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Continuano le uscite legate all’ormai famoso film “Berlin Calling” dove un dj/attore come Kalkbrenner, cerca di rappresentare quello che è il sogno berlinese tra eventi, locali e after nel segno della musica e dello spirito libero.

Seconda uscita, che lascia da parte le melodie sentite nel primo capitolo, riproponendoci della sonorità techno ed house derivate direttamente dal suo background e da quello della label tedesca Bpitch Control.
Il lato A, contiene “Bengang”, traccia dalle sonorità houseggianti che richiamano molto i suoni della casa madre di Ellen Allien, dove un bassline non di altissima fattura, si unisce a un groove ricco di percussioni e sample house. Di certo un brano che farà ribaltare il dancefloor ma che non sorprendere per la sua ricercatezza.
Di tutt’altra pasta è il pezzo sul lato opposto. “Torted”, mostra il vero lato di Kalkbrenner, dimostrando che un artista non perde improvvisamente il proprio talento. La traccia mostra un linea di puro stampo techno, con un synth che in pompa magna scandisce il tempo di quella che sembra essere una vera e propria marcia. Unica pecca è la ripetitività del pezzo che fa perde un po’ del fascino che riesce a trasferire.

Disco che mostra al mercato le due facce di questo producer e di tutta la Bpitch Control. I talenti ci sono e le basi sono solide, se si tornasse un po’ più indietro verso delle sonorità un pelo più ricercate, se ne vedrebbero delle belle.

Fabrizio Gattuso

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Il prossimo sarà il duecentesimo disco per la label tedesca di Ellen Allien, la Bpitch Control. . Paladina del djing femminile, Ellen insieme a Miss Kittin sono state e continuano ad essere le ragazze più cercate e rappresentative della scena techno.

Proprio della producer tedesca e della release n° 199, ci ritroveremo a parlare quest’oggi, ma Ellen Fraatz, non ha bisogno di ulteriori presentazioni e quindi passiamo subito alla musica, la sua seconda uscita personale del 2009.
Il vinile contiene al suo interno due tracce, “Lover” e “You are”, che ben raffigurano la doppia faccia dell’artista berlinese e della nuova tendenza musicale che sta prendendo sempre più piede.
Tra atmosfere allegre e housey, “Lover” trascina per mano tutti gli indecisi a bordo pista. Un groove e un bassline ripetitivo, con sonorità che vengono sia dal synth-pop che dal lato più melodico della techno, su cui si erge la voce della sirena Ellen. Le sapreste dire di no? Sopratutto se a metà disco entra in scena anche un synth a scandire il ritmo di quella che sarà una serata piena di allegria?
Il lato B lascia spazio a “You are”. La Dj tedesca dismette l’allegria estiva e butta sul piatto una produzione dal ritmo serrato. La cassa che scandisce in maniera secca e precisa il ritmo, è accompagnata da un bassline che sa molto di Roland Tb303 ma che non da mai sfogo alla natura più familiare agli amanti dell’acid. Quando entra in scena anche l’imminente riff a completare l’andamento del brano viene sempre da pensare alla Tb303. Trovano spazio anche sample ipnotici come quello di una campana dal sapore quasi mistico. Siamo davanti ai due volti della scena berlinese: da una parte quella più cattiva e aggressiva del Berghain con “You are” e dall’altra parte quella più allegra del Watergate con “Lover”.

In sostanza un disco che non ci fa gridare al miracolo per quanto riguarda la qualità e la ricerca musicale ma che ci terrà sicuramente compagnia in queste torride serate estive. La data di uscita è prevista per il 17 Luglio, siete pronti a ballare?

Fabrizio Gattuso

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Kiki KaikuDopo cinque anni da “Run with me”, album di esordio di Joakim Ijäs, meglio conosciuto come Kiki, ritorna il poliedrico artista finlandese trapianto a Berlino.
La label è la stessa che lo lanciò anni fa, la Bpitch Control di Ellen Allien, ma le sonorità sono diametralmente opposte, l’unico filo conduttore tra i due lavori sono le influenze house, che dato il periodo attuale, sono enfatizzate dal contesto deep.
Sono sparite le influenze electro ed synth-pop dei primi lavori Bpitch Control, per dare spazio a un sound più melodico e profondo, non a caso kaiku in finlandese sta a significare proprio echo.

Le prime tracce dell’album fanno vivere un vero e proprio flashback nel passato, tra suoni alla Border Community e influenze Chicago non spiccano per originalità. “Autum leaves” tra un groove ed un basso in scuola house è dominata dall’effetto echo su synth e riff. Il pezzo successivo ovvero, “After the storm” è sicuramente il pezzo più influenzato dalle sonorità di Chicago. Un basso cupo, da supporto a synth melodici e ad un giro di chitarra che domina la scena.
“Good voodoo” è la riproposta musicale della dance / house fine anni 90′ in chiave nu-house con groove minimale e vocal femminile, idea che non spicca per originalità.
Le sonorità deep house proseguono con “No word necessary”, è ispirata profondamente dai compagni di scuderia Modeselektor, “Starslider” con un basso in chiave analogica e più rockeggiante, mostra i primi accenni di sonorità curate e particolarmente melodiche. La serie termina con “Immortal”, traccia dominata da string dal sapore retrò e dal vocal femminile di Pirica.
Il prima vero e proprio pezzo interessate però si trova solamente alla traccia numero sette ed è “Death railways”. Un beat leggero, supportato da un groove non troppo articolato, sono solo da cornice al basso cupo e al gioco di synth e pad ipnotici. Si prosegue con “Twins”, pezzo che al primo ascolto fa risaltare il synth alla Faithless, ma che dietro alla sua freddezza in chiave berlinese, nasconde un ottimo pezzo dal riff distorto e dall’ottimo sample vocale di Jake the Rapper.
Il ritmo aumenta e le sonorità si fanno sempre più oscure, “Mogadishu” racchiude carica e allo stesso tempo imprime un’atmosfera mistica grazie al riff ossessivo e al sample vocale.
La penultima traccia è “Living on FFWD”, pezzo dove anche qui l’echo la fa da padrone. L’atmosfera è la stessa del pezzo precedente ed anche qui è un vocal particolarmente azzeccato, insieme a dei pad da film horror e alla citazione classica che si sente verso la fine della traccia, danno luce a una buon pezzo.
“Kaiku” si chiude con “Helios”, tre minuti senza cassa, dominati da pad e basso. Un ottimo outro per chiudere con l’album.

La Bpitch Control si sta sempre più dirigendo verso le nuove sonorità deep house e Kiki con questo album ci lascia alcuni buoni pezzi, ma sicuramente non ci soddisfa a pieno. E’ questa la nuova direzione che sta prendendo il mercato? Pare che vocal femminili e sonorità house, saranno sempre più presenti tra gli scaffali di musica elettronica.

Fabrizio Gattuso

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Frequencies

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