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stereoSabato 12 Novembre inaugura la stagione 2011-2012 di Stereo, serata che al suo debutto, in poco più di un anno, è riuscita a emergere come una delle migliori “techno night” nel panorama italiano, portando a Torino l’eccellenza della scena elettronica europea e non solo (da Marcel Fengler a Brendon Moeller, da Norman Nodge a Dj Deep, da Ryan Elliott a Mike Denhert e molti altri) e riscuotendo successo grazie a una formula basata essenzialmente sulla qualità della musica e dell’ambiente, con prezzi accessibili e un pubblico trasversale di appassionati.

Anche per questa nuova stagione Stereo riconferma la propria residenza bimensile al Club Gamma, che come ogni nuovo anno presenta alcune interessanti novità come il nuovo pannello luci a led completamente programmabile alle spalle della consolle. Per il suo party inaugurale Stereo è lieta di ospitare uno dei nomi più interessanti della nuova scena techno europea: Niels Luinenburg, in arte DELTA FUNKTIONEN, produce musica dal 2008: grazie a un mix di influenze che vanno dalla Detroit techno alla dub techno di Berlino con echi di Chicago house, viene ospitato regolarmente in club come Berghain, Fabric e Bunker. Le sue produzioni vengono distribuite da importanti label come Ann Aimee, Field Records e soprattutto Delsin, etichetta di culto nel circuito underground europeo, per cui ha da poco mixato la compilation “Inertia”, che raccoglie il meglio della produzione techno mondiale degli ultimi mesi.

Sono inoltre già stati annunciati alcuni dei nomi che andranno a comporre il calendario di Stereo: il 3 dicembre con Chloé (B-Pitch Control – Kill The Dj / Parigi), il 17 dicembre con Peter Van Hosen (Time to Express / Berlino) per poi passare al 2012 con Regis (Sandwell District / Londra) il 21 gennaio e Roman Lindau (Fachwerk / Berlino) il 4 febbraio.

Inizio ore 23.00 – Ingresso: 6€ prima dell’1.30 – 8€ dopo l’1.30
Selezione alla porta
Info: stereotorino@gmail.com – 392-8039321

Club Gamma (Fluido River Side) – Viale Cagni 7 – Torino

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adeRicordo quando negli anni ‘90 sfogliavo le paginette di Discoid (l’allora Bibbia della Club Culture italiana) e rimanevo impressionato dalla quantità di artisti che si riunivano per le coventions in Italia (il fu SIB a Rimini) e all’estero per eventi come il WMC di Miami, il Midem di Cannes e l’Amsterdam Dance Event. Per quasi una settimana si sarebbe parlato solo di musica!!!

Vuoi per una line up da sogno, vuoi per l’attrazione che la capitale olandese ha sempre esercitato sui giovani di tutto il mondo, vuoi anche per la relativa vicinanza e lo sviluppo dei voli low cost ma io, prima o poi, all’ADE dovevo andare per forza; mai però avrei immaginato di farne addirittura un appuntamento fisso sul mio calendario!!!

Stampiamo l’ennesimo ticket Easyjet e via in viaggio insieme al Baz per il mio ADE numero 4!!

Come per le edizioni precedenti si è programmato di andare da giovedì a domenica mattina, tagliando quindi inaugurazione e chiusura, per dedicarci anima e corpo ai giorni centrali dell’evento ricchissimi di attività diurne e notturne. Peccato soltanto per i costi proibitivi degli abbonamenti che non ci hanno consentito di assistere alle conferenze che erano davvero di alto livello.

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Quello di Amsterdam è l’ultimo happening rimasto in ambito dance ad essere ancora un’importantissima piattaforma business, pensata in primo luogo per gli addetti ai lavori (ai quali sono riservate quasi tutte le attività by day). Inoltre va sottolineato come tutte le venues della città siano coinvolte nel progetto indi percui non esiste un ADE off per turisti.

A noi comuni mortali non resta che consolarci con serate di clubbing furioso, sperando di aver azzeccato anche stavolta le feste migliori.
La prima notte è una scommessa vinta in partenza: Laurent Garnier al Paradiso con il suo L.B.S. insieme ai fidi Scan X e Benjamin Rippert, servono commenti?

paradisoL’ex teatro di Leidesplein è già di per sè una cornice magnifica con un’organizzazione perfetta come vuole la tradizione del Paese coi mulini a vento popolato da un bellissimo e iper amichevole pubblico, ma quando sai che ospiterà ben 4 ore dell’Artista elettronico numero uno, beh, c’è solo da scegliere la poltrona più comoda e godersi lo spettacolo!!!

Sorpresa del party è il Dj in apertura, Nuno Dos Santos, dalle nostre parti conosciuto soprattutto come producer per label come Compost Black insieme al suo socio TJ Kong, mentre a ‘Dam è famoso per essere il resident di un altro club straordinario: il Trouw.
La sua performance è il giusto warm up al Maestro d’Oltralpe: techno bella battuta con strings in crescendo in linea con le ultime uscite discografiche di Monsieur F.Com.

Nel frattempo abbiamo raggiunto le balconate, l’ideale per godere appieno dell’esperienza L.B.S.. Da qua su, infatti, possiamo ammirare la costruzione dello show che si apre come un dj set per poi evolversi in un live in cui Laurent diventa direttore d’orchestra.
I finestroni da chiesa alle sue spalle gli conferiscono un senso di sacralità tale che pare quasi di assistere ad una messa del Papa a San Pietro.
Inni celestiali come The Man with the Red Face e Gnanmankoudji ci portan quasi alle lacrime.
garnier
Garnier, spinto dall’esigenza di fondere le sue diverse esperienze e di trovare la quadra dei differenti modelli performativi già sperimentati in passato, ha portato il concetto di djset su un nuovo, inarrivabile, piano: quando non trova il disco che vuol suonare nella sua borsa, lo compone direttamente live con tanto di musicisti!

lbsIl problema d’aver assistito ad uno show così bello ed emozionante già il primo giorno è che inevitabilmente tutto quello che viene dopo sembrerà una delusione.

Il venerdì, trascorso il pomeriggio ad alimentare il mercato del disco tra Rush Hour e Concerto, ci rechiamo al Melkweg per il Dave Clarke & friends.

Che fregatura!!!

Già perchè mentre il Simone KK viene coccolato da Joey Negro e Kenny Dope con a sorpresa il featuring della divina Barbara Tucker, a noi tocca la cattiveria gratuita e inutile di Len Faki, un Daniel Miller (sì proprio lui il sommo boss della Mute rec.) che anzichè raccontare antiche e oscure storie industrial suona techno come l’ultimo dei ragazzetti in gita a Berlino, un Dave Clarke spento nell’inventiva (quando si dice digitale vs analogico: forse il nostro caro Dave non ha calcolato che sì il laptop permette un mucchio di cose e da tanta praticità in più, ma per un Dj come lui, bello anche da vedere impegnato in tricks da turntableism, è assolutamente penalizzante e lo spettacolo ne esce zoppo).

Fortuna vuole però che in programma ci siano due gentlemen come Andrew Weatherall, che dopo Miller raddrizza il timone su lidi acid e viaggiosi, e Derrick May che da bravo padre fondatore si china sui piatti e imapartisce una lezione da manuale su come si possa picchiare mantenendo inalterata la classe e la purezza.

trouwPer sabato, invece, l’appuntamento è al Trouw per l’ultima grande celebrazione dei dieci anni di Resident Advisor.
Rimango abbastanza stupito di trovare a fare l’apertura in main room Agoria, solitamente collocato in peak time, e questo mi fa andare in brodo di giuggiole pensando a quale incredibile nome possa essere l’ospite a sorpresa annunciato dal popolare sito web.

Quanto al set di Sebastien nulla da eccepire anzi: tre piatti per lui e tanta raffinatezza dosando l’energia come un esperto farmacista.

Al piano inferiore intanto reincontriamo Nuno Dos Santos stavolta assieme a Patrice Baumel in scena come 360 Soundsystem. Pollice su anche per loro.

All’una il cambio di consolle e in cattedra sale il nostro vecchio amico Robag Wruhme che non vedavamo dai tempi dei Wighnomy bros.
Purtroppo da qui in avanti ci aspetta una serie di bocconi amari: da solo Gabor, comunque molto bravo, manca di quella magica allegria e fantasia che hanno reso leggendari i suoi djset con Monkey Maffia. A sto giro niente bottiglie di vodka, sorrisoni e vinile solo tanto mestiere.
robag
La situazione precipita (e l’incazzatura decolla) quando l’Ing. Raibaz mi avverte via sms che l’ospite d’onore sarebbe Sasha, The Son of God, e così, quanto mai fomentato, corro come un pazzo davanti alla consolle principale.

Peccato che una volta lì di Sasha manco l’ombra, e che al suo posto ci siano due sconosciuti, più tardi identificati come Craig Richards e Lee Burridge riunitisi dopo anni per il progetto Tyrant.

Meglio sorvolare sul fatto che RA aveva sbandierato ai quattro venti l’intenzione di voler portare sul palco i nomi che hanno segnato la scena elettronica degli ultimi dieci anni!!! Diciamo che la X la usiamo per metterci una croce sopra…

In ogni caso il set dei Tyrant è quanto mai inconsistente perciò me ne torno al piano terra per Donato Dozzy.
Sarà stata la maledizione della serata ma anche il talento di casa nostra non va oltre una techno scarna e monotona priva di quei momenti trancey che l’hanno portato al successo staccandosi troppo dal set di Wruhme.

Non facciamo in tempo a dispiacerci che è già l’ora di correre in aeroporto.

Tirando le somme non è stato un anno da fuochi d’artificio per l’ADE che ha rinunciato alla componente avanguardista (niente concerti al Bimhuis) e ad eventi unici (la festa prog house dello scorso anno al Pureliner o la sontuosa inaugurazione con D25) in favore di un maggior numero di locations. Anche nella disposizione di queste ultime è stato fatto qualche errore, per esempio mettendo troppo lontani dal centro gli studios della Red Bull Music Academy Radio e limitando l’accesso ai pre serata tenuti da J.C. Rags e Smirnoff ai soli accreditati e a qualche fortunato che ha rimediato un invito su Facebook. Infine l’aumento dell’IVA sulle attività culturali ha comportato un sostazioso aumento del prezzo dei biglietti.

Va comunque detto che, vista l’ambizione e la longevità del progetto, e considerato anche il periodo di crisi internazionale, l’ADE con i suoi oltre 25.000 partecipanti ha portato a casa un altro successo.

Speriamo solo l’anno prossimo di essere più fortunati!

Federico Spadavecchia

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Nuovo appuntamento con Lorenzo Teneggi su Radio Antenna 1 da oggi disponibile anche su Soundcloud!

Segnaliamo che protagonista della prossima puntata (venerdì 21 dalle ore 18) sarà l’intervista esclusiva a Damir Ivic

- AFX – QUEX/RD—
- MASSIVE ATTACK VS BURIAL – FOUR WALLS —
- LALI PUNA – SCARY WORLD THORY (THANKS MARIKA) —
- PLAID – THANK —
- AUTECHRE – SKIN UP YOU’RE ALREADY DEAD —
- MARTYN – WE ARE YOU IN THE FUTURE —
- MODESELEKTOR – SHIPWRECK (FT THOM YORKE) —
- APPARAT – A BANG IN THE VOID —
- PALLERS – COME RAIN, COME SUNSHINE—
- BJORK – SACRIFICE (THANKS SILVIA) —
- THE FIELD – LOOPING STATE OF MIND —
- DAPHNI – JIAO —
- MIDLAND -BRING JOY (YOAUNDEVAN WHAREHOUSE DUB)—
- BENOIT & SERGIO – EVERYBODY —
- JAMIE JONES – HARAJUKU —
- NICOLAS JAAR – SPACE IS ONLY NOISE IF YOU CAN SEE (DAVE AJU RMX) —
- MACEO PLEX – DEXTER’S FLIGHT—
- ARANDEL – IN D #1 —
- LEFTFIELD – RELEASE THE PRESSURE —

TRACKLIST TRANSITION 14.10.2011 pubblicata da TRANSITION ON RADIOANTENNA1.COM FM 101.3 by Fakeskinny (FKSKNY)

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secret moodDopo il grande party “UNITY” del 17 Marzo scorso che ha fatto segnare un sold out assoluto, Secret Mood torna al Diamond Club di Via Maria Vittoria 35, con “RE-UNION“. Se per la prima festa il fil rouge era quello dell’Unità d’Italia, in questo nuovo appuntamento si celebrerà l’ideale legame tra Italia e Grecia, culle delle culture e civilità mediterranee in passato, oggi invece Paesi che vivono momenti difficili dal punto di vista sociale ed economico.

Il 22 Ottobre vogliamo dimenticare questi problemi per celebrare invece l’unione dei “clubbers” italiani e greci, grazie a un party che vedrà protagonisti dj di Torino (Federico Gandin e Gandalf) e Atene (Raf) e celebrerà anche l’anima italo-greca dei promoter di Secret Mood.

Una lunga notte a colpi di Deep House, Chicago House e Detroit Techno con le incursioni sonore del sassofono di D_Ego.

Durante la serata verranno effetuate le riprese del nuovo singolo di Federico GandinDon’t be Alone“!

Ingresso in lista 10€ con drink – seconde consumazioni €5
Start h.22.30 – Selezione alla porta

Info e liste: secretmood@gmail.com – 392-8039321

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Riprende l’appuntamento settimanale con Lorenzo Teneggi e Radio Antenna 1!!

- THE KNIFE – SILENT SHOUT —
- FEVER RAY – TRIANGLE WALKS ( REX THE DOG RMX) —
- DEATH IN VEGAS – YOUR LOFT MY ACID (FEARLESS TRANSHOUSE RMX) —
- FOUR TET – PYRAMID —
- LUOMO – FORM IN VOID —
- MARTYN – MASKS —
- FUNKYSTEPZ – TROUBLE —
- MODESELEKTOR & THOM YORKE – THIS —
- MODESELEKTOR & ANTIPOP CONSORTIUM – HUMANIZED —
- SHACKLETON – DEATH IS NOT FINAL —
- COSMIN TRG – RITMAT —
- LUCY -THE BEAUTIFUL PEOPLE —
- BEN KLOCK – SUBZERO (FUNCTION, REGIS AKA SANDWELL DISTRICT RMX) —
- UNDERWORLD – DARK & LONG (CRISTIAN SMITH RMX) THNKS SISSI —
- VAGHE STELLE – CICLO1 —
- ROMAN FLUGEL – RUDE AWAKENING —
- DANA RUH – NIGHT TILL DAWN —
- RAUDIVE – ZEITGEIST —
- GABRIEL ANANDA – HEY BLOP —
- THE FIELD – IS THIS POWER —

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16 settembre 2011.

ore19:30
Firenze, non troppo rovente, si presenta tinteggiata di rosa con l’aperitivo lungarno all’Easy Living – la Spiaggettina dove padrone di casa troviamo Rufus.
E’ uno degli appartenenti alla grande famiglia Bosconi Rec, tra i suoi “fratelli” ci sono Mass Prod Marco D’Aquino Ennio Colaci e Fabio della Torre; proprio Marco D’Aquino da lì a poche ore aprirà al Moritz Von Oswald Trio con il suo live all’ex Stazione Leopolda durante il Festival NexTech.

Alla “Spiaggettina” il tempo passa veloce tra uno spritz e l’altro, le persone sono coccolate dai sentori soulful e dai retaggi ’80s ricercati; si passa dal funk alla disco all’house classic in un batter di ciglia!
L’atmosfera è piacevolmente elegante, profonda e al contempo freak: il risultato, fra l’altro visibile, è che il target da “città da bere” viene annullato dall’ ecletticismo e alla colta raffinatezza di Rufus dimostrata e ribadita ormai da un po’ di tempo nel suo programma radiofonico QuattroQuarti dove ci propone soluzioni selezionatissime di musica da club.

nextechOre 21.30 NEXTECH FESTIVAL! DAY 2
Marco D’Aquino aka Dukwa (IT) live

Il primo a entrare in scena è questo ragazzo giovanissimo, classe 1990, che, nonostante l’età, non pecca di arroganza nella sua performance sul palco, ma inizia il suo live con delicatezza e senso compiuto.
Dopo una mezz’ora Marco cambia completamente, cresce e spazia – regala alla location tutta la sua formazione: giusta e perfettamente coerente rispetto a chi salirà dopo di lui.
Termina con classe, carattere ed erudizione facendoci capire che i suoi ascolti, oltre all’ovvia matrice berlinese da clichè djistico, ci rimandano vagamente anche all’old school e ad un amore per il funk e ad un qualcosa, che credo siano amore e passione, gli sia arrivato in assoluto dalla techno detroit.
Largo alle nuove leve!

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nextech2Moritz von Oswald, la metà di Basic Channel, divenuto una delle più influenti figure dell’elettronica mondiale. Una figura qualsi mitica, che ha deciso di apparire pubblicamente solo da pochi anni.
Nel 1980 è stato percussionista per Palais Schaumburg e The Associates, ma segue la musica elettronica dalla fine degli anni ‘80 e primi anni ‘90 .
Lo ha fatto prima in 2MB e 3MB (con Thomas Fehlmann), e in seguito ha co-fondato l’etichetta Basic Channel con Mark Ernestus, riscrivendo la storia della techno a livello mondiale.

Come parte dell’asse Berlino/Detroit, Basic Channel ha caratterizzato insieme ad altri artisti come Robert Hood, Jeff Mills, Mike Banks (ovvero la genesi degli UR), insomma quella che oggi chiamiamo techno.

ll loro lavoro ha influenzato tutta una generazioni di grandi produttori tra cui grandi maestri del genere quali Richie Hawtin, Thomas Brinkmann, Robert Henke (aka Monolake), Wolfgang Voigt. Immensa è anche l’eredità che hanno lasciato tutti gli artisti i cui lavori sono stati editi da M Records e Chain Reaction, sorelline di Basic Channel.

Il suo ultimo progetto porta appunto il nome di Moritz von Oswald Trio.

Mortiz Van Oswald trio. Firenze 2011

Se ci ponessimo la domanda di quale legame ci sia c’è per Moritz (berlinese) – Vladislav Delay (finlandese) e Max Loderbauer (serve dire da dove viene? tra l’altro fresco della collaborazione con Villalobos Re:ECM), con la musica dub jamaicana, beh questo live ci da la risposta e qualcosa di più.

Dopo un inizio dove il trio si è comodamente adagiato su derive ambient-jazz scandite dal 4/4 del drum set spacey di Sasu Ripatti (giuriamo che è il nome vero di Vladislav e non il miliardesimo alias!!!), delicatamente sono arrivati a chiudere il concerto esplorando una sorta di techno jazz futurista, come già nelle collaborazioni di Moritz con Carl Craig e Francesco Tristano.

La commistione tra techno e jazz, che ha trovato a Detroit il suo culmine con i lavori di Craig, Mike Banks ed i latinos dell’Underground Resistance, qui viene riscritta e reinterpretata con un piglio tutto europeo, e viene naturale pensare al jazz scandinavo o all’etichetta tedesca ECM.
La battuta permanente ed incalzante, è scandita perfettamente ed incentivata dall’ex stazione, ricordando il live dell’anno precedente con Blixa e Alva Noto.

Tutto efficacemente costruito in un live senza alcuna fretta che decolla solo dopo il 45esimo minuto, un back to the roots che ha il suo climax nell’ultima parte del concerto dove ci porta di fronte a quel miracolo che è stato il lavoro per Basic Channel insieme al sodale Mark Ernestus.

Questo live può essere anche inteso come un’aria di lavoro pretestuale, una costruzione in divenire ma assolutamente improvvisata.
La dub, gli echi, i rimbombi naturali della Stazione Leopolda, sono stati il veicolo perfetto per lanciare i loro loop perfettamente suonati e perfettamente arrangiati, in questa notte fiorentina.

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Terzo act della serata è Damian Lazarus.

nextech2

Dal momento in cui ha pubblicato il suo primo disco, la missione di Damian Lazarus è stata chiara diretta e veloce: soffiare via il mediocre, il sovra-inflazionato, l’obsoleto, cercare e celebrare l’energia, l’importante e soprattutto il nuovo proiettato in un costante ribellarsi, andando sempre luoghi diversi, permettendosi di giocherellare e fondere insieme stili e idee diverse, con l’ambizione propedeutica di farlo sempre meglio..

Spinto da una curiosità quasi infantile ed una vivida immaginazione e senso dell’umorismo, ha usato il suo ruolo di dj e label-owner per crescere le sue produzioni/piantine per arrivare al frutto proibito: condividere musica sperimentale e abbastanza eccitante su tutto il pianeta.
Calandosi nelle tenebre, ma godendo anche della luce, si è dimostrato sempre pronto ad abbracciare nuove idee e spaziare sui diversi punti di vista nella musica da club.

Lazarus è come se fosse sempre davanti alla curva.
Porta un sorriso ironico sul volto, da eterno ragazzino, come se nascondesse però un asso nella manica, e godendo del divertimento della gente sotto la consolle.
Ha suonato il suo set preciso e dritto come un fuso, facendo divertire e provocando mosse conturbanti il giovanissimo pubblico del NexTech che chiedeva probabilmente un po’ di movimento.

Probabilmente per una migliore armonia dell’evento sarebbe stato più corretto collocare Lazarus al sabato notte, ovvero quella più dance oriented, anche se si sarebbe corso il rischio di sovraffollare una line-up già ricca di nomi altisonanti come ad esempio James Holden.

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Un hangar non del tutto pieno, che anzi ha visto tempi migliori in quanto affluenza al venerdì, colpa sicuramente dei biglietti che costringevano a scegliere a quale evento partecipare mancando un abbonamento per i 4 giorni, e dei permessi imposti a caro prezzo dal Comune di Firenze.

NexTech è figlio legittimo di questi tempi difficili, il solo festival in Toscana nel 2011, che nonostante la crisi economica ed ostacoli d’ogni tipo alla fine è riuscito comunque a dimostrarci qualcosa.

Chloe Raffey

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emivitaSabato 15 ottobre ritorna, presso l’Apartamento Hofmann di Conegliano, Emivita One Night.

Il progetto Emivita nasce un anno fa dalle ceneri del Silencio Festival, e si pone come obiettivo l’esplorazione di ogni angolo di quell’immenso mondo che è l’underground della Techno.

I parties Emivita si terranno sempre il terzo sabato del mese così come da tradizione, in modo da non accavallarci con altre serate altrettanto meritevoli.

Per quanto riguarda i Dj resident abbiamo deciso di affidare il ponte di comando a veri capisaldi dell’underground veneto: A.D.N. nome storico con ormai 20 anni di esperienza vinyl addicted, e a grande richiesta Alex Mord, uno degli artisti preferiti dal nostro pubblico.

A ballare con noi chiameremo ospiti divenuti sinonimo di qualità a livello mondiale ma ancora inediti in Italia. Avete presente il leggendario Labyrinth Festival che si tiene nelle foreste giapponesi? Beh siamo stati anche lì per portarvi il meglio!!!

Infine siccome crediamo che la buona musica, come tutta la cultura in generale, debba essere alla portata di tutti i prezzi di ingresso saranno contenuti il più possibile:

Ticket ridotto 8 € con consumazione
Ticket regular 10 € con consumazione

il primo guest della stagione sarà un dj lombardo di scuola romana, DJ MEDO

Dj Medo, imprevedibile Dj 31enne scopre ben presto di avere un feeling particolare con i suoni più raffinati e profondi dell’elettronica ed in poco tempo si avvicina all’essenza più pura di questo genere musicale , guidato e ispira dal suo grande maestro JP Energy e dall’ambiente istruttivo e
affascinante che Mandragora Dischi, negozio di riferimento del Nord Italia, propone ogni qual volta si decida di comprare un vinile..
Medo ama presentarsi da sempre con la seguente citazione: “Nutro ormai da anni una maniacale passione e son dunque attento osservatore di tutto quello che riguarda la musica elettronica fatta, pensata e concepita per unire passione, conoscenza e divertimento, praticamente dedicato a chi concepisce il “territorio elettronico” come stile di vita quotidiano attraverso il quale rapportarsi con la gente“

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ben simsBen Sims, il Signore dei Loops, una delle colonne portanti della Techno in Europa, è da annoverare tra i padri fondatori della corrente Hardgroove che scosse il nostro basso ventre all’inizio del nuovo millennio. Singoli come Manipulated e Live young die fast sono storia, così come le molteplici collaborazioni con i Dj’s e labels più importanti della scena che lo hanno portato a stringere una fortissima amicizia con un altro pilastro della cassa in quattro: Adam Beyer.

Tra i tanti meriti dell’artista svedese vi è l’aver dato vita alla Drumcode, label che in oltre dieci anni di attività ha sempre offerto ai clubbers un prodotto attuale. Certo i tempi in cui si godeva forte parlando di scuola svedese e del suo sfornare capolavori in serie sono ormai andati distrutti da quel blob fagocitante che è la minimal, stessa sorte che è toccata alla sorella/rivale napoletana di Carola e Parisio, ma oggi la rinascita della Techno è sotto gli occhi di tutti e sarebbe un bel momento per tornare ai fasti passati.

E allora in perfetto Zeitgeist ecco arrivare alle stampe l’album di Ben Sims, un disco particolare ancora prima di essere messo alla prova perchè si tratta dell’esordio su lunga distanza del Dj inglese, che in anni di onorata carriera non si era mai cimentato con questo formato.

Smoke & Mirrors esprime al 100% il Sims pensiero, nessun pericolo di brutte sorprese modaiole anche se i 140 bpm non si toccano più. D’altronde con una traccia d’apertura chiamata Riots in London non c’è molto spazio per l’immaginazione: la cassa parte dritta come un’autostrada e le macchine che ci corrono sopra si confondono tra percussioni sincopate, ballerini sudati e i riflessi del giradischi. Mete del viaggio: Detroit, Chicago, New York, Londra e Berlino.

Trasformare la rabbia in energia per continuare a muoversi nel buio, cercando l’illuminazione mistica in una strobo. Proseguendo con l’ascolto appare sempre più chiaro l’intento di Ben di voler riavvolgere il nastro del tempo per ripristinare non tanto un genere musicale (chi siamo noi per porci contro evoluzione e gusti?), quanto piuttosto quell’attitudine a considerare la Musica una cosa seria e non un artifizio per sentirsi fighi (la copertina disegnata da Alan Oldham è Stile!).

Altro titolo rivelatore: Can you feel it?, ne vogliam parlare ora che chissà per quale miracolo il grande pubblico ha scoperto il meraviglioso mondo della Chicago House? Soprattutto se nella successiva I Wanna Go Back alla voce c’è sua maestà Blake Baxter ad incitare il dancefloor ad immolarsi nel nome del groove e del funk, spiegando che loop non vuol dire necessariamente piattume!!!!

Bullet è il punto di non ritorno: non farti domande e balla come se non ci fosse domani!
The afterparty, invece, è il giusto consiglio per sopravvivere alla luce del sole già alto: melodie ipnotiche e un ritmo costante senza cali di tensione.
La titletrack poi è semplicemente devastante: il suono viene liquefatto nel dub per liberare i fantasmi delle console passate, che subito infestano la pista scuotendo le loro catene.
Il sambodromo di The calling ci porta a I Feel it Deep, con il featuring di Tyree Cooper, atterraggio morbido di questo lungo ed entusiasmante volo.

Federico Spadavecchia

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Cari amici di Transition questa settimana abbiamo deciso di regalarvi una grande anteprima: il remix di Christian Smith della mitica Dark & Long degli Underworld.

Pare che Smith quest’anno abbia sofferto di nostalgia visto il suo dedicarsi ai grandi classici dell’house e della techno a partire dall’ottimo remix a At Les di Carl Craig. Il disco, che sarà disponibile all’incirca da fine agosto, contiene due versioni e noi ci ascoltiamo la Hypnotica Dub che sarà una sicura presenza nelle borse di tutti i Superstar Dj’s per quest’estate!

TRACKLIST:

LADYTRON – DESTROY EVERYTHING YOU TOUCH (HOT CHIP MIX) —

JUNIOR BOYS – KICK THE CAN —

PARA ONE & TACTEEL – A1 —

JOAKIM – FOREVER YOUNG (DISCODEINE RMX) —

AGORIA – PANTA REY (BALEARIC MIX) —

RIDO FT THOMAS ..- TWISTED —

APHEX TWIN – POLYNOMIAL -C —

JAMES BLAKE – LINDISFARNE —

TRICKY – TIME TO DANCE (MAYA JANE COLES MIX)—

SBTRKT – HOLD ON (FEAT SAMPHA)—

DEPECHE MODE – BEHIND THE WHEEL (VINCE CLARKE EXTENDED VOCAL) —

SIMIAN MOBILE DISCO – GIZZARD (ORIGINAL MIX VERSION 2) —

DISCO frequencies.it – UNDERWORLD – DARK AND LONG (CHRISTIAN SMITH HIPNOTICA DUB) —

EGO – BURIAL & FOUR TET (THANKS SILVIA) —

RADIOHEAD – LITTLE BY LITTLE (CARIBOU RMX) —

BATTLES – ICE CREAM FT MATIAS AGUAYO —

CUT COPY – NEED YOU NOW (CARL CRAIG RMX) —

HOLY OTHER – WITH U —

TIGER & WOODS – LOVE IN CAMBODGIA —

AMALIA – LUXURIOUS (AD BOURKE RMX) —

PODCAST

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percAlle volte c’è bisogno d’intransigenza, di puntare i piedi e rifiutarsi di seguire la corrente.
Fanculo allora ai tormentoni estivi e alle serate pareo selvaggio, la Techno porta un messaggio molto più profondo del semplice ehi siamo qui per divertirci!

Perc, vero nome Alistair Wells, è uno dei responsabili della new wave di dark techno che sta prendendo piede in tutt’Europa grazie a mostri sacri come Adam X, l’artisticamente risorto Chris Liebing, o Sandwell District ed ai talenti made in Italy come Lucy e Giorgio Gigli.

A ben guardare il suo esordio del 2002 pare quasi incredibile come il suo sound si sia geneticamente modificato passando da una progressive viaggiosa ad un beat isolazionista portatore di reminiscenze di scuola Chain Reaction, idm e naturalmente schranz.

All’inizio del nuovo millennio fu Liebing con il progetto Stigmata a scarnificare la techno fino a graffiarne le ossa avvelenandone il sangue funky con un’overdose di elementi industriali, di modo da riportare la scena ad una dimensione sì feroce e primitiva libera da ogni orpello ma allo stesso tempo più vicina alla vita reale dove la produzione in serie non rallenta mai. Chaplin a 140 bpm per dirla in parole povere. Come al solito, poi, come succede a tutti i generi che fanno troppo affidamento sulla velocità (se vogliamo è esattamente quello che si verficò col darkcore nel 93/94), superato un certo limite la creatività è entrata in coma e la schranz è caduta in un K-hole.

Oggi grazie ad un album maturo come Wicker & Steel si può tornare a godere di una rinnovata oscurità, più consapevole dei propri pregi e difetti rispetto al passato, dal battito più lento (conseguenza dell’esplosione minimale degli anni zero) per riuscire ad osservare con attenzione ciò che c’è d’interessante nel mondo senza rischiare d’infilarsi in un vicolo cieco.

Ad attenderci sulle soglie della selva oscura è il solenne spoken words di Choice, roba da seduta spiritica. My Head Is Slowly Exploding è il leit motiv dell’opera: un ipnotico klang in 4/4 ma con abbastanza spazio tra un colpo di cassa e l’altro per ospitare gelidi riverberi.
Start Chopping è il punto di contatto con la schranz ma stavolta l’effetto paranoia non è dato dalla violenza ritmica ma dalla sacralità dei pad. Il giusto tributo alla Basic Channel viene pagato con You Saw Me e Snow Chain.

A segnare la metà del disco è l’ambient isolazionista di Pre-Steel, pausa necessaria per quel martello a percussione che è Gonkle, l’acciaio come unica ragione di vita.
London, we have you surrounded i subwoofers si tengano pronti a far fuoco al mio segnale!!!

Il gran finale spetta a Jmurph colonna sonora tra l’industrial e l’EBM dello scontro finale per il predominio su questo nuovo mondo steampunk.

Federico Spadavecchia

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g&bGià per l’edizione del 2009 avevamo sottolineato come il successo del Green & Blue fosse intimamente legato alla sua location originale, la Waldschwimmbad di Obertshausen, a causa del suo valore sentimentale.
Il festival con cui Sven Vath celebra la chiusura della stagione estiva non ha niente a che vedere con Ibiza, Love Family Park, ed altre commercialate, ma si tratta del suo, e di Ricardo Villalobos, personale ringraziamento ai luoghi della sua infanzia a mò di picnic sui prati, pertanto negli ultimi due anni aveva subito una pesante diserzione da parte del pubblico indigeno vista la metamorfosi in un party di massa.
Oggi per fortuna si torna all’antico, appuntamento quindi al 4 settembre con:

Green Floor:
Sven Väth
Carl Craig
Christian Burkardt live
Karotte
Frank Lorber

Blue Floor:
Ricardo Villalobos
RPR Sound: Rhadoo, Petre Inspirescu, Raresh
Sascha Dive
Markus Fix
Chris Tietjen

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dozzyDonato Dozzy (al secolo Donato Scaramuzzi) è uno dei produttori italiani di maggior rilievo internazionale.

Varie le releases sull’etichetta Wagon Repair di Mathew Jonson; svariate le pubblicazioni su compilation di enorme risonanza quali un Bugged Out mix del 2006 e della Sala RazzMatazz di BCN del 2007. Molteplici le collaborazioni, da Mike Parker a Giorgio Gigli, da Brando Lupi e Claudio Fabrianesi a Exercise One.
Fondatore della Label Dozzy Records e cooproduttore insieme a Nuel di uno dei dischi piu’ ricercati di tutto Discogs: Aquaplano.

Ecco per Frequencies un’intervista realizzata a Donato nel lontano 2007 al Brancaleone. Quella sera gestì la consolle prima di Jeff Mills, proprio per volere dell’artista americano che lo scelse come degno rappresentante della scena Techno made in Rome.

L’intervista andò in onda con TRANSITION sulle frequenze di radioantenna fm 101.3 Modena. Si riescono a cogliere le idee e la passione di un artista che ama il suo lavoro senza dover per forza fare marchette. Un produttore che si è costruito il proprio Sound infischiandosene delle mode del momento.

Lorenzo Teneggi

Immagine anteprima YouTube

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La nostra scelta di questa settimana per Transition, la mitica trasmissione a base di musica elettronica condotta da Lorenzo Teneggi su Radio Antenna 1, sono i Riga, gruppo milanese composto da Martino Nencioni, Riccardo Pietroboni e Jacopo Barbaccia, che in questi giorni hanno visto uscire il loro ultimo album, escapism, sull’altrettanto italianissima ChewZ rec.
Il disco, techno nel suo significato più ampio, è una vera gita nello spazio più buio dove esplodono ritmiche e supernove mentre le melodie sono i fruscii degli asteroidi.

Dobbiamo però diffondere anche la notizia di un fatto molto spiacevole: giovedì scorso a Milano presso il nuovo Spazio Concept di via forcella doveva tenersi la presentazione ufficiale del disco ma è stata bruscamente interrotta dalle autorità locali (l’annona) le quali hanno multato pesantemente gli organizzatori e con minacce di ritorsioni giuridiche hanno stroncato la possibilità di ogni futura manifestazione cultural/musicale in quei luoghi.

Così dopo i vari Matrix e Dj Aniceto ecco un altro colpo al cuore della scena! Ancora una volta la musica elettronica viene demonizzata nel nostro paese e a farne le spese più gravi sono coloro che si impegnano per fare cultura al contrario di chi pensa solo a riempirsi le tasche.

Tracklist:

- CHICKS ON SPEED – WE DON’T PLAY GUITARS —
- LCD SOUNDSYSTEM – POW POW —
- HOT CHIP – OVER & OVER —
- PAUL KALKBRENNER – ALTES KAMUFFEL —
- ELLEN ALLIEN & APPARAT – SLEEPLESS (XTC RMX) —
- GREIE GUT FRAKTION – WIR BAUEN EINE NEUE STADT —
- DOMINIK EULBERG – H2O —
- KRAFTWERK – TOUR DE FRANCE —
- LEN FAKI – KRAFT UND LICHT —
- BURIAL FOUR TET + THOM YORKE – MIRROR —
- BOX CUTTER – COLD WAR (FEAT KEN & RYU) —
- APHEX TWIN – XTAL —
- DJ KRUSH – KILL SWITCH (FEAT AESOP ROCK) —
- DJ SHADOW – BUILDING STEAM WITH A GRAIN OF SALT (NIT GRIT MIX) —
- BEASTIE BOYS – MAKE SOME NOISE —
- GABRIEL ANANDA – SUSSHOLZ —
- MLT – RAUCH (LUKE ABBOTT RMX) —
- JAMES HOLDEN – A BREAK IN THE CLOUD —
- AZTEK MYSTIC AKA DJ ROLANDO – THE KNIGHTS OF THE JAGUAR —
DISCO Frequencies.it RIGA -KLINE COMA —

PODCAST

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stereoSabato 14 maggio Stereo ospita Norman Nodge!!

Dj resident del Berghain dal 2005, Norman Nodge è considerato l’arma segreta dell’underground techno berlinese. Nato a Lipsia, nella Germania Est, e cresciuto a Brandeburgo, è venuto a contatto con la techno dopo la caduta del muro. Dal ‘94 è attivo nell’organizzazione di numerosi eventi che contribuiscono a lanciare la sua carriera da dj, inziando a condividere la consolle con Marcel Fengler e Marcel Dettmann, diventando il loro mentore nell’ambiente techno. Proprio Dettmann, nel 2005, lo presenta al management del Berghain, dove diventa immediatamente resident, ruolo che mantiene con regolarità fino ad oggi, specializzandosi nella difficile arte del “riscaldamento” della lunga “notte” berlinese. Dal 2005 si fa conoscere anche come produttore ed è quasi scontata la sua uscita su MDR, la label di Dettmann, così come l’uscita su Ostgut Ton, dove il brano “Native Rythm Electric” lascia un segno profondo negli amanti della techno più pura, con il suo funk polveroso, il suo sibilo statico e la sua cassa potente. Dj di infinita esperienza, Norman miscela Detroit techno, Chicago house e Techno europea, fondendo il vecchio con il nuovo, i suoni soft con quelli più duri, sempre cercando di staccarsi da qualsiasi tendenza del momento. Stereo è orgogliosa di portarlo al Club Gamma per la sua prima data italiana e regalarvi l’ennesima, poderosa, notte di pura techno lungo fiume.

Resident Djs: REDROB & TSURA (Stereo – Overstep / Italy)

Inizio ore 23.00 – Ingresso: 5 euro prima dell’1.30 – 7 euro dopo l’1.30
Selezione alla porta: no guest list, no dress code, just be polite!

Club Gamma (Fluido River Side) – Viale Cagni 7 – Torino

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Augurando buon divertimento al nostro Lorenzo che venerdì prossimo partirà alla volta della Grande Mela per l’ultimo concerto degli LCD Soundsystem ecco il podcast della nuova puntata di Transition.

PODCAST

- LIARS – MR YOUR ON FIRE MR —
- THE RAPTURE – HOUSE OF JEALOUS LOVERS —
- JOSH WINK – HIGHER STATE OF CONSCIOUSNESS —
- SOUL CLAP – LONELY C (FEAT CHARLES LEVINE) —
- LCD SOUNDSYSTEM – YR CITY’S A SUCKER —
- LCD SOUNDSYSTEM – NORTH AMERICAN SCUM —
- LCD SOUNDSYSTEM – DRUNK GIRLS —
- CARIBOU – SUN (THANKS MATTEO) —
- ANIMAL COLLECTIVE – MY GIRLS —
- BEASTY BOYS – NO SLEEP TILL BROOKLIN (THANKS MARIKA)—
- ANTIPOP CONSORTIUM – PING PONG (THANKS A.FORTIS)—
- AFRIKA BAMBAATAA – PLANET ROCK —
- DJ HELL – THE DJ FEAT P DIDDY —
- BATTLES – ATLAS —
- LE TIGRE – DECEPTACON (THANKS LINDA) —
- MODERAT – A NEW ERROR ( THANKS SARA PLATINUM) —
- INFLAGRANTI – BRUSH MY BEAT —
- THE JUAN MACLEAN – NO TIME (SHIT ROBOT RMX) —
- GORILLAZ – SOME KIND OF NATURE FEAT LOU REED —

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Frequencies

Come definire Frequencies.it? Webmagazine? Nightlife Agenda? Blog per reportage e recensioni? Frequencies.it è tutto questo ma anche molto di più: è lo spazio dove i clubbers possono raccontare le loro avventure in giro per il Mondo alla ricerca dell\'atmosfera perfetta... Da oscuri clubs berlinesi ai grandi festival europei passando per i locali e i trends più alla moda, ad accompagnarci in questo incredibile viaggio i Dj\'s, con la loro musica e loro storie. Allora siete pronti a partire?

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