Venerdì 12 dicembre MONOCHROME@DORIS
Ore 23:00
Il venerdi’ del Doris si muove tra sonorita’ disco e house. La direzione artistica come per la stagione passata e’ curata da Monochrome. Forte della fama guadagnata l’anno scorso con grandi nomi internazionali, tra cui Prins Thomas e Metro Area, anche questo venerdi’ la serata Monochrome@Doris (grazie al suo resident storico Rufus affiancato da DNArt e Marco Solforetti) fara’ registrare il tutto esaurito, si raccomanda quindi al pubblico di raggiungere l’entrata del locale entro la mezzanotte.
Questa settimana:
Black Room: Rufus + Jommi (art director Link Bologna)
White Room: DNArt + Marco Solforetti
Sabato 13 dicembre “WE DON’T LIKE LOBSTER”
Ore 23:00
Il sabato sera con la serata “we don’t like lobster” il resident dj Vizioso porta sul nostro palco il meglio dell’electroclash, un genere che affonda le sue radici musicali principalmente nella dance music, nell’electro pop e nella italo disco.Recentemente in questa serata è stato ospitato Munk, uno dei dj piu’ illuminati di questo genere musicale.
Ammetto di essere un po’ in ritardo, ma eccomi finalmente qui a scrivere due righe sullo scorso weekend a Londra.
A dire la verità non so da dove iniziare…diciamo che Londra è sempre più bella ogni volta che ci torno, questa volta poi avevo ancora più curiosità perchè ci sono sempre andato d’estate ed è stata la prima volta che la vedevo in versione autunno/invernale, senza contare che finalmente si sarebbe fatto un po’ di clubbing.
Venerdì pomeriggio camminando nella zona di Covent Garden mi fermo a guardare la vetrina di un negozio di vestiti quando la mia attenzione si sposta su un poster attaccato nell’angolo, si trattava del poster pubblicitario della serata della Kitsuné che si sarebbe tenuta la sera stessa alla discoteca Heaven. Mi metto a leggere meglio e la commessa jappo del negozio apre molto gentilmente la porta e con un grande sorriso mi consegna in mano il flyer. La serata di venerdì offriva parecchie alternative, tra le quali spiccavano due serate parecchio interessanti per il popolo trance (non per me): Paul Van Dyk al Matter, e il party Gallery al Ministry of Sound, quindi anche se mi sarebbe piaciuto vedere questi due superclub li ho evitati a priori. Mi avrebbe fatto piacere visitare anche il tanto blasonato Fabric, ma il programma prevedeva musica Drum’n'Bass, genere di cui sono parecchio ignorante e per cui non ho mai nutrito molto interesse. A questo punto vada per la Kitsuné, con l’ulteriore vantaggio della facile raggiungibilità del locale essendo vicino alla stazione di Charing Cross.
Dopo cena saliamo sulla mitica “Tube” londinese direzione Charing Cross. Appena usciti dalla stazione ci troviamo in una via abbastanza stretta strapiena di gente, pub a destra e pub a sinistra, anche in Inghilterra ora è vietato fumare nei locali pubblici, quindi tutti i locali hanno una gran ressa di gente fuori che si concede cinque minuti di gelo e un po’ di nicotina. Il club Heaven si trova a circa metà di questa strada sotto una galleria fatta ad archi. La coda è lunga, ma gli inglesi non accennano a nessun disturbo, anzi se ne stanno tutti in coda aspettando il loro turno per entrare. Noi non abbiamo il biglietto e da una parte è meglio: l’ingresso senza prevendita costa 17 £ (al posto di 12) però non devi aspettare troppo per entrare. All’ingresso metal detector e controllo da parte della security, quindi possiamo scendere le scale per entrare nel club. La prima cosa del club a colpirmi è il buio, tutte le sale sono senza un filo di luce, ma soprattutto il grande entusiasmo della gente. Mentre ci sorbiamo un’altra coda per il guardaroba, ho occasione di fare una veloce conoscenza con una ragazza molto carina e simpatica del luogo che mi chiede se le posso gentilmente prendere la giacca visto che lei se ne sta andando. La gente è tutta sorridente, con gran voglia di divertirsi. Nella sala grande stanno suonando gli Autokratz: stanno facendo un live discreto con due Macbook Pro, uno dei due canta anche qualcosa al microfono (non si capiva niente), cassa bella dritta e la gente apprezza. Andiamo a fare un giro nelle altre sale: il pubblico balla e si diverte ovunque…drum n bass, house/revival, electro…qualsiasi genere trovi vedi ballerini che se la godono. Altra nota di merito per le console: in tutte le piste, compresa quella della sala bar dove a dir tanto ci avrebbero ballato una cinquantina di persone è dotata di Technics 1200, Pioneer CDJ 1000 e mixer Allen&Heat o Pioneer DJM 600/800. Cosa che ho gradito parecchio; ci sono locali anche seri qui in Italia dove poi in console vedi giusto i cdj 100 Pionner, e a me personalmente cadono le palle. Tornati in main room tocca ai Digitalism. L’atmosfera diventa infuocata con la temperatura si aggira sui 40 gradi, ed il livello di umidità pari a quello della foresta pluviale, il dancefloor è fuori controllo. A dire la verità mi aspettavo qualcosa di più dal duo tedesco, ma è anche vero che l’electro non è il mio genere preferito, ad ogni modo si fa festa e si balla.
Il party finisce con l’iimancabile coda per prendere le giacche e quindi taxi (i famosi “cab”) fino al nostro albergo a King’s Cross. Non essendo poi così tardi l’autista ci chiede se ci deve portare direttamente in qualche club di King’s Cross per proseguire la serata, ma con un sorriso spiego che siamo stanchi e siamo svegli da quasi 24 ore quindi preferiremmo riposarci.
Sabato sera è “La serata”, l’ultima Border Community Night alla discoteca The End, che a gennaio chiuderà i battenti dopo 13 anni di grandi eventi. Si vocifera che ci sia in programma una futura apertura di altri superclub, ma per adesso nessuna notizia sembra essere attendibile al 100%. Dopo una giornata dedicata allo shopping smodato tra Camden Town e Oxford Street ci concediamo un paio di ore di sonno in previsione della serata, usciamo quindi abbastanza tardi e andiamo a cena in una steakhouse a Soho. Le strade sono affollate e la metropolitana è monopolizzata dai clubbers: alcuni stanno andando ad una festa in maschera e assistiamo a parecchie scene divertenti. Arrivati nei pressi del famoso “The End” non troviamo la via precisa e chiediamo ad alcuni ragazzi che non stanno venendo lì ma che si offrono molto gentilmente di accompagnarci a piedi. Ringraziamo, e subito lo sguardo si sposta sulla coda interminabile che c’è fuori dal locale: una fila del genere credo di non averla vista da nessuna parte. Alcune persone che arrivano senza biglietto chiedono in quale coda si devono mettere; il PR commenta la coda interminabile con un “very big night this one”. Fortunatamente abbiamo le prevendite che mostro al PR di turno che ci consegna i braccialetti per accedere al locale. Un quarto d’ora siamo dentro, prima però la security ci perquisisce in maniera molto decisa, diaciamo che viene controllata qualsiasi parte del corpo salvo i gioielli di famiglia…eh eh…scendiamo le scale…apriamo la porta e…sul muro è proiettata la famosa copertina dei dischi Border Community, il mio entusiasmo inizia a salire, mi giro a sinistra e mi trovo faccia a faccia con James Holden. Mi sto veramente esaltando come un pazzo. Nel frattempo siamo investiti dalla musica del lounge, dove sta suonando un ottimo Kieran Hebden (a.k.a. Four Tet). Ma la mia attenzione va subito alla sala principale: è buio pesto, un ottimo sound system e balza subito all’occhio l’anello di neon blu che circonda la console leggermente rialzata del locale; sta suonando Avus: ottime atmosfere tra neotrance e techno, molto bravo,fa girare i vinili e la gente in pista sta già uscendo fuori di testa. Dopo circa 20 minuti sale in console il padrone di casa, James Holden,la gente (me compreso) lo acclama come una rockstar. Lui è in gran forma: butta su subito un disco senza cassa per 5 minuti; la gente si carica e appena entra il secondo disco con una cassa in quattro quarti il pubblico esplode!!! E’ proprio vero che questi personaggi vanno sentiti suonare in casa loro!! Ottimo dj set, a tratti anche abbastanza tirato, e a differnza del club della sera precedente, nonostante il The End sia pieno, il caldo è abbastanza sopportabile…momento di massimo godimento quando Jmaes suona “Lonely planet” di Shit Robot…disco che propongo anch’io…ballo come un pazzo…sono quasi commosso a vedere tutto questo. Il dj set prosegue, parte un disco che tutti cantano credo fosse un remix di qualche canzone abbastanza famosa che però non ho riconosciuto…Holden apprezza l’affetto che i clubbers gli offrono. Il set è quasi al termine e parte il remix di Ricardo Tobar di “I need medicine” di Fairmont e anche lì il dancefloor vola via. Nathan Fake intanto ha raggiunto la console e sta preparando il suo laptop. Holden mette l’ultimo disco e poi ferma la musica godendosi un grande applauso. Nathan Fake è pronto ma James a sorpresa decide di metterne un altro provocando il delirio generale. Altri applausi alla fine del disco e parte Nathan Fake…sentiamo giusto un paio di dischi e decidiamo di andare. Dopo l’artista inglese sarebbe stato il turno di Ellen Allien, ma domenica mattina ci aspettano altri giri per la capitale inglese e l’ora è già parecchio tarda. La serata sarebbe andata avanti fino alle 7 del mattino, io ho sentito il mio idolo e sono pienamente appagato. Lascio il The End con un sorriso enorme; mille pensieri e valutazioni su quella che è la scena dei club londinesi, inevitabilmente paragonandola a quella di Milano vengo assalito da un po’ di tristezza…ma tutto sommato sono felice. Imbocchiamo a piedi Oxford Street in cerca di un taxi (impresa ardua a quell’ora) e alla fine lo troviamo; in albergo mi butto a letto con i piedi distrutti ma il sorriso non mi è ancora passato.
M.A.S.S.I.
Episode 1
Una sfida senza esclusione di colpi tra i migliori dj producer di Firenze. Nel ring del Viper Theatre Domenica 7 dicembre elettronica sperimentale, house, dubstep e rarefatte ambientazioni sonore si fondono insieme e danno vita ad un evento unico nel suo genere.
Fin dalle prime ore della notte giovani talenti musicali fiorentini e navigati dj producer si daranno battaglia dietro ai loro mixer e alle loro consolle. Un occasione unica per apprezzare finalmente in unica serata il meglio della produzione fiorentina in questo ambito musicale.
Warm up
TELEMATIK GURU_live
Ring
MENZA VS OLDEN
JOHN HASH VS ANGY DAMBROSIO
CLOVER ONE VS CLOVER TWO
MATTHEW CARRERA VS MICHEAL BYRNE
DEBSOLUTE ONE VS DEBSOLUTE TWO
UAUI VS CRAWLER
ANDREA RUCCI VS PONZ
Bunker
NUMA CREW VS SHINJING_Thanks to GOLD
Presentazione di Andrea Rucci vs Ponz “Lazarus” ep. Sumo Production
Info 393 9012540 o 393 97 89953
www.myspace.com/femflorencelectronicmovement
VIPER CLUB_Via Pistoiese ang. Via Lombardia_Firenze
Ingresso 10 euro con consumazione
Domenica 7 dicembre parte il tanto atteso after tea della Domenica, con una line up d’eccezione e un dj set che durerà dalle 18 del pomeriggio alle 4 del mattino.
Vakant Showcase sarà protagonista di questa serata.
Anche quest’anno al Goa non mancano gli after tea: ormai è un rituale fortunato e azzeccato che si ripropone. Per quelli che al piacere del club e della musica di alta qualità, amano accompagnare il cibo e un buon tea caldo, è l’occasione giusta per partecipare. Tra mercatini, installazioni e buone cose da mangiare. L’etichetta Vakant, realtà berlinese nata nel 2004, sarà la protagonista della serata.
La label è diventata in poco tempo una label culto per gli amanti della minimal techno, grazie allo stile inconfondibile delle produzioni di artisti di assoluto valore come Alex Smoke, Robag Wruhme (metà del duo Wighnomy Brothers), e Onur Ozer, nomi che hanno spopolato nei club e nei festival di tutta Europa.
AFTER TEA
ONUR OZER
&
NICO PURMAN
Apertura alle 18.00
Buffet, Tea e Mercatino
PREZZO: 10 EURO, incluso buffet
Penultima data del 2008 per Funk You, un altro ospite d’eccezione, profondo sperimentatore della musica hardtechno, fuori dai normali canoni di musica da club.
Be ready for the next Funk You party, be easy as always, STAY HARDTECHNO!
GREG NOTILL (Carnage| Working Vinyl | Hardwork | Trivial) www.myspace.com/djgregnotill
“We’re not popstars!” Fedele a questo motto Greg continua a riconfermarsi stagione dopo stagione fra le migliori menti hardtechno del pianeta!
Nonostante produca da ormai ben 14 anni, il suo modo di veder le cose è rimasto invariato: devozione e sostegno al concetto di underground. Le sue performances, strictly hardtechno, sono caratterizzate da uno stile inequivocabile: 160 bpm, cassa particolarmente secca e aspra, tracce ricche di breaks, continui cambiamenti e tanta energia che Greg emana per coinvolgere il suo pubblico. Notill spopola in tutta Europa e Sud America collezionando gigs nei migliori club nonché apparizioni ad ogni festival di spessore. Le sue oltre settanta produzioni vengono licenziate dalle più importanti etichette discografiche del movimento e sono regolarmente suonate dagli altri big come Rush, Wittekind, Boris S e Lukas.
Just Funk You, fun, smiles and hardtechno!
ONIKS (Funk You | Htis | Italia) www.myspace.com/oniks101
KID BUTCHER Live! www.myspace.com/kidbutcher
VISUAL:
SYNTAGROOVE www.myspace.com/syntagroove
MORE INFO:
www.myspace.com/funkyoumilano / www.funkyou.it
funkyoumilano@hotmail.it (Mail o Msn)
INFOLINE:
338.6772100 – INFO PULLMAN: 333.4723585 / 338.6772100
Doors Open at 23:00 / Ingresso euro 10 – Ingresso donna entro le 24.00 euro 5
technorati tags: /different+grooves, oniks, funk+you,oniks
“La Tana Meets Butterfly“, il nuovo party privato del sabato notte di Torino, si sta confermando come un appuntamento fisso per un pubblico raffinato e esigente di clubber all’insegna delle più interessanti e innovative declinazioni della musica house europea.
In occasione del prossimo appuntamento di Sabato 6 dicembre 2008 Patrick Di Stefano festeggerà il suo compleanno e 15 anni di carriera artistica, iniziata nel 1993 con la trasmissione radio “Flippaut” su Blackout Radio e proseguita con la creazione del collettivo Generalelektrik e TORINODISCOCROSS, con un DJ set caratterizzato dalle sonorità minimal house berlinesi più innovative ed eleganti, all’insegna del divertimento puro. Patrick sarà affiancato in consolle dall’eclettismo sonoro di Andrea Frola de La Tana.
La location scelta per l’evento, appositamente allestita a festa per l’occasione, è il nuovissimo e centralissimo drink+dancefloor BL:OG, ospitato negli spazi del COVER, storico punto di ritrovo delle serate torinesi dello scorso decennio, ora completamente rinnovato e convertito in un elegante club dove gustare ottimi cocktail sonorizzati da raffinate sonorità house, e dove la notte prende forma in una serie di feste esclusive, ad ingresso gratuito esclusivamente su prenotazione.
Selezione alla porta, un nuovo bar “anti coda” con uno staff selezionato e forse l’unica vera struttura nel pieno centro di Torino a potersi definire un vero e proprio music club, sono gli ingredienti di questo nuovo volo “vietato ai minori” sul quale invitiamo tutti quanti ad imbarcarsi, già dalle ore 22.00 per un ottimo cocktail sonorizzato, e fino a notte per chi vorrà fare ondeggiare al ritmo di musica house di qualità!
Per l’ingresso alla serata, a ingresso libero e consumazione facoltativa, è richiesta l’iscrizione obbligatoria in lista inviando nome e cognome di ogni partecipante agli indirizzi info@airbutterfly.com o tana_torino@yahoo.it.
technorati tags: fluido, la+tana, blog,federico+gandin
Venerdi’ 5 dicembre al Ginger Zone si terra’ una serata dedicata all’autoproduzione di musica elettronica indipendente. Lounge, jazz, worldbeat saranno gli ingredienti dei live set di Aimo, Eusebio Porno e Todaywith, giovani producers dell’area fiorentina che si alterneranno alla console con i propri laptop accompagnati dai video di Jacopo Menzani.
ore 19:00 aperitivo e dj set di SndSucker
22:00-24:00 live set A/V di Aimo, Eusebio Porno, Todaywith
Il programma completo del Ginger Zone, lo spazio culturale del Comune di Scandicci la cui programmazione e’ curata da SWITCH- creative social network, e’ disponibile sul sito www.gingerzone.net
Lo spazio e’ aperto tutti i pomeriggi dal martedi’ al venerdi’ con Internet Point e con il punto informativo Ecoazione (sportello sulle pratiche ecosostenibili) il martedi’ e il giovedi’.
P.zza Togliatti – Scandicci (FI) Ingresso libero
4 protagonisti storici del clubbing torinese si sono dati appuntamento al Fluido tutti i venerdì sera a partire dal 5 dicembre per dare vita a “Macumba”.
Andrea Frola, Federico Gandin, Pisti e Roger Rama saranno i dj che si alterneranno alla consolle del nuovo venerdì a bordo fiume.
Il Fluido, in quasi un mese di pausa, ha completamente cambiato veste effettuando un restyling radicale nella sala inferiore trasformando il proprio concept in una esotica clubhouse a bordo fiume con due zone ben definite grazie anche agli allestimenti tutti da scoprire dei designer Ronan e Edward Bouroullec!
La proposta musicale sarà per tutti e quattro i dj un attento ritorno alle origini, un’escursione tra il passato e il presente del proprio background musicale, dalla disco alla prima house, dal jazz alla world music, dal funk alla techno, ma con un unico filo conduttore: il ritmo!
Prima di Macumba e per tutta la settimana sarà possibile cenare alla griglia grazie al ristorante Volver insediatosi permantemente al Fluido nella terrazza panoramica.
Primo appuntamento Venerdì 5 dicembre dalle ore 22 con Pisti, Federico Gandin e Andrea Frola
Nato a Torino Hugo era molto giovane quando ebbe la percezione che la musica per lui era qualcosa di piu’ di una semplice espressione artistica. Dopo un lungo training come musicista jazz, Hugo si innamora della musica elettronica durante gli anni novanta e fonda cosi’ la sua prima etichetta, la “General Elektrik”. Nella sue produzioni musicali si possono avvertire influenze di Funkadelic, Headhunters e Maceo Parker. Attualmente Hugo sta suonando nei migliori clubs e festival di tutta Europa. Tra questi: Goa Club di Roma, Watergate di Berlino, Fabric di Londra.
Negli scorsi mesi ha suonato anche all’Elettrowave festival e al Panorama Festival di Napoli.
Via Faenza 4, Firenze_Ingresso libero entro le 00:30 in lista o su invito
(dopo le 00:30 ingresso ridotto 12 euro, intero 15 euro consumazione inclusa)
Info e liste: 393 9012540
Forse non tutti sanno che per far funzionare la rete internet c’è bisogno di tanta energia quanta ne usa il Brasile. Spesso si pensa che la distribuzione via internet di opere artistiche sia un’attività pulita.Questo in parte è vero. Sicuramente distribuire musica, per esempio, attraverso la rete ha minor impatto rispetto alla distribuzione fisica. Ma purtroppo questo tipo di distribuzione
non è ancora a impatto zero. Se poi si pensa alla fruizione delle opere “immateriali” tutto diventa ancora più complicato. I-pod, cellulari e computer purtroppo sono pieni di sostanze nocive e hanno in impatto sull’ambiente notevole. Si cerca sempre il nuovo modello, si butta via senza riciclare quello vecchio e si usa tanta energia per tenerli sempre carichi.
Per fortuna alcune soluzioni ci sono ed è bello parlarne. Qui nasce l’incontro tra Nettare a Play on Plaid: sensibilizzare gli utenti di Nettare sulle possibilità ecologiche delle nuove tecnologie.
Play on Plaid sarà presente in Piazza Nettuno a Bologna per distribuire in modo ecologico la prima compilation di Nettare.
Grazie a dei carrelli alimentati dal sole saranno presenti alcuni computer dove si potrà tramite una chiavetta USB scaricare la compilation e fare due chiacchere su come migliorare la nostra impronta ecologica. La compilation di Nettare nasce dalla collaborazione tra Homework (Bologna),Musicaoltranza (Bologna), Flexible Audio (Genova), Chew-Z (Torino), A Quiet Bump
(Irpinia) e racchiude uno spaccato di qualità dei migliori netartists italiani.
La scelta di Nettare di distribuire la compilation attraverso chiavetta USB ha reso obbligatoria la collaborazione di Play on Plaid. Possiamo, attraverso i nostri “Solar Beats”, alimentare i computer necessari all’operazione in modo pulito. Si richiede alla
“generazione guardami” di staccarsi dal social network dei vari myspace e facebook e venire in piazza a scaricarsi i file. Insomma un occasione per uscire di casa. Play on Plaid è una piattaforma per sensibilizzare la cultura elettronica sulle tematiche ambientali. Nasce nel 2007 a Bologna con uno dei primi concerti alimentati ad energia solare da un idea di Bartolomeo Sailer con la collaborazione di Alan D’Incà.
Successivamente, grazie a Si Produzioni sono stati creati i Solar Beats: impianti fotovoltaici trasportabili che generano 100w. Nelle sue performace Play on Plaid chiede ad artisti elettronici di realizzare le loro opere con la tecnologia Solar Beats.
“Liberi di suonare!” Dopo l’enorme successo dell’anno scorso – oltre 2.000 iscrizioni – ripartono anche per il 2009 i concorsi della fondazione Arezzo Wave Italia per tutti gli artisti emergenti d’Italia! Come sempre la partecipazione è gratuita ed aperta a band, dj producer, vj e progetti audio/video che vogliono esibirsi sui palchi della prossima edizione di Italia Wave Love Festival che si terrà a Livorno dal 16 al 19 Luglio.
Come già da qualche anno la Fondazione Arezzo Wave Italia supporta Action Aid che sarà presente in tutte le selezioni di band e dj in tutta Italia con materiali e supporti informativi sulle proprie attività e sulle urgenze umanitarie del nostro tempo.
Per dj producer, vj e progetti a/v il concorso si chiama ELETTROWAVE CHALLENGE. Simili le modalità di iscrizione e selezione, con 19 date live in tutta Italia. I vincitori si esibiranno a Elettrowave, cuore elettronico e digitale di Italia Wave Love Festival. Per i due migliori dj producer, oltre alla partecipazione a Elettrowave, in palio, per la categoria “4/4”, anche la pubblicazione di una traccia su vinile con remix di un dj affermato a livello internazionale sull’etichetta milanese Thisorder. Al miglior dj andrà anche un mixer Allen & Heath xone:92 messo in palio da Grisby Music, distributore italiano dei mixer professionali Allen & Heath.
Tutti i regolamenti e le modalità di iscrizione dei concorsi sono on line su www.italiawave.com.
Scadenza di iscrizione: 15 gennaio 2009
Per ulteriori info:
ELETTROWAVE CHALLENGE: info@elettrowave.eu
technorati tags: livorno, elettrowave
Dopo il suo primo ospite internazionale, Dandy Jack, ospitato in consolle da MOOD la scorsa settimana, il venerdì notte elettronico del The Beach° volge nuovamente lo sguardo ai più interessanti talenti torinese per proporre un live che già lo scorso anno, quando ancora MOOD calcava la consolle del Fluido, aveva suscitato una risposta molto positiva da parte del pubblico cittadino. Venerdì 5 Dicembre, infatti, il progetto Ienasaw torna a presentare il proprio live. La serata sarà inoltre l’occasione per festeggiare il compleanno di Ela, all’epoca Manuela Gandolfo, djette della scena torinese parte della crew dei Crop Circle Unit, che si esibirà in apertura di serata.
IENASAW è infatti un progetto musicale Made in Torino, composto da Lorenzo Chiabotti, Maurizio Ricci e Tino Paratore. Nel settembre 2007 esce su ClaqueMusique, netlabel di Carola Pisaturo, il primo ep dal Titolo “Brindaban” che riscuote un buon successo a livello nazionale e non solo. Nel novembre 2007 esce il promo ufficiale dal titolo “The Vulgar Display of Lfo” per la nota label spagnola Vinyl Club Recording, distribuito in tutto il mondo dalla Neuton. Le tracks “Bubble Camp”, “Camp del’Arpa” e “Hotel Sequencer” vengono suonate nell’estate 2007 nei party più esclusivi dell’isola bianca (Ibiza), come Monza (Privilege)- Circoloco (DC10) e Alma (Privilege) riscuotendo un ottimo successo nel panorama tech-house europeo. Lorenzo Chiabotti dopo aver proposto il suo live presso il party più underground di Barcellona, il “Miniclub”, si esibirà nella consolle del The Beach°, con un live set del tutto speciale: sarà una corsa fino all’ultimo beat tra drum machine analogiche e sequencer digitali.
Dalle 19.00 alle 23.30 – MOOD Pre-Party @ Gipso Chupiteria – Via Ormea 147 – Torino
Dj: GANDALF
La Traum, l’importante label tedesca, fa tappa al Goa Club di Via Libetta per il suo decimo anniversario, con due ospiti d’eccezione. I due guru della minimal-tech saranno i protagonisti della serata Ultrabeat.
DOMINIK EULBERG
Dominik Eulberg nasce nel 1978 nella bella regione del Westerwald, dove cresce immerso nella natura. La passione di Dominik per la musica elettronica nasce già in giovane età. Con gli amici, era sempre all’ ascolto di quei suoni così apparentemente mistici del radio show Clubnight con Sven Vath. Una volta influenzato da questo incanto, la passione per questo genere di musica non lo abbandona mai. Nel 1995 compra alcune macchine per fare musica; attraverso queste esprime pienamente la sua creativita’. La prima pubblicazione appare sull’etichetta Ware di Mathias Schaffhausers e su Raum Musik. Poi incontra Riley Reinhold e Jacqueline Klein e si sviluppa una fertile collaborazione per le etichette Traumschallplatten e Trapez. Su Traumschallplatten realizza anche il suo primo album Flora e Fauna. Molte pubblicazioni seguono su etichette come Platzhirschschallplatten o Cocoon. Si fa un nome anche come remixer remixando pezzi di artisti conosciuti come Roman Flugel, Le Dust Sucker, Tiefschwarz e Nathan Fake. Poi ogni cosa si sviluppa molto velocemente. Viene selezionato al Newcomer del 2004 e come terzo miglior produttore dalla eminente e rispettabile magazine tedesca di musica elettronica, Groove. Al voto dei lettori, il suo album di debutto Flora & Fauna viene selezionato dalla magazine Raveline come il terzo migliore e da Groove e De:Bug come il quinto miglior album del 2004. Anche per il tedesco Dance Music Award del 2004 Dominik Eulberg viene nominato nelle categorie Best Remix e Best Newcomer. E’ senza dubbio uno degli artisti Techno più interessanti degli ultimi anni. Dopo svariati singoli ed un album, Dominik pubblica nel 2007 altri due notevolissimi album su Traumschallplatten e Bionik su Cocoon. Quest’ultimo, Bionik, è la fusione di più generi dove Dominik riduce i field recordings in favore di una techno più asciutta, di derivazione rephlexiana con forti accenni alla scena tedesca e rimandi a certa new ambient di derivazione !K7.
THOMAS BRINKMANN
Due cose su Thomas Brinkmann sono note ai più: la prima è che il musicista tedesco è uno dei più innovativi sperimentatori sonori degli ultimi vent’anni all’interno delle scena minimal techno, la seconda è che proprio per questo motivo è sempre rimasto un artista ai margini del grande giro, dei cachet da capogiro, delle tournè mondiali, delle produzioni più o meno commerciali. Thomas Brinkmann è ciò che si può considerare l’antidivo della musica elettronica moderna, sempre così autocelebrativa e di culto, tipico personaggio pionieristico che da sempre lavora nell’ombra, molto meno conosciuto di tanti altri suoi celebrati colleghi, ma proprio per questo più affascinante e sicuramente influente su intere generazioni di musicisti techno.
Anche la storia artistica di Brinkmann è una specie di puzzle i cui pezzi sembrano trovare oggi (o per lo meno solo negli ultimi anni) finalmente la giusta disposizione nel quadro generale della sua carriera. Insofferente ai dogmi e alle forme troppo ristrette di disciplina sin da giovane (ama raccontare di come venne cacciato dalla scuola d’arte di Dusseldorf per le sue idee moderne e radicali), è stato uno dei primi che nei lontani anni ottanta incominciò a lavorare sulle linee ritmiche della musica elettronica, ottenendo, grazie a un meticoloso lavoro tecnico su strumenti e tecnologie dell’epoca (oggetto di vanto sono i suoi piatti muniti di doppio braccio meccanico, ma molto importante fu anche l’uso di un doppler effect per ottenere sonorità dub) tecniche di remix assolutamente all’avanguardia per i tempi, grooves complessi, effetti sonori sorprendenti, ricerche sula voce mai sperimentate. Il tutto unito a uno stile e a una sensibilità innati. In anticipo sui tempi di almeno un decennio, fu solo nel 1997 che però Thomas Brinkmann fece della sua attitudine una vera professione, grazie ai remix pubblicati per Plasticman (suo mentore nel sentiero della musica techno minimale) e per il conterraneo Mike Ink.
Goa Club
Libetta Village
prezzo: 15/20 euro
La crisi internazionale che da mesi sta devastando i mercati di ogni Paese non risparmia nemmeno la musica elettronica: FOEM rivela infatti che la celebre casa di distribuzione Neuton con sede a Dusseldorf abbia intenzione di dichiarare fallimento questa settimana.
La Neuton negli anni era diventata l’impresa leader del settore specie dopo il fallimento, avvenuto qualche anno fa, di un altro marchio leggendario: la Prime Distribution (holding delle altrettanto mitiche labels Primate e Primevil).
Tra le etichette distribuite dalla Neuton ricordiamo le berlinesi Perlon, Treosr e le inglesi Four Twenty e Vakant.
Se questa notizia dovesse essere confermata il mondo vinilico subirebbe l’ennesimo durissimo colpo da parte dell’industria degli mp3; speriamo solo non sia quello di grazia.
Fonte: FOEM
technorati tags: neuton, fallimento
Due settimane fa, dopo quasi due anni di assenza, ho rimesso piede ai magazzini per un party di venerdì: c’era Marco Carola, protagonista di un set di una noia mortale, c’era troppa gente e ci si muoveva a fatica, ma tutto sommato ho decretato che avrei potuto tornarci per uno dei party più attesi di questa stagione invernale, quello di ieri sera, appunto.
A dir la verità, ieri ho avuto una giornata di merda per cui non ero molto in condizione ed ero tentato di stare a casa, ma fortunatamente ho realizzato che non avrei potuto mancare l’appuntamento con uno dei più grandi geni della musica contemporanea.
Laurent Garnier, alla fine della fiera, non è nient’altro: non è uno che mette due dischi in fila, schiaccia due tasti, togli-la-cassa-metti-la-cassa e tutti a casa, è semplicemente un fottutissimo genio oltre che uno dei migliori dj del mondo, forse addirittura il migliore.
E’ un genio perchè in tre ore di set ha preso per mano tutte le persone che c’erano ieri ai magazzini, una per una, e le ha portate dove voleva lui, in un giro in ottovolante lungo tre ore; lo vedi ballare, fare delle facce assurde, lo vedi che si diverte persino più di tutti quelli che gli stanno davanti, ipnotizzati dalle sue magie, eppure vedi che è sempre, comunque, pienamente in controllo di tutto quello che succede, non comanda solo i cdj e il mixer ma comanda anche le emozioni di tutta la pista.
Non è da tutti riuscire a stabilire un legame con la pista, quel legame di cui parla anche Coccoluto nel suo libro , quel momento in cui ti accorgi che hai in pugno tutta la gente che hai davanti e che la puoi portare dove vuoi: se sei bravo, in un set ti capitano due, tre dischi che portano la gente in quel “higher state of consciousness” che dalla console riesci a percepire e che, per “noi”, è la massima soddisfazione possibile.
Laurent Garnier è uno che ti porta in questo stato coi primi due dischi e ti ci tiene per le tre ore successive.
Quando Laurent Garnier suona, se Laurent Garnier decide che la pista salta, la pista salta; se decide che la pista piange, la pista piange; se decide che la pista ride, la pista ride; e la cosa più incredibile è che in tre ore, lui decide tutte queste cose senza soluzione di continuità.
E’ così che ieri è partito suonando deep techno dal fortissimo sapore oldschool, seguendo un continuo crescendo che ha reso la situazione più techno che deep, ma sempre con la classe di quello che ti guarda dall’alto in basso e ti dice “a regazzì, io suonavo techno che tu ancora non eri nato” e che fa sì che noi comuni mortali lo si possa solo guardare, ammirati, mentre si diverte come un bambino al parco giochi che noi si salti con lui, perchè alla fine non vorrai mica star fermo con tutto sto ben di dio musicale che sta sfoderando.
E il crescendo continua, Lorenzo si prende cura del pubblico femminile mantenendo sempre il livello di funkettonaggine piuttosto elevato e, ovviamente, evitando le maranzate, ma siamo su un ottovolante, per cui appena ti giri un attimo Lorenzo ha cambiato radicalmente genere senza che tu te ne accorga: ti distrae con una melodia, poi però attenzione! appare una 303 dal nulla e pimpumpam ecco che siamo a Londra, ad un party acid.
Giusto il tempo di due acidate e Lorenzo decide che è ora di far venire giu lo stadio con una giocata da campione: mette a sedere gli ultimi difensori, quei due o tre che ancora non si stavano strappando i capelli e arrampicandosi sul soffitto, e insacca il remix di Mark Knight di The man with the red face, roba che se fossi Mark Knight e sapessi che Garnier anzichè suonare il suo original suona il mio remix potrei pure andare in pensione contento…
Quando la folla riconosce il lead (e mi ha stupito vedere quanta gente l’abbia riconosciuto, a Milano), è davvero finita, non ce n’è più per nessuno: è arrivato quel momento in cui, definitivamente, Lorenzo potrebbe anche mettersi a suonare i dischi di Califano e la gente lo seguirebbe lo stesso.
Ma stiamo parlando di Laurent Garnier, mica di un Gino Salamella qualunque: il manovratore dell’ottovolante non vuole che sudiamo troppo, che fuori fa freddo e poi ci ammaliamo, e decide che dopo il massimo del fomento raggiunto con la faccia rossa (io ho perso la voce, cazzo!) ci fa tirare un attimo il fiato, e sfodera dei bonghettini di VERA HOUSE, come diceva un mio amico, che tanto piacciono alle donzelle…ma non basta: giro della morte sull’ottovolante e la bonghetteria si trasforma in una ritmica spezzata, la vera house prende la piega più jazzeggiante possibile e ci troviamo teletrasportati a un aperitivo in spiaggia al tramonto.
Io, notoriamente, non mi drogo e ormai non bevo quasi più, fatto sta che tutto questo è successo nella prima ora e mezza circa di set e, dell’ora successiva, mi ricordo solo che Lorenzo ci ha regalato un altro crescendo, non schiacciando il pedale della techno ma schiacciando quello della melodia, per cui ora delle 5 meno 20 i suoni erano quelli della neotrance più intelligente resi famosi da James Holden e Nathan Fake.
(Edit a posteriori: grazie alle domande di Fede, mi sono ricordato che ha suonato anche “I’m waiting for the man” dei Velvet Underground, che nella confusione mentale della gioia massima di oggi avevo dimenticato ma che ieri sera ha fatto scompiglio )
Mancherebbero – in teoria – 20 minuti alla chiusura, Lorenzo decide che è ora di un finale pirotecnico e ci riporta a houselandia, tra le trombette e i vocal femminili ultragay…ma non basta.
Le luci si accendono, la cassa in quattro quarti sparisce per una pausa, Lorenzo fruga un po’ nel cappello a cilindro, sfarfuglia un po’ di tasti….rullo di tamburi, cambio di metrica, dnb!
E ci godiamo due dischi dnb a luci accese, saltellando di gusto col sorriso da un orecchio all’altro e le lacrime di gioia agli occhi.
“Basta Lorenzo, stasera è stata troppa roba per le mie giovani orecchie, facci andare a casa”
No, lui prende il microfono, dice “One last track” e suona “I feel love” di Donna Summer; io non ho più voce, l’ho persa quando ha messo “The man with the red face”, ma canto lo stesso a squarciagola saltando con le ultime forze residue e Lorenzo capisce che l’ha fatta grossa, che non può mandarci a casa così perchè siamo ancora troppo carichi e ci regala ancora due dischi, sempre di disco vecchissimo stampo, per poi mandarci a dormire felici.
Felici per un set clamoroso di un grandissimo musicista, ma felici anche per aver riscoperto i magazzini, che forse si sono un po’ ripresi dall’atroce sbandata degli anni passati e che magari potrò tornare a frequentare un po’ più assiduamente, ovviamente evitando i party marrungia che ancora ci sono, tipo quello degli AOL con Loco Dice di settimana prossima.
Nota:in questo post, che pure mi è venuto abbastanza lungo, ho parlato volutamente solo della selezione di Garnier: la descrizione dei suoi balletti, delle sue facce ridicole e del suo costituire uno show nello show richiederebbe un post a parte, come pure la descrizione della sua tecnica allucinante fatta solo di mixer e cdj anzichè di mille giocattolini tipo il pedale del delay che va tanto di moda ultimamente tra i superstar djs…per sapere di tutte queste altre cose che Garnier aggiunge a una selezione da migliore del mondo, l’unica è andare a vederlo, perchè tanto vale sempre comunque più dei soldi del biglietto.
Raibaz
technorati tags: magazzini+generali, garnier
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