Lunedì 2 maggio 2011, alle ore 22,00, Dancity torna con un evento speciale: il concerto di The Books, una delle band più innovative del panorama internazionale, che si terrà all’Auditorium S. Caterina di Foligno (PG), in occasione della sua inaugurazione. Immaginatevi di stare in una stanza seduti per terra. Al posto delle pareti una miriade di schermi e su di loro proiettate tutte le esperienze della vostra vita virtuale e non solo.
Suoni, colori, sensazioni, eroi, testimonianze, notiziari radiofonici. Gli schermi si spengono e si accendono. Nella confusione iniziate a capire la perfetta razionalità e armonia che c’è nella danza, fra le immagini e i suoni che vi circondano.
Vi ritrovate inermi ascoltatori di un patchwork emozionale, di un mosaico multisensoriale e multimediale, in cui non solo la freddezza è ben presto schiacciata dalla solennità delle composizioni che ascoltate, ma ciò che vi viene raccontato è una storia ben precisa, con profonde radici e tradizioni, musicali e non. Un flusso di coscienza informatizzato e costantemente in divenire, una testimonianza epilettica della generazione dei videogames e delle flash news. Tutto questo è ascoltare i “The Books”.
Imbattersi nella musica dei Books è come sprofondare in un lungo “stream of consciousness”, a tratti serio, altre volte puramente canzonatorio. Un esercizio di stimolazione intellettuale e intrigante. Come ogni rompicapo che si rispetti, richiede pazienza, curiosità, capacità d’osservazione, ma alla fine riesce a ripagare l’ascoltatore, lasciandogli anche il sorriso sulle labbra per via della loro sottile (auto)ironia. Come si fa, d’altronde, a non simpatizzare con due provetti avanguardisti che dicono “chiamateci pure Simon and Glitchfunkle“? E poi in fondo è solo musica da ascoltare per sentirsi al sicuro quando ci si è perduti. O viceversa?
INFO: tel. 366 41 63 764 / info@dancity.it / www.dancity.it
Dopo i successi delle due anteprime all’Acquario Civico e al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano con le performance rispettivamente di Lucky Dragons e Oval, sabato 28 maggio è nuovamente di scena al Palazzo del Ghiaccio audiovisiva, il festival di esterni – realizzato in collaborazione con Frigoriferi Milanesi – dedicato all’esplorazione dei linguaggi espressivi contemporanei applicati alla musica, all’immagine e all’interattività.
audiovisiva è una rassegna artistica internazionale di ricerca, confronto e intrattenimento che lavora sull’immaginario collettivo, lo trasforma e ne amplia i confini, grazie alla scoperta di location uniche e a nuove interpretazioni degli spazi urbani. Dai fossati del Castello Sforzesco fino al Palazzo del Ghiaccio, ogni anno audiovisiva propone un ambiente stimolante e creativo, dove poter incontrare gli artisti più innovativi provenienti da tutto il mondo.
Questa volta l’appuntamento con il festival nel suggestivo edificio liberty di porta Vittoria, oltre ad essere concentrato in un’unica giornata, offre nuovi spazi polifunzionali che si prestano perfettamente ai concerti dal vivo, alle installazioni, ai workshop e ai djset di audiovisiva. Dall’ora dell’aperitivo in terrazza fino a notte inoltrata nell’area club, il pubblico viene proiettato in una dimensione altra, suggestionato da una rara atmosfera e dalla più accattivante musica (non solo elettronica) del momento.
Si provi a immaginare cosa possono fare sul palco il geniale Ariel Pink e la sua band, Ariel Pink’s Haunted Graffiti, gruppo californiano di pop-rock surreale e citazionista che soprattutto dal vivo non è certo come “ascoltare una radiolina che suona dal fondo di una piscina”. Un concerto attesissimo, nell’unica data italiana, da chiunque abbia letto almeno una classifica dei migliori dischi del 2010, critici meno convenzionali e trasformisti, cultori del lo-fi e mondani, nostalgici e visionari, amanti dell’arte e dell’incoerenza. Tutti uniti a cavalcare l’onda di “Bright Lit Blue Skies” e gli altri anthem di Ariel Pink’s Haunted Graffiti che ci accompagnano verso l’estate.
Un artista che invece non avrebbe bisogno di presentazioni è Arto Lindsay, avanguardista della no wave newyorkese dalle collaborazioni eccellenti (Brian Eno, Laurie Anderson, David Byrne) e il sangue carioca per un’adolescenza musicale trascorsa in Brasile tra Caetano Veloso e Gilberto Gil. Numeri che Arto esprime al meglio dal vivo con la sua band di musicisti brasiliani di assoluto livello.
Non bastassero il surfing della West Coast e il tropicalismo della bossanova, ci si può imbattere nei paesaggi astrali e lisergici degli Emeralds, estremamente abili a immergersi e immergere l’ascoltatore negli ambienti liquidi e celesti della kosmische musik in quella che può essere considerata una delle più riuscite e sorprendenti forme di rivisitazione dell’analogico in circolazione.
Che audiovisiva sia un viaggio alla conquista di nuovi mondi lo dimostrano anche gli inglesi Demdike Stare, per la prima volta in Italia, con le loro visioni (post)dubstep mutanti e contaminate a rappresentare idealmente una colonna sonora noir dal fascino mediorientale. Sempre sull’onda psichedelica, ma in forme diverse che variano dal prog rock alla new wave, arrivano i Dakota Days, avvincente duo italo-tedesco formato da Robert Lippok (To Rococo Rot, Tarwater) e Roberto Fabris (Blonde Redhead, Ludovico Einaudi).
Ad attendere i più avventurosi, inoltre, “Project M”, la sfida estrema lanciata dalla violinista viennese Mia Zabelka con una performance improvvisata di “body sound” elettroacustico ad alto tasso di sperimentazione e provocazione, accompagnata in tempo reale dai visual di Mia Makela.
Giunge poi il momento in cui l’ascolto più attento e l’evasione mentale debbano lasciare posto all’intrattenimento ritmico allo stato puro, alla spensieratezza, al sano sudore. Lo sanno molto bene i Glimmers, padrini della nuova scena dance belga, pionieri del mash-up ed energici agitatori delle masse danzanti in tutto il mondo.
Da non perdere infine la sezione “Focus Milano”, una lente d’ingrandimento su alcune giovani realtà milanesi che godono di fama e rispetto a livello internazionale per la qualità del loro lavoro. A rappresentare la città, il promettente pop-rock di La Blanche Alchimie.
Programma:
Terrazza
18.00 midi2usb (Italia)
20.00 La Blanche Alchimie (Italia)
21.30 Dakota Days (Germania/Italia)
Main Stage
21.00 Emeralds (Stati Uniti)
22.30 Arto Lindsay & band (Stati Uniti)
24.00 Ariel Pink’s Haunted Graffiti (Stati Uniti)
The Club
22.00 Mia Zabelka (Austria)
23.00 Demdike Stare (Inghilterra)
24.00 PeakNick (Italia)
01.00 The Glimmers (Belgio)
Ingresso:
15 euro (12 in prevendita), prevendite online su www.audiovisiva.com e www.mailticket.it
Come arrivare:
Palazzo del Ghiaccio, via G.B. Piranesi 14. Passante ferroviario Porta Vittoria; bus 90 e 73; tram 12 e 27
technorati tags: audiovisiva, milano, festival
E’ passato qualche anno da quel Memories of the future che fu araldo dell’ascesa di Burial e più in generale del Dubstep, che da quel momento lasciò le cantine di Bristol e South London per imporsi come fenomeno globale. Quello che era un semplice blog presto divenne il faro oscuro del genere, scoprendo talenti e sfumature diverse. Oggi Kode9, comandante in capo dell’Hyperdub, torna ad incontrarsi con Spaceape per una nuova avventura su lunga distanza; certo la situazione è parecchio cambiata rispetto agli inizi, ormai da considerarsi old school, il Dubstep “classico” non esiste praticamente più e lo stesso Steve Goodman (Kode9) lo ha sempre considerato come una delle mille nicchie di quella grande galassia che è il post garage. E’ necessario trovare soluzioni inedite. Appare chiaro fin da subito quindi che, sebbene l’impostazione tecnica sia rimasta pressocchè la stessa dell’esordio, Black Sun segna un importante passo avanti.
Se il disco precedente era il futuristico racconto di scenari alla Blade Runner e musicalmente definiva lo schema del Dubstep, in questa nuova prova le atmosfere nebbiosamente paranoiche sono la base sulla quale la calda voce di Spaceape canta di una società al collasso la cui umanità viene prosciugata da un buco nero nel cielo.
Qui il beat è quello della neonata corrente future garage (ultima risposta nel dibattito sull’hardcore continuum) e, nonostante il senso di malessere interiore trasmesso da questa Londra dickensiana dove al posto dei fumi delle fabbriche vi sono acide melodie sintetiche, il disco mantiene un alto grado di attaccamento alla pista svelando bassi istinti funky senza disdegnare nemmeno il 4/4. Il rito di ipnosi collettiva portato avanti dal vocalist non lascia scampo, dimostrando che il suo ruolo non è un’aggiunta superflua (addirittura una distrazione fastidiosa per qualcuno), ma che anzi è parte integrante degli ingranaggi cibernetici del progetto. L’ultimo atto spetta alla collaborazione con Flying Lotus: una traccia priva di percussioni in cui emozioni e filtri alternano stati di angoscia ad un’euforica malinconia.
Un po’ come negli anni ’90 i ravers sono dipinti come sopravvissuti ad un’immane sciagura (e l’olocausto nucleare possiamo ora dire di averlo visto da vicino) che nel buio dei capannoni industriali attraverso il rituale del ballo propongono nuovi contatti sociali guidati da quello sciamano postmoderno che è il Dj. E che stavolta si chiama Kode9.
Federico Spadavecchia
Girando per il mondo ho incontrato diverse situazioni che mi hanno fatto pensare che tutto il lavoro che facciamo noi come italiani sia fondamentale per la crescita culturale ed artistica del resto delle nazioni. Siamo principalmente sempre noi i primi ad esportare qualcosa e “regalare! agli altri qualcosa che probabilmente senza di noi …non avrebbero mai provato…esempi ovvi… cucina, arte, design, moda…..e musica elettronica…sì perchè in questo momento credo che l’italia sia la nazione con piu artisti italiani nelle varie chart… A partire dai cosiddetti “guido’s” (italiani che sono cresciuti in America)
E quest’anno grazie all’esperienza motel sono venuto a coscienza che in realtà ci sappiamo fare anche per quanto riguarda l’aspetto organizzativo… basta veder i ragazzi che avremo di compagnia questa sera… Torinesi con la T maiuscola… facce pulite e fresche come un soldato al ritorno da una battaglia nella terra di hello kitty.
Sabato 9 aprile avrò il piacere di presentarvi Gandalf, Redrob & Tsura, resident Dj’s ed organizzatori dell’evento STEREO al Club Gamma di Torino un evento a cui piace molto di piu il pomodoro fresco piuttosto che la solita minestra riscaldata… Andando a vedere tra i loro eventi passati noto che hanno un punto debole per gli artisti e la scena americana e Gandalf riuscì addirittura ad organizzare un “Secret Mood” (secondo progetto personale) con il mitico MOODYMAN.
Mantenendo l’amato American Style… I ragazzi hanno deciso di fare un field trip (gita) tutt’insieme con la loro famiglia di torinesi d.o.c, Si dice che arriveranno in migliaia da tutto il Piemonte e noi ci faremo trovare pronti a suon di pesto e focaccia…
A supporto i magnifici WI FI SOUL armati di baffi, ciuffi, claps e tanto soul…
altro che girare il mondo io me ne sto proprio qui.
Charlie.
We make love dancing.
GANDALF (Stereo, Torino)
REDROB & TSURA (Stereo, Torino)
WI-FI SOUL (Locura records, Motel1989)
Motel 1989 c/o Le Club Vico A. di Bozzolo 1, Genova 16151 (sotto stazione Sampierdarena)
Da qualche anno nei club di tutto il mondo la scena elettronica si frammenta dando luce ad una nuova era che abbraccia dubstep, grime, hip hop, drum and bass e techno. L’imperativo è quello di un clubbing eclettico ed eterogeneo, cosmopolita nel senso di open minded, che unisca differenti target accomunandoli in un’unica esigenza: evoluzione intesa come ricerca musicale, divertimento finalmente slegato da preconcetti ed etichette. Insomma, portare il club europeo (soprattutto quello inglese) in Italia.
ASTERIX si fa portavoce, con lo spirito che è un po’ quello del pioniere, di questa nuova urgenza espressiva.
Osare per spargere le carte in tavola, credere e confidare in un’integrazione dell’Italia nell’Europa dei nuovi suoni, dei grandi locali che non si fanno promotori solo di serate “mainstream”.
LA NOTTE DI ASTERIX porta al Club Rocket di Milano sabato 9 aprile: LOOPS HAUNT
+ Pigro on sofa
LOOPS HAUNT (Black Acre)
Scott Gordon, aka Loops Haunt, inizia a fare musica nel 2004 spinto dalla crescente voglia di poter creare qualcosa di nuovo attraverso la sperimentazione e la manipolazione dell’hardware. Il risultato è geniale: una cerebrale miscela di hip-hop, dubstep ed elettronica distorta, beats tribali, bassi viscerali, attacchi di sintetizzatore e atmosfere futuriste.
Prediligendo l’elettronica, Loops è influenzato da quelli che sono i suoi artisti preferiti, Clark, Amon Tobi, Autechre ed è formalmente legato alla scena “Bass” UK.
Il debutto con Black Acre fa il botto: in sole due settimane la release viene letteralmente mangiata dal mercato, con grandi elogi della critica, da Mary Anne Hobbs con Bbc1 Experimental, a Boomkat.
Oggi Scott Gordon è membro della crew Lucky Me, ha partecipato a festival come Bloc, Bang Face, Glade, suonando al fianco di artisti del calibro di Aphex Twin, Venetian Snares, Luke Vibert e Flying Lotus.
Rocket
Pezzotti 52
Milano, Italy
SRSLY. è la nuova clubnight torinese interamente dedicata alle correnti musicali post-dubstep e Future Bass di matrice inglese che in pochi mesi è diventata il nuovo punto di riferimento per la scena underground cittadina.
L’Associazione Culturale Situazione Xplosiva incarna da oltre un decennio la contemporaneità musicale e culturale a Torino, in Piemonte e in Italia. Xplosiva è anche ideatrice e organizzatrice del Festival Internazionale di Musiche e Arti Elettroniche Club To Club, ormai riconosciuto come un punto di riferimento del panorama della musica elettronica d’avanguardia nel mondo.
Sabato 9 aprile 2011 Xplosiva e SRSLY. vi danno appuntamento al Diamond per il gradito ritorno in città dello stregone della musica dubstep, sciamano e custode della cosmologia elettronica: SHACKLETON!
Il misterioso produttore inglese noto come Shackleton è uno degli artefici della rivoluzione del suono dubstep e della sua apertura a contaminazioni innovative e sperimentali.
Il lavoro di Shackleton non si inserisce facilmente in alcuna categoria, come prova il suo suono, fatto di percussioni africaneggianti e sinuose, melodie ipnotiche, bassi profondi e una spiccata sensibilità dub, ai confini con la matrice Basic Channel. Non a caso la decina di EP finora pubblicati dalla sua Skull Disco (label culto per gli appassionati del genere), le due compilation “Soundboy Punishments” e “Soundboy’s Gravestone Gets Desecrated By Vandals”, e il recente “Three EPs” su Perlon, hanno ricevuto supporto e collaborazioni da parte di dj diversi come Kode 9, Radio Slave, Mary Anne Hobbs e Ricardo Villalobos.
Shackleton ha recentemente firmato il DJ Mix Fabric 55 per la celebre etichetta dell’omonimo club londinese e un 12” (remixato da King Midas Sound) sulla Honest Jon’s di Damon Albarn, già casa di musicisti del calibro di Tony Allen e del Moritz Von Oswald Trio.
Resident djs » VAGHE STELLE // GUIDO SAVINI // SERGIO RICCIARDONE
DIAMOND | Via Maria Vittoria 35 H | Torino
www.srsly.it – www.xplosiva.com
technorati tags: srsly, shackleton, xplosiva
Sabato 9 aprile arriva a Genova ElectroPark @ Lebowski: a partire dalle ore 21 aperitivo con buffet per una doppia esposizione fotografica dal titolo “Life is COLOR“, realizzata dalla image catcher Vagabonda. La fotografia sarà espressione di momenti still-life racchiusi all’interno di 2 spazi, 2 allestimenti, 2 stili e 2 colori differenti. l suoni di Aris Forvitinn, artista poliedrico berlinese, e dei The Additive, due giovani producer, renderanno l’atmosfera ancora più surreale.
Alle h 22 i MUSHI MUSHI, 2 giovanissimi dj, amanti della electro noise, daranno il via al dj set della serata.
Dalle h 23 toccherà ad Andrex KaustiK, a.k.a. Dj Andrex, far esplodere la sala con con la sua tech house sullo sfondo di ambientazioni video-visual live.
Dalle h 00 X.Bridge, producer del gruppo, e Methodic faranno saltare la dancefloor con luci e suoni tutti electrotech//
ElectroPark Lab: il progetto.
Una piattaforma artistica “work in progress”, frutto dell’entusiasmo del Forevergreen Group, organizzatore della festa Forevergreen 1st dello scorso ottobre.
13 i componenti del gruppo di lavoro, una propria struttura aperta ad altre collaborazioni artistiche, per uno scambio di idee e di prospettive: foto, video, allestimento di spazi, e come elemento aggregante la musica elettronica.
Un interessante mix per la produzione musicale e audiovideo.
Stay TUNED >>
Photographer: Vagabonda
Guest djs:
MUSHI MUSHI
Resident djs:
Andrex KaustiK
X.Bridge & Methodic
Video&Visual: RANDHOM
Inizio: h 21
Photo happening: h 21-22
Dj set: h 22-02
FREE ENTRY fino h 23
Info:
electroparklab@gmail.com / ElectroPark Lab (facebook) / Caffè Lebowski Genova (facebook)
Lebowski Café – Via Mascherona 18r – Genova
technorati tags: electropark, lebowski, genova
Al tramonto sono le sfumature a prendere il controllo, i colori si fanno tenui e l’aria appena frizzante. Il rito di transizione più antico si sta per compiere come ogni giorno dall’inizio del mondo.
Il sole coi suoi ultimi raggi allunga le ombre di tre uomini che da sempre han fatto delle zone di confine il proprio parco giochi: Vladislav Delay, Max Loderbauer e Moritz Von Oswald.
Lo scorso anno ci avevano già conquistato con l’eccellente Vertical Ascent, un trionfo di minimalismo e dub cosmico, ma ora sono qui per esplorare la dimensione orizzontale della faccenda.
Quattro structures di 15/20 minuti ciascuna in cui le frequenze si dilatano in un jazz psichedelico mostrando il volto spirituale e noir della Basic Channel.
Quante tonalità si frappongono tra il giorno e la notte?
Al crepuscolo l’anima abbandona il corpo e puntando verso il sole si dissolve in quei colori indefiniti e nella perfezione acustica.
Il viaggio incomincia col basso profondo e funk della prima struttura, un’inquadratura su un una città ormai deserta in cui qualcosa di tragico sta per accadere.
Come in tutte le produzioni di Moritz la tecnica è impeccabile, un mosaico di suoni finemente levigati al servizio della tensione emotiva.
Nello schema aristotelico di percussioni e riverberi sono le chitarre l’ultimo appiglio all’essere umano ed ai suoi sentimenti, anche quando la ritmica si fa meccanicamente mauriziana (structure 2) è il calore a prevalere, un leggero torpore dei sensi.
Smooth funky (con qualche richiamo alle colonne sonore anni ‘70) e dub ambient riflettono luci ed ombre. Nell’oscurità della structure 3, in cui il beat torna assoluto protagonista, quando il passo si fa più deciso scompare l’illusione di trovarsi davanti ad un disco lento.
Realtà, finzione, vita e morte sono solo parole e come tali possono essere manipolate.
La structure 4 chiude il cerchio, scena finale di un thriller vintage futurista: venti minuti di percussioni, suggestioni orientali ed echi infiniti per un buco nero della mente degno del miglior Lynch.
Federico Spadavecchia
technorati tags: moritz von oswald trio, dub, genio
Frequencies
Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?
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