Sabato 14 maggio Stereo ospita Norman Nodge!!
Dj resident del Berghain dal 2005, Norman Nodge è considerato l’arma segreta dell’underground techno berlinese. Nato a Lipsia, nella Germania Est, e cresciuto a Brandeburgo, è venuto a contatto con la techno dopo la caduta del muro. Dal ‘94 è attivo nell’organizzazione di numerosi eventi che contribuiscono a lanciare la sua carriera da dj, inziando a condividere la consolle con Marcel Fengler e Marcel Dettmann, diventando il loro mentore nell’ambiente techno. Proprio Dettmann, nel 2005, lo presenta al management del Berghain, dove diventa immediatamente resident, ruolo che mantiene con regolarità fino ad oggi, specializzandosi nella difficile arte del “riscaldamento” della lunga “notte” berlinese. Dal 2005 si fa conoscere anche come produttore ed è quasi scontata la sua uscita su MDR, la label di Dettmann, così come l’uscita su Ostgut Ton, dove il brano “Native Rythm Electric” lascia un segno profondo negli amanti della techno più pura, con il suo funk polveroso, il suo sibilo statico e la sua cassa potente. Dj di infinita esperienza, Norman miscela Detroit techno, Chicago house e Techno europea, fondendo il vecchio con il nuovo, i suoni soft con quelli più duri, sempre cercando di staccarsi da qualsiasi tendenza del momento. Stereo è orgogliosa di portarlo al Club Gamma per la sua prima data italiana e regalarvi l’ennesima, poderosa, notte di pura techno lungo fiume.
Resident Djs: REDROB & TSURA (Stereo – Overstep / Italy)
Inizio ore 23.00 – Ingresso: 5 euro prima dell’1.30 – 7 euro dopo l’1.30
Selezione alla porta: no guest list, no dress code, just be polite!
Club Gamma (Fluido River Side) – Viale Cagni 7 – Torino
technorati tags: Norman Nodge, club gamma, stereo
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Fabric 53: Surgeon
Nuovo cd mix per la serie di compilations più famosa del mondo. Questa volta ai controlli troviamo Surgeon, artista inglese che (come del resto Pete aka Substance) meglio di chiunque altro rappresenta l’ala avanguardista della musica Techno, anello di collegamento tra la scuola europea anni ‘90, quella detroitiana e l’ultima incarnazione dubstep.
Abbandonato ormai il progetto di coppia British Murder Boys con lo storico partner Regis, e partecipando saltuariamente al più aperto Frequency 7 in compagnia di Ben Sims, attualmente gira l’Europa con il suo A/V show con tanto di performance yoga sul palco di due insegnanti.
Tracklist
01. Location recording from Kuramae Subway Station, Tokyo, Japan
02. Scuba – Glance
03. Surgeon – Bad Hands (Drums Only)
04. Marco Bernardi – Giro (Exium Remix)
05. Instra:mental – Forbidden
06. Forward Strategy Group – Applied Generics A
07. Reeko – Agile Movement
08. Surgeon – Bad Hands Part 2 (Drums Only)
09. Robert Hood – Superman
10. Planetary Assault Systems – X Speaks To X (Al Tourettes & Appleblim Remix)
11. Ritzi Lee – Black Star Ritual (Ben Sims Remix)
12. T-Polar – Crab People
13. Ital Tek – Spectrum Falls
14. Surgeon – Klonk Part 1 (Drums Only)
15. Subeena – Picture
16. Fran Hartnett – It Was Written In Vapour
17. Mark Broom & James Ruskin – Hostage
18. Stephen Brown – Stress Free
19. Ancient Methods – AM04B1
20. Surgeon – Compliance Momentum
21. Greena – Tenzado
22. Starkey – Spacecraft
23. Starkey feat. Anneka – Stars (Slugabed Did A Remix)24. Cari Lekebusch – Spindizzy (Luke Slater’s L.B. Dub Corp Remix)
25. Surgeon – The Crawling Frog Is Torn and Smiles
26. Orphx – Threshold (Substance Remix)
27. Gatekeeper – Blip
28. Mark Broom & James Ruskin – No Time Soon
29. Russ Gabriel – El Juan
30. DJ Overdose – What
Avere la possibilità di fare due chiacchere con uno dei pilastri della musica moderna non capita tutti i giorni e quindi dobbiamo ringraziare davvero tanto Xplosiva che non solo ha portato nel suggestivo circolo Esperia sul lungo Po a Torino Kode9, boss della Hyperdub, nonchè eroe del dubstep ma ci ha anche regalato l’opportunità di intervistarlo insieme ad un partner d’eccezione come Giorgio Valletta. Quello che ne è venuta fuori è un’interessantissima discussione sulla natura del genere, e di conseguenza sono emerse tutte le ossessioni britanniche vecchie e nuove: dal ribadire il legame del suono con la madre patria, che all’estero viene mal interpretato, al dibattito sull’hardcore continuum (detto nuum), che negli ultimi due anni sta impegnado i più fini critici, Dj e musicisti del Regno Unito, a riguardo della discendenza jungle e hardcore.
Ma eccovi l’intervista:
Nel 1997 El-B pose la prima pietra del dubstep. Oggi, passati 13 anni, la scena post garage si è sviluppata in così tante direzioni che mi chiedo se abbia ancora senso continuare ad usare il termine Dubstep per ricomprenderle tutte…
La maggior parte della musica che propongo appartiene a diverse diramazioni post garage come broken beat, Uk funky, dubstep o grime o ancora bassline. Ecco, tutti questi stili sono la conseguenza dell’evoluzione dell’Uk garage e della sua conseguente suddivisione in tante nicchie più piccole.
A proposito della varietà del tuo suono a giugno uscirà un tuo cd mix per la serie Dj Kicks, e, vista la diversità di stili che contiene, questo potrebbe sorprendere un po’ chi si aspetta un classico set dubstep. Inoltre ritieni interessante questa nuova direzione che porta il post garage ad atmosfere più luminose rispetto all’oscurità del dubstep?
L’Uk garage non era esclusivamente musica dark, ma ricomprendeva una moltitudine di emozioni e mood differenti; per questo ora sto cercando di rimetterle insieme: è vero che la musica che produco è in prevalenza oscura ma non sempre ho voglia di proporre quelle atmosfere, voglio sfruttare appieno tutto lo spettro sonoro che circonda l’Uk.
In un’intervista hai detto che all’inizio il dubstep era una scena per produttori; ora, con tutte le serate ed i festival dedicati che sono venuti fuori, possiamo dire che è una scena per Dj’s?
Io credo che la cosa più importante sia l’essere diventata una scena di ballerini! Ed è una bella differenza con i primi tempi in cui eravamo soprattutto produttori, qualche Dj ed un piccolo pubblico, che è utile a far crescere un suono soltanto in un’unica direzione. Un pubblico numeroso, invece, aiuta a servirsi di tutto lo spettro sonoro cercando sempre soluzioni nuove, e al tempo stesso spinge a fare vedere le origini del genere.
Ancora una domanda rivolta al passato: agli inizi, specie qui in Italia, il dubstep, a differenza dell’Uk garage rimasto quasi nell’ombra, ha attirato su di sé l’attenzione del pubblico del drum and bass. A tal proposito due riflessioni: la prima, se provi lo stesso senso di chiusura tra dubstep e d’n'b, e quindi come pensi che le differenze culturali esistenti nei vari Paesi influenzino l’approccio alla musica urban proveniente dall’Inghilterra?
Penso che vi sia una stretta correlazione tra il drum and bass e il dubstep e, ad essere onesto, è un problema perchè potrebbe far sembrare agli occhi di chi vive al di fuori dell’Inghilterra che il dubstep sia il fratellino minore del d’n'b. E una situazione del genere non sarebbe assolutamente buona per il futuro del dubstep.
Per me, allora, è molto più importante contaminarlo con l’house, l’hip hop, il funk e così via, di modo da esser certo che quello che è accaduto al drum and bass non capiti al dubstep.
Io voglio una scena ben conscia di sé e di dove viene, il d’n'b, invece, è stata una conseguenza della jungle che conteneva al suo interno aspetti di tutti i vari tipi di musica, reggae, soul, funk, e più veniva fuori la drum and bass e più diventava unicamente techno dalla forte componente ritmica ma soprattutto sterile.
Per me l’importante è prendere ciò che di valido possedevano jungle e Uk garage, dentro cui si sviluppavano differenti stili di musica ritmica.
Effettivamente il dubstep ha dimostrato la capacità di evolversi assimilando le caratteristiche delle correnti più disparate: dall’acid house alla minimal techno, Scuba a Berlino ne ha riscritto i canoni col suo suono improntato sul basso. D’altra parte la scena dubstep è sempre rimasta vicina alla vecchia scuola e ai suoi mostri sacri. Cosa ne pensi di questa correlazione tra passato e futuro?
Ad essere onesti non penso che quello che sta venendo fuori a Berlino sia davvero nuovo.
A mio parere i primissimi producer dubstep, quali El-B e Horsepower, erano molto coinvolti nella dub techno e ben consci del loro operato; così per me il dubstep delle origini ha molto più a che fare con il lato “bass” della dub techno berlinese rispetto alle produzioni attuali.
Possiamo dire che la Hyperdub è la label che può ulteriormente allargare i confini del dubstep? E cosa ci puoi anticipare delle nuove uscite?
Io già penso che la Hyperdub non si possa più considerare un’etichetta dubstep bensì debba esser vista come una label che pubblichi musica che possa essere descritta come house infleuenzata dalle mutazioni tipicamente britanniche che l’house stessa ha subito. Altri nostri elementi caratteristici sono il legame con l’hip hop, con i videogames, l’electro, il funk…E’ quello che è, e riguarda ciò che mi interessa.
Nei prossimi mesi abbiamo in programma parecchie release Uk funky: Cooly G, L Blue, poi un album grime ed il nuovo lp di Kode9 e Space Ape pronto per l’estate cosiccoeme il nuovo di Darkstar che non ha nulla a che fare col dubstep quanto piuttosto un incrocio di Radiohead, Air, Beatles e Junior Boys misschiati insieme.
Tu sei stato il primo a scorgere il lato funky del dubstep, cosa ne pensi di artisti come Roska ed Appleblim che stanno riscrivendo l’house con i suoni del dubstep?
No, non credo proprio. Gli aritisti che hai nominato non hanno nulla a che vedere col dubstep: Roska è un producer house, è solo un’analogia ritmica, drums and beats, non viene dal dubstep ma dall’house. La musica di Appleblim, invece, non è Uk funky ma dubstep e techno. Ok lo so che è difficile da comprendere le differenze specifiche, ma penso che la gente fuori dall’Uk enfatizzi troppo il potere del dubstep: persone provenienti da Paesi diversi magari realizzano canzoni su etichette dubstep ma che in realtà sono solo un discorso di beats, bass and drums, nulla a che vedere insomma col dubstep, quanto piuttosto con l’Uk sound; il post garage, come ho detto, ha dato vita a diversi stili (two step, Uk funky, broken beats, grime ecc…) e il dubstep è giusto solo uno di questi.
Dietro a Kode9 il Dj si cela Steve Goodman il fine ricercatore univeristario che scrive libri e partecipa a conferenze circa la storia e l’evoluzione della musica
Io non scrivo e parlo così tanto spesso della musica che propongo come Dj, bensì del suono, delle frequenze e di come queste interagiscono con il corpo. Dentro di me ci sono due persone: Kode9 e lo Steve che ricerca e scrive. Lascio che siano gli altri a pensare a quale tipo di relazione vige tra queste personalità.
E se oltre q uesto problema di personalità ci metti il tuo enorme bagaglio di suoni e musica, ci spieghi come riesci a preparare la tua borsa dei dischi?
Effettivamente è un gran bel problema!!! Devi pensare al Dj come un selector, lascia stare il mixare in sé, bisogna essere interessati a selezionare questo gigantesco database che esiste nel mondo. E poi, questo è il Dj, questo è il mio mestiere!
Dove hai trovato la reazione più sorprendente alla tua musica?
Ovviamente in Italia! Stavo suonando a Pescara insieme a Plastician in un festival sulla spiaggia. Doveva essere un festival trance e di fianco ad un tendone enorme affollato di ravers c’era la nostra sala completamente vuota quando ad un tratto è entrato un cane nero che si è diretto in mezzo al dancefloor ha fatto un giro, mi ha guardato e se ne è andato via!!! Grazie Italia!!! ahahahahahah
Dj, producer, ricercatore ma anche talent scout: hai portato alla ribalta un mito come Burial e tanti altri talenti si sono imposti grazie al tuo aiuto. Cosa deve un giovane producer per attirare la tua attenzione
E’ impossibile dare una risposta precisa e la ragione è che quello che cerco è quello che non conosco. Io sono interessato a ciò che mi può sorprendere.
Grazie mille Steve è stato davvero una bella chiaccherata!
Grazie a voi.
Federico Spadavecchia – Giorgio Valletta
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roBOt Festival, Bologna
Ritorna il roBOt festival in quella che sarà la sua terza edizione. E come l’anno scorso, ecco il bando “Call For Entry” per fotografi, progetti audio/video, performance e installazioni grazie al quale sarà possibile partecipare al roBOt Festival, che si svolgerà dal 15 al 18 settembre 2010.
COSA È ROBOT FESTIVAL
roBOt: un festival di respiro internazionale che con il 2010 arriva alla sua terza edizione, in un viaggio sempre più esaltante e sempre più pronto a raccogliere le sfide delle nuove forme di arte, sperimentazione e intrattenimento in un mondo dove il rinnovamento sociale, estetico e ideale è realtà continua e quotidiana, anche grazie all’avvento di tecnologie sempre nuove.
CALL FOR ENTRY
Novità tecnologiche e nuove forme di espressioni artistiche chiamano anche nuovi attori capaci di esercitarsi su nuove modalità operative. La figura del nerd compie un deciso salto di qualità, perdendo ogni connotazione negativa e trasformandosi, vista la capacità di intelligenza tecnologica, in uno snodo fondamentale.
La persona un tempo autisticamente rinchiusa nei meandri della cibernetica è oggi quella che meglio è in grado di interpretare la sfida dell’autoproduzione, della creazione e gestione di canali performativi e distributivi, dello sviluppo e della rivoluzione dei canali di interazione tra pubblico e performer; il tutto mettendo un tocco profondamente personale nato dalla pratica, dalla voglia di mettersi in gioco in prima persona quando si tratta di fronteggiare le nuove tecnologie e dalla volontà/necessità di giostrare con le proprie forze conoscitive i meccanismi di funzionamento di tutto ciò che rientra nel proprio mondo.
roBOt è terra d’elezione per chiunque metta in campo fortissimamente se stesso – con tutta la componente umana che è base di ognuno – nel momento di affrontare le nuove arti contemporanee, quelle in grado di interagire con la tecnologia. Conoscenza dei new media, con un approccio tuttavia che sia profondamente emotivo (o che sia in grado di agire sull’emotività dell’audience).
IL SOGGETTO PROMOTORE
roBOt è promosso dall’Associazione Culturale Shape e realizzato con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Provincia di Bologna e Fondazione del Monte.
Shape cura da anni la cultura musicale contemporanea nell’area Bolognese, con un crescendo di impegno, consensi e con una proiezione sempre più ricercata a livello nazionale e internazionale.
Ogni attività ideata e prodotta ha come finalità la valorizzazione della città di Bologna e trova in questo festival la sua massima espressione. Un progetto pluriennale di rilancio della città, necessario per far riscoprire al mondo e a Bologna stessa le risorse intellettuali, sociali e culturali di cui dispone.
Shape crede fermamente in queste iniziative come veicolo per portare alla città benefici non solo in termini di crescita economica ma anche e soprattutto culturale.
IL TEMA DEL FESTIVAL
Ibridazione delle tecniche artistiche. Prove tecniche per il futuro.
Le diadi in contrapposizione: presenza/assenza, vecchio/nuovo, virtuale/corporeo.
Le sfide interpretative: cosa è arte cosa non lo è, cosa è scienza cosa è progresso, cosa è immaginazione cosa è follia.
Le sfide diacroniche: quale passato e quale futuro per l’arte, la tecnologia, la comunicazione.
Le sfide sincroniche: quali sono le potenzialità della contaminazione fra piani, stili e media diversi.
La sfida definitiva odierna per l’arte e per la società, racchiusa in una parola: ibridazione.
ROBOT FESTIVAL CERCA NUOVE PRODUZIONI
Cerchiamo progetti inediti per Bologna che indaghino il rapporto fra le “classiche” tecniche artistiche, dalla pittura alla performance, dalla fotografia alla scultura, e i ritrovati tecnologici digitali di nuova generazione, dalle applicazioni i-phone ai software, al 3d alle installazioni interattive multimediali.
Nuove concezioni. Nuovi concepimenti. Azzardi, esperimenti, vaticini, nuove proposte per il domani che verrà. Derive stilistiche senza soluzione di continuità. Vertigini creative. Scintille d’ispirazione da cercare attraverso la strada della contaminazione e della ricchezza di stili, mondi e linguaggi.
roBOt è terra d’elezione per chiunque metta in campo fortissimamente se stesso – con tutta la componente umana che è base di ognuno di noi, quindi – nel momento di affrontare le arti contemporanee, in grado di interagire con la tecnologia, quindi con la vita.
Allestimenti
Installazioni
Video e animazioni
Performance
I progetti e le opere selezionate saranno inseriti nel programma di roBOt03.
La scheda ufficiale d’iscrizione va spedita entro il 15 GIUGNO 2010 insieme a:
- 1 demo dell’opera in DVD
- presentazione del progetto
- dati sull’attività dell’autore
- Scheda tecnica dettagliata
al seguente indirizzo:
ASSOCIAZIONE CULTURALE SHAPE
via De’ Pepoli, 8/b
40125 Bologna
LEGGERE ATTENTAMENTE
LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE DEL BANDO E’ SCARICABILE A QUESTO INDIRIZZO:
http://www.robotfestival.it/2009/call4robot/
SARANNO RITENUTE VALIDE SOLO LE CANDIDATURE PERVENUTE SU MODULO CARTACEO, RICEVUTE TRAMITE SPEDIZIONE POSTALE.
La partecipazione al bando è gratuita. Le spese postali sono a carico dell’autore.
Tutti i demo inviati non saranno restituiti e verranno depositati presso l’archivio del Festival.
technorati tags: bologna, robot, carl+craig
Da sempre appassionati di musica si incontrano in ambito artistico nel 2007 decidendo di fondere le diverse influenze in djset che spaziano sui più fronti della musica house. Hanno collaborato con artisti del calibro di Dan Ghenascia, Jose de Divina, Ilario Alicante, Lucio Aquilina. Nell’estate del 2009 danno vita al progetto Blackrose records,etichetta dalle sonorità house che in pochi mesi inaspettatamente, incontra il consenso dei massimi addetti ai lavori del calibro di Raresh, Boris Werner, Danny Tenaglia, Matthias Tanzman, Laurent Garnier, Gruber & Nuernberg, Loco Dice, UES, solo per citarne alcuni e con recensioni sui principali portali quali IbizaVoice, GlobalNoise…
Sono in programma per l’estate release con Mr.Tom tom Ruijg(BangBang)Los Updates(Cadenza),Summed&Dot(Allin),Oliver Moldan(Prawler)…
Sabato 15 maggio 2010
Resident djs: FABRICIO vs. ELECTRICAL TWINS, ALEX BAMSY
Special guests: ALE VERROS & STE GENTA [BLACKROSE RECORDS]
Infine ricordiamo che le ragazze potranno usufruire di un omaggio donna entro l’una, ma raccomandiamo a tutti l’accesso al club a inizio serata, dal momento che, superata la capienza massima del locale, l’entrata non sarà più garantita.
technorati tags: club beat, -2linving club, torino
CHIOSTRO DEL BRAMANTE
VENERDÌ 21 MAGGIO || 19.00 > 23.00
19:30 – BLACK FANFARE || Live
20:30 – BEN FROST || Live
21:30 – NINOS DU BRASIL feat. NICO VASCELLARI || Performance
22:30 – ASSUME VIVID ASTRO FOCUS & LA CHATTE || Performance
PALAZZO DEI CONGRESSI
VENERDÌ 21 MAGGIO || 23.00 > 05.00
Salone della Cultura
23:30 – MORITZ VON OSWALD TRIO || Live
00:30 – PLASTIKMAN || Live
01.30 – BAREM || DJ
02.30 – TROY PIERCE || DJ
03.30 – RICHIE HAWTIN || DJ
Foyer Aula Magna
23:30 – TIM SWEENEY || DJ
01:00 – NEON INDIAN || Live
02:00 – RUB’N'TUG || DJ
Visuals – THE BUTCHERS
PALAZZO DEI CONGRESSI
SABATO 22 MAGGIO || 19.00 > 05.00
Salone della Cultura
21:00 – MASS PROD || Live
22:00 – PANTHA DU PRINCE || Live
23:00 – JEFF MILLS || DJ
02:00 – SETH TROXLER || DJ
03:30 – JORIS VOORN || DJ
Visuals – GIORGIO ORBI
Foyer Aula Magna
20:00 – DARKSTAR || DJ
21:30 – NOSAJ THING || Live
22:30 – SHACKLETON || Live
23:30 – MARTYN || DJ
01:30 – MARCO PASSARANI || DJ
Visuals – THE BUTCHERS
Terrazza
19:30 – KING MIDAS SOUND || Live
20:30 – GONJASUFI feat. THE GASLAMP KILLER || Live
21:30 – GIL SCOTT-HERON || Live
22:30 – JAMIE LIDELL || Live
23:30 – THE PHENOMENAL HANDCLAP BAND || Live
Intermezzi – ALESSIO BERTALLOT
ARA PACIS
DOMENICA 23 MAGGIO || 19.00 > 23.00
Auditorium
19:00 – NEXUS || Video Screening
20:00 – UNITED VISUAL ARTISTS || Video Screening
21:00 – QUAYOLA || Video Screening
Terrazza
22:00 – EDWIN VAN DER HEIDE || Multimedia Show
technorati tags: dissonanze, roma
Seaside Vibe è un progetto che traduce forme del linguaggio artistico contemporaneo legato al trinomio suoni, immagini e sistemi avanzati, attraverso la realizzazione di un evento specifico a Cagliari, giunto quest’anno alla seconda edizione.
L’evento avrà luogo dal 23 al 26 Giugno 2010 presso il Centro culturale comunale Lazzaretto, a cura della cooperativa sociale S.Elia, diretto e ideato dall’azienda Basstation.
Seaside Vibe si propone come un evento unico basato sullo sviluppo delle arti digitali per la valorizzazione dello scambio artistico e professionale tra partecipanti e pubblico e per l’avanzamento dell’arte nell’area cittadina con particolare attenzione alle nuove applicazioni della tecnologia in campo creativo.
Suoni e visioni sono parte integrante dell’attività e trovano spazio nell’organizzazione di esposizioni, esibizioni live, video e light performance, accompagnate da momenti aggregativi e di confronto. Talune pratiche musicali si concentrano in vari appuntamenti giornalieri attraverso l‟esibizione live integrata da attività collaterali di varia forma, tra cui informazione, interscambio culturale e formazione.
Le tre giornate sono strutturate in maniera tale da assorbire diversi livelli su cui le arti avanzate progrediscono, coinvolgendo quindi differenti figure e gradi d’interesse.
Tra le performance confermate appaiono importanti nomi del panorama europeo, l’esibizione live audio/video del produttore DUSTY KID, denominata Konzert, confermata anche la partecipazione sullo stage di altre figure artistiche ancora da svelare, l’americano NOSAJ THING, giovane produttore statunitense autore di remix del calibro di Radiohead, The XX e Eminem, dopo le esclusive esibizioni in programma al Dissonanze (Roma) e al Sonar ( Barcellona). Ancora tra gli headliner l’artista francese ETIENNE JAUMET, eccletico produttore parte del duo Zombie Zombie , autore del disco da solista “Night Music” prodotto da Carl Craig, del quale Etienne è il nuovo pupillo.
Tra i progetti “made in Sardinia”, si evidenzia lo showcase del collettivoON 2 SIDES, in cui troveranno spazio musicisti, illustratori e grafici del panorama regionale, sotto l’incantesimo di sonorità rock, elettroniche, noise e quant’altro ancora rende vivi i mitici “mangia‐cassette”.
L’attività di formazione, ospitata all’interno delle aule dello IED, Istituto Europeo di Design, main partner della manifestazione, è affidata ad esperti formativi nel campo d’applicazione tecnico e organizzativo, il collettivo QUITPROJECT.
Una serie di dj‐set concentrati nella terrazza dell’area coffe‐break della struttura, saranno supportati dal secondo main partner dell’iniziativa, RADIO X, storica emittente cittadina.
technorati tags: seaside vibe, sardegna
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Dissonanze 2010: Room 26
Il dancefloor e’ (anche) una categoria dello spirito. Il dancefloor e’ (molto) piu’ di una cassa in quattro. Il dancefloor e’ (senz’altro) un’arma di seduzione sensuale da giocare senza risparmio. Il dancefloor e’ un luogo dove perdersi, si’, ma anche dove respirare storia e ballare fianco a fianco con scintillanti passati abbracciati ad imprevedibili futuri, e nemmeno tu sai perche’. Il dancefloor, insomma, non deve essere un’esperienza ordinaria. Mai. Ricordatelo. E pretendetelo.
E quindi: Neon Indian, Rub’N'Tug e Tim Sweeney hanno scavato a fondo nelle loro passioni (le derive anni ‘80, la New York “irregolare” in chiave post punk, l’hip hop, la disco, l’acid, la techno, l’house…) per riuscire a dare vita a una voce sonora e ritmica che fosse “loro” – e che soprattutto ancora oggi sia tutto tranne che scontata. Non seguono le mode, o magari ci finiscono dentro accidentalmente, ma le serate con loro in campo sono una vera e propria leggenda sotterranea, basta perlustrare un po’ il web per accorgersene. Se da un lato al Palazzo dei Congressi, venerdi’ 21 maggio, andra’ in scena l’epifania definitiva per quanto riguarda la techno piu’ nobile, dall’altro al Room 26, poco piu’ in la’, giusto a qualche passo di distanza, il sapore di Dissonanze 10 sara’ una gioiosa e liberatoria esplosione collettiva di gioia, di stili e di attitudini creative. Liberi tutti!
technorati tags: dissonanze, roma
Se fosse durato anche un solo giorno in più saremmo stati tutti ricoverati in un ospedale psichiatrico, d’altronde il Bang Face, arrivato alla sua terza edizione, non è nient’altro che questo: 3 giorni di adrenalina anfetaminica, vissuti tutti d’un fiato ballando sull’immancabile moquette inglese, che ben poco concedono al riposo se non qualche ora assolata da trascorrere in spiaggia.
Altra caratteristica fondamentale del rave organizzato da James Saint Acid e dalla sua Hard Crew è la fedeltà del pubblico, degno discendente delle tribes dei primi anni ‘90, che per esserci ha sfidato addirittura le ceneri del vulcano islandese che fino all’ultimo hanno causato il blocco degli aereoporti di mezz’Europa.
Tanta tenacia è stata giustamente premiata da una line up di altissimo livello con giusto un paio di defezioni risolte con sostituzioni se possibile ancora migliori dei titolari: Bizzy B al posto di Friction ma soprattutto Mu-Ziq al posto di Mark II (comunque presente il sabato).
I padroni di casa ci danno il benvenuto con il tradizionale set hardcore di Dave Skywalker che per l’occasione propone un remix d’assalto della colonna sonora di Jurassic Park, tema scelto per la festa di quest’anno.
Musicalmente si può affermare che il Bang Face 2010 è stato soprattutto la sagra della catena con i Dj breakcore a dominare in lungo e in largo, dentro le sale e dentro gli chalet: Venetian Snares è il capo indiscusso di un plotone di zombie attaccati alla presa della 2 e 20 che arriva addirittura a lanciare una lattina di birra contro il fonico che non segue i suoi ordini. Jason Forrest aka Dj Donna Summer (copia sputata del wrestler americano Kane) ed i leggendari Human Resource from R&S rec., con uno straordinario set hardcore ‘92/’94 (ciliegina sulla torta Sunbeam “Outsideworld” ) sono i suoi fidati luogotenenti.
Fortuna che c’è Ceephax con un live tutto analogico a rallegrare l’atmosfera pompando l’happy acidcore dell’ultimo album così come DMX Krew che, ad un mese dal BLOC, affina il nuovo live rendendolo ancora più intenso e accattivante.
Sul versante delle nuove generazioni c’è da segnalare il talento di Loops Haunt e della giovane Doubtful Guest. Divertentissimi anche i ragazzi della Countryside Alliance Crew: contadini inglesi con tanto di mucche e pecore on E al seguito trapiantati nella Jamaica della d’n'b più spinta.
Per quanto riguarda il dubstep ormai possiamo dire con certezza che è morto, o meglio reincarnato nelle sue mille diramazioni affossando ogni tentativo di definizione: Appleblim, sempre più al vertice del djing mondiale, ha impostato il proprio sound su beats sexy e groovosi alla Strictly Rhythm con melodie dubbeggianti e mentali; Joker, invece, si serve dei potenti Funktion One per torturare la folla con i vibranti bassi del wonky beat, vero e proprio future pop.
In mezzo la sublime eleganza di Detroit: a Dj 3000 bastano solo un paio di Technics senza nemmeno gli effetti per trasformare la face room in Copacabana, mentre gli Aux 88, in divisa e synth, mettono su uno show degno dei Kraftwerk.
Spiegare poi a parole il live degli Urban Tribe è poi impresa davvero ardua: Moodymann, Antony Shake Shakir e Dj Stingray con drum machine vintage, laptop e tastiere intrappolano il funk in una prigione sotterranea dove la luce del sole non può arrivare. Immaginatevi Moroder in un solitario concerto dopo l’apocalisse nucleare, non so se rendo l’idea!
L’ultima gemma di scintillante estetica ce la regalano i Plaid: sala al buio e luci blue, giri di basso stretti dai rimandi proggy, grandi viaggi inframmezzati da risvegli schizzofrenici idm.
In tutta questa perfezione rileviamo solo un paio di delusioni, vale a dire un Mathew Herbert che non va oltre un normale, ed anonimo, djset techno/dubstep, e gli Orb a cui ormai si assiste solo per puro gusto filologico perchè per il resto il peso dell’età è troppo grande per consentire passi in avanti sia nella ricerca che sul dancefloor.
Chiude la festa il nostro ospite Saint Acid con l’ultima mitragliata acid, perfetta per la battaglia in pista a colpi di palloncini e delfini gonfiabili da spiaggia, per poi lasciare il commiato alle classiche cornamuse scozzesi.
E’ stata durissima ma siamo arrivati fino in fondo, ci rimane solo un’ultima levataccia per andare a prendere l’aereo e, una volta a casa, chiamare immediatamente il fisioterapista per un appuntamento!
Federico Spadavecchia
technorati tags: figate che a raccontarle non ci credi, bang+face,rave
Metti una sera a Milano, metti una sera a Milano con artisti straordinari in una cornice d’eccezione come il Teatro Parenti, metti una sera a Milano con artisti straordinari in una cornice d’eccezione come il Teatro Parenti sommerso da tanti amici che forse neanche a Natale.
Ecco quella di venerdì scorso è stata la migliore festa che si sia vista a Milano dai tempi della prima volta di Sven Vath ai Magazzini Generali nel 2004 (quella famosa notte in cui fece nevicare), e tutto questo grazie al team dell’Elita festival.
In un periodo convulso come quello del Salone del Mobile, sempre pronto a trasformarsi nella Sagra della Porchetta quando meno te lo aspetti, le brutte sorprese sono da mettere in preventivo.
I locali prettamente adibiti al clubbing del capoluogo lombardo inoltre già da parecchio tempo non garantiscono più un adeguato standard qualitativo, sia per la proposta artistica che per il pubblico, ed infatti puntalmente ecco come sono andate le cose mercoledì sera per Stacey Pullen ai Magazzini Generali secondo quanto riportato dal sempre presente Simone KK:
Il peggio Pullen mai sentito!Non era lui dritto, loopy, banale, fantasia 0, backgroud detroit 0, groove 0, blackness 0, funkytudine 0. I primi 40 min irriconoscibile. A me continuerà a piacere Pullen poichè so quanto vale.Il problema che se lo fai davanti all’asilo mariuccia della pasticca, egli come tanti altri verrà nel ns bel stivale a fare le marchette. D’altronde il peggior mills della mia vita (16 anni in 9 stati europei) è stato proprio ai magazzini. Salvo 3 dischi verso le 3/3.15 poi ho preferito andarmene. Peccato xkè al parenti i mom han suonato bene. Ma d’altronde Elita quest’anno è il parenti!
Il resto? pensate che ieri le alternative erano: dj set Klaxon al Plastic; x la serie se mi fa cagare già il live come il cantato di cotugno, ve lo immaginate il Toto dj set? Poi far uno dei Kraftwerk a Corsico in un buco + piccolo del Rocket con l’impianto chicco lascia senza parole. Elita= Franco Parenti.
E proprio a teatro pochi giorni dopo ci incontriamo per assistere ad uno spettacolo unico, a cominciare dal live di Byetone, cofondatore insieme a Carsten Nicolai della label Raster Noton. Diviso in quattro movimenti, i suoni che escono dal suo laptop sono di una perfezione inquietante, glaciali e puliti, ma, a differenza dei suoi compagni di scuderia, mantiene un’altrettanto elevata componente danceble. Una performance da mettere come esempio sul dizionario illustrato della minimal techno.
Applausi finali per Olaf ed iniziamo a ballicchiare rilassati sulle atmosfere cristalline di Pantha Du Prince. L’artista tedesco esegue per l’occasione l’ultimo acclamatissimo album Black Noise contornato da hit passate maggiormente orientate alla pista, di modo da dare quell’andamento proggy tanto caro a top Dj’s come Cattaneo e Sasha. Già immagino che al Bar25 le prossime domeniche mattina non si suonerà altro.
A completare l’opera ci pensa il geniale John Hopkins, senza pianoforte a coda questa volta ma con una carica degna dei primissimi Prodigy.
Anche per lui si tratta più che altro della riproposizione dell’ultimo disco Insides: le mani colpiscono velocemente i tre pads della Korg ed il beat si deframmenta in molteplici parti dando la sensazione di trovarsi sotto una frana.
Idm, techno e musica classica si fondono insieme, e quando sul finire la cassa si sfoga in un tradizionale 4/4 scoppia il degenero!!!! Standing ovation per John che si conferma essere uno dei profili più interessanti della scena elettronica mondiale.
E’ ancora presto quando ci ributtiamo in strada e allora decidiamo per fare una capitina all’Hundebisse nella zona nord est di Milano.
Questo locale, a metà strada tra un centro sociale e un club, si trova in un seminterrato di una fabbrica e ricorda molto da vicino il mattatoio de Le Iene di Tarantino. Anche qui comunque arrivano gli echi del Salone ma l’atmosfera più che apparire glamour è decisamente grottesca.
All’interno un misto di dark, punk fuori di testa e semplici appassionati si dimenano sul ritmo asfissiante di una band punk noise. So underground it hurts diceva il buon Abe Duque…
Adesso è davvero ora di andare, magari riesco a dormire pure qualche ora prima di prendere il treno.
Grazie di tutto Elita e all’anno prossimo.
Federico Spadavecchia
Venerdì 30 Aprile 2010 Xplosiva e Art At Work presentano una nuova data del progetto Balla al Circolo Canottieri Esperia. Il progetto rappresenta un nuovo immaginario tra clubbing, performance e arte contemporanea.
Ospite musicale della serata, Kode9, artista, dj e fondatore della Hyperdub, etichetta all’avanguardia dell’universo musicale dubstep.
Oltre ad aver firmato alcuni dei momenti chiave di questo genere notturno e suburbano – da Sign Of The Dub (2004) a Black Sun (2009) – attraverso la Hyperdub il produttore scozzese, al secolo Steve Goodman, ha messo in evidenza alcuni dei migliori talenti della scena musicale contemporanea (il fuoriclasse Burial, i King Midas Sound, Ikonika, per citarne solo alcuni) e disegnato nuove traiettorie sonore, riassunte nella prodigiosa doppia compilation 5: Five Years Of Hyperdub che, uscita sul finire dello scorso anno, ha raccolto unanimi consensi critici.
Nel suo recente volume Sonic Warfare: Sound, Affect, and the Ecology of Fear ha esplorato la teoria dell’utilizzo della forza acustica in funzione degli effetti sugli esseri umani. Quel che è certo è che Kode9 investiga attraverso la sua arte le “rhythmic collectivity”, le collettività ritmiche e l’immaginario afrofuturista, tra scienza, tecnologia e fantascienza.
In collaborazione con 3D – DNA Dance Department
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Dissonanze 2010, Roma
Qualcuno con buona memoria se ne sara’ accorto: rispetto alle nostre abitudini quest’anno abbiamo aspettato un po’ di piu’ prima di definire la line up ufficiale.
Ci abbiamo messo piu’ tempo, vero. Ma questa e’ l’edizione numero dieci. Un traguardo importante. Raro. Volevamo festeggiarlo in modo piu’ che degno, volevamo offrirvi e offrirci un Dissonanze davvero da ricordare; volevamo costruire un evento in grado di raccontare se stesso, la sua storia, cosi’ come il presente e il futuro della musica che sentiamo – nostra.
C’e’ tutto lo spirito di Dissonanze nell’accogliere il grande ritorno di un artista dal carisma immenso come Gil Scott-Heron, o nell’ospitare il Trio del santone techno-dub Moritz Von Oswald, o nel chiamare il supremo Jeff Mills e un Richie Hawtin non in semplice versione dj, ma alle prese con una delle sfide artisticamente piu’ ambiziose e grandiose della sua carriera.
Ed e’ sempre lo stesso spirito a portarci a proporre artisti coraggiosi quali Jamie Lidell, Pantha Du Prince, Shackleton, oppure le avventurose investigazioni nel pianeta dubstep e nell’hip hop di frontiera… I nomi da citare sono tanti, quest’anno come mai. Gli stimoli pure, sempre mirati e meditati. Proveremo quindi a raccontarvi, passo dopo passo, quali sono le costellazioni della nostra galassia.
Benvenuti a Dissonanze 10
technorati tags: dissonanze, roma
Un giorno in più per Italia Wave Love Festival 2010: dal 21 al 25 luglio cinque intense giornate di grande musica dal vivo con tre band in data unica e un’esclusiva estiva.
Approdano a Livorno gli Underworld, pionieri della musica elettronica moderna che con Born Slippy in Trainspotting sono diventati la colonna sonora di un’intera generazione, i Faithless, profeti e guru della dance che ritornano dopo il grandissimo successo di ‘God is a dj’ con un attesissimo nuovo album ed i Groove Armada con il fresco di stampa Black Light dal vivo con il nuovo spettacolo tra rock ed elettronica.
Ed ancora da Chicago gli Ok go!, resi celebri dai videoclip autoprodotti a basso costo grazie ai quali hanno scalato le classifiche americane ed europee diventando un vero fenomeno in rete vincendo il YouTube Video Awards, parodiati anche dai Simpson e con un nuovo lavoro uscito a gennaio: “Of the blue colour of the sky”.
E sempre dalla vette delle classifiche l’attesissimo ritorno in Italia dei beniamini della neo-wave inglese, gli Editors, che con l’ultimo disco ‘In this light and on this evening’ si confermano una delle band più innovative del panorama rock internazionale.
Le prevendite sono aperte dal 15 aprile
technorati tags: festival, italia wave
Venerdì 16 aprile, La Città Del Teatro per il Fosfeni Festival, ore 22:00, presenta:
ALVA NOTO (DE)
Alva Noto è la sigla sotto cui agisce l’artista visivo Carsten Nicolai come performer di musica elettronica. Nato a Karl-Marx-Stadt nell’ex Germania Est nel 1965, Nicolai appartiene ad una generazione di artisti che opera nell’area di transizione tra arte e scienza. Il suo talento si è affermato in esposizioni importanti, come Documenta X a Kassel, le 49sima e 50sima Biennale d’Arte Contemporanea a Venezia, per approdare nei musei più prestigiosi del pianeta. La sua attività come Alva Noto riflette la sua estetica di artista visivo: Alva Noto si presenta come un fabbricante, un generatore di suoni, visto che opera principalmente al computer, e si colloca idealmente in un ambito espressivo dove convivono l’avanguardia storica, tra influenze di John Cage e Morton Subtonick, il minimalismo iterativo, la musica industriale, la ricerca glitch, incrociati alle teorie della meccanica quantistica a pratiche di costruzione e decostruzione sonora.
Negli anni Alva Noto si è confrontato creativamente con numerosi altri musicisti, come i Pansonic, Scanner, Ryuichi Sakamoto, marchiando ogni collaborazione con la sua ricerca sonora. Dal disco “Kerne” del 1998, ai successivi “Prototypes” del 2000, “Transform” del 2001, per arrivare alle produzioni più recenti Alva Noto ha definito nuovi aspetti e linguaggi della musica elettronica contemporanea.
A Cascina Alva Noto presenterà una delle sue creazioni più recenti: “unitxt”.
“unitxt” è caratterizzata da un approccio ritmico profondo, che si collega ad un’opera precedente quale “Transpray” del 2004. Lo stesso Nicolai ne suggerisce differenti letture, come combinazione di “unit extended” riferito ad una unità di griglia ritmica o di “universal text”, riferito ad un linguaggio universale, come la matematica, le costanti, ecc. In tutti i modi “unitxt” riflette tutta la magia ed il mistero di uno degli artisti punti riferimento della nuova musica d’oggi.
biglietti da 13 a 10 euro
prevendita circuito boxoffice
la sera dello spettacolo la biglietteria aprirà alle 21
La Città Del Teatro, Via Toscoromagnola 656, Cascina (PI)
Frequencies
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