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Un appello accorato
Ai signori che attualmente si occupano di etichette storiche come Plus 8 e Drumcode, che dovrebbero essere rispettivamente Paco Osuna e Adam Beyer anche se non si può mai sapere.
Avete in mano due etichette che negli ultimi quasi quindici anni (quasi venti, nel caso della +8) hanno fatto parte dello stato dell’arte della techno, i cui nomi resteranno per sempre indissolubilmente legati a capolavori come, rispettivamente, i primi Plastikman o la serie Gainlane di Hardcell e Grindvik: è una responsabilità importante.
Ora, io capisco perfettamente che c’è la crisi e il mercato dei 12” non era proprio in ottima forma già da prima, per cui appoggiarsi ad un marchio forte preesistente fa comodo, ma vedere la discografia di etichette storiche rovinata da autentiche merde come questa o questa (e potrei allungare la lista a oltranza, visto il livello delle uscite di entrambe le etichette nell’ultimo anno) è veramente un colpo al cuore.
Capisco perfettamente anche che ci si debba evolvere e che sia sbagliato restare focalizzati sempre sugli stessi artisti, ma se sono più di dieci anni che hai l’etichetta simbolo della techno svedese e solo occasionalmente hai ospitato altri nomi di assoluta eccellenza in ambito techno come Marco Carola, Oliver Ho e Gaetano Parisio, c’è davvero bisogno di stampare un disco di Steve Lawler che col resto delle uscite c’entra come i cavoli a merenda? E uno di Tony Rohr che probabilmente è stato comprato solo dai gestori degli autoscontri?
E ancora, se hai in mano un’etichetta che per quasi vent’anni ha ospitato le manifestazioni della malattia mentale di un genio come Richie Hawtin, devi per forza stamparci la techno fatta coi suoni dei Teletubbies dagli spagnoli come se fosse una CMYK qualunque?
E’ una supplica che mi viene dal profondo del cuore e che covavo già da un po’: per favore, la dignità di queste due etichette è già irrimediabilmente compromessa, almeno inventatevi qualcosa per distinguere questo terrificante nuovo corso da quello vero.
Chessò, si potrebbero chiamarle Plus Hate e Shitcode, che sono anche due nomi incazzosi e tamarri come le ultime uscite e quindi non stonerebbero troppo, oppure si potrebbe cambiare la veste grafica aggiungendo una bella visiera fucsia che si intoni al mood attuale delle due etichette…basta che sia chiaro che le uscite recenti non sono Plus 8 e non sono Drumcode, che sennò mi sento preso per il culo.
technorati tags: giramenti+di+palle, pseudo+artisti
3 Comments to “Un appello accorato”
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Marcello says:
:D Bellissimo! Come non essere d’accordo, ma a quanto pare non gliene frega nulla, visto che stravendono con ’sti suoni marci…
sharp says:
sana polemica!sarebbe stato un destino meno amaro e più onesto lasciar morire le label insieme alle idee che le hanno generate ed alimentate durante la loro ascesa
F.S. says:
già, però sai com’è difficile separarsi da un brand danoroso…il problema più grave a mio avviso è che il grande pubblico non sembra toccato neanche un pò da tutta questa speculazione…