Potevamo lasciarvi andare in ferie senza farvi un bel regalo di Natale?
Certo che no!!! Ed ecco quindi che grazie al nostro amico Philipp della Pull Proxy (vielen Danke mein Freund!) siamo riusciti a contattare direttamente nella sua casa a New York Adam Mitchell, alias Adam X, personaggio chiave della scena rave made in USA.
Insieme all’altrettanto mitico fratello, Frankie Bones, Adam si è dedicato a diffondere la cultura techno nel mondo fin dai primissimi anni ‘90, dapprima aprendo un negozio di dischi, il Groove Records, ed organizzando una serie di eventi chiamati Storm Raves (1991) a cui partecipano artisti di punta come Sven Vath, Richie Hawtin e Damon Wild, quindi diventando un top Dj e producer.
Oggi Adam vive per lo più a Berlino dove gestisce una delle più importanti distribuzioni di dischi al mondo, la Sonic Groove, e continua a sperimentare nuove sonorità con il suo progetto downtempo ADMX-71 ed il nuovissimo Traversable Wormhole che, dopo essere circolato come white label nel 2009, esce oggi ufficialmente sulla CLR di Chris Liebing come album e con remix di prestigio come quelli di Function e Terence Fixmer.
Ma ecco com’è andata:
Ciao Adam è un vero onore averti sulle nostre pagine! Prima di tutto ti facciamo tante congratulazioni per i 20 anni di carriera, i techno kids ormai sono adulti!
Grazie, è stato un lungo viaggio ma divertente!
Insieme a tuo fratello Frankie siete gli uomini chiave della scena della Grande Mela ed avete incominciato aprendo un negozio di dischi cosa che attualmente fanno solo i pazzi! Cosa ne pensi di questa situazione? Dove possono imparare la musica i giovani?
Io direi che il posto migliore per conoscere la musica oggi sia discogs.
Per ogni uscita ci sono tutte le informazioni, quindi prendi quella conoscenza e corri a cercare i video su youtube o a visitare siti quali juno.co.uk, quindi ascolta molto attentamente ed esci a comprare la musica che ti piace.
Un altro passo della tua carriera è stato organizzare i leggendari Storm Raves. Com’è attualmente la scena americana? L’America ha dato i natali alla Techno ma non ha mai dimostrato tanto affetto nei suoi confronti tenendola sempre confinata nell’underground.
Sì, e la parte più triste di tutto questo è che ancora così! Gli States non hanno mai provato troppo amore verso la vera Techno.
Perfino in posti in giro per gli USA dove comunque i raves hanno lasciato il segno si preferisce suonare elettronica commerciale piuttosto che vera Techno. La scena è più piccola oggi di quanto non lo fosse già negli anni ‘90, tuttavia nel Paese ci sono ancora piccole situazioni che propongono i loro eventi realmente Techno.
A proposito oggi tutti i Dj’s più famosi, te compreso, si sono trasferiti in Europa e specialmente a Berlino. Perchè questa città ha così tanto fascino per gli artisti elettronici?
Berlino è sempre stata una città fantastica per la Techno, se ci aggiungi poi che il costo della vita è il più basso di tutta l’Europa occidentale capisci subito che è il posto ideale per musicisti ed artisti.
Ma non c’è il rischio che se tutti frequentano gli stessi luoghi e clubs la creatività ne possa risentire?
Berlino è molto di più che un quartier generale: da lì puoi facilmente viaggiare in tutt’Europa e così noi prendiamo ispirazione non soltanto da Berlino ma anche da tutti i posti in cui viaggiamo.
Traversable Wormhole sembra nato per trascorrere lunghe notti al Berghain, cosa ci puoi raccontare di lui?
Sì, è proprio così: è nato dopo aver trascorso parecchie notti e altrettanti giorni in quel club.
In linea di massima non è troppo diverso dalle mie produzioni come Adam X, solo un pò più scarno per intonarsi a quelle lunghe mattinate al Berghain.
Il progetto partì nel 2009 come white label su vinile mentre adesso verrà pubblicato un album ufficiale e sono già stati rilasciati dei remix su CLR che sono le cose migliori pubblicate da anni da Chris Liebing. Come hai gestito questa situazione e perchè hai scelto proprio la CLR?
Ho scelto la CLR perchè, quando il progetto era ancora anonimo, stavo cercando informazioni su Google circa Traversable Wormhole e mi sono imbattuto in Chris Liebing che su Twitter discuteva con qualcuno dei primi quattro numeri.
Poche settimane dopo l’ho incontrato mentre suonava al Berghain e gli ho accennato a Traversable Wormhole senza rivelargli che fossi in realtà io stesso. Mi disse che amava quei dischi e che era curioso del perchè la cosa mi interessasse, “hey, Sei forse tu?” mi chiese Chris, io dapprima negai ma quando iniziò ad insistere mi arresi e confessai tutto. A quel punto dissi che stavo cercando di fare qualcosa di più per quel progetto e gli domandai se fossero interessati…ed oggi siamo qui!
Quali sono le differenze col tuo altro moniker ADMX-71?
ADMX-71 è il mio lato downtempo e sperimentale. Per certi suoni e atmosfere non è lontanissimo da Traversable Wormhole ma con questo progetto non guardo assolutamente la pista. Tuttavia se al pubblico dovessero piacere i beats downtempo beh si divertirebbero molto.
Un’altra parte della tua anima è totalmente EBM (a proposito un mio caro amico (l’onnipresente Simone KK ndr) si è giusto fatto male lo scorso weekend pogando ad un concerto dei D.A.F.). Come ti ha influenzato questo stile?
Mi spiace per il tuo amico e mi spiace venire a sapere che mi son perso i D.A.F.!! Non li ho ancora visti suonare, merda!!!!
L’EBM mi ha sicuramente influenzato per alcune release anche se direi di essere stato maggiormente ispirato dal noise ritmico e dalla musica industriale vera e propria. Tuttavia non ci sono influenze EBM in Traversable Wormhole ma è pieno di rumori e ritmi industriali.
Torniamo agli anni ‘90, allora i raves avevano un forte significato politico e sociale. Forse in questi giorni di protesta giovanile in Uk si torna a respirare l’aria dei bei vecchi tempi, sei d’accordo?
Non sono molto sicuro di quello che sta accadendo oggi tra i raves e il governo inglese. Ho letto qualcosa di un party illegale ad Halloween a Londra che la polizia ha tentato di interrompere senza riuscirci. Ho pensato che sarebbe stato interessante se le forze dell’ordine fossero rimaste ad aspettare il giorno seguente per far chiudere la festa.
Non credo ci sia un gran valore politico attualmente nello scontro tra rave e autorità. In molte città britanniche come Endimburgo o Glasgow c’è il limite di chiusura alle 3 di notte.
Io resto del parere che di questi tempi per godersi i parties bisogna andare a Berlino.
Pensavo che il rave potesse essere, come lo fu in passato, un ottimo strumento per creare un movimento giovanile contro il vecchiume dell’attuale classe dirigente che aumenta le tasse universitarie, rende difficile trovare lavoro o comprare casa.
Sfortunatamente questo non è mai stato il caso degli USA. Gli Americani non sono molto bravi a protestare e a ribellarsi. Come ho detto prima non sono molto sicuro del clima di scontro politico tra governo e giovani inglesi. Per il resto posso dire che a Berlino c’è un governo favorevole alle feste e a chi le organizza.
L’unica Techno protesta che c’è a Berlino è quella contro la speculazione edilizia che ha causato la chiusura di molti locali. Comunque le autorità non ostacolano il clubbing fino a quando non si disturba troppo il vicinato.
Non ci sono molti posti come Berlino, la maggior parte delle città ha un sacco di limitazioni.
Conosci la scena italiana? Se non sbaglio solo tuo fratello è venuto a suonare da noi
Conosco la scena attraverso producers storici come Lory D e Leo Annibaldi ma anche gli attuali Giorgio Gigli, Obtane, Donato Dozzy. Ma è vero non sono mai stato a suonare in Italia. Qualche offerta? ahahah
Mi sarebbe davvero piaciuto essere a Roma nei ‘90, uscivano dischi fantastici!
Sounds Never Seen
Oh Sì! Li ho tutti, più una speciale edizione RCA di Anti System di Lory D.
Wow nemmeno Lory stesso ne ha una copia (ricordate la nostra intervista? ndr)
L’ho presa appena uscita, e a giudicare da come ne parlano su discogs le pochissime persone che ce l’hanno credo non sia mai uscito ufficialmente
In realtà, uscì ufficialmente. Lory fu il primo artista Techno ad essere messo sotto contratto da una major che pensava di guadagnare un mucchio di soldi sfruttando l’hype intorno alla Techno. Lory prese l’anticipo e mise su il suo studio quindi gli diede un album difficilissimo come Anti System che chiaramente non riuscirono a vendere.
Inoltre al momento di incidere il master fece esplodere la costosissima puntina di diamante che non poteva reggere le frequenze dei tom tom registrati in stereo
Allora Anti System è un titolo perfetto!!!
Dopo tutta l’esperienza che hai fatto cos’è per te la Techno? E’ ancora attuale?
La Techno è sempre la stessa per me. Musica per il futuro. Quando non suonerà più come la musica del futuro allora cercherò un’altra Techno che lo farà.
Un’ultima domanda: quali sono le tue prossime mosse?
Beh la mia ultima mossa è stata l’uscita su Prologue la settimana scorsa: Adam X-”Outflow Boundary“. Ci sono molti lavori in cantiere ma non voglio svelare niente. Sorpresa!!
Grazie mille per il tuo tempo, ti faccio tanti auguri di buone feste (un abbraccio a tuo fratello Frankie) e speriamo di vederci presto su un dancefloor
Grazie a te e Buon Natale e Felice Anno Nuovo da Adam X!!!
Federico Spadavecchia
technorati tags: adam x, traversable wormhole, techno
Dopo un anno trascorso in giro per l’Europa ecco quali sono state le performance live che ci hanno colpito di più:
10. Laurent Garnier @ Nuits Sonores
Il genio al servizio del rave più furioso: Laurent e Scan X montano synth e drum machine su un dj set come non si sentiva da anni.
9. Ceephax Acid Crew @ Bang Face
Andy Jenkinson ormai lo sapete è uno dei nostri artisti preferiti. Il suo live completamente analogico è quanto di più divertente si possa ascoltare in giro.
8. Byetone @ Elita Festival
Il cofondatore della Raster Noton da lezioni su come deve suonare oggi la minimal: di ricerca e di forte impatto sul dancefloor.
7. Model 500 @ Bloc Weekend
Al cuore non si comanda e a vedere Atkins e Mad Mike non tratteniamo le lacrime.
6. Shed @ Club To Club X
La perfezione del suono post Basic Channel, tra le cose migliori proposte dal mitico festival torinese. La qualità ogni oltre moda.
(il video purtroppo non è quello della serata in questione)

5. Plastikman @ Dissonanze
Ritorno del biondo al suo moniker più famoso per la gioia dei fans old school. Certo musicalmente tutto rimanda ad un soft acid revival ma lo spettacolo offerto dall’enorme cilindro di led in cui Richie si nasconde con tutte le sue macchine è davvero unico!!!
4. Monolake @ Sub:stance Second Bday in Berghain
Robert Henke spezza la dubtech e la ricostruisce con una veste ancora più aggressiva e alienante. Solenne e poetica.
3. Shackleton @ Club To Club X
Nella piccola stanza rossa del lingotto si celebra un rito post voodoo che vede in Shackleton il suo grande sacerdote. Oscurità e percussioni medio orientali per danzare tra la vita e la morte.
2. The Modern Deep Left Quartet @ Wmf Club Berlin Transmediale
Ben 7 ore di concerto per un progetto che riunisce un’unica live band Mathew Jonson & The Cobblestone Jazz, The Mole, Deadbeat con il prestigioso featuring di Tikiman.
2 tavoli pieni zeppi di synth analogici, giradischi, drum machines, vocoder, computers e persino un organo stile Hammond sono gli strumenti di uno show che tocca almeno 5 generi musicali diversi e ridisegna le geometrie del techjazz detroitiano.
1. Urban Tribe @ Bang Face
Moodymann, Dj Stingray e Antony Shake Shakir sequestrano i Kraftwerk e li fanno suonare ad Harlem davanti ad una folla inferocita.
technorati tags: top live 2010, musica, techno
Era più di un anno che volevo ascoltare questo duo originario di Amburgo, scoperto per caso un paio di anni fa. Esplorando il loro operato, ero stato subito conquistato dalle loro produzioni e poi, come sempre più spesso accade, un set trovato in rete aveva fomentato la mia curiosità (che è questo qua: http://soundcloud.com/electro-mix-memory/kollektiv-turmstrasse-2009-08-29-live-at-laguna-frankfurt-germany#new-timed-comment-at-3639972)
Niente di particolarmente innovativo nel loro sfruttare suoni morbidi e rilassati, sicuramente molto orecchiabili, ma mi colpì subito quel velo malinconico che sentivo aleggiare su tutti i loro dischi, capace di farti immergere in una fredda e grigia giornata tedesca prettamente autunnale.
Non “roba da dancefloor”, ma sonorità di cui godere tramite cuffia, in un ambiente quieto di egoistica solitudine.
Queste le mie prime impressioni e, anche se ascolto dopo ascolto sono riusciti ad acquisire, alle mie orecchie, una dimensione più da pista, restavo comunque dubbioso immaginando il loro impatto su un pubblico desideroso di ballare, piuttosto che di astrarsi nelle sinuosità fumose della propria mente.
Mea culpa, lo scorso anno al Classic mancai all’appuntamento e, cosciente che non sarebbe stato affatto facile ribeccarli, mi sono mangiato le mani e ho in seguito trascurato di tenere d’occhio i loro spostamenti.
Qualche giorno fa, però, un messaggio privato da Facebook ha avuto il potere di rallegrarmi la giornata: 03 dicembre 2010, Privat Party, special guest (indovinaunpo’): Kollektiv Turmstrasse. Tempo trascorso dall’apertura del messaggio alla decisione di non mancare: 15 secondi. Non potevo perderli di nuovo, a maggior ragione data la recente uscita del nuovo album su Connaiseur: Rebellion Der Träumer, la ribellione dei sognatori.
Il Privat è un party milanese che è sempre stato itinerante. Da quest’anno, però, si è trasferito in pianta stabile al Codice A Barre, zona Porta Genova, un locale come tanti a Milano.
(NdR: credo che mantenerlo itinerante avrebbe avuto il suo perché, ma di certo non spetta a me disquisire su questo tipo di scelte.)
Inoltre sapevo che non avrei certo trovato una clientela spregevole, era gente che sapeva organizzare dei bei party e questo mi rassicurava più di qualsiasi location.
03 dicembre = venerdì = dopo una settimana stressante, la stanchezza quel giorno ha iniziato a bussare già dal tardo pomeriggio e, sommata al programma di andare a bere in compagnia per festeggiare un compleanno, il tutto poteva agilmente tradursi in un K.O. tecnico prima ancora di arrivare in quel di Porta Genova.
Come volevasi dimostrare, esco di casa già con le gambe molli (mollissime) ma mi è capitato di uscire in condizioni anche meno promettenti e poi è venerdì e, di venerdì, non ce n’è nemmeno per il papa.
E’ l’una e mezza quando le due macchinate che ho messo insieme si avviano verso i Navigli. Di solito i guest attaccano intorno alle 2 (in Italia, chiaramente) e io non voglio perdere niente del set dei Kollektiv. Per fortuna all’entrata mi tranquillizzo subito, scoprendo che ho ancora una ventina di minuti da sfruttare per un minimo di ambientamento prima del loro inizio.
Entrando sento suoni abbastanza in linea con quello che mi aspetta, trovo Zagor e la Ju e scopro che Nico & Christian suoneranno nella saletta più piccola, più raccolta e, soprattutto, ancora chiusa.
Non faccio in tempo nemmeno ad appoggiarmi al bancone della sala principale che la seconda si apre e la gente inizia a prendere posizione.
I Kollektiv non sfruttano la consolle già presente, sono spostati a destra di quella fissa. Equipaggiamento in dotazione: espressione tipicamente tedesca e vagamente bohemien (sguardo imperturbabile e chiome immobili, ma che lacca usano in Kartofelnlandia?!), Mac, drum machine, X-one 92 e X-one 1D.
La sala si riempie subito, ma il pubblico è positivo e coordinato e si sta comunque bene. Mi aspetto un inizio abbastanza lento, graduale, ma devo subito ricredermi: il passo è già discreto e io ho decisamente azzeccato la serata, yessa!
Certo non suonano Techno, la loro è elettronica di stampo tedesco, inconfondibile, sebbene Beatport li consideri tra House e Chill Out.
I due ragazzotti sanno decisamente come far muovere una pista, sono contento di poter mandare al diavolo i miei pregiudizi. La selezione scatena una reazione decisamente positiva: i synth avvolgono e impacchettano la mente, la cassa secca e piccola fa muovere il corpo in modo pacato e mai violento.
Balli quasi inconsciamente, i Kollektiv riescono a essere a tratti ipnotici.
Mi si libera la mente, protagonista assoluta e target finale del loro set.
I cinque giorni passati in ufficio sono ormai un lontano ricordo, le gambe hanno riacquistato vigore. Feelin’ good and totally relaxed, mi lascio trasportare dolcemente.
Fanno divertire, e tanto anche: passano i loro dischi nuovi e vecchi, incontro di nuovo quelli che mi avevano fatto tanto interessare a loro: Tristesse, Eskapade.
Passano i minuti ma non mi interessa controllare l’orario. La pista è cotta a puntino e si diverte, i synth da lacrimoni hanno un effetto veramente devastante, qualcuno sotto additivi se ne rende conto e apprezza più di tutti
L’apice della serata arriva, per me, con Luchtoorn, il mio pezzo perferito. La folla sembra lì-lì per esplodere e, guarda un po’, proprio in quel momento i Kollektiv sono davanti alla consolle. Pura coincidenza certo, ma che ciliegina sulla torta!
The show goes on, disco su disco, ma quanto sentito finora è bastato a convincermi pienamente. Mi hanno fatto divertire, mi hanno fatto scordare l’ora, le sigarette da fumare, tutto quello che c’era al di fuori: mi hanno isolato per un paio d’ore dal mondo esterno al Privat, mi hanno ripulito.
Tributar loro un applauso a fine set mi sembra più che dovuto, bravi, la mia memoria conta pochi casi in cui sono stato così preso e coinvolto.
Il dj che segue è un mezzo assassino, veloce, 130-133 sparati, troppo diverso dal duo tedesco: ma chi se ne frega. E’ un venerdì che sta ormai volgendo al termine, la sala è semivuota, io sono soddisfatto, contento di andare a letto con il sorriso, sapendo che Milano stasera non poteva offrirmi di meglio. Il meglio me lo ero cercato ed ero stato pienamente ripagato.
Kollektiv Turmstrasse mi siete piaciuti, non riesco a darvi un voto perché non è mio interesse, ma chissà se la prossima volta riuscirete a coinvolgermi e a farmi divertire e svagare così.
Una menzione dovuta va al locale. Note di demerito e appunti vari: l’impianto suonava in modo pulito, forse mancava di un po’ di potenza. La forma del soffitto della sala è un’incognita per la logica: la parte vicino la consolle rimane bassissima mentre in piena pista il soffitto diventa molto alto (la sala 2 dello Studio 80 di Amsterdam può dare una mezza idea, anche se è l’esatto opposto). E poi le bevute, rese deludenti dall’utilizzo di prodotti di qualità evidentemente non poco scadente.
Un’ottima serata, tutto sommato.
Musicalmente il Privat si conferma un punto fermo delle friday nights meneghine, anche per le prossime date: 17 dicembre Jamie Jones su tutte.
Dimitri Quintini
E dire che la razione era già ottima e abbondante ma sembra che lo staff del Bloc vogliano davvero esagerare per celebrare i 5 anni del festival.
Ecco allora che viene creato il Modselektion stage capitanato appunto dai Modeselektor e al cui interno troveremo Apparat, Ben Klock, Siriusmo, Ikonika e Ramadanman.
Jamie XX, Rustie e SBTRKT si occuperanno invece del Numbers stage mentre sul palco della Warp si esibiranno Kyle Hall, Boxcutter e Luke Abbott (e si vocifera di un live firmato Laurent Garnier).
Si uniranno alla festa Ancient Methods, Silent Servant of Sandwell District, The Advent, Oscar Mulero, DJ Funk e A Guy Called Gerald
technorati tags: bloc weekend, rave, techno
Il 18 dicembre terzo appuntamento stagionale con Stereo, il nuovo sabato notte bimensile del Club Gamma. Dopo i primi due party con Dj Deep e Lee Jones, si conclude la prima trilogia di eventi che ha visto come protagonisti i resident di alcuni dei club che costituiscono l’avanguardia musicale europea: se infatti Dj Deep è resident dello Djoon di Parigi e Lee Jones del Watergate di Berlino, il terzo dj è protagonista di alcune delle notti più infuocate di quella che ormai è la bandiera del clubbing mitteleuropeo.
Marcel Fengler è infatti uno degli alfieri della celeberrima Ostgut Ton, etichetta che ha visto i propri natali in quello che ormai è diventato il tempio della techno europea: il Panorama Bar/Berghain di Berlino. Marcel cresce musicalmente negli anni ‘90, durante l’esplosione del suono techno in Germania. Muove i primi passi insieme a Marcel Dettmann organizzanfo i party targati “SC 93″ e nel 1997 diventa resident del Tresor. Nel 2004, quando apre il Berghain, Fengler viene chiamato come resident della sala techno. Dopo anni di esperienza da dj, nel 2007 Marcel inizia a produrre, proprio per la Ostgut Ton. Le sue release (tra cui spiccano “Twisted Bleach” e la recentissima “Enigma”) sono direttamente influenzate dalle sonorità “marziali” che contraddistinguono l’etichetta, in un nuovo minimalismo di matrice europea i cui cavalieri sono dj e producer come Marcel Dettman, Ben Klock, Mike Dehnert, Peter Van Hoesen e lo stesso Fengler.
Come sempre la formula della serata è semplice: prezzo d’ingresso accessibile (5 euro) e selezione alla porta “no frills”: niente guest list, nessun dress code, solo rispetto ed educazione.
Resident Djs:
GANDALF (Secret Mood) – REDROB & TSURA (Overstep)
Inizio ore 22.30 – Ingresso: 5 euro (gratuito fino a mezzanotte) – Selezione alla porta
Info: stereotorino@gmail.com – 392-8039321
Club Gamma (Fluido River Side) – Viale Cagni 7 – Torino
technorati tags: fengler, club gamma, stereo
Venerdì 17 dicembre 2010 BUTTERFLY festeggia il Natale con un appuntamento speciale alla Società Canottieri Esperia, una delle location per eventi più conosciute e prestigiose del panorama cittadino, incastonato in riva al fiume con una visuale privilegiata sui Murazzi del Po.
Per l’appuntamento di dicembre Butterfly propone un inedito showcase dell’etichetta amburghese Diynamic: la consolle sarà capitanata da SOLOMUN, una delle rivelazioni artistiche dell’anno conosciuto per le sue numerose produzioni di impronta deep house, accompagnato da STIMMING, talentuoso astro nascente del panorama elettronico europeo che presenterà per la prima volta in Italia il suo Live Set per il quale a fine settembre 2010 è stato premiato come “Best Newcomer” ai DJ Awards di Ibiza.
Le sale dell’Esperia, trasformate per l’occasione dalla creatività di LoveTheDJ e arricchite con un impianto audio installato appositamente per l’evento, fungeranno da cornice a una one-night che si propone di raccontare il gemellaggio virtuale tra la nostra città e le sonorità elettroniche tedesche più innovative.
L’esibizione musicale degli ospiti della Diynamic Music sarà accompagnata dalle sonorità elettroniche del dj-produttore Patrick Di Stefano [Heimatmelodie] e dei dj Dikky-Dave e Daniela Bernini.
Società Canottieri Esperia – Torino
Corso Moncalieri 2 – Torino
Ingresso solo in lista – 10 Eur con consumazione
Info e liste: 349 5458021 – info@airbutterfly.com
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technorati tags: maccheroni elettronici, musica, portale
Per la prima volta quest’anno anche noi di frequencies.it abbiamo deciso di pubblicare almeno un paio di playlists per fare un bilancio di quanto di buono è stato fatto in questo 2010. Cominciamo con la chart dedicata agli album
10. Pan Sonic Gravitoni (Blast rec.)
Ultimo atto per una delle formazioni più influenti del panorama elettronico internazionale. Ormai nel loro astratto rumorismo minimale il pubblico ha imparato a riconoscerene quasi la forma di canzone. Gravitoni è il giusto tributo alla carriera.
9. Shed The Traveller (Ostgut Ton)
Seconda prova sulla lunga distanza per il genio sonoro di casa Ostgut Ton.
Sui muri d’entrata del Berghain Shed appende una fotografia nitida di quello che sono stati gli anni ‘90 per chi li ha trascorsi internato nei warehouse berlinesi e londinesi.
8. Cobblestone Jazz The Modern Deep Left Quartet (!K7)
Mathew Jonson e i suoi fidi compagni di jam session nonchè di label mettono su disco uno dei live più entusiasmanti dell’anno. Macchine e software sono gli archi ed i fiati del mondo moderno ma il sudore, la passione e la voglia di scatenarsi sulla pista rimane sempre la stessa.
7. Skream Outside the Box (Tempa)
Contrariamente al blando Pop bass dei Magnetic Men è in solitudine che Skream rivela tutto il suo talento giocando con generi musicali diversi e alternando la consueta carica ‘ardkore con momenti di intenso lirismo.
6. Four Tet There is Love in You (Domino)
Four Tet, finalmente libero dall’obbligo della ricerca forzata, è riuscito a portare il sound neotrance teorizzato da James Holden ad un livello superiore, schiarendo l’eclissi di Burial senza comunque rinunciare ad un groove danzerino così mielosamente Pop.
5. Scuba Triangulation (Hotflush)
Paul Rose ovvero colui che innovando il dubstep ha risvegliato la techno!
Metrica in quarti, klang metallici e una ritrovata verve per le melodie di Detroit e Chicago segnano la definitiva consacrazione di Scuba tra gli artisti elettronici più talentuosi degli ultimi dieci anni: andando via da Londra ha teorizzato la Techstep e convertito al suo verbo la Cattedrale della minimal techno con le serate Sub:stance!
4. Deepchord Liumin (Modern Love)
Calda dubtech per affrontare un rigido inverno. Tra riverberi e melodie sospese nell’inconscio pulsa il cuore dell’eredità Basic Channel componendo versi che non necessitano di parole.
Jazz retro-futurista per chi pretende ancora di essere catturato dalla prima all’ultima nota.
3. Shackleton Fabric 55 (Fabric)
Come per Villalobos non una semplice compilation ma un mixato di materiale interamente inedito ad opera del produttore inglese più estroso del momento.
Sam ormai possiede una dimensione soltanto sua oltre il dubstep o la minimal house berlinese: percussioni magrebine rimangono sospese su un flusso slegato dal 4/4.
2. Quentin Harris Sacrifice (Strictly Rhythm)
Oggi tutti si dichiarano Dj house, Quentin non ha bisogno di far proclami lui è l’House del 2010! Niente loop o sample ammiccanti ma arrangiamenti sontuosi per una produzione al servizio del cantante di turno di modo da tirar fuori tutta le tensione possibile.
1. Anbb (Alva Noto & Blixa Bargeld) Mimikry (Raster Noton)
Ed eccoci alla prima in classifica e chi premiare se non due pilastri dell’elettronica nel senso più ampio del termine?
Mimikry sigilla il patto del Diavolo tra l’industrial e il minimalismo, il comandamento definitivo tra le scuole qui rappresentate: il rock di Blixa picchia sui chiodi sonori di Carsten e le frese digitali graffiano più di chitarre distorte.
technorati tags: top album 2010, musica, techno
Davanti alle telecamere di Enjoy Television in occasione dell’evento Real House all’Amami di Treviso Claudio Coccoluto, vero decano della scena, ha espresso interessanti opinioni circa la decadenza del prodotto clubbistico italiano soggiogato dalle mode straniere e incapace di creare una nuova classe di Dj in grado di sostenere la competizione internazionale.
technorati tags: coccoluto, enjoytv, club culture
Ok ci siamo con dicembre bisogna pensare seriamente ad organizzare il viaggio per Minehead, ameno paesino nelle campagne inglesi, dove si terrà la quinta edizioni del Bloc Weekend: 3 giorni all’interno del confortevole villaggio Butlins dove potrete godere delle performance di:
Aphex Twin / L-Vis 1990 / Roska / Addison Groove / Al Tourette’s / Venetian snares / King Midas Sound / Daedelus / Alva Noto / Jimmy Edgar / Vision Quest feat. Seth Troxler, Shaun Reeves and Lee Curtiss / dOP / Geddes / Joy Orbison / Shackleton / Mala / Loefah / Pinch / Gemmy / Guido / DJ Pete / Untold / Soul Clap / Floating Points / Will Saul / Space Dimension Controller / Mark Archer [ex Altern-8] / B12 / Posthuman / Global Goon / Digitonal / AGT Rave Cru / Placid / Legowelt / Orgue Electronique / TLR / Joe Hart & The Body Hammer Residents/ LFO / Moderat / Four Tet / Vitalic / Speedy J / Drop The Lime / Claude Von Stroke / Beardyman / Dopplereffekt / Black Devil Disco Club / Magnetic Man
Il costo del biglietto comprende la sistemazione in monolocale ed il prezzo varia a seconda che scegliate un alloggio privo di cucina (140 Pound), con cucina (160 Pound) oppure categoria superiore gold (180 Pound) di cui sono già andati sold out quelli da 6 e da 8 letti. Potete acquistare i biglietti su http://www.blocweekend.com/
Siccome non si tratta di una trasferta facilmente organizzabile eccovi alcune dritte sul viaggio:
Essendo stata cancellata la tratta Italia-Bristol (l’areoporto più vicino ed economico) la soluzione più rapida è quella di puntare su Londra Gatwick (arrivando giovedì nel primo pomeriggio o venerdì al mattino presto) che vi consentirà di saltare il traffico londinese e quindi di prendere un treno (da prenotare con mesi di anticipo sul sito http://www.nationalrail.co.uk/ di modo da pagarlo un prezzo ragionevole) direzione Taunton e da lì salire su un bus locale. Calcolate che in questo modo vi occorreranno comunque tre ore.
Un’altra soluzione sarebbe quella di affidarsi ai più economici bus (sempre da prenotare con molto anticipo su http://www.nationalexpress.com/home.aspx oppure http://uk.megabus.com/default.aspx) ma vista la durata del viaggio (anche 6 ore) e gli orari che devono esser fatti combaciare con quelli dei voli non ci convincono al 100%.
Infine ricordatevi di preparare coi vostri amici un bagaglio da stiva da riempire con dell’ottimo cibo italiano e bottiglie di alcolici perchè se è vero che la musica sarà super beh il mangiare è il solito inglese quindi se non volete rischiare un’emorragia interna meglio che il sugo ve lo portiate da casa mentre per l’alcol sappiate che su i prezzi sono alle stelle (in compenso la birra costa poco).
Ultimo consiglio: il costume da bagno per godere della splendida piscina indoor con tanto di scivoli!!!
Su, cosa state ancora aspettando????!!!
technorati tags: bloc, super+figate, bristol
Quarto episodio della saga, quarto canto di un epopea mitologico-elettronica raccontata attraverso dieci liturgie in onore di Playhouse. Il party che ha filato la tela della storia del clubbing Bolognese il 3 dicembre celebrerà il nume ispiratore della Border Community, James Holden.
Main Stage
JAMES HOLDEN (Border Community, UK)
MARGOT (Border Community, I)
ANDEREDO (Playhouse, I)
Playgarden Privè & Visual Art
SALVO CASTELLI (Houserepublic Rec, I)
WE LOVE FAMILY (Playhouse, I)
JAMES HOLDEN
Più che super star dj, un vero e proprio personaggio di culto.
La sua fama non si misura attraverso il numero di dischi venduti o il numero di downloads, né dallo stile o da eccentricità estetiche; James Holden è riconosciuto come uno dei massimi dj mondiali per il suo spirito innovativo, per il suo talento quasi “profetico”. Con le sue produzioni per la Border Community ha forgiato uno stile unico che fa propria la lezione del minimalismo dell’ultima generazione, sposandone l’estetica con l’intensità epica ereditata dai trascorsi progressive-trance del suo primo periodo. Ha avuto il merito di incorporare nei nuovi suoni electro e minimal il modus operandi di quell’elettronica inglese di scuola Warp da alcuni data ormai per dispersa.
La carriera ufficiale di James Alexander Goodale Holden parte nel 1999, anno in cui pubblica il singolo neo-trance “Horizon”. Non completamente soddisfatto del suo lavoro inizia una ricerca musicale che lo farà approdare pochi anni dopo allo stile eterogeneo e peculiare che lo contraddistingue: techno, IDM progressive e lievi sfumature trance si fondono per ad una elettronica riflessiva ma decisa, fatta di melodie ipnotiche e sonorità raffinate che rendono i suoi set decisamente distinguibili da qualsiasi altro. La sua musica diventa archetipo e paradigma dell’elettronica colta ma “movimentata”, marchio di fabbrica della Border communty.
Nel 2003 esce “A break in the Clouds”, primo singolo della sua etichetta “Borderline Community”. Una Label che, come suggerisce il nome stesso, nasce proprio nella prospettiva di operare una spinta continua verso le propaggini estreme della sperimentazione ( si fa invero portavoce di molteplici generi, anche piuttosto distanti tra loro come elettronica, post-rock e techno), e dall’intento di dar visibilità a personaggi che difficilmente avrebbero spazio nelle etichette “convenzionali”: Fairmont, Luke Abbott, Lazy Fat People, Extrawelt e soprattutto Nathan Fake (che deve proprio a Holden stesso il suo lancio a livello mondiale con il remix di “The Sky Was Pink”).
James ha prodotto inoltre tanti remix. Tra questi spiccano quelli concepiti per big della scena musicale quali Madonna, New Order e Depeche Mode. Il 2006 è l’anno di “The Idiots Are Winning” accolto in modo più che entusiastico dalla critica che ne sancisce la definitiva consacrazione come producer. Nel 2010 Holden viene selezionato per “Dj Kicks”, la compilation della label indipendente berlinese !K7 mixata a turno da grandi artisti quali Carl Craig, Juan Mclean e Hot Chip.
Ad accompagnare Holden ci sarà un altro fortunato progetto targato Border Community, che renderà la serata Playhouse un vero e proprio showcase di questa prestigiosa label.
Playhouse ha l’onore di ospitare Margot!
MARGOT
Margot è lo stravagante risultato di un fortuito incontro tra i dj Pepe e Giaga, due musicisti e dj di Rimini. Un progetto ambizioso, inebriante e ballabile, ispirato da quell’elettronica che affonda le radici nella musica italiana d’avanguardia di Franco Battiato, dalle sperimentazioni degli anni settanta e da reminescenze degli insegnamenti dell’italo disco di Giorgio Moroder. Margot è un eccentrico mixage fra l’elettronica da club e il suono cinematografico e progressivo dei Goblin (tanto influente che hanno chiamato il loro 2009 ‘Goblin EP’ in loro onore). Freschezza e vivacità degli anni 70 italiani frullati con l’elettronica progressista della Border communty…imperdibile!
Il ruolo di ospite e simposiarca di questo favoloso banchetto sonoro imbandito per la Border Community tocca agli ANDEREDO, che avranno l’onore di portare a tavola le loro selezioni funk, Minimal-techno e Deep-house.
Quarto appuntamento anche per il caldissimo privè PLAYGARDEN dove fra freschi allestimenti e giovani rampanti si alterneranno in consolle i funambolici WE LOVE FAMILY, accompagnati da un giovane promettente catanese, SALVO CASTELLI, dj e produttore della Houserepublic Rec. oltre che resident di Coca Cola Event e Rizla Event, insomma…un party nel party!
Playhouse, Prosit!
KINDERGARTEN, Via Calzoni 6, Bologna (I)
Ingresso in prevendita : 10 Euro
Ingresso al botteghino : 15 Euro
technorati tags: margot, holden, kindergarten
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Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?
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