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Ci sono esperienze che si potrebbero raccontare prima ancora di viverle, quando nella stessa frase compaiono insieme parole come Cocoon club e Laurent Garnier, infatti, è facile capire al volo che si è davanti ad un film dove il protagonista principale è l’entusiasmo, e proprio per ciò avrei potuto buttar giù queste righe ancora prima di partire sicuro della riuscita dell’evento.
Alle volte poi si fanno sogni a cinque minuti dalla sveglia in grado di tenerti di buon umore durante il giorno; ecco il Cocoon è quel luogo dove quei cinque minuti si cristallizzano per tutta la notte. Lo deve sapere bene anche Karotte, un Dj che noi Italiani conosciamo solo perchè legato a Sven Vath quando in realtà è un personaggio storico della scena di Francoforte, che lo ha giustamente scelto per festeggiare i suoi primi quarantanni.
Ma se già per il party si ha a disposizione un locale così incredibile, che cosa ci si può aspettare come regalo?
Beh il Dj preferito di Bugs Bunny (Karotte in Tedesco vuol dire carota n.d.r.) pensa bene allora di fare lui una sorpresa agli invitati: un set XXL del Maestro Laurent Garnier.
Il nostro padrone di casa infatti è già in consolle alle dieci e mezza di modo da lasciare quanto più tempo possibile al super ospite.
Per quanto riguarda la selezione di Karotte credo che nessuno meglio di lui attualmente possa rappresentare lo status del Pop nella musica elettronica da club: melodie, cantati housey e continui rimandi agli anni ‘80 fanno delle sue performance la colonna sonora ideale per una festa.
Come per il synth pop dai capelli cotonati certo non si tratta di sperimentazione, quanto piuttosto di mettere la tecnologia al servizio di belle canzoni orecchiabili, magari anche da canticchiare davanti allo specchio del bagno, senza tuttavia scadere in bieche logiche commerciali.
Quando entriamo è già mezzanotte e dopo aver subito il sequestro della mia preziosissima fugassa zeneize da parte di un buttafuori troppo zelante (spero almeno che se la sia mangiata lui perchè sennò 1) è uno spreco enorme e 2) è proprio pirla), siamo in esplorazione del diamante.
La prima cosa a colpire la nostra attenzione, specie quella di noi maschietti, è la quantità spropositata di donne presenti, belle ma soprattutto rilassate! Il grande pregio del Cocoon è appunto quello di mantenere un’atmosfera amichevole da scantinato pur essendo uno dei locali più eleganti d’Europa.
Nella saletta Micro la gente sta ancora bevendo seduta ai tavoli mentre Markus Fix ed i suoi compagni stanno allestendo la consolle, fatica se vogliamo anche un pò inutile visto che con il Genio parigino in main room qui non resterà nessuno…
Ed ecco che all’una e quarto lascia il pianeta Terra, Karotte prende il microfono e da il via a Laurent che ha preso posizione nella consolle bassa, solitamente usata per i live e per l’esibizione post Green and Blue di Ricardo Villalobos.
Se oggi Laurent Garnier viene giustamente indicato come il Dj numero uno al mondo è soprattutto per la sua sconfinata conoscienza musicale: nelle sue performance non esistono limiti di genere e non sai mai cosa ti ritroverai a ballare, come disse Joe T Vannelli (ebbene sì anche lui ogni tanto ne dice una giusta): “…persino di un grande artista come Micheal Jackson dopo che l’hai visto live tre volte ti stufi perchè lo spettacolo alla fine è quello, mentre un bravo Dj lo potresti andare a sentire tutte le sere perchè capace di cambiare completamente la propria performance sorprendendoti sempre“.
Bastano le prime note a renderci chiaro che la nostra concezione della Musica non sarà più la stessa: come le trombe dell’apocalisse, le melodie elettroniche iniziano a salire alzando la tensione a livelli d’isteria collettiva.
Col primo colpo di cassa si scatena l’inferno, non ci sono più barriere a trattenerci: nazionalità, religione, classe sociale, sesso, siamo un corpo solo e l’unico bisogno che sentiamo è quello di ballare, perchè solo muovendoci a tempo di musica riusciamo a conservare quell’incredibile stato di armonia e pace interiore che ci rimette d’accordo col mondo.
Questa sera Laurent ha però in mente qualcosa di veramente speciale, niente stile camaleontico ma pura PROGRESSIVE.
Attenti però a non farvi ingannare dalle apparenze pensando che si tratti di un set monotematico, nella musica elettronica infatti non si può intendere la prog come un semplice sotto genere come avviene per il rock; con questo termine si vuole più che altro indicare un’attitudine a manorvare le emozioni dei ballerini, alternando momenti più intensi ad altri più rilassati, melodie più orecchiabili a ritmiche di ricerca, affiancando tracce anche dagli stili più differenti.
La prima ora è un viaggio attraverso le atmosfere Global Underground dei bei tempi: basso oscuro, ipnotiche melodie ed un continuo passare dalla old alla new school, dall’acid house più classica a motivi di stampo neo trance.
Laurent è il nostro pifferaio magico, ha il controllo assoluto del dancefloor, se chiedesse ai presenti di buttarsi nel Meno lo seguirebbero tutti senza alcuna obienzione; le dimensioni parallele che apre con i suoi dischi ci hanno ormai trasportato su un altro pianeta, il pensiero di lasciare la pista per pochi minuti magari giusto per andare in bagno o al bar è un tragico tormento!
Il ritmo sale e si distinguono chiaramente le note dell’Every dog has its day lp di Jeff Mills, il tema portante è sempre sci-fi.
Ormai l’Enterprise viaggia veloce attraverso l’iper-spazio, quando davanti ad una nube d’asteroidi deve obbligatoriamente rallentare la sua corsa; niente da fare quei massi rocciosi sono troppo grandi per schivarli bisognerà polverizzarli con i cannoni dubstep a raggi ultra bassi!
Per una buona mezz’ora (coincidente con la classica pausa di un set prog) l’intero club/ufo è scosso fino alle fondamenta da frequenze cavernose e oscure.
Una volta però superato il momento di difficoltà galleggiamo in un cielo stellato per cui via con i festeggiamenti: che vengano suonati i pezzi più allegri, che The Man with the Red Face (Mark Knight & Funkagenda remix) possa farvi scatenare oltre ogni limite!!!
Quando il fiato vien meno alle trombe, tocca quindi a malinconici accordi tenerci tesi alla consolle, come a voler abbracciare Laurent, ballando con le lacrime agli occhi.
E se c’è un tempo per piangere c’è anche un momento per essere forti e guerrieri; il richiamo per la battaglia è Mentasm di Joey Beltram e non
saranno accettati prigionieri!!!
Alle 6 passate dopo ormai 5 ore di performance e sudore Laurent chiude con un brano che potrebbe essere benissimo la We are the world, we are the children in chiave rave dal ritornello We are the kids of cyber illusion.
Garnier finisce tra gli applausi e Karotte ci rinchiude dentro la nuova area lounge del Cocoon per andare avanti con l’after hour. Peccato però che sia troppo gonfio per proporre un buon set che vada oltre i cassoni, anche se va comunque detto che dopo Messieur F Com persino Morricone avrebbe avuto seri problemi a mantenere quel grado di intensità e qualità.
Alle 8 e mezza la fredda aria di Francoforte ci riporta alla realtà, e, almeno per me, è uno shock troppo forte per tentare di superarlo in un altro locale: quando un sogno ad occhi aperti svanisce significa che è ora di andare a dormire.

Federico Spadavecchia

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Ai signori che attualmente si occupano di etichette storiche come Plus 8 e Drumcode, che dovrebbero essere rispettivamente Paco Osuna e Adam Beyer anche se non si può mai sapere.

Avete in mano due etichette che negli ultimi quasi quindici anni (quasi venti, nel caso della +8) hanno fatto parte dello stato dell’arte della techno, i cui nomi resteranno per sempre indissolubilmente legati a capolavori come, rispettivamente, i primi Plastikman o la serie Gainlane di Hardcell e Grindvik: è una responsabilità importante.

Ora, io capisco perfettamente che c’è la crisi e il mercato dei 12” non era proprio in ottima forma già da prima, per cui appoggiarsi ad un marchio forte preesistente fa comodo, ma vedere la discografia di etichette storiche rovinata da autentiche merde come questa o questa (e potrei allungare la lista a oltranza, visto il livello delle uscite di entrambe le etichette nell’ultimo anno) è veramente un colpo al cuore.

Capisco perfettamente anche che ci si debba evolvere e che sia sbagliato restare focalizzati sempre sugli stessi artisti, ma se sono più di dieci anni che hai l’etichetta simbolo della techno svedese e solo occasionalmente hai ospitato altri nomi di assoluta eccellenza in ambito techno come Marco Carola, Oliver Ho e Gaetano Parisio, c’è davvero bisogno di stampare un disco di Steve Lawler che col resto delle uscite c’entra come i cavoli a merenda? E uno di Tony Rohr che probabilmente è stato comprato solo dai gestori degli autoscontri?

E ancora, se hai in mano un’etichetta che per quasi vent’anni ha ospitato le manifestazioni della malattia mentale di un genio come Richie Hawtin, devi per forza stamparci la techno fatta coi suoni dei Teletubbies dagli spagnoli come se fosse una CMYK qualunque?

E’ una supplica che mi viene dal profondo del cuore e che covavo già da un po’: per favore, la dignità di queste due etichette è già irrimediabilmente compromessa, almeno inventatevi qualcosa per distinguere questo terrificante nuovo corso da quello vero.

Chessò, si potrebbero chiamarle Plus Hate e Shitcode, che sono anche due nomi incazzosi e tamarri come le ultime uscite e quindi non stonerebbero troppo, oppure si potrebbe cambiare la veste grafica aggiungendo una bella visiera fucsia che si intoni al mood attuale delle due etichette…basta che sia chiaro che le uscite recenti non sono Plus 8 e non sono Drumcode, che sennò mi sento preso per il culo.

Raibaz

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Kevin Griffiths – Cantona Kung Fu – Tsuba rec.

Essenzialmente si tratta di un tool deep/nu house con bonghetti e basso rotolante per sei minuti senza troppe emozioni. A migliorare leggermente le cose ci pensa il solito Sasha Dive con il suo Chicago Blue Chucaracha Dub mix, che pur senza modificare la struttura del brano rende il sound più deciso con un retrogusto house old school.
Prodotti del genere mi fanno tornare in mente la fine del 2001 quando all’apice della popolarità dell’hardgroove uscivano dischi come gli Ingoma di Mark Williams: ottimi suoni, tanta energia ma zero innovazione. In poche parole anche la nu house sta arrivando al capolinea.

My Favorite Robots rec.- Stimulus Package

Anni fa con l’avvicinarsi della Pasqua in Tv si reclamizzava (durante bimbumbam) il Pasqualone, un uovo di plastica con dentro un bulacco di giochi e cazzimme. Oggi invece abbiamo la My Favorite Robots rec. che ci delizia con quello che sempre per i nostalgici sarebbe stato un triplo vinile.
A fare gli onori di casa è Anno con due tracce a metà strada tra la neo trance e la deep: Machine arm ha certamente la stoffa della hit con un andamento prog molto suggestivo ed un basso che ad ogni giro si carica sempre di più fino a quando può finalmente liberare in una volta tutta la tensione accumulata; Nationeyes è invece il classico pezzo di derivazione sashiana da ballare con piccoli movimenti delle spalle e sigaretta in mano, così come James Teej e la sua Cabin Fever.
Il padrone della baracca, cioè Mister My Favorite Robot, si diletta invece a suonare un digeridoo strafatto di peyote nel deserto (Mexican Sunset (in a bad way)), per poi provare a commuoverci con una ballatona anni’80 tutta synth pop e vocoder affettato.
A chiudere la festa ci pensano Nitin e Vandermeer con un’attualissima miscela di minimal e dub.

James Mowbray & Leiam Sullivan – Tell me I can ep – FourTwenty

Potrei parlarvi dell’intrippante atmosfera dark che lo domina a partire dalla title track trasformata poi in una funky star da Christian Prommer, ma la mia attenzione è tutta per Come Out of the Shade, una perla di neo disco folk con tanto di violini irlandesi nascosta in un guscio prog (vedi anche i Kombinat 100 su Acker rec.) metallico e asfissiante. Se vi capita di avere anche una pinta di Murphy’s red allora è il Top!

Moon Unit – Connections – Supersoul rec.

Nuovo gruppo che si butta nel filone cool indie wave, ed effettivamente la loro Connections è una bella storia: voce femminile pulita, synth anni ‘80 e un bel giro di basso per muovere bene il culetto.
A differenza dei loro colleghi di genere, che diciamolo non mi fanno impazzire, i Moon Unit si tengono lontani dalle schitarrate fatte col citofono stile Justice e proprio questa pulzia di suono li rende un qualcosa di più che gradevoli.
Il tocco di classe sta però nei remix firmati Ewan Pearson, dub e vocal, con un’intro a la Russ Ballard del 3000 ed un insieme di tastiere sincopate aperte ad electro interferenze.

Intrusion w/ Paul St. Hilaire – Little Angel Ep – Echospace Detroit

Chiudiamo in bellezza con questo meraviglioso disco proveniente dalla Motor City.
Che questo sia stato l’anno del dub non sono certo io a doverlo dire, e Paul St. Hilaire se ne conferma araldo, capace di portare il Verbo tra gli echi di percussioni spettrali e sopra tappeti di melodie evocative di mondi lontani.
Little Angel è una ventata di dolcezza sul dancefloor (anche se dubito la sentiremo mai su quelli italiani), non deve necessariamente far ballare ma tenerci per mano per tutta la notte.

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La settimana di carnevale Basstation si conclude il 28 Febbraio 2009 con la festa in maschera al Microklub, Vampire’s party.

Ospite della serata llo svedese GLENN WILSON, capostipite della scena techno e hard dagli anni 90 sino ad oggi.
Il sound inconfondibile di G.WILSON ha sempre ottenuto notevoli consensi e rispetto, dalla quale hanno preso forma numerose label fondate da lui stesso: la storica Planet Rhythm Records, Compound, Template e Heroes. Planet Rhythm Records è considerata tra le più note label europee sulla quale hanno lavorato artisti del calibro di Adam Beyer, Dj Ogi, Mike Humphries, Ignition Technician e Lars Klein sorta con l’intento di far crescere la scena svedese con la collaborazione del connazionale Cari lekebusch. Hereos nasce invece come supporto a progetti strettamente personali. Il lavoro portato avanti per circa vent’anni è considerato l’inizio del genere hard, le esibizioni in giro per il mondo, dal Giappone al Brasile sino all’Australia e via dicendo, sono ancora ricche di potenti bassi e groove molto tesi che hanno reso G.Wilson un noto esponente della scena techno mondiale.

La crew di Basstation, composta per l’occasione da Vuerre & Barbers, Saimon e Hardshift, cercheràancora una volta di evidenziare il lavoro portato avanti ormai anche a livello produttivo, a supportodella scena techno isolana, molto spesso evoluzione del sound creato da artisti come l’ospite di questa serata.

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Torna il party proposto dall’associazione Just Married. Sempre alla Teca di Basso Acquar, venerdì 27 febbraio Just Married è “AMORE..VENERDI’ ESCO CON GLI AMICI”.
Protagonista principale dell’intera serata sarà il francese Brodinski.
 
Come di consueto, anche il Just Married party di venerdì 27 febbraio porterà alla Teca una lunghissima schiera di ospiti. Dal punto di vista musicale, l’apertura di serata sarà scandita dal gruppo live emergente veronese Plan A, seguita dal resident Alex Mastini.
Arti grafiche e visual saranno garantite dagli studenti di Aula 28 dell’ Acc. di Belle Arti G.B. Cignaroli, Sapolab & Margò, live painting di Serafino Rudari, esposizioni a cura di Giada Floris, Matilde, Mattew Bennet, Trentoborgo, Lupita Navalopez, Elisa Zambelli, allestimenti Jessica Gagliardi per La Società Della Forma.

Visto il grande riscontro prosegue la campagna di prevenzione contro gli incidenti stradali, messa in opera dall’associazione Just Married che per l’evento mette a disposizione un bus navetta gratuito con partenza da Attimo, Samo, Porta Borsari.
L’evento è organizzato in collaborazione con Inesco, Blue Express Family, Le Disque, Waaa, Fridge Magazine, Samo, Zitto, Monoty, Trash Deluxe, Tamurè, Attimo e La società della Forma.

L’ingresso a “Just Married – Amore… Venerdi’ esco con gli amici” di venerdì 27 febbraio è riservato ai soli soci dell’associazione, con un contributo per la serata di 10 euro (prima consumazione offerta). Per chi fosse già in possesso della tessera del 2008, sarà sufficiente chiedere l’aggiornamento e il cambio alla nuova tessera 2009. I nuovi che intendano sottoscrivere la tessera, possono già scaricare e compilare fin d’ora il modulo dal sito www.myspace.com/justmarriedparty. Apertura porte ore 22.30.

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27 febbraio – 6 marzo – 13 marzo 2009 / Padova

Ritorna a Padova NU FEST, l’innovativo festival di Veneto Jazz dedicato alla musica elettronica. In tre giornate si schiera il meglio della scena internazionale, con djs che presentano i loro progetti a teatro e nei club, live show di musica e video, workshop dedicati al videomaking e alla storia dell’elettronica. Ospiti speciali del festival Plaid e Mouse On Mars, i quali proporranno un progetto speciale pensato appositamente per il festival padovano.

Creatività e sperimentazione nel nuovo programma di NU FEST, il festival di musica elettronica organizzato da Veneto Jazz e in scena a Padova i venerdì 27 febbraio, 6 marzo e 13 marzo 2009. La terza edizione conferma la formula composita del festival che prevede, in ordine, workshop innovativi nell’ambito dell’Università, concerti di djs internazionali a teatro in prima serata, spettacolo finale in un club.

Alle spalle, l’organizzazione di un festival jazz fra i più accreditati della scena nazionale, che ha deciso di sperimentare le contaminazioni con i linguaggi contemporanei. La direzione artistica è affidata alla parte più giovane dello staff di Veneto Jazz, come laboratorio creativo, supportato dall’associazione N.e.d.a.c. Confermati il sostegno della Regione del Veneto, del Comune e dell’Università degli studi di Padova, in particolare della Facoltà del DAMS.

Fra le star di prima serata in scena al Teatro MPX approdano al Nu Fest i protagonisti del rinnovamento della scena elettronica tedesca a cavallo tra i due secoli, il duo Mouse on Mars, con un progetto speciale, creato ad hoc per il festival padovano, uno spettacolo-performance da non perdere, appositamente realizzato per la fruizione all’interno di un teatro (27 febbraio); i Plaid, duo britannico con all’attivo collaborazioni e remix per Bjork e artisti multimediali (6 marzo); lo scandinavo Eivind Aarset, voce chiave del nu-jazz europeo, che fonde tecnologie digitali e suoni acustici (13 marzo).

La seconda serata all’Unwound Club è affidata a Plaza de Funk, una delle eccellenze italiane della breakbeat (27 febbraio); alle sonorità hip hop, rave, funk, big beat del duo nu skool-breakz britannico Slyde (6 marzo); ai Degada Saf, storico gruppo dell’elettronica italiana attivo fin dagli anni ’80, per concludere con l’atteso live show di musica e video di Frank Sent Us, vera cifra del festival, che vuole fondere i diversi linguaggi della contemporaneità (13 marzo).

Il pomeriggio è dedicato alla formazione con i workshop a Palazzo Maldura (a partecipazione gratuita e fino ad esaurimento posti) riconosciuti grazie ai crediti formativi universitari, in accordo con la docente Laura Zattra, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di storia delle arti visive e della musica.

In programma il seminario “Videohacking, tecniche di video making creativo” a cura di Manuel Frara (27 febbraio); la conferenza sul rapporto fra la filosofia del francese Deleuze e la musica sperimentale elettronica, a cura di Roberto Paci Dalò (6 marzo); la lezione sul Moog, primo sintetizzatore analogico che ha rivoluzionato il mondo della musica, con un excursus fra la nascita del synth e gli sviluppi del nuovo millennio, a cura di Enrico Cosimi (13 marzo).

La rassegna si articola in tre giornate (il venerdì) secondo un calendario articolato di eventi, ospitati al Teatro MPX e all’Unwound Club e, per quanto riguarda i workshop, al Palazzo Maldura dell’Università degli studi di Padova.

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Per il Carnevale macumbeiro ritornano i dj Andrea Frola e Federico Gandin insieme a due giovani talenti della scena cittadina, Alexei e Nig, che hanno scelto Macumba per festeggiare l’uscita del loro primissimo disco su vinile “Coming to town ep” su etichetta Exprezoo records.

(Alexxei n’ Nig, per la loro prima incisione su plastica nera in uscita su Exprezoo, ci offrono della deep house creata davvero con cura e che suona come se la suonasse un’orchestra, tra violini, trombe e un pianoforte in lontananza che riprende il feeling dub a cui il duo italo-russo ci ha abituati e lo porta a un nuovo livello, più melodico. Sullo stesso lato c’è un remix di Lorenzo Chiabotti aka Ienasaw, già noto per la sua uscita su Vinyl club, che porta allo scoperto il lato oscuro della traccia originale aggiungendo un basso più in evidenza e un set di percussioni rotolanti completamente nuove che spazzeranno via il ghiaccio da quest’inverno e porteranno la temperatura di qualunque dancefloor a “bollente”, mentre sul lato b compare nientemeno che la superstar greca Lemos, che coglie l’occasione per mostrarci il suo talento con la deep house. Il suo remix mantiene i violini della traccia originale e aggiunge una ripartenza da urlo a metà del brano, ma soprattutto è una traccia estremamente di classe, così di classe che probabilmente ad apprezzarla di più sarà la parte femminile del dancefloor…come se la cosa fosse un problema!)

Grazie al sound profondo, eclettico e intimo dei dj di Macumba, al pubblico tremendamente festaiolo ma molto esigente musicalmente, alla vista mozzafiato sul lungo Po e al design “amazzonico” del rinnovato Fluido, si respira un’ atmosfera veramente famigliare, esotica, da club caraibico …..!!!!

Questa è Macumba, il rito che vi accompagnerà tutta la primavera e tutta l’estate con tante sorprese tra ospiti torinesi e internazionali, sushi buffet, feste fluorescenti, inaugurazione della nuova terrazza (fine maggio) e chi più ne ha più ne metta!!!

Inizio ore 22.00
Ingresso con selezione alla porta
FLUIDO CLUB – viale Cagni 7 (parco del Valentino ) – Torino

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e insomma forse è la solita storia di clubbing, che inizia presto alla sera con un viaggio un pò in treno un pò in macchina, a spiegare all’Alberto lo slancio snob/socialista di Common People dei Pulp, e che va avanti a colpi di Moskovskaya liscia e beats sincopati fino al mattino, ma vale sempre la pena di essere raccontata no?
Andare a Torino per me è come tornare a casa, troppi amici e luoghi a cui sono affezionato, e siccome dall’inizio della stagione invernale sembrava che il destino si opponesse con tutte le sue forze ad una mia visita mettendo in campo un arsenale di neve e scioperi, quando è venuta fuori la data di Zenker al The Beach non me la sono lasciata scappare.
Arriviamo ai Murazzi che sono appena le undici e questo ci permette di osservare da vicino la costruzione del party (ideato dal team MOOD. e dai ragazzi di Torino Quality Clubbing), dal soundcheck al giro per i vari pubs a smazzare flyers.
L’impegno dei due staff è veramente notevole e Matteo aka Gandalf ci spiega come anche a Torino i giovani stiano cambiando abitudini riamanendo fino a tardi in giro per i bar (anche perchè ormai sono tutti dotati di consolle) posticipando sempre di più l’ingresso nei clubs; per di più la sovraproduzione di eventi da punto di forza della città è diventata causa di un’eccessiva frammentazione del pubblico.
Dopo il giro di pubbliche relazioni, al locale la festa sta già cominciando…
Il The Beach è un perfetto club in stile europeo con la pista a dominare l’intero spazio e ad impattare direttamente sui ballerini con un impianto ben disposto ed un’ampia consolle rialzata.
Illuminati da suggestive retroproiezioni non ci resta che buttar giù la vodka numero uno e lottare sul dancefloor contro il freddo pungente della riva del Po.
A far gli onori di casa ci sono tre djettes tanto carine quanto brave: Ramona, Samantha ed Ela sono vere material girls: senza tanti fronzoli o complimenti, si alternano ai comandi squotendo la pista con un sound deciso e ricercato, piegando al loro stile generi di tendenza come nu house, minimal e dub tech.
Dario Zenker, invece, è il classico Dj nerd da cameretta tutto giradischi e pc, che non appena vede la mia felpa della label dubstep Skull Disco parte in quarta nel raccontarmi che ha tutti i loro dischi. Per quello che mi riguarda Dario oltre ad essere un talento, capace di affermarsi sia come Dj al mitico Harry Klein di Monaco che come producer di successo per labels del calibro di LoMidHigh e Vakant, è soprattutto un vecchio amico, visto che era già venuto a trovarci allo Zerodieci la scorsa stagione, insieme alla sua famiglia acquisita argentina composta da Violett, Dilo, Funzion e Gurtz.
A differenza della serata genovese per quest’occasione Dario si esibisce in un live set basato come ormai è consuetudine generale su Ableton.
Battiti profondi e riverberati, echi dub in cui si materializzano archi post Detroit, gli arrangiamenti sciolgono melodia e ritmica in un unico cocktail inebriante.
Allegri e con gli occhi chiusi balliamo senza sosta fino a fine set.
Più tardi Dario mi confermerà che la dimensione live gli consente di sperimentare molto di più del dj set, e di conseguenza può dedicarsi alle sonorità che preferisce.
Le ragazze sono di nuovo ai piatti e il party continua fino alle 4 e un quarto quando la direzione del locale decide di imporre la chiusura perchè l’affluenza al bar non è quella sperata .
Ora fermo restando che riempire un locale grande come il The Beach è una bell’impresa per chiunque, e l’arrivo del pubblico verso l’una di certo non aiuta (senza stare a parlare poi della legge presa in giro sulla limitazione degli alcolici), è abbastanza frustrante per i clubbers sentirsi mandar via sul più bello perchè la proprietà non sta incassando abbastanza, ed inoltre è una mancanza verso gli staff coinvolti che per mettere in piedi quelle quattro ore di spettacolo hanno lavorato per settimane.
Ma d’altronde in Italia va così, chi si fa il culo per portare avanti una PASSIONE è costretto a chiudere o comunque a ingoiare parecchi rospi; al contrario coloro i quali dispongono di grandi mezzi non si degnano minimamente di offrire un prodotto all’altezza se non per amore della Musica almeno per il rispetto dei clubbers/consumatori, che dopo aver pagato un salatissimo biglietto vengono cacciati a malo modo dalle forze dell’ordine ad evento appena iniziato per le continue risse: gli organizzatori avevano venduto molti più ingressi di quelli che il locale poteva contenere…
Polemiche a parte ringrazio Gandalf e la sua crew per l’ottima musica e ospitalità, se Torino alla fine resta l’isola felice del clubbing nazionale è merito di gruppi come MOOD.

Federico Spadavecchia

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Prima collaborazione stagionale tra le crew di MOOD e Turin Quality Clubbing che sfocia in un evento speciale in occasione del “weekend degli innamorati”. Venerdì 13 febbraio, infatti, il The Beach° sarà protagonista di In The Mood For Love, nottata che vedrà come protagonista il live di Dario Zenker, alfiere dell’etichetta di culto Vakant e beato tra le donne per una notte: al suo fianco in consolle saliranno infatti tre puntine tutte al femminile, considerate tra le più capaci rappresentanti della scena elettronica torinese: Ela, resident di MOOD e membro dei Crop Circle; Samantha, ormai una delle più conosciute djette in Italia; e infine Ramona Yacef, che ha già calcato le consolle di alcuni dei più importanti locali in città.

Dario Zenker è da sempre uno dei promotori ed innovatori del suono elettronico della sua città natale, Monaco di Baviera. Tutto comincia quando, ancora molto giovane, inizia a tempestare le orecchie di sua madre e dei suoi vicini con la musica hip-hop in voga negli anni ’90. La svolta è però quando da ragazzo, suo padre, ingegnere del suono, lo introduce all’altre della programmazione musicale e gli fa conoscere i primi campionatori e sintetizzatori. Da quel momento la musica elettronica entra al 100% nella vita del giovane artista, che nel 2005 entra a far parte della crew (e poi etichetta) Stock5, ottenendo la residenza nel celeberrimo Harry Klein club. Da quel momento inizia a impegnarsi seriamente anche nella produzione, pubblicando i propri lavori su importanti etichette come Balkon, Num, Esperanza, Soma, Stock5 e Telegraph. La vera consacrazione internazionale arriva però nel 2008, quando esce con l’ep “Sam und Er / Womdel” sull’etichetta di culto Vakant, per cui hanno inciso importanti artisti tra cui Onur Ozer, Tobi Neumann e Mathias Kaden. Il live di Zenker è caratterizzato da suoni deep techno influenzati dalla scena minimal di matrice tedesca: la grande interazione con il pubblico che caratterizza le sue performance e l’allegria innata di Dario saranno gli ingredienti finali della grande festa annunciata al The Beach°.

Inizio ore 23.00 – Ingresso con drink: 10€ ridotto / 13€ intero

Info, liste e tavoli: moodtorino@libero.it – 392-8039321

Selezione alla porta

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CRAWLER _ dj set

UAUI & PONZ (Nothing Inc.)_dj set

EMIJAY(Lapsus/Supernova)_dj set
Emiliano Nencioni (EMIJAY), nasce artisticamente negli anni in cui in Italia si apprezzano le prime produzioni House Music targate Chicago (1987/1988). Negli anni che seguono comincia a suonare alle consolle dei club più significativi, dapprima della scena musicale fiorentina e successivamente anche quelli più in generale dell’intera Toscana per arrivare poi ai locali o alle organizzazioni “cult” in Italia e nel mondo. Nelle performance di Emijay si ha l’opportunità di ascoltare house minimale contaminata da sonorità deep-funk, tribal, techno e progressive. Un pacchetto sonoro nuovo, non etichettabile, fortemente groovy e trascinante.

Via della Vigna Vecchia 23/r Ingresso in lista 8 euro con consumazione
entro 00:30 / dopo intero 12 – ridotto 15. Info e liste: 393 9012540

www.myspace.com/femflorencelectronicmovement

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La Tana Meets Butterfly”, il nuovo party privato del sabato notte di Torino, presenta il prossimo evento internazionale, all’insegna delle più interessanti e innovative declinazioni della musica house europea.

Sabato 14 febbraio 2009 dalle ore 22.30 sarà ai comandi della consolle direttamente dalla Spagna Fernanda Diaz a.k.a. Rokit-F, cilena residente a Barcellona, già ospite dei principali templi europei per la musica elettronica, dal Tresor di Berlino allo Space di Ibiza, che porterà nella nostra città un sensuale e caliente anticipo d’estate con un sound in perfetto equilibrio tra electro e minimale caratterizzato da sofisticati tocchi deep… I festeggiamenti di San Valentino saranno completati dall’allestimento “amoroso” a cura di LoveTheDJ e dalle acrobazie visuali del VJ MasterP. L’ospite sarà affiancata in consolle dall’eclettismo sonoro dei resident DJ di La Tana Meets Butterfly Andrea Zanardi e Federico Gandin.

La location scelta per l’evento, appositamente allestita a festa per l’occasione, è il BL:OG drink+dancefloor di via S.Quintino 2, elegante club dove gustare ottimi cocktail sonorizzati da raffinate sonorità house, e dove la notte prende forma in una serie di feste esclusive, ad ingresso gratuito esclusivamente su prenotazione.

Selezione alla porta, un nuovo bar “anti coda” con uno staff selezionato e forse l’unica vera struttura nel pieno centro di Torino a potersi definire un vero e proprio music club, sono gli ingredienti di questo nuovo volo “vietato ai minori” sul quale invitiamo tutti quanti ad imbarcarsi, già dalle ore 22.30 per un ottimo cocktail sonorizzato, e fino a notte per chi vorrà fare ondeggiare al ritmo di musica house di qualità!

Per l’ingresso alla serata è consigliata l’iscrizione in lista inviando nome e cognome di ogni partecipante agli indirizzi info@airbutterfly.com o tana_torino@yahoo.it.

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International Guest

Davide Squillace, è considerato nonostante la giovane età uno dei top dj del momento. Ha suonato in ogni punto del globo. La sua bio e le sue releases sono davvero impressionanti. I suoi set sono caratterizzati da un’impronta Funk -Acid- Minimal, con divagazioni nelle sonorità Glitch. E’ capace di attraversare i suoni più disparati tuttavia trascinando ogni volta la pista in un unico flusso il cui collante è un groove contagioso e dancey, per un suono corposo ed avvolgente. Il suo dj set non poteva che essere unico come il suono che propone. Ai piatti aggiunge diversi sound filter, un midi controller, un laptop e final scratch. Davide Squillace è uno dei rappresentanti di punta della mitica scena techno partenopea al fianco di Rino Cerrone, Danilo Vigorito e Marco Carola. La sua cultura musicale è cresciuta nell’underground napoletana per svilupparsi ed affinarsi a Londra, dove sì è trasferito nei primi anni ’90 per studiare tecnica ed ingegneria del suono, attualmente risiede a Barcellona. Il suono che Davide riesce ad imprimere alle sue produzioni deriva da un grande talento e da una profonda competenza intorno a tutto quello che ha a che fare con la produzione di suoni. Il suo stile e la sua personalità artistica lo ha portato a collaborare con gli artisti più interessanti dell’elettronica attuale, ormai infestata dall’eccesso di produzioni indifferenziate. Numerose co-produzioni con The Advent, Paco Osuna, D. Vigorito, R.Cerrone, Alex Under, e Josh Wink. Ha in oltre remixato Sven Vath ed è apparso in numerose compilation, tra cui quelle redatte da Carl Cox, Chirs Liebing e dell’Amnesia di Ibiza. Tra le numerose prossime releases sono previste uscite sulla RESOPAL, CMYK (etichetta di Alex Under) e sulla OVUM di Josh Wink. Le prime sue produzioni già nei primi anni ’90 sono targate PRIMATE, AUDIO e CONTRAST. Quindi la Design Music e la Conform pubblicano i suoi lavori, che ricevono gli apprezzamenti dalle principali riviste di settore internazionali. La voglia di esprimere interamente la sua creatività l’ha portato a fondare diverse etichette: inizialmente la Sketch rec, quindi la Minisketch, dedicata ai suoi progetti più minimali. Dopo alcune produzioni su MORRIS AUDIO, MORRIS CITY SPORT e IRMA, ha di recente fondato la TITBIT records. Davide Squillace è anche conosciuto come erikOtanabE, suo alter ego nato dalla necessità di assemblare differenti tipi di suono più vicini alle sonorità sounds&samples e meno vincolati alle rigide regole del minimal. Il sound è una sorta di compromesso tra minimal tek e glitch house, un suono da club, ma anche da ascolto. In una sola parola Musica.

PRASLEA (Sunrise Rec. – Bucarest, RO)
ALEX PICONE (Cadenza Rec. – Berlin, DE)
UNZIP PROJECT (Playhouse / Kindergarten – Bologna, ITA)
MAX D. BLAS ( Altavoz – Minimize Rec – Ita)
ANDEREDO (Playhouse / Kindergarten – Bologna, ITA)
GAS (L.E.D. Rec. – Bologna, ITA)
SLOW (Reset Rec. – Bologna, ITA)
NO MORE TROUBLE (Playhouse, Bologna, ITA)
C.AL.MA (Footlover Rec. – Bologna, ITA)

Ingresso 10 € http://www.myspace.com/altavozevents

Location: c/o C.S. T.P.O via C. Casarini 17 / 5 – Bologna (BO)

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Ecco la line up della nuova edizione del Time Warp di Mannheim che avrà luogo il prossimo 4 Aprile:

DJs

Sven Väth – Carl Cox – Richie Hawtin – Laurent Garnier – Ricardo Villalobos – Dave Clarke – Turntablerocker – Monika Kruse – Chris Liebing – DJ Koze – The Disco Boys – Loco Dice – Luciano – Josh Wink – Karotte – Marco Carola – Magda – Barem- Seebase – Nick Curly – Nekes – Steffen Baumann

Live

Laurent Garnier – Mathew Jonson – Anthony Rother – Lexy & K-Paul – Joris Voorn – Sis

Chill out

Subsonic Park

Sicuramente il piatto forte della manifestazione è la doppia performance di Laurent Garnier che proporrà oltre al suo dj set anche un’anteprima live del suo nuovo attesissimo album.
Per il resto come al solito non tradiranno i live di Jonson, Rother e Voorn, così come i set di mostri sacri della consolle quali Cox (anche se mi auguro sia meno monotono del solito), Wink, Clarke, Villalobos e Luciano.

Papà Sven (ascoltabile solo in club come il Cocoon o il Watergate), e lo zio Richie (che da fine 2006 non è mai ascoltabile) li lasciamo tranquillamente a chi ha scoperto la Techno giusto ieri.

E’ da segnalare inoltre che per la prima volta mancherà una sala dedita alle sonorità più hard che ormai certo non possono più sentirsi rappresentate da un Chris Liebing che è passato dal Black and Decker al trapano a manovella del Mekkano…

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Credo siano passati quasi due anni da quando ho incontrato per la prima volta il nome di Stimming su un centrino rosso.
In quel periodo, post Green and Blue se non vado errato, cercavo un qualcosa che pur continuando a bazzicare nel giro dei beats minimali offrisse un guizzo in più e che, in qualche modo, riuscisse a far propria la sensualità originaria dell’house music. Qualche mese più tardi la nu house era gioiosamente esplosa sui dancefllor europei esaltata principalmente dai ragazzi di Mannheim della Oslo records e dalla più variegata compagnia della Dyinamc rec. capitanata da Mladen Solomun e dal suo comandante in seconda Stimming, che in questi giorni da alle stampe il suo primo long playing: Reflections.
Parafrasando la famosa massima di Ellen Allien potremmo dire che ogni suono ha un suo luogo e un suo momento, quindi ho caricato Reflections nel mio lettore mp3 impermeabile e sono andato a nuotare.
Senza dilungarmi troppo sul quanto sia piacevole staccare dal lavoro per stare a mollo, una vasca semiolimpionica è sicuramente il posto migliore per ascoltare minimal techno: movimenti monotoni, sguardo puntato verso il fondo a guardare scorrere una striscia di piastrelle, e sentirsi completamente isolati nel proprio viaggio anche quando la pista è piena.
Ricercare un ritmo costante per gestire la fatica, per trovare un equilibrio tra slancio e fiato, per iniziare a muovere i primi passi sul dancefloor. Stimming tratteggia i lineamenti di un afterhour estivo, e non a caso le prime tracce si intitolano sunday morning ed after eight (a.m. naturalmente), dove, ad una ritmica serrata si preferisce un fluido amalgama di beats morbidi, per lo più bonghetti e micropercussioni.
A manovrare le redini della tensione ci pensa la melodia: persi nella nostra piscina sonora passiamo da momenti in cui è, spesso, rilegata al ruolo di fievole e suggestiva comprimaria, ad altri in cui è unica carismatica protagonista al centro del palco in un continuo crescendo di echi dub detroitiani e riff piano house di scuola italo.
In definitiva la produzione di Stimming rimane fedele ai canoni della nu house, prezioso tool da club per ogni Dj, ma troppo legata ai ballerini per far godere anche l’ascoltatore casalingo; un vero peccato per un album che ha i suoi punti di forza proprio nelle grandi atmosfere da colonna sonora cinematografica cui basta un’armonica per far sembrare Chicago come l’Alabama.

Federico Spadavecchia

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Uscirà l’11 maggio il quinto album del Dj francese numero uno, Laurent Garnier.
Intitolato Tales Of A Kleptomaniac, vedrà la collaborazione di Benjamin Rippert e Philippe Naudaud, il leggendario sax di The man with the red face.
A detta dello stesso autore l’opera sarà una fusione di tutti gli stili musicali che lo hanno influenzato, con hits già edite o di prossima uscita quali Back to my roots e il nuovo singolo Gnanmankoudji (nei negozi dal 9 marzo), e la sperimentazione di nuove strade come il Dubstep, di cui Laurent è un grande appassionato.
Ma la maggiore sorpresa è la label che lo pubblicherà: quella F Com rec. che aveva sospeso l’attività nel dicembre scorso e che sembrava ormai prossima alla chiusura definitiva.
Non ci resta quindi che attendere con spasmodica ansia Tales Of A Kleptomaniac anche se per ingannare il tempo si può sempre andare a sentire monsieur Garnier il 20 febbraio al Cocoon Club di Francoforte in occasione del quarantesimo compleanno del Dj locale Karotte.

http://www.fcom.fr

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Frequencies

Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?

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