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xhinLa Stroboscopic Artefacts, etichetta tedesca ma guidata dal nostro connazionale Lucy, è sicuramente da annoverare tra i cardini del riscoperto movimento techno che, dopo aver lasciato campo libero all’house negli ultimi quattro anni, sembra essersi svegliato dal suo torpore per tornare ad imporsi sul dancefloor.

Chiaramente stiamo parlando di techno di matrice mitteleuropea visto che la scuola detroitiana ha sempre fatto storia a sè, con la sua vena minimale ma funky, cupa e dirty ma al contempo di scintillante eleganza.
Un’altra premessa obbligatoria riguarda un termine dal quale ormai è impossibile, o quasi, prescindere: il sound design, una scienza legata a doppio filo al progresso della computer music.

Se fino ai primi duemila il sound design era materia di stretta competenza delle avanguardie, con l’esplosione della minimal assistiamo alla nascita di una sorta di corrente neo classica in cui la ricerca del beat perfetto ha la precedenza su qualunque altra cosa. Tuttavia la carica innovativa del genere è presto vittima della banalità di migliaia di mediocri producers attirati dall’idea di facili guadagni.

Manco a dirlo la capitale di questa ennesima techno rivoluzione è Berlino, dove le battute più dure non sono mai state messe in naftalina, e soprattutto dove si può contare sull’apporto di una leggenda quale Hardwax, che non solo ha rilanciato la dub tech, ma ha anche avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione del dubstep arrivando ancora una volta a rivaleggiare con Londra.

Protagonisti della situazione sono un mix di veterani e giovani promesse di varia nazionalità come ad esempio Adam X, Chris Liebing, Regis, Function, Ruskin, Surgeon, Marcel Fengler, Lucy, Perc, Norman Nodge, Emptyset, ed il nostro Xhin, che si sono imposti grazie a grooves granitici e atmosfere così oscure da rasentare l’industrial.

La critica più comune che viene mossa loro è quella del fare le stesse cose della Stigmata di dieci anni fà solamente più lente ma in realtà non è proprio così.

Pur ammettendo infatti una comunanza di mood (dovuta comunque al fatto di avere tra i suoi autori mostri sacri dell’era precedente), quest’ultima wave si distingue dalla schranz di scuola CLR per essenzialmente due caratteristiche: innanzitutto laddove Liebing ricercava una materia grezza e senza fronzoli da buttare sui piatti a velocità supersonica, quasi in stile punk, da manipolare usando tre piatti, la techno 2.0 è frutto di una maturazione stilistica molto attenta sia a celebrare le origini (eterna gloria alla Basic Channel) che a sperimentare flirt con l’IDM e l’avanguardia, avendo in testa artisti come Alva Noto e Pan Sonic, quindi si orienta sulla rotta Berlino-Detroit appropriandosi dei riferimenti all’esplorazione dell’universo e del duello uomo macchina elaborati dagli UR.

Il quartier generale della scena, come avvenne nei primi ‘90 (ricordate la mitica cellar room del vecchio Tresor?), è stato individuato in un locale berlinese, ma a differenza di allora le produzioni vengono studiate appositamente per dare il massimo tra i Funktion One del Berghain, in quanto grande tempio della perfezione acustica e di notti quasi infinite al riparo dalla luce del sole.

Prodotto e registrato interamente a Singapore, Sword è un album figlio della techno di oggi, aggressivo ma attento all’eleganza della forma dell’onda sonora, che si diverte nel far interagire ricerca e clubbing.

Le tracce ritmiche sono senza alcun dubbio il punto di forza di un disco che esalta le influenze ricevute da tutti i nomi sopra citati, sia nel sound che nell’affresco proposto di mondo soggiogato da una tecnologia matrigna.

Quella di Xhin è una visione onirico-cibernetica che si riflette in colpi di cassa brutali, linee di basso al laser, dolci polifonie angeliche (sulle parti ambient a nostro avviso c’è però ancora da lavorare), microrumori e un senso di vuoto che ti attanaglia lo stomaco.

Blade Runner è tornato in azione.

Federico Spadavecchia

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bitteMercoledì 30 novembre al Circolo Arci Bitte di Milano l’unica data italiana di:

Oneohtrix Point Never

Daniel Lopatin è il nome del giovane e prolifico produttore americano che ha dato vita al misterioso progetto Oneohtrix Point Never nel 2007.
Un culto cresciuto rapidamente tra la miriade di cassette, cdr e vinili in edizioni limitate subito sold out: dagli esperimenti ambient come Infinity Window, ai nuovi standard visivi come Memory Vague (progetto che ridefinisce il concetto di video musicale formato Youtube), al sogno midi pop del progetto Games (poi Ford&Lopatin per questioni di diritti), fino all’approdo sull’etichetta Mego, l’elite della sperimentazione elettronica europea, che lo porta a collaborare con Antony Hegarty (Antony and the Jonsons), Fennesz e Steven O’Malley (Sunn O))).

Lopatin si impone fin da subito come punto di riferimento per tutta la nascente scena post noise statunitense e mondiale, con un suono che già dalle prime release diventa “il” suono di un’intera generazione di musicisti e manipolatori di suoni, quel suono ipnagogico conseguenza dell’annullamento e sfasamento temporale dell’era 2.0.
La komische musik dei ’70 si veste di plastiche ’80 in uno scenario digitale ’90: distese di synth austere e meditative, sospensioni psichedeliche e sinistre, il senso di inadeguatezza dell’uomo rispetto alla macchina, il ricordo dei ricordi di vite vissute solo virtualmente, la colonna sonora di un’era spaesata e presente nella sua assenza. Il suono di Oneohtrix è un’ologramma, in cui l’analogico e il digitale, il passato e il presente si fondono assieme, creando un ibrido, un linguaggio futuro ancora tutto da esplorare.

Per la prima volta a Milano, in un’unica data italiana, Oneohtrix Point Never presenterà il suo nuovo lavoro “Replica”, accompagnato dai visual dell’artista americano Nate Boyce, un sofisticato apparato visivo creato a partire da vecchi filmati e pubblicità televisive, modificate e trasformate in un processo di abrasione ultracolorato e abbagliante.

Flavio Scutti

Flavio Scutti coltiva da anni una ricerca viva sul suono e nel suono, attraverso progetti diversi e con risultati sempre eccellenti: nell’iper pop de le Rose, la micromusic, il maelstrom di generi dei Nastro, il rock sperimentale e avant dei Pink, Red, Black Sweater, la ricerca compositiva (“IV Lettera”, 1999), armonica (“Ansia” e “struggènte”, 2002) e tonale (“Assenze”, 2001).
Dal vivo presenterà il suo ultimo lavoro, Private Sea, un vero e proprio mare di suono attraversato da bordoni di rumore bianco e melodie imponenti, con un’inedita versione live supportata da video generativi.

TheAwayTeam

TheAwayTeam è uno degli innumerevoli alias scelti da Egisto Sopor, misterioso artista artefice tra le altre cose della videolabel AAVV e del progetto Cadeo, vera e propria risposta italiana all’hypnagogic pop e alle sperimentazioni di Lopatin come Memory Vague, nonchè autore di video per artisti come Com Truise, Sleep Over, Stellar Om Source e Cvlts.

Durante la serata verrà proiettata una selezione di video e il lavoro “Relax&Sleep”, una sorta di immaginifico video-tutorial di ipnosi suddiviso in cinque capitoli.

Dalle ore 22

ingresso 10 Euro (+tessera Arci)

Arci BITTE – via Watt 37 – Milano

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Sabato 26 novembre 2011 presso il club Teca, Verona, festeggeremo insime 4 anni di Just Married con un ospite d’eccezione. Direttamente dai i migliori clubs mondiali, uno dei più importanti Dj’s progressive house:

JAMES ZABIELA

James Zabiela, il giovane e talentuoso dj Uk, inizia prestissimo. Nel 2000 vince il concorso Bedroom Bedlam dell’autorevole Muzik Magazine, che l’anno seguente gli consegna anche il Muzik Awards, sempre per Best Bedroom Bedlam DJ. Poche settimane dopo, James entra nella scuderia Excession ed inizia un lungo tour che lo porterà nei principali club dell’Europa Orientale, d’Australia, del Sud America e degli Usa (“il pubblico più caldo che abbia incontrato”, spiega il dj).
justmarriedTra una data e l’altra, trova anche il tempo per qualche remix in studio di registrazione: Royksopp, Virgin Souls, Dave Breannan… sono artisti che passano dal suo cesello.
Dal vivo il suo stile è trippy, bleepy, deeply e… groovy. Con linee di basso sempre bene in vista, ovviamente. Un sound “sporco” ed eclettico che diventa la sua firma musicale, insieme agli scratches, ai loops, e ai repentini cambi d’atmosfera che segnano i live-set. I suoi idoli musicali sono quelli dell’infanzia, primi tra tutti i Depeche Mode, perché – come dice anche l’amico e collega Mathew Bushwacka – la vera elettronica, quella buona, muove i piedi ma anche il cuore.

MATADORES Live

Un duo eclettico, capace di scorrere tra miriadi di suoni, miscelandoli con precisione. Una dele realtà più giovani e divertenti del panorama Veronese.

ALEX MASTINI

ALDOS S

Arts by ROCKEN:

◆ ilsenorLopez
◆ Emanuela Scanzani
◆ Simone Ferrarini

Teca, via Basso Acquar, 28/a – Verona
15 Euro con drink
servizio navetta gratuito

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secret moodSecret Mood e We Play The Music We Love inaugurano una nuova collaborazione per un grande evento diverso dalle solite serate “clubbing” che affollano il panorama torinese. Domenica 27 Novembre, dalle 14.00 fino a mezzanotte, verrà infatti organizzato un “tea party” in una location segreta (che verrà annunciata il giorno prima, ma sarà comunque in centro a Torino) con uno special guest d’eccezione: Dixon è infatti al momento uno dei migliori dj del mondo (al n°7 dell’annuale Top 100 compilata da Resident Advisor, il più noto sito web di “cultura elettronica” a livello globale) e negli ultimi anni è diventato un sinonimo di qualità grazie ai suoi incredibili set in cui fonde l’eccellenza del suo gusto musicale, a base di house, deep e tech house, a una tecnica sopraffina. Non è un caso che gli eventi in cui si esibisce facciano segnare sempre il sold out e che la sua agenda sia sempre piena.

Steffen “Dixon” Berkhahn avrebbe voluto fare il calciatore, ma alcuni brutti infortuni ne hanno condizionato la possibile carriera. E questo forse è stato un bene, perché nei primi anni ‘90 entra per la prima volta nel circuito dei club di Berlino, in quel periodo dominati dal movimento Techno. In verità Dixon si avvicina alla musica elettronica attraverso la breakbeat, per poi scoprire la musica House, per cui prova un immediato amore. L’immediata qualità dei suoi dj set lo porta ad esibirsi nei migliori club della città, anche se la svolta arriva nel 2005, quando inaugura la serata “Inner City” al Weekend club. Qui Dixon riesce a fare quello che gli riesce meglio, ovvero stare alla consolle per ore e ore ipnotizzando il pubblico con la sua musica. Sebbene sia un eccellente produttore, con numerose release su etichette leggendarie come Sonar Kollektiv (di cui è socio) e Innervisions (di cui è fondatore), la vera abilità di Dixon è infatti una incredibile capacità di coinvolgimento e versatilità nella costruzione dei suoi set.

L’ingresso al party è garantito solo ai possessori del braccialetto. Per avere informazioni su come ottenerlo potete scrivere a secretmood@gmail.com, info@weplaythemusicwelove.com o chiamare il 392-8039321 o 339-5454752. Affrettatevi perché sono limitati nel numero!

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Che cosa vuol dire esattamente essere Undrground? Dovessimo dar retta alle tonnellate di comunicati stampa che invadono siti e riviste, si direbbe che per esser considerati tali bastan giusto un nome esotico aus Berlin sul flyer e qualche riferimento musicale piazzato per lo più a casaccio, salvo poi, una volta arrivati a destinazione, trovarsi ad avere a che fare con la classicissima trafila ital discotecara fatta di liste Ciccio+10, camicie dai colletti così inamidati da far invidia ai reali prussiani, tavoli vips da 500 Euro (con il Tavernello spacciato per Moet), l’infinito vai e vieni dal cesso (che il Gutalax sia diventata la nuova droga preferita dai giovani?), l’impianto della Chicco e per finire un Dj che mixa in fila La Mezcla, Trompeta e Sky and Sand.

Poi ci sono ragazzi come Vladi e Gero, noti nell’ambiente come The Electricalz, che sbam!! in due righe ti annunciano che vogliono fare un grande regalo alla loro città, Milano, portando il più grande artista elettronico in circolazione: Laurent Garnier!!

Le loro serate Classic presso il Tunnel Club sono la miglior situazione house del capoluogo lombardo, ma questa volta si vogliono fare le cose in grande e per questo motivo l’evento viene organizzato in un luogo molto speciale: il centro sociale Leoncavallo.

classicUna scelta che si rivela vincente non soltanto a livello logistico (il Leo può ospitare comodamente migliaia di persone) ma anche simbolico: per una volta ad essere sotto i riflettori sono la passione per la musica ed il piacere di condividerla con gli altri, perchè quando scegli come location uno degli spazi occupati più famosi del Paese, e fissi il prezzo di un party del genere ad 8 Euro, si lancia un messaggio chiaro: la cultura è un diritto a cui tutti devono avere la possibilità di accedere!!!

Alla chiamata rispondono in massa addetti ai lavori, appassionati e semplici festaioli, ma soprattutto i tanti amici conosciuti in dieci anni di clubbing con i quali è più facile incontrarsi per le vie di una qualsiasi Capitale europea che non in Italia, ma stasera non c’è Berghain che tenga!

I cancelli aprono già alle otto per il concerto di due band death metal americane in una delle sale esterne del Leo. Le atmosfere cupe e sature di feedback non sono esattamente il preserata ideale, non tanto per i suoni, decisamente curati e coinvolgenti, quanto piuttosto per quella voglia di suicidarti nel modo più truculento possibile (magari lasciando un bel senso di colpa ai tuoi cari) che ti trasmettono.

A sdrammatizzare ci pensano i padroni di casa, gli Electricalz, in back to back con i Barking Dogs (ancora non mi spiego come mai la loro Fare una Donna non sia diventata una mega hit nu disco…), che a colpi di cassa, anche se l’impianto era già tarato per il live successivo, iniziano a far rombare i motori di quello che sarà un vero gran premio del ritmo!

L.B.S., Live Booth Session ma anche Laurent Benjamin Scan X, ovvero la formazione techno più interessante degli ultimi tempi.

Quest’anno li avevamo già incontrati in occasione del Bloc Weekend e dell’ADE, ma il loro show è un qualcosa di così eccezionale che anche solo l’idea di poter essere da un’altra parte se non a gridare sotto il palco non ci sfiora nemmeno da lontano.

A metà strada tra un’esibizione dal vivo e un dj set ma anche qualcosa di più, Laurent Garnier per l’ennesima volta dimostra al mondo di essere il migliore.

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Il genio d’Oltralpe è in grado d’imbastire con apparente facilità un set degno della migliore scuola detroitiana o dirigere un musicista di calibro come Benjamin Rippert alle tastiere, suggerendogli suoni e accordi (fantastico il fraseggio su Crispy Bacon riarrangiata con French Kiss), ed uno scienziato del groove quale è Scan X a cui, come ad un pugile, viene detto sistematicamente dove assestare i colpi!

Nel frattempo in sala è il degenero, merito anche di un ottimo sound system, con migliaia di ragazzi e ragazze presi benissimo. Garnier, grazie alla sua enorme esperienza, sa parlare con ciascuno dei presenti e ad ognuno di essi stimola i punti più sensibili. Ad un certo punto mi trovo fermo, perso/immerso in una medina sonora, nemmeno il fomentatissimo tamarro al mio fianco riesce a squotermi pensando che non mi stia divertendo abbastanza, ma io sto viaggiando lucido e la mia mente di fermarsi non ne vuole nemmeno sentire parlare.

Ad un tratto però, scatta qualcosa e mi ritrovo a saltare abbracciato agli amici cantando a squarciagola.

Carica a 300 e libera una dietro l’altra Gnanmankoudji e The Man with the Red Face, avrai un popolo resuscitato, unito e pronto per l’immediata rivoluzione!!!

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Durante la performance è successo di tutto: furiose scariche di 909, guerre dei mondi a colpi di cannoni al plasma e viaggi nell’ignoto iper spazio, eppure il tutto è stato sviluppato come un unico groove senza soluzione di continuità.

Dopo ben quattro ore di overdose adrenalinica si torna coi piedi per terra e si applaude di cuore, tributando il giusto ringraziamento agli artisti e alla crew che ha reso possibile quello che sicuramente sarà ricordato come l’evento dell’anno.

La Milano da bere, dei nani e delle ballerine è lontana anni luce.

Never for money, always for love.

Federico Spadavecchia

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lbsVenerdì 18 novembre, per la prima volta a Milano, Laurent Garnier, il messia del French Touch e figura cardine nell’evoluzione della house-music dell’ultimo ventennio, presenta il suo nuovo progetto L.B.S.(Live Booth Session).

Quattro ore di musica elettronica che faranno vibrare il Leoncavallo: L.B.S. è un live set prodotto da Garnier con Scan X (machines) e Benjamin Rippert (keyboards), un set-maratona sorprendente già presentato in tutta Europa.

Laurent Garnier inizia la sua carriera nei primi anni 80, si trasferisce a Londra e poi a Manchester dove diventa dj resident dell’Hacienda, storico club della MADchester della fine degli anni 80, ma è con il boom dell’elettronica nei primi anni Novanta che Garnier sale in cattedra: diventa dj resident al Wake up club a Parigi, entra nel roster della Fnac e apre la sua label F-Communication da cui sono stati lanciati i più grossi artisti di quell’onda chiamata French touch come Cassius, Daft Punk e St. Germain.

Per cominciare The Electricalz vs The Barking Dogs

Finalmente gli Electricalz e il Leoncavallo sono riusciti a regalare alla città:

The Electricalz e Leoncavallo S.p.a. presentano:
Laurent Garnier presents: LBS feat. Scan X and Benjamin Rippert.

Ingresso: 8€
apertura cancelli 20.00
Chiusura 04.30

Leoncavallo S.p.a.
Via Watteau 7
Milano

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Nella scena techno ed house ci si è sempre riferiti al Club come un tempio e alla danza come ad un rito quasi purificatore.

Al contratrio gli ambienti ecclesiastici non hanno mai nascosto la loro avversione alle discoteche e ai loro frequentatori, temendone forse la concorrenza nel catturare le anime di questa gioventù molto più propensa a ricercare conforto nella musica che non nella preghiera.

Così dopo le crociate di Cardinal Tonini negli anni ‘90 (”le discoteche sono il più grande cancro della società” andava dicendo Sua Eminenza) ecco che, come avvenne col rock’n'roll (la prima colonna sonora del diavolo), si ricorre al detto “se non puoi batterli unisciti a loro”.

In Svezia, infatti, per contrastare il distacco dei ragazzi dalla religione il reverendo Olle Idestrom ha deciso di organizzare un evento dance mensile presso la chiesa All Saints di Stoccolma.

Per commentare la vicenda riprendiamo un pensiero del Ralf nazionale che sempre a proposito della polemica chiesa/discoteca così scrisse su Discoid (maggio 1998): “…Poi ad un certo punto, cominciarono ad apparire le chitarre e le batterie dentro alle chiese, poi dovemmo assistere addirittura alle messe rock!!! Erano brutte, patetiche e toglievano valore e magia sia alle messe che al rock! Mi raccomando: se vi invitano ad una messa house, mandateli a fare in culo! Amen!
Svezia

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gandinDirettamente dal Teatro Colosseo di Torino ecco la registrazione dello spettacolo di venerdì 5 novembre 2011, organizzata dall’Associazione Culturale Musica 90, avente come protagonisti i produttori e musicisti Federico Gandin ed Ivan Bert.

NOISE COLOSSAL è la colonna sonora di un film ancora da girare. Ivan Bert e Federico Gandin si sono già cimentati nella sonorizzazione live di film mescolando suoni elettronici ed acustici e nell’interazione live con video performance ma per quest’occasione hanno deciso di sperimentare il processo inverso: trasformare gli spazi in Altri luoghi non visibili ma solo udibili usando suoni concreti, ambientali, antropici, puro noise digitale ed effetti applicati alla tromba per sonorizzare le stanze di uno Spazio inesistente. NOISE COLOSSAL è un live realizzato con vinili, microfoni, elettronica live, tromba ed effetti digitali.

Federico Gandin and Ivan Bert NOISE COLOSSAL@Teatro Colosseo 05/11/2011 by federico gandin

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klabDopo il Forevergreen Festival, ElectroPark Lab si prepara ad una trasformazione e intanto presenta il suo nuovo progetto artistico-musicale kLAB: aggregazione-artisti-djs-video experiences-aperitivi-club music.

Una serata al mese, da novembre a gennaio al Caffè Lebowski.
Sabato 12 novembre dalle ore 19 Aperitivo a buffet e allestimento di alcuni lavori artistici. Dalle 21 alle 3 selezione musicale e tre diversi DJ-SET accompagnati dalle sonorità tipiche della “club culture” europea.
In più all’esterno, dei giocolieri faranno girare le loro bolas infuocate..

In poche parole: bevi, mangi, ascolti, guardi, balli, stai bene.. ;)

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Programma
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● ART ROOM ①

Fotografie di Vagabonda
http://electroparklab.tumblr.com/

● ART ROOM ②

Disegni di Alessandro Ripane

● MAIN ROOM

h 19.00_21.00 Dj Synth (Frequencies.it)
h 21.00_23.00 ▷ Chill-Techno selection
h 23.00_00.30 ▷ X.Bridge (ElectroPark Lab)
h 00.30_01.30 ▷ Methodic
h 01.30_03.00 ▷ Andrex Kaustik (ElectroPark Lab)

Visual: Giovanni Spina [milan]

✚ OUTDOOR
intervalli di giocoleria col fuoco w/Allucyna Fire [milan]

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Venerdì 11 novembre si esibiranno per la prima volta a Torino i Devilman.

La band giapponese, già vista al fianco di Swans, King Midas Sound, Godflesh e Ruins, porterà sul palco del Tohorror uno show a base di basso, macchine e voce dall’impatto devastante, in poche parole la colonna sonora dell’apocalisse.

A rendere ancora più straordinaria la loro performance ci penseranno i milanesi Myoclonic con i loro scary visuals horror-splatter-gore.

FREE ENTRY
Devilman: http://www.myspace.com/devilmanattack
Myoclonic: http://vimeo.com/user5351512

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stereoSabato 12 Novembre inaugura la stagione 2011-2012 di Stereo, serata che al suo debutto, in poco più di un anno, è riuscita a emergere come una delle migliori “techno night” nel panorama italiano, portando a Torino l’eccellenza della scena elettronica europea e non solo (da Marcel Fengler a Brendon Moeller, da Norman Nodge a Dj Deep, da Ryan Elliott a Mike Denhert e molti altri) e riscuotendo successo grazie a una formula basata essenzialmente sulla qualità della musica e dell’ambiente, con prezzi accessibili e un pubblico trasversale di appassionati.

Anche per questa nuova stagione Stereo riconferma la propria residenza bimensile al Club Gamma, che come ogni nuovo anno presenta alcune interessanti novità come il nuovo pannello luci a led completamente programmabile alle spalle della consolle. Per il suo party inaugurale Stereo è lieta di ospitare uno dei nomi più interessanti della nuova scena techno europea: Niels Luinenburg, in arte DELTA FUNKTIONEN, produce musica dal 2008: grazie a un mix di influenze che vanno dalla Detroit techno alla dub techno di Berlino con echi di Chicago house, viene ospitato regolarmente in club come Berghain, Fabric e Bunker. Le sue produzioni vengono distribuite da importanti label come Ann Aimee, Field Records e soprattutto Delsin, etichetta di culto nel circuito underground europeo, per cui ha da poco mixato la compilation “Inertia”, che raccoglie il meglio della produzione techno mondiale degli ultimi mesi.

Sono inoltre già stati annunciati alcuni dei nomi che andranno a comporre il calendario di Stereo: il 3 dicembre con Chloé (B-Pitch Control – Kill The Dj / Parigi), il 17 dicembre con Peter Van Hosen (Time to Express / Berlino) per poi passare al 2012 con Regis (Sandwell District / Londra) il 21 gennaio e Roman Lindau (Fachwerk / Berlino) il 4 febbraio.

Inizio ore 23.00 – Ingresso: 6€ prima dell’1.30 – 8€ dopo l’1.30
Selezione alla porta
Info: stereotorino@gmail.com – 392-8039321

Club Gamma (Fluido River Side) – Viale Cagni 7 – Torino

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gandinWeekend ricco di eventi quello torinese con Club To Club e Paratissima.

In collaborazione con quest’ultima l’Associazione Culturale Musica 90 presenta, sabato 5 novembre alle ore 21.30, al teatro Colosseo: <strong>NOISE COLOSSAL Rumori di fondo da uno Spazio inesistente.

NOISE COLOSSAL è la colonna sonora di un film ancora da girare. I due musicisti e produttori Ivan Bert e Federico Gandin si sono già cimentati nella sonorizzazione live di film mescolando suoni elettronici ed acustici e nell’interazione live con video performance ma per quest’occasione hanno deciso di sperimentare il processo inverso: trasformare gli spazi in Altri luoghi non visibili ma solo udibili usando suoni concreti, ambientali, antropici, puro noise digitale ed effetti applicati alla tromba per sonorizzare le stanze di uno Spazio inesistente. NOISE COLOSSAL è un live realizzato con vinili, microfoni, elettronica live, tromba ed effetti digitali.

Teatro Colosseo Via Madama Cristina, 71

Free Entrance

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beatSabato 5 novembre 2011 Playhouse, Eventeria, LED, Valentine e Decibel eventi presentano Apparat band, il nuovissimo esperimento live di Sascha Ring, in arte Apparat.

A breve distanza dall’uscita del suo ultimo lavoro “The Devil’s Walk“ uno dei dischi più apprezzati dell’anno, Apparat porta in tour il nuovo progetto live. Il disco annuncia la svolta artistica del producer tedesco, il quale ha abbandonato, forse definitivamente, sinth, computer e consolle a favore della chitarra e voce. L’artista tedesco ha di fatti dato vita ad una vera e propria band insieme a Patrick “Nackt” Chri stensen dei Warren Suicide, che suoneranno al Link priima della performnce di Apparat, e Joshua Eustis dei Telefon Tel Aviv, ritagliando per sé un nuovo ruolo di compositore/chitarrista/programmatore. La trasposizione live del disco è un incontro tra piano, violini e percussioni vibranti che disegnano atmosfere chillwave e strutture alla Sigur Rós.
Nel suo concerto live, la Apparat Band introdurrà il materiale dal nuovo album in quello che sarà un evento molto speciale per il Link con un artista che ha contribuito a lanciare sin dai primi passi della sua carriera. Apparat si esibirà con Warren Suicide, una sorta di collettivo audio visuale berlinese i cui concerti mescolano una raffinata capacità di improvvisare a sonorità ricercate.

Apparat:

Se si parla di Sacha Ring si deve fare i conti con un’ icona mondiale della musica elettronica. Nato artisticamente nella Berlino di fine ‘90, ben presto diventa il nome sulla bocca di tutti per lo stile ambient e ricercato con il quale infetta i dogmi di una techno puramente minimale. Nel 2004 partecipa ad una delle sessions di John Peel e le sue rielaborazioni finiscono di diritto sull’ Ep “Silizium”. La svolta arriva nel 2006. Dopo aver suonato con diverse personalità tra cui T. Raumschmiere (con cui diventerà co-possessore dell’etichetta Shitkatapult Records) collabora con Ellen Allien nell’album “Orchesta of Bubbles”, il disco entra nella storia del genere elettronico. Tutta le raffinatezze di un artista poliedrico e amante del suono che furono offerte alle ritmiche ipnotiche di Ellen verranno esumate definitivamente in “Walls”, il suo primo disco nonché maggior (capo)lavoro pop-rock-electro, realizzato e suonato in tutto il mondo con una live band composta da Raz Ohara al piano e Jörg Waehner alla batteria. Nel 2009 assieme agli amici Modeselektor riprende il progetto Moderat, nato a Berlino nel 2002 con il primo EP “Auf Kosten der Gesundheit”, ma mai portato avanti fino a quell’anno. L’album omonimo esce su Bpitch e sintetizza il genio compositivo e le sonorità auliche di Sascha e la vulcanica energia electro dei Modeselektor,una bomba. Subito dopo questa esperienza esce il suo “DJ Kicks” su !K7, un successo fulminante, l’entusiasmo di critica e pubblico sembra lo stesso che, nel 2011, accompagna l’uscita di “The Devil’s walk”, l’ultimo album di Apparat, ritornato sulla scena alla grande con un progetto live intimista e maestoso allo stesso tempo.

Info:
info@link.bo.it
www.link.bo.it

Ingresso riservato ai soci Link Associated costo tessera 5 euro.

Prevendite online:
http://www.clubtickets.com/

Link, via Fantoni 21 Bologna

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beatMark McGuire – Get Lost (Editions Mego)

Una sigaretta accesa al tramonto, pronti per la lunga notte che ci attende. Una sigaretta accesa all’alba, l’aereo per tornare a casa ci aspetta già sulla pista.
Prima di addormentarci sui sedili rivediamo dietro gli immancabili occhiali da sole le storie appena vissute. Sotto le strobo il tempo è una dimensione molto relativa: la coda al guardaroba, un drink per carburare e muovere i primi passi per prendere confidenza con la pista, gli occhi chiusi le mani al cielo, l’ultimo! L’ultimo! e di nuovo l’aria fredda del mattino sulla faccia.
Ecco se fino a poco tempo fa l’unica colonna sonora ammessa per quest’immediata fase di post clubbing era il rombo dell’Easyjet di turno ora abbiamo trovato il disco perfetto.
Mark McGuire, già a capo degli Emeralds la band simbolo della nuova stagione synth wave, si presenta in solitaria con un ep di 6 tracce zuccherine tutto riff di chitarre ed elettronica ambientale all’insegna della malinconia.
Allacciate le cinture di sicurezza e riposizionate lo schinale in posizione verticale, sta per iniziare la manovra di atterraggio.

Velveljin – Nostalghia (Noble)

I Velveljin sono un gruppo giapponese nato nel 2009 trasferitosi a Parigi nel 2010 per seguire uno dei suoi componenti.
Questo è il loro secondo album e trae ispirazione dal film del regista/musicista russo Tarkovsky intitolato per l’appunto Nostalghia.
Tuttavia più che ad una soundtrack il disco rimanda ad una deep house eterea, immaginate un James Holden meno psichedelico ma più nostalgico e delicato, fermo restando che i riferimenti diretti sono i connazionali Serph e Kaito.
Ottimo per un ascolto contemplativo in poltrona ma sarebbe interessante proporne alcuni brani sul dancefloor.

Furtherset – Old Quantum Theory Ep (Technowagon)

Restando in tema di atmosfere suggestive segnaliamo questa produzione interamente italiana o meglio umbra!
Esce infatti sulla label perugina Technowagon il nuovo ep del giovanissimo talento Tommaso Pandolfi, altrimenti detto Furtherset, che ci aveva ben impressionato al Dancity Festival e che sarà tra i protagonisti del prossimo Club To Club.
L’ep è composto da 5 tracce, con uno special remix firmato Vaghe Stelle, tese a ricostruire un sogno appena fatto alla mattina poco prima di svegliarsi.
Potremmo stare qui ore a filosofeggiare sui rimandi ai grandi maestri dub ed idm (tra gli altri la Warp e Monolake) presenti nella sua opera così come a stupirci per la maturità dimostrata, ma cazzo volete mettere quanto sia fottutamente divertente a 16 anni passare i pomeriggi a smanettare sui synth anzichè a fare i compiti?

Gendroid – Back to the Past Ep (Sauroid)

Sembra ieri quando giravamo per le spiaggie della riviera romagnola con il mega stereo a cassette come fossimo nel Bronx col ghettoblaster ed una sveglia al collo.
Sono passati quasi 30 anni eppure c’è ancora qualcuno che continua a credere nell’electro da breakdance e nelle possibilità offerte da un passato magari tecnologicamente più arretrato ma certamente più creativo.
Gendroid è un artista ucraino ed è l’ultimo prodotto di casa Sauroid, label al cui comando non troviamo nè IF, nè Dmx Krew o Serge della Clone ma il pugliese Giosuè Impellizzeri!!
Ha base proprio in Italia questo collettivo di esploratori sonoro/temporali, ma attenzione a non farvi ingannare dal logo del dinosauro perchè il loro non è retrò fine a sè stesso: ben lungi dal rifiutare le innovazioni offerte dal progresso digitale questi ragazzi puntano ai vaporosi anni ‘80 come ad un trampolino per scagliarsi verso obiettivi sempre nuovi. Ad ogni uscita la prospettiva non è mai la stessa.
Largo allora a vocoder, riff sintetici super catchy e a ritmiche dal taglio hip hop old school: lasciatevi contaminare dal Neo Rave!!!

Francesco Tedeschi – Animus Ep (Resolute)

L’etichetta americana Resolute ha deciso di sfoggiare un raffinato look made in Italy per la loro nuova uscita discografica.
In passerella infatti sfila Francesco Tedeschi da Genova che, quando non è occupato a pensare a come salvare il mondo da improbabili invasioni aliene, si rivela un abile stilista elettronico.
Attento alla purezza delle atmosfere roots post Studio 54, Francesco cuce tre suites house di scintillante modernità con originali riflessi vecchia scuola new yorkese.
In più a dare man forte ci sono i remix di Kiki e Agaric. Ne sentiremo parlare a lungo!

Various Artists – Movement Torino Music Festival – 2011 Edition (Movement Sound Recordings)

Continuiamo a parlare di Italia con la nuova compilation Movement. Sono ormai 5 anni che ogni anno a Torino si celebra il gemellaggio delle Motor Cities con Detroit.
Ad accompagnare l’omonimo festival arriva questa tripla compilation (2 cd unmixed ed un altro mixato da I Robots) contenente big internazionali quali Kyle Hall, Anthony “Shake” Shakir, Patrice Scott e Robert Hood ma anche leggende nostrane come Federico Gandin.
Un ottimo modo per ingannare l’attesa prima della festa oppure per rievocarne il ricordo una volta a casa.

E.S.C – The Prophecy Ep (The Boardroom Presents…)

James Moss e Steven Boardman sono i nomi che si celano dietro l’alias E.S.C..
Le loro produzioni sono sempre apprezzate dai Dj’s techno di tutto il mondo e anche stavolta avranno di che essere soddisfatti con ben tre tracce dal basso rotolante e ripartenze ipnotiche.

Nick Harris – White Leather Ep (NRK)

Il grande capo della Nrk, Nick Harris in persona, torna al banco di regia e sforna 2 tracce di pura deep.
Affianco agli original mixes, molto contemplativi da tramonti lontani, ci sono le versioni di Kiki che innesta il turbo funk, e di Hector Murillo all’insegna dell’house più scarna e sudata.

Matt Star & Candy Csonka feat James Teej – Softly – Roots and Wings Music

House dritta al dancefloor in 3 modalità differenti. Comun denominatore l’effetto ipnotico. Sui 3 pezzi che compongono il singolo spiccano Hector e la sua 808.

Federico Spadavecchia

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