Grackle “Desert Acid Ep” (Supersoul Recordings)

Continua la sempre più ardita linea musicale, da parte della Supersoul di Xaver Naudascher. Questa volta l’interprete delle follie musicali è Grackle.
La versione originale di “Desert Acid” è una scorribanda tra sonorità per l’appunto acid e chitarre elettroniche, una vera fusione di generi. Synth e bassline che ricordano molto l’inizio degli anni 90′ e i primi rave, sembrano duettare con un fantomatico chitarrista, un vero incontro tra elettronica e rock. Con la versione curata da Musiccargo, band di Dussendolf, si ritorna a dei stili più canonici, ma senza tralasciare la qualità. La traccia, arricchita da un vocal curato dalla stessa band, ricorda molto le produzioni dei Royksopp e colonne sonore famose come “The virgine suicides” degli Air. Un pezzo che stravolge completamente l’idea originale ma che ci arricchisce di una versione altrettanto valida. Rimanendo in tema di colonne sonore, l’ultima reinterpretazione è curata dai Sombrero Galaxy, duo formato da Dj Tako Reyenga e Johnny Nash, che trasformando il pezzo in una sinfonia ispirata profondamente dall’estro artistico di Vangelis.
Il disco si conclude con “We are it”, ulteriore inedito che conferma il genere fusion tra elettronica ed sonorità più classiche, questa volta con una guest star: la tb808.

Onur Özer “Kaşmir Remixes #2” (Vakant)

Secondo disco di remix per Onur Ozer e il suo album “Kasmir” uscito nell’ormai lontano 2007. La prima versione, uscita neanche un anno fa, vedeva reinterpretare “Eclipse” e “Sahara” da Loco Dice e Zimmermann, per il secondo capitolo la Vakant ha scelto “Innervoice” e “Aida”, rielaborate da Isolee e Baby Ford.
La versione del tedesco di Frankfurt, è la traccia più forte del disco. Caratterizzato da un groove ben articolato e da un linea di basso dal suono freddo e profondo, riesce a fondere insieme sonorità house e techno, in un gioco di sample impazziti tra echo e riverberi.
Il lavoro curato da Baby Ford, si immerge anch’esso nelle atmosfere deep e con suoni che sembrano derivare dai migliori dischi Sender, ci regala una buona traccia ma che sembra mancare di quel pizzico di pepe che non avrebbe guastato il risultato finale.
In linea di massima un disco consigliato agli amanti delle sonorità deep-techno.

Raxon “The Mission” (Night drive music)

La deephouse e la nuhouse sembrano essere il nuovo fenomeno musicale e tra etichetta techno convertite a questo nuovo genere e label house già forti in questo mercato, lo stile sembra dilagare.
Un buon disco da dancefloor è “The Mission” di Raxon, in uscita sulla tedesca Night Drive Music.
La versione originale è incentrato sul gioco ossessivo dei pad in chiaro stile house e la perfetta coesione tra groove, bassline e riff carichi di riverbero.
Su lato opposto, trova spazio il remix di Jean Vanesse & Thomas Sohet aka Spirit Catcher. Il disco assume delle sonorità più cariche ma perde la spina emotiva della versione originale.
Vinile che sarà amato dalle piste dei miglior club estivi, tutto da ballare senza fermarsi mai un minuto. Siete pronti all’invasione deephouse?

Karotte “All she wants is” (Break new soil)

Sono finiti i momenti d’oro della minimal e l’innovazione è andata a scemare. Cercando una fusione con i nuovi momenti house, si riescono a tirar fuori dischi che vengono suonati da Richie Hawtin, Gregor Tresher, Len Faki, Chris Liebing, Deetron, André Galluzzi e Oxia. Siamo però così sicuri che sia questa la strada giusta? La versione original è un traccia minimal rinforzata da un basso house e caratterizzati da synth e sample che si ripetono all’infinito. La reinterpretazione curata da Marcus Fix, è sicuramente quella più suonata ma ci lascia sempre più perplessi sulla qualità attuale. Otto minuti palesemente tutti uguali e che non regalano nulla di significativo. La traccia di Microdinamic è sulla stessa scia e qui l’influenza house è più accentuata, grazie all’aggiunta di numerose percussioni.
Il remix superiore alla media è sicuramente quello curato da Robert Diez. Suoni e ritmica risultano essere ricercati e non si cade mai nel banale, questa traccia è consigliata e spicca rispetto alla qualità molto bassa di tutto il vinile.

Chaim “Thrill You” (Bpitch Control)

La tedesca Bpitch Control si trova al centro di un vortice musicale, tra le vecchie sonorità portate avanti con tanto ardore e le nuove scelte musicali imposte dal mercato musicale.
Chaim, artista isrealiano uscito su etichette come Turbo, My best friend e la stessa label di Ellen Allien, ci propone una sorta di house dalle influenze techno e caratterizzate da melodie provenienti dal passato di questa etichetta.
“Thirll you” è la traccia più forte del disco, quella che andrà di più. La ritmica dal forte accento house è caratterizzata da numerose percussioni, ma soprattutto da riff melodici acuti e ossessivi, vecchie sonorità che sembrano ripescate dal catalogo Kompakt.
Il pezzo successivo, ovvero “Danceable” mantengono la ritmica house e sample vocali che ricodano la scuola di Chicago, in questo caso fanno la comparsa anche synth gommosi e trombette.
“We do” è la traccia, che almeno sotto l’aspetto strumentale presenta delle sonorità dai discreti risultati, certo che i sample vocali allontano il pezzo da una visione techno, riportandola a una decisamente più house.
Un disco dal marcato accento house e che regala pochissimi spunti di valore.

Fabrizio Gattuso

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