Qui su queste pagine Loco Dice gode di una stima un po’ migliore che nel resto della rete: di solito viene considerato, a scelta, o uno che spacca di cristo perchè è stato resident Circoloco o un pallido emulo di Villalobos e Luciano estremamente sopravvalutato per via della residenza suddetta, mentre in realtà secondo me ha tutto sommato una sua dignità come dj.
Il problema grosso del ggiovine algerino trapiantato a Dusseldorf, però, è che spesso e volentieri sembra essere soverchiato dalla fama di “dj che spacca di cristo perchè è stato resident” e suona molto al di sotto delle sue possibilità, costringendosi a menare più del necessario e uscendo dal proprio genere d’elezione, che in realtà è piuttosto tranquillo e ipnotico; se proprio si vuole trovare un punto debole al buon Dice, quindi, è sicuramente la sua tendenza a lasciarsi trasportare dall’aspettativa che pretende che spacchi di cristo e a finire a suonare senza personalità della technaccia minimaleggiante senza un perchè.
Per fortuna, la Nrk gli offre un’ottima occasione di riscatto, facendogli inaugurare una nuova serie di compilation e di suonare quello che gli piace, che lui stesso definisce “deep, groovy, chunky, driving, 123 Music for the terrace” : il risultato è un doppio cd tutto sommato niente male di cui, stando alla press release, il primo è più cupo e il secondo più housettone.
In realtà sappiamo un po’ tutti che le press release sono mendaci, e il primo cd altro non è che una serie di minimalate invero piuttosto pallose che rispecchiano in pieno il mood “questa roba non mi fa impazzire ma la gente vuole che suoni così e pesco dischi a caso” di molti set di Dice, con giusto un paio di tracce che si salvano, tipo il suo (cioè, di Martin Buttrich) bellissimo remix per “Eclipse” di Onur Ozer e in generale qualche minivirtuosismo di loop che però interesserà solo i fan del Soundbite come me; il secondo cd, invece, è quello che vale il prezzo del biglietto.
Il Loco Dice che vorrei sempre sentire è proprio quello del secondo cd, classy e tranquillone da mattina inoltrata, quando il sole è già alto e non si ha mica voglia di fare troppa fatica perchè fa caldo, o perchè si viene da una nottata lunga e non è ancora ora di dormire; il Loco Dice che vorrei sempre sentire suona The Timewriter e Jay Haze, non Damian Schwartz e Ben Klock che pure mi piacciono molto, ma nei set di Dice c’entrano come i cavoli a merenda.
Morale, se trovate questa doppia compilation al prezzo di un cd solo vale la pena di comprarlo, visto che c’è anche un bel sottobicchiere in omaggio (il primo cd), altrimenti la rete pullula di luoghi invisi alle major ove procurarsi solo il secondo cd lasciando il primo dove merita.
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