Cileno, dotato di molto talento ed appassionato di musica elettronica, è uno dei nomi con più hype del momento e no non si tratta nè di Ricardo Villalobos e nè di Luciano.
Nicholas Jaar è balzato agli onori della cronaca quando, quattro anni fa, ha iniziato a collaborare con la label della Grande Mela Wolf+Lamb, collettivo dominante nel panorama post disco.
Nicholas, appena ventenne, è l’enfant prodige che ha fatto impazzire la critica di mezzo mondo con svariati singoli e remix ed oggi, contemporaneamente al conseguimento della laurea, presenta la sua prova di maturità artistica, l’album “Space is only noise“.
All’atto pratico si tratta esattamente di questo: un saggio col quale impressionare i professori e dimostrare a tutti quanti le proprie capacità in studio, che sono in effetti molto ben sviluppate.
Tuttavia è proprio l’eccessiva tecnica il limite più evidente dell’opera di Nicholas. Tutto scienza e poca filosofia.
Il filo conduttore di “Space is only noise” dovrebbe essere il sentimento della malinconia attraverso lo straordinario calore del suono, peccato però che l’emzione rimanga abbagliata dall’iper produzione troppo perfetta e lucida per lasciare all’ascoltatore un qualcosa che vada oltre l’ammirazione per l’abilità sfoggiata, per non parlare del fatto che solo un audiofilo avrebbe l’attrezzatura necessaria per poter godere appieno di tutte le sue sfumature.
Altro boccone indigesto è l’aver scelto di tenere i ritmi sotto i canonici 120 bpm dell’house music che, se da un lato è interpretabile come una sfida alle regole della dance, in quanto consapevole di vivere nel post house per la gioia di tutti quei giornalisti che a ballare non vanno mai, dall’altro risulta non solo troppo mollo per essere gustato in pista, al contrario dell’usuale catalogo Circus Company (va bene il jazz e l’essere raffinati ma fino a un certo punto), ma anche pericolosamente tendente al periodo più noioso della f com con canzoni da 3 minuti intrise di soffisticata spocchia.
Sembra infatti di essere tornati a quando il Dj per giustificare il proprio status di artista doveva comporre soporiferi album da poltrona, e quindi via con cantati strazianti, atmosfere smooth ed infiniti esercizi di stile zigzagando tra diversi generi dimenticandosi la preziosa lezione appresa alla consolle vale a dire che si può fare musica intelligente senza rinunciare per questo all’intrattenimento.
Federico Spadavecchia
technorati tags: nicholas jaar, post house, don’t belive the hype
Eccoci pronti grazie all’ospitalità di Lorenzo Teneggi e di Radio Antenna 1 ad una nuova puntata di Transition!
A sto giro abbiamo pensato di ritornare ai suoni caldi della madre patria Detroit con l’album nuovo di Aril Brikha “Departure in Time (Revisited)” che, come suggerito dal titolo, è una riedizione corretta e aggiornata al 2011 del suo strepitoso esordio datato 1998.
Nonostante siano passati così tanti anni la classe e l’eleganza di Aril non sono venute meno generando una musica senza tempo e noi ci ascoltiamo “On &On”
FOUR TET – CIRCLING —
NOSAJ THING – FOG (JAMIE XX RMX) —
CARIBOU – FOUND OUT (DJ KOZE RMX) —
CLIO – FOR SURE BABY (THANKS FEDE) —
BENGA & COKI – NIGHT ( THANKS CLAUDIA) —
SHORTSTUFF & MICKEY PEARCE – TRIPPED UP (RAMADANMAN RE-EDITS) —
LEN FAKI – KRAFT UND LICHT —
RADIOHEAD – CODEX —
JAMES BLAKE – THE WILHELM SCREAM —
MODERAT – A NEW ERROR —
APHEX TWIN – XTAL —
DETROIT’S OWN DJ SURGEON – ELECTRO BASS HEAD —
DISCO Frequencies.it : ARIL BRIKHA – ON & ON —
NICOLAS JAAR – TIME FOR US —
EXTRAWELT – SOOPERTRACK —
NATHAN FAKE – THE SKY WAS PINK (HOLDEN RMX) —
ELEKTROCHEMIE – PLEASURE SEEKER —
technorati tags: transition, radio antenna 1, etere
Quando nel 2001 misero insieme i pezzi di “RIGHT ON”, non credo che nemmeno loro pensavano di essere all’inizio dell’opera di un simbolo della storia HOUSE MUSIC, ma ancora oggi dopo quasi 10 anni rimane uno dei pezzi sempre presenti nelle raccolte dei dj di tutto il mondo, entrando ufficialmente nella lista dei cult accanto a brani come “tears” o “can you feel it”.
A chiudere un mese rappresentata molto dalla scena italiana (RUPO&SONICA / MINIMONO / GANDIN), sabato 26 febbraio, saranno la coppia leggenda SILICONE SOUL. Questi signori non solo suonano insieme da quasi 15 anni ma insieme l’hanno fatta grossa, calpestando i palchi e consolle dei club e festival nelle città di tutto il mondo, tra cui Parigi, Barcellona, Berlino, Sydney, Madrid, Ibiza , Londra, Glasgow etc…
Dal 1998 producono per Soma Records faccendone la storia insieme ai SLAM ed a breve faranno uscire una compilation per ricordare i 20 anni di esistenza della label, ma direttamente dalla Scozia portano con se la loro label night DARKROOM DUBS, un progetto a cui si sono dedicati moltissimo negli ultimi 5 anni lanciando e proponendo un sound estremamente deep. Alcuni nomi schierati dal duo sono Extrawelt, Vlad Caia, Boris Werner, Sei A, Anthony Collins e molti altri ancora, ma c’è un nome tra questi, a noi molto familiare che purtroppo per diversi motivi, tra questi, quello di volersi dedicare alle produzioni ci sono i nostri giovani resident CONCRETE JUNGLE, recentemente debuttanti sulla label scozzese con la loro traccia “MOTEL LUV” conquistando supporto da nomi di fama internazionale tra cui: Karotte, Dj W!LD, Ralf, Gregor Tresher, X-press 2, Nick Warren, Alex picone…
Questo tandem anglo-italo nato solo nell’estate del 2010 dopo diversi progetti musicali negli anni passati ha cominciato sicuramente con il piede giusto ma spetterà a loro continuare il cammino.

Ad aprire la serata sarà di nuovo il nostro mitico Andrea Mocce con ancora un’altra volta il compito più difficile, iniziare da 0 e costruire traccia dopo traccia l’introduzione alla storia di una serata pronosticata come “indimenticabile”….
Conoscendolo… dopo il suo set d’apertura potremo già dire ciao ciao al mondo reale ed immergerci al completo sotto le coperte motel1989…
SILICONE SOUL (DARKROOM DUBS – SOMA RECORDS)
http://www.myspace.com/4siliconesoul
http://www.somarecords.com/artists/siliconesoul
CONCRETE JUNGLE (DARKROOM DUBS)
http://soundcloud.com/concretejungle
ANDREA MOCCE (Motel 1989, Genova)
http://www.residentadvisor.net/dj/andreamocce
VISUAL BY: ANATOMIA
http://www.anatomicstylism.com/
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INGRESSO CON TESSERA (10€)
IL CLUB SI RISERVA IL DIRITTO D’INGRESSO
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OMAGGIO DONNA ENTRO MEZZA NOTTE
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INFO LINE:
Silvia 3474810233
Joe 3409628294
technorati tags: silicone soul, house, soma
19
Beats Tips Boutique vol. 10
Alexxei’n'Nig – I’m a disc making jockey ep (Exprezoo rec.)
Tornano i marinaretti di casa Exprezoo con un ep di quattro tracce per il definitivo passaggio al mondo adulto dell’industria discografica.
E’ inutile infatti stare a parlare di giovani di belle speranze, questi ragazzi vantano ormai un curriculum di tutto rispetto.
Il lato A è affidato all’acid house di For the people in un contrasto temporale tra il 1989 e il 2011, attitudine old school ma suoni modernissimi. A fargli compagnia troviamo il remix di Agnes più cupo e mentale.
Sul B side si riflette il loro volto techno con Not that now impreziosito dal prestigioso rmx di Brendon Moeller.
Va sottolineato infine come la boy band italo-russa non si sia assolutamente limitata a semplici tools remixati da due big names, ma abbia dato alle stampe una produzione forte capace di camminare con le proprie gambe.
Un consiglio ai Dj: suonatele tutte!
DJ Gio MC 505 – Double Sense (Black Leather Records)
Storie di passione, io non so quanti nella posizione del buon Giosuè Impellizzeri alias DJ Gio MC 505 avrebbero insistito su un genere che nel proprio Paese gode di, eufemismo, poco mercato pur di produrre la musica che più gli piace. Ma a Gio piace l’electro e non manca di sviscerarla in tutte le sue forme passando dal synth pop anni ‘80, all’Italo disco fino alla sua matrice più Techno.
Questa volta però si cimenta con una sfida particolarmente ardua perchè l’EBM non è un campo dove gli Italiani vantino una grande tradizione.
Il risultato è Double sense le cui tre canzoni sembrano uscite da una cantina belga di fine anni ‘80 con melodie sintetiche dal forte impatto.
Emmanuel Top – Addiction / Revival (Planete Rouge)
Gran ritorno per uno degli eroi più amati della Techno anni ‘90.
Dopo anni di silenzio Emmanuel torna sul dancefloor senza alcuna voglia di puntare sul mero revival.
Certo Addiction in realtà aggiunge poco, ma Revival, titolo fuorviante, è un turbine di energia elettrica nonchè una grande lezione di stile.
Emptyset feat. Cornelius Harris – Altogether Lost (CLR)
Dall’intervista fatta ad Adam X a Natale il messaggio era chiaro, Chris Liebing ha deciso di rimettersi a giocare sul serio puntando al connubio tra atmosfere dark e industrial come da antica tradizione teutonica, e le vie techstep che tanto piacciono alla nuova Berlino.
Gli Emptyset sono infatti un duo di Bristol e la collaborazione col mitico vocalist degli Underground Resistance, Cornelius Harris aka Atlantis, rende la release un modello per chi ricerca soluzioni inedite e senza confini. E così all’ombra di tre capitali della Techno rimbombano le parole di un misterioso poema mistico.
La versione di Liebing sul retro fila liscia e massiccia nel tipico stile spacca-muri del Dj tedesco, che però ci stupisce preferendo al canonico 4/4 una ritmica dubstep.
Lucy – Wordplay for working bees (Stroboscopic Artefacts rec.)
Ovvero delle energie oscure, ovvero del perdersi su una pista perdendo ogni riferimento dimensionale, ovvero
del cannibalismo stilistico berlinese, ovvero di rivolgere lo sguardo altrove per trovare strade inesplorate.
Lucy confeziona un album Techno nel senso più ampio del termine, non si limita ad una semplice raccolta di tracce, anzi pare più un concept come i lavori degli UR sull’esplorazione del cosmo.
In questo caso si tratta però di una ricerca interiore: immergendosi nel subconscio urbano la luce svanisce e ci si orienta soltanto con l’istinto, anche se talvota rari lampi improvvisi dei fantasmi della tecnologia schiariscono il percorso.
Matthys – Revertible Insole (back home rec.)
Melodie giocose e oniriche dal sapore 8bit. Svagarsi col sorriso sulle labbra perchè il potere del Pop non va mai sottovalutato.
Delle quattro tracce contenute sul disco quelle che ci hanno colpito di più sono state il Mod B remix della title track e Azfran 5 nel segno di una progressive viaggiosa da mani al cielo e sogni ad occhi aperti.
Reggy Van Oers – Indovine (inc Dar and BCR Boys remixes) (Affin rec.)
Minimal house tendente allo sci-fi detroitiano. Suoni ed atmosfere classiche ed una ritimica rassicurante sia per quanto riguarda la versione originale che i remix. Marce lunghe ma sotto il sole.
Moodymanc – Black Paint (& Larry Heard Rmx) (Tsuba Colours)
Già uno che usa un nickname del genere dovrebbe come minimo prendersi un paio di sganassoni de na vorta di quelli che insegnavano a portare rispetto, poi ti aspetteresti almeno una canzone all’altezza del nome che si è scelto, ed invece il tipo si limita al compitino di una traccia house con tanto di sax ma che non esalta. L’incazzatura diventa definitiva quando a togliergli le castagne dal fuoco ci pensa il Maestro Larry Heard col suo tocco delicato e deep. Per la serie basta pagare che un remix figo non si nega a nessuno.
Federico Spadavecchia
technorati tags: artisti vari, techstep, groove
Tra gennaio e febbraio Berlino diventa tutti gli anni il centro del mondo culturale con la sua settimana della moda, il celebre festival cinematografico e la Transmediale, rassegna che per ben 11 anni ha dato risalto al meglio dell’arte contemporanea architettonica ed elettronica.
Naturalmente in uno spazio di questo tipo la musica da club è protagonista.
Purtroppo l’edizione 2011 ha risentito di diversi problemi organizzativi che ci hanno portato ad interrogarci sul futuro della manifestazione.
Tra gli show sparsi per la città i parties migliori sono stati puntualmente quelli tenutisi al Berghain/Panoramabar con un geniale Kode9 e King Midas Sound il venerdì, e con la sorpresa Mark du Mosch e il techno terremoto del resident dj Norman Nodge al sabato.
TRANSITION SPECIALE CTM11 PODCAST
LALI PUNA – SCARY WORLD THEORY —
JAMES HOLDEN – TRIANGLE FOLDS —
KATE WAX – ELEANOR RIGBY —
LCD SOUNDSYSTEM – BYE BYE BAYOU —
THE JUAN MACLEAN – NO TIME (SHIT ROBOT RMX) —
THE CHEMICAL BROTHERS – SWOON (LINDSTROM & PRINS THOMAS RMX9
TELEFON TEL AVIV – IMMOLATE YOURSELF —
HARMONIC 313 – CYCLOTRON —
KING MIDAS SOUND – ONE TING —
HERCULES AND LOVE AFFAIR – VISITOR —
JAMES BLAKE – KLAVIERWERKE —
DISCO Frequencies.it: MARK DU MOSCH – BAREKNUKLE (NUKUBUS EDIT) —
KODE 9 – BLACK SUN —
GREEN VELVET – LA LA LAND —
AZTEC MYSTIC AKA DJ ROLANDO- KNIGHTS OF THE JAGUAR —
BJORK – INNOCENCE (SIMIAN MOBILE DISCO RMX) THANKS SILVIA —
KRAFTWERK – AERODYNAMIK (KLING KLANG RADIO RMX) —
LADYTRON – DESTROY EVERYYHING YOU TOUCH ( HOT CHIP RMX) —
technorati tags: transition, radio antenna 1, etere
In un momento di forte transizione come questo, in cui ci si domanda se e quando usciranno nuovi generi musicali capaci di rapirci come fu per ultimo il dubstep sei anni fà, recarsi a Berlino in occasione dell’ultima edizione della Transmediale appare come un viaggio obbligato, una sorta di visita all’Oracolo di Delfi per conoscere la volontà degli Dei.
Tuttavia fin dall’inizio si sono manifestati sinistri presagi che avremmo dovuto interepretare come un segnale d’allarme ma che allora non avevamo colto.
Innanzitutto il programma relativo alla sezione Club era stato pubblicato con molto meno anticipo rispetto al solito, quindi la riduzione del Festival ad una sola settimana (con un sostazioso abbattimento della parte danceble) ed infine un caldo quasi surreale, che ci ha concesso di girare per la prima volta senza sciarpa e guanti in pieno febbraio.
Un altro elemento su cui riflettere è il motto scelto per quest’anno: Live?!.
Va interpretato nel senso performativo del termine, oppure come un’espressione sorpresa di chi si trova davanti ad un qualcosa che dovrebbe essere morto?
Per quanto ci si possa preparare al fatto che le cose possano andare storte mai ci saremmo potuti immaginare di trovarci in una situazione simile.
Uno dei festival di maggior tradizione europea sempre attento ai particolari e dall’organizzazione impeccabile è vittima in una sola volta di tutti gli errori mai commessi in passato, manco fosse un Mugello Festival qualunque.
Ma andiamo con ordine, al sole che trovo al mio arrivo a Kreuzberg, il tempo necessario per poggiare i bagagli e siamo già in giro per dischi: oggi Staalplat, domani Hardwax.
Insen di Alva Noto e Sakamoto è in tasca e si può dar via alle danze con il live di Deadbeat alla Hau 2 fissato per l’ora dell’aperitivo.

La prima brutta sorpresa della trasferta non tarda ad arrivare: i costosissimi abbonamenti (che per fortuna non avevo preso) da 80 Euro non comprendono tutti i concerti che perciò vanno acquistati a parte!!! Inoltre ogni location ignora il programma delle altre per cui le sovrapposizioni sono inevitabili.
Siccome poi le disgrazie non vengono mai da sole, succede che il media artist Lillevan non può esibirsi e di conseguenza lo show vedrà all’opera il solo Deadbeat, il quale si limita al compitino di premere play su Ableton con l’aria annoiata di chi aggiorna il profilo su Facebook.
Meno male che la serata prevede lo showcase della Hyperdub al mitico Berghain, può forse capitare qualcosa anche lì?
Ma ovvio che sì, i live in programma iniziano alle 21 circa e prima di mezzanotte il ticket (anche questo non compreso nell’abbonamento) costa ben 24 Euro, una cifra normale per noi Italiani ma che a Berlino in dieci anni di onorata presenza non ho mai visto manco a Capodanno. Risultato? Di Berlinesi non ce ne sono, è un party della Lonely Planet. E a proposito di pubblico, va sottolineato come gli unici Italiani presenti fossero quasi unicamente addetti ai lavori.
Salgo le imponenti scale della ex centrale termica e i Darkstar stanno finendo la loro performance: rispetto a quanto visto a Club To Club mantengono la stessa impostazione ma grazie alla location e al potentissimo impianto ne guadagnano in solennità.
Tocca poi ai King Midas Sound di Kevin Martin che sfruttano appieno il Funktion One a loro disposizione: i bassi da oltretomba misti alla voce nebbiosa di Roger Robinson danno vita ad un rito voodoo tra i gargoyles di Notre Dame.

Intanto nei cambi palco Kode9 plays Burial, per poi chiudere le sessions con il proprio act in coppia con Spaceape. L’uscita del nuovo album Black Sun è imminente.
Ma mentre noi ci perdiamo in un sogno oscuro, fuori dal locale qualcuno sta vivendo un incubo: molti ragazzi che avevano acquistato il salato biglietto in prevendita si vedono respinti dalla rigida selezione di Sven e compagni come in qualsiasi altra serata. Rimborseranno loro i soldi? E chi?
Quanto ai ballerini nella sala grande ai controlli c’è Cooly G che mixa Uk funky attuale con pezzi house stile Rej di Ame per un set senza troppo senso; un pò meglio di lei fa Ikonika che presenta uno stile più asciutto rispetto alle sue produzioni, ma che comunque non riesce a esaltarmi.
Meglio allora salire al Panoramabar per la Get Perlonized night con Zip (ovvero il Dandi nano) a fare gli onori di casa.
Niente introduzioni jazzate a sto giro, i colpi di cassa in 4 impongono il ritmo di marcia mentre sudatissime atmosfere house old school fomentano la pista.
La punta di diamante della festa è il dj set di Kode9, solo vinili per lui, un turbine di colori
che ben rappresenta il melting pot post garage (ed ormai post dubstep). Tecnicamente poi è un Mostro.
Terror Danjah e Scratcha sono quello che si ascolterrebbe a Miami se non andasse di moda l’hip hop.
Di sopra, dopo un incolore live di Half Hawaii, c’è Sammy Dee (ovvero il Libanese nerd) che sinceramente non ci ha mai comunicato molto.
Il gran finale verso le sette e mezza vede un set jungle squarcia budella con Kode9 in b2b con Ikonika e Cooly G.

Ci concediamo appena quattro ore di sonno che sono pure troppe quando Hardwax chiama, senza contare che poco più tardi c’è Edwin van der Heide.
Come per Deadbeat anche stavolta la performance non è delle più illuminanti: l’artista olandese lascia a casa gli scanner laser visti a Dissonanze in favore di una più tradizionale proiezione minimalista in cui luci colorate si sincronizzano con le ultra frequenze riprodotte. Niente di inedito insomma. Onestamente se fosse stato gratuito non ci sarebbe stata aluna lamentela, ma anche qui la sensazione di essere presi per i polli che devono pagare la crisi tedesca è abbastanza forte.

Berlino è una città straordinaria con una combinazione incredibilmente favorevole di servizi, bassi costi ed alta qualità della vita, scelta come casa dai migliori artisti mondiali e allora perchè non c’è quasi nulla per cui stupirsi? Come dice Simone KK “è come allenare il Real Madrid e puntare alla salvezza“.
Al di fuori della suprema Basic Channel che ha benedetto la via del dubstep a la Scuba, e della scena Berghain/Ostgut Ton, capace di rilanciare la Techno quando era data per spacciata, non esiste infatti nessuna nuova scuola nata direttamente sotto la Siegessäule degna di nota, tante cose discrete ma pochissime fanno la differenza.
Anche tra i locali si fa davvero fatica a trovare eventi interessanti sul serio, un paio di feste al mese e non di più, e di mezzo c’è sempre il Panoramabar.
A mezzanotte ci raduniamo puntuali nel tempio di Friedrichshain con lo showcase della Stroboscopic Artefacts.
Lucy manovra energie oscure fino alle quattro e le mie gambe implorano pietà.
Dormita, doccia e via nuovamente al Berghain per Norman Nodge che mette su musica così potente da ricaricare le antiche turbine rimaste in sala, una techno moderna e classica al tempo stesso la cui forza sta nella ricerca dei suoni.
Non so dove sono non so se è giorno o notte, voglio solo ballare. Ritrovare tutti gli amici su questo dancefloor senza essersi dati appuntamento è un’emozione magica che a parole non si può descrivere.
Al piano superiore scopriamo la classe di Mark du Mosch: un set vario ma coerente perfetto per l’after, si va dai viaggioni prog house all’acid a momenti soulfull e wave. Grande!!!

Gli ultimi concerti in programma sono i tre act sperimentali alla Technische Universität (due dei quali non pervenuti mentre ottima performance di Robert Henke con il suo studio sui tuoni) ed il live di Scion feat. Tikiman alla Hau 2.
Il trio simbolo della Basic Channel non delude e tutto il pubblico vorrebbe di più che una misera ora!!!
Per cercare di accontentare la sala (e riparare ai problemi dello show di martedì sera) viene promessa la performance di Signal, che in realtà si rivela essere soltanto la proiezione in anteprima del suo nuovo lavoro (in pratica ciò a cui anela Richie Hawtin da anni) senza l’artista presente.

Si chiude così questa undicesima edizione della Club Transmediale con un gran senso di amarezza, perchè se pure qui dopo anni di onorato servizio si inizia a cedere alle lusinghe del facile guadagno la sopravvivenza della musica elettronica è a serio rischio.
Federico Spadavecchia
technorati tags: berlin transmediale, berghain, festival
Per festeggiare il nuovissimo podcast di Transition su Radio Anetnna 1 abbiamo scelto per voi questa settimana il nuovo singolo di Quike su Exprezoo records: Strange City Funk Ep.
La Exprezoo di Claudio Zappa è attualmente la label italiana più interessante, sempre capace di stupire fondendo sonorità calde e funky con groove deep ed ipnotici.
Quike, al secolo Enrico Maraffini, è un producer di origini partenopee ma col cuore tra Detroit e Chicago e anche questa volta confeziona due tracce dinamiche ed eleganti perfette per una serata sia in un club alla moda che in un sudatissimo capannone in mezzo al nulla, da danzare fino all’alba con gli amici o da ascoltare in poltrona in cuffia con la luna piena alla finestra.
TRANSITION 04 FEBBRAIO 2011 PODCAST
Tracklist:
DISCODEINE – SYNCHRONIZE (FEAT JARVIS COCKER) —
MANDY + BOOKA SHADE – OH SUPERMAN (FEAT LAURIE ANDERSON) —
RADIOHEAD – IDIOTEQUE —
APHEX TWIN – ANALOGUE BUBBLEBATH —
FORGEMASTERS – TRACK WITH NO NAME —
BURIAL + FOUR TET – MOTH —
KODE 9 – BLACK SUN —
DARKSTAR – NORTH —
THOM YORK – SKIP DIVIDED (MODESELEKTOR RMX) —
MODERAT – SEAMONKEY —
ANTIPO CONSORTIUM – VOLCANO (FOUR TET RMX) —
BOOKA SHADE – REGENERATE (POPOF RMX) THANKS GIANLUCA—
DISCO frequencies.it QUIKE – BASSFUNKER —
TYING TIFFANY – YOU KNOW ME ? —
MISS KITTIN & THE HACKER – 1982 —
RIVA STARR & NOZE – I WAS DRUNK —
HOT CHIP – I FEEL BETTER (FEAT BONNIE PRINCE BILLY) FLORIAN MEINDL RMX—
DOMINIK EULBERG – BIONIK —
technorati tags: transition, radio antenna 1, etere
Dopo mesi di attesa arriva finalmente a Torino, sabato 5 febbraio, all’interno delle mura del Club Gamma, quello che da molti viene considerato il re della deep e dub techno mondiale: BRENDON MOELLER!!
Originario del Sud Africa, ma trapiantato a New York, Brendon produce musica elettronica fin dal lontano 1994. Le sue tracce sono state pubblicate dalle più prestigiose etichette, tra cui spiccato la Deep Space Media di François K e la Rekids di Radio Slave, oltre a Echocord, Mule Musiq e molte altre. Che abbia pubblicato con il suo vero nome o sotto gli pseudonimi di BEAT PHARMACY ed ECHOLOGIST, Moeller mischia sapientemente alla sua techno elementi di jazz, psichedelia e musica etnica, spesso in collaborazione con grandi cantanti “dub” come Spaceape, Mikey Dread o Paul St. Hilaire.
Tra i più prolifici producer della scena, si esibisce regolarmente nei milgiori club del globo (Berghain, Fabric, Cielo, Mutek…). Sabato 5 Febbraio approda al Club Gamma, dove sarà accompagnato da NIG (producer della Exprezoo Rec., per cui Moeller ha recentemente firmato un remix) e GANDALF, resident della serata Stereo.
Inizio ore 22.30 – Ingresso: 8 euro SOLO IN LISTA
Selezione alla porta
Liste e Info: stereotorino@gmail.com – 392-8039321
Club Gamma (Fluido River Side) – Viale Cagni 7 – Torino
ATTENZIONE! Data l’importanza dell’artista per questa volta abbandoniamo la formula “no guest list” e l’ingresso sarà possibile solo per chi invia il proprio nominativo a stereotorino@gmail.com o al 392-8039321. Il costo della serata sarà leggermente superiore al solito, ma pensiamo sia un prezzo adeguato per un ospite di questo calibro (8 euro, solo ingresso).
technorati tags: moeller, club gamma, stereo
Da qualche anno nei club di tutto il mondo la scena elettronica si frammenta dando luce ad una nuova era che abbraccia dubstep, grime, hip hop, drum and bass e techno. L’imperativo è quello di un clubbing eclettico ed eterogeneo, cosmopolita nel senso di open minded, che unisca differenti target accomunandoli in un’unica esigenza: evoluzione intesa come ricerca musicale, divertimento finalmente slegato da preconcetti ed etichette. Insomma, portare il club europeo (soprattutto quello inglese) in Italia.
ASTERIX si fa portavoce, con lo spirito che è un po’ quello del pioniere, di questa nuova urgenza espressiva.
Osare per spargere le carte in tavola, credere e confidare in un’integrazione dell’Italia nell’Europa dei nuovi suoni, dei grandi locali che non si fanno promotori solo di serate “mainstream”.
Sabato 5 febbraio ASTERIX presenta:
BLUE DAISY (Black Acre)
Infocata malinconia
Dal sottosuolo londinese ci trasporta in un futuro nel quale si sfugge ad ogni tipo di descrizione.
Imprevedibile e armato di talento, la margherita blu traghetta i nostri pensieri altrove.
Solo pochi mesi fa era un beatmaker senza firma, oggi è uno dei più promettenti producer inglesi.
Ad appoggiarlo sono Black Acre Record Label, sua etichetta di riferimento, e quella che fu BBC1 Experimental con Mary Anne Hobbs.
Oggi Blue Daisy, nonostante la velocità che lo ha portato ad emergere e che, molto spesso, uccide l’arte e gli artisti, vince dimostrando il suo immenso valore attraverso la musica.
Resident Dj: Pigro on sofa
Rocket
Pezzotti 52
Milano, Italy
L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Associazione Culturale Situazione Xplosiva e il Festival Internazionale di Musiche e Arti Elettroniche Club To Club sono lieti di presentare, dopo il successo di pubblico e critica dell’edizione 2010, la rassegna Rai NuovaLounge all’interno di Rai NuovaMusica 2011, realizzata grazie al sostegno della Città di Torino e la Regione Piemonte.
Dal 27 gennaio al 10 febbraio 2011 l’Orchestra Sinfonica della Rai propone tre concerti con i protagonisti della scena musicale contemporanea, prime assolute e italiane insieme a testi che hanno fatto la storia della musica del nostro tempo, interpretati da direttori e solisti di sicuro prestigio.
Xplosiva e Club to Club, interlocutori riconosciuti e autorevoli per l’ideazione e la realizzazione di interventi innovativi e trasversali fra il suono elettronico contemporaneo e le diverse arti a Torino e in Italia, presentano nel foyer dell’Auditorium Rai live, dj set e rielaborazioni di alcune composizioni eseguite in sala, unendo il mondo della musica contemporanea con quello dell’elettronica.
L’elettronica di Xplosiva e Club To Club è presente con live e dj set prima di ogni concerto della rassegna per accogliere il pubblico, e durante l’intervallo con campioni e frammenti prelevati da una delle opere appena eseguite, trovando inauditi percorsi e dimensioni nei remix degli artisti elettronici Bottin, passEnger&xluve e Francesco Fantini.
La splendida serata inaugurale con il producer, dj e sound designer veneziano Bottin, che ha rielaborato Incontri per 24 strumenti di Luigi Nono, ha confermato il crescente interesse del pubblico giovane per la musica classica contemporanea.
Per il secondo appuntamento di Rai NuovaMusica saranno i torinesi passEnger+xluve a confrontarsi con The Hague Hacking di Louis Andriessen, attualmente considerato il più significativo compositore olandese e figura centrale del panorama musicale internazionale. L’esecuzione – in prima italiana – vedrà il carismatico duo composto da Katia e Marielle Labècque ai pianoforti e la direzione di Frank Ollu, presente ai maggiori festival di musica d’oggi.
Le esibizioni degli artisti elettronici Bottin, passEnger&xluve, Francesco Fantini sono realizzate in collaborazione con Premio 2061 (Bottin), assegnato dal Comitato Italia 150 e Club To Club ai più visionari artisti elettronici italiani in occasione dei festeggiamenti per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia in programma a Torino nel 2011, PiemonteGroove (passEnger&xluve), la community dance-elettronica piemontese sviluppata da un’idea di Xplosiva insieme a Regione Piemonte, e con Zeitgeist, progetto speciale live-media di Club To Club e del pluripremiato artista catalano Carlos Casas per il decennale del Festival Internazionale di Musiche e Arti Elettroniche fra Torino e Istanbul.
Dopo la prima, entusiasmante esperienza di Rai NuovaMusica 2010, l’Auditorium Rai si apre nuovamente all’elettronica, facendo interagire la musica di alcuni fra i migliori giovani producer italiani con i suoni e le idee che provengono dalla musica classica contemporanea, fra le opere dei maestri consacrati e quelle dei nuovi talenti, immaginando la musica del XXI secolo.
PROGRAMMA:
Concerto e remix elettronico sono trasmessi su Rai Radio3
VENERDI 4 FEBBRAIO 2011
ore 20.30 Foyer – Rai NuovaLounge – PassEnger + xluve (Torino) Live set
ore 21 Auditorium – Concerto
Frank Ollu direttore
Katia e Marielle Labècque pianoforti
Giorgio Colombo Taccani (1961)
Memoria per orchestra (1995/2010)
prima esecuzione assoluta
Louis Andriessen (1939)
The Hague Hacking per due pianoforti e grande ensemble (2008)
prima esecuzione italiana
Intervallo – Foyer – Rai NuovaLounge – PassEnger + xluve (Torino) Live set
Frédéric Durieux (1959)
Traverses 1, 2 et 3 per grande orchestra (2003)
prima esecuzione italiana
Anders Hillborg (1954)
Exquisite Corpse per orchestra (2002)
prima esecuzione italiana
Luciano Berio (1925-2003)
Quatre dédicaces per orchestra
Fanfara (1982)
Entrata (1980)
Festum (1989)
Encore (1978/1981)
Frequencies
Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?
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