Browsing all articles from giugno, 2011

E bravo il nostro caro Lorenzo che si è goduto il sole di Barcellona facendoci un pò rosicare con il suo ottimo reportage del Sonar; te la sei spassata eh?
Allora per farti riprendere subito i frenetici ritmi lavorativi abbiamo pensato di scegliere come disco Frequencies.it per questa puntata di Transition il remix di “Where you should be” di Skream feat. Sam Frank firmato Shy Fx.

Skream dopo il tour americano coi Magnetic Man (pochi giorni prima di essere di nuovo assieme al Sonar) torna al suo progetto solista, il nostro preferito, e rilascia i remix di uno dei singoli più forti presenti sul suo album Out of the box. Ben 6 le versioni che accompagnano l’originale e tra queste quella che ci ha colpito di più è quella di un veterano della scena dnb e jungle, Shy Fx, capace di buttare un ponte tra pop e rave hardcore.

- FOUR TET – ANGEL ECHOES (CARIBOU RMX) —
- MANDY & BOOKASHADE – OH SUPERMAN —
- MARTIAL CANTAREL – 3 DAYS —
- RICARDO VILLALOBOS + MAX LODERBAUER — REBLOP —
- TRENTEMOELLER – MOAN —
- ARANDEL – IN D # 1 —
- CLARA MOTO, MIMU – DEER & FOX —
- BURIAL, FOUR TET & THOME YORKE – EGO —
- APHEX TWIN – ZIGGOMATIC 17 (THANKS TO LINDA) —
- AFRICA HITECH – OUT OF THE STREETS —
- DISCO Frequencies.it SKREAM – WHERE YOU SHOULD BE (SHY FX MIX) —
- GILL SCOTT HERON + JAMIE XX – NY IS KILLING ME —
- HOLY OTHER – YR LOVE —
-TIGER & WOODS – DR BURNER —
- MATHIAS AGUAYO – I DON’T SMOKE (THANKS SILVIA) —
- RYAN DAVIS – ASTEROIDS (SISTEMA RMX) —
- HENRY SAIZ – THEY COME FROM THE LIGHT —
- LUCY – LAV —
- THE HUMAN LEAGUE – THE THINGS THAT DREAMS ARE MADE OF —

PODCAST

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Del sabato ho già detto sopra in riferimento al live di Apparat, di distinto spessore.

Bene anche Actress, subito dopo lo stesso Apparat, anche se al buio dello stanzone dove si trovava il suo set ho preferito il sole del Village e dopo poche decine di minuti mi sono appropriato della luce e delle note di Gilles Peterson, molto vario e spensierato nelle proposte, con ritmiche sudamericane e semiserie alternate a dischi più strutturati ma sempre da sorriso sulle labbra e drink in mano.

sonar

Segnalo poi la incazzatissima prova di Yelawolf, americano cosparso di tatuaggi nato dalla scena Hip Hop del sud degli USA, di cui girava la leggenda che fosse Eminem sotto mentite spoglie. La sua voce effettivamente poteva trarre in inganno e l’etichetta di appartenenza diceva Shady Records. Lì vicino a dove stavo io ci credevano tutti. Chiaramente non era lui. Ma la cosa poteva in quel momento essere credibile.
Come quella volta, se non ricordo male nel 2003, che Laurent Garnier si presentò sul cartello come DJ Jamon della Jabugo Records.

Una sorpresa al crepuscolo, quella degli svizzeri Filewhile, divertentissimi, che hanno chiuso il Sonar by Day, nella pista principalefrfrccc, appunto il Village.

Veniamo, per concludere, all’ultima tappa notturna. In partenza ho potuto ammirare, da profano del video editing, le performance di Chris Cunningham. Stesso sconcerto provocato da Aphex Twin, con cui ha lavorato a lungo. Una precisione di missaggio tra la parte musicale e quella video da rabbrividire. Unica controindicazione, tenere lontani i deboli di stomaco per la crudezza delle immagini.

In ordine sparso abbiamo ballato gli Underworld, apprezzato come al solito un composto Angel Molina fare alla grande il suo compito di degnissimo tappabuchi, con idee techno rarefatta ed originale sia per potenza sia per impatto sul pubblico.

sonarPutroppo senza il dono dell’ubiquità ho perso parecchia roba, oppure ascoltato poco di tanto. Tra questi sottolineo tra i più positivi Shackleton, una sicurezza. Tra i giovani il francese Arandel e l’italiano Lucy. Quest’ultimo rilevato con il recente album Wordplay for working bees si è assolutamente fatto apprezzare come produttore. Dal vivo merita una menzione particolare per la sua Techno dall’anima quadrata, geometrica ed inattesa per un così giovane produttore. Spranghe e Catene@Sonarcar with Lucy! (cit).

Successivamente un devastante Surgeon. Massiccio lui, massiccia la sua musica. Un vero duro.

Segnalo invece negativamente “l’attore” Paul Kalkbrenner, che si è pure presentato in ritardo rubando spazio a James Holden. Uno show che mi ricorda i fenomeni da baraccone stile peggiori Love Parade. Un chiaro indirizzo commerciale deludente, da uno che qualche bella cosa in passato l’aveva pure fatta. Un profondo esame di coscienza dovrebbe farlo riflettere. Sopravvalutato e autolesionista.

Fuori luogo la speaker della BBC Mary Anne Hobbs conduttrice di Experimental Show, programma che ha di fatto creato il Dubstep. A mio avviso senza grosse capacità di tenere una pista come quella del Sonar, per scarsità di intensità, indubbio però l’intento “mercantile” della cosa..

Solo alla fine ho apprezzato una differenza con gli altri anni: la parziale incongruenza di alcune proposte susseguenti nella stessa sala. In principio pensavo che potesse essere letta come un’errata strategia, invece ho visto tantissima gente muoversi tra un padiglione e l’altro cercando qualcosa di proprio gradimento, facilitando anche l’ascolto di artisti sconosciuti in cui ci si poteva imbattere.

Una volta per tutte su James Holden vale la pena spendere più di una parola. Mi aspettavo molto da lui, intanto perché il suo dj kicks su K7! dell’anno scorso me lo ricordo ancora come un gioiello, poi perché ha sempre dimostrato coraggio: anche questa volta non ha sbagliato nulla. Traiettorie eteree a lunghissima gittata. Spesso volutamente manchevoli di cassa e supporto di bassi. Citazioni di Closer Music, Caribou, Mit, Maserati, Martial Canterel …voglio dire, ma dove lo trovi uno così.

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Lunghi abbracci, emozioni e baci fra gli spettatori. Rari i finali più autorevoli.

Ed ora non posso far altro che ringraziare Linda e i tanti amici che sono stati con me, con cui abbiamo passato squisiti momenti e scusarmi con i lettori per la parentesi sentimentale. Ma è così ed è ora che la ROTA, ossia l’astinenza da festival, si manifesta.

Lorenzo Teneggi

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Sabato 2 luglio, alle ore 21.30, nella splendida cornice del Piazzale della Pilotta di Parma, andrà in scena un imperdibile evento all’insegna della più originale ricerca artistica; l’affascinante e mistica unione di classico e sperimentale, di tradizione musicale e avanguardia sonora: “Balanescu Quartet Plays Kraftwerk”, l’incontro di uno degli ensemble di musica contemporanea più noti al mondo con i pionieri dell’elettronica.

Il Balanescu Quartet si appropria della musica degli sperimentatori tedeschi e ne fa un album memorabile: “Possessed“. Correva l’anno 1992 e mai si sono sentiti arrangiamenti più azzeccati. Dall’electropop di Düsseldorf alla classica contemporanea di Bucarest: “The Robots“, “The Model” e “Autobahn” poche altre volte sono sembrate tanto drammatiche e piene di significato.

Il Balanescu Quartet è il quartetto d’archi fondato nel 1987 da Alexandre Bălănescu, internazionalmente riconosciuto come uno tra i più originali compositori e violinisti oggi in attività. Bălănescu, compositore e interprete visionario e geniale, ha portato la formula del quartetto d’archi (immutata da oltre 200 anni) oltre i confini musicali classici, verso la libera improvvisazione e la musica popolare. L’ensemble è oggi amato in tutto il mondo per il proprio stile originale a tinte differenti per sonorità e suoni dissonanti, accompagnati da improvvisi cambiamenti di ritmi.
Nella perenne ricerca di territori musicali inesplorati, con l’intento di avvicinare la musica classica contemporanea al mondo moderno e renderla così accessibile al grande pubblico, il Balanescu Quartet si è proposto, nel corso della propria carriera, con un’apertura e uno stile vicini alla sensibilità rock e con l’audace eclettismo di chi rivisita e riarrangia brani di tanti altri noti artisti, distanti dagli standard classici: dai Depeche Mode alla Yellow Magic Orchestra di Ryuichi Sakamoto e ai Kraftwerk appunto.
Hanno collaborato e suonato assieme ad autori e musicisti molto eterogenei tra i quali David Byrne, Philip Glass, Gavin Bryars, Michael Nyman, John Lurie, Spiritualized e To Rococo Rot.

Durante il live “Balanescu Quartet Plays Kraftwerk”, l’ensemble proporrà al pubblico le hits del gruppo tedesco, riarrangiate per quartetto d’archi, così come riletture dei brani di altri artisti, da Michael Nyman ai Depeche Mode. Non solo rivisitazione: durante i bis ci sarà anche spazio per alcuni classici del Balanescu Quartet tratti dagli album “Luminitza” e “Maria T”.

Il concerto è organizzato da Alessandro Albertini per LiveAlivE, con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma e della Fondazione Teatro Regio di Parma.

Biglietti: posti a sedere numerati – 1° / 2° / 3° settore: 22,00 / 18,00 / 15,00 € + diritti di prevendita
Prevendite: online su www.vivaticket.it – a Parma c/o Teatro Regio (Str. Garibaldi, 16/a – 0521.039399 – ticket@teatroregioparma.org) e Music Mille (V.le dei Mille, 88 – 0521.290555)
Info: la.eventi@gmail.com

Giunto il secondo giorno, pieno di aspettative e smanioso di godermi il festival.

Subito con Agoria decisamente spostato su un’house più deep rispetto ai suoi trascorsi electro.
Poi capitolo a parte per Four Tet. Nonostante tutto, la sua calcolata spocchia mi ha incantato. Definirei il suo approccio quattro quarti melanconico come un Uplifting Funk. Rare spinte sulla cassa ma un costante turbinio nostalgico, delicato e seducente. Se fosse durato più di cinquanta minuti avrei detto il miglior live del Sonar.

Molto bene Holy Other ascoltato poco ma abbastanza per capire che il ragazzo ha buone idee e vuole utilizzarle nel modo giusto.
Per la notte ci si sposta come al solito, non senza inconvenienti dovuti alla scarsa lucidità, alla Fira Gran Via, non propriamente vicina al centro, soprattutto dopo un giorno intero di cervezas.
In tempo però per un magnifico Trentemoeller, a suo agio davanti alla folla sconfinata che se lo sarebbe letteralmente divorato. Suoni a tratti addirittura new Wave con Kick di cassa solo sapientemente utilizzati per non farsi lusingare troppo da un impianto eccezionalmente potente. Ha impiegato tutte le strumentazioni presenti sul palco, basso, chitarra, drum machine etc.. Era talmente carico che se ci fosse stata una bicicletta avrebbe usato anche quella. Qui sotto io e lui dopo lo show.
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Dopo, una buona quarantina di minuti di Scuba. Set cupo e potente con una circolarità ipnotica, matematica, sorprendente e mai noiosa. Pollice in su senza alcun dubbio. Seriamente candidato a prendere il posto dei mostri sacri di techno e dintorni di qui a 10 anni.
Veniamo ora al carissimo Aphex Twin: io ammetto di averlo sentito poco dal vivo per fattori anagrafici (2 volte); sicuramente però mi ricorderò a lungo del modo inusuale e sconcertante (in positivo) di proporre la sua immaginazione distorta al pubblico.
Un’ora e mezza di vero e proprio terremoto passando da drum n’bass a techno, da gabber-hardcore ad ambient del genere più sporco più o meno mixati tra loro. Con un evidente intento: lavorare su quel principio che in marketing chiamano della scarsità, ovvero io sono io. E basta. Tutto ciò condito da visuals e laser stordenti e inquietanti.
Ogni tanto mi giravo indietro e vedevo la pista completamente ferma, nessuno ballava, tutti a bocca aperta. Sicuramente dopo 8 anni di assenza al Sonar una cosa di grande rilievo al di fuori del facile cassa quattro in pista. Apprezzabile a più livelli, per circa una novantina di minuti.
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Di tutt’altre radici, ma decisamente bene anche il simpaticissimo e geniale James Murphy, fu Lcd Soundsystem, a chiudere la nottata tra funk e percussioni NewYorkesi. Lo potete veder qui sotto con una delle sue usuali vestite stile pizza a domicilio.
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Solo musica di fischi e sirene invece per Tiga che non sono riuscito ad ascoltare per più di 10 minuti e sono corso via, nonostante il rispetto nei suoi confronti.

Lorenzo Teneggi

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g&bQuest’anno ne ho viste e sentite di ogni in giro per Barcellona. Da Eminem in incognito con un nuovo progetto post-esaurimento nervoso, a Richie Hawtin che metteva i dischi al mercato tra i pomodori e le arance.

A parte gli scherzi, non credo si possa essere scontenti di questa edizione del festival. Non solo perché ci si ritrovano tante facce simpatiche di amici e conoscenti che fa sempre piacere rivedere. Ma anche, per un ancora timido, ma presente, tentativo di cambio di rotta dell’organizzazione.
Lasciata fuori la stragrande maggioranza dei nomi più tedianti e caldi della scena clubbing stile balearico, abbiamo potuto prendere visione di una certa freschezza di proposte, varie, autentiche e non per forza ruffiane verso il vorace dancefloor di un così monumentale festival.

apparatInizierei con un’amichevole chiacchierata concessa dal sempre carino Sascha Ring (Apparat) in apertura di festival, con il quale abbiamo parlato sia della sua attuale e futura direzione artistica, sia di quella più generale di Berlino e più’ oltre quella internazionale.
E’ partito dalla novità di questo nuovo disco con la sua band, che sta uscendo per Mute Records, label cult, da poco tornata indipendente, nel quale si concede esiguamente alle sue tradizioni più Techno, incentrandolo sulla voce e su un percorso più shoegaze. Questo perché era un po’ stanco dei set per la pista da ballo, in cui (sue parole) “per il 90% non ne vale molto la pena, poiché la gente è più interessata ad uscire di testa o a trovare una tipa da portarsi a casa”.

Certamente una provocazione, che calza bene con il rinnovamento di cui ha bisogno l’ambiente. Parlare più di musica e meno di party, il che potrà sembrare snob, vecchio o triste, ma questa a suo dire é l’unica ricetta.
Ben vengano allora la presenza al sonar di Nicholas Jaar live con band al seguito, Four Tet e la chiusura nelle mani di James Holden che mi ha confermato essere il suo artista di riferimento.
Poi dopo qualche Mojitos, risate, oltre alla conferma (forse scontata) della sua love story con Ellen Allien una decina di anni fa. Poi il suo agente se l’è venuto a riprendere e ci siamo salutati.

Non a caso il Live di Apparat + Band è stato il più’ affollato del pomeriggio del sabato, consacrandolo come una delle figure più acute del presente elettronico. Mai fuori di giri, anche per quel che riguarda la sicurezza di mezzi e strumenti. Le canzoni nuove si presentano molto ambiziose e meno immediate rispetto al suo repertorio storico. Questo non necessariamente diverrà un limite per il suo prossimo sesto album.

Per quanto riguarda la prima giornata molto bene Nicholas Jaar, sempre per il discorso di unire strumentazione “analogica” al live, un po’ meno Brandt Brauer Frick Ensemble. Personalmente ho apprezzato l’ultima parte di giornata al Village offerta da Ninja Tune & Big Dada (etichetta di Roots Manuva) con ritmiche lente e sature di matrice nera.

Per finire, subito dopo la chiusura delle 22 mi sono fiondato al terrazzo dell’ultimo piano dell’Axel Hotel -Etero Friendly : ) -per la festa organizzata da Tailored Communication & Aupeo, in cui suonava tra gli altri Appleblim, che volevo quantomeno ascoltare per qualche minuto. Ma non c’è stato verso, sono arrivato che tutto il pubblico applaudiva. Appena finito! A quel punto avendo lasciato tutti i miei amici in altre location ed essendo lì da solo ho iniziato a fare ciò che tanti altri stavano facendo vicino a me: vita da bancone, un cosmopolitan dietro l’altro, osservando la capitale della Catalunya dall’alto.

Lorenzo Teneggi

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g&bGià per l’edizione del 2009 avevamo sottolineato come il successo del Green & Blue fosse intimamente legato alla sua location originale, la Waldschwimmbad di Obertshausen, a causa del suo valore sentimentale.
Il festival con cui Sven Vath celebra la chiusura della stagione estiva non ha niente a che vedere con Ibiza, Love Family Park, ed altre commercialate, ma si tratta del suo, e di Ricardo Villalobos, personale ringraziamento ai luoghi della sua infanzia a mò di picnic sui prati, pertanto negli ultimi due anni aveva subito una pesante diserzione da parte del pubblico indigeno vista la metamorfosi in un party di massa.
Oggi per fortuna si torna all’antico, appuntamento quindi al 4 settembre con:

Green Floor:
Sven Väth
Carl Craig
Christian Burkardt live
Karotte
Frank Lorber

Blue Floor:
Ricardo Villalobos
RPR Sound: Rhadoo, Petre Inspirescu, Raresh
Sascha Dive
Markus Fix
Chris Tietjen

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Durante la lunga intervista rilasciata a Fact Mag il superstar Dj Ricardo Villalobos nel rispondere alla domanda sul tour promozionale della sua ultima fatica discografica Re:Ecm ha detto che le tappe nei prossimi nove mesi saranno, oltre alla premiere berlinese a casa Berghain, Inghilterra, Svizzera e Italia.

Proprio nel nostro Paese, dove Ricardo è sempre accolto con moltissimo calore, ne verrà proposta una versione particolare con l’introduzione di uno speciale PA in a completely virginal surrounding del quale, per ora, nemmeno lo stesso Villa sa cosa aspettarsi.

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thora vukkThis is a lovely production. L’esatta definizione del disco ci viene data dall’autore stesso, proprio all’inizio sopra la dedica alla nonna, alla mamma e al papà, al fratello e alla cognata.
Un album caldo e familiare, la cui copertina è una foto del 1985 scattata dal padre Wolfgang quando ancora Jena era territorio DDR e le vacanze programmate dallo Stato.

Parlare di Robag Wruhme è sempre difficile perchè ogni volta che si incomincia ad analizzarne la straordinaria capacità produttiva (una carriera iniziata alla caduta del Muro di Berlino quando lui e il suo vecchio amico e compare Soren Monkey Maffia si vendettero tutti i loro averi pur di comprare i dischi occidentali) ci si perde nell’ammirarne la passione e il sentimento.

A Gabor, così si chiama in realtà, il successo non interessa per niente, e per fare il matto in consolle ha bisogno di parecchie bottiglie di Moskovskaja per superare la sua inguaribile timidezza. Riservatezza che all’apice della popolarità l’ha portato a rifugiarsi nella sua Jena rifiutando ogni ingaggio. Nel 2009 torna sulla scena ma alla fine di quell’anno interrompe lo storico sodalizio dei Wighnomy Brothers dopo ben 17 anni!!

Cambio di vita quindi, e pure nuova label su cui debutta con Thora Vukk, la cui pubblicazione viene annunciata come la nascita di una figlia. Una bellissima bimba perfettamente in salute. Quando si dice dare importanza alla Musica.
Armonie delicate, percussioni sghembe e una soffice cassa in quattro sono la base per malinconici pianoforti e cori di amici, parenti e bambini. La definizione di genere è minimal nel suo valore più alto: pochi suoni profondi e cristallini, ed il silenzio, lo spazio di riflessione lasciato tra una nota e l’altra, a esaltarne l’aspetto contemplativo e onirico. Da notare inoltre la collaborazione con Dj Koze e la presenza nel coro dei direttori della rivista Groove.

Un disco che non si rivolge soltanto alla pista ma anche a chi cerca la giusta colonna sonora per un sonnellino al sole con melodie affacciate sui ricordi.
Tschuss Gabor!

Federico Spadavecchia

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dancityIl Dancity Festival 2011 “Back to the Future” si terrà a Foligno (PG) l’1 e il 2 luglio al complesso dell’Auditorium di San Domenico, a Palazzo Candiotti e all’Auditorium di Santa Caterina.
Tradizione e innovazione rappresentano ancora una volta le parole chiave della sesta edizione del Festival, che unisce alcuni dei luoghi più suggestivi ed importanti della città ad una manifestazione di respiro internazionale, ricca come sempre di artisti di altissima qualità. Spazi outdoor e indoor per due giorni pieni di concerti, live & dj set, installazioni, mostre, workshop.

Molte le novità di quest’anno: la parte pomeridiana del Festival, che sarà concentrata nel nuovo Auditorium di Santa Caterina; un focus sul Giappone, un paese che, similmente al nostro, ha bisogno di un rapporto dinamico con la propria storia, per conciliare un passato importante e la voglia di futuro; infine la nuova location serale, la corte di Palazzo Candiotti, che si unirà, come di consueto, all’Auditorium S. Domenico. Come sempre tantissimi artisti internazionali:

DJ Krush (JP); John Talabot (ES); Move D + Juju & Jordash (DE, NL); Balanescu Quartet (RO, UK); Filastine (US); Elektro Guzzi (AU); Oorutaichi (JP); Tim Exile (UK); Steffi (DE); Stian Westerhus (NO); Zan Lyons vs Blade Runner (UK); Space Dimension Controller (IRL); Giuseppe Ielasi (IT); Arandel + Dancity Ensemble (FR, IT); Scuba (UK); Braun Tube Jazz Band (JP); Kink + Neville Watson (BG, UK); James Pants (US); Teamlab Net & Mjuc (JP); Dixon (DE); Felix Kubin (DE); Populous (IT); Luminodisco (IT); AD Bourke (IT); Apes on Tapes (IT); Furtherset (IT).

Dancity è il nostro mondo, il nostro modo di immaginare il futuro: transmediale, transculturale,transnazionale.

Dancity è il nostro modo di rispondere alla crisi: un piccolo atto politico contro la crisi
dell’immaginario, dell’economia, della cultura. Alla faccia della crisi, noi vogliamo divertirci e vogliamo farlo coi suoni, le visioni e le tecnologie del nostro tempo. E vogliamo farlo qui, a Foligno, dove si cena ancora in osteria, ci si vede in piazza, si dorme col silenzio e le sere d’estate sono calde e accoglienti.

Se dovremo estinguerci, lo faremo almeno con classe.

Vieni a Foligno, prima che sia troppo tardi.

Info:

www.dancityfestival.com – info@dancityfestival.com –

http://www.vimeo.com/24351583

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E’ sicuramente uno degli album più attesi dell’anno, la rivisitazione del catalogo della label tedesca ECM, famosa per le sperimentazioni jazz ed elettroniche, ad opera di Max Loderbauer (un terzo del Moritz Von Oswald Trio e molto altro) e colui che si divide perfettamente tra il serissimo ricercatore sonoro e l’idolo incontrastato degli sfattoni sul dancefloor, vale a dire Ricardo Villalobos.

Il disco, intitolato con logica teutonica Re:ECM, per filosofia può essere accostato al Recomposed di Moritz Von Oswald e Carl Craig, in quanto anche in questo caso si è trattato di metter mano sui nastri originali andando ben oltre il semplice remix, in particolare i due artisti si sono dedicati a riempire gli spazi lasciati vuoti tra una nota e l’altra giocando molto sulla dimensione spaziale della musica.

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kirk degiorgioGiovedì 23 Giugno 2011 Secret Mood presenta:

KIRK DEGIORGIO

Kirk Degiorgio, in arte As One, è considerato uno dei più importanti artisti della scena techno underground inglese. Il suo stile visionario, che fonde l’essenza dello stile Detroit con il suono tecnologico più freddo e cristallino, gli ha consentito di guadagnarsi un’ottima reputazione internazionale come produttore e dj. Grazie alla sua etichetta Applied Rhytmic Technologies (A.R.T.), Degiorgio ha contribuito in maniera enorme alla nascita e al mantenimento vitale della scena techno e sperimentale, anche grazie a release di artisti come Black Dog, Carl Craig, Aphex Twin e Stasis.

Degiorgio è una vera e propria leggenda, come dimostrano anche gli album “Reflections” e “Celestial Soul”, pubblicati con lo pseudonimo di As One negli anni ‘90, divenuti pietre miliari nella storia dell’elettronica europea. Con le sue produzioni, Kirk ha inciso dischi sulle più svariate etichette, tra cui “monumenti” come R&S, Rephlex, e Planet E. Precursore delle tecnologie digitali, è stato uno dei primi dj al mondo a fondere l’utilizzo dei vinili con elementi live attraverso il software Ableton, confermando ancora una volta la sua reputazione di precursore non solo nella composizione elettronica, ma anche nei mezzi utilizzati per creare set sempre all’avanguardia. Attivissimo anche come remixer (per artisti come TJ Kong, Clara Moto e Martin Buttrich), le sue produzioni vengono proposte ancora oggi nei set di grandissimi dj come Kenny Larkin, Laurent Garnier, Dj Hell e Richie Hawtin.

A portare a Torino il suo stile, che fonde sapientemente techno, jazz, soul e funk,sarà Secret Mood, one night che ha già avuto l’onore di ospitare dj e produttori leggendari come Theo Parrish, Moodymann, Larry Heard, Agoria e Timewriter.

Supported by: FNAC Torino – Stereo – Ageha – 24 Hours Party People

Club Gamma (Fluido) – Viale Cagni 7 – Torino

Inizio ore 22.30 – Ingresso: 7€ solo in lista
Info e liste: secretmood@gmail.com – 392-8039321 (inviare nomi e cognomi)

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dozzyDonato Dozzy (al secolo Donato Scaramuzzi) è uno dei produttori italiani di maggior rilievo internazionale.

Varie le releases sull’etichetta Wagon Repair di Mathew Jonson; svariate le pubblicazioni su compilation di enorme risonanza quali un Bugged Out mix del 2006 e della Sala RazzMatazz di BCN del 2007. Molteplici le collaborazioni, da Mike Parker a Giorgio Gigli, da Brando Lupi e Claudio Fabrianesi a Exercise One.
Fondatore della Label Dozzy Records e cooproduttore insieme a Nuel di uno dei dischi piu’ ricercati di tutto Discogs: Aquaplano.

Ecco per Frequencies un’intervista realizzata a Donato nel lontano 2007 al Brancaleone. Quella sera gestì la consolle prima di Jeff Mills, proprio per volere dell’artista americano che lo scelse come degno rappresentante della scena Techno made in Rome.

L’intervista andò in onda con TRANSITION sulle frequenze di radioantenna fm 101.3 Modena. Si riescono a cogliere le idee e la passione di un artista che ama il suo lavoro senza dover per forza fare marchette. Un produttore che si è costruito il proprio Sound infischiandosene delle mode del momento.

Lorenzo Teneggi

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stereoUn anno fa quattro amici si riunivano intorno a un tavolo. Obiettivo: ritagliarsi uno spazio all’interno della difficile e affollata scena del clubbing torinese. La formula doveva essere semplice: ospiti internazionali e nostrani di qualità, prezzi accessibili e “no frills”, niente fronzoli. Nasceva così Stereo, appuntamento bimensile del Gamma che nel giugno 2010 apriva le sue porte al suo primo guest: Sven Tasnadi. Da quel momento i quattro amici non si sono più fermati, con una lunga serie di eventi che hanno portato a Torino il gotha della club culture mondiale: Stefan Goldmann, Dandy Jack, Dj Deep, Lee Jones, Marcel Fengler, Mike Dehnert, Brendon Moeller, ND_ Baumecker, Will Saul, Fiedel, Evan Baggs, Ryan Elliott, Norman Nodge, François X & Marcelus, oltre ai nostrani Breezo, Wi-Fi Soul, Federico Gandin e Decoside.

L’11 giugno, dopo un anno, la crew di Stereo si appresta quindi a celebrare il suo primo anno di vita, ospitando nuovamente Marcel Fengler, uno dei nomi che più ha impressionato nel corso della stagione. Resident del Berghain e produttore per la Ostgut Ton, Marcel è oggi insieme a Dettmann e Klock una delle punte di diamante della techno “made in Berlin”. Insomma, una lunga notte per festeggiare insieme il successo di Stereo, magari indossando una delle magliette “limited” prodotte appositamente per l’occasione!

Resident Dj: GANDALF (Stereo – Secret Mood / Italy)

Inizio ore 23.00 – Ingresso: 5 euro prima dell’1.30 – 7 euro dopo l’1.30
Selezione alla porta: no guest list, no dress code, just be polite!

Club Gamma (Fluido River Side) – Viale Cagni 7 – Torino

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Club To Club Istanbul è ricco di anteprime speciali di alcuni tra più acclamati e visionari musicisti del mondo.

Club To ClubDopo il successo del gemellaggio con la metropoli turca in occasione dell’ultima edizione (novembre 2010), Club To Club – il festival internazionale di musiche, arti e culture elettroniche di Torino - ritorna a Istanbul con un’esclusiva edizione straordinaria, sotto l’egida di State Of Indepen/Dance.

Le tre serate si svolgeranno giovedì 9, venerdì 10 e sabato 11 giugno 2011 – in location prestigiose come Tamirane, Otto Santral, Energy Museum (in Santralistanbul), Minimuzikhol, e Sumahan Space (1902) – con la partecipazione di alcuni tra gli artisti più significativi sulla scena musicale contemporanea.

Gli artisti della line-up includono James Holden (UK), Kode9 (UK), Deniz Kurtel (TR), Luke Abbott (UK), Egyptrixx (CAN) e Demdike Stare (UK), oltre a numerosi dj e live set italiani e turchi. In allegato il programma aggiornato e completo.

Biglietti: 35 Turkish Lira (in prevendita) 45 Turkish Lira (alla porta).

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Domenica 12 giugno, dalle 16.30 alle 06.30, con la sontuosa festa d’inaugurazione We love… allo Space comincia ufficialmente la stagione estiva ibizenca.

space

Line Up:

Discoteca

20 YEARS OF PLANET E VINYL ONLY SHOW

Carl Craig, Derrick May, Paul Woolford, Jem Haynes & Ian C

Main Terrace

James Zabiela (terrace house set) Hot Chip Djs (Felix Martin and Al Doyle),

Jesse Rose, Heidi, Mat Playford.

Sunset Terrace

HOSTED BY MODA

Greg Wilson, Jaymo & Andy George, Tom Staar, Jason Bye

After Dark: Presented by Mr Doris feat: Mo Funk

(Balearic beats and pieces under the stars after midnight through till dawn).

Redbox

THE BURLINGTON PROJECT

Ryan O’Gorman, Scott Martin, Andy Carroll

El Salon

BLACK RABBIT with Guy Wiliams, Bones & more TBA

Premier Etage

Alfredo, Jamie \\\\\\\\\\\\\\\”Fatneck\\\\\\\\\\\\\\\” Low, Ian Blevins, Jon Howel

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Frequencies

Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?

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