Continuano le uscite legate all’ormai famoso film “Berlin Calling” dove un dj/attore come Kalkbrenner, cerca di rappresentare quello che è il sogno berlinese tra eventi, locali e after nel segno della musica e dello spirito libero.
Seconda uscita, che lascia da parte le melodie sentite nel primo capitolo, riproponendoci della sonorità techno ed house derivate direttamente dal suo background e da quello della label tedesca Bpitch Control.
Il lato A, contiene “Bengang”, traccia dalle sonorità houseggianti che richiamano molto i suoni della casa madre di Ellen Allien, dove un bassline non di altissima fattura, si unisce a un groove ricco di percussioni e sample house. Di certo un brano che farà ribaltare il dancefloor ma che non sorprendere per la sua ricercatezza.
Di tutt’altra pasta è il pezzo sul lato opposto. “Torted”, mostra il vero lato di Kalkbrenner, dimostrando che un artista non perde improvvisamente il proprio talento. La traccia mostra un linea di puro stampo techno, con un synth che in pompa magna scandisce il tempo di quella che sembra essere una vera e propria marcia. Unica pecca è la ripetitività del pezzo che fa perde un po’ del fascino che riesce a trasferire.
Disco che mostra al mercato le due facce di questo producer e di tutta la Bpitch Control. I talenti ci sono e le basi sono solide, se si tornasse un po’ più indietro verso delle sonorità un pelo più ricercate, se ne vedrebbero delle belle.
Fabrizio Gattuso
technorati tags: Paul Kalkbrenner, Berlin Calling vol 2, Bpitch Control
2 Comments to “Paul Kalkbrenner “Berlin Calling Vol 2” (Bpitch Control)”
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marcos says:
Paul è sempre Paul…. è un ARTISTA….. e non si può criticare!!!
Federico Spadavecchia says:
Caro Marcos intanto grazie per il commento!
Ma scusaci se ti rispondo che secondo il nostro pensiero non esistono artisti o presunti tali esenti da critiche anzi più queste sono precise e anche sì aspre e più sono determinanti nella crescita professionale di colui che le subisce.
Paul è sicuramente un abile producer che seguiamo da parecchi anni (dal 2002 e siamo stati il primo sito italiano ad intervistarlo) e perciò se sentissimol’esigenza di muovergli un appunto non ci tratterremo di sicuro pronti a motivare con la consueta puntualità di analisi.
A presto