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art depCuriosa la storia di Kenny Glasgow e Johnny White, due artisti non proprio di primo pelo anzi, che però solo recentemente, dopo aver deciso di unire le forze, hanno ottenuto il meritato riconoscimento internazionale sotto il nome di Art Department.

Già dai primi singoli usciti, Without you e Vampire Nightclub (con il prestigioso feat. di Seth Troxler), si è capito che avevamo a che fare con un’house diversa ed oscura.
Il pulsare funky del basso striscia a mo di serpente a sonagli tra synth wave, scuotendo i fantasmi di una disco infestata.

Vero punto di forza dell’album è la voce (dello stesso Glasgow) che intona classiche liriche house tutte amore e gioia con una tonalità così bassa ed un’intensità tale da rimandare a parties sotto i cipressi.
Un pò come se i Depeche Mode nell’86 avessero pensato Black Celebration come Chicago house.

E’ direttamente la opening track, Much too much, a far capire che aria tira con la sua atmosfera crepuscolare ed un Kenny in veste di Muezzin dell’amore solenne e doloroso, quasi dissociato dalla felicità insita nelle sue stesse parole (Since the moment you came into my life/It was a dream came true). Too much love will kill you cantava Freddie Mercury.
Per quanto faccia sudare sul dancefloor anche la marcia di Tell me why pt.1 porta all’oblio.

In living the life abbiamo la prima apparizione di Seth Troxler; mood umido e melodie mentali sono la colonna sonora preferita dai vampiri in after.
Molto simpatico il gioco citazionista di What does it sound like che mi rimanda, per il giro di basso, alla mitica Killer di Adamski.

La grande hit del disco è chiaramente Without you, lo stampo originario, che ancora non ha smesso di farci ballare.
Collaborazione di lusso anche per We call love dove oltre che i trendissimi Soul Clap viene anche chiamato un faro della deep come Osunlade.
Vampire Nightclub vede di nuovo l’affiancamento con Seth e si parla pure stavolta di mega hit!

Prove di r’n'b futurista con In the mood e ritorno all’electro con Roberts cry.
La seconda parte di Tell me why è un omaggio all’high tech jazz.
Chiude la maestosa I C U dove Glasgow sfoggia tutto il suo talento come vocalist su una base deep house che non ti molla mai gambe e cervello; in un mondo migliore questo sarebbe lo status pop.

The Drawing Board è uno di quei dischi per cui l’emzione che provi ascoltandolo di notte, in cuffia, nel buio della tua stanza è la stessa di quando all’alba sei abbracciato ai tuoi amici sotto la consolle per applaudire gli Art Department.

Federico Spadavecchia

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Dopo aver preso droghe molto buone c’è questo sentimento che tutto stia collimando perfettamente, stai sentendo della grande musica, stai ballando, hai questo feeling fantastico, e ti sembra che questo possa durare per sempre, ti auguri che la tua vita possa essere sempre così. Bobby Gillespie (Primal Scream)

Il giorno che mi mettero’ a fare musica pensando ai soldi….quello sara’ il giorno del mio fallimento come artista vero. Renato Figoli

Cinque edizioni sono la maggiore età per un festival, la consapevolezza di essere ormai diventati un qualcosa di più che un modo alternativo di spassarsela con gli amici nel weekend.
Il Bloc Weekend nei suoi cinque anni di vita ha rivoluzionato il concetto di rave e della sua fruizione portando per tre giorni all’interno del Butlins resort di Minehead il meglio che la scena elettronica da club possa offrire.
I ragazzi del Bloc per tutte le precedenti edizioni sono sempre riusciti a superarsi e questa volta sarebbe stata quella determinante per assurgere all’Olimpo dei festival, quindi capirete quanto il rischio di finire vittima della troppa fama fosse alto.
Ed invece tutto è andato per il meglio nonostante le troppe richieste che hanno messo ko il sito delle prenotazioni e le difficoltà di un viaggio che senza più la possibilità di atterrare a Bristol ci ha impegnato per una buona giornata.
minehead
Dalle 16 fino alle 10 mattino, è questa la durata dei party di venerdì e sabato mentre la domenica culminerà all’una e mezza con la cerimonia di chiusura.
La prima serata la dedichiamo all’Uk Bass sotto la bandiera Subloaded dove assistiamo al trionfo della vecchia scuola dubstep con un Pinch più profondo dell’Ottobre Rosso ed un Mala esplosivo. Ottimi anche la nuova leva Gemmy ed un sorprendente Loefah che messa da parte la sua caratteristica atmosfera narcolettica butta sul piatto rimandi all’acid house per una pista in delirio.
crowd
Il set di Untold ci introduce ai Magnetic Man che confermano quanto già avevamo visto: Benga, Skream ed Artwork confezionano un prodotto perfetto per le major discografiche e per chiunque sia troppo indiefighetto da non voler appannare le proprie lenti quadrate con una sana sudata sul dancefloor o farsi spettinare dai woofers. E comunque meglio soli che male accompagnati.
Stesso palco ma attitudine completamente diversa per uno dei padri del suono Techno europeo: Mark Bell alias LFO.
Dimenticatevi i suoi album su Warp, di cui viene eseguita la sola Frequencies, perchè ora il sound è granitico, aggressivo, e fa sanguinare persino i Funktion One.
Ramadanman, invece, continua la strada della contaminazione ma rimane chiuso nel loop della nuhouse che ne smorza l’entusiasmo.
Prima di andare a dormire rendiamo il giusto omaggio a Dj Pete simbolo della Basic Channel berlinese e status quo della Techno. Con lui per magia vinili all’apparenza diversissimi tra loro si fondono insieme naturalmente e sopra il klang oscuro dell’industrializzazione i riverberi originano melodie celestiali.
Il sabato è la celebrazione degli anni ‘90 a partire da quanto proposto dalla I love Acid Crew
nell’igloo Ableton. Luke Vibert scalda la Tb 303 che diventa euforica e bizzosa quando al comando sale Ceephax.
Andy ha seri problemi di sincronizzazione degli strumenti (tutto hardware analogico nemmeno un pc usato a mo di sequencer) così pur incazzato nero prende ad improvvisare con ciò che funziona in quel momento. Tanta qualità ed ironia fanno sì che la festa decolli!!
E’ quindi il turno di un’altra leggenda made in Uk, Mark Archer, costretto per motivi legali ad esibirsi sotto le mentite spoglie di Mark II anzichè con il celebere moniker di Altern8. Primo disco: Human ResourceDominator“, ultimo The ProdigyOuter Space“, indovinate l’inferno che c’è stato in mezzo!!
mark II
Calmiamo i bollenti spiriti con il poetico live dei Dopplereffekt, malinconici Kraftwerk post capitalismo.
Chissà cosa starà pensando Alva Noto nel vedere una massa di giovani scatenarsi sui suoi ritmi impossibili di norma riservati al composto pubblico delle gallerie d’avanguardia?
La bellezza del beat in sè, godere dello sfrigolio di un oscillatore, avere la sensazione di poter toccare le particelle di cui sono fatte tutte le cose. Minimale nelle frequenze ma non nel concetto.
Four Tet è ormai un’amante della pista da ballo e il suo live rasenta quasi la prog house.
Finalmente è giunto il momento del main event che tutti aspettavano con ansia: Aphex Twin is in da house!!!
Ancora una volta la old school dimostra la sua grandezza con Richard che spazia da atmosfere pestilenziali ed acide a scosse di iper basso con incursioni nella Techno.
Inchinatevi davanti a colui che può suonare e produrre qualsiasi genere!!! Se poi ci facesse la cortesia di un nuovo album gliene saremmo infinitamente grati!!!
bloc people
Il figlio preferito di Odino, Venetian Snares, ci suona la ninnanna alla velocità del suono con un djset a base dei suoi ultimi album Filth e My so called life.
Il pomeriggio della domenica lo dedichiamo ai giovani talenti. Boxcutter, che anzi ormai va considerato artista pluriaffermato, ci fa saltare con un mix di dubstep, idm ed house.
Peccato che abbian deciso di tenere aperte, oltre al main stage, soltanto le salette secondarie e la tenda di Ableton cosatringendo a lunghe code e in alcuni casi a sentire la musica da fuori come puntualmente successo per l’ottimo Global Goon ed il classic acid set di A Guy Called Gerald.
Luke Abbot fa vedere chi comanda in Border Community ben conigugando l’idm con la dimensione onirica dell’etichetta di James Holden.
Lone dal canto suo si presenta con un inaspettato djset a dimostrazione di essere ormai pronto per la Rephlex.
Tecnica grezza in stile americano e voglia di uscire dagli schemi per Kyle Hall, astro nascente from Detroit, che si cimenta con techno, house e dubstep con la folla che grida il suo nome.
La festa è quasi finita rimane ancora un’ultima pratica da archiviare: lo show L.B.S. di Laurent Garnier.
Garnier non suona musica ma infonde le emozioni che vorremmo sempre provare, quel senso di pace e di fratellanza per cui non sei più un singolo perso nell’universo ma fai parte di un qualcosa di più comoplesso con un grande cuore pulsante.
In un ibrido di live e djset l’artista francese passa dal fare il Dj a fare il direttore d’orchestra e quando il pubblico lo implora per un ultimo disco esegue dal vivo una traccia di ben mezz’ora, in cui per i primi venticinque accumula tutta la tensione per poi risfogarla sul dancefloor come una cascata emozionale.
Mesi di preparazione all’evento e poi tre giorni che bruciano intensi e veloci come un fiammifero che per pochi attimi ha illuminato la strada da seguire.

Federico Spadavecchia

Bloc Video by Sunny Das:

BLOC. 2011 from Sunny Das on Vimeo.

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simoncinoLocura records presenta un altro jolly del suo variegato mazzo di carte.
Qui si parla di underground seria,un grande interprete del purismo old school alla nu funky invidiata in tutto il mondo!
Sabato 19 Marzo avremo il piacere di ospitare al Motel 1989:

Nick Anthony Simoncino

Deejay e collezionista di 7″ , 10″ e 12″ pollici old school , prevalentemente Chicago House , Techno Detroit e Garage , da oltre un decennio… . Appassionato di Synth Analogici e Drum Machines , approda nel mondo delle produzioni debuttando su Mathematics e NoMoreHits .
Lavora per etichette come : Skylax , Quintessential , E.A.R. , OnTheProwl , SlowMotion , Abstract Forms , Kinda Soul e molte , molte altre ancora . Da pochi mesi fonda la sua label di solo vinile , la HotMix , dove approdano i migliori talenti che ci sono oggi nel panorama “House” e vere e proprie leggende del calibro di Carl Bias , Virgo Four , Legowelt , ecc ecc .

Dj’s Resident: Wi-Fi Soul

Motel 1989 c/o Le Club Vico A. di Bozzolo 1, Genova 16151 (sotto stazione Sampierdarena)

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silicone soulQuando nel 2001 misero insieme i pezzi di “RIGHT ON”, non credo che nemmeno loro pensavano di essere all’inizio dell’opera di un simbolo della storia HOUSE MUSIC, ma ancora oggi dopo quasi 10 anni rimane uno dei pezzi sempre presenti nelle raccolte dei dj di tutto il mondo, entrando ufficialmente nella lista dei cult accanto a brani come “tears” o “can you feel it”.

A chiudere un mese rappresentata molto dalla scena italiana (RUPO&SONICA / MINIMONO / GANDIN), sabato 26 febbraio, saranno la coppia leggenda SILICONE SOUL. Questi signori non solo suonano insieme da quasi 15 anni ma insieme l’hanno fatta grossa, calpestando i palchi e consolle dei club e festival nelle città di tutto il mondo, tra cui Parigi, Barcellona, Berlino, Sydney, Madrid, Ibiza , Londra, Glasgow etc…

Dal 1998 producono per Soma Records faccendone la storia insieme ai SLAM ed a breve faranno uscire una compilation per ricordare i 20 anni di esistenza della label, ma direttamente dalla Scozia portano con se la loro label night DARKROOM DUBS, un progetto a cui si sono dedicati moltissimo negli ultimi 5 anni lanciando e proponendo un sound estremamente deep. Alcuni nomi schierati dal duo sono Extrawelt, Vlad Caia, Boris Werner, Sei A, Anthony Collins e molti altri ancora, ma c’è un nome tra questi, a noi molto familiare che purtroppo per diversi motivi, tra questi, quello di volersi dedicare alle produzioni ci sono i nostri giovani resident CONCRETE JUNGLE, recentemente debuttanti sulla label scozzese con la loro traccia “MOTEL LUV” conquistando supporto da nomi di fama internazionale tra cui: Karotte, Dj W!LD, Ralf, Gregor Tresher, X-press 2, Nick Warren, Alex picone…

Questo tandem anglo-italo nato solo nell’estate del 2010 dopo diversi progetti musicali negli anni passati ha cominciato sicuramente con il piede giusto ma spetterà a loro continuare il cammino.

motel 1989

Ad aprire la serata sarà di nuovo il nostro mitico Andrea Mocce con ancora un’altra volta il compito più difficile, iniziare da 0 e costruire traccia dopo traccia l’introduzione alla storia di una serata pronosticata come “indimenticabile”….

Conoscendolo… dopo il suo set d’apertura potremo già dire ciao ciao al mondo reale ed immergerci al completo sotto le coperte motel1989…

SILICONE SOUL (DARKROOM DUBS – SOMA RECORDS)
http://www.myspace.com/4siliconesoul
http://www.somarecords.com/artists/siliconesoul

CONCRETE JUNGLE (DARKROOM DUBS)
http://soundcloud.com/concretejungle

ANDREA MOCCE (Motel 1989, Genova)
http://www.residentadvisor.net/dj/andreamocce

VISUAL BY: ANATOMIA
http://www.anatomicstylism.com/

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INGRESSO CON TESSERA (10€)

IL CLUB SI RISERVA IL DIRITTO D’INGRESSO

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OMAGGIO DONNA ENTRO MEZZA NOTTE

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INFO LINE:

Silvia 3474810233
Joe 3409628294

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beatAlexxei’n'Nig – I’m a disc making jockey ep (Exprezoo rec.)

Tornano i marinaretti di casa Exprezoo con un ep di quattro tracce per il definitivo passaggio al mondo adulto dell’industria discografica.
E’ inutile infatti stare a parlare di giovani di belle speranze, questi ragazzi vantano ormai un curriculum di tutto rispetto.
Il lato A è affidato all’acid house di For the people in un contrasto temporale tra il 1989 e il 2011, attitudine old school ma suoni modernissimi. A fargli compagnia troviamo il remix di Agnes più cupo e mentale.
Sul B side si riflette il loro volto techno con Not that now impreziosito dal prestigioso rmx di Brendon Moeller.
Va sottolineato infine come la boy band italo-russa non si sia assolutamente limitata a semplici tools remixati da due big names, ma abbia dato alle stampe una produzione forte capace di camminare con le proprie gambe.
Un consiglio ai Dj: suonatele tutte!

DJ Gio MC 505 – Double Sense (Black Leather Records)

Storie di passione, io non so quanti nella posizione del buon Giosuè Impellizzeri alias DJ Gio MC 505 avrebbero insistito su un genere che nel proprio Paese gode di, eufemismo, poco mercato pur di produrre la musica che più gli piace. Ma a Gio piace l’electro e non manca di sviscerarla in tutte le sue forme passando dal synth pop anni ‘80, all’Italo disco fino alla sua matrice più Techno.
Questa volta però si cimenta con una sfida particolarmente ardua perchè l’EBM non è un campo dove gli Italiani vantino una grande tradizione.
Il risultato è Double sense le cui tre canzoni sembrano uscite da una cantina belga di fine anni ‘80 con melodie sintetiche dal forte impatto.

Emmanuel Top – Addiction / Revival (Planete Rouge)

Gran ritorno per uno degli eroi più amati della Techno anni ‘90.
Dopo anni di silenzio Emmanuel torna sul dancefloor senza alcuna voglia di puntare sul mero revival.
Certo Addiction in realtà aggiunge poco, ma Revival, titolo fuorviante, è un turbine di energia elettrica nonchè una grande lezione di stile.

Emptyset feat. Cornelius Harris – Altogether Lost (CLR)

Dall’intervista fatta ad Adam X a Natale il messaggio era chiaro, Chris Liebing ha deciso di rimettersi a giocare sul serio puntando al connubio tra atmosfere dark e industrial come da antica tradizione teutonica, e le vie techstep che tanto piacciono alla nuova Berlino.
Gli Emptyset sono infatti un duo di Bristol e la collaborazione col mitico vocalist degli Underground Resistance, Cornelius Harris aka Atlantis, rende la release un modello per chi ricerca soluzioni inedite e senza confini. E così all’ombra di tre capitali della Techno rimbombano le parole di un misterioso poema mistico.
La versione di Liebing sul retro fila liscia e massiccia nel tipico stile spacca-muri del Dj tedesco, che però ci stupisce preferendo al canonico 4/4 una ritmica dubstep.

Lucy – Wordplay for working bees (Stroboscopic Artefacts rec.)

Ovvero delle energie oscure, ovvero del perdersi su una pista perdendo ogni riferimento dimensionale, ovvero
del cannibalismo stilistico berlinese, ovvero di rivolgere lo sguardo altrove per trovare strade inesplorate.
Lucy confeziona un album Techno nel senso più ampio del termine, non si limita ad una semplice raccolta di tracce, anzi pare più un concept come i lavori degli UR sull’esplorazione del cosmo.
In questo caso si tratta però di una ricerca interiore: immergendosi nel subconscio urbano la luce svanisce e ci si orienta soltanto con l’istinto, anche se talvota rari lampi improvvisi dei fantasmi della tecnologia schiariscono il percorso.

Matthys – Revertible Insole (back home rec.)

Melodie giocose e oniriche dal sapore 8bit. Svagarsi col sorriso sulle labbra perchè il potere del Pop non va mai sottovalutato.
Delle quattro tracce contenute sul disco quelle che ci hanno colpito di più sono state il Mod B remix della title track e Azfran 5 nel segno di una progressive viaggiosa da mani al cielo e sogni ad occhi aperti.

Reggy Van Oers – Indovine (inc Dar and BCR Boys remixes) (Affin rec.)

Minimal house tendente allo sci-fi detroitiano. Suoni ed atmosfere classiche ed una ritimica rassicurante sia per quanto riguarda la versione originale che i remix. Marce lunghe ma sotto il sole.

Moodymanc – Black Paint (& Larry Heard Rmx) (Tsuba Colours)

Già uno che usa un nickname del genere dovrebbe come minimo prendersi un paio di sganassoni de na vorta di quelli che insegnavano a portare rispetto, poi ti aspetteresti almeno una canzone all’altezza del nome che si è scelto, ed invece il tipo si limita al compitino di una traccia house con tanto di sax ma che non esalta. L’incazzatura diventa definitiva quando a togliergli le castagne dal fuoco ci pensa il Maestro Larry Heard col suo tocco delicato e deep. Per la serie basta pagare che un remix figo non si nega a nessuno.

Federico Spadavecchia

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jazzDj Dax e Family House presentano la settima edizione del Jazz Not Dead Festival tutti i martedì a partire dal 18 gennaio fino al 5 di aprile

LINE UP:

18 Gennaio 2011 The Analogue Cops
Sabotage Records, Restoration Records, Appointment /Berlino
Raw, warm sound & analog feel.. al Jazz Not Dead Festival presenteranno in esclusiva
il loro Remix di Moodymann, in uscita su Decks Classix. La coppia che scotta!

25 Gennaio 2011 Claudio Fabrianesi
Còclea Music, Mule Electronic /Roma
E’ tra i DJ italiani che più si sono distinti per qualità musicale e bravura. Cultore di
musica ambient, sperimentale e sonorità Chicago, New York e Detroit.

01 Febbraio 2011 Ksoul
Kinda Soul Recordings, Sistrum, Morphine, Uzuri /Torino
Si definisce “Theo-Parrishta” per le sonorità e lo stile che da anni porta avanti con
dedizione e passione. Le sue produzioni sprigionano vibrazioni Soul!

15 Febbraio 2011 Luca Trevisi
Irma, It’s A Small World Disco, Super Value, Hot Groovy Records /Bologna
Maestro di saggezza e bravura: black, downtempo, funk, jazz e tanti, tanti vinili.
Questi sono gli ingredienti della LTJ Xperience: da ascoltare e ballare!

22 Febbraio 2011 DJ Veloziped
Mixtapes from the Alps, Sketch /Merano
I primi “Rave Party” nei bunker di Merano sono stati opera sua.. Ops, non
ditelo troppo in giro! Giorgio Moroder, Kraftwerk via Basic Channel to house music.

01 Marzo 2011 Uovo – Memoryman
Manocalda, Re>>Vox, Oh Cristo! /Bologna
From Pastaboys, per la prima volta al Bar Sartea in veste Memoryman: spiritual
sound, sonorità intense dallo slow funk, fino alla house e Detroit techno.

08 Marzo 2011 Beppe Loda
Typhoon, Syntonic /Brescia
Uno dei DJ leggenda italiani: conosciuto per la Space Disco, la musica “Afro” e le
tapes/cassette del Typhoon. E’ un onore ed un dovere ospitare un artista così!

15 Marzo 2011 Metro Area – Darshan Jesrani
Environ /New York
I sogni possono diventare realtà? Questa volta, dopo anni, portiamo a Vicenza un
artista del mitico duo Metro Area, famoso per il sound Boogie e N.Y. Disco.

05 Aprile 2011 Dancity: Max P – Nicholas
No More Hits, House Is The Cure, Needwant Records, Collective /Perugia
Il giovane Nicholas, accompagnato dal bravo Max P, ci introdurranno alle
atmosfere underground del prossimo Dancity Festival.

Bar Sartea
Corso SS Felice e Fortunato
Vicenza – Italy

http://sartea.it
http://twitter.com/barsartea
http://www.myspace.com/barsartea
http://www.family-house.net

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kollektivEra più di un anno che volevo ascoltare questo duo originario di Amburgo, scoperto per caso un paio di anni fa. Esplorando il loro operato, ero stato subito conquistato dalle loro produzioni e poi, come sempre più spesso accade, un set trovato in rete aveva fomentato la mia curiosità (che è questo qua: http://soundcloud.com/electro-mix-memory/kollektiv-turmstrasse-2009-08-29-live-at-laguna-frankfurt-germany#new-timed-comment-at-3639972)

Niente di particolarmente innovativo nel loro sfruttare suoni morbidi e rilassati, sicuramente molto orecchiabili, ma mi colpì subito quel velo malinconico che sentivo aleggiare su tutti i loro dischi, capace di farti immergere in una fredda e grigia giornata tedesca prettamente autunnale.
Non “roba da dancefloor”, ma sonorità di cui godere tramite cuffia, in un ambiente quieto di egoistica solitudine.
Queste le mie prime impressioni e, anche se ascolto dopo ascolto sono riusciti ad acquisire, alle mie orecchie, una dimensione più da pista, restavo comunque dubbioso immaginando il loro impatto su un pubblico desideroso di ballare, piuttosto che di astrarsi nelle sinuosità fumose della propria mente.
Mea culpa, lo scorso anno al Classic mancai all’appuntamento e, cosciente che non sarebbe stato affatto facile ribeccarli, mi sono mangiato le mani e ho in seguito trascurato di tenere d’occhio i loro spostamenti.
Qualche giorno fa, però, un messaggio privato da Facebook ha avuto il potere di rallegrarmi la giornata: 03 dicembre 2010, Privat Party, special guest (indovinaunpo’): Kollektiv Turmstrasse. Tempo trascorso dall’apertura del messaggio alla decisione di non mancare: 15 secondi. Non potevo perderli di nuovo, a maggior ragione data la recente uscita del nuovo album su Connaiseur: Rebellion Der Träumer, la ribellione dei sognatori.

Il Privat è un party milanese che è sempre stato itinerante. Da quest’anno, però, si è trasferito in pianta stabile al Codice A Barre, zona Porta Genova, un locale come tanti a Milano.
(NdR: credo che mantenerlo itinerante avrebbe avuto il suo perché, ma di certo non spetta a me disquisire su questo tipo di scelte.)
Inoltre sapevo che non avrei certo trovato una clientela spregevole, era gente che sapeva organizzare dei bei party e questo mi rassicurava più di qualsiasi location.

03 dicembre = venerdì = dopo una settimana stressante, la stanchezza quel giorno ha iniziato a bussare già dal tardo pomeriggio e, sommata al programma di andare a bere in compagnia per festeggiare un compleanno, il tutto poteva agilmente tradursi in un K.O. tecnico prima ancora di arrivare in quel di Porta Genova.
Come volevasi dimostrare, esco di casa già con le gambe molli (mollissime) ma mi è capitato di uscire in condizioni anche meno promettenti e poi è venerdì e, di venerdì, non ce n’è nemmeno per il papa.
E’ l’una e mezza quando le due macchinate che ho messo insieme si avviano verso i Navigli. Di solito i guest attaccano intorno alle 2 (in Italia, chiaramente) e io non voglio perdere niente del set dei Kollektiv. Per fortuna all’entrata mi tranquillizzo subito, scoprendo che ho ancora una ventina di minuti da sfruttare per un minimo di ambientamento prima del loro inizio.
Entrando sento suoni abbastanza in linea con quello che mi aspetta, trovo Zagor e la Ju e scopro che Nico & Christian suoneranno nella saletta più piccola, più raccolta e, soprattutto, ancora chiusa.
Non faccio in tempo nemmeno ad appoggiarmi al bancone della sala principale che la seconda si apre e la gente inizia a prendere posizione.
I Kollektiv non sfruttano la consolle già presente, sono spostati a destra di quella fissa. Equipaggiamento in dotazione: espressione tipicamente tedesca e vagamente bohemien (sguardo imperturbabile e chiome immobili, ma che lacca usano in Kartofelnlandia?!), Mac, drum machine, X-one 92 e X-one 1D.
La sala si riempie subito, ma il pubblico è positivo e coordinato e si sta comunque bene. Mi aspetto un inizio abbastanza lento, graduale, ma devo subito ricredermi: il passo è già discreto e io ho decisamente azzeccato la serata, yessa!
Certo non suonano Techno, la loro è elettronica di stampo tedesco, inconfondibile, sebbene Beatport li consideri tra House e Chill Out.
I due ragazzotti sanno decisamente come far muovere una pista, sono contento di poter mandare al diavolo i miei pregiudizi. La selezione scatena una reazione decisamente positiva: i synth avvolgono e impacchettano la mente, la cassa secca e piccola fa muovere il corpo in modo pacato e mai violento.
Balli quasi inconsciamente, i Kollektiv riescono a essere a tratti ipnotici.

Mi si libera la mente, protagonista assoluta e target finale del loro set.
I cinque giorni passati in ufficio sono ormai un lontano ricordo, le gambe hanno riacquistato vigore. Feelin’ good and totally relaxed, mi lascio trasportare dolcemente.
Fanno divertire, e tanto anche: passano i loro dischi nuovi e vecchi, incontro di nuovo quelli che mi avevano fatto tanto interessare a loro: Tristesse, Eskapade.
Passano i minuti ma non mi interessa controllare l’orario. La pista è cotta a puntino e si diverte, i synth da lacrimoni hanno un effetto veramente devastante, qualcuno sotto additivi se ne rende conto e apprezza più di tutti
L’apice della serata arriva, per me, con Luchtoorn, il mio pezzo perferito. La folla sembra lì-lì per esplodere e, guarda un po’, proprio in quel momento i Kollektiv sono davanti alla consolle. Pura coincidenza certo, ma che ciliegina sulla torta!
The show goes on, disco su disco, ma quanto sentito finora è bastato a convincermi pienamente. Mi hanno fatto divertire, mi hanno fatto scordare l’ora, le sigarette da fumare, tutto quello che c’era al di fuori: mi hanno isolato per un paio d’ore dal mondo esterno al Privat, mi hanno ripulito.
Tributar loro un applauso a fine set mi sembra più che dovuto, bravi, la mia memoria conta pochi casi in cui sono stato così preso e coinvolto.

Il dj che segue è un mezzo assassino, veloce, 130-133 sparati, troppo diverso dal duo tedesco: ma chi se ne frega. E’ un venerdì che sta ormai volgendo al termine, la sala è semivuota, io sono soddisfatto, contento di andare a letto con il sorriso, sapendo che Milano stasera non poteva offrirmi di meglio. Il meglio me lo ero cercato ed ero stato pienamente ripagato.
Kollektiv Turmstrasse mi siete piaciuti, non riesco a darvi un voto perché non è mio interesse, ma chissà se la prossima volta riuscirete a coinvolgermi e a farmi divertire e svagare così.
Una menzione dovuta va al locale. Note di demerito e appunti vari: l’impianto suonava in modo pulito, forse mancava di un po’ di potenza. La forma del soffitto della sala è un’incognita per la logica: la parte vicino la consolle rimane bassissima mentre in piena pista il soffitto diventa molto alto (la sala 2 dello Studio 80 di Amsterdam può dare una mezza idea, anche se è l’esatto opposto). E poi le bevute, rese deludenti dall’utilizzo di prodotti di qualità evidentemente non poco scadente.
Un’ottima serata, tutto sommato.
Musicalmente il Privat si conferma un punto fermo delle friday nights meneghine, anche per le prossime date: 17 dicembre Jamie Jones su tutte.

Dimitri Quintini

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solomunVenerdì 17 dicembre 2010 BUTTERFLY festeggia il Natale con un appuntamento speciale alla Società Canottieri Esperia, una delle location per eventi più conosciute e prestigiose del panorama cittadino, incastonato in riva al fiume con una visuale privilegiata sui Murazzi del Po.

Per l’appuntamento di dicembre Butterfly propone un inedito showcase dell’etichetta amburghese Diynamic: la consolle sarà capitanata da SOLOMUN, una delle rivelazioni artistiche dell’anno conosciuto per le sue numerose produzioni di impronta deep house, accompagnato da STIMMING, talentuoso astro nascente del panorama elettronico europeo che presenterà per la prima volta in Italia il suo Live Set per il quale a fine settembre 2010 è stato premiato come “Best Newcomer” ai DJ Awards di Ibiza.

Le sale dell’Esperia, trasformate per l’occasione dalla creatività di LoveTheDJ e arricchite con un impianto audio installato appositamente per l’evento, fungeranno da cornice a una one-night che si propone di raccontare il gemellaggio virtuale tra la nostra città e le sonorità elettroniche tedesche più innovative.

L’esibizione musicale degli ospiti della Diynamic Music sarà accompagnata dalle sonorità elettroniche del dj-produttore Patrick Di Stefano [Heimatmelodie] e dei dj Dikky-Dave e Daniela Bernini.

Società Canottieri Esperia – Torino
Corso Moncalieri 2 – Torino

Ingresso solo in lista – 10 Eur con consumazione

Info e liste: 349 5458021 – info@airbutterfly.com

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Per la prima volta quest’anno anche noi di frequencies.it abbiamo deciso di pubblicare almeno un paio di playlists per fare un bilancio di quanto di buono è stato fatto in questo 2010. Cominciamo con la chart dedicata agli album

10. Pan Sonic Gravitoni (Blast rec.)

Ultimo atto per una delle formazioni più influenti del panorama elettronico internazionale. Ormai nel loro astratto rumorismo minimale il pubblico ha imparato a riconoscerene quasi la forma di canzone. Gravitoni è il giusto tributo alla carriera.

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9. Shed The Traveller (Ostgut Ton)

Seconda prova sulla lunga distanza per il genio sonoro di casa Ostgut Ton.
Sui muri d’entrata del Berghain Shed appende una fotografia nitida di quello che sono stati gli anni ‘90 per chi li ha trascorsi internato nei warehouse berlinesi e londinesi.

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8. Cobblestone Jazz The Modern Deep Left Quartet (!K7)

Mathew Jonson e i suoi fidi compagni di jam session nonchè di label mettono su disco uno dei live più entusiasmanti dell’anno. Macchine e software sono gli archi ed i fiati del mondo moderno ma il sudore, la passione e la voglia di scatenarsi sulla pista rimane sempre la stessa.

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7. Skream Outside the Box (Tempa)

Contrariamente al blando Pop bass dei Magnetic Men è in solitudine che Skream rivela tutto il suo talento giocando con generi musicali diversi e alternando la consueta carica ‘ardkore con momenti di intenso lirismo.

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6. Four Tet There is Love in You (Domino)

Four Tet, finalmente libero dall’obbligo della ricerca forzata, è riuscito a portare il sound neotrance teorizzato da James Holden ad un livello superiore, schiarendo l’eclissi di Burial senza comunque rinunciare ad un groove danzerino così mielosamente Pop.

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5. Scuba Triangulation (Hotflush)

Paul Rose ovvero colui che innovando il dubstep ha risvegliato la techno!
Metrica in quarti, klang metallici e una ritrovata verve per le melodie di Detroit e Chicago segnano la definitiva consacrazione di Scuba tra gli artisti elettronici più talentuosi degli ultimi dieci anni: andando via da Londra ha teorizzato la Techstep e convertito al suo verbo la Cattedrale della minimal techno con le serate Sub:stance!

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4. Deepchord Liumin (Modern Love)

Calda dubtech per affrontare un rigido inverno. Tra riverberi e melodie sospese nell’inconscio pulsa il cuore dell’eredità Basic Channel componendo versi che non necessitano di parole.
Jazz retro-futurista per chi pretende ancora di essere catturato dalla prima all’ultima nota.

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3. Shackleton Fabric 55 (Fabric)

Come per Villalobos non una semplice compilation ma un mixato di materiale interamente inedito ad opera del produttore inglese più estroso del momento.
Sam ormai possiede una dimensione soltanto sua oltre il dubstep o la minimal house berlinese: percussioni magrebine rimangono sospese su un flusso slegato dal 4/4.

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2. Quentin Harris Sacrifice (Strictly Rhythm)

Oggi tutti si dichiarano Dj house, Quentin non ha bisogno di far proclami lui è l’House del 2010! Niente loop o sample ammiccanti ma arrangiamenti sontuosi per una produzione al servizio del cantante di turno di modo da tirar fuori tutta le tensione possibile.

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1. Anbb (Alva Noto & Blixa Bargeld) Mimikry (Raster Noton)

Ed eccoci alla prima in classifica e chi premiare se non due pilastri dell’elettronica nel senso più ampio del termine?
Mimikry sigilla il patto del Diavolo tra l’industrial e il minimalismo, il comandamento definitivo tra le scuole qui rappresentate: il rock di Blixa picchia sui chiodi sonori di Carsten e le frese digitali graffiano più di chitarre distorte.

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Davanti alle telecamere di Enjoy Television in occasione dell’evento Real House all’Amami di Treviso Claudio Coccoluto, vero decano della scena, ha espresso interessanti opinioni circa la decadenza del prodotto clubbistico italiano soggiogato dalle mode straniere e incapace di creare una nuova classe di Dj in grado di sostenere la competizione internazionale.

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blocOk ci siamo con dicembre bisogna pensare seriamente ad organizzare il viaggio per Minehead, ameno paesino nelle campagne inglesi, dove si terrà la quinta edizioni del Bloc Weekend: 3 giorni all’interno del confortevole villaggio Butlins dove potrete godere delle performance di:

Aphex Twin / L-Vis 1990 / Roska / Addison Groove / Al Tourette’s / Venetian snares / King Midas Sound / Daedelus / Alva Noto / Jimmy Edgar / Vision Quest feat. Seth Troxler, Shaun Reeves and Lee Curtiss / dOP / Geddes / Joy Orbison / Shackleton / Mala / Loefah / Pinch / Gemmy / Guido / DJ Pete / Untold / Soul Clap / Floating Points / Will Saul / Space Dimension Controller / Mark Archer [ex Altern-8] / B12 / Posthuman / Global Goon / Digitonal / AGT Rave Cru / Placid / Legowelt / Orgue Electronique / TLR / Joe Hart & The Body Hammer Residents/ LFO / Moderat / Four Tet / Vitalic / Speedy J / Drop The Lime / Claude Von Stroke / Beardyman / Dopplereffekt / Black Devil Disco Club / Magnetic Man

Il costo del biglietto comprende la sistemazione in monolocale ed il prezzo varia a seconda che scegliate un alloggio privo di cucina (140 Pound), con cucina (160 Pound) oppure categoria superiore gold (180 Pound) di cui sono già andati sold out quelli da 6 e da 8 letti. Potete acquistare i biglietti su http://www.blocweekend.com/

Siccome non si tratta di una trasferta facilmente organizzabile eccovi alcune dritte sul viaggio:

Essendo stata cancellata la tratta Italia-Bristol (l’areoporto più vicino ed economico) la soluzione più rapida è quella di puntare su Londra Gatwick (arrivando giovedì nel primo pomeriggio o venerdì al mattino presto) che vi consentirà di saltare il traffico londinese e quindi di prendere un treno (da prenotare con mesi di anticipo sul sito http://www.nationalrail.co.uk/ di modo da pagarlo un prezzo ragionevole) direzione Taunton e da lì salire su un bus locale. Calcolate che in questo modo vi occorreranno comunque tre ore.
Un’altra soluzione sarebbe quella di affidarsi ai più economici bus (sempre da prenotare con molto anticipo su http://www.nationalexpress.com/home.aspx oppure http://uk.megabus.com/default.aspx) ma vista la durata del viaggio (anche 6 ore) e gli orari che devono esser fatti combaciare con quelli dei voli non ci convincono al 100%.

Infine ricordatevi di preparare coi vostri amici un bagaglio da stiva da riempire con dell’ottimo cibo italiano e bottiglie di alcolici perchè se è vero che la musica sarà super beh il mangiare è il solito inglese quindi se non volete rischiare un’emorragia interna meglio che il sugo ve lo portiate da casa mentre per l’alcol sappiate che su i prezzi sono alle stelle (in compenso la birra costa poco).

Ultimo consiglio: il costume da bagno per godere della splendida piscina indoor con tanto di scivoli!!!

Su, cosa state ancora aspettando????!!!

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dj paradeSiamo la più giovane generazione a soffrire di nostalgia. Intrappolati tra due periodi incredibili l’emozione è doppia ed illusoria come dimostrano i trendissimi gruppi hypnagogic pop. Sentiamo la mancanza di un mondo, gli anni ‘80, che non è mai stato veramente nostro, vissuto solo di riflesso attraverso i film di Italia Uno nelle mattinate estive eppure ci è tremendamente familiare. Desideriamo poi risvegliarci negli anni ‘90.
Non al Pop, non al Rock nè alla musica italiana, noi figli dei primi 80’s ci siamo riconosciuti in uno stile cui abbiamo consacrato l’adolescenza: la dance elettronica, che viaggiava a velocità tripla rispetto al resto e non solo come bpm ma anche come evoluzione, poichè primogenita della tecnologia (a me il primo videoregistratore (che btw oggi manco producono più) lo venne ad installare un tecnico!!!). Un decennio turbocompresso in una hit da tre minuti.
E’ il 1994 quando a Riccione si riuniscono 11.000 persone circa per quello che inizialmente era stato spacciato per un concerto, ma che in realtà era la celebrazione di un qualcosa di diverso, uno show radiofonico particolare perchè basato sull’incosciente, ma allo stesso tempo geniale, intuizione di portare nelle case di tutti i ragazzini italiani un mondo alieno alla cultura popolare dell’epoca: il clubbing.
Quello era il DeeJay Time di Albertino, e segnava l’inizio del periodo d’oro di un genere dalle mille denominazioni (commerciale, (ch)ea(/e)sy house, techno pop, eurodance) che avrebbe dominato le classifiche di fine millennio e coltivato gran parte degli odierni addetti ai lavori.

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Certo aveva ragione Lory D ad accusare Alba di fare musica da karaoke pe’ i ragazzini, perchè il successo di quei brani era soprattutto dovuto all’immediata riconoscibilità, addirittura, a differenza delle tracce house e techno, queste non perdevano tempo arrivando subito al riff saltando a piè pari intro ed outro, rendendo di fatto quasi impossibile il mixaggio in beat matching senza l’uso di campionatori. Scherzosamente l’avevano battezzata come musica delle giostre ed in effetti aveva più a che fare con un parco divertimenti che non con le futuristiche visioni del trio di Belville; la vera techno era di competenza dei fratelli maggiori che già frequentavano club e afterhour (di cui ci portavano le cassettine) ma per i più piccoli l’iniziazione partiva proprio dalle frequenze fm. La radio era quindi un punto di riferimento imprescindibile!
L’eurodance dei ‘90 è stata l’ultima aquila a volteggiare libera nell’etere, oggi riserva di caccia delle sole majors discografiche che all’epoca non sapevano come inquadrarla e soprattutto come spremerla.
Grazie al DeeJay Time potevano finalmente arrivare inni techno come Pullover di Speedy J, Stella di Jam & Spoon, James Brown is dead di L.A. Style e nicchie quali happy hardcore, hip house e l’indimenticabile Mediterranean Progressive potevano reclamare il meritato spazio.

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Non essendoci schemi fissi al di fuori della canonica cassa in 4 per scalare le classifiche ci si affidava ad un’improbabile originalità Pop (l’allegra Gam Gam col coro dei bimbi altro non era che un tristissimo canto dei bambini ebrei deportati) anche se, va detto, ogni stagione si avvertiva sempre più una deriva verso la banalità, e sebbene all’inizio questa fosse quasi impercettibile col passare del tempo il lato calcinculo ha preso il sopravvento fino a portare la scena all’autodistruzione.
Nel 1990 fu il brutalismo belga della R&S a lanciare il primo sasso della techno rivoluzione radiofonica, quindi si è passati ad una dimensione più soft e giocosa, come ad esempio i suddetti Scooter per l’hardcore o il nostrano Dj Dado per l’house.

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Già i “nostri” Dj e produttori…dominavano le charts e le piste di mezz’Europa e noi altri li si seguiva fedelmente a casa, tornati da scuola, passando il primo pomeriggio incollati a quella scatoletta nera sopra la credenza vicino alla Tv, specie al sabato per la DeeJay Parade, perchè se volevi avere delle informazioni su una canzone che ti piaceva non avevi altro modo visto che internet ancora non c’era.
Ecco sono questi i rituali verso cui indiriziamo il nostro affetto e il riascoltare oggi quei pezzi ci fa scendere la lacrimuccia non tanto per il solito spocchioso motto del “ai miei tempi era musica mica questo rumore di oggi!!!” ma in quanto rimando ad un modo diverso di viverla : la collezione di flyers con la spasmodica ricerca di quelli dell’Insomnia, Duplè ed Imperiale, le ore passate nei negozi di dischi a conoscere altri ragazzi come noi, leggere Discoid durante la lezione, i pomeriggi trascorsi insieme a sentire la Musica e a sognare mixer e giradischi. Tutto il progresso del mondo non mi darà mai le stesse emozioni.
Fa quasi tenerezza vedere oggi Albertino cercare disperatamente di riguadagnare lo status di Dj da club (e sentirlo parlare seriamente di house music) dopo che ha passato gli anni zero provando a fare il comico, come volesse non solo riappropriarsi di credibilità ma anche di quelle sensazioni che pensava di aver perso per sempre (sentire il godimento della folla che risponde ai tuoi dischi), significa che i ‘90 hanno lasciato cicatrici profonde su chiunque li abbia vissuti anche nelle sue vesti più leggere.

Federico Spadavecchia

PS: per chi volesse riprovare l’emozione dei tempi andati l’amico Raibaz poco tempo fa si è esibito in uno show a tema

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djdeepSabato 20 Novembre inaugura al Club Gamma la nuova stagione invernale di Stereo: una serie di eventi, ogni due settimane, che porteranno a Torino alcuni dei nomi più interessanti della scena techno e house mondiale. La serata sarà particolarmente curata dal punto di vista dello stile musicale e dell’ambiente, con un’impostazione da locale prettamente “berlinese”: prezzo d’ingresso basso, nessuna lista e una selezione alla porta non basata su dress code o aspetto fisico, ma solo sull’educazione e il rispetto di chi vuole partecipare agli eventi del sabato al Gamma.

Il primo ospite della stagione è uno dei dj underground più rispettati al mondo: il parigino Dj Deep. Scoperto dal mitico Laurent Garnier (che l’ha invitato a mixare al suo fianco all’inizio degli anni ’90 in locali come il Boy e La Luna a Parigi), in oltre 15 anni di carriera ha avuto modo di ottenere il rispetto dei più grandi nomi della scena house e techno mondiale, da Jeff Mills a Kerri Chandler, da Dj Gregory a Carl Craig. La sua residenza allo Djoon (per molti il miglior club in Francia) e le sue etichetta House Music e Deeply Rooted House gli hanno infatti dato l’opportunità di diventare uno dei punti di riferimento per tutta la scena francese.

Sebbene abbia anche una grande esperienza da produttore sia da solista, sia con progetti che hanno fatto la storia della musica house come Deep Contest (con Ludovic Navarre), The Deep (con Julien Jabre) e Funk Force Project (con Olivier Portal), Dj Deep è ancora uno di quelli che si possono definire “dj puri”: la sua carriera è infatti totalmente incentrata sul suo ruolo di “selecter” (condito da una tecnica invidiabile che ipnotizza il suo pubblico) che deve avere il dj. La grande esperienza radiofonica e la cultura musicale che lo contraddistinguono hanno contribuito a rafforzare la stima di cui gode nell’ambiente del clubbing mondiale. Il suo stile, come dimostrano i numerosi podcast pubblicati sul suo sito (www.djdeep.com), è un concentrato di cultura, esperienza ed energia, sempre a cavallo tra house e techno, in un percorso che tocca Chicago, Berlino, Detroit e Parigi. Non perdetevi il suo dj set al Club Gamma!

Resident Djs:
GANDALF (Secret Mood) – REDROB & TSURA (Overstep)

Inizio ore 23.00 – Ingresso: 5 euro – Selezione alla porta
Info: stereotorino@gmail.com – 392-8039321

Club Gamma (Fluido River Side) – Viale Cagni 7 – Torino

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CHAiMLa farfalla elettronica sorvola Torino per la terza volta nella stagione autunnale 2010 con un ultimo appuntamento allo sPAZIO211. Butterfly Turin-Berlin A/R atterra venerdì 19 novembre nella cinetica notte di Barriera di Milano, disegnando una ricerca sonora che nel tradizionale itinerario che lega la capitale delle arti elettroniche a Torino si allunga fino alle sponde del Medio Oriente.

In Israele giovani come Chaim hanno trovato nell’espressione artistica il rifugio da una quotidianità troppo complessa. Kiki, ambasciatore dell’eco elettronico finlandese, per la prima volta suona a Torino il suo live capace di fondere tonalità tech-house e elettroniche. Chaim presenta in anteprima il suo primo album: una medley di bassi, che tradiscono la sua chiara dedizione al caldo suono della house di Chicago, percussioni, strumenti suonati dal vivo e vocals. Chaim e Kiki, firme della BPitch Control, scuola della regina della techno berlinese Ellen Allien, nella loro eterogeneità musicale riflettono il paradigma dell’etichetta: dare sfogo a qualsiasi corrente o declinazione elettronica. La ricerca minimale del suono house di Patrick Di Stefano, appena uscito su Thisorder Records con la traccia Where’s, remixata da Kiki (che verrà presentata in serata) e la freschezza del suono di Dikky-Dave, residents di Butterfly Turin Berlin A/R, apriranno la pista al volo della farfalla.

Nell’intimità confortevole dello sPAZIO211, ancora una volta arricchito dalla creatività esplosiva di LoveTheDJ, sarà inoltre protagonista il neonato progetto multiculturale Lab + Loft 25, curato da Daniela Boni (designer e artista torinese nonché DJane parte del progetto Butterfly). Dalle 23 alle 01 la fotografa Elisa Perotti (Les Moustaches) catturerà infatti – in una sala di posa allestita per l’occasione, decorata dai graffiti minimali di BLND (Amedeo Abello/Krasta Clothing) e con la disponibilità degli stravaganti accessori moda di JohnDoe, Silvia Beccaria e Turineyes – una serie di istantanee elettroniche di uno dei popoli della notte più stravagante del vecchio continente.

LINE UP:

23:00 – 01:00 > DIKKY-DAVE (DJ SET)
01:00 – 02:30 > PATRICK DI STEFANO (DJ SET)
02:30 – 03:30 > KIKI (LIVE)
03:30 – 05:30 > CHAIM (DJ SET)

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Frequencies

Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?

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