Browsing all articles from ottobre, 2009

NEON INVASION ritorna al KOGIN’S CLUB di Corso Sicilia 6. Il venerdì, la prima meritata serata del week-end, a diffondere suoni intensi e ricercati…move up the body from the feet to your head.

“ELEGANT TECHNO alla GUI BORATTO e delizie alla FISCHERSPOONER, “parti raffinato con MODERAT poi balli con TIGA e SOULWAX”.

“L’Haçienda di Manchester, da sempre il punto di riferimento di Bobmoz e Gaz, club pioniere che scommise sulla novità, importò e fece ballare la house, impensabile per quei tempi. Come disse Tony Wilson, il fondatore…”anche all’ultima cena erano solo in 13, poi fu un successo”.
NEON INVASION, il progetto che a Torino ha selezionato per primo un mix di sonorità elettro e dance, remixes e nomi nuovi della scena indie-dance”

“Se amate Soulwax e Gui Boratto, batterete il piede….con Fischerspooner e The Presets vi farete un altro mojito…se adorate Morrissey e Faith No More (a fine seratà però ^.^), allora vi abbracceremo e vi offriremo da bere….”

Resident djs: BOBMOZ & GAZ
100% Elegant-Techno, Electro, Remixes, Stuff

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Venerdì 16 Ottobre inaugura la nuova stagione clubbing di .IMG Events. Dopo l’antipasto della scorsa primavera, che ha portato in città grandi nomi dell’elettronica internazionale come Guillaume & The Coutu Dumonts, Onur Ozer e Magda, la grande famiglia .IMG è lieta di presentare il primo dei piatti forti del 2009/2010, lo showcase ufficiale di una delle etichette che ha profondamente segnato la scena techno dell’ultimo decennio: la Minus di Richie Hawtin, guru della nuova cultura techno-digitale che ormai imperversa a livello globale, ha infatti dato un nuovo significato a quel termine “minimal” che negli ultimi anni ha contraddistinto e influenzato la scena techno a livello mondiale.

Protagonisti dello showcase saranno tre alfieri dell’etichetta di Detroit: gli americani Troy Pierce e Jon Gaiser e l’italianissimo Fabrizio Maurizi.

Resident djs:

GONZALO – ÈCATE

Jam Club – Murazzi del Po lato dx – Torino

Inizio ore 23.00 – Ingresso con drink: 18€ intero – 15€ in lista

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magdaE’ la gentil donzella di casa M_nus la prossima reginetta delle compilation targate Fabric, i cd dalla custodia metallica che meglio rappresentano la scena dance attuale.
Il mixato, elaborato digitalmente alla maniera di She’s a dancing machine, è un piccolo showcase della label di Richie Hawtin: Mgada, però, lo impreziosice sfoggiando una certa cultura. Dissemina qua e là perle elettroniche d’annata come i nostrani Goblin (ignorati in modo vergognoso dagli italici big names), gli Yello ed arriva perfino a citare sua maestà Moroder.
Per i giorni d’oggi invece, saltano subito all’occhio i lavori di Vogel e Jimmy Edgar.
Insomma non un prodigio di originalità ma quanto meno una divagazione dai set fotocopia-e-pesta cui la minimal girl ci aveva abituati (a sbadigliare).

Tracklist

01. Goblin – Al Margini Della Follia / Bostro Pesopeo – Falls (Hercules & Love Affair Remix) / Marc Houle – Voices
02. Circlesquare – Non-Revival Alarm / Gaiser – mfnstmp
03. Magda – At The Gate / Artem Folevski – Empörung (Original Mix) / Groupshow – It’s Not Just Country Birds That Are Attracted (To The Blue Glass Bird Bath)
04. Cristian Vogel – Mungo / Magda – Draculan Love Attack
05. Goblin – Buio Omega (Alternate) / Magda – Moroder’s Revenge
06. Catorze – Luscofusco / Marc Houle – Deep Sea / Heartthrob – Miss Pig
07. Robert Babicz – Chordy / Madato – The Night’s Rumors
08. Click Box – Bad Fish (Magda Edit) / Boosty – Telescope
09. Artem Folevski – Guido / Isomer Transition – San Pellegrino
10. Hobo – 23:59 / Luciano – Saulitude
11. Marc Houle – Profounding / Yello – Heavy Whispers
12. Heartthrob – 101 Loop / Farben – Aufschlag/Abschlag
13. Hobo – Mobius Trip / Rafael Droors – Blue
14. Bruno Pronsato – We Were… / Arsenal – The Coming (Idjut Boys Version 2)
15. Jimmy Edgar – Beat Squared / Jan Jelinek – Tierbeobachtungen (Live Played By Anne Westphalen & Peter Ley)

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vibertNuovo album per Luke Vibert, alfiere dell’Intelligent Techno inglese, che prosegue il suo matrimonio con la Planet Mu dando alle stampe questo “We hear you“.
A dispetto di quanto ci si potrebbe aspettare da un nome tanto affermato Vibert non si limita a proporre una variazione sul tema dei suoi schemi topici: fatta salva l’ossessione per l’acid, infatti, si lancia in un’accurata esplorazione di quelle nuove atmosfere Uk Bass tanto care all’ultima neo rave generation.
Il disco d’altra parte si apre proprio con una dichirazione d’intenti, This is the new style (”belief file”), annunciata dallo speaker di una radio pirata, come nei primi anni ‘90 era accaduto per l’house music e successivamente per la Jungle.
E sempre come un programma radiofonico d’altri tempi c’è anche la sigla, la title track “We hear you”, un pezzo disco che, se non fosse per l’evidente alto livello tecnologico-produttivo, potrebbe essere benissimo uscita da una raccolta del Paradise Garage.
La traccia tra l’altro trova continuità storica con l’acid house classica di “Pretty Old Acid Music” e, verso il finale, con il nu liquid funk “House Stabs”, anticipato curiosamente da “Porn Shirtwee”, pezzo a metà strada tra l’happy hardcore di scuola Ceephax e la colonna sonora easy leastening di un film porno anni ‘70.
Il resto è un vortice di melodie lisergiche, ritmica techstep e bassi più grassi del rombo di un trattore.
Il Dj inglese è in pieno controllo del bagaglio dance-culturale accumulato in tanti anni di onorato servizio alle consolle di mezzo mondo, composto da storie antiche (vedi il giusto omaggio ai Kraftwerk di “Marvellous Music Maschine”) e altre talmente avanti da non essere ancora state non scritte, giungendo così ad una costante manipolazione di influenze, un logico ed ironico crossover al servizio del degenero da pista.

Federico Spadavecchia

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A sentire il nome di Scuba subito viene associato il genere dubstep, ma Paul Rose è molto di più. Artista eclettico passa dalla cassa dritta a quella spezzata, da sonorità dub a suoni più techno, un producer altamente poliedrico.

Il nuovo lavoro, in uscita su Hot Flush, label fondata dallo stesso autore, è la dimostrazione lampante delle numerose influenze che contraddistinguono il personaggio.
La traccia che dal nome all’intero ep, ovvero “Aesaunic” parte lenta, con un clima che sembra arrivare da tracce ambient ma contraddistinta dal classico gioco di cassa spezzata e basso profondo del dubstep. Con il passare dei minuti la traccia si trasforma, muta in un pezzo dub techno. Fa la comparsa la cassa dritta in 4/4 e il bassline più grezzo da una carica impressionante al pezzo.
“Flesh is weak”, traccia successiva, parte subito con la cassa dritta e tutto il pezzo è contraddistinto da sonorità ipnotiche e synth retrò. Un brano da non sottovalutare.
Proseguendo con l’ascolto del disco si entra in un clima certamente più dub. “Reverse”, è quello che si può considerare il primo vero e proprio pezzo dubstep. Qui è presente un cassa dritta ma che saltando due battute, da un ritmo lento ma violento e non ha niente a che fare con lento violento purtroppo ben più conosciuto in Italia.
“Golden”, penultima traccia del disco, continua sulla strana delle sonorità ipnotiche e si lascia guidare da una cassa spezzata e dai suoni che sembrano essere usciti da un disco jazz & blues.
Il lavoro è chiuso da “Symbiosis”, che prosegue il lavoro di vivisezione del cantato femminile intrapreso anche se in minima parte, dalla traccia precedente. In questo brano la fanno da padrone pad e synth che sembrano ricordare i Sigur Ros o i Boards of Canada, una produzione particolare.

Un ep completo, ricco di numerose influenze proveniente dal dubstep, dalla techno ma anche da generì più classici come il jazz. Un artista che si conferma come uno dei personaggi più informa e dimostra come in questo momento, Londra la sta facendo da padrona su tutto il mercato. Assolutamente consigliato a tutti.

Fabrizio Gattuso

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warpA forza di ballare senza fermarsi in ogni angolo del Mondo si finisce col perdere il senso del tempo e così succede che in un attimo la mitica Warp records arrivi a spegnere 20 candeline e per celebrare degnamente il grande evento pubblichi un doppio cd (ed un bellissimo, molto limitato, boxset con 10″ e cd) con le produzioni votate direttamente dai fans ed i reciproci remix degli artisti della scuderia.

hyperdub E’ molto più giovane ma non meno importante la Hyperdub di Steve “Kode9″ Goodman che di anni ne compie 5.
Questa label non solo ha il merito di aver regalato all’umanità il talento di Burial ma per di più ha permesso la diffusione del dubstep su larga scala aprendolo a più strade di contaminazione. Non è un caso se un mostro sacro
dell’elettronica come Kevin Martin stampi con loro.
Anche in questo caso la torta è farcita con doppio cd.

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oldswordOk le dichiarazioni dei redditi sono partite ed io posso non solo tirare un sospiro di sollievo ma anche trovare il tempo per segnalarvi la presenza di un mio Dj set su Melkiorave, sito ben noto agli amanti della club culture, che mi ha gentilmente ospitato sul suo nuovissimo podcast.
Il set firmato con l’alias Oldsword è una panoramica del mia passione per il dubstep in tutte le sue sfaccettature quindi spazio alla fantasia e al crossover: Pritchard, Hyperdub, Skull Disco, Benga, Tempa, Delsin e così via…sempre alla ricerca del vibe più profondo.

Buon ascolto! (e ditemi che ne pensate)

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Frequencies

Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?

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