Federico mi ha proposto due-tre settimane fa di scrivere su Frequencies.it.
La richiesta, oltre che lusinghiera, mi è sembrata già da subito un’occasione imperdibile.
Ho dovuto immediatamente farmi un paio di domande per capire se fossi realmente in grado non tanto di dire la mia, quanto di metterla per iscritto dando un senso (più o meno) logico alle mie sensazioni, ai miei stimoli, alle mie elucubrazioni. Di solito amo disquisire sulla musica elettronica come macrosistema (musica, locali, ambiente, cambiamenti generali), non andando mai a spulciare i cataloghi su Beatport o Decks e preferendo, quindi, la parte di clubbing in senso stretto.
Scrivere su frequencies.it avrebbe premesso l’inizio di un nuovo rapporto con il clubbing, con la musica e con la rete, in cui la beneamata vive e si sviluppa dal lunedì al giovedì.
Ho deciso di provarci.
La prima occasione per fugare ogni dubbio e mettermi alla prova è proprio questa: la compilation per celebrare i dieci anni della Moon Harbour. E mi sento già un bel peso addosso, come dire.
La compilation per il decennale dell’etichetta di Lipsia si compone di 2 CD: il primo regala new release partorite dagli “artisti della casa”, mentre l’altro è il classico mixato firmato dal padrone di casa (aka Mathias Tanzmann) realizzato pescando dalle diverse uscite proposte nell’arco dei dieci anni di vita della label.
Andiamo con ordine: inutile negare l’istintiva diffidenza che mi ha colpito, già solo per il fatto che trattavasi di una compilation, tanto più in questo periodo di crisi nera.
Poche storie, iPod lanciato e via con la prima parte della compilation, quella contenente le nuove uscite.
Il primo disco fa immediatamente capire come andrà la storia: Chris Lattner ci accoglie subito con una cassa pseudo old school, inflazionata come il Grande Fratello, adornata dal tipico vocal femminile che cerca di essere suadente e disperatamente ipnotico . Destinazione: i meandri più sconosciuti dei vostri hard disk, vi do un paio di settimane.
Persevero, mai basarsi sul primo ascolto.
Proseguo con tenacia, ma non entra. Non possono essere così piatte, tutte le tracce… sarò io che lo ascolto in maniera sbagliata, mi dico.
Once again.
No, no.
Non ci sono rewind che tengano, fioriscono veramente poche idee e il peggio me lo regala proprio Tanzmann. Sling Shot è un disco assolutamente banale, un loop estenuante che porta necessariamente a premere il pulsante next sul mio iPod .
Meglio non va a Martinez cui, sebbene ormai molto gettonato come DJ, Restrain and Release non fa certo onore, visto che anche qui l’equazione loop di 3 minuti + pausa + ripartenza + stesso loop = disco. Personal tip: non la menzionerei nella bio che accompagnerà il suo nome sul prossimo flyer.
Le varie tracce, così, mi passano sottomano una dopo l’altra: Secrets, Gloria, Gun Slinger, House Geenie, Qu…
A parer mio le idee sono poche e la cosa peggiore è che ciò è concretamente tangibile, si avverte. Detto fra noi, a me tutta questa house di dubbia qualità è venuta a noia.
Minestra riscaldata, è pure tornata di moda in locali e situazioni che con l’elettronica non avevano nulla a che fare. Speriamo che torni fuori moda al più presto. Menomale che l’elettronica muta molto velocemente.
Comunque, per essere onesti, in questo CD qualcosa c’è che sicuramente si salva. In primis Boris Werner con la sua Groupie Love, un disco molto orecchiabile (mi fa tornare in mente certi Cocoon, ma forse questa è solo una mia elucubrazione distorta) che si differenzia un po’ dal resto dell’album cheinvece mostra una certa omogeneità, fino a dare l’idea di una vaga piattezza generale.
Anche Donny di Marlow non è male, lo dico semplicemente “di pancia”, perché non presenta differenze da altre tracce della compilation, ma il vocal mi fa molto vintage e mi fa venir voglia di far festa.
Questa reazione era, francamente, prevedibile, le compilation celebrative raramente contengono nuove idee o comunque nuovo materiale interessante. Però, ugualmente, sono un po’ deluso: per la mia prima recensione mi sono beccato un album sostanzialmente insipido.
Buttiamoci senza indugi sul secondo CD, il mixato di Tanzmann, e speriamo che possa darmi qualche soddisfazione.
Il mixato dei ten years parte veramente bene, grazie all’accoglienza di Hakan Libdo e della sua elegantissima Overnight, in cui il suono di un sassofono ti avvolge e ti accompagna delicatamente dentro una dimensione indefinibile, quasi rarefatta.
La partenza è molto piacevole, la cassa diventa leggermente più incalzante in Turned Page, diventando un po’ più prevedibile in Swim, di Tanzmann stesso.
Tom Ellis e Leif ci vengono però subito in soccorso, con Shed ci ricordano che il 2006 non è stato poi così male, nonostante molti segnali di commercializzazione.
Il mixato celebrativo sta cominciando a farmi pensare: rifletto e realizzo quanto velocemente sia cambiata “la mia musica preferita” e quanto ancora possa cambiare. Ma la cosa che mi inquieta veramente è che, dopo aver ascoltato solo mezzo CD degli oldies, già lo preferisco alle new tracks.
I secondi continuano a scorrere, ma il mio giudizio non cambia: le sonorità sono tutte più interessanti, i dischi proposti da Tanzmann sono tangibilmente più curati, le sonorità assai più interessanti. Pure Samim (il cui nome mi terrorizza dopo il tormentonte tamarro di Heater) trova un suo perché.
Il remix di Agnes di Seven dei Luna City Express chiude il CD e il cerchio: stiamo vivendo un periodo scoraggiante dal punto di vista della qualità, quantomeno per le etichette mainstream.
Il passato è nettamente migliore del presente, almeno in Moon Harbour.
Nonostante tutto, è doveroso inserire la tracklist:
Cd1 new tracks
Chris Lattner – 93 ft East
Borsi Werner- Groupie Love
Ekkohaus- House Geenie
Simon Flower – Secrets
Luna City Express – Gloria (feat. Sigrid Elliot)
Dan Drastic – Gun Slinger
Matthias Tanzmann – Slingshot
Marlow – Donny
Martinez – Restrain and Release
Michael Melchner – Qu
Cd2 Mathias Tanzmann mix
Hakan Libdo – Overnight
Kruger & Manovski – Turned Page
Mathias Tanzmann – Swim (Peter Dildo swimming in deep water rmx)
Tom Ellis &Leif – Shed
Luna City Express – Winter Radio
Martinez – Mundial
Michael Ho feat. Lil’ Dirty – Break free
Audio Werner – Boogie with You
Marlow feat. Dehlia – Quiet
Dan Drastic – Slice of life (Johnny D rmx)
Seuil – Double Room
Samim – SKKS
Luna City Express – Seven (Agnes Dub House Remix)
Jimmy Quintini
technorati tags: moon harbour, compilation, birthday
4 Comments to “Moon Harbour Ten Years Compilation”
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Frequencies
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Federico Spadavecchia says:
Bravissimo Jimmy, ottimo debutto e benvenuto a bordo!!:D
JIMMY says:
Yeppah!!!!!!
kk says:
Jimmy hai trovato il giusto compromesso tra Sinth e Melkio. Più potabile del primo così da raggiungere un pubblico più vasto ( ma facciamo attenzione che questa non è un’ accusa a Fede ma una precisa scelta di campo) , e più tecnico e preciso del secondo .
emi says:
in effetti non ricordo di avere neanche un moon harbour nei miei scaffali..