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mar
31

Rest in Peace

Niente dura in eterno nemmeno un team vincente come i Peace Division che, dopo 15 anni di onorata carriera ai vertici della scena house, hanno deciso di porre fine al progetto.
Justin Drake e Clive Henry hanno rilasciato dischi per innumerevoli label come Junior, NRK, Crosstown Rebels, Low Pressings e Tsuba. Proprio su quest’ultima i due Dj inglesi hanno scelto di pubblicare il loro ultimo singolo Eh Oh Um in uscita il 30 aprile.
Il disco riprende le principali caratteristiche che hanno reso celebre il marchio Peace Division: ritmica essenziale con bonghi riverberati, hit hat a pioggia, basso rotolante e oscuro arricchito di campioni iperfiltrati.
Sul lato B il remix di Christian Burkhardt, from Oslo rec., attualizza il sound secondo i canoni della scuola nuhouse di Mannheim, alleggerendo le atmosfere e ampliando la sezione percussiva di modo da prepararsi alla bella stagione.

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Il primo ricordo che ho del mio secondo giorno in quel di Minehead è di una simpatica anima in pena che verso mezzogiorno bussa alla finestra della cucina, forse atratto dal profumo della nostra pasta al sugo, per farfugliare un messaggio incomprensibile, e quindi allontanarsi sconsolato avvolto in un esquimo a mò di francescano nel saio ma ai piedi al posto dei sandali calzava scarpe completamente diverse l’una dall’altra.
La Tv, grazie al canale via cavo BLOC TV, passa in continuo i live della scorsa edizione, e film di kung fu da intenditori, permettendoci un comodo relax sul divano prima di un altro bel giro in piscina a provare la macchina delle onde e lo scivolo col canotto.
Non esagero se affermo che l’atmosfera è quella di un bizzarro asilo infantile dove GIOCARE è la parola d’ordine alla base di ogni attività. Anche il rapporto con le ragazze è diverso, nessuna strategia o rituale d’accoppiamento stile ruota del pavone, è tutto molto più elementare e diretto perchè, come ai tempi della summer of love, qui nessuno ha secondi fini o desideri egocentrici.
Il sabato la festa inizia già alle sei con il concerto di una vera leggenda vivente: Lee “Scratch” Perry.
Tuttavia a causa di un suo ritardo (d’altronde oh c’ha pure 80 anni suonati!!!) dobbiamo modificare il piano di battaglia e prendiamo una delle migliori decisioni della nostra vita: andare a sentire Ulrich Schnauss.
Il musicista tedesco ha da poco iniziato a suonare quando arriviamo, ma il suo non è il classico live PA da Dj da club: siede su uno seggiolino da pianoforte, spalle al pubblico, e con la grazia di un pianista accarezza sintetizzatore e computer dando vita ad uno spettacolo suggestivo ben valorizzato da luci e videoproiezioni.
Schanuss tratteggia eterei paesaggi di pura melodia incupiti da battitti IDM, in alcuni momenti non si riescono sul serio a trattenere le lacrime agli occhi e la pelle d’oca sarà una costante di tutto il live. Alla fine quella di Ulrich sarà riconosciuta come la migliore esibizione del festival.
Nel mentre che ci riprendiamo da questo trip di sentimenti sdolcinati da donnette è finalmente arrivato l’artista jamaicano padre fondatore del Dub: a lui si deve gran parte della musica elettronica moderna e, vederlo sul palco, accompagnato per altro da una band coi controcazzi, per usare un termine tecnico, agghindato con un cappello sul quale colleziona una tonnellata di immagini votive (in stile Mr T), ed una giacca da cui ancora ruggisce il grande leone rastafariano non ha prezzo!
Provate almeno a immaginarvelo questo arzillo nonnino dalla voce impastata a cantare di ganja e libertà per poi salutare il pubblico con un sincero e complice “I love your style, I love your style ” che fa scattare immediatamente l’applauso.
Il tempo dei ritmi rilassati ormai sono finiti, da ora in poi ci sarà solo il tempo delle catene a fomentarci a colpi di breakcore.
Tim Exile, è il McGuyver della situazione: ricava colpi di cassa dal campionamento in real time della sua stessa voce, o delle urla del pubblico, per non parlare di una violoncellista chiamata a fungere da plug in carne ed ossa, o del servirsi di un joystick da videogiochi come controller midi per poter suonare girovagando tra la pista.
Forse è a causa di questa eccessiva genialità che trovo il live di Clark ordinario: potente e preciso ma senza sorprese.
Decidiamo quindi di andare a sentire la seconda parte del set di Egyptian Lover, il Barry White dell’electro: passionale, carismatico, fin dagli anni ‘80 è sempre stato uno dei figli prediletti della Roland Tr 808.
Quando termina il set tutto si calma come prima di una tempesta, d’altronde adesso tocca all’ospite d’onore del BLOC 2009, colui che è diventato riferimento per un’intera categoria musicale, signore e signori: Richard D. James meglio noto come APHEX TWIN!!!!
Grazie alle manovre ai visual del designer Tim Hecker, lo show prende le forme di un ritorno alle ambientazioni di Terminator dove gli uomini combattono contro la supremazia delle macchine.
L’apertura del set è all’insegna dei richiami agli inni rave dei ‘90 con la moderna 303 di The Tuss, ultima incarnazione di Richard, che sale a spezzare gambe e fiato. Il proseguio è una continua serie di frustate sia in quarti che in breaks con Aphex, dal capello ormai corto da quarantenne borghese ed un probabile figlioletto a ronzargli intorno, che resta impassibile dietro al mixer.
La velocità di battuta è 88 miglia all’ora, il flusso canalizzatore è settato sull’anno 3000 Devine.Christian.. Questo ragazzo dall’aria tranquilla sancisce il definitivo delirio generale in un mix di violenta pulizia sonora, sporcata soltanto da quel pazzoide di Otto Von Schirach e le sue improbabili sexy ladies quando al microfono urla che stiamo ballando ad 800 bpm…segnale che è ora di rallentare e recuperare le forze per l’ultima sera.

Federico Spadavecchia

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Sono passate solo due settimane ma è come fosse una vita fa, anzi sarei quasi tentato di considerarlo alla stregua di un bel sogno ad occhi aperti ma i miei amici, crew di infaticabili Ravers, me ne confermano la realtà.
A sto giro l’avventura è stata davvero tosta, difficile da raccontare a parole…
La terza edizione del Bloc Weekend, spostato dalla nebbiosa Hemsby alla stranamente assolata Minehead (provincia di quella Bristol culla del wonky beat) è andata al di là di ogni aspettativa: tre giorni in cui si è passati da pomeriggi a mollo nel rilassante parco acquatico indoor gentilmente offerto dalla struttura, all’ubriacarsi con le KKastagne al rhum della mamma di Simone, a scoprire che in questa parte d’Inghilterra si usano le creuze come a Zena e, naturalmente, alla Musica che ha occupato le nostri notti.
Il primo giorno, venerdì, è votato all’insegna del dubstep e dei suoi eroi: iniziamo così la nostra maratona già alle sette di sera nella Tec:Bloc (le altre sale erano la main room Centre:Bloc, la sudatissima Red:Bloc, e l’intima Jak:Bloc) dove Ebola sfodera un bel live in chiave dub per quasi quaranta minuti per poi ingranare la quarta e tirare giù tutto a scudisciate hardcore.
Il primo cambio vede salire in consolle Peverelist, terza anima della fu Skull Disco: se infatti il capo banda Shackleton ne incarna lo spirito più esotico, ed Applebim quello più londinese progressivo, Peverelist predilige il dubstep più classico intrecciando percussioni ipnotiche e circolari; i missaggi puliti sincronizzano, senza bisogno di alcun pc, vinili dal battito irregolare.
Dopo un break a base di rolliing & scratching fornito da quel funambolo di Dj Qbert, è tempo di andare a sentire il dj set di Ital Tek, energico e mentale, e quindi la prima parte di quel Pole che tanto ricorda Martin Buttrich per la quantità di artisti a cui produce i dischi.
Da mezzanotte all’una è tutto un gorgoglio di ultrabassi, valorizzati alla perfezione dagli impianti Funktion One gli stessi che regnano al Berghain di Berlino, insieme al gotha della scena: Applebim, la cui performance è stata una delle più belle dell’intero rave, Pinch capace di raggiungere profondità tali da far vibrare tavoli e pareti, quindi 2562 anello di collegamento tra la Berlino della Basic Channel e la Bristol di Rinse Fm.
Il dancefloor risponde morbido ai nostri passi, infatti, quella diavolo di moquette so british, che domani puzzerà da morire di birra e sudore, attutisce ogni salto. Per quanto riguarda il pubblico, invece, si parla di 5000 ragazzi e ragazze con tanta voglia di divertirsi senza paranoie e con una preparazione all’ascolto nettamente superiore alla media; gli Italiani presenti sono all’incirca una trentina segno che nel nostro Paese si perde ancora del tempo dietro alle acconciature trendy di Hawtin e compagnia senza accorgersi che il resto del Mondo è andato avanti.
Il main event della serata è il ritorno sulla scena rave dei Future Sound of London con un live totalmente analogico, peccato per la scelta alla Mina di esibirsi in broadcast ISDN dal loro studio. Per fortuna a consolarci dalla delusione provata ci pensa un sorprendente Rusko con tanto di basso suonato live ed Mc.
Quando tocca a Kode 9 prendere posto ai piatti il pubblico esplode, ed all’inizio, nonostante qualche problema di eccessiva vibrazione di un giradischi, il patron della Hyperdub porta avanti un set seguendo la neonata corrente funky del wonky beat spiazzando un pò la pista. Niente paura però, perchè dopo il primo quarto d’ora le atmosfere tornano ad essere quelle sci-fi del suo incredibile set di gennaio al Berghain, mettendo in risalto tutta la sua tecnica da turntableist.
Per stasera con la ritmica half step abbiamo chiuso e andiamo da Daniel Bell sperando magari in un set retrospettivo sulla storia della Plus 8, ma ci tocca subire la seconda delusione della festa: Dan Bell propone un set in linea con l’attuale Minus, decisamente di pessimo gusto.
Ripieghiamo allora sull’emergente Hudson Mohawake che propone un live ibrido di pc e giradischi. Il giovane ha sicuramente dei numeri ma a mio avviso anche molta confusione e perciò mi riservo di risentirlo in futuro.
Prima di andare a dormire c’è ancora il tempo per qualche minuto del live dei Frequency 7, la coppia aperta della techno, che per l’occasione si fa accompagnare da Surgeon e Ben Sims. Il risultato dell’ammucchiata è un 4/4 liberatorio con cui sfogare le ultime gocce di adreanlina prima di fiondarci a letto col sole a far capolino dalle colline circostanti.

Federico Spadavecchia

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Evoluzione della specie. O anche: evoluzione dell’hip hop (alla scoperta delle sue nuove frontiere). Evoluzione delle mappe della club culture (lo stupefacente incontro tra Africa e digitalismi funk). Evoluzione del pop piu’ irregolare (nuove voci, nuovi stili, nuove stelle). Evoluzione delle sperimentazioni piu’ ardite. Evoluzione dei dancefloor, tra live set in anteprima assoluta, session che rimettono finalmente il coraggio tra le priorita’ di un dj, artisti che pur avendo fatto la storia del clubbing hanno ancor oggi lo sguardo fermamente rivolto verso il futuro, un visionario futuro.

…evoluzione di un festival musicale, insomma: perche’ se per Darwin e’ il momento del bicentenario, per Dissonanze arriva la nona edizione. La parola d’ordine e’ comune: esplorare, scoprire, andare alla ricerca di nuove frontiere, senza fermarsi mai, spinti da lucidita’ e passione. La cornice resta quella magica del Palazzo dei Congressi, all’Eur. Sul sito trovate le prime essenziali informazioni (altre ne seguiranno, fino ai giorni del festival: seguiteci sempre). 8 e 9 maggio 2009: vi aspettiamo. Le nuove frontiere dell’evoluzione in musica vogliamo scoprirle insieme a voi.

Programma:

venerdì 8 maggio: salone della cultura

23.00 kenny larkin (djset)
24.30 moderat (modeselektor + apparat) (liveset)
01.30 timo maas (djset)
03.30 magda (djset)

venerdì 8 maggio: terrazza

22.00 costa vs ad bourke
23.00 gaslamp killer vs daddy kev
24.30 flying lotus feat. samyiam
01.30 daedelus

venerdì 8 maggio: aula magna

22.30 mokadelic
23.30 telepathe
24.30 atom™
01.30 byetone
02.30 signal feat. alva noto, byetone, frank bretschneider

sabato 9 maggio: salone della cultura

23.00 lindstrom (liveset)
24.30 laurent garnier feat. scan x (liveset)
02.00 a critical mass feat. ame, dixon, henrik schwarz (liveset)
03.00 francois kevorkian (djset)

sabato 9 maggio: terrazza

22.00 afrodisia video system
23.00 dj mujava
24.30 buraka som sistema
01.30 radioclit feat. afrikan boy & mo laud

sabato 9 maggio: aula magna

22.30 micachu & the shapes
23.30 bat for lashes
24.30 soisong feat. coh, peter cristopherson
01.30 salem
02.30 actress

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Torna al Viper di Firenze l’evento internazionale di musica elettronica piu’ importante di tutto il panorama italiano: AltaVoz.
Dopo i successi registrati mensilmente al Rivolta di Venezia e al TPO di Bologna, quella al Viper di Firenze e’ la terza residenza fissa dell’evento che in meno di 2 anni ha portato in Italia piu’ di 70 ospiti internazionali e ha offerto oltre 150 performances tra live e dj set. Organizzata insieme a Intooitiv e Decibel Eventi, l’evento di sabato 28 marzo sara’ l’ultimo evento della stagione in terra toscana. Per l’occasione AltaVoz presentera’ uno dei nomi storici della techno di Detroit nella sua unica appartizione nazionale: Juan Atkins

Nella sala Bunker si esibira’ invece il secondo ospite internazionale dell’evento: il francese Alex Kid, nome ormai di culto della scena house europea con numerose pubblicazioni di successo sulla prestigiosa etichetta F Com di Laurent Garnier.

Oltre a loro, AltaVoz proporra’ il dj set di Max D. Blas, resident di tutti gli eventi altaVoz, il live di Noize FX e i dj set di Athos, Uaui & Ponz, Crawler e Angy D’ Ambrosio.

Nella terza sala deidcata alle performances sperimentali, AltaVoz proporra’ il live di Tomato Sound Soup e il dj set di No Chance. I visual saranno curati da Influx, Pornorobotz e Clear.

Un evento imperdibile quello del 28 marzo che avra’ inizio alle ore 22:00 (Ingresso €15).

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In occasione dei suoi 15 anni, l’etichetta Kompakt festeggia con un tour che 
toccherà tutte le principali città del mondo attraverso la musica 
e gli artisti che l’hanno resa così famosa. 


Le line up sono composte da 3 artisti per ogni tappa, tutti 
appartenenti alla “factory” di Colonia. La data romana non poteva non essere ospitata dal Goa Club, nella storica serata del giovedì Ultrabeat.

A partire dalle 23.30, Superpitcher, Michael Mayer e Reinhard Voigt, si esibiranno a rotazione in consolle.

Djs:

Superpitcher

Michael Mayer

Reinhard Voigt

Dalle 23.30

Prezzo: 15/20 euro

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Nuria Ghia è, ad oggi, probabilmente la miglior dj spagnola di musica elettronica. E’ questa l’opinione del prestigioso magazine DJ1, che per 2 anni consecutivi (2007-2008) le ha attribuito la palma nelle categorie Techno e Minimal. Un giusto tributo ad un’artista che vanta già più di 10 anni di onorata carriera nei più prestigiosi club della penisola iberica, e un’agenda affollatissima di impegni in Spagna e all’estero.

Dopo la grande performance dello scorso gennaio 2008 a Torino, che ha visto la dj di Barcellona esibirsi in due noti club torinesi, la one night CLOSER EVENT è felice di affidare nuovamente la consolle a Nuria Ghia, che, insieme a Giorgio Pulini aka Rach3, Andrea Zanardi e Breezo, sarà lieta di accompagnarvi in una lunga cavalcata elettronica da mezzanotte fino a mattino inoltrato.
Location scelta per la serata sarà lo United club di c.so Vigevano 33, palcoscenico abitualmente frequentato da concerti dal vivo, che per l’occasione sarà trasformato in club techno vero e proprio così da accogliere tutti i buongustai torinesi e non di elettronica!
Per l’occasione: zona chill out dove sarà servita la colazione per chi ci accompagnerà fino a tarda ora, zona decompressione con calciobalilla, allestimento preparato ad hoc dal team femminile più quotato in città (LoveTheDj).

Start time: mezzanotte
Finish time: mattino
Ingresso € 6 (compreso di consumazione)

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mar
20

Questions

Avrei ben più di dieci domande da rivogere a Marco Carola, il Dj napoletano più conosciuto del Mondo. Un artista dall’immenso talento, tra i primi a gettare un ponte tra l’house, la techno e il dub, creando un sound rivoluzionario come l’hardgroove.

I suoi set a tre piatti hanno segnato la storia del clubbing di fine anni ‘90 inizio 2000…

Ma soprattutto mi chiedo dove sia finito oggi, Marco.

Di certo non è a selezionare la nuova compilation celebrativa del Time Warp di Mannheim, perchè una tracklist così banale e insignificante non voglio credere sia opera sua.

Il Carola dalla tecnica aliena, che mentre suona non guarda mai la pista perchè troppo concentrato sulla Musica, è ritornato nella sua galassia lontana ormai da anni, lasciando a noi terrestri un freddo automa buono giusto per imbambolare le nuove generazioni: non più clubbers ma carne da macello per assordanti campagne di marketing ultra patinate, che si esaltano per dischi (se si possono chiamare tali) e proclami deliranti (vinyl is a pain in the ass, il vinile inquina) che hanno affossato pezzi di Storia del Movimento. Di un patrimonio di TUTTI NOI APPASSIONATI come la Plus 8 ormai si stanno vendendo pure i bei ricordi.

Per la cronaca ecco la compilation che mi ha fatto salire il sangue al cervello:

Tracklist

CD 1 (Hotel Session)
01. Jamy Wing – Luanda
02. Robert Dietz – Fym
03. Ernesteo Ferreyra – Hunted
04. Super Flu – Lyla Sucks Lemon
05. Uto Karem – Trentatre
06. Slubox – Backseat Driver
07. Jamy Wing – Port Au Prince
08. Souki – Hausmeister Gordon (Lazy Mouth Remix)
09. Kate Simko – She Said (Barem Remix)
10. Damian Schwartz – 20
11. Solimano – De Rosa (Franco Cinelli Remix)
12. Robert Dietz – Kanban
13. Marco Carola – Drumming
14. Fritz Zander – Ulrich
15. Marco Carola – Plaster
16. Minicoolboyz – The Melody
17. System Of Survival – Snaturelle

CD 2 (Night Session)
01. Marco Carola – The Tribe
02. Mathias Kaden – Shetani
03. Masomenos – On Fait La Java
04. Azid Child, Karlos Phazer & Soulrack – Go Hamilton
05. Paco Osuna – It Wasn’t True
06. Josh Wink – Everybody To The Sun
07. Dop – Mambo Jumbo (Guy Gerber Remix)
08. Super Flu – Shine
09. Livio & Roby – Roata Unu
10. Ray Okpara – Loving Moonbuah (Nekes Remix)
11. Thodoris Triantafillou – Suspicious Behaviour (Nick Curly Remix)
12. Broombeck – Mono Turn
13. Julien Chaptal feat. Daniel “Mumbling” Sanchez – Rounda
14. Marco Carola – Pampero
15. DZI aka Luke Dzierzek – The Beast (Broken & Dan Doran Remix)
16. Audio Dependent – Toenail
17. Null.Eins – La Gente Menuda (Markus Fix Remix)

Si parla di hotel e di night, ma la Musica è ridotta a mero accompagnamento di quello che una volta era un Rave (aree industriali abbandonate, sudore, suoni oscuri ecc…ve li ricordate sì ?) ed oggi strumento promozionale di una multinazionale.

Se non fosse per Laurent Garnier e Ricardo Villalobos sarebbe da non stare neanche a perderci il tempo per leggerne la line up.

La selezione del doppio cd è un guazzabuglio autoreverenziale in cui appaiono giovani che inseguono il successo a tutti i costi percorrendo le strade più ovvie (Skream e Benga salvateci voi!!!), mentre la nu house è diventata un pretesto per riproporre la pochezza di idee dell’odierna minimale hawtiniana: al ricercato suono di Francoforte si preferiscono trombette e bonghi illudendosi di essere innovativi, mentre l’unico risultato cui possono aspirare è la famosa colonna sonora da ascensore.

A questo punto resta un’ultima domanda: A quando un bel live con Fausto Papetti?

Federico Spadavecchia

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silencio

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Un vero pezzo di storia della Techno italiana: in un contesto surreale si affrontano sostenitori della musica campionata contro rockettari incalliti, ad un tratto però la dipsuta si sposta tra il pubblico dove l’eroe underground Lory D attacca l’Albertino nazionale accusandolo di commercializzare il Movimento.

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Erano i primissimi anni ‘90 e l’opinione pubblica italiana s’interrogava sul fenomeno Rave: perchè i ragazzi si chiudevano in magazzini bui a sentire per ore strani rumori? E’ colpa della droga? Delle prodezze di Maradona al Napoli? Dell’avvento di tangentopoli?
Giuliano Ferrara, che della polemica gratuita ci ha sempre campato, dedicò una puntata de L’Istruttoria, in onda su Italia Uno, alla nuova moda giovanile e all’House Music.
A ben guardare il filmato c’è da rendersi conto, purtroppo, che in quasi 20 anni di clubbing l’ignoranza è rimasta in pratica sugli stessi livelli (sia da parte degli osservatori che dei partecipanti), ma come allora possiamo sempre dire: meno male che c’è Lory D!

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Ultimo appuntamento stagionale con MOOD al The Beach°. Dopo quattro mesi di collaborazione le strade dell’organizzazione e del locale si separano temporaneamente in attesa di nuovi progetti. L’ultima serata del venerdì elettronico dei Murazzi sarà però caratterizzata da un evento speciale che vedrà protagonista uno dei dj più importanti della scena deep techno olandese. Dopo aver ospitato Lauhaus, infatti, MOOD, in collaborazione con Urban Lovers, presenta un altro dei rappresentanti del collettivo Amsterdam 661: Kabale Und Liebe.

Liron Van Daalen aka Kabale Und Liebe nasce nel 1983 in una piccola città nel sud dell’Olanda. Si scopre presto “enfant prodige” della consolle: a 12 anni acquista la prima coppie di piatti e a 14 anni ha il suo battesimo del fuoco davanti a un’enorme folla all’Energiehallen di Rotterdam. Da quel momento Liron inizia a suonare in tutti i club più importanti dei Paesi Bassi. Nel frattempo si interessa alla produzione e nel 2004, con lo pseudonimo Kabale Und Liebe, pubblica la sua prima release su Archipel. Entra quindi nel collettivo Amsterdam 661, che raduna la crema della scena deep techno olandese (Lauhaus, Boris Werner, David Labeij, Julian Chaptal e Quazar MG). Il grande successo arriva nel 2007, quando insieme a Daniel Sanchez pubblica la hit “Mumbling Yeah” su Arearemote, traccia suonata per mesi da molti grandi dj tra cui Richie Hawtin, Ricardo Villalobos, Magda, Loco Dice, Karotte e Mathias Kaden, cui seguono altre importanti singoli per la 100% Pure di 2000 and One e per Remote Area. La sua abilità alla consolle e il suo stile techno deep&sexy lo hanno portato ad essere considerato uno dei migliori dj europei, come testimoniano le numerose partecipazioni a importanti festival come I Love Techno, Awakenings, Welcome to the Future e Static 5.

Accanto a Kabale Und Liebe saliranno in consolle Cami, giovane promessa del collettivo Nastro Rec., nuova realtà che si sta ritagliando un piccolo spazio nell’ambito delle produzioni elettroniche cittadine, oltre che agli alfieri di MOOD e Urban Lovers, rispettivamente Cipi e Gonzalo.

Inizio ore 23.00 – Ingresso con drink: 10€ in lista

Info, liste e tavoli: moodtorino@libero.it – 392-8039321

Selezione alla porta

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Sabato 14 marzo 2009, l’Appartamento Padronale di Palazzo Saluzzo Paesana in Torino, esclusiva sede per manifestazioni culturali di assoluto prestigio, in collaborazione con La Tana Meets Butterfly, una delle principali e più interessanti realtà torinesi legate alla musica elettronica, ospiteranno, con il patrocinio dell’Associazione Culturale Russkij Mir, un evento esclusivo dedicato alla più innovative espressioni della cultura russa articolato su un dinner party e una notte di clubbing.

L’evento si apre con una cena a buffet ospitata negli aulici spazi dell’Appartamento Padronale (via della Consolata 1 bis, Torino), splendida location settecentesca nel cuore della nostra città. La cena, che sarà curata da Regio Tratturo Catering in collaborazione con il negozio di specialità russe Skaski di Torino e con il Russian Online Store Fontanka, sarà totalmente ispirata alla tradizione culinaria moscovita, accompagnando un menu completo di tipiche portate russe con una degustazione delle più ricercate qualità di vodka importate da Kaliningrad e San Pietroburgo. Il dinner party sarà sonorizzato dalle nuove e ricercate ritmiche electro-deep a cura di DeepMix Moscow Radio, diffuse dai rivoluzionari prototipi di casse acustiche fornite da Belths.

Ospite d’onore in consolle sarà, per la prima volta in Italia, Andrey Pushkarev (www.myspace.com/pushkarevandrey) che arriverà direttamente da Izhevsk, splendida città nel pieno centro della Russia, culla della musica elettronica russa, dove è nato nel 1981. Andrey ha esordito come DJ alla giovanissima età di 15 anni e da allora è diventato uno dei principali DJ di sonorità deep-elettronica nel suo paese, oltre ad essere artista di punta dell’esclusiva e storica DeepMix Moscow Radio. Sul sito di www.deepmix.ru si possono scaricare più di 50 dei suoi DJ set, registrati durante i sabati notte al Paparazzi Club di Mosca, dove Andrey è resident DJ. Andrey ha suonato al fianco di artisti del calibro di Alex Smoke (Soma Quality Recordings, UK), Shur-i-kan (Freerange Records, UK), Munk (Gomma, Germany), Touane (Persona Records, Germany), SLG (Level Records, Poland). Il perfetto suono deep di Andrey, creato utilizzando una collezione personale di più di 7000 dischi, è sorprendentemente coinvolgente e accompagnerà sia la degustazione di portate – e bevande – russe a Palazzo Paesana, che le danze più sfrenate durante la notte al BL:OG.

L’evento proseguirà dopo le ore 24 nel nuovissimo e centralissimo drink+dancefloor BL:OG (Via San Quintino 2/I), nato dalle ceneri dello storico COVER, punto di ritrovo delle serate torinesi dello scorso decennio, ora completamente rinnovato e convertito in un elegante club dove gustare ottimi cocktail sonorizzati da raffinate sonorità house, e dove la notte prende forma in una serie di feste esclusive, ad ingresso esclusivamente su prenotazione. Ai partecipanti alla cena verrà garantito un ingresso prioritario al proseguimento di serata al BL:OG.

L’ospite sarà accompagnato durante il “before party” dall’affascinante eclettismo sonoro di Daniela Boni (myspace.com/danielaboni) e durante l’”after party” dall’originale interpretazione del sound minimal-house berlinese di Patrick Di Stefano (myspace.com/djpatrickdistefano). Le acrobazie visuali, ovviamente di ispirazione russa, saranno curate dal VJ MasterP (myspace.com/pepemasterp).

Info e prenotazione obbligatoria per il dinner party a Palazzo Saluzzo Paesana: 347 0103021 – deepmix@palazzosaluzzopaesana.it – http://www.palazzosaluzzopaesana.it/deepmix.html

Info e liste per il nightclubbing al BL:OG: 340 9689440 – tana_torino@yahoo.it – info@airbutterfly.com

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Primo evento di una serie di party che sbarcherà a Padova, Venezia, Milano, Firenze, Cagliari, Napoli e Trieste. Una piccola anteprima del festival che porterà l’Italia fra le capitali della techno mondiale. Con un ospite di assoluta eccezione insieme ai migliori djs e producer techno Detroit di Movement.

STEVE RACHMAD (Music Man, Tresor /NL)

aka Sterac Electronics, Ignacio, Dreg, Parallel 9, Adverse Match. Produttore, dj e remixer olandese conosciuto in tutto il mondo, Rachmad è considerato da molti il padre della “Detroit techno” nei Paesi Bassi e ha da poco festeggiato i suoi 25 anni di carriera con un album prodotto dall’etichetta nipponica Sino (la stessa di Technasia).

Colleziona musica dall’eta di 12 anni, a 15 inizia a fare il dj e negli anni ‘80 segue la scena dance, avvia il suo studio di produzione fino ad essere catturato dall’attenzione dei nuovi suoni dell’ house di Chicago e Detroit di Jeff Mills, Mr. Fingers, Robert Hood e Derrick May. Gli anni a seguire vedono uscite e successi su labels come Tresor, 100% Pure, Underwater, Fragile, M-Plant, etc ma certamente la svolta planetaria è l’album “Secret Life of Machines” nel 1996 con lo pseudonimo di Sterac e con il suo talento fa ballare i dancefloor di tutto il mondo con remixes per numerosi artisti tra cui Chris Liebing, The Advent, Vince Watson, Kanzleramt, Mark Broom e per etichette come Music Man, CLR, Jericho e Sino.

Il suo caratteristico groove, fatto di suoni profondi che si snodano tra melodie funk e soul, ci proietta direttamente nella storia e nell’evoluzione della musica electro-techno. Negli anni Rachmad si è conquistato rispetto conciliando sempre la qualità con la quantità delle uscite, sebbene il suo tempo in studio si è notevolmente ridotto per gli impegni artistici; la sua devozione e il suo potenziale l’hanno proiettato a diventare una delle figure storiche della scena techno mondiale.

DJ MACHINE (Movement /ITA)
BHONZ live (Movement /ITA)
Special guest from ALTAVOZ GHISLA (Movement /ITA)

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Approda questo venerdì alla consolle bordo fiume di Macumba il primo ospite internazionale: dj TOMOKI TAMURA. Tomoki inizia l’avventura da dj nel nativo Giappone nel 1999. In breve tempo, grazie al suo talento, diventa uno dei giovani più promettenti del Paese avendo così l’occasione di esibirsi nei migliori locali di Tokio e Osaka al fianco di stars internazionali del calibro di Derrick May, Lil Louis, Kerry Chandler, Joe Claussel e tanti altri. Nel 2004 si trasferisce a Londra dove prosegue la sua ascesa suonando nei top club della capitale come The End, The Key, Ministry, Turnmills, Cargo e Notting Hill arts club.

Proprio in quest ultimo locale Tomoki è l’ideatore e il dj residente dello splendido party settimanale “Geisha disco” oltre alla residenza nella serata Holic al club Aka che è diventato il party undeground più esclusivo del giovedì notte londinese. Il suono di Tomoki è un mix di house, techno, deep, electro e soul, una performance emozionale piena di ritmo e melodie dalle diverse influenze. Forse Londra ha definitivamente trovato il suo nuovo ambasciatore da e per la terra del Sol Levante!Invece al Fluido saranno i due ambasciatori torinesi Federico Gandin e Andrea Frola a fare gli onori di casa nella bollente clubhouse di Macumba per un lungo rito notturno da non mancare!

Questa è Macumba, il rito che vi accompagnerà tutta la primavera e tutta l’estate con tante sorprese tra ospiti torinesi e internazionali, sushi buffet, feste fluorescenti, inaugurazione della nuova terrazza (fine maggio) e chi ne ha più ne metta!!!

Inizio ore 22.00
Ingresso con consumazione: 7 euro
Selezione alla porta

Macumba next friday …

venerdì 20 marzo ROGER RAMA+ FEDERICO GANDIN

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Frequencies

Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?

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