Chi l’ha detto che il Dubstep è un fenomeno circoscritto alla sola Inghilterra? Già il fatto che l’armata degli ultrabassi abbia messo sotto assedio Berlino è una bella risposta, ma ora con questa nuova compilation mixata da Dj Rupture & Matt Shadetek uscita su The Agricolture rec. sappiamo che anche la Gande Mela is wobbleing.
New York, la città americana più vicina all’Europa, Londra e Berlino, le città più americane d’Europa; non è un caso se il Dubstep ha trovato qui terreno fertile per le sue profonde radici: grandi spazi urbani stranianti, popolazione multietnica e multiculturale ed un’inarrestabile vita notturna.
Inforcate le cuffie non importa se stai camminando per le strade di Brooklyn, Friedrichain o South London, quello che conta è essere immersi nel suono o nei tones come li chiamano gli americani, e sentirsi parte di una comunità in costante espansione.
Ogni scena ha comunque le sue particolarità, infatti, assunta come base comune il Dub giamaicano ogni luogo vi ha inserito senza pensarci troppo su i propri tratti distintivi, cosicchè a Londra Jungle e Acid House hanno contaminato l’ambiente, mentre le prdoduzioni realizzate a Berlino hanno risentito maggiormente dei riferimenti Techno. Risultati di questo melting pot sono il Wonky Beat e la Techstep.
Negli States la storia è ancora diversa e non solo prechè la musica elettronica da clubs storicamente non ha mai goduto di visibilità in favore dei più commerciali hiphop e R&B, ma anche perchè la distanza dalle isole caraibiche è praticamente ridotta a zero.
I tones sono prevalentemente asciutti e mantengono l’andamento ragga con tanto di parti vocali, ormai quasi scomparsi sulla scena inglese da cui però attingono benzina per il motore ritmico. Anche l’R&B viene saccheggiato, specie di voci femminili e doppia cassa in stile Timbaland, e come era già successo per l’Uk garage ciò conferisce quel tocco di glamour utile a portare in pista le ragazze.
Più che essere concepita come musica da rave sembra quasi voler essere lo stile urban del nuovo millennio araldo delle storie provenienti dalla strada.
Federico Spadavecchia
2 Comments to “Dj Rupture & Matt Shadetek “Solar life raft””
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andre - rhmn says:
Dovevi fare l’etnomusicologo, non il giornalista! ;)
F.S. says:
eh ho sempre saputo d’aver sbagliato mestiere e non mi riferisco al giornalismo eheh