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Chiuso un altro anno di duro clubbing purtroppo non ricchissimo di esibizioni memorabili e soprattutto ancora una volta dominato dai nomi storici della scena che sono anni luce superiori a qualsiasi nuova proposta.

10. Flying Lotus, Dorian Concept & Richard Spaven @ Dour Festival

Batteria suonata live inseguendo ritmiche contrarie alle leggi della fisica, e tastiere che tinteggiano galassie lontane con al centro il producer di Los Angeles a cooridinare le operazioni.
Tra tutte le strade intraprese dal post dubstep questa è senz’altro la più credibile ed eccitante.

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9. Aphex Twin @ BLOC Weekend

A differenza delle pigre marchette rifilate in altri contesti qui Richard si esalta e da saggio di tutta la sua abilità dimostrando di saper manipolare ogni genere musicale esistente.

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8. Ceephax Acid Crew @ Dour Festival

Andy ha atteso l’estate per sconvolgerci con un live nuovo di zecca ancora più veloce, acido ed irresistibile.

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7. Amon Tobin @ STRP

Il grande ritorno di una delle leggende del suono rave. Niente nostalgia però solo voglia di andare avanti e portare in scena uno spettacolo unico sdoganando il mapping al grande pubblico.

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6. Laurent Garnier @ Leoncavallo

Il più grande artista elettronico contemporaneo. Oltre il djing, oltre la produzione. Eterno.

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5. Dopplereffekt @ BLOC Weekend

Poesia post industriale nel segno dell’evoluzione tecnologica.

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4. Atari Teenage Riot @ Bang Face

In tempi di forte crisi economico/sociale come questi che stiamo vivendo Alec Empire torna con il suo progetto più celebre ed impegnato. La Techno spinta ai suoi limiti estremi satura gli imponenti Funktion One ritrovando il suo vigore come strumento di lotta politica.

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3. Arandel @ Dancity

I due francesi non stanno fermi un secondo controllando i beats dai loro laptop e suonando live sax, xilophono, flauto, flauto dolce e hit hat. Lo show è un crescendo di emozioni e colori, il pubblico è letteralmente in delirio. Sull’ultimo pezzo l’auditorium s’infiamma e nel fuoco si può vedere nitido il volto di Laurent Garnier!!!

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2. Felix Kubin @ Dancity

Il suo geniale synth pop dada-socialista non da scampo con un umorismo affilato come un rasoio e un ritmo serratissimo. L’enfant prodige, che a 8 anni già suonava i Kraftwerk, ha conquistato tutti anche quelli che non lo conoscevano, e la folla non vuole più lasciarlo andar via!!!

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1. Leftfield @ Bang Face

Gli anni ‘90 in tutto il loro splendore. Il concerto dei risorti Leftfield va al di là di ogni più rosea aspettativa: si presentano in tre con una batteria da 10.000 pezzi e tipo 10 sintetizzatori!!!
La musica ci avvolge ma su Afro-Left e Space Shanty bisogna reggersi forte alle transenne per non essere spazzati via dalla Bora dei subwoofer, mentre dietro infuria la tempesta con ragazze che navigano su canotti e un gigantesco Smile che ci da la caccia. Se poi contiamo i visuals 3D alle spalle del gruppo il trip è completo.

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rebel raveRebel Rave, il party ribelle ideato da Damian Lazarus, approda per la prima volta in Italia. L’evento che riunisce gli artisti più importanti della Crosstown Rebels giunge a Bologna per festeggiare il capodanno del Link!

DAMIAN LAZARUS

Descrivere in poche parole la carriera di Damian Lazarus, mostro sacro della scena clubbing mondiale, è impresa titanica. Editore del magazine Dazed and Confused, a capo dell’etichetta City Rockers, la stessa di Tiga e Felix Da Housecat, e infine creatore nel 2004 della label culto “Crosstown Rebels” (che vede tra gli altri nella propria scuderia Jamie Jones, Phonique, Seth Troxler ecc). La sua missione è quella di spazzare via la mediocrità, l’obsoleto per ricercare sempre novità ed energia. Il suo ultimo lavoro, l’album “Smoke the monster out”, uscito per Get Physical, ha già lasciato un segno indelebile nel panorama dance mondiale. Con i suoi live ha girato tutto il mondo, approdando al DC10 di Ibiza, al Fabric di Londra, alla WMC di Miami.

CLIVE HENRY

Membro del duo Peace Division, Clive Henry è una delle colonne portanti della scena techno/house UK. Entrato nella famiglia Circoloco@DC10 dall’alba dei tempi, è senza dubbio uno dei resident più rappresentativi della Crosstown Rebels. Cresciuti con sonorità hip-hop, electro e 80’s synth pop, i Peace Division hanno aiutato la diffusione mondiale dell’house music. I tratti tipici del suono, tamburi tribali sfumature dark e un groove dub, sono diventati un importante biglietto da visita per molti remix, tra i quali Moby con “Natural Blues” e David Byrne con “Lazy”.

ART DEPARTMENT

Art Department è il progetto nato dalla collaborazione tra Kenny Glasgow, il celebre producer canadese sulla cresta dell’onda sin dalla fine degli anni 80, e Johnny White, nuova stella nascente del circuito underground Nordamericano. Il progetto parte nel 2009, quando Damian Lazarus chiede ai due amici di remixare un suo brano, Riz MC, per CrossTown Rebels; i due si trovano a lavorare insieme per la prima volta nonostante si conoscano già da un decennio. E’ l’ inizio di un nuovo sound, la presa di coscienza di aver trovato un filone musicale d’oro che porterà i due dj a fondare Art Department. Da quel momento il sodalizio artistico continua a generare tracce ricercate e deep, in bilico tra sperimentazione di nuovi suoni e contrappunti housy e groovy magnificamente rievocati dalla sublime e inimitabile voce di Kenny. I loro live ai festival al W.M.C di Miami e a Detroit sono entrati nella leggenda lasciando i presenti senza parole. Grazie a collaborazioni in vista con Soulclap, James Jones, Seth Troxler e un album uscito per la Crosstown Rebels di Lazarus, il 2011 può essere definito come l’anno della definitiva consacrazione per gli Art department.

Apertura cancelli ore 01.00, Link Via Fantoni 21, Bologna

INGRESSO RISERVATO AI SOCI LINK ASSOCIATED -costo tessera 5 euro-
info: www.link.bo.it

Prevendite online: www.clubtickets.com

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bimManca davvero poco tempo alla fine dell’anno e, per chiudere alla grande anche questo 2011, abbiamo deciso di partire alla volta di Anversa, per il Belgian Indipendent Music Festival o più semplicemente BIM.

Niente superstar Dj’s a questo giro, ma solo sintetizzatori, batterie elettroniche e chitarre. Mettete un paio di anfibi, vestitevi di nero, e tirate fuori tutta la vostra energia perchè qui siamo in pieno territorio EBM.

Il Belgio è infatti la madre patria dell’Electronic Body Music, genere musicale nato dal crossover tra industrial e punk elettronico tedesco sullo sfondo di uno scenario post atomico, che è stato una fonte d’ispirazione importantissima per la nascita della Techno.
Tuttavia nonostante siano passati 30 anni la scena EBM è sempre seguitissima da queste parti, e di conseguenza vengono organizzati numerosi eventi dove è possibile ammirare gruppi storici che sarebbe impossibile intercettare altrove.

Il BIM è un vero punto di riferimento per tutti gli appassionati e per spegnere le sue 10 candeline ha portato sul palco della concert hall Trix XL leggende come Clock DVA, Front 242, e i nostrani Pankow.

Suddiviso tra venerdì e sabato noi abbiamo preso parte alla festa il secondo giorno incominciando già nel pomeriggio. Arrivati intorno alle 17 troviamo on stage i Flesh & Fell, una band locale new wave degli anni ‘80 diventata culto grazie al singolo Hunger (1985).

flesh&fellProbabilmente oggi la cantante Cathérine Vanhoucke sarà anche una madre amorevole, ma sul palco è ancora una pantera feroce.

Il pubblico, composto in prevalenza da over 30 (in alcuni casi con tanto di figlioletti al seguito) provenienti da ogni parte d’Europa, è bello caldo e pronto per il primo piatto forte.
Direttamente dall’Hacienda di Manchester, from Factory Records: i Section 25!!

Quando il gruppo inizia lo show noi siamo nell’atrio a comprare qualche cd e ad ascoltare il djset da inframezzo per il cambio palco tenuto niente meno che da Dirk Ivens, leader degli Absolute Body Control.

Ascoltando la musica dall’ingresso pare quasi che per loro il tempo non sia mai passato, eppure una volta giunti lì davanti ci troviamo di fronte ad una giovane biondina che canta e suona la tastiera. L’arcano è svelato subito: quella ragazza è Bethany, figlia di Larry Cassidy, fondatore della band con il fratello Vincent, e della cantante Jenny Ross, entrambi scomparsi rispettivamente nel 2010 e nel 2004.

Per quanto la sua voce sia identica a quella della madre il suono dei Section è fisiologicamente cambiato abbracciando definitivamente la dance. Più che eseguire gli originali sembrava quasi che i ragazzi fossero ispirati dai remix house di Paul Oakenfold e Steve Osborne facendoci assaggiare una pasticca dell’Hacienda.

section25

Le zuccherine armonie ecstatiche dei Section 25 vengono cacciate immediatamente nel cesso dagli svedesi Poupèe Fabrikk nella loro belgian first ever appearance.

pfGiusto per farvi un’idea su di loro provate ad immaginare i Motorhead che suonano pezzi dei Nietzer Ebb.
Atteggiamento sfrontato di chi non ha un cazzo da perdere e 3 tastiere, cantante gore metal e drum machines con rumore bianco; il rock grazie all’elettronica è tornato a fare paura!!!

Bocciati invece gli australiani Servered Heads che nell’indecisione se essere retrò o attuali risultano soltanto vecchi.

Meno tamarri del previsto sono stati i Suicide Commando, nuovi idoli di casa, che hanno avuto l’onore di esibirsi in un duetto con Dirk Ivens.

Ancora un performer manca all’appello, praticamente il nome che da solo valeva il prezzo e la fatica della trasferta: Clock DVA (che venerdì avevano già portato in scena il loro progetto alternativo The Anti Group).

E’ il 1978 quando a Sheffield Adolphus “Adi” Newton e Steven “Judd” Turner decidono di lavorare insieme e due anni dopo esordiranno ufficialmente per la Industrial rec..
Il loro capolavoro è Buried Dreams del 1989, previsione futuristica dell’evoluzione del suono elettronico.

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Oggi si presentano come tre scienziati in camice bianco da laboratorio pronti ad analizzare al microscopio musica e visuals.
Probabilmente per motivi di copyright le versioni delle canzoni qui proposte differiscono da quelle originali anche se il degenero derivante è inalterato! Fractal 9 e The Hacker sono inni immortali.

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I laptop al posto della strumentazione classica li rendono un pò troppo asettici ma appare del tutto ovvio quanto siano stati influenti per i produttori techno moderni come ad esempio Jeff Mills o gli Autechre, ponendo questioni come l’estremo progresso tecnologico e l’esplorazione di nuovi mondi.

Alla fine ci concedono ben 3 bis!!

Chissà se i Maya avranno davvero ragione circa il 2012, ma se anche così fosse ora so dove trovare la giusta colonna sonora per affrontare l’Apocalisse.

Federico Spadavecchia

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ben ufoSRSLY. festeggia il Natale con un regalo speciale, dedicato a ogni vero cultore della musica elettronica. Venerdì 23 dicembre, infatti, torna a Torino BEN UFO, che proprio a SRSLY. aveva fatto il suo debutto italiano lo scorso marzo.

Ben UFO è semplicemente uno dei migliori dj del pianeta.

Che l’abilità nel produrre non corrisponda spesso ad altrettanta bravura nel saper miscelare i dischi in un dj set o viceversa è cosa ormai risaputa e Benjamin Thomson ne è la più palese riprova. Seppur Ben sia il manager dell’etichetta Hessle Audio insieme a Ramadanman e Pangaea, non ha mai intrapreso la strada da producer, ma è stato comunque in grado di farsi un nome nella scena del clubbing mondiale, come testimoniato dalle sue esibizioni in Brasile, Argentina e Giappone. La sua compilation Rinse: 16 pubblicata da Rinse FM ha ottenuto il secondo posto nell’ultima classifica annuale di Resident Advisor, dietro a Four Tet e davanti a Dixon, Scuba e Marcel Fengler. Affermatosi nel corso degli ultimi due anni come uno dei dj più creativi della scena inglese, Ben ha presto guadagnato consensi grazie alla sua incredibile attitudine di “miscelatore”: in un’ora mixa tra i 25 ed i 30 dischi, sempre intento nella ricerca delle innumerevoli connessioni presenti nelle correnti musicali passate, presenti e future. Il risultato? Un mix di classici da club, dubstep, elettronica, grime, techno, garage e house di altissima qualità.

L’onere e onore di scaldare i motori nelle oscure profondità del Basement spetta a GUIDO SAVINI e alle sue eleganti miscele di tropical bass, alt-hip-hop e UK garage.

Contemporaneamente, in apertura di serata, la consolle del Bar accoglie i vinili di PHINTO e MATERIAL, tra spunti afro, richiami disco, scintille funky e caldi groove.

SRSLY. è la clubnight torinese dedicata agli act più avveneristici al loro debutto nazionale.

Da dicembre 2011, SRSLY. è ogni venerdì notte all’Astoria, il nuovo club nel cuore di San Salvario.

ASTORIA | Via Berthollet 13 | Torino

Ticket: 7 € in prevendita / 10 € alla porta

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dancityIl tradizionale Dancity Kitschmas Party si terrà domenica 25 dicembre 2011 a Foligno (PG), alle ore 22,30, presso il nuovo club Serendipity, che aprirà le porte la sera di Natale con musica dagli anni ’80 fino ai giorni nostri rivista e corretta dai resident Dancity Minidischi, Franco B e Giesse, affiancati dall’ospite Marcoriff e dai visual di Androida e Paolo Pin. Sarà garantito un servizio navetta gratuito, dalle 22,30 alle 4,00, che fermerà alla stazione, all’ex Zuccherificio, al Plateatico e a Porta Romana.

SERENDIPITY playground club

Serendipity rappresenta il luogo che tutti cercavano da tempo, ma che allo stesso tempo non sapevano bene dove trovare. Serendipity è quella curiosa congiunzione astrale che ci fa venire incontro esattamente quello che si stava cercando. Serendipity è raggiungere per caso una scoperta felice. Serendipity è tutto questo, uno spazio modulare creato per ospitare diverse forme artistiche e dare spazio alla creatività e alla sperimentazione, con una zona food permanente e un ambiente dal retaggio industriale.

Serendipity, Via delle Industrie, 123 – S. Eraclio, Foligno (PG)

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modeselektorSarà il Link ad ospitare la data bolognese del tour mondiale dei Modeselektor, sabato 17 dicembre 2011, un live che si preannuncia tra più entusiasmanti dell’anno! Il duo berlinese presenterà l’ultimo album Monkeytown, e a seguire dj set di Cosmin Trg e Draft!

MODESELEKTOR:
Gernot Bronsert e Sebastian Szary si incontrano per la prima volta nel 1992, durante i loro live come djs acid house negli underground party di una Berlino che scopriva e dava vita a una scena underground del tutto nuova. “Dopo la caduta del muro, dovunque in Germania, specialmente nella Germania dell’Est, regnava il caos, l’anarchia”. Unite le loro forze, iniziarono a creare musica sotto lo pseudonimo Fundamental Knowledge. Nel 1996 il gruppo si rinomina Modeselektor, un nome che deriva da una funzione musicale dello strumento della Roland RE-201. Nel 2000 incontrano Ellen Allien ed iniziarono a lavorare con l’importante etichetta discografica BPitch Control. I Modeselektor sono stati coinvolti in progetti e collaborazioni tutte rivelatesi vincenti:  Moderat – collaborazione musicale tra i Modeselektor e Apparat,  Pfadselektor – una collaborazione audio/visuale tra i Modeselektor e Pfadfinderei. Dopo l’ulscita del loro primo LP Hello mom! nel 2005 segue quella di Happy Birthday! che annovera come vocalist-collaboratori Paul St. Hilaire, TTC, Puppetmastaz, Thom Yorke e Maximo Park, senza dimenticare i contributi di artisti quali Apparat, Siurismo (amico oltre che collaboratore) e Otto Von Schirach. Nel Settembre 2011 i Modeselektor pubblicano il terzo attesissimo LP Monkeytown. 

Location:
Link, Via Fantoni 21, Bologna

Servizio navetta gratuito da P.zza VII Agosto
al Link e ritorno.

Apertura cancelli ore 22.30

::Ticket:
Botteghino 20 euro
Prevendita 15 euro + diritti in prevendita
prevendite disponibili su circuito Ticket One

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raffertieL’attesa è terminata. Dopo un lungo vagabondaggio tra i club di Torino, SRSLY. inaugura la propria residenza settimanale all’Astoria, il nuovo locale nato nel cuore di San Salvario.

In occasione del party inaugurale, venerdì 16 dicembre, SRSLY. ospita l’inglese RAFFERTIE.

Benjamin Stefanski (classe 1987) è un musicista completo e versatile. Nel 2010 si è laureato al conservatorio di Birmingham in “Composizione di musica classica e contemporanea”, affinando e perfezionando la propria personalità creativa. Con lo pseudonimo Raffertie, si è esibito per molti anni nei club underground britannici, proponendo potenti miscele di grime e dubstep e stampando dischi per la storica Planet Mu di Mike Paradinas. Dopo aver fondato nel 2010 la propria etichetta, Super Recordings, è entrato a far parte del catalogo Ninja Tune (storica label londinese fondata dai Coldcut e bacino di artisti del calibro di Amon Tobin, The Cinematic Orchestra, Herbaliser e FaltyDL). Oggi la sua musica è in continua trasformazione ed esplora le sfumature più eclettiche di house e UK garage.

Il compito di dare il via alle danze nelle profondità oscure del Basement è affidato a VAGHE STELLE. Impegnato negli ultimi mesi in alcuni progetti speciali, tra cui O: One Circle, presentato con A:RA e Stargate all’ultima edizione di Club To Club Festival, e una performance sound&laser realizzata insieme a Lorenzo Senni per Dissonanze Lab al Teatro Palladium di Roma, Vaghe Stelle torna a Torino in veste di dj con una miscela esplosiva di elettronica e psichedelia.

Contemporaneamente, in apertura di serata, la consolle del Bar accoglie i vinili di MATERIAL e PHINTO, tra spunti afro, richiami disco, scintille funky e caldi groove.

SRSLY. è la clubnight torinese dedicata agli act più avveniristici al loro debutto nazionale.

I dj resident di SRSLY., una scuderia capitanata da Vaghe Stelle e Guido Savini insieme a Material, Phinto e Awer, esplorano i nuovi confini elettronici dell’house garage, rielaborando le esperienze disco e krautrock, setacciando le derive più dub della techno e proponendo cinque interpretazioni personali dell’elettronica contemporanea.

Da dicembre 2011, SRSLY. è ogni venerdì notte all’Astoria, il nuovo club nel cuore di San Salvario.

dalle ore 23.00

ASTORIA | Via Berthollet 13 | Torino

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In attesa di scoprire se il 2012 ci esenterà dalla fatica di una nuova chart eccovi pronta quella degli album 2011. Sbrigatevi a leggerla perchè se ripensiamo alle tonnellate di dischi usciti potremmo cambiare idea!

10. Art Department The drawing boards (Crosstown Rebels)

Uno dei progetti più interessanti del panorama attuale. Ecco come suonerebbero i Depeche Mode se fossero stati un gruppo house.

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9. Moritz Von Oswald Trio Horizontal Structures (Honest Jon’s)

Essere in campo da una vita, subire un gravissimo infortunio e mostrare la freschezza di un ragazzino appena entrato. Che altro fare se non mostrare il nostro infinito rispetto?

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8. Lucy Wordplay for working bees (Stroboscopic Artefacts rec.)

Ovvero delle energie oscure, ovvero del perdersi su una pista perdendo ogni riferimento dimensionale, ovvero
del cannibalismo stilistico berlinese, ovvero di rivolgere lo sguardo altrove per trovare strade inesplorate.
Lucy confeziona un album Techno nel senso più ampio del termine, non si limita ad una semplice raccolta di tracce, anzi pare più un concept come i lavori degli UR sull’esplorazione del cosmo. Anche gli Italiani sanno guardare al futuro.

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7.Surgeon Breaking The Frame (Dynamic Tension Records)

La techno di Surgeon è come il tiramisù: sono secoli che si fa sempre allo stesso modo ma esiste nella galassia qualcuno a cui non piace?

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6. SBTRKT SBTRKT (Young Turks)

Successe già per l’acid house nei primi ‘90 ed ora tocca al dubstep sciogliersi nel Pop, generando sia prese per il culo come Magnetic Man che progetti come questo nel segno della tradizione britannica di flirt tra mainstream e underground con cui abbiamo ballato tutta l’estate.

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5. Kuedo Severant (Planet Mu)

Sapersi reinventare è la capacità che accomuna l’etichetta di Mike Paradinas e l’ormai ex Jamie Vex’d. Entrambi fondamentali per lo sviluppo del dubstep eccoli, ancora una volta, a comporre la colonna sonora dei giovani di domani.

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4. Kode9 & The Spaceape Black Sun (Hyperdub)

Un po’ come negli anni ’90 i ravers sono dipinti come sopravvissuti ad un’immane sciagura (e l’olocausto nucleare possiamo ora dire di averlo visto da vicino) che nel buio dei capannoni industriali attraverso il rituale del ballo propongono nuovi contatti sociali guidati da quello sciamano postmoderno che è il Dj. E che stavolta si chiama Kode9.

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3. Planetary Assault System The Messenger (Ostgut Ton)

Proprio quando si pensava che fosse giunto per Luke Slater il momento di appendere le cuffie al chiodo, l’artista inglese ci sorprende con un album di techno coloratissima, furiosa ed orchestrale.

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2. Pinch & Shackleton lp (Honest Jon’s)

Cosa aspettarsi dall’unione di questi fuoriclasse del basso iperbarico? Probabilmente un rito voodoo in fondo al Triangolo delle Bermuda non sarebbe distante dalla verità.

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1. Oneohtrix Point Never Replica (Software)

Il nostro numero uno per il 2011 è colui che più di tutti ha svelato l’atemporalità della musica. Grazie a Youtube il viaggio nel tempo è diventato possibile e possiamo riattingere a frammenti di ricordi che non sapevamo nemmeno di avere. Lopatin mette in musica i suoi ricordi d’infanzia seguendo uno schema compositivo onirico ritrovandosi a dialogare con i fantasmi.

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glimmerMeglio precisare fin da subito che qui l’elettronica ha un ruolo MOLTO relativo, e riguarda unicamente la tecnica compositiva, pertanto chi si aspettava l’ennesimo album spacca pista cui la Ghostly ci ha abituati resterà alquanto deluso.

Michal Jacaszek è un musicista polacco che ha passato gli ultimi dieci anni a studiare ed esplorare nuovi orizzonti nella musica classica, che nell’Europa orientale ha una lunga tradizione.

La foglia d’oro in copertina sembra un richiamo alla strumentazione barocca utilizzata e allo stesso tempo alla fragilità della bellezza e dei sentimenti di cui Glimmer è ricco.

L’autore stende un tappeto di micro rumori e fruscii (uno dei suoi punti di riferimento è Tim Hecker) per poggiarvi sinfonie delicate, costruite mediante sperimentazione elettro-acustica, che si sviluppano in un crescendo di intensità malinconica. Verrebbe quasi da pensare ai drones a la Stephan Mathieu suonati con strumenti tradizionali.

A proposito della sua attività artistica Jacaszek afferma che la base di tutto è l’intuizione che esista una realtà nascosta affianco al mondo tangibile, e il desiderio di volerla svelare.

Perdiamo lo sguardo in questo landscape sonoro cercando di cattuare con gli occhi tutti i dettagli che la musica disegna, confondiamo le note coi ricordi e proviamone nostalgia.

Federico Spadavecchia

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stereoSono pochi i nomi nuovi nel mondo dei producer a riuscire a ottenere il successo fulminante di Peter Van Hoesen. Questa artista belga, patron della label Time To Express, può ormai essere considerato uno di quelli da ‘acquistare a vista’ e le sue release continuano a mantenere un livello qualitativo altissimo. La cosa più impressionante nella sua musica è la capacità di Peter di suonare così originale e innovativo utilizzando un esiguo numero di suoni“. Questa la recensioni di Resident Advisor di Peter Van Hoesen, uno degli artisti della scena techno europea più in vista del momento, che Sabato 17 Dicembre porterà al Gamma il suo “treno sonoro” a cavallo tra techno, deep e dub.

Official Pre-Party LOBSTER @ Zero dalle 19.00

Resident Dj:
GANDALF

Inizio ore 23.00 – Ingresso: 6 euro prima dell’1.00 – 8 euro dopo l’1.00.
Selezione alla porta: no guest list, no dress code, just be polite!

Club Gamma (Fluido River Side) – Viale Cagni 7 – Torino

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Ecco il video in versione integrale del leggendario dj set di Papà Sven realizzato l’11 ottobre 2003 presso l’HR3 XXL Clubnight

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La tracklist:

01 Jackson Fourge – Radio Gaga (Barclay – 573470-1)
02 Robag Wruhme & Metaboman – Easy Woman (Robag Wruhme Mix) (Musik Krause – MK 003)
03 Ricardo Villalobos – Easy Lee (Playhouse – PLAY 83)
04 Chateau Flight – Cosmic Race (Versatile – VER 034)
05 WeltZwei – Expander (Carsten Jost Remix) (Sender – SEND 028)
06 Marc Deon – The Eyes Of Horus (M D’s Music Exchange – MDEX 0512)
07 Frederic Galliano & The African Divas – Melon Melon (The Youngsters Remix) (F Communications – F 182)
08 Luciano & Quenum – Orange Mistake (Cadenza – 1)
09 Agoria ft. Silvie Marks – Spinach Girl (Play It Again Sam – DIFF 2026)
10 Freaks – The Creeps (Steve Bug Remix) (International Deejay Gigolos – GIGOLO 119)
11 Rosario – 15 Jeurs (Arm – 1)
12 Henry Goes Dirty – No Lies (Looking For A Haircut Version) (Pole Nord Production – P.M.P. 03)
13 DJ Hell ft. Erlend Oye – Keep On Waiting (Thomas Andersson Remix) (International Deejay Gigolos – GIGOLO 122)
14 Anthony Rother – Back Home (Datapunk – DTP 1)
15 Cassy & Dave The Hustler – Her Dream (David Caretta Remix) (Mental Groove – MG 023)
16 Dub Knet – Bell Of Death (Arc – 1)
17 Marco Carola – Avalanche (Kevin Saunderson Remix) (Ante Zenit – ANTE 157)
18 Marco Carola – Diapason (Zenit – 14)
19 LFO – Freak (Warp – WAP 166)
20 T. Raumschmiere – Monster Truck Driver (Nova Mute – 12 NOMU 124)
21 Polygamy Boys – Wake Up (Bunker – 3032)
22 Sontec – Inside (Promo – PAR 001)
23 Speedy J & Adam Beyer – Basj (Nova Mute – 12 NOMU 130)
24 Kobbe – USA Agression (Traction – TRACT 032012)
25 Matt French – Die Rakete (Tora Tora Tora – TTT 4)
26 Tonio & David Carretta – Connexion (Error 404 – ERROR 404 XX2)
27 Brtschitsch & Galluzzi – Mal Was Anderes (Taksi – 11)
28 Relax – Dark (Crack Down Remix) (Promo – Promo)
29 Nicolas From Ageau & Anthony Omtalez – Run Into Flowers (Midnight Fuck Remix) (Goom – 26 LP)
30 Ricardo Villalobos – Dexter (Playhouse – PLAY 83)
31 Luciano – Artamo (Mental Groove – MG 031)

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vantaaRitorno alla via solitaria per Sasu Ripatti che, dopo aver trascorso agli ultimi due anni a fare da percussionista nel Moritz Von Oswald Trio, riprende in mano l’alter ego di Vladislav Delay per il suo decimo album.

Pioniere della musica elettronica contemporanea l’artista finlandese ha raccontato la sua visione creativa celandosi dietro diversi moniker di modo da evidenziare di volta in volta la particolarità del progetto.

Sempre in anticipo sui tempi, forse non tutti sanno che ad esempio il termine nu house è stato utilizzato per la prima volta già nel 2002, proprio in riferimento a Sasu che, all’epoca appena ventitrenne, pubblicava Vocalcity questa volta come Luomo, salvo poi dichiarare di trovare l’house in generale noiosa e di non provare alcun interesse verso di lei.

E’ molto interessante anche il suo rapporto nei confronti della tecnica produttiva, perennemente critico a causa di un uso ormai standard della tecnologia digitale, che lo ha portato a cercare soluzioni alternative culminate nell’esperienza del Trio.

Vantaa è la risposta ai suoi dubbi sull’elettronica moderna che tutte le esperienze fin qui fatte da Sasu hanno suggerito a Vladislav, a cominciare dalla scelta della label, quella Raster Noton stella polare della ricerca matematica/musicale, ed allo stesso tempo amatissima dai Techno heads.

Basta con le micro structures, voci e melodia classicamente intesa.

Ispirato dal paesaggio post industriale finlandese (Vantaa è effettivamente il nome di una città), l’autore lascia che i drones si sostituiscano alla nebbia mentre frattali e beats sincopati dipingono su una scala di grigi acqua, nuvole, sospiri e paranoie.

Nelle vaste pianure del nord, dove la terra scompare nei ghiacci, il panorama non sembra mai cambiare, ma basta un pò d’attenzione per comprendere la costante mutazione della cose e dell’intensa attività di migliaia organismi invisibili ad occhio nudo.

Le tracce si susseguono come unico movimento di una sinfonia futurista, facendo cadere l’ascoltatore in uno stato estatico/catatonico. Col passare del tempo le pulsazioni in partenza ovattate si fanno via via più presenti fino alle cavalcate finali di Lauma e Levite.

Un album per chi non ha paura di restare intrappolato in una dimensione parallela.

Federico Spadavecchia

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mosEsistono poche passioni totalizzanti come la musica, forse giusto per la fidanzata o la mamma potrei pensare di partire per Londra il giovedì pomeriggio per ritornare immediatamente sabato mattina, dopo una giornata trascorsa per negozi di dischi e l’intera notte a ballare in uno dei club più famosi del mondo per poi correre in aeroporto e, prima ancora di sedersi per prendere fiato, andare a sbirciare tra le offerte dell’HMW oltre il check in.

Non avrei potuto scegliere periodo migliore per trascorrere un pò di tempo nella City, infatti, in appena due giorni c’era una lista di eventi così fitta e interessante da far pensare ad un festival.

Peccato aver impiegato più di due ore per arrivare in centro, altrimenti sarei certamente corso all’HMV Forum per provare ad acquistare un ticket per lo strepitoso live di Amon Tobin con il suo ISAM, oppure a godermi le installazioni a Barbarican.

La mattina seguente il mio primo pensiero è fare un bel giretto in Oxford street, la via dei grandi magazzini, ma soprattutto la strada che porta a Phonica, il posto migliore della città per impadronirsi delle ultime novità vinil djistiche.

phonicaLa capitale inglese così al pari della sua storica rivale tedesca sembra soffrire meno la crisi del disco; per quanto riguarda i negozi, magari numericamente saranno diminuiti, ma è impressionante come anche nelle mega catene sia possibile trovare materiale di nicchia ed in quantità, a testimoniare che anche la qualità paga.

Dove invece non troverete gli album di Britney è Rough Trade, nell’East London zona Bricklane, un pilastro della musica indipendente e d’avanguardia.

Quando entro c’è un gruppo che sta provando sul palco in fondo al warehouse intonando dolci canzoni pop al sintetizzatore.

Non è raro imbattersi in concerti e conferenze da queste parti, e stavolta è il turno di una delle band apprezzate dell’anno: i Little Dragon!

tradeL’album Ritual Union edito da Peacefrog è una bomba pop e se la giocherà per il titolo di disco del 2011, di conseguenza finisce nella mia borsa della spesa assieme allo spettrale Replica by Oneohtrix Point Never.

Inizia a farsi una certa ora e visto che per sfortuna bisognava avere l’invito per godersi il concerto (che a quanto pare si trovava dentro una cassettina del gruppo), comincio col pensare all’evento che mi ha fatto attraversare oltre 1000 km, vale a dire il back to back di, udite udite, 4 ore (!!!) tra Hernan Cattaneo e Danny Howells, pesi ultra massimi della progressive house.

Ospite della serata è The Gallery, un marchio storico della scena inglese, presso una discoteca altrettanto importante: il Ministry Of Sound.

Nel momento del suo ventesimo compleanno il mitico club di Elephant & Castle ha rischiato sul serio di doversi arrendere alla speculazione edilizia (c’era l’idea di costruire un complesso residenziale proprio davanti al locale) e chiudere i battenti, ma grazie ad una petizione sottoscritta da migliaia di persone il Comune ha deciso di schierarsi dalla loro parte negando i permessi all’operazione e salvando il posto alle circa 200 persone che lavorano nell’indotto MOS.

Per ringraziare i propri sostenitori l’organizzazione ha deciso di regalare ad alcuni fortunati un paio d’ingressi omaggio per una serata di novembre a scelta. Noi eravamo tra questi.

Si vede che ne è passato di tempo da quando il Ministry era un semplice magazzino dove si andava solo per ascoltare la musica visto che non poteva vendere alcohol; adesso la sua insegna è proiettata a giorno sul palazzo accanto e la fila alla porta fa il giro dell’isolato.

I buttafuori sembrano combattenti dei reparti speciali tanto sono grossi e ostili; il metal detector è solo l’anticamera della sofferenza che bisogna patire per poter salire al cielo.

Dopo perquisizioni a prova di Al Quaeda e minacce esplicite, si riesce a fare il primo giro esplorativo nel club, il quale consiste di tre sale.
La prima occupa la parte centrale ed è quella più mainstream dove una marea di hipsters di ogni razza e credo salta indemoniata su un mix di fidget, house e remix in chiave electro tamarra trance di canzoni pop da classifica.
La seconda si trova al piano superiore, e di solito svolge il ruolo di privè; può ospitare comodamente fino ad 80 persone. Qui, tra lussuosi divanetti e bottiglie di champagne la musica è un pò più ricercata e riprende la prog più legata alla trance.

L’ultima pista si trova al di là di un piccolo corridoio, giusto per conservare a distanza di sicurezza lo spirito originale del club dal villaggio vacanze.
La Box Room è un capannone senza poltrone, gadgets o bar, ma con il paquet, i laser, un pannello a led dietro la consolle per dare l’idea del viaggio, e più di ogni altra cosa un soundsystem perfetto in grado di rendere al meglio ogni dettaglio ed un pubblico di veri clubbers.

A fare gli onori di casa c’è Anil Chawla, che a colpi di groove fa decollare piano piano il dancefloor.
La progressive house, a differenza degli altri generi dance, per essere suonata correttamente ha infatti bisogno di tempi lunghi per poter entrare in sintonia con i ballerini. Le prime due ore sono una questione di puro ritmo.

Alle due, puntuali come un orologio svizzero, salgono in cattedra Hernan Cattaneo e Danny Howells.
Ora che il sudore ha oliato i motori è tempo di fare sul serio: le percussioni iniziano ad aprirsi e tra le tessiture del basso ecco inserirsi leggeri accenni melodici creando quell’effetto che in gergo prog viene definito vento.

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Non si tratta di un back to back classico da un disco a testa, ma appare più come un incontro puglistico.
Ogni artista a turno prende possesso dei cdj2000 dapprima per una mezz’ora e poi sempre meno fino alla fine.
Hernan e Danny si sfidano incrociando il loro stile: come da previsione il primo punta tutto sulle progressioni melodiche da sorrisoni e abbracci, mentre il secondo ingrana la quarta e pesta che è un piacere.

E’ bellissimo poter constatare la definitiva ripresa di un genere musicale che sembrava aver perso ogni slancio creativo. Oggi la prog house fa di nuovo la differenza, e come la Detroit sfoggia una forma tanto classica quanto innovativa, perchè non funzionale unicamente al ballo ma anche estremamente godibile all’ascolto con una struttura a colonna sonora piuttosto che a traccia.

Dimenandomi sotto la consolle cado in uno stato di armonia atemporale desiderando che la musica non termini mai. Ormai però è giunta l’ora di liberare in un colpo solo tutta l’energia accumulata lasciando partire un ritornello micidiale.

I titoli di coda scorrono a luci accese sulla malinconica chitarra di Oliver Huntemann e la sua The End.

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Dal prossimo febbraio Cattaneo avrà una residenza bimestrale al Ministry of Sound, e noi una ragione in più per volare a Londra.

Federico Spadavecchia

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