoi esponenti dj e produttori del calibro di Luciano, Ricardo Villalobos e Argenis Brito. Proprio come loro, anche Martin ha iniziato la propria carriera in Sud America per poi trasferirsi in Europa, terreno molto più fertile per la musica elettronica. Ha però portato con sé quel carico di latinità e calore che lo hanno reso uno dei produttori più apprezzati del panorama mondiale, soprattutto grazie alla militanza all’interno della scuderia Perlon, una delle etichette di culto del movimento minimale che ha preso piede all’inizio del XXI secolo.
Produce musica dal 1997 sotto diversi pseudonimi e collaborando con grandi artisti: Cosmic Trousers, Latin Lava (su Perlon), Latin Elvis (su Contexterrior), Amp (con Peter Namlock), Sieg uber die Sonne (con Pink Elln, pubblicato da Sony), Ric y Martin (con Ricardo Villalobos) e Carabina 30:30 (con Luciano). È inoltre una delle vulcaniche menti che sta dietro al progetto Narod Niki, un vera e propria orchestra elettronica che fa di improvvisazione e sperimentazione le sue caratteristiche principali. È inoltre uno dei promotori dell’edizione sudamericana del festival MUTEK. Il suo ultimo progetto, portato avanti con la moglie Sonja Moonear, è Junction SM, un mix di dj e live set non-stop che ha già fatto il giro del mondo.
Il suo live, un misto di house, funky e techno minimale è un vero e proprio show che combina maestria tecnica e improvvisazione, capace di coinvolgere sia gli appassionati di musica elettronica, sia i neofiti.
Inizio ore 22.30 – Ingresso gratuito entro le 0.30; dopo 10€ con drink in lista, con flyer timbrato o accredito Torino Film Festival / 13€ intero con drink
Info, liste e tavoli: moodtorino@libero.it – 392-8039321
Selezione alla porta
technorati tags: dandy+jack, perlon
Dopo il grande successo dell’apertura, Sabato 29 novembre nella suggestiva location dell’Unwound di Padova torna “NO KISS“.
NO KISS è la nuova one night di musica elettronica della città Patavina , un evento a cadenza mensile con i migliori artisti della scena internazionale accompagnati dai nuovi talenti della scena nazionale e locale, Un “AltaVoz in versione intima” , sempre underground, sempre con lo sguardo rivolto in avanti.
L’ospite internazionale di questo nuovo appuntamento con NO KISS sarà il Canadese MIKE SHANNON, fondatore della Cynosure rec e artista di punta delle celebratissime Plus 8 e M_nus del leggendario RICHIE HAWTIN. Completano la consolle della serata, il resident AltaVoz MAX D. BLAS, il duo SHADOW SYNC (Fabbrika -Krd rec) , TOMMY OUTSIDE (Elektroparty) , BOSCH (Cage) e l’interesantissimo talento della DNA booking STEVEN SMIRNEY.
LAURENT GARNIER manca da Milano da oltre quattro anni, e torna ai Magazzini Generali per celebrare i 20 anni di carriera. Il produttore francese è considerato un maestro e uno dei creatori della musica dance internazionale. L’occasione è data dal quinto compleanno dell’agenzia ‘Daze’ che festeggia il 28 novembre 5 anni di attività. La serata è organizzata assieme alla Fondazione Arezzo Wave Italia e Action Aid e lancia la partenza dei bandi di concorso per band, dj, vj e progetti audio/video. Ai concorsi si partecipa gratuitamente entro il 15 gennaio e chi vince si esibisce a Livorno dal 16 al 18 Luglio a Italica Wave Love Festival (www.italiawave.com).
Per l’occasione Laurent Garnier verrà accompagnato ai piatti da una delle leggende dell’Hip Hop italiano Rino Costante noto ai più come Dj double S, da Lele Sacchi e da vj Stillet,giovane videomaker che ha vinto l’ultima edizione di Elettrowave come miglior vj performer. Stillet proporrà un set dedicato alla campagna di ActionAid NO poverty NO aids.
La campagna NO poverty NO aids ha l’obiettivo di mantenere alta la pressione sul Governo italiano perché onori le promesse, confermi e pianifichi i versamenti per la lotta alla HIV/AIDS. La campagna chiede inoltre di moltiplicare le risorse destinate alla lotta alla pandemia e monitorarne la destinazione a livello nazionale e internazionale, assicurare il diritto di accesso ai farmaci e a un’assistenza socio-sanitaria adeguata alle persone più povere e vulnerabili, favorire la partecipazione della società civile in particolar modo delle persone sieropositive ai processi decisionali che riguardano l’assistenza e la terapia per i malati.
technorati tags: magazzini+generali, garnier
Nuovo spot socialmente utile della birra low cost da festival più famosa al mondo, ovvero la Heineken (chi sano di mente la beve in altre circostanze???), che continua sulla scia del magnanimo imprenditore che si cura della salute del proprio pubblico : “affezionati al nostro brand perchè noi ci preoccupiamo per te” o meglio per il tuo portafoglio (roba che se bevi troppo e fai un incidente non solo per un paio di mesi avremo un cliente di meno ma soprattutto danneggi l’immagine dei produttori della sacra bevanda).
Questa volta dopo il cane guida ubriacone abbiamo una scena da tipico club italiano:
Un pò di musica, un pò di ragazze e il solito tipo alticcio che per un futile motivo, come ad esempio il rovesciare il bicchiere per uno scontro involontario, inizia a menare le mani manco dovesse difendere l’onore dei suoi avi.
Ora sì lo spot è divertente e tutto però vorrei sapere se all’estero lo trasmettono tale e quale…Se penso ai vari party in Germania, Olanda e Inghilterra degli ultimi due anni sì che mi ritornano in mente fiumi di birra e personaggi bizzarri ma di atteggiamenti violenti nemmeno l’ombra.
Quindi in conclusione di questo moralistico ed esterofilo intervento mi chiedo: ma non sarà che noi Italici più che bere meno dovremmo semplicemente imparare a stare al mondo?
Federico Spadavecchia
PS: Piccola divagazione di marketing: il modello di campagna pubblicitaria in questione non è proprio originale, infatti già 40 anni fa Michele Ferrero per far comprare le barrette Kinder alle mamme italiane, che per ogni cagata esigono un valore più “profondo” rispetto a quello puramente ludico/epicureo, si inventò il motto del “più latte e meno cacao”.
Una vera e propria consacrazione al suo grande talento. Jeff Mills ha questa volta raggiunto uno dei templi dell’arte contemporanea mondiale, il Centre Pompidou. Infatti, le sue installazioni video e sonore sono state inserite all’interno del percorso della mostra “Le Futurisme à Paris, une avant-garde explosive”, che conta opere di alcuni tra i migliori artisti del secolo passato.
La mostra, ospitata nelle sale del museo parigino fino al 16 gennaio 2009, è stata realizzata per rendere omaggio al “Manifesto Futurista” di Marinetti, che ha ormai cento anni di storia. Quell’interesse, in realtà ancora vivo, per le macchine, la velocità, la tecnologia, trova giustamente nelle capacità artistiche del dj americano un degno rappresentante, capace come pochi altri di innovare e di segnare un’epoca, quella della techno di Detroit.
Jeff Mills è stato sempre in grado di stupire con le sue sonorità, realizzando anche progetti trasversali tra le arti, come quello uscito nel 2000, in cui rivisitava la colonna sonora del film Metropolis di Fritz Lang. Proprio per questa sua vocazione all’interazione e alla costruzione di discorsi, per suoni e per immagini, Mills sarà insignito nel 2009 della Legion d’Onore, uno dei massimi riconoscimenti in Francia, mai attribuito finora a un dj.
Grazie a manifestazioni importanti come questa (non certo la prima), la musica underground (forse un tempo così?) dimostra ancora una volta la sua valenza culturale, di cui tutti gli appassionati dovrebbero andar fieri.
fonte: clubmusiclovers
technorati tags: jeff+mills, parigi
Florence Electronic Movement
Un movimento che punta sulla qualita’ musicale dei suoi dj’s, dei guest internazionali, delle performance e dei visual. Un punto di riferimento per tutti gli amanti della buona musica e’ del divertimento.
Main room
Uaui & Ponz
Emijay (lapsus/Supernova)
2000 and One
(Intakto record – Nl)
Con un passato da b-boy e con una collezione di dischi hip-hop rarissimi costruita nei negozi di dischi di soho a Londra il giovane Dylan Hermelijn aka 2000 and one viene affascinato dai ritmi acid house, presto si compra una Roland tb 303 e con la dj radiofonica Daniel Leeflang aka Dano ossessionata dalla Roland tr 606 drum computer, registra innumerevoli cassette che lo porteranno a suonare ad un warehouse party dato dai proprietari dell’etichetta ‘lower east side recordings’. Cosi’ nasce 2000 and one, la ‘lower east side’ produce i suoi primi dischi influenzati dalla Detroit & dalla acid house. Il suo progetto ‘edge of motion’ realizzato con l’amico Gertjan Schonewille getta le basi per il sound della “djax records” etichetta su cui esce la hit ’set up 707′. Non trovando pero’ un’etichetta che rispecchiasse pienamente il suo stile Dylan apre con il suo socio Sandy Huner la “100% pure records” che produce artisti del calibro di Derrick May, Steve Rachmad, Orlando Voorn, Jerome, Speedy j, Mark Mroom. Come produttore Dylan firma le sue tracce con diversi pseudonimi, Edge of motion, 2000 and one, Mindscape e Babies from Gong, coprendo tutto lo spettro della musica elettronica passando dalla techno all’electro, dall’ambient alla drum & bass. Dal 2001 al 2003 Dylan si prende un periodo sabbatico, ma alla fine del 2003 ricomincia a prudurre con la “100% pure”, nell’estate del 2004 esce ‘dillema’ inno ibizenco prodotto da Shinedoe seguito da ‘the return of’ suonata da Laurent Garnier, Derrick, May, Deetron & Steve Rachmad. Nel 2005 apre una nuova etichetta con la sua amica Shinedoe la ‘intakto records’ dove fa uscire ‘Sunday’ poi licenziata da Luciano per il suo Mix CD su “soma records” sempre in questo stesso anno 2000 and one fa uscire ‘adonai elohim’ traccia scelta da Sven Vath per la raccolta ‘the sound of the sixth season’. Le ultime produzioni della Intakto vengono suonate e rivisitate da artisti chiave del panorama dance mondiale: Richie Hawtin, Frank Lorber, Luciano, Tiefschwarz, Booka shade. 2000 and one si esibisce sia dal vivo dove il suo sound avvicina atmosfere di Detroit combinato ai groove di chicago, sia in dj set dove con i piatti esplora i confini della minimal melodica tedesca influenzata dai groove di Detroit.
Influx_visual
Second room
Debsolute, Betto & Fiusti
“We don’t like lobster”
Come promesso la settimana scorsa ecco che arriva al DORIS una special guest che farà molto parlare di se. Dopo lo straordinario successo dell’album di debutto MUNK è tornato alla ribalta grazie alla sua ultima uscita che ha visto protagonista Asia Argento in una delle sue canzoni ma sopratutto in uno dei suoi video. A riscaldare la pista ci sarà come sempre il resident Dj Vizioso portabandiera indiscutibile dell’elettroclash, un genere che affonda le sue radici musicali principalmente nella dance music, nell’electro pop e nella italo disco. La presenza di Munk in una serata come questa non è quindi casuale dal momento che la stampa specializzata lo ha già apostrofato come uno dei dj più illuminati di questo genere musicale tornato recentemente alla ribalta.
MUNK (Gomma records _ DE) _ dj set
MUNK è il progetto di Mathias Modica uno dei fondatori e mastermind dell’etichetta tedesca GOMMA RECORDS. Nato da mamma italiana e da un compositore di musica d’avanguardia tedesco, Mathias è cresciuto tra l’Italia, la Francia e la Germania. In gioventù ha suonato un sacco di strumenti e già da ragazzino si improvvisava dj, Tshirt designer e organizzatore di strani happening; insomma, fin da teen-ager l’atto creativo non è mai mancato nel suo quotidiano. Il ragazzino poi però cresce e più tardi fonda insieme al suo compagno di scuola Jonas TELONIUS Imbery l’etichetta GOMMA RECORDS.
Il successo arriva fin dalla prima uscita.
L’etichetta e’ stata recentemente descritta dal magazine londinese DAZED & CONFUSED come “the freshest and most innovative german record label!” e della rivista più importante della musica inglese THE NME come “The GERMAN DFA records!”. Gomma Records ha creato uno stile che si potrebbe descrivere come l’avanguardia della disco music. Gli artisti della Gomma Records sono: Headman, WhoMadeWho, Box Codax (il progetto di Nick Mac Carthy dei Franz Ferdiand) e Rodion. Il debut album dei MUNK, uscito nel 2004, e’ stato il disco più venduto della Gomma e includeva il Club Hit “KICK OUT THE CHAIRS! “prodotto e cantato da JAMES MURPHY della DFA vecchio amico e sostenitore della Gomma.
Il nuovo album di MUNK (CLOUDBUSTER) è uscito a fine maggio 2008 e include tracce realizzate con Matty Safer dei THE RAPTURE e 3 canzoni nate dal connubbio artistico con la chiacchieratissima attrice italiana ASIA ARGENTO (una di queste è LIVE FAST Die OLD).
Qui si scoprono le sorprese, a parte il titolo in netto contrasto con il motto “live fast, die young”, il brano (promosso con un un gran bel video) è un buonissimo pezzo dance arredato da un vistoso tappeto electro funk dove la voce calda e sensuale dell’attrice si fonde perfettamente e riporta la memoria dell’ascoltatore alle vecchie glorie dell’italo-disco. Qualcuno lo ha già definito un classico.
Il suono di tutto l’album è invece difficile da descrivere perché come sempre mixa differenti influenze e stili. Dalla deep disco alla musica psichedelica più futuristica, con molti suoni sparati da vecchi sintetizzatori, flauti, pianoforti e drum machines. La sue liriche si ispirano inoltre al cinema tedesco degli anni 70 e alcune di esse sono state scritte con KLAUS LEMKE.
Organizzatore del MONDOGOMMA exibitions di Berlino, attualmente Mathias viaggia molto come dj suonando molta old disco e new house e tra poco realizzerà anche una nuova collezione di T-Shirt.
Recentemente ha realizzato un istallazione sonora per il fashion shows of Kostas Murkudis.
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Fabric 44: John Tejada
Puntuale segnalazione da parte del solito Resident Advisor dell’ultima compilation made in Fabric.
Questa volta dietro la consolle più ambita di Sua Maestà troviamo lo Statunitense John Tejada:
Poliedrico produttore, John, si è sempre distinto per la capacità di reinterpretare a suo piacimento qualsiasi genere musicale dal drum and bass alla minimal Pop; nelle ultime stagioni, sotto le insegne della sua label Palette e la complicità di coproduttori come Arian Leviste e Justin Maxwell, ha creato una nuova via di cross over tra minimal techno e acid house.
Per il mixato in questione John ci da un assaggio delle sonorità dub techno in voga nei club più avanguardisti mescolate con una buona dose di tracce proprie, modificate quanto basta per migliorare l’esperienza live del cd.
Il disco sarà disponibile nei negozi a partire dal 12 Gennaio.
Tracklist
01. Dave Hughes – Let’s Do It
02. Pigon – Kamm
03. Namlook – Subharmonic Atoms
04. Donnacha Costello – Colorseries Olive B
05. WAX – WAX10001
06. Nekes – Cristal
07. Alex Cortez – Phlogiston EP
08. Palette All-Stars – Downtown Hotel
09. Palette All-Stars – After School Special
10. EQD – Equalized001
11. John Tejada & Justin Maxwell – Benus Boats
12. John Tejada & Arian Leviste – M Track 1
13. Orbital – Fahrenheit 303
14. John Tejada – Torque
15. M-Core – Be Gene
16. John Tejada & Arian Leviste – Forbidden Planet
17. Substance – Relish (Shed Remix)
18. Spooky – Candy
19. John Tejada – The Open
20. LJ Kruzer – Huba (Plaid’s 15 Years Lost Remix)
technorati tags: john+tejada, fabric, pallette
Dopo il party inaugurale di venerdì scorso, che ha visto in consolle i resident della serata, MOOD apre le sue porte questa settimana al primo guest “cittadino” della stagione, presentando al suo pubblico il live di Decoside (al secolo Giacomo Rondinella), alfiere di una delle poche realtà cittadine a pubblicare ed esportare in tutto il mondo produzioni su vinile: la eclipsemusic di Francesco Stella, etichetta che con i suoi artisti si sta affermando sia a livello nazionale che internazionale: ricordiamo ad esempio la recente apparizione degli aritsti di eclipsemusic al festival Club to Club, con le esibizioni live di Decoside e passEnger + xluve all’Hiroshima di Torino e quella di Roberto Bardini al Watt di Rotterdam.
Decoside è un produttore e live performer di Torino, esponente di rilievo della scena dub techno italiana. Ha all’attivo molte produzioni apprezzate nel panorama delle netlabels di tutta Europa e nel 2008 è riuscito a esportare il suo suono oltre oceano grazie all’apparizione sulla compilation “Depth Perceptions Vol.1″ prodotta dall’etichetta detroitiana Pronunce. La sua personale interpretazione del suono dub si concretizza nel primo capitolo, intitolato “Reload Volume 1″, di un’ambiziosa serie di tre ep editi dalla torinese Eclipsemusic. Il progetto include due tracce cratterizzate da un suono profondo e ritmiche incalzanti in classico stile Basic Channel dalle quali emerge chiaramente la sua devozione per le produzioni firmate Moritz Von Oswald. Torino ancora una volta dimostra di essere terra di talenti.”
Il party è realizzato in collaborazione con Krasta, casa di abbigliamento torinese specializzata in streetwear. Durante la serata verranno distribuiti gadget e presentata la nuova linea di t-shirt targate Krasta.
MOOD. nasce nel settembre 2007 dalla volontà dei dj Gandalf, Humana (Giorgio, Sandro e Nes) e Breezo di affrontare la scena elettronica torinese con una residenza settimanale in uno dei templi del clubbing torinese: il Fluido Club. Grazie all’entusiamo dello staff, al supporto del locale, ma soprattutto grazie alla qualità della musica proposta, MOOD si afferma molto presto come una delle più interessanti realtà cittadine. Lontana concettualmente dalle grandi organizzazioni basate sui pr, MOOD. propone una concezione genuina del clubbing, basata sui resident djs piuttosto che sulla continua proposta di grandi nomi internazionali, pur senza rinnegare il confronto con i guest stranieri: in un solo anno, infatti, hanno calcato la consolle di MOOD. ospiti importanti come Jerome Sydenham, Len Faki, Solomun, Chris Carrier, Anthony Collins, Markus Fix, Dani Casarano e Lemos. Per la sua seconda stagione, MOOD cambia casa (dal Fluido al The Beach°) e cambia la propria squadra: rimangono Gandalf, Giorgio e Sandro, cui si affiancano Francesco Stella e alcuni rappresentanti della crew Crop Circle (Cipi, Andre30, Emi ed Hela). Locale più grande e gruppo più ampio, ma soprattutto un crescente entusiasmo per questa nuova sfida che attende MOOD.
“La Tana Meets Butterfly“, il nuovo party privato del sabato notte di Torino dopo una scoppiettante inaugurazione all’insegna delle più interessanti e innovative declinazioni della musica house europea, presenta il suo calendario di Novembre 2008, eventi durante i quali gli stili elettronici dei quattro DJ resident si mescoleranno in diverse composizioni, dando vita a eventi caratterizzati da diverse sfumature del suono house contemporaneo.
· Sabato 22 novembre 2008: Patrick Di Stefano + Federico Gandin
· Sabato 29 novembre 2008: Andrea Frola + Andrea Zanardi
La location scelta per tale serie di eventi è il nuovissimo e centralissimo drink+dancefloor BL:OG, ospitato negli spazi dello COVER, storico punto di ritrovo delle serate torinesi dello scorso decennio, ora completamente rinnovato e convertito in un elegante club dove gustare ottimi cocktail sonorizzati da raffinate sonorità house, e dove la notte prende forma in una serie di feste esclusive, ad ingresso gratuito esclusivamente su prenotazione.
Selezione alla porta, un nuovo bar “anti coda” con uno staff selezionato e forse l’unica vera struttura nel pieno centro di Torino a potersi definire un vero e proprio music club, sono gli ingredienti di questo nuovo volo “vietato ai minori” sul quale invitiamo tutti quanti ad imbarcarsi, già dalle ore 22.00 per un ottimo cocktail sonorizzato, e fino a notte per chi vorrà fare ondeggiare al ritmo di musica house di qualità!
Per l’ingresso alla serata, a ingresso libero e consumazione facoltativa, è richiesta l’iscrizione obbligatoria in lista inviando nome e cognome di ogni partecipante agli indirizzi info@airbutterfly.com o tana_torino@yahoo.it.
Patrick Di Stefano, resident DJ di BUTTERFLY TURIN BERLIN A/R, cura direttamente lo sviluppo e la programmazione di BUTTERFLY TURIN BERLIN A\R. Patrick è animatore di molte notti torinesi, produttore e fondatore di General Elektrik, label torinese riconosciuta a livello internazionale e di Torino Disco Cross, fanzine di musica elettronica, nonché artista della scuderia Thisorder Records, nuova netlabel elettronica che in pochissimi mesi ha già fatto breccia nella scena internazionale. Patrick è stato ospite fisso della serata “ETC” del famoso Club Maria Am Ostbahnhof, dove ha iniziato una nuova collaborazione con i migliori artisti elettronici di Berlino. La sua evoluzione musicale dalla metà degli anni ‘90 lo ha portato a sviluppare un gusto del tutto personale per la nuova elettronica da ballo: influenzato dal groove più caldo dell’house minimal tedesca, il suo è un apporto originale allo sviluppo del sound minimale.
Andrea Frola ha iniziato nei mitici anni 80 come batterista e percussionista di parecchi gruppi strepitosi, Africa Unite e The Kim Squad in testa. Andrea ha cominciato a raccogliere dischi da subito. Tra il 95 e il 2000, con lo pseudonimo “base ombra”, ha suonato con le maggiori crew italiane (Pergola, Maffia, Agatha, Rollers) e a fianco di Goldie, Storm, Moving Fusion, Suv, Ed Rush etc. Contemporaneamente si è avvicinato al suono techno e dal 2003 al 2006 è stato resident al Centralino, la migliore notte italiana dedicata al suono techno electro, a fianco di Simone Cordero, Sven Vath, Carl Cox, Marco Carola, John Acquaviva, Luke Slater, Josh Wink, Steve Bug, Luciano, Anthony Rother, Mauro Picotto, Agoria, Tiefschwarz, Ivan Smagghe, Ewan Pearson etc. Dopo il mitico sabato sera a La Tana del Fluido e i vari afterparty del Doctor Sax, è uno dei quattro colori dominanti che compongono la palette di “La Tana Meets Butterfly”.
Federico Gandin compra i primi piatti all’età di 16 anni… da quel momento in poi la passione per la musica elettronica non lo ha più abbandonato. La sua attività come DJ spazia dall’acid-house al primo disco techno acquistato nel (”Waveform Transmission Vol.1) che segnerà per Federico l’inizio dell’avventura. Federico partecipa a diversi rave e nel 1994 apre il negozio per DJ “Deep zone” con l’obiettivo di importare dischi e sviluppare un mercato locale, completamente isolato dal resto d’Europa. Al di là della passione per la musica elettronica, Federico è anche un collezionista di incisioni jazz, rock anni 60 e bossanova. Il suono di Detroit è la chiave di lettura dei suoti set, nei quali la tecnica e la sequenza di brani sono metodi per interpretare il sound techno non solamente come genere musicale ma anche come progetto di arte contemporanea, capace di esprimersi sotto diverse forme e variazioni.
Andrea Zanardi, nato a Torino nel 1977, ha esordito nel mondo del nightclubbing come organizzatore e PR. La sua carriera come DJ inizia nel 1998. Terminati gli studi di psicologia, dal 2002 al 2004 si trasferisce a Barcellona, dove entra in contatto con la scena musicale locale, suonando in diversi club del circuito spagnolo. Dal giugno 2004 ritorna a vivere nella sua città natale, dove inizia a collaborare con Giorgio Pulini (aka Rach 3), dedicandosi a diversi progetti musicali. E’ stato uno dei quattro dj resident de La Tana! al Fluido. Andrea è un vorace ascoltatore di quasi tutti i generi musicali. La sua selezione si basa su una miscela eclettica di influenze provenienti dai diversi generi della musica elettronica.
technorati tags: fluido, la+tana, blog,federico+gandin
“Aperitivo in Concerto” presenta, lunedì 1 dicembre 2008, alle ore 21.00, presso il Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), l’ultimo progetto di Paul Miller, alias DJ Spooky, dedicato al mondo glaciale e poetico del continente antartico.
L’Antartide è l’unico continente non popolato, che non appartiene a nessun governo né territorio. Molti stati rivendicano la sovranità su diversi strati dell’ampio continente, ma in realtà l’area tra 90°e 150° di latitudine ovest è l’unica parte dell’Antartide, o meglio l’unico lembo di terra sul globo, che non è governato da nessuno stato.
Terra Nova: Sinfonia Antarctica è una performance multimediale in cui l’artista aspira a portare l’Antartide nell’immaginario contemporaneo ricostruendolo attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali. Anche il tema del riscaldamento globale è osservato da un’angolazione molto particolare. Con uno studio di registrazione portatile e telecamere ad alta definizione, DJ Spooky ha trascorso diverse settimane in Antartide dove ha raccolto le sonorità e le immagini di un continente in continuo mutamento. Mappe storiche, diari di viaggiatori dei secoli passati, frequenze sonore di ghiaccio cristallino, e poli magnetici della Terra sono i materiali che confluiscono nella sua tavolozza sonora e visiva a creare un’opera che non vuole essere un’interpretazione metaforica, ma una vera e propria “esperienza” del suono e dell’immagine del continente antartico. Nell’era dei satelliti, delle connessioni senza fili e dei cavi a fibra ottica, Terra Nova: Sinfonia Antarctica di Dj Spooky è il ritratto di un territorio fatto di geografia e complesse interazioni ecologiche: una performance di settanta minuti che crea una suggestione unica e potente attorno al rapporto tra l’uomo e la natura.Produttore, scrittore, filosofo, artista. Appena trentenne, Paul D. Miller, meglio noto come Dj Spooky, è uno dei musicisti elettronici più eclettici, colti e preparati.
Laureato in filosofia ed in letteratura francese, Paul D. Miller è nato Washington ma è residente dal 1992 a New York. Fra i lavori più recenti, si ricordano la sonorizzazione/ricostruzione di “Rebirth Of A Nation” (classico del cinema firmato da D. W. Griffith) e l’installazione, presente alla Biennale Architettura 2007 di Venezia, “New York Is Now”. Dal punto di vista musicale, elabora un appassionante mix di acrobazie soniche che nascono dall’hip hop, quindi dalla manipolazione virtuosistica dei vinili, e dall’attento ascolto delle vibrazioni che provengono dalla “strada”.
A tutto questo Spooky aggiunge una cultura sterminata, che gli permette di permeare i suoi dischi e i suoi dj set di riferimenti colti e sorprendenti: dalla musica futurista dei primi del ‘900 al jazz più coraggioso, passando per la “musica concreta”. La sua originalità sta nel far suonare questo coacervo di stimoli e riferimenti in maniera marcatamente funky. La grande utopia di far coincidere sperimentazione cerebrale e fisicità del ballo ha in Spooky uno splendido compimento. A testimoniarlo ci sono i suoi album (l’esordio di Songs Of A Dead Dreamer, uscito per la prestigiosa e coraggiosa etichetta Asphodel, l’ambizioso Viral Sonata, l’eccezionale File Under Futurism, fino ad arrivare ad Optometry) e le sue innumerevoli collaborazioni col gotha della musica contemporanea (dall’intellighentzia sonora newyorkese in poi) insieme all’alta considerazione che circonda la sua attività di artista e musicista.
Nella performance lo spartito elettronico di DJ Spooky è valorizzato dalla performance dal vivo di Alter Ego Trio (piano, violoncello e violino).
Il progetto Terra Nova conferma DJ Spooky come uno dei principali artisti della nuova generazione negli Stati Uniti impegnati socialmente e politicamente, come dimostra la recente mostra Regime Change Starts at Home alla Galleria Irvine Contemporary di Washington in cui il lavoro di DJ Spooky è presentato accanto a quello dell’illustratore californiano Shepard Fairey, noto per il ritratto di Barack Obama ‘Hope’ pubblicato sulle copertine delle riviste di tutto il mondo (www.irvinecontemporary.com).
Al concerto multimediale a Milano farà seguito il 3 dicembre la presentazione a Roma all’American Academy del suo ultimo libro Sound Unbound (MIT Press, 2007) che raccoglie un’intensa ricerca sul senso del suono, con contributi tra gli altri di Pierre Boulez, Brian Eno e Steve Reich.
pianoforte
Walter Roccaro
violino
Aldo Campanari
violoncello
Francesco Dillon
Terra Nova:
Sinfonia Antarctica
performance multimediale
di e con Paul D. Miller
alias DJ Spooky
progetto e produzione
Change Performing Arts
commissionato da:
BAM Brooklyn Academy of Music/ Next Wave 2009 Melbourne International Arts Festival / Dartmouth College UCSB Arts & Lectures / Spoleto 51 Festival dei 2 Mondi
technorati tags: spooky, teatro+manzoni
Il nostro secondo giorno nella capitale olandese è all’insegna di una fitta pioggerellina che ci accompagna nel nostro cazzeggio diurno per le vie del centro e ci costringe a fare una piacevole sosta da Outland records, il negozio di dischi di Bart Skills.
Per il vero lo spazio seppure molto trendy con un sacco di cazzimme giocattolose non offre una grande scelta e, tra il mobilee di Marc Antona che è di una banalità disarmante ed un insipido split Ishi/Beyer, l’unico vinile a finire nella mia borsa è un remix acid house (un luccicante mono faccia arancione) della nostra Sueno Latino.
La sorpresa del giorno però è stata l’incontro con giovani connazionali venuti all’ADE per partecipare alle conferenze su promozione, gestione eventi e copyright, con il buon proposito di mettere in pratica quanto imparato una volta tornati a casa.
Una merenda veloce all’Amnèsia, ed è già ora del nostro appuntamento fisso al K-space dove questa sera è di scena il raffinato showcase della Compost records con la partecipazione della berlinese Innervisions.
Le sonorità housey e jazzate di Micheal Reinboth e soci non sono per tutti, ed in effetti l’affluenza è parecchio bassa (grande vantaggio quando c’è un free bar a disposizione).
Tra divagazioni post funk e disco-tech appare chiaro come le atmosfere nu house attualmente sempre più in voga non siano altro che un movimento di transizione, interessantissime quando si prestano al crossover ad esempio con il dub o l’acid, ma potenzialmente mortali per l’ elettronica da club quando evocano l’house vacua di fine anni ‘90 che più che ad animare la pista era volta a tenerci compagnia in ascensore.
Stanotte fuori ‘Dam c’è il circo Cocoon al The Sand, ma noi che siamo giovani lo snobbiamo per fiondarci di corsa al Paradiso per il dubstep della Oi! rec.
E meno male che doveva essere un ritrovo solo per nerds intrippati di beats irregolarmente nervosi!!
Davanti all’ex teatro di Rembrandt Plein c’è una lunghissima coda, e l’organizzazione è obbligata ad aprire al pubblico anche le balconate usualmente riservate ai concerti dal vivo.
Oltre 1000 ragazzi e ragazze, in prevalenza inglesi ovvio (ed io e il KK unici Italici come sempre), saltano come dei pazzi pogando giocosamente, con le ragazze a lanciare le loro birre, ma soprattutto cantando, a dimostrazione che quella è la LORO musica.
La dimensione hardcorelescenziale del party è quella delle assemblee musicali nelle scuole, dove tutti fanno casino guidati da inni di battaglia contro il potere degli adulti;in questo senso il nome Oi! dell’etichetta ospite, col suo insito richiamo alla scena punk, è perfetto come la pista in legno e moquette impreganta d’alcol, ganja e sudore.
Gomes sta scaldando gli animi, e alle sue spalle un collettivo sta dipingendo un quadro gigante ad immortalare lo spirito della festa.
Primo cambio e le chiavi del Paradiso vengono date ad Hatcha e Mc Creazy D.
“Re-rewind when the crowd say bo selecta” ve la ricordate? E’ la hit con cui gli Artful Dodger sdoganavano al Pop il 2-step e Craig David, ma è anche la tecnica di mix dei Dj dubstep che, dopo essere riusciti a mettere a tempo ritmiche contrarie persino alla gravità, bloccano tutto e in back spinnin’ ripartono dall’inizio. Ogni nota deve essere ballata.
A differenza del cocainomane e fashionist 2-step (ribelle solo a parole: “Got a groove on dancing/yeah, real hardcore/From the front to the back/That’s where i was at/You know, you know the Artful Dodger do it like that“), nel dubstep la parola d’ordine torna ad essere mentalism come per l’acid house dell’87, con la sola differenza che i bassi da lisergici sono diventati trebbiatrici senza controllo. Caspa ce lo fa capire ampiamente mietendo le nostre gambe e fottendoci il cervello: tra i Klaxons remixati da Skream e l’inno alla marijuana firmato Kevin Martin alias The Bug (un artista che pur rinnegando con forza la sua appartenenza al dubstep ne viene, giustamente, indicato come uno dei massimi esponenti), è impossibile restare fermi.
In consolle a chiudere Cotti and Cluekid, i Kruder e Dorfmeister del dub, come li ha definiti Simo KK, per il modo di far sballare il pubblico continuando a far ricerca; per ogni disco leggermente più easy ce ne sono altri tre ai confini dell’IDM.
Alle 5 passate Cotti si accende un mega spinellone; il quadro è ormai finito, i subwoofer possono rifiatare, e noi usciamo a riveder le stelle.
Federico Spadavecchia
Butterfly Turin/Berlin A/R, l’organizzazione che collega virtualmente Torino con la capitale europea della musica elettronica, presenta una nuova stagione di eventi in collaborazione con La Tana, una delle principali e più interessanti realtà torinesi legate alla musica elettronica, che ha animato i sabati notte degli ultimi tre anni al Fluido.
“La Tana meets Butterfly” regalerà ai nightclubber della nostra città una serie di party privati ospitati ogni sabato notte, durante i quali i DJ resident delle due organizzazioni, supportati da una line-up di ospiti internazionali d’eccezione, presenteranno una selezione musicale ispirata alle più interessanti e innovative declinazioni della musica elettronica europea.
La location scelta per tale serie di eventi è il nuovissimo e centralissimo drink+dancefloor BL:OG, ospitato negli spazi dell’ex COVER, storico punto di ritrovo delle serate torinesi dello scorso decennio, ora completamente rinnovato e convertito in un elegante club dove gustare ottimi cocktail sonorizzati da raffinate sonorità house, e dove la notte prende forma in una serie di feste esclusive, ad ingresso gratuito esclusivamente su prenotazione.
Per l’opening party di sabato 15 novembre 2008 “La Tana Meets Butterfly” presenta una line-up composta da tutti i DJ resident delle due organizzazioni ovvero Patrick Di Stefano, Andrea Frola, Federico Gandin e Andrea Zanardi per un set a otto mani caratterizzato da diverse sfumature del sound house più raffinato, inaugurando un calendario musicale veramente ricco di sorprese.
Per l’ingresso alla serata, a ingresso libero e consumazione facoltativa, è richiesta l’iscrizione obbligatoria in lista inviando nome e cognome di ogni partecipante agli indirizzi info@airbutterfly.com o tana_torino@yahoo.it.
BL:OG – Via San Quintino 2/i – Torino
technorati tags: fluido, la+tana, blog,federico+gandin
Dopo la grande apertura Sabato 15 Novembre ritorna ALTAVOZ al C.s RIVOLTA.
Altavoz è un grande evento dedicato alla musica e alla cultura digitale promosso da tutte le realtà che da anni contribuiscono allo sviluppo della scena elettronica del Nord-Est. Una notte con esponenti di primo piano della scena internazionale accompagnati dai nuovi talenti della realtà nazionale e locale. Dalle sonorità dance fino alle nuove frontiere della sperimentazione con dj’s, live set, visuals e performances per un evento unico senza precedenti.
Questa la line up:
International guest stars:
SHLOMI ABER (BeAsOne Imprint – Tel Aviv, IL)
MARKUS FIX (Cecille Rec. – Frankfurt, DE)
GIANCARLO LANZA (Tibit Rec. – Napoli, ITA)
djs e live set:
NICK DK (BeAsOne Imprint – Barcelonam DE)
CHRONIC FLAKES (Tenax Rec Rec – Ita)
MAX D. BLAS (Minimize Rec – Ita)
MAX VU (Fabbrika / KRD – Ita)
PAOLO TAMONI (Fabbrika – Ita)
ARM YOUR SAMPLER (YoMeets – ITA)
AUTRE (AltaVoz – ITA)
TOMMY OUTSIDE (Elektroparty – ITA)
OLDERIC (Le CLub / PyCairo – ITA)
LAIO (YoMeets – ITA)
EATER (Independent – ITA)
SIMONE ROSSO (Sublime Boutique – ITA)
KREYK (Radiance Rec – ITA)
ZEN (Independent – ITA
Apertura cancelli ore 22.00 – Info: http://www.altavozevents.eu
technorati tags: shlomi+aber, altavoz, rivolta
Tra tutti i nomi nuovi dei produttori di musica elettronica da club esplosi negli ultimi anni, a livello nazionale, il più interessante è sicuramente quello di Renato Figoli: questo ragazzone cagliaritano, infatti, non soltanto si è imposto in Europa (stampando su label blasonate come la Trapez di Colonia) con la sua miscela di rigor minimal e funk pungente, ma è anche riuscito nella non facile impresa di portare alla ribalta il fiorente sottobosco techno della Sardegna, dando vita ad una vera e propria scuola che può vantare talenti del calibro di Matteo Spedicati, Mr. Bizz, Andrea Ferlin ed il tanto giovane quanto ormai affermato Alessio Mereu.
Oggi Renato si spinge ancora oltre ed entra in un territorio che per un artista techno è peggio di un campo minato: pubblicare un album.
Ho perso il conto di quanti bravi Dj’s, spinti da quel bisogno mai troppo nascosto dell’essere considerati musicisti come gli altri, si sono letteralmente bruciati dopo aver dato alle stampe brodazze pompose prive di qualsivoglia utilità: troppo fiacche per il dancefloor (di solito si pensa che per essere intellettualmente accettati basta togliere la cassa), ma comunque inadatte per l’ascolto casalingo (e Dio ci scampi da questa mania di coinvolgere le orchestre…). Altri, invece, commercialmente più furbi si sono limitati al compitino di raccogliere su cd le loro hits più riuscite.
Figoli, però, ha dalla sua almeno un paio d’assi nella manica: una profonda conoscenza delle sue fonti d’ispirazione che entra in costante contatto con uno spirito ironico e mediterraneo.
In effetti è proprio guardando alle sue origini che si può comprendere quel sound così esteticamente inquadrato ma al tempo stesso vivace e frizzante. Di padre italiano e madre tedesca Renato sintetizza le caratteristiche tipo di questi due mondi sonori, Kraftwerk vs Tarantella, con l’aggiunta di passioni particolari per i produttori hiphop americani alla Neptunes (“Pharrell è un genio” mi disse qualche tempo addietro) e per la Basic Channel di Berlino.
“Dirty & Lost” richiama quasi un linguaggio da disco rap, ma in realtà non è altro che un mini(mal) riassunto di ciò che vi è contenuto: gli sfrigolii (giuro che questa non è voluta), le micro percussioni sono appunto elementi tipici della produzione finto low-fi stile Pharrell, ma al contrario dell’artista americano Renato non lascia spazi vuoti, stratifica il tutto con una serie di synth funky e dub uno sull’altro. L’ascoltatore si è quindi perso non riuscendo più destreggiarsi tra ciò che è semplice ascolto da poltrona e ciò che invece vorrebbe un intenso lavoro di glutei; come nella musica classica o nella maratona abbiamo una suddivisione in movimenti (e successivamente in fughe): Iniziando, progredendo, funk run, easy run, dark run, last run. A completare l’opera ci sono l’intermezzo housettone di salt & padde, e se come naturale ultimo sfogo delle suddette fughe vi è The Dancer (in cui nelle prime battute mi sembra di notare un richiamo alla scuola di Francoforte degli anni ‘90), per l’afterhour è pronta Beata Ignoranza (esempio perfetto di estetica figoliana per quanto riguarda i titoli) perchè è solo dopo una certa ora che tutti ballano su pezzi difficili col sorriso sulle labbra e senza chiedersi perchè (e forse sotto alcuni aspetti godendosela di più). Ultimo brano dell’lp è la misteriosa ICE 582 con i suoi richiami ai progetti più soft e jazzy made in Detroit.
Ecco nel caso di “Dirty & Lost” si può parlare davvero di album: belle canzoni legate insieme da una struttura propria ad andamento costante a testimoniare la crescita di un artista partito dalla minimal, contagiato dal groove ed ora un passo avanti alla nu house, no qui non si tratta di 3 tracce decenti più 7 riempitivi.
D’altronde la migliore qualità espressa da Renato sta in queste sue parole: “Io faccio un disco solo quando ho qualcosa da dire”.
Federico Spadavecchia
technorati tags: renato+figoli, dirty+lost, arrotino
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