Kiki KaikuDopo cinque anni da “Run with me”, album di esordio di Joakim Ijäs, meglio conosciuto come Kiki, ritorna il poliedrico artista finlandese trapianto a Berlino.
La label è la stessa che lo lanciò anni fa, la Bpitch Control di Ellen Allien, ma le sonorità sono diametralmente opposte, l’unico filo conduttore tra i due lavori sono le influenze house, che dato il periodo attuale, sono enfatizzate dal contesto deep.
Sono sparite le influenze electro ed synth-pop dei primi lavori Bpitch Control, per dare spazio a un sound più melodico e profondo, non a caso kaiku in finlandese sta a significare proprio echo.

Le prime tracce dell’album fanno vivere un vero e proprio flashback nel passato, tra suoni alla Border Community e influenze Chicago non spiccano per originalità. “Autum leaves” tra un groove ed un basso in scuola house è dominata dall’effetto echo su synth e riff. Il pezzo successivo ovvero, “After the storm” è sicuramente il pezzo più influenzato dalle sonorità di Chicago. Un basso cupo, da supporto a synth melodici e ad un giro di chitarra che domina la scena.
“Good voodoo” è la riproposta musicale della dance / house fine anni 90′ in chiave nu-house con groove minimale e vocal femminile, idea che non spicca per originalità.
Le sonorità deep house proseguono con “No word necessary”, è ispirata profondamente dai compagni di scuderia Modeselektor, “Starslider” con un basso in chiave analogica e più rockeggiante, mostra i primi accenni di sonorità curate e particolarmente melodiche. La serie termina con “Immortal”, traccia dominata da string dal sapore retrò e dal vocal femminile di Pirica.
Il prima vero e proprio pezzo interessate però si trova solamente alla traccia numero sette ed è “Death railways”. Un beat leggero, supportato da un groove non troppo articolato, sono solo da cornice al basso cupo e al gioco di synth e pad ipnotici. Si prosegue con “Twins”, pezzo che al primo ascolto fa risaltare il synth alla Faithless, ma che dietro alla sua freddezza in chiave berlinese, nasconde un ottimo pezzo dal riff distorto e dall’ottimo sample vocale di Jake the Rapper.
Il ritmo aumenta e le sonorità si fanno sempre più oscure, “Mogadishu” racchiude carica e allo stesso tempo imprime un’atmosfera mistica grazie al riff ossessivo e al sample vocale.
La penultima traccia è “Living on FFWD”, pezzo dove anche qui l’echo la fa da padrone. L’atmosfera è la stessa del pezzo precedente ed anche qui è un vocal particolarmente azzeccato, insieme a dei pad da film horror e alla citazione classica che si sente verso la fine della traccia, danno luce a una buon pezzo.
“Kaiku” si chiude con “Helios”, tre minuti senza cassa, dominati da pad e basso. Un ottimo outro per chiudere con l’album.

La Bpitch Control si sta sempre più dirigendo verso le nuove sonorità deep house e Kiki con questo album ci lascia alcuni buoni pezzi, ma sicuramente non ci soddisfa a pieno. E’ questa la nuova direzione che sta prendendo il mercato? Pare che vocal femminili e sonorità house, saranno sempre più presenti tra gli scaffali di musica elettronica.

Fabrizio Gattuso

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