Dopo lo straordinario successo dello scorso anno torna Ambienti Digitali, suggestive sonorizzazioni nei meravigliosi spazi della Reggia di Venaria curate da grandi artisti internazionali. Grazie ad una musica elettronica di altissima qualità e concepita appositamente per l’ambiente che la accoglie, la Venaria torna a comunicare attraverso espressioni musicali che meglio di altre approfondiscono il rapporto fra suono e ambiente. Musica elettronica e luoghi aulici, carichi di storia e segni. Un’apparente eresia che consente, invece, di scoprire come l’essenza, le vibrazioni primarie dei luoghi storici possono tornare a comunicare attraverso le forme musicali che meglio di altre scavano nel rapporto fra suono e ambiente, fra risonanza “della pietra” e risonanza dell’animo.
Questa seconda edizione conferma la formula già sperimentata, ma aggiunge anche consistenti novità che si traducono in patrimonio permanente per la Reggia, come la commissione ai Matmos, collettivo di Baltimora, della scrittura di una partitura originale di 20 minuti per sonorizzare la Fontana del Cervo nella Corte d’onore. Proprio alla Corte d’Onore sabato 8 maggio i Matmos daranno inizio al programma dei concerti con una performance che sublimerà i suoni proposti dal collettivo americano con uno spettacolo di luci nella fontana e disegni d’acqua.
Sabato 8 Maggio – MATMOS –opening alla Corte d’Onore
Sabato 15 Maggio – CLAUDIO ROCCHETTI – Cappella di Sant’Uberto (in collaborazione con Associazione Situazione Xplosiva)
Sabato 22 Maggio – PHILIP JECK – Cappella di Sant’Uberto
technorati tags: ambienti digitali, xplosiva
Chi era presente al WMF Club di Berlino lo scorso febbraio sarà già con la bava alla bocca dopo aver letto il titolo del disco. Quella notte per oltre 7 ore siamo rimasti abbagliati dalla classe infinita di Mathew Jonson e compagni, quindi ora che il cd è finalmente disponibile nei negozi non vediamo l’ora di ripetere la magica esperienza nel nostro salotto.
Cominciamo col precisare che il titolo non è altro che il nome del progetto allargato dei Cobblestone Jazz che da trio passano, appunto, a quartetto con la partecipazione di quel The Mole, veterano della scena house canadese, che già da tempo si esibiva coi ragazzi della Wagon Repair.
L’album rispecchia fedelmente l’andamento della performance dal vivo (e forse perciò non ci sarebbe stato male un secondo cd mixato) dimostrandosi una preziosa miniatura di quel suono che oggi dovrebbe essere definito nu house.
In effetti non siamo davanti ad un’opera rivoluzionaria ma ad una fine lavorazione artigianale.
Al momento è finito, o quanto meno sospeso, il tempo delle intuizioni semplici ma geniali dei non musicisti, ed il ritorno alle sonorità di Chicago rischia seriamente di diventare un monotono copia/incolla di samples vecchi di 10 anni su basi ritmiche preparate con ableton tutte uguali.
Ben vengano allora produttori dalla cultura “classica” usciti dal conservatorio e capaci di affrontare a mente aperta le sfide alla tecnologia e all’esaurimento dei generi musicali.
The Modern Deep Left Quartet è esattamente questo: dance moderna riveduta e corretta da parte di musicisti preparati, che sanno miscelare con perizia mezzi analogici e digitali ricavandone un sound caldo e contemporaneamente moderno.
Facile ricondurre il loro approccio al futurista Hi Tech Jazz detroitiano dove stili e strumenti diversi si incontrano per dar vita ad un qualcosa di nuovo ma intimamente classico.
Il battito vellutato di Chance Dub in apertura è un sensuale movimento ipnotico che rimanda tanto a fumosi jazz club quanto a luminosi dancefloor anni ‘80. E il gioco dei doppi continua con il vocoder e le tastiere di Sun Child tra l’house e il charleston, tra il djset e la jam session.
La voce filtrta è il filo conduttore che ci porta alle oscure e technoidi Mr Polite e Cromagnon Man, per poi tornare all’aria aperta con Fiesta, tutta basso slappato e Roland Tb 303.
Children, invece, ha le potenziali dell’anthem: cassa dritta senza tregua ma non invasiva, melodia ossessivamente grave e cantato naturalmente in vocoder. Chance rallenta la corsa, lasciando il campo alle note malinconiche di un hammond e ai sogni dei ballerini.
Sotto il Midnight Sun si consuma l’ultima danza, davanti ad un’indistinta alba che potrebbe essere in realtà un tramonto.
Federico Spadavecchia
technorati tags: the modern deep left quartet, cobblestone jazz
8
Blackout Secret Party
“da piccolo chiudevo gli occhi e mi immergevo sotto le coperte, sognavo di giorno, sognavo di volare, di combattere, di giocare la finale e segnare ed esultare sotto la curva.
C’è qualcosa del buio che ti rende ogni pensiero piu realistico, sarà forse perchè la realtà non è piu visibile. blackout non ti chiede di chiudere gli occhi, blackout ti chiede per un istante di non avere paura di guardare in faccia la realtà e per un momento immergervi sotto le nostre coperte. saremo noi a coccolarvi nel sonno e rendere i vostri sogni unici.
shhhhhhhhhhh attenzione blackout e totalmente segreto, nessuno sa niente di niente… sai soltanto che per raggiungerci ci vuole un pullman e sai che si terrà il 24 aprile dalle ore 23… giusto giusto per rimboccarvi le coperte.”
BLACKOUT, un evento basato su i criteri di fondere il club culture londinese della scena underground con quello di un prodotto commerciabile a livello nazionale creando un vero e proprio brand intorno al nome BLACKOUT.
BLACKOUT è una serie di party segrete, ovvero per raggiungerlo bisogna salire a bordo al BLACKOUT BUS un pullman totalmente oscurato ed una volta arrivato a destinazione ci sarà un passaggio collegato al pullman che vi porterà direttamente all’interno del locale. In qualche modo ci piace definirlo un rapimento di massa con il consenso
Ogni evento è organizzato in locali semplici maggior parte (magazzini/tendoni) luoghi molto minimal dove a fare da arredamento sono i clubber stessi e la scenografia allestito dallo staff blackout.
Per l’inaugurazione abbiamo scelto il nostro primo locale. Uno spazio di circa 600mq a forma di cubo in una zona industriale ma questo importa poco dal momento in cui non sarà possibile vedere la realtà che lo circonda.
Line Up:
DUSTY KID live
—————————–
BIOZUNI PROJECT live
GIOVANNI VERRINA
AER
per ogni altra informazione andate su http://www.blackoutsecretparty.com/info.html
E’ vero con la dance c’entra poco ma di fronte alla dipartita di un Genio della produzione discografica come Malcom McLaren bisogna togliersi il cappello e chinare il capo in segno di rispetto.
Qui di seguito riportiamo l’articolo de La Repubblica ed il documentario realizzato dalla RAI nel 1979 sui Sex Pistols, la sua creatura di maggior successo.
ROMA - E’ morto in un ospedale in Svizzera, a 64 anni, Malcolm McLaren, ex manager del gruppo dei Sex Pistols ma di fatto loro “inventore” nonché fra i primi animatori del movimento punk. Malato da tempo di cancro, a dare l’annuncio della scomparsa è stato il suo agente, Les Molloy. McLaren sarà sepolto a Londra, nel cimitero storico di Highgate.
Nato in un sobborgo della Londra post bellica, McLaren era figlio di un ragazzo giovanissimo che abbandonò la madre quando lui aveva appena due anni. Cresciuto dalla nonna Rose Corre Isaacs, figlia di un mercante di diamanti portoghese sefardita – che amava ripetergli “it’s good to be bad, and it’s bad to be good” – lasciò la famiglia appena adolescente e dopo una serie di lavori di varia natura frequentò diversi istituti d’arte in Gran Bretagna. Diversi perché fu spesso espulso e riuscì a completare gli studi solo nel 1971.
Fu in questo periodo che scoprì il proprio talento per la creazione di abiti, che gli sarà utile quando, più avanti, deciderà di aprire un suo negozio di abbigliamento. Ovvero nel 1971 quando, con la sua compagna, la stilista Vivienne Westwood, inaugurerà una boutique chiamata Let It Rock, a King’s Road, frequentata soprattutto da teddy boys e rockettari, dove la coppia fealizzerà anche costumi per il teatro e per il cinema.
Risale al 1972 il viaggio a New York, in occasione di una fiera di abbigliamento, durante il quale McLaren incontra la band dei New York Dolls. Per loro progetta un look completamente nuovo, fatto di giacche in pelle rossa e simboli dell’allora Unione Sovietica mentre mutua lo slogan, “Better Red than Dead” (”Meglio rossi che morti”) dai movimenti di protesta americani contro la guerra in Vietnam. Ma quella con i New York Dolls fu un’avventura fallimentare: la band si sciolse di lì a breve.
Tornato a Londra cambia nome al negozio, che diventa “Sex” e comincia a vendere abbigliamento sadomaso e le prime t-shirt strappate. E’ lì, nel negozio di King’s Road, che McLaren conosce la band che lo avrebbe consacrato come icona del periodo: i Sex Pistols, che all’epoca si chiamavano The Strand. Il negozio diventa uno dei fulcri della scena punk-rock, lì si ritrovano molti dei fondatori del movimento punk, da Sid Vicious a Mick Jones e Tony James. Nel 1973, McLaren diventa manager dei The Strands.
Il vero successo, con loro, arriva nel 1977 quando il singolo God Save the Queen, messo al bando dalla Bbc, conquista i vertici delle classifiche durante il Giubileo d’Argento, ovvero il 25esimo anniversario dell’incoronazione della Regina Elisabetta. McLaren aveva organizzato un concerto mobile: la band si sarebbe dovuta esibire su una barca sul Tamigi e Johnny Rotten e gli altri avrebbero suonato davanti al palazzo del Parlamento. Ma non fecero in tempo: l’imbarcazione fu bloccata dalla polizia e McLaren fu arrestato. Una pubblicità gratuita che giovò non poco al manager, uomo visionario ma anche dal grande intuito commerciale.
technorati tags: leggende, malcom mclaren
L’associazione culturale elita nasce a Milano nel 2005 ed ha come scopo quello di promuovere il networking in ambito culturale ed in particolarmodo nel mondo della musica e dei nuovi media.
In cinque anni di attività elita è riuscita ad imporre la sua filosofia aprendosi al territorio ed in grado di valorizzare le migliori realtà operanti nella scena musicale più innovativa di Milano.

Il programma dell’intero evento, che avrà luogo dal 13 al 18 aprile in più locations del capoluogo lombardo, può essere consultato all’indirizzo http://www.elitamilano.org/category/program/full-program/
Sono passati 5 anni dall’uscita di Degenerate, uno dei primi album dubstep di successo, che contribuì ad imporre definitivamente la scena degli ultra bassi a livello internazionale.
Oggi quel dubstep è un lontano ricordo perso nelle sue mille mutazioni genetiche così come Jamie e Roly da molto tempo non incrociano più le loro strade.
Cloud Seed è quindi un album postumo, un requiem fatto di tracce realizzate tra il 2006 e il 2007, pubblicato di forza dalla Planet Mu ma col fermo rifiuto da parte dei due producers di toccare alcunchè in quanto impossibile intervenire sullo stato d’animo di quel periodo.
Allo stesso tempo però questa release è una risposta alle tante domande dei fans circa i singoli ed i remix post Degenerate, ed è sorprendente come le sonorità risultino comunque fresche, non legate al passato.
Con il poster gigante di Kevin Martin appeso al muro, il tema portante resta Blade Runner (la straziante fuga crepuscolare di Remains of the day) e gli scenari da day after guerre atomiche, dove le cheerleader si esibiscono sullo sfondo di una scuola ancora in fiamme (Take time out col featuring di Warrior Queen, la vocalist preferita, neanche a chiederselo, di The Bug).
La nebbia tossica non ha però oscurato del tutto gli esseri umani ed i loro sentimenti, che riescono comunque a conservare dolcezza e tentare slanci verso il futuro (Heart space interpretata da una soulfull Anneka). Se il fascino per il buio del duo è dovuto all’influenza di Kevin Martin, i lampi di luce sono diretta responsabilità di quell’Untrue firmato Burial.
Tra i remix presenti spiccano quello ai Plaid, Bar Kimura restrutturato in una casa degli spiriti completa di catene cigolanti, e a Fallen di Distance che viene asciugata e resa ancora più spigolosa.
Il muro di suono eretto dai Vex’d è invalicabile e, quella che appare come una crepa di silenzio da usare come appiglio per tentare la scalata, è in realtà una trappola ancora più dolorosa.
Peccato che Jamie e Roly non lavorino più insieme, ora non sapremo mai come andrà a finire questo film.
Federico Spadavecchia
technorati tags: vex’d, cloud+seed
L’Awakenings festival di Amsterdam compie 10 anni e vi invita alla sua speciale festa di compleanno con una line up perfetta per raccontare la Techno degli anni zero. L’evento avrà luogo il 26 giugno prossimo al Deelplan Houtrak di Halfweg ed i tickets, dal prezzo di € 50, sono già acquistabili sul sito www.awakenings.nl
Area V (open air)
Adam Beyer
Bart Skils & Anton Pieete
Belleville 3: Juan Atkins & Derrick May & Kevin Saunderson
Collabs Session ft Speedy J & Chris Liebing
Johanna Mercker & Efde
Paco Osuna & Alex Under
Area W (open air)
Koen Lebens
Loco Dice
LutzenKirchen LIVE
Luciano
Raresh
Reboot LIVE
Richie Hawtin
Area X (10 years of Awakefest classix)
Angelo
Ben Sims
Billy Nasty
Cari Lekebusch
Oscar Mulero
Remy
Surgeon LIVE
Steve Rachmad
Area Y
Dave Clarke
Jeff Mills
Juan Sanchez
Laurent Garnier LIVE
Len Faki
Marcel Dettman & Ben Klock
Secret Cinema
The Advent & Industrialyzer LIVE
Area Z
A.Paul
Bas Mooy & Radial
D.A.V.E the Drummer LIVE
DJ Rush
DJ Lukas & OBI
Fernanda Martins & Candy Cox
Marco Remus & Frank Kvitta
Pet Duo LIVE
ZIX
Area A
Cassy
Gui Boratto LIVE
James Holden
Mathias Kaden
Melon
Osunlade
Ricardo Tobar LIVE
William Kouam Djoko LIVE
technorati tags: awakenings, festival
22
Dissonanze 2010
21 MAGGIO ::: CHIOSTRO DEL BRAMANTE ::: H. 19.00 > 23.00
in collaborazione con NERO
Assume Vivid Astro Focus vs. La Chatte
Ben Frost
Black Fanfare
Nico Vascellari
21 MAGGIO ::: PALAZZO DEI CONGRESSI ::: H. 22.30 > 01.30
Moritz Von Oswald Trio
Plastikman live
21 MAGGIO ::: LOCATION TBA ::: H. 23.00 >04.00
Rub’N’Tug
Tim Sweeney
22 MAGGIO ::: PALAZZO DEI CONGRESSI ::: H. 19.00 > 04.00
Darkstar
Gil Scott-Heron
Jamie Lidell
Jeff Mills
Joris Voorn
Kind Midas Sound
Martyn
Mass_Prod
Pantha du Prince
Seth Troxler
Shackleton
23 MAGGIO ::: ARA PACIS ::: H. 19.00 > 22.30
Edwin van der Heide
Quayola
technorati tags: festival, dissonanze, roma
Come ogni mese, anche il pomeriggio di sabato 27 marzo, giornata nella quale si terrà AltaVoz, organizziamo un workshop.
Come ogni mese l’iscrizione è gratuita, ma necessaria (i posti sono infatti limitati).
Per maggiori informazioni leggete la presentazione qui sotto, mentre per l’iscrizione scrivete a workshop@altavoz.org
In questo workshop conosceremo l’artista Uwe Schmidt compositore tedesco che ha prodotto musica elettronica con numerosi pseudonimi come Atom Heart, Atom™, Señor Coconut, Lassigue Bendthaus, Flanger ed molti altri ancora.
Nel 1994 creò l’etichetta Rather Interesting, con lo scopo di promuovere sonorità che seguissero percorsi alternativi rispetto alle produzioni mainstream elettroniche dell’epoca.
Attraverso una panoramica sulle tecnologie e sulle tecniche di composizione utilizzate nella storia della musica elettronica Uwe Schmidt ripercorrerà il suo percorso di ricerca arrivando fino ai suoi metodi di produzione attuali.
Sarà un’occasione unica per conoscere le tecniche e i segreti accumulati in anni ed anni di composizione e di sperimentazione, che hanno permesso a questo eclettico artista di diventare uno dei maggiori produttori della scena internazionale
BIO
Uwe Schmidt, aka Atom Heart, Atom™, Señor Coconut, Lassigue Bendthaus, Flanger, Lisa Carbon, è un compositore, musicista e produttore tedesco di musica elettronica padre dell’etichetta “Rather Interesting”.
Negli anni 90 è protagonista di una decina di pubblicazioni con il nome di Lassigue Bendthaus e di una ventina con il nome Atom Hearth.
Nel 1994 pubblica l’album “Second Nature” con Tetsu Inoue e Bill Laswell
Nel 1996 con l’alias Señor Coconut incide l’album El Gran Baile (1997), dopo essersi trasferito a Santiago, Cile.
Dal 1999 con l’etichetta Ninja Tune pubblica 6 album con lo pseudonimo Flanger.
Nel 1998 presenta il suo lavoro “Pop Artificielle” dove si trovano cover di artisti come James Brown, Prince o David Bowie.
Dopo questo album, nel 2000, pubblica El Baile Alemán, una fusione tra ritmi latini e la musica dei Kraftwerk. Il lavoro è interamente svolto da Schmidt con sintetizzatori e campionatori, con l’aiuto di tre vocalist. In Europa, il single “Tour de France” arriva ai primi posti delle classifiche dance in Germania.
Nel 2003 esce l’album “Fiesta Songs”, che contiene brani, tra gli altri, anche di Michael Jackson e Deep Purple.
Nel 2006 pubblica “Fiebre Amarilla”, frutto della collaborazione con il gruppo elettropop giapponese Yellow Magic Orchestra.
INGRESSO GRATUITO
ISCRIZIONE OBBLIGATORIA
20
BLOC 2010: I set Rinse/FWD>>
Direttamente dal BLOC Weekend 2010 vengono resi disponibili i primi dj set targati FWD>> + Rinse che hanno animato la sala RED:BLOC durante la notte del venerdì.
Sono state registrate le performance di:
N-Type
Geeneus + Tippa + Katy B
Marcus Nasty
Zinc
Ms Dynamite
Boy Better Know
Chef + Crazy D
Per scaricare il rar contenente tutti i set cliccate QUI
Buon ascolto!!!
Eppure al terzo giro pensavo di esserci abituato, credevo di poter fare 3 giorni abbastanza tranquilli tra un tuffo in piscina e la sera a ballare con gli amici ma non c’è stato proprio verso di contenere l’emozione di essere di nuovo a Minehead, alla quarta edizione del BLOC Weekend, il più incredibile festival mai organizzato.
All’interno del Butlins Resort ci aspettano sei palchi assediati dai potentissimi impianti Funktion One comandati dai migliori generali del Techno esercito mondiale, presente con tutte le sue divisioni speciali.
Il Bloc non è infatti solo la casa del dubstep, ma anche dei padri fondatori della scena. Nel 2009 ci siam goduti tra gli altri Aphex Twin, Future Sound of London e Carl Craig, quest’anno Model 500, Autechre e Derrick May.
Con i miei compagni d’armi siamo passati attraverso 24 ore EFFETTIVE di musica, spalmate su tre giorni, iniziando con la giovane promessa Subeena che stampa su Planet Mu e finendo domenica notte sulle melodie di The Innovator. Ad oggi non c’è manifestazione a poter reggere il confronto con la sua line up, oltre 80 musicisti in tabellone ed è quindi ovvio operare delle, talvolta dolorose, scelte.
Il primo act di fama cui assistiamo venerdì è il back to back di Scratcha e Roska. I due ragazzi di colore scrivono una nuova pagina sul libro dell’house music mescolandola col dubstep più sporco e il 2step più sensuale. La loro attitudine interamente party oriented alterna a colpi di back spinning raffinati momenti deep ad anthem dal basso a catena, magari non troppo ricercato ma di grandissimo impatto.
Il premio di miglior performance della serata va però a Neil Landstrumm, ormai ben oltre i suoi limiti, come se i suoi tre ultimi album (caso guarda su Planet Mu) fossero dei passi necessari per avvicinarsi al dubstep prima e al wonky beats poi, per infine tornare alla techno belga degli anni ‘90 (leggi R&S rec.) in un unico flusso armoniosamente devastante.
Di Joy Orbison invece, famoso per la hit su Hotflush Hyph Mngo, possiamo dire che è meglio in veste di producer che come Dj alla stessa maniera di Martyn ma, a differenza dell’Olandese, Joy , come da tradizione Uk garage, sa guadagnarsi il favore delle signorine in pista.
Torniamo ai 4/4 con il sontuoso set di Omar S e sincermante è difficile accettare che un mostro di bravura come lui debba ancora lavorare in fabbrica per mantenersi. Detroit non è mai stata così dolce e malinconica in un bizzarro contrasto con la fama dell’artista noto per essere un discreto stronzo!
Chiudiamo l’inaugurazione con Youngsta, unico del giro a proporre dubstep old school.
Bisonga recuperare energie per sabato, e la sua maratona di 11 ore!!!
Alle 18.30 infatti siamo già a ballare con Appleblim e Peverlist, vale a dire due terzi della gloriosa Skull Disco, che oggi sono ai vertici della nostra classifica di gradimento. Louis aka Appleblim è un artista poliedrico che non si accontenta mai e a lui dobbiamo la mutazione house del new Bristol sound. Ma questa è la quiete prima del terremoto: Pinch vs Distance è una scossa da 10 grado della scala Mercalli, la profondità del suono della Tectonic rec. si fonde con la carica hardcore della Planet Mu spintonando il pubblico da una parte all’altra del dancefloor come foglie nel vento.
E, in ideale seppuku, ci autoifliggiamo il colpo di grazia andando a sentire la seconda metà del live dei 16:bit, un martello a percussione per inchiodare i ballerini al soffitto! Altro che Crookers e scoreggie simili che scimmiottano l’electro, qui si fa sul serio anche quando l’atmosfera è delle più spiritose con rimandi alla scena 8 bit, agli anni ‘80 e naturalmente alla happy breakcore.
Spetta a Tikiman il compito di rilassare le sinapsi con la sua calda voce sciamanica mentre sua maestà Mark Ernestus, co fondatore di Hardwax, oscura con una densa coltre dub ogni raggio di sole uno alla volta con una performance metà live (per i pezzi propri) e metà dj set (tutti vecchi 45 giri). L’aria ipnotica della ganja viene quindi finfrescata con il beat energico ed asciutto di Joker che rimane il miglior nome de wonky beats, originale e mai (anche quando potrebbe guadagnarsi facili consensi) tamarro. Nell’altra sala anche Flying Lotus compie al meglio il suo dovere. Il set successivo del professore Kode9 (eh sì perchè siccome i Dj sono noti per essere drogati ignoranti dovete sapere che lui è docente all’università) è pura poesia peccato solo che Martyn sia troppo prevedibile da reggergli al meglio il gioco.
Ma ecco il momento più atteso della serata, il live dei Model 500, purtroppo in contemporanea con quello degli Autechre. Decidiamo così di seguire il cuore e andare da The Creator e Mike Banks per festeggiare con loro i 25 anni della label Metroplex. Due tastiere, una batteria elettronica ed un vocoder sono gli shuttle per portarci in giro per lo spazio. Mike all’apparenza è il classico duro di periferia per poi rivelarsi un amico sincero pronto a proteggere l’indifeso Juan che è in controllo solo quando canta. Alla fine di ogni pezzo infatti il suo sguardo si perde nel vuoto per qualche secondo.
Il nuovo live di DMX Crew è un’ipnotica danza acid per la gioia dei fanatici della roland tb 303.
Sono le 03.00 e corriamo alla sala TEC per il live di T++.
Questo artista è difficilissimo da vedere all’opera al di fuori di rare volte in quel di Berlino. Forse ai più suonerà come un nome nuovo ma in realtà stiamo parlando di un Dj ben conosciuto, sia con l’alias Various Productions che come compagno di Robert Henke nel progetto Monolake.
Niente da dire sulle sue atmosfere, sulla via tracciata da Scuba T++ ha aggiornato la Techno made in Berghain al post techstep.
L’alba vede protagonista Surgeon, con la sua performance sfonda muri A/V, con tanto di show yoga sul palco per ritrovare la pace dei sensi.
Siamo quindi arrivati alla domenica, ultimo giorno di festeggiamenti, che si aprono già alle 17 col dj set di Raffertie, una giovane promessa del mixer che i vari Justice e Crookers se li mangia a colazione con contorno di ultra bassi, moderno funky groove (mica come certa gente che ha bisogno di Beyoncè) e Pop distorto.
E a proposito di Pop, ecco, vedere ai piatti una leggenda come Mix Master Mike dei Beastie Boys può davvero insegnare tante cose!!! In un’ora di set ha suonato qualsiasi genere musicale con una tecnica da brividi, scratchando senza nemmeno guardare i piatti!!! Il Dj americano è riuscito a fare ricerca suonando Pop e ci ha lasciato di sasso quando ha mostrato la sua nuova passione per il dubstep!!!!
Nemmeno le otto di sera che il pubblico vestito a festa del BLOC (il tema di quest’anno era il matrimonio) è bello sudato, ma quando entrano in scena gli idoli Skream e Benga esplode il boato!
I Ringo Boys degli iper-bassi danno una lezione di stile immensa (e se uno come Mix Master Mike è rimasto per tutto il tempo sul palco a guardarli qualcosa vorrà dire) non risparmiando ai raver nemmeno una goccia di sudore. Picchiano con classe, sono mainstream e underground insieme.
A fine set ci riposiamo un po’ con le melodie electro di The Dexorcist che per l’occasione indossa una t shirt del nostro orgoglio nazionale, la Sounds Never Seen rec. di Lory D.
Ok il momento del gran finale è sempre più vicino e Joris Voorn mi commuove buttando sul piatto Sky & Sand di Kalkbrenner (che appena uscita avevo colpevolmente snobbato ritenendola una scopiazzata) e Around the World dei Daft Punk (con la quale ho mosso i miei primi passi nel mondo della dance tanti anni fa).
BLOC Weekend ultimo atto: Derrick May is in the house!
Serve forse dirvi che The Innovator non tradisce mai? Due ore di alta tensione tra old e new school con una chiusura jazz del 3000 in cui si suona galleggiando nel cosmo resa ancora più emozionante per la visita in consolle dell’amico Juan Atkins, siamo davanti ai Creatori della Techno!!!
Si spengono le luci e, ordinati (mica siamo in Italia…), usciamo a notte fonda dritti verso il nostro chalet a farci una bella spaghettata seguita dal sonno dei giusti, domani si torna nel mondo reale.
Federico Spadavecchia
technorati tags: bloc, super+figate, bristol
Inutile stare a girarci intorno, la dub tech è rimasta l’unica navicella disponibile per scappare nell’oscurità, per perdersi nella profondità del suono.
Il beat regola il respiro e, quando s’interrompe, puoi sentire chiramamente il sudore raffreddarsi sulla pelle. Non è la fatica di un’altra notte insonne, ma la tensione adrenalinica della consapevolezza di essere ad un passo dal baratro; gli echi ed i riverberi non mentono mai, pur gettandovi un sasso non si riesce a percepire quanto va giù il pozzo.
No Movement No Sound No Memories, ovvero la condizione dell’astronauta che da tempo si è visto il filo tagliato e che ora si trova a fluttuare verso l’ignoto con una scorta limitata di ossigeno, è anche il progetto che raccoglie su cd le uscite viniliche della lux nigra records (www.luxnigra.de) dal 1999 al 2006 (più un singolo inedito) e masterizzato presso i leggendari d&m studios facenti capo ad Hardwax, grande tempio del dub sound tecnologico. Basic Channel ora pro nobis.
Gli artisti coinvolti sono nomi tutti più o meno noti nella scena. Ci sono le neo stars Claro Intelecto, dal passo idm, e Modeselektor (in una veste inusalmente seria/futuristicamente malinconica) cui si deve una bella fetta del riscoperto interesse che il genere ha risvegliato recentemente al di fuori di Berlino. E c’è chi come Pole si è sempre mosso nell’ombra curando il missaggio ed il mastering di decine di produttori dal nome altisonante, e che solo ora ha deciso di esporsi in prima persona; il suo mix è affidato alla melodia del vento. Something J e Bill Youngman sono gli unici a tirar fuori la voce: un esorcismo in chiave hip hop di epoca pre Skull Disco.
Arovane, invece, è il più soft della compagnia: il ritmo, costruito seguendo fedelmente il verbo mauriziano, si sottrae poco alla volta lasciando sempre più spazio ad un landscape onirico che porta nostalgia di casa.
Gli altri autori, infine, tengono ben salda al viso la maschera sciamanica e quando il buio ricoprirà ogni cosa il rituale avrà finalmente inizio.
Federico Spadavecchia
Xplosiva e Art At Work presentano una nuova data del progetto Balla al Circolo Canottieri Esperia. Il progetto rappresenta un nuovo immaginario tra clubbing, performance e arte contemporanea.
Ospite musicale della serata, il dj e produttore MARTYN, protagonista del nuovo suono dubstep.
Al secolo Martijn Deykers, Martyn è un dj-produttore olandese (ma residente a Washington DC) che, dopo aver firmato classici cult come Natural Selection, con il recente album di debutto Great Lengths (pubblicato per la sua etichetta personale 3024) ha disegnato un’inedita sintesi fra dubstep e techno, forte di diverse possibili soluzioni. Accessibile quanto innovativo, il suo stile registra l’ennesima mutazione di una scena in stato di grazia.
L’ospite dal mondo dell’arte contemporanea, MOIRA RICCI, artista visiva e fotografa professionista, presenta all’Esperia un inedito lavoro sui matrimoni: “ci sono i bagni in piscina, e quasi sempre quando ormai sono tutti ubriachi, il ballo. Ballo anch’io, ma con la macchina in mano, cosě continuo a fare le foto e, a parte i vestiti che non mentono, sembrerebbero facce da rave. Per esempio, al terz’ultimo matrimonio che ho fatto, ho scattato una foto al padre dello sposo, credo settantenne, con in bocca la scarpa con cui aveva ballato per tre ore sulla terra. Quando si riguardano nell’album, si divertono tantissimo”.
In collaborazione con 3D – DNA DANCE DEPARTMENT
MARTYN, OLANDA / 3024 – Unica data italiana
SERGIO RICCIARDONE / VAGHE STELLE / GIORGIO VALLETTA
MOIRA RICCI “Matrimonio” Showing
FESTA PRIVATA SU PRENOTAZIONE
ingresso 15 euro con open bar
Scrivi a info@xplosiva.com, specificando BALLA nell’oggetto della mail e nome e cognome nel testo, riceverai le indicazioni per ritirare le prenotazioni.
E’ già passata al Link qualche anno fa, Shinedoe. Fu una serata molto bella. Ma ciò che succederà il 6 marzo 2010 andrà oltre: per la prima volta in Italia non si presenterà solo come dj, ma si esibirà in un live set completo. Shinedoe al 100%. Carisma puro, alle sue regole. A introdurla, un padrone di casa molto galante, il buon Luca Morini che dalle nostre parti non ha bisogno di molte presentazioni, e assieme a lui un’altra fanciulla, Anna Stefani, già vista molte volte dalle nostre parti (roBOt, Kindergarten…) e sempre più brava ad ogni uscita. Tanto che se va avanti così, rischia di ripercorrere la carriera di Shinedoe. Chissà, magari proprio la serata del Link sarà un primo ideale passaggio di consegne; di sicuro, sarà una serata dove il ritmo pulserà anima, anima sensuale.
Il ritmo dell’anima, l’anima del ritmo. Facile a dirsi. Difficile a costruirsi, difficile a viversi. Il viaggio di Shinedoe è stato lungo. La ragazza è tutto tranne che una che si è improvvisata dj in cinque minuti. Il suo rapporto col pulsare sensuale del ritmo nasce con un’esperienza totalmente fisica, prima di tutto: il ballo. Ballerina professionista. In giro per l’Europa. Richiesta un pò ovunque – club, teatri, registi, installazioni… Poi un giorno, anno 1995, ciò che prima faceva solo per gioco (mettere dei dischi a tempo davanti agli amici) comincia a farsi all’improvviso faccenda seria. Sempre più seria. Passo dopo passo. Nove anni meticolosi a lavorare su se stessa, sulla sua sensibilità nel costruire architetture ritmiche. Prima affascinata dalla drum’n’bass (con l’alias, significativo, Black Magic Queen), poi sempre più spostata verso l’essenzialità techno.
LINEUP:
SHINEDOE Live (Intacto, NL)
LUCA MORINI (L.E.D., Blickfeld, IT)
ANNA STEFANI (Mallory, Cecille, IT)
Prezzi:
-INGRESSO: 10 €
-TESSERA ASSOCIAZIONE LINK OBBLIGATORIA: € 10 (valida fino al 31/12/2010)
Frequencies
Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?
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