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Dovessi rubare due qualità agli Olandesi sceglieri senza dubbio la loro capacità di organizzare eventi perfetti, curati nei minimi dettagli, e l’abilità nel preparare quei belin di biscotti al miele/caramella mou cui mi sono dovuto arrendere dopo due anni di estrema resistenza vedendo la mia forza di volontà sbriciolarsi ad ogni boccone di quel wafer così maledettamente dolce e croccante.
L’Amsterdam Dance Event è la punta di diamante delle convention musicali: qui si dibatte di arte, tecnologia e normative legate al copyright, si presentano gli showcase delle labels più prestigiose ma soprattutto si gode della gran Musica!
Il programma è davvero ricco e scegliere gli appuntamenti non è semplice perchè c’è sempre la sensazione di perdersi qualcosa di importante, anche se d’altra parte è inutile ostinarsi a seguire tutto sprecando soltanto energia e attenzione.
Il nostro primo giorno a Dam lo trascorriamo gironzolando per i canali del centro e spendendo un bel pò di soldi da Concerto, il miglior negozio di cd della capitale olandese.
Nella borsa della spesa finiscono l’ultimo album di Shackleton su Perlon, un emozionante doppio cd di Ulrich Schnauss e la compilation per i 5 anni della Hyperdub di Kode9.
La cena si consuma al volo perchè il party di stasera comincia molto presto verso le 20: all’avveneristico auditorium Bimhuis si esibiscono Oren Ambarchi e John Hopkins.
La location è elegantissima e grazie ad un’ampia vetrata è possibile ammirare dall’alto le luci della città.
La suggestione, però, aumenta esponenzialmente quando inizia la la performance dell’artista sperimentale israeliano accompagnato per l’occasione da un percussionista ai comandi di una batteria distesa su quattro gran casse e meccanizzata. I drones della chitarra di Ambarchi combinati alla ritmica deep ed ipnotica giocano strani scherzi ai sensi (già provati per il viaggio alle prime luci dell’alba) e basta chiudere gli occhi per un attimo per ritrovarsi in un mondo lontano.
Tocca a Jan Jelinek, con un live di derivazione Raster Noton, a riportarci indietro con lo stargate.
Ma la vera rampa di lancio per l’ignoto è il live del pianista John Hopkins accompagnato per l’occasione dal nostro Davide Rossi (uno dei nomi più interessanti della scena italiana).
Due Kaospad, un Mac, un mircokorg ed un pianoforte a coda, l’artista inglese passa da soffici notturni conteporanei a potenti martellate IDM breakcore come se fosse la cosa più naturale del mondo. Immenso!
All’una il concerto è finito e siccome la serata Innervisions al Trouw è andata sold out ce ne torniamo in hotel a recuperare le forze per il venerdì.
Venerdì che vuol dire una sola cosa: Laurent Garnier!
Garnier, Nadaud e Scan X si esibiscono nel nuovissimo live stage del Melkweg club.
Lasciata quindi un’altra bella cifra nelle tasche di Rush Hour (e in particolare della Delsin records), andiamo a goderci per la terza volta quest’anno il sound del Dj/producer numero uno al Mondo.
Se appena nel maggio scorso, al Dissonanze, Moessieur Garnier aveva presentato la versione dal vivo del suo ultimo album Tales of Kleptomaniac, ora sono già pronte le variazioni sul tema con il piede ben saldo sull’acceleratore.
Gnanmankoudji diventa una tempesta acid house e quando a seguirla c’è l’intramontabile Crispy Bacon beh la fine del mondo sarebbe stata sicuramente più pacata.
Gran finale con The man with the red face e tutti al Paradiso per la Oi! Dubstep night.
Caspa, Emilkay e tutta la crew Dub Police danno vita ad un raduno punk e le ragazze (tutte o quasi strafighe da Billionaire) pogano scatenate e bevono birra come hooligans!!!
Musicalmente a dominare è il wonky beat e la qualità di ricerca non è molto alta ma il pubblico è così fomentato da catalizzare su di sè l’attenzione lasciando ai Dj il ruolo di comprimari.
Chiudiamo quindi con la giornata di sabato non prima però di aver visto la premiere del film Speaking in Code allo spazio Smart (un altro luogo che merita assolutamente una visita). Il film dedicato al mondo dei Dj si sofferma in particolare su nomi a noi molto cari come i Wighnomy Brothers e i Modeselktor, in un misto di vita privata e performance ai piatti. Il risultato finale si può sintetizzare nella formula Slices meets True Life.
Questa notte si torna al Melkweg, nella old room infatti si esibiscono i protagonisti della Sub:stance dubstep night del Berghian di Berlino.
Il primo guest ad esibirsi è il giovanissimo Boxcutter, talento di casa Planet Mu, sempre in bilico tra gli iperbassi e l’IDM più classica. Assolutamente da tenere d’occhio!
Il dancefloor però ha bisogno di sudare e finalmente tocca a Scuba, il miglior rappresentante della corrente Techstep in cui il dubstep riscopre il 4/4 e rievoca le sue memorie Detroit in un’atemosfera fumosa e dubbeggiante. Il ritmo incalza sempre di più e quando parte The Bells di Jeff Mills lo shuttle per Marte è in orbita!
Rivelazione del party è Jamie Vex’d con un laptop live oscuro e intenso che ci regala due remix bomba di The Bug (Poison dart e Jah is war).
A calare il sipario su questa edizione dell’ADE è Louis Osborne meglio noto come Appleblim, a mio avviso al momento inferiore solo a Garnier.
Il set inizia con un’atmosfera funebre pe poi aprirsi un poco alla volta facendo penterare tenui raggi solari. Appleblim sa servirsi di ogni genere musicale a sua disposizione e il pubblico non può che applaudirlo fino alla fine.
Su facciamoci coraggio e andiamo a prendere l’aereo tanto al prossimo ADE mancan solo 12 mesi.

Federico Spadavecchia

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Al Leoncavallo di Milano, l’ormai celebre team di OppostiConcordi festeggia Halloween 2009 con una lunga nottata: si parte alle 21:00 di sabato 31 ottobre con cenone luculliano a base di zucca. A seguire, proiezioni di film e di pellicole inedite (in linea con la particolare notte dell’anno) e, dalle 23:00, dance floor, live & dj set, videoproiezioni e allestimenti scenici da brividi!

Per la festa targata OppostiConcordi, la location scelta quest’anno e’ lo spazio del DAUNTAUN (i sottorreanei del Leoncavallo). Gli Opposti porteranno con se’ nuove idee, nuove tendenze e la loro ben nota e genuina passione: la musica industrial.
Il team Opposticoncordi cura 1 delle 3 sale musicali (più le 2 di ‘decompressione’) ossia quella piu’ ‘estrema e sperimentale’, a base di sonorità industriali, declinate nei sottogeneri: EBM, BreackCore, DarkStep e RythmNoise. Il tutto accompagnato dalle installazioni cyber-punk di Hylena. E per chi sente il bisogno di tirare un po’ il fiato, sono state previste anche 2 sale più rilassanti reggae e chill-out.

In programma, le esibizioni di uno dei piu’ importanti esponenti della scena mondiale: Hypnoskull dal Belgio, seguito da altri ospiti come i torinesi Sandblasting – tra gli ‘industrial’ italiani piu’ famosi all’estero – e una rappresentanza di No Human No Cry, accompagnati dai resident Matteo Salt & Luca EW.

Spazio anche per molti altri generi e sale: nella principale, tra i tanti artisti che si esibiranno, i torinesi della Looney Moon rec che a Milano festeggiano i loro 5 anni di attivita’ portando nel main floor, dedicato alla musica Psy Trance, gli israeliani Entropy, per la prima volta in Italia; il loro live è giudicato all’avanguardia internazionale per il genere psy-trance. Gli Entropy saranno accompagnati dal francese Driss e dall’esibizione dei Ghost Signal, seguiti dai dj set di Cix, Phobos Vs Fog e, in chiusura, Face, il tutto corroborato dalle proiezioni psichedeliche di Syster Ray + guest. Nella seconda stanza, largo all’acid techno con Altered Suburbs di Pavia e al progetto inglese Pounding Grooves. A seguire, dj Onix di Funk You e molti altri. I visuals sono curati da Stroj.

La festa continua al Baretto del Leoncavallo con la sala reggae e la sala Chill-Out dove potremo ascoltare Dust, Janko, Face e Shivaratri, tutte selezioni suonate nello spazio destinato al rilassamento e decompressione. Qui saranno anche disponibili, per tutta notte: frutta, acqua e succhi gratuiti e sarà possibile fare l’alcool test prima di rimettersi alla guida.

Inizio ore 20:00 – Ingresso 8 € | Leoncavallo S.P.A. via Watteau 7 – Milano

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E’ l’innovativo evento targato Switch – creative social network che raccoglie il beat più veloce e più spezzato delle ultime tendenze dell’elettronica londinese ed europea: d&b, graim, dubstep, jungle e trip hop. Alla sua seconda edizione Trick or beat – il party di Halloween di SWITCH, supera se stesso: due giorni di ospiti internazionali circondati dalle migliori crew nostrane. Ancora una volta con un biglietto d’ingresso davvero popolare e con un programma che va avanti fino alle prime luci del mattino. Una line up esplosiva che vede ospite il 30 ottobre al F.A.F dell’Osmannoro (Sesto Fiorentino) DJ ZINC, leggenda londinese del panorama jungle e drum’n’bass e fondatore della Bingo Beats, la label piu’ prestigiosa della scena d’n’b. Come dj e producer ZINC spazia tra l’hard core e l’house senza dimenticare le sue radici rave, attraverso raggae, hip hop e hard step rivisitato. In questa occasione l’artista d’oltremanica sarà supportato da una schiera di artisti locali di tutto rispetto e che rispondono al nome di SLESH, CKRONO e GADA (THE BANGERS). Per la notte di Halloween saranno invece ben due gli ospiti internazionali che saliranno sul palco del F.A.F. Dalla terra di Albione giunge TOMB CREW, giovane collettivo che ha ormai conquistato una fama di livello mondiale grazie ad un mix innovativo di sonorità heavy bass, nel quale trovano spazio dalla dubstep al grime passando per l’old skool fino all’electro house. Ma l’ospite più atteso per il 31 é sicuramente l’australiano DUB FX, street performer e producer di caratura internazionale. Il suo live di beat box – capacità e pratica di imitare tutti i suoni di una batteria e di altri strumenti con l’uso della voce – è a dir poco travolgente: con i suoi loop, la sua pedaliera e la sua splendida voce crea un intricato e originalissimo sound che spazia dall’hip hop al dub step, passando per ritmi reggae e soul. A completare il calendario della notte delle streghe arriva da Torino MC VICTOR al quale seguiranno gli ormai resident NUMA CREW.

F.A.F (Florence Art Factory), Osmannoro
Via Righi 30 [due isolati dall’IKEA] autobus 30 fermata “casa rossa”

Ingresso: 8/5 euro + tessera ACSI
(costo tessera 7 euro con consumazione omaggio)

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Prosegue senza sosta il nuovissimo sabato Club Beat al Living Club dei Murazzi (lato dx). Dopo le prime tre serate “sold out”, la folle notte di Halloween sarà animata dalle sonorità teche e deep house di tre dei dj protagonisti della stagione estiva del locale: Teo Lentini, Dario Giovinetto e D-Dave. Ad affiancarli nel corso di questo lungo appuntamento i gemelli della consolle, gli Electrical Twins. Sono gradite maschere, trucchi e parrucchi!
Ricordiamo infine che le ragazze potranno usufruire di un omaggio donna entro l’una, ma raccomandiamo a tutti l’accesso al club a inizio serata, dal momento che, superata la capienza massima del locale, l’entrata non sarà più garantita.

Guest djs: DARIO GIOVINETTO – D-DAVE
Resident djs: TEO LENTINI – ELECTRICAL TWINS

ORARIO

Dalle 23,30 alle 5,30.

INGRESSO

L’ingresso, comprensivo di prima consumazione, avrà un costo di 8 euro per tutti coloro entreranno in lista e di 12 euro fuori lista. Le ragazze potranno usufruire di un omaggio donna entro l’una, ma raccomandiamo a tutti l’accesso al club a inizio serata, dal momento che, superata la capienza massima del locale, l’entrata non sarà più garantita.

INFOLINE TELEFONICA

3931604254 valentina

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wighnomy brosCome si reagisce di fronte a un divorzio? Preciso un divorzio artistico, ma pur sempre di separazione si tratta e noi fan siamo come bimbi che perdono da un momento all’altro la certezza più importante di tutte, l’unità familiare, e adesso si ritrovano sballottati due giorni da papà e quattro dalla mamma con l’incubo di dover indossare il cappuccio del boia e rispondere alla domanda ghigliottina: “Ma tu, a chi vuoi più bene?“.
Certo nel mondo della musica gli addii sono all’ordine del giorno, e molto spesso capita che le rate del Ferrari in garage ne possano più di anni trascorsi a litigare per il proprio ruolo nella band o per la fidanzata troppo invadente spingendo gli uni fra le braccia degli altri riappacificandosi magari con un best of ed un bel tour.
Ma se questo mese era già duro a causa dell’ufficialità sullo scioglimento dei Pan Sonic, oggi è diventato un macigno: i Wighnomy Brothers dal primo gennaio 2010 prenderanno strade diverse dopo 17 anni di matrimonio.
La notizia viene data attraverso un breve comunicato sul loro sito (www.wighnomy-brothers.de/) in perfetta coerenza col loro stile senza giri di parole o scene madri da grande melodramma Pop, loro sono Dj’s non superstar.
Chi ha avuto la fortuna di vederli dal vivo capirà al volo, Soren e Gabor sono i Dj’s per antonomasia, sono quelli che appena è caduta la Germania Est (sono nativi di Jena n.d.r.) sono andati di corsa all’Ovest a spendere tutti i loro risparmi in vinili, sono quelli del motto non cercateci sul myspace ma sul dancefloor, e della vodka bevuta prima (e durante) ogni set per superare una sincera timidezza. La prima volta che li ho visti live, rimanendone estasiato, fu al Green and Blue ‘06, ma è stata una domenica sera del 2007 al Gasoline di Milano che li conobbi personalmente: Robag stava seduto in un angolino in disparte con un bicchiere di carta in mano mentre il fratellino studiava la situazione; scambiammo un paio di chiacchere e fui catturato da tanta simpatia e gentilezza. Quell’anno li seguii all’Awakenings, al Nature One per finire nuovamente al Green and Blue, dove si esibirono nella performance più bella dell’anno.
Monkey Maffia e Robag Wruhme quando suonano insieme non propongono un normale back to back, ma si fondono in una nuova unica personalità indipendente dalle due di partenza. Nessun ruolo predefinito o strategia, ciascuno suona solo cosa si sente e questo fa sì che i loro set siano sempre ad altissimo livello. Inutile cercare poi di rinchiuderli in una definizione da scaffale, il termine minimal è solo indicativo del numero dei bpm di un bagaglio musicale immenso: jazz, idm, techno, hiphop, house, canzoni per bambini, ritmo e melodie strappalacrime.
Come Braccio di Ferro usava gli spinaci per diventare invincibile, per i Wighnomy è la Moskovskaya la chiave per trasformarsi in scatenati party animals. Anche in questo caso tuttavia niente gioco delle parti: se dapprima ritenevo fosse Monkey il pazzoide e Robag il saggio fratello maggiore sono stato subito smentito assistendo al curioso spettacolo di quest’ultimo intento a far girare la bottiglia di vodka al posto dei dischi e venir riportato sulla retta via da Soren.
Forse la simbiosi tra i due trovava una barriera nella porta dello studio di registrazione in cui entravano rigorosamente per conto proprio e ne uscivano con risultati diametralmente opposti: Gabor pubblica nuovi dischi e tonnellate di remix, mentre Soren, anch’egli producer, non fa ascoltare i suoi lavori a nessuno.
Eppure questo bizzarro pudore pare invertirsi per quanto riguarda le gig da Dj e nel 2008 Robag si prende una pausa rinchiudendosi nella familiare Jena lontano dalla ribalta lasciando a Monkey il compito di rappresentare i WB. Tutto ciò che vogliono è fare Musica e la label, il negozio di dischi e i dj set sono solo un mezzo per condividere la loro passione e non per diventare famosi.
Sarà casuale ma fa riflettere la coincidenza per la quale l’anno di questa separazione comprenda anche la fine artistica e spirituale del Green and Blue di Francoforte, un party dove per due edizioni di fila i bros hanno dato il meglio e il ritornello dell’ultimo disco poggiato sul piatto recitava Weaks become heroes and the stars align.

Federico Spadavecchia

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Le partite al pomeriggio, il passeggio per le vie semideserte del centro ed un abbozzo di idee per la serata davanti a una birra. Le domeniche non brillano poi molto per originalità, e d’altronde non è nemmeno un compito loro, piuttosto le appreziamo in quanto brevi intervalli di piacevole spensieratezza nel caos settimanale. I gesti diventano rituali rassicuranti, azioni che per una volta tanto si possono svolgere con la giusta lentezza distogliendo lo sguardo sempre fisso sul prossimo obiettivo.
Il nord Europa è ormai casa del cosmic sound alla Baldelli: atmosfere sintetiche come nuvole di passaggio, un arpeggio di piano qui e là e un beat soffice che senza stare a pensarci troppo te lo stai già ballando di gusto.
Lindstrom e Prins Thomas sono andati oltre l’ovvio riferimento color pastello di Miami Vice, con produzioni, dj set e live, fermo restando un eccssivo andamento a loop, comunque convincenti e di buona fattura.
Ultimi protagonisti all’esordio sulla Full Pupp rec. di Thomas sono Marius Våreid e Jarle Bråthen, meglio conosciuti come Ytre Rymden Dansskola, che firmano l’omonimo album.
Il disco raccoglie undici tracce all’insegna di una scintillante leggerezza melodica costantemente a metà strada tra una pista a mattonelle luminose ed una soundtrack di inizio anni ‘80.
La velocità di crociera è settata da una cassa regolare in 4/4 a 120 bpm (quelli classici dell’house music), mentre l’intensità varia a seconda delle percussioni di contorno, ma è quel messaggio Pop subliminare che rimanda ad un qualcosa di già sentito, e per questo rassicurante, che rapisce nell’ascolto e ci spinge a sculettare sul dancefloor.

Federico Spadavecchia

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Mercoledì 21 ottobre 2009. Cinema Massimo (Torino – via Verdi 18)

alle 20,30
Ingresso: € 4

Viva Club To Club collabora alla proiezione del film “Elektrokohle (Von Wegen)”, (Elektrokohle-Percorsi), regia Uli. M Scueppel, D, 2009, 90′, parte della rassegna “C’era una volta il muro”, organizzata dal Goethe-Institut con il Museo Nazionale del Cinema,
Ad introdurlo in sala sarà Alexander Hacke, musicista berlinese che è anche parte degli Einstürzende Neubauten.

Giovedì 22 ottobre 2009. Spazio Teatro presso la sede IED Milano [Milano - Via Pompeo Leoni 3]

dalle 21

Evento offerto da Alfa Romeo MiTo con la direzione artistica di CLUB TO CLUB, insieme a IED Milano e festival UOVO
Ingresso a inviti (per informazioni: www.clubtoclub.it)

Line-up:
Culoe De Song (Sudafrica) (dj set)
Dorian Concept (Austria) (live set)
Giorgio Valletta (Xplosiva, PiemonteGroove) (dj set)

performance di Inverno Muto

In questa occasione, verrà presentato “Sonic States”, un progetto realizzato appositamente per il Festival dal musicista inglese Scanner con gli studenti del corso IED Sound Design – Milano e con il coordinamento di Painé Cuadrelli.
Seguendo il claim di Club To Club 09 “State of Indipen/Dance” il lavoro verterà sui temi dell’identità nazionale e culturale affrontandoli attraverso la produzione ed elaborazioni di suoni.

Giovedì 22 ottobre 2009 La Drogheria (Torino – Piazza Vittorio Veneto 18)

dalle 19
Ingresso gratuito

Rills (PiemonteGroove) (dj set)

Venerdì 23 ottobre 2009. Puddhu Bar (Torino – Murazzi del Po – lato destro – scalinata centrale)

dalle 23

U.F.O. stagione 2009/10 – secondo appuntamento
Ingresso gratuito

U.F.O. è il nuovo progetto che coinvolge i quattro dj di Xplosiva: Sergio Ricciardone, Giorgio Valletta, Vaghe Stelle, Guido Savini.

In occasione di Viva Club To Club, i dj di U.F.O. saranno eccezionalmente accompagnati in consolle da altrettanti dj che hanno aderito alla community di PiemonteGroove, per altrettanti esclusivi dj set “a quattro mani”.
I dj ospiti nell’occasione saranno:
De La Cuerva (PiemonteGroove)
Rills (PiemonteGroove)
Step (PiemonteGroove)

Sabato 24 ottobre 2009 Fnac Le Gru (Grugliasco – TO – Centro Commerciale Le Gru, via Crea 10)

dalle 17
Ingresso gratuito

Francesco Stella (PiemonteGroove) (dj set)

Sabato 24 ottobre 2009. Aperitivo itinerante a San Salvario (Torino)

dalle 19
Ingresso gratuito

Si terrà nell’effervescente zona di San Salvario una preview delle due manifestazioni Paratissima 5.2 e Club To Club.

L’aperitivo a base di musica ed arte, con una proposta di ticket inclusivo di più consumazioni nel circuito, avrà luogo nei seguenti locali:

Artintown (Torino – via Berthollet 25): Vaghe Stelle dj set + mostra “Groove Soul” del fotografo Maurizio Pisani dedicata agli artisti di PiemonteGroove.

Damadama Café (Torino – piazza Madama Cristina 6): Ale Di Maggio dj set

Horas (Torino – via Berthollet, 24/B): Repeater dj set

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Un nome che in questo 2009 non ha avuto molto spazio, è sicuramente quello di Fuckpony, progetto curato da Jay Haze che ritorna all’assalto del mercato con “Let the love flow”. Album in uscita su Bpitch Control, label di Ellen Allien, non si discosta molto dai lavori precedenti dell’etichetta berlinese, rimanendo in scia alle sonorità melodiche della deephouse ma regalandoci anche pezzi degni di nota.

Il disco si apre con “R U feeling abroad”, traccia perfetta per un intro, miscela melodie e atmosfere deep, disturbate solo dopo i quattro minuti dall’ingesso prepotente della cassa. Il pezzo successivo, ovvero “I’m burning inside”, ricalca la linea di produzione del brano appena ascoltato, questa volta però l’intro ha la durata di un solo minuto. L’evolversi della track porta alla luce un ritmo soft e mai spinto, che contraddistingue il movimento nu/deephouse. Il vocal accompagna una melodia analogica che richiama lontanamente la trance primi anni 90′. “I know it happened” cantata dalla superba Chela Simone, già interprete di brani curati da Kiki, è un brano decisamente house, dove il groove semplice e soffice da risalto al vocal.
Proseguendo con l’ascolto del disco ci si imbatte con diversi brani che fondono synth tipicamente trance e atmosfere progressive a bassline e groove in chiave deep. Tra questi “Real love is forever” è quella che ha sicuramente qualcosa in più, ma i successivi brani come “Orgasm on the dancefloor” caratteristica per l’uso dell’organo che sa tanto di scuola Chicago e “Fall into me” anch’essa con il vocal di Chela Simone, non sfigurano.
Nel finale dell’album, si ritorna alle sonorità già sentite con “I’m burning inside”, dove gli aggettivi astrale, ipnotico descrivono a pieno i suoni eleganti e curati di “Always sunday”. Il disco si conclude con “Let the love flow”, traccia che da nome a tutto il lavoro, rimane sempre sullo stesso terreno deep, ma in questo caso la vena dancefloor è più marcata grazie all’uso di synth più acidi.

L’album è un po’ un calderone di sonorità deephouse, trance / progressive e suoni presi dalle passate produzioni di Jay Haze e solamente alcune tracce risaltano in maniera particolare. In linea di massimo è un buon lavoro, ma forse ci si aspettava qualcosa di più e conferma il trend un po’ sottotono che sta caratterizzando la Bpitch Control dell’ultimo periodo.

Fabrizio Gattuso

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warpIl tempo della pausa pranzo e il gioco è fatto. Rigiro tra le mani la preziosa confezione e non vedo l’ora di essere a casa per scartarla, sfogliare il libretto per carpirne ogni dettaglio capace di rivelare connessioni inedite mentre l’impianto riempie l’etere di beats in cortocircuito e melodie ubriache.
E’ inutile starci a girare intorno la Warp di Sheffield (anche se da un bel pò si è trasferita a Londra) è stata la migliore label degli anni ‘90, o quanto meno l’unica in grado far comprendere al mondo la valenza culturale della Techno; insomma se oggi parliamo di club culture lo dobbiamo sostanzialmente a loro.
Alla base di questo incredibile successo vi è un’idea rivoluzionaria per la scena dance: produrre album di musica elettronica quando fino ad allora non ci si era mai spinti oltre la pubblicazione di singoli. Di conseguenza il “produttore” da oscuro abitante delle cantine assurge al ruolo di musicista riconoscibile dal grande pubblico che, finalmente, non deve più districarsi in un labirinto di alias e whitelabel; inoltre, dovendo riempire un cd di 60 minuti, senza comunque realizzare una compilation di hits, il nostro producer, ormai sicuro dei propri mezzi creativi non ha che un’unica via di fuga: mandare il dancefloor a farsi fottere!!!
Gli ultimi spiragli di ritmica in 4/4 sono il primo Selected Ambient Works di Aphex Twin e l’album omonimo di Mark “LFO” Bell, quindi la missione diventa fare musica che si possa godere anche nel salotto di casa senza i potenti soundsystems da rave.
Per distingure questo nuovo approccio da quello tradizionale si inizia a parlare di IDM, un acronimo saccente che sta per Intelligent Dance Music.
In un primo momento il tema ambientale era il principale tratto distintivo del genere ma successivamente alla serie Artificial Intelligence, cui apparteneva lo straordinario Incunabula degli Autechre, era chiaro come il futuro si sarebbe nutrito in abbondanza di breakbeats, struttura in passato snobbata per la sua vicinanza alla scena hardcore britannica.
Aphex Twin, Squarepusher, Autechre, LFO, Luke Vibert, The Black Dog, Boards of Canada sono solo alcuni dei nomi cui la Warp ha dato la possibilità di emergere ed imporsi come geni assoluti (Squarepusher oggi si insegna nei conservatori); sul finire degli anni ‘90 la compagnia di Sheffield si trasferisce a Londra: erano diventati la prima Major dell’elettronica.
Richard D. James nel 1999 firma l’ultimo grande inno rilasciato dalla Warp: Windowlicker (il cui titolo gioca tra l’essere un’espressione dispregiativa per indicare una persona con handicap mentali ed il riferimento ai tipici suoni del sistema operativo della Microsoft usati nella traccia).
Il singolo raggiunge la posizione numero 16 nella chart del Regno Unito.
Nel 2001 si chiude un’era: viene a mancare il cofondatore Rob Mitchell e l’etichetta inizia a disperdersi. Nel 2002 dopo la pubblicazione dell’album Druqs Aphex decide di dedicarsi unicamente alla sua Rephlex recordings.
Troppi artisti con troppe influenze, seguire una linea editoriale compatta diventa sempre più difficile e il confine tra la sperimentazione funzionale e le pippe mentali di derivazione prog rock diventa sempre più labile.
I primi dieci anni degli anni 2000 passano quasi nell’indifferenza con i soliti Boards of Canada, Autechre e Squarepusher cui si aggiungono gli indierockers Maximo Park e il jazzista Vincent Gallo. Bisogna aspettare fino al 2009 per avere segnali di una rinascita artistica grazie soprattutto a Mark Pritchard aka Harmonic 313 ed al suo esasperato Wonky beats.
Oggi la Warp festeggia i 20 anni di attività col suo fare di sempre, geniale e al tempo stesso egocentricamente eccessivo, pubblicando ben due doppi cd: Chosen e Recreated.
Il primo raccoglie dieci tracce scelte via internet dai fan (quindi largo alle megahits ma anche a qualche sorpresa) e altre 14 selezionate dal boss Steve Beckett in persona; una pietra miliare per conoscere e apprezzare un intero Universo.
L’altro doppio, invece, è consigliato soltanto ai fan più accaniti e propone artisti Warp che remixano altri artisti Warp, ma il risultato è più una raccolta di firme sul biglietto di auguri che non di canzoni di cui si sentiva effettivamente il bisogno. Alla fin fine in una festa una fetta di torta non la si nega a nessuno.

Federico Spadavecchia

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Non puoi essere un vero Stato se non hai una birra e una compagnia aerea; una squadra di calcio o qualche bomba nucleare non guastano, ma l’essenziale è una birra. (F. Zappa)

State of Indepen/Dance è il tema scelto per la nona edizione di Club To Club che, forte di un successo crescente che ha portato l’edizione 2008 a registrare un’affluenza intorno alle 20.000 persone, ha consolidato ulteriormente il suo livello qualitativo e l’identità a livello europeo nel circuito dei principali festival dedicati alla musica elettronica e alle avanguardie creative.

Il concetto di indipendenza, creativa e musicale, sarà centrale rispetto al cartellone artistico di Club To Club, il festival internazionale di musiche e arti elettroniche di Torino che si svolgerà da giovedì 5 a sabato 7 novembre 2009, quest’anno ancora di più espanso nello spazio urbano, in luoghi straordinari come il Teatro Carignano, la Mole Antonelliana, il Teatro Gobetti, l’Espace, il Lingotto Fiere Padiglione 1, il Mirafiori Motor Village, in club come Hiroshima Mon Amour e al Libertine Supersport di Bruxelles.

La sfida di Club To Club 09 è quella di definire un immaginario indipendente rispondendo alla domanda: da chi o cosa essere indipendenti, alla fine degli anni zero?

Club To Club ha creato per gioco la propria moneta (il tuxel), banconote (in quella da 5 tuxel campeggia Stockhausen, in quella da 99 tuxel Arthur Russell), francobolli, passaporti, la propria bandiera e l’inno – eccezionalmente composto da Teho Teardo (vincitore del “David di Donatello” 2009 come miglior musicista per la colonna sonora del film “Il Divo” di Paolo Sorrentino), oltre a promuovere la costituente di uno stato immaginario, al Teatro Gobetti, naturalmente pacifico, chiamato appunto State of Indepen/Dance.

Club To Club partecipa da protagonista a Torino – Piemonte Contemporary Arts, interagendo e progettando con ARTissima, Prospettiva 09 del Teatro Stabile (l’inaugurazione di Club To Club 09 sarà eccezionalmente al teatro Carignano), Torino 2010 European Youth Capital, Italia 150, Share Festival e View Conference (per il progetto Digital Orbit), Museo Nazionale del Cinema, CReATE International Conference, PiemonteGroove. Inoltre, dopo i gemellaggi artistici con Berlino (2006), Barcellona (2007) e Rotterdam (2008), quest’anno Club To Club sarà anche a Bruxelles, con serate e produzioni innovative e grazie a Wi-Pie le immagini del festival a Torino e Bruxelle saranno visibili in rete e negli spazi del festival.

Sono questi gli artisti di Club To Club 09 a conferma di un cartellone artistico molto ricco ed eclettico: Alexander Balanescu (Romania), Angel Molina (Spagna), Blixa Bargeld (Germania), The Bloody Beetroots (Italia), Carl Craig (USA), Chiara Guidi (Italia), Culoe De Song (Sudafrica), Dj Pierre (USA), Dorian Concept (Austria), Filastine (USA), Francesco Tristano (Lussemburgo), Giorgio Valletta (Italia), Guy-Ohm (Belgio), Hudson Mohawke (Scozia), Jeff Mills (USA), Jimmy Edgar (USA), Joe Goddard degli Hot Chip (Inghilterra), Jon Hopkins (Inghilterra), Kid Strike (Belgio), Laurent Garnier (Francia), Marcel Dettmann (Germania), Marlene Kuntz (Italia), Martyn (Olanda), Mickey (Belgio), Moritz Von Oswald (Germania), Mustang (Belgio), Nathan Fake (Gran Bretagna), Optimo (Scozia), Optofonica (Italia/Olanda), Pathosformel (Italia), Rick Shiver (Belgio), Scanner (Inghilterra), Seth Troxler (USA), Shed (Germania), Soap&Skin (Austria), Steffi (Germania), Teho Teardo (Italia), The Present (USA), ToDo (Italia), Wirspielen (Belgio) e gli artisti della community di PiemonteGroove: Ale Di Maggio, ConiglioViola, Davem, De La Cuerva, Dr. No, Federico Gandin, Francesco Stella, passEnger + xluve, Repeater, Rills, Step e Vaghe Stelle.

Club To Club ospiterà showcase internazionali, partnership e progetti esclusivi, anteprime nazionali, e nella settimana del festival attiverà un meeting point al Teatro Gobetti che sarà centro d’arte temporaneo per proiezioni, installazioni sonore, performance, lecture sul tema dell’indipendenza creativa pensate appositamente per il festival.

Il festival sarà anticipato da un prestigioso evento a Milano, “Viva Club To Club” insieme a IED e festival UOVO, presentato e offerto da Alfa Romeo MiTo, che anche quest’anno è Main Partner ufficiale del festival. “Viva Club To Club” a Milano si svolgerà al Teatro di posa dello IED giovedì 22 ottobre. Gli appuntamenti di “Viva Club To Club” a Torino si svolgeranno da mercoledì 21 a sabato 24 ottobre al Cinema Massimo, La Drogheria in piazza Vittorio, il Puddhu Bar ai Murazzi e nel quartiere San Salvario.

Club To Club sarà il punto d’incontro ideale tra diverse arti, persone, città, luoghi, alla ricerca dello State of Indepen/Dance. Il Tuxel e un sornione Stockhausen vi invitano a crederci e investirci.

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In 2 anni di attività, AltaVoz è riuscita a diventare un evento di musica e cultura elettronica tra i più importanti in Italia. Una volta al mese, nelle sale del Rivolta, AltaVoz propone dj’s di fama internazionale, artisti emergenti della scena regionale ed italiana, live sperimentali, artisti visivi, workshop e laboratori. Tutto questo è possibile grazie all’impegno che AltaVoz ed il Rivolta hanno messo sin dall’inizio per realizzare un evento che è un’importante produzione indipendente ed un’occasione di divertimento e socialità per molti.
Soprattutto, AltaVoz è un evento unico nel suo genere perchè dentro gli spazi del Rivolta ognuno può esprimersi in piena libertà. La libertà per noi è tutto.

Eppure abbiamo sotto gli occhi qualcosa che ci colpisce e ci interroga. Questa libertà, che costa tanto lavoro e fatica, a volte viene confusa con l’abbandono. Succede così che molte persone si perdano in un uso di droghe e alcol che ha poco a che fare con lo stare bene insieme e tanto meno con il divertimento; succede che diverse persone non siano in grado di gestire questa loro libertà, stiano male ed abbiano bisogno di assistenza medica.

Le droghe e l’alcol fanno parte da sempre di tutte le società e non vogliamo fare la morale a nessuno, ma quello che abbiamo di fronte è qualcosa di nuovo che ci deve far pensare tutti. Quando questa libertà si trasforma in eccesso inutile e rischioso, quando anche gli amici abbandonano chi sta male, vuol dire che è il momento di fermarsi e riflettere.
Questa riflessione tocca tutti noi. Perché tutti noi, che si faccia o meno uso di sostanze, viviamo in questa società che produce il malessere che abbiamo visto sabato sera e che vediamo in molti luoghi ed eventi, che da momenti di socialità si trasformano in occasioni di sfogo, autodistruzione ed abbandono di sé stessi.

Questi fenomeni non riguardano ovviamente soltanto AltaVoz. E neanche solo gli eventi di musica elettronica, ma attraversano tutta la cultura giovanile e tutta la nostra società. Succede ogni settimana in eventi e locali e ogni giorno nelle piazze delle nostre città.
Noi però non vogliamo essere come altri e fare finta che il problema non esista. E’ un problema di tutti noi e siamo quindi tutti chiamati ad interrogarci e a cercare delle risposte. AltaVoz ha a cuore il bene comune e per questo diciamo cose che altri non dicono.

Le droghe (compreso l’alcol, che seppur legale è comunque una droga tra le più pericolose) sono dentro il nostro mondo e non fuori. Per questo abbiamo sempre un’ambulanza ed un medico durante i nostri eventi e per questo da tempo lavoriamo con un progetto che fa informazione sulle droghe e allestisce una sala chill out dove poter avere un sostegno, tutte le informazioni necessarie sulle sostanze, i loro effetti ed i loro pericoli e rilassarsi nei momenti di difficoltà.
Abbiamo fatto e continueremo a fare tutto ciò che è possibile per continuare a garantire a tutti questa libertà per noi così importante, senza criminalizzazioni e senza falsi moralismi. Ma adesso il problema è un altro.
Quello che abbiamo visto all’ultimo AltaVoz non ci è piaciuto perché dentro l’uso delle droghe leggiamo inconsapevolezza, abbandono e malessere personale e sociale. Noi invece siamo per la libertà (che è per prima cosa consapevolezza) e per il bene comune. L’indipendenza ci sembra la scelta, anche nel rapporto di ciascuno con le droghe. La persona davvero libera non si abbandona, non si lascia dominare e non vive succube delle sostanze.

Questa riflessione ci porta a dire che il 24 ottobre, data nel quale si sarebbe dovuto tenere il nostro prossimo evento, non sarà il solito AltaVoz. Sarà invece una giornata che dedicheremo a questi temi costruendo una serie di incontri, laboratori e dibattiti per parlare tutti insieme, con la collaborazione di esperti ed operatori, di questi problemi che non sono espressione di libertà, ma al contrario sono la prova della sua mancanza.

Il 24 ottobre noi ci fermeremo a riflettere su questi problemi. E vorremmo che voi vi fermaste insieme a noi.

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Direttamente dal twitter di Zio Richie che lo scorso weekend si è visto buttare fuori dal Berghain di Berlino in quanto colpevole di aver esagerato a far bordello:

U know what, BERGHEIM (sic) is a great club once you are inside, but why does the door policy have to be so fucking ridiculously hard. Come on guys, you have a great club but don’t act so egotistically cool. We would all love to play and work with y…ou, but you need a serious atitude adjustment!!! Good luck and remember those who have been supporting your scene before you even opened……

Ora si può discutere quanto si vuole sulla door policy del Panormabar ma l’insegnamento davvero importante che ci viene dato (aldilà di chi pensa ad assurde strategie di marketing) è che in un locale serio puoi essere anche Dio ma se ti comporti male vai fuori dalle palle…

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L’11 gennaio 1911 il compositore Francesco Balilla Pratella pubblicava, seguendo l’esempio di Marinetti, il Manifesto dei Musicisti Futuristi.
Abbiamo deciso di riproporvelo perchè a quasi 100 anni di distanza i temi affrontati ci paiono ancora validi: dalla situazione culturale italiana (guardate di cosa si parla oggi sulle pagine culturali del TIMES) allo svendere la propria arte.

Io mi rivolgo ai giovani. Essi soli mi dovranno ascoltare e mi potranno comprendere. C’è chi nasce vecchio, spettro bavoso del passato, crittogama tumida di veleni: a costoro, non parole, né idee, ma una imposizione unica: fine.
Io mi rivolgo ai giovani, necessariamente assetati di cose nuove, presenti e vive. Mi seguano dunque essi, fidenti e arditi, per le vie del futuro, dove già i miei, i nostri intrepidi fratelli, poeti e pittori futuristi, gloriosamente ci precedono,belli di violenza, audaci di ribellione e luminosi di genio animatore.
[...]
In Inghilterra, Edoardo Elgar, coll’animo di ampliare le forme sinfoniche classiche, tentando maniere di svolgimento tematico più ricche e multiformi variazioni di uno stesso soggetto, e cercando non nella varietà esuberante degli strumenti, ma nella varietà delle loro combinazioni effetti equilibrati e consoni alla nostra complessa sensibilità, coopera alla distruzione del passato.
In Russia, Modesto Mussorgski, rinnovato attraverso l’anima di Nicolò Rimsky-Korsakoff, coll’innestare l’elemento nazionale primitivo nelle formule ereditate da altri e col cercare verità drammatica e libertà armonica, abbandona e fa dimenticare la tradizione. Così procede anche Alessandro Glazounow, pur rimanendo ancora primitivo e lontano da una pura ed equilibrata concezione d’arte.
In Finlandia e nella Svezia, pure attraverso l’elemento musicale e poetico nazionale, si alimentano tendenze innovatrici, e le opere di Sibelius ne danno conferma.
E in Italia?
Insidia ai giovani e all’arte, vegetano licei, conservatori ed accademie, musicali. – In questi vivai dell’impotenza, maestri, e professori, illustri deficienze, perpetuano il tradizionalismo e combattono ogni sforzo per allargare il campo musicale.

Da ciò repressione prudente e costringimento di ogni tendenza libera e audace; mortificazione costante della intelligenza impetuosa; appoggio incondizionato alla mediocrità che sa copiare e incensare; prostituzione delle grandi glorie musicali del passato, quali armi insidiose di offesa contro il genio nascente; limitazione dello studio ad un vano acrobatismo che si dibatte nella perpetua agonia di una coltura arretrata e già morta.
I giovani ingegni musicali che stagnano nei conservatori hanno fissi gli occhi sull’affascinante miraggio dell’opera teatrale sotto la tutela dei grandi editori. La maggior parte la conduce a termine male e peggio, per mancanza di basi ideali e tecniche; pochissimi arrivano a vedersela rappresentata, e di costoro i più sborsando del denaro, per conseguire successi pagati ed effimeri o tolleranza cortese.
[...]
Ma i rari fortunati che attraverso a tutte le rinunzie sono riusciti ad ottenere la protezione dei grandi editori, ai quali vengono legati da contratti-capestro, illusori ed umilianti, rappresentano la classe dei servi, degli imbelli, dei volontariamente venduti.
I grandi editori mercanti imperano; [...]
Gli editori scartano qualsiasi opera che per combinazione sorpassi la mediocrità; col monopolio diffondono e sfruttano la loro merce e ne difendono il campo d’azione da ogni temuto tentativo di ribellione.
Gli editori assumono la tutela ed il privilegio dei gusti del pubblico, e colla complicità della critica, rievocano, quali esempio o monito, tra le lagrime e la commozione generale, il preteso nostro monopolio della melodia e del bel canto e il non mai abbastanza esaltato melodramma italiano, pesante e soffocante gozzo della nazione.
[...]
L’onta e il fango che io ho denunziato in sintesi rappresentano fedelmente il passato dell’Italia nei suoi rapporti con l’arte e coi costumi dell’oggi: industria dei morti, culto dei cimiteri, inaridimento delle sorgenti vitali.
Il Futurismo, ribellione della vita della intuizione e del sentimento, primavera fremente ed impetuosa, dichiara guerra inesorabile alla dottrina, all’individuo e all’opera che ripeta, prolunghi o esalti il passato a danno del futuro. Esso proclama la conquista della libertà amorale di azione, di coscienza e di concepimento; proclama che Arte è disinteresse, eroismo, disprezzo dei facili successi.
[...]
CONCLUSIONI
1. Convincere i giovani compositori a disertare licei,conservatori e accademie musicali, e a considerare lo studio libero come unico mezzo di rigenerazione.
2. Combattere con assiduo disprezzo i critici, fatalmente venali e ignoranti, liberando il pubblico dall’influenza malefica dei loro scritti. Fondare a questo scopo una rivista musicale indipendente e risolutamente avversa ai criteri dei professori di conservatorio e a quelli avviliti del pubblico.
3. Astenersi dal partecipare a qualunque concorso con le solite buste chiuse e le relative tasse d’ammissione, denunziandone pubblicamente le mistificazioni e svelando la incompetenza delle giurie, generalmente composte di cretini e di rammolliti.
4. Tenersi lontani dagli ambienti commerciali o accademici, disprezzandoli, e preferendo vita modesta a lauti guadagni per i quali l’arte si dovesse vendere.
5. Liberare la propria sensibilità musicale da ogni imitazione o influenza del passato, sentire e cantare con l’anima rivolta all’avvenire, attingendo ispirazione ed estetica dalla natura, attraverso tutti i suoi fenomeni presenti umani ed extraumani; esaltare l’uomo-simbolo rinnovantesi perennemente nei vari aspetti della vita moderna e nelle infinite sue relazioni intime con la natura.
6. Distruggere il pregiudizio della musica “fatta bene” – retorica ed impotenza – proclamare un concetto unico di musica futurista, cioè assolutamente diversa da quella fatta finora. Formare così in Italia un gusto musicale futurista, e distruggere i valori dottrinari, accademici e soporiferi, dichiarando odiosa, stupida e vile la frase:.”Torniamo all’antico”.
7. Proclamare che il regno del cantante deve finire e che l’importanza del cantante rispetto all’opera d’arte corrisponde all’importanza di uno strumento dell’orchestra.
8. Trasformare il titolo ed il valore di “libretto d’opera” nel titolo e valore di “poema drammatico o tragico per la musica” sostituendo alle metriche il verso libero. Ogni operista d’altronde, deve assolutamente e necessariamente essere autore del proprio poema.
9. Combattere categoricamente le ricostruzioni storiche e l’allestimento scenico tradizionale e dichiarare stupido il disprezzo che si ha pel costume contemporaneo.
10. Combattere le romanze del genere Tosti e Costa, le stomachevoli canzonette napoletane e la musica sacra, che non avendo più alcuna ragione di essere, dato il fallimento della fede, è diventata monopolio esclusivo d’impotenti direttori di conservatorio e di qualche prete incompleto.
11. Provocare nei pubblici una ostilità sempre crescente contro le esumazioni di opere vecchie che vietano l’apparizione dei maestri novatori, ed appoggiare invece ed esaltare tutto ciò che in musica appaia originale e rivoluzionario, ritenendo un onore l’ingiuria e l’ironia dei moribondi e degli opportunisti.
Ed ora la reazione dei passatisti mi si riversi pure addosso con tutte le sue furie. Io serenamente rido e me ne infischio: sono asceso oltre il passato, e chiamo ad alta voce i giovani musicisti intorno alla bandiera del Futurismo che, lanciato dal poeta Marinetti nel “Figaro” di Parigi, ha conquistato in breve volgere di tempo i massimi centri intellettuali del mondo.

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Venerdì 16 Ottobre ritorna SILENCIO, il festival di musica elettronica a cadenza mensile ospitato dallo ZION CLUB di Conegliano (TV).

Oltre ai resident della serata che quest’anno saranno A.D.N. ed i COSMIC COWBOYS si esibirà nel warm up ALEX MORD, giovane promessa della nightlife nazionale. Guest della serata dal GOA CLUB di ROMA sarà BRUNO PALMA! Bruno Palma nasce a Roma negli anni 70 sotto le influenze della musica psichedelica del tempo, dalla fine degli anni 80 diventa un assiduo frequentatore della scena ACID internazionale, una passione che lo trasforma pian piano da avventore ad addetto ai lavori. Con Roberto Galanti a.k.a. Edù da vita prima al progetto MusicArtFood agli Ex magazzini, poi ad Inusual Murder fino al ritorno agli Ex magazzini con il progetto Eklectisch! Ospite fisso dei locali della costa orientale sarda e della riviera Ligure per tutto il periodo estivo a partire dal 2000, collabora sempre in duplice veste con il progetto TWO del NeoClub fino ad approdare nel 2008 alla corte di Lusky Dj e del MeatPie, il Venerdì notte esclusivo del GOA CLUB di Roma.

:::Ingresso :::

Universitari 10 € con consumazione entro le 00

Prevendita 12 € con consumazione

Intero 15 € con consumazione

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Movement Torino Music Festival è lo show di musica contemporanea e arti visive più amato d’Italia, interpretazione europea del Detroit Electronic Music Festival (DEMF), il più importante festival di musica dance del mondo che si svolge a Detroit dal 2000.
Alla sua IV edizione, Movement Torino Music Festival continua a esaltare il proprio pubblico trasformando gli spazi della Torino Olimpica in splendide location dove la creatività contemporanea trova casa: uno spirito che si rinnova dal 15 dicembre 2006, quando Movement celebrava, uscendo per la prima volta dagli Stati Uniti, la chiusura delle Olimpiadi Invernali di Torino.
Grazie alla collaborazione con Derrick May, padrino della cultura techno e ambasciatore di Movement nel mondo, Torino e Detroit hanno recentemente sottoscritto un’intesa artistica per affermare ancora di più a livello mondiale il nome del festival. Il clamoroso livello artistico e di sponsorship raggiunto esalta le qualità di entrambe le città coinvolte e rinnova l’impegno di Movement Torino nell’onorare il prezioso gemellaggio.

Come ogni anno, il festival consacra in Italia il giorno della festa di Halloween, ma per questa edizione raddoppia gli appuntamenti per estendersi a due serate, un intero week end all’insegna della musica elettronica che lascia senza fiato: venerdì 30 e sabato 31 ottobre una carrellata di artisti da urlo si esibiranno negli spazi del Palaolimpico Isozaki uniti sotto la sigla Movement Torino.
Come già nella scorsa edizione il festival, evento cult per il mondo dell’elettronica e del dj set, darà anche ampio spazio alla dimensione live di elettronica e rock, espressa con successo dai “nostri” Motel Connection e dal gruppo A Mountain of One, corposa rivelazione inglese che miscela chitarre distorte e campionamenti melodici.
Ma sono i dj i veri padroni di casa di questa festa contemporanea. Derrick May, che assieme a Juan Atkins e Kevin Saunderson è considerato l’inventore della techno, tornerà a Torino per il quarto anno consecutivo e stupirà con la sua bravura e disponibilità a lasciarsi coinvolgere nelle attività parallele al festival. Come l’anno scorso sarà infatti protagonista di numerosi incontri con il pubblico, dentro e fuori le università.
Ricardo Villalobos, l’acclamatissimo dj cileno dagli arrangiamenti europei, infiammerà gli animi con le sue incredibili sonorità tribal e minimal house, mentre il giorno prima si esibirà un altro talento sudamericano, Luciano, altro esponente della minimal house ma con inserti dal groove più techno, fino ad arrivare poi alla guest star assoluta di quest’anno, il canadese Richie Hawtin.

Venerdì 30 ottobre
Luciano, Derrick May, A Mountain Of One live, Motel Connection live, Hugo Chris Carrier, Dj Torpez, Sten, Gambo.

Sabato 31 ottobre
Krakatoa, Didier Alline, Danny Fiddo, Cleis, Vasta, Frola, Ricardo Villalobos, Stacey Pullen, Mike Huckaby, Richie Hawtin.

Ticketing
Biglietti disponibili su ticketone.it, vivaticket.it, rndpromotion.com e nei migliori punti vendita.

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Frequencies

Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?

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