Troppo spesso la celebrità prende il sopravvento sul talento. Questo misunderstandin’ porta ovviamente a uno stallo per cui ci si dimentica di nomi di altissima caratura artistica, e, ancora peggio, tocca sorbirsi troppo spesso i soliti noti…
Molte “organizzazioni ed organizzatori”, dal canto loro, fanno lo stesso gioco, con la paura di non riempire gli spazi e spesso si rimane, come dire, un po’ a bocca asciutta.
Però ogni tanto qualcosa succede senza che nessuno metta mano o proferisca parole, grazie all’ evidente strapotenza di alcuni geni in circolazione…
Nel caso di Holden si può parlare proprio di totale sovranità sul volere o potere di pubblico e organizzatori: è abbastanza famoso da non temere confronti con nessuno. È soprattutto abbastanza talentuoso da non temere confronti con nessuno. Ed è anche abbastanza intelligente da selezionare e centellinare le sue performance in giro per il mondo.
Da qui, diventa evidente e naturale l’orgoglio per lo staff del Playhouse, che può vantare, in questo venerdì di fine febbraio, di ospitare l’artista inglese più eclettico e fenomenale dell’elettronica d’avanguardia. Signore e signori arriva James Holden.
***
Estratto dell’articolo di Jeremy Armitag e Cameron Eeles su Resident Advisor:
Punto primo: James Holden mandò una demo alla Minus di Richie Hawtin nel 1998. Venne respinta. Ora, se la matematica non m’inganna, questo significa che a diciotto anni già era immerso nel mondo minimal techno, ben prima del suo successo e dell’incoronazione a re della trance progressive. Ma forse questo non sorprende: qualcuno disse che la techno è una musica solitaria per uomini solitari e James Holden non si è mai sentito a suo agio nella folla.
Ciò mi porta al punto secondo: alle superiori Holden non conobbe abbastanza gente da formare una band. Quindi comprò un computer e cominciò ad inventare.
Punto terzo: Il regime musicale che nel 2003 dominava la scena inglese era ormai stagnante. Il progetto Border Community era l’addio a tutto questo, o forse il dito medio. La sua prima release sull’etichetta, A Break in the Clouds, fu una rivelazione.
Punto quarto: Holden non ascolta mai CD mixati. Seguirlo dal vivo è un’esperienza totalmente diversa dall’ascolto di un suo ultimo mixato come At the Controls sulla Resist. L’obiettivo di Holden è di fondere insieme suoni molto diversi tra loro, dai Massive Attack ai Death in Vegas, dagli Harmonia a Kalabrese.
James Holden: «Ascolti i Cluster o gli Harmonia e ti chiedi che cosa sia stato fatto di meglio da 30 anni a questa parte. Davvero, sono imbarazzato per tutti quanti noi.»
DER KINDERGARTEN, Via Calzoni 6, Bologna – apertura ore 23.30 – ingresso con selezione e tessera Arci obbligatoria – ingresso in prevendita 15 euro, intero 20 euro, Per info&prevendite scrivi a info@playhouse.bo.it, oppure chiama il 329.9714611. Foto e info sempre aggiornate; http://www.facebook.com/playhouse.kindergarten
technorati tags: holden, kindergarten
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